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	<title>Internet Manager Blog</title>
	
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	<description>Il Blog di Gianluigi Zarantonello. Strategia e marketing nell'ecosistema digitale</description>
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		<title>Finti follower, tanto hype e una domanda: qual è l’obiettivo per cui si comprano profili sui social?</title>
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		<comments>http://internetmanagerblog.com/2012/05/21/finti-follower-tanto-hype-e-una-domanda-qual-e-lobiettivo-per-cui-si-comprano-profili-sui-social/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 May 2012 08:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trends, attualità & dati]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni ha destato molto scalpore il caso sollevato da Marco Camisani Calzolari che ha comprato con successo un grosso quantitativo di follower finti su Twitter a un costo irrisorio, per dimostrare la facilità e la diffusione di queste &#8230; <a href="http://internetmanagerblog.com/2012/05/21/finti-follower-tanto-hype-e-una-domanda-qual-e-lobiettivo-per-cui-si-comprano-profili-sui-social/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1828&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni ha destato molto scalpore il caso sollevato da <a title="Marco Camisani Calzolari" href="http://www.camisanicalzolari.com/2012/05/i-finti-followers-e-i-finti-fans.html" target="_blank">Marco Camisani Calzolari</a> che ha <a title="l'articolo dedicato al caso dal Sole 24 ore" href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-05-16/ecco-come-comprare-50mila-161429.shtml?uuid=AbQ44RdF" target="_blank"><strong>comprato con successo un grosso quantitativo di follower finti su Twitter a un costo irrisorio</strong></a>, per dimostrare la facilità e la diffusione di queste pratiche.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 528px"><img title="Esempio di vendita fan" src="http://www.1000fblikes.com/images/offer.jpg" alt="" width="518" height="289" /><p class="wp-caption-text">Un esempio di vendita di fan</p></div>
<p>Il tutto ha avuto ampio riscontro anche <a title="«Così ho comprato 50 mila follower»" href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/12_maggio_16/compravendita-follower-fan-facebook-twitter_1d5ee5ec-9f8e-11e1-b258-f2fcbb76be58.shtml" target="_blank">sui media generalisti</a> che hanno gridato allo scandalo rispetto questo tipo di comportamenti scorretti, assolutamente deprecabili ma purtroppo non nuovi agli addetti ai lavori.</p>
<p>Come giustamente rilevato da Marco ci sono molti che fanno i furbi ma io trovo anche che ci <strong>sia una colossale ignoranza su tutte queste tematiche da parte di aziende (e media)</strong>, con il costante pensiero che certi strumenti che si <strong>usano (spesso male) per finalità private siano per questo già patrimonio di conoscenza dell’azienda</strong>. E se anche ciò non fosse, abbiamo sempre alla porta<a title="Tanta vivacità, ma la strategia digitale è un’altra cosa…" href="http://internetmanagerblog.com/2011/10/17/strategia-digitale-da-sviluppare-in-modo-maturo/"> una schiera di guru del settore</a> che dopo aver speso una quindicina di giorni online si sentono pronti a cambiare le sorti strategiche delle aziende.</p>
<p>Mancano invece alcuni elementi di base, che proverò a sintetizzare in pochi punti.</p>
<p>La prima domanda importante che nessuno si pone è: <strong>che cosa me ne faccio di questi follower o fan che acquisisco?</strong> Poniamo che io abbia raggiunto con politiche scorrette un volume elevato di persone che figurano sulle mie pagine social, di cui però <strong>non so praticamente nulla e che non interagiscono con me in alcun modo</strong>: che valore hanno?<br />
Forse solo quello di mostrare ai vertici aziendali che abbiamo un caso di successo (?!?) sui social network che a loro volta sono “lo strumento di marketing del momento”.</p>
<p>La faccenda poi si lega a doppio filo al <strong>tema dei social media come <a title="Back to work: qualche considerazione sulla (corretta) visione dei nuovi media" href="http://internetmanagerblog.com/2011/08/30/strategie-e-logiche-di-sviluppo-dei-nuovi-media/">parte di un ecosistema digitale</a></strong> che ciascuna azienda può attivare per <a title="Costruireste una casa senza fondamenta? E allora, perché sul digitale sì?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/12/12/costruireste-una-casa-senza-fondamenta-e-allora-perche-sul-digitale-si/"><strong>raggiungere i propri obiettivi attraverso una specifica strategia</strong></a>.<br />
In questa frase ci sono già due elementi che chi acquista dei fan al chilo omette: gli obiettivi, che non possono essere un mero “io ho più fan di te”, e la<a title="Sembra facile…benvenuti nella complessità digitale!" href="http://internetmanagerblog.com/2012/04/02/sembra-facile-benvenuti-nella-complessita-digitale/"> strategia digitale complessa</a> che dovrebbe portare l’azienda <strong>a costruire dei database/community proprietari e attivare diversi mezzi di cui i social media sono solo una parte</strong>, seppure importante.</p>
<p>Infine, se vogliamo iniziare a <strong>parlare di ROI</strong> non possiamo non considerare la <strong>differenza fra fan attivi e semplici numeri</strong>, anche perché solo gli attivi producono dei <a title="E se dall’economia dell’attenzione ci stessimo spostando verso l’economia dei dati?" href="http://internetmanagerblog.com/2012/02/13/e-se-da-economia-di-attenzione-ci-stessimo-spostando-verso-economia-dei-dati/">dati davvero utilizzabili in ottica di big data e business intelligence</a>.<br />
Ma mi sembra che se ad oggi stiamo ancora discutendo sul numero grezzo il mondo quel mondo è molto molto lontano e la scelta di utilizzare certe piattaforme tecnologiche è <a title="Come sopravvivere alle mode digitali: cavalcare l’hype senza farsi travolgere" href="http://internetmanagerblog.com/2012/04/17/come-sopravvivere-alle-mode-digitali-cavalcare-lhype-senza-farsi-travolgere/">dovuta solo all’hype mediatico e alla moda</a>. E dunque la delusione è inevitabile, tanto per le pmi che per i <a title="Gm ritira la pubblicità da Facebook &quot;Il ritorno degli investimenti è basso&quot;" href="http://m.repubblica.it/mobile/r/wrap/economia/2012/05/16/news/facebook_borsa-35266600/" target="_blank">grandi colossi</a>.</p>
<p>Voi che ne dite?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/webspecialist.wordpress.com/1828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/webspecialist.wordpress.com/1828/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/webspecialist.wordpress.com/1828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/webspecialist.wordpress.com/1828/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/webspecialist.wordpress.com/1828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/webspecialist.wordpress.com/1828/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/webspecialist.wordpress.com/1828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/webspecialist.wordpress.com/1828/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/webspecialist.wordpress.com/1828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/webspecialist.wordpress.com/1828/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/webspecialist.wordpress.com/1828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/webspecialist.wordpress.com/1828/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/webspecialist.wordpress.com/1828/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/webspecialist.wordpress.com/1828/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1828&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />
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		<title>Nuvole, dati e tanti soldi: cosa sta succedendo in questi giorni online</title>
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		<comments>http://internetmanagerblog.com/2012/05/07/glancee-google-drive-instagram-slideshare-e-tutti-gli-altri/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 05:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è che dire, le  ultime settimane sono state decisamente vivaci online, nell&#8217;attesa della favolosa (e troppo gonfiata?) IPO di Facebook. Proprio il gigante di Zuckenberg si è dato da fare più di tutti, con l&#8217;acquisizione di Instagram per il &#8230; <a href="http://internetmanagerblog.com/2012/05/07/glancee-google-drive-instagram-slideshare-e-tutti-gli-altri/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1816&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;è che dire, le  ultime settimane sono state decisamente vivaci online, nell&#8217;attesa della favolosa (e troppo gonfiata?) IPO di Facebook.</p>
<p>Proprio il gigante di Zuckenberg si è dato da fare più di tutti, con <strong><a title="Facebook compra Instagram" href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-04-09/facebook-acquista-instagram-miliardo-193539.shtml?uuid=AbUbtaLF" target="_blank">l&#8217;acquisizione di Instagram</a> per il notevole (!) prezzo di 1 miliardo di dollari</strong> e, subito a ruota, <strong>dall&#8217;<a title="Facebook compra l'italiana Glancee" href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-05-05/amici-sono-anche-vicini-121139.shtml?uuid=Ab9Y34XF" target="_blank">acquisto di Glancee</a></strong> (una volta tanto, start-up italiana che è riuscita a farsi sentire all&#8217;estero). Nello stesso periodo, <strong>Google ha lanciato finalmente il suo servizio di storage cloud <a title="Google Drive" href="https://drive.google.com" target="_blank">Google Drive</a></strong>, mentre <strong><a title="Linkedin acquisisce SlideShare" href="http://hightech.blogosfere.it/2012/05/linkedin-acquisisce-slideshare-11875-milioni-di-dollari-il-prezzo.html" target="_blank">Linkedin ha acquistato SlideShare</a></strong> per quasi 119 milioni di dollari.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Glancee" src="http://www.webnews.it/wp-content/uploads/2012/05/glancee.jpg" alt="" width="520" height="280" /></p>
<p>Posto che resto sempre affascianato dai capitali che girano oltre oceano per questo tipo di operazioni, condivido <a title="Verso il mobile l’impero dirige il suo corso" href="http://vincos.it/2012/05/05/verso-il-mobile-limpero-dirige-il-suo-corso/http://" target="_blank">l&#8217;analisi fatta da Vincenzo Cosenza</a> per quanto riguarda il fronte Facebook: il gigante dei social network sta<strong> acquisendo </strong>prima di tutto<strong> know how per competere nel campo più significativo e promettente (<a title="Why Mobile Business Apps are Attractive to Venture Capitalists" href="http://www.readwriteweb.com/mobile/2012/04/why-mobile-business-apps-are-a.php" target="_blank">anche per i venture capital</a>), il mobile</strong>.</p>
<p>Non da meno poi è Google, visto che sia la creazione del <a title="Google Play" href="http://play.google.com" target="_blank">marketplace Play</a> sia il lancio di Drive fanno parte di <a title="Google Play e (ancora una volta) la logica dell’ecosistema" href="http://internetmanagerblog.com/2012/03/12/google-play-e-ancora-una-volta-la-logica-dellecosistema/"><strong>una logica di ecosistema digitale in cui Big G vuole legare i suoi utenti attraverso un reticolo di servizi</strong></a> svincolati dal device, fermo restanto che con Android la presenza di Mountain View in questo mercato è enorme.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Cloud World" src="http://techgenra.com/wp-content/uploads/2012/04/cloud-storage1.jpg" alt="Cloud" width="511" height="336" /></p>
<p><strong>Cloud e cellulari</strong>, con <strong>accesso a tutti i dati e i servizi in maniera indifferente rispetto agli strumenti usati</strong>: lo <a title="Tra nuvole e cellulari…" href="http://internetmanagerblog.com/2010/06/15/cloud-computing-e-web-mobile-nel-futuro-del-web-e-non-solo/" target="_blank">avevo abbozzato già 2 anni fa</a> e credo che sia questo <strong>il terreno di battaglia del prossimo futuro</strong>, in cui infatti sono scesi anche i player &#8220;tradizionali&#8221; Apple (con<a title="Apple iCloud" href="http://www.icloud.com/" target="_blank"> iCloud</a>) e, tardivamente, Microsoft (con <a title="Microsoft Skydrive" href="http://explore.live.com/windows-live-skydrive" target="_blank">Skydrive</a>) che stanno offrendo servizi al mercato dei consumatori finali (che <a title="MICROSOFT, 88% ITALIANI VIVE GIA’ SULLA ‘NUVOLA’" href="http://www.primaonline.it/2011/10/19/97001/internet-microsoft-88-italiani-vive-gia-sulla-nuvola/" target="_blank">già usufruiscono di certi strumenti senza saperlo</a>).</p>
<p>L&#8217;obiettivo vero è però alla fine quello di <strong>agganciare al proprio ecosistema digitale le nuove <a title="The rise of Generation-C…and what to do about it" href="http://www.briansolis.com/2012/04/the-rise-of-generation-c-and-what-to-do-about-it/" target="_blank">generazioni sempre connesse</a> e i &#8220;<a title="Chi sono i nativi digitali?" href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-04-21/popolo-rete-184826.shtml?uuid=AbHX4fRF" target="_blank">nativi digitali</a>&#8220;</strong>, forse anche a scapito della redditività immediata, sfruttando al meglio <strong>il <a title="Gratis di Chris Anderson e la teoria del Fremium" href="http://internetmanagerblog.com/2009/10/20/gratis_free_il_libro_di_chris_anderson/">modello fremium</a></strong> e i <strong>costi sempre più bassi dello storage</strong> (pensate cosa vuol dire regalare a milioni di utenti 2 o 5 GB e vendere a 800 dollari mese 16 tera come fa Google!).</p>
<p>Rispetto al punto dello storage, è bene anche <strong>ricordare che non si tratta di mondi solo virtuali</strong>, visto dietro ci sono <a title="L’irresistibile concretezza (fisica) dei nuovi media “virtuali”" href="http://internetmanagerblog.com/2011/10/24/lirresistibile-concretezza-fisica-dei-nuovi-media-virtuali/">grandi macchine hardware</a>, il ferro insomma, e questo dà un senso di tangibilità a quello che sembra un universo evanescente di bit.</p>
<p>Questi grandi <strong>ecosistemi fatti di software, cloud e dispositivi mobili</strong> (non solo cellulari) forse non saranno la <a title="Il web è morto? Beh, allora è il momento di usarlo meglio!" href="http://internetmanagerblog.com/2010/10/19/il-web-e-morto-come-sfruttar-il-nuovo-web/" target="_blank">fine del web pronosticata da Chris Anderson qualche tempo fa </a>ma sicuramente segneranno un&#8217;evoluzione significativa ed essere dentro o fuori potrebbe<strong> fare la <a title="Who Will Survive The Social Media Bubble? " href="http://www.readwriteweb.com/archives/who_will_survive_the_social_media_bubble.php" target="_blank">differenza per sopravvivere</a> al momento in cui i social (e in generale i player web) come li conosciamo ora verranno superati da nuovi paradigmi.</strong></p>
<p>Insomma siamo solo all&#8217;inizio&#8230;e voi, che pensate di questo nuovo scenario competitivo?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/webspecialist.wordpress.com/1816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/webspecialist.wordpress.com/1816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/webspecialist.wordpress.com/1816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/webspecialist.wordpress.com/1816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/webspecialist.wordpress.com/1816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/webspecialist.wordpress.com/1816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/webspecialist.wordpress.com/1816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/webspecialist.wordpress.com/1816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/webspecialist.wordpress.com/1816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/webspecialist.wordpress.com/1816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/webspecialist.wordpress.com/1816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/webspecialist.wordpress.com/1816/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/webspecialist.wordpress.com/1816/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/webspecialist.wordpress.com/1816/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1816&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />
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			<media:title type="html">Cloud World</media:title>
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		<title>Come sopravvivere alle mode digitali: cavalcare l’hype senza farsi travolgere</title>
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		<comments>http://internetmanagerblog.com/2012/04/17/come-sopravvivere-alle-mode-digitali-cavalcare-lhype-senza-farsi-travolgere/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 07:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trends, attualità & dati]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo post prende lo spunto iniziale dalla polemica delle scorse settimane attorno a una famosa fashion blogger e ai suoi possibili compensi da parte di alcune aziende. Sulla vicenda mi sono già espresso su alcuni spazi social, in effetti sono &#8230; <a href="http://internetmanagerblog.com/2012/04/17/come-sopravvivere-alle-mode-digitali-cavalcare-lhype-senza-farsi-travolgere/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1802&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post prende lo spunto iniziale dalla <strong><a title="le polemiche su di una famosa fashion blogger" href="http://hightech.blogosfere.it/2012/04/chiara-ferragni-blonde-salad-blogosfera.html" target="_blank">polemica delle scorse settimane attorno a una famosa fashion blogger</a> e ai suoi possibili compensi</strong> da parte di alcune aziende.</p>
<p>Sulla vicenda mi sono già espresso su <a title="la discussione su Google+" href="https://plus.google.com/u/0/112930363515083491757/posts/WacRNtwMFcu" target="_blank">alcuni spazi social</a>, in effetti sono stupito del fatto che <strong>tutti si <a title="Le lacrime di coccodrillo sui blogger di moda  Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/marchionne-veste-prada/le-lacrime-di-coccodrillo-sui-blogger-di-moda#ixzz1sEdjW9EO" href="http://www.linkiesta.it/blogs/marchionne-veste-prada/le-lacrime-di-coccodrillo-sui-blogger-di-moda" target="_blank">accorgano ora di tale fenomeno</a></strong> e, contemporaneamente, le vicende di questa persona (dotata di grandi capacità di <a title="Il personal branding nell’era del web 2.0 e dei social network" href="http://internetmanagerblog.com/2008/12/17/il-personal-branding-nell%e2%80%99era-del-web-20-e-dei-social-network/">personal branding</a>) <strong>mi fanno pensare che la corsa all&#8217;emulazione di alcuni brand sia poco ragionata e molto dettata dalla moda</strong>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 514px"><img class=" " title="Ciclo Hype" src="http://webspecialist.files.wordpress.com/2012/04/hypecycle.png?w=504&h=378" alt="" width="504" height="378" /><p class="wp-caption-text">Il ciclo di Hype: ne parlerò poco più sotto</p></div>
<p>Il fenomeno dei <a title="Fashion Blogger italiani" href="http://www.italianfashionbloggers.com/" target="_blank">fashion blogger</a> infatti è nato in ritardo in Italia e l&#8217;attenzione recentemente dedicata a questo mondo dalla stampa ha creato un mercato fiorente per quei (pochi) che sono riusciti a crearsi un nome noto alle cronache.</p>
<p>La <strong>scarsa capacità di valutazione del ROI digitale</strong> e la <strong><a title="Costruireste una casa senza fondamenta? E allora, perché sul digitale sì?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/12/12/costruireste-una-casa-senza-fondamenta-e-allora-perche-sul-digitale-si/">strategia poco distintiva</a> di alcuni brand</strong> hanno poi creato una domanda per i soliti noti tale da determinare degli economics fuori scala per i servizi, pur dotati di valore aggiunto, di questi blogger.</p>
<p>Allargando lo sguardo oltre l&#8217;episodio però approfitto di questo spunto per riprendere <strong>due concetti</strong> che ho già trattato in passato: il <a title="Hype Cicle" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hype_cycle" target="_blank"><strong>ciclo di hype</strong></a> e il corretto <a title="Tanta vivacità, ma la strategia digitale è un’altra cosa…" href="http://internetmanagerblog.com/2011/10/17/strategia-digitale-da-sviluppare-in-modo-maturo/" target="_blank"><strong>processo di definizione di una strategia digitale</strong></a>.</p>
<p>Il primo, oggi molto amplificato dall&#8217;attenzione dei media tradizionali per il web, è il fenomeno per cui una tecnologia con un impatto sociale vive una crescita, un momento di <strong>successo fin troppo ampio (hype)</strong> e poi <strong>si assesta dopo una fase di disillusione trovando il proprio pubblico più o meno di nicchia</strong> (si pensi a <a title="Second life ed il ciclo di Hype" href="http://internetmanagerblog.com/2008/10/22/second-life-ed-il-ciclo-di-hype/">Second Life</a>).</p>
<p>Sul secondo invece ricordo<a title="Come approcciare in modo corretto (e strategico) i social media?" href="http://internetmanagerblog.com/2009/03/02/approccio-strategico-social-media-e-social-media-marketing/"><strong> l&#8217;approccio POST</strong></a>, che prevede di partire dall&#8217;analisi del target (e della relativa competenza tecnologica) per poi definire obiettivi e strategia e, <strong>solo alla fine, la tecnologia ottimale per avere successo</strong>.</p>
<p>Ho messo assieme questi elementi perché guardandoli assieme diventa sempre <strong>più importante individuare per tempo e in modo critico i nuovi fenomeni del digitale</strong>, con questi consigli che mi permetto di dare:</p>
<p>a) <strong>cercate di captare cosa sta prendendo piede sulla rete monitorando e <a title="Avete mai pensato di usare Twitter per ascoltare?" href="http://internetmanagerblog.com/2010/07/13/twitter-come-strumento-di-ascolto-e-ricerca/">ascoltando</a> gli early adopter del settore</strong> che vi interessa e studiate i nuovi strumenti prima che diventino noti, per essere pronti.</p>
<p>b) <strong>siate veloci a comunicare non appena i primi media mainstream inizieranno a citare il nuovo servizio</strong>: il vantaggio di immagine di essere i primi è notevole.</p>
<p>c) <strong><a title="Sembra facile…benvenuti nella complessità digitale!" href="http://internetmanagerblog.com/2012/04/02/sembra-facile-benvenuti-nella-complessita-digitale/">integrate</a> il più possibile il nuovo mezzo con quelli che avete già</strong>, e soprattutto con gli <a title="Titolo difficile per un concetto quasi semplice: non dimenticate di combinare gli earned media con i vostri owned media" href="http://internetmanagerblog.com/2011/09/14/titolo-difficile-per-un-concetto-quasi-semplice-non-dimenticate-di-combinare-gli-earned-media-con-i-vostri-owned-media/"><strong>owned media</strong></a>: sarà più efficace e vi vincolerà meno nel caso lo strumento perda di interesse in breve.</p>
<p>d) cercate <strong>tecnologie che siano davvero rilevanti</strong> per il vostro pubblico usando l&#8217;approccio POST e non rincorrete solo le mode</p>
<p>e) <strong>datevi degli obiettivi e misurate che ritorni vi arrivano in merito</strong>: senza sapere che cosa si vuole diventa difficile anche capire il livello di successo.</p>
<p>Per seguire questi consigli ovviamente <strong>serve sensibilità, know how e consapevolezza che i mezzi lavorano sempre tutti insieme in <a title="Back to work: qualche considerazione sulla (corretta) visione dei nuovi media" href="http://internetmanagerblog.com/2011/08/30/strategie-e-logiche-di-sviluppo-dei-nuovi-media/">un&#8217;ottica di ecosistema</a></strong>.</p>
<p>Senza contare che i primi poi possono spuntare i prezzi migliori, sempre ammesso di dover pagare&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/webspecialist.wordpress.com/1802/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/webspecialist.wordpress.com/1802/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/webspecialist.wordpress.com/1802/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/webspecialist.wordpress.com/1802/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/webspecialist.wordpress.com/1802/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/webspecialist.wordpress.com/1802/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/webspecialist.wordpress.com/1802/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/webspecialist.wordpress.com/1802/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/webspecialist.wordpress.com/1802/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/webspecialist.wordpress.com/1802/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/webspecialist.wordpress.com/1802/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/webspecialist.wordpress.com/1802/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/webspecialist.wordpress.com/1802/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/webspecialist.wordpress.com/1802/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1802&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />
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			<media:title type="html">Ciclo Hype</media:title>
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		<title>Sembra facile…benvenuti nella complessità digitale!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 06:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni a fil di rete]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i post]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ecosistema digitale è sempre più complesso ma per molte aziende questo fatto non è ancora evidente. I social media e l&#8217;evoluzione tecnologica degli strumenti digitali, che vengono abbastanza da lontano, hanno infatti dato una percezione di semplificazione rispetto alla realtà: &#8230; <a href="http://internetmanagerblog.com/2012/04/02/sembra-facile-benvenuti-nella-complessita-digitale/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1795&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;ecosistema digitale</strong> è sempre <strong>più complesso </strong>ma per molte aziende questo fatto non è ancora evidente.<br />
I social media e l&#8217;evoluzione tecnologica degli strumenti digitali, che <a title="Da dove nasce il social web e perché ha così grande successo?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/01/10/le-origini-socio-economiche-del-social-web/">vengono abbastanza da lontano</a>, hanno infatti dato una <strong>percezione di semplificazione rispetto alla realtà</strong>: mezzi gratuiti o poco costosi, simili a quelli che usiamo già come utenti privati e con basso profilo di rischio.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img title="frattali" src="http://www.informaticapratica.com/wp-content/uploads/2009/02/apophysis-frattali.jpg" alt="" width="450" height="320" /><p class="wp-caption-text">Un esempio di complessità: i frattali</p></div>
<p>Come sappiamo anche solo limitandoci a una visione superficiale non è così perché, ad esempio, <strong>il fatto che gli utenti siano perfino più esperti dei loro interlocutori aziendali</strong> e <strong>accedano alla pari</strong> agli stessi mezzi crea più di qualche grattacapo <strong>nel momento in cui vogliono essere ascoltati e dialogare.</strong></p>
<p>Proviamo però ad andare <strong>anche oltre a questi temi,</strong> piuttosto assodati anche se totalmente ignorati da larga parte di chi si occupa di digitale in azienda, per spingerci più avanti.</p>
<p>Ecco alcune questioni che i CMO (o i <a title="What do you call a marketing technologist?" href="http://www.chiefmartec.com/2012/03/what-do-you-call-a-marketing-technologist.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+ChiefMarketingTechnologist+%28Chief+Marketing+Technologist%29" target="_blank">Chief Marketing Technologist</a>?) dovranno presto affrontare:</p>
<p>a) <strong>Skills tecnologiche</strong>: saranno <strong><a title="Technological Know-How Is a Job Requirement" href="http://blogs.hbr.org/cs/2012/03/technological_know-how_is_a_job_requirement.html?awid=6493846415991042466-3271" target="_blank">sempre più richieste</a></strong> anche se non in chiave di puro tecnicismo quanto in termini di <strong><a title="Back to work: qualche considerazione sulla (corretta) visione dei nuovi media" href="http://internetmanagerblog.com/2011/08/30/strategie-e-logiche-di-sviluppo-dei-nuovi-media/" target="_blank">visione strategica e di comprensione degli strumenti</a></strong>. Non possiamo essere meno competenti sui mezzi rispetto al pubblico target. E la <a title="Tanta vivacità, ma la strategia digitale è un’altra cosa…" href="http://internetmanagerblog.com/2011/10/17/strategia-digitale-da-sviluppare-in-modo-maturo/" target="_blank">strategia è un&#8217;altra cosa rispetto a saperci smanettare</a>.</p>
<p>b) <strong>Capacità di ragionare in ottica multicanale</strong>: mentre in molte realtà si fa ancora fatica ad adattare la propria comunicazione tradizione al web <strong>il mondo va sempre più nella direzione di una <a title="L’irresistibile ipertestualità del mondo che sta per venire" href="http://internetmanagerblog.com/2010/01/21/l%e2%80%99irresistibile-ipertestualita-del-mondo-che-sta-per-venire/" target="_blank">ipertestualità diffusa</a></strong> e di una <strong>multicanalità</strong> in cui i nativi digitali si aspettano <strong>un&#8217;esperienza coerente in tutti i canali digitali e fisici.</strong> Una bella sfida, sopratutto sul <a title="Arrivano sempre più strumenti, ma avete già pensato che cosa metterci?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/02/22/multicanalita-progettare-i-contenuti-per-i-nuovi-strumenti/">piano dei contenuti</a>.</p>
<p>c) <strong>Capacità di bilanciare paid, earned e owned media</strong>: il panorama degli strumenti è reso ancora più complicato dal fatto che <a title="Titolo difficile per un concetto quasi semplice: non dimenticate di combinare gli earned media con i vostri owned media" href="http://internetmanagerblog.com/2011/09/14/titolo-difficile-per-un-concetto-quasi-semplice-non-dimenticate-di-combinare-gli-earned-media-con-i-vostri-owned-media/">alcuni sono sotto il nostro pieno controllo e altri molto meno</a>. E&#8217; il dilemma di cui <a title="Meglio inventare ogni volta la ruota o consegnare ad altri i propri utenti?" href="http://internetmanagerblog.com/2009/11/16/meglio-inventare-ogni-volta-la-ruota-o-consegnare-ad-altri-i-propri-utenti/">ho parlato ad esempio qui</a>, e che non va dimenticato nella <a title="Costruireste una casa senza fondamenta? E allora, perché sul digitale sì?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/12/12/costruireste-una-casa-senza-fondamenta-e-allora-perche-sul-digitale-si/">costruzione delle basi della nostra digital strategy</a>.</p>
<p>d) <strong>Corretto uso di tutti i dati per comprendere le opportunità di business e modificare i propri modelli</strong>: è il tema del <strong><a title="The big data for the big picture" href="http://internetmanagerblog.com/2011/10/10/the-big-data-for-the-big-picture/">big data</a></strong>, rispetto al quale la <a title="E se dall’economia dell’attenzione ci stessimo spostando verso l’economia dei dati?" href="http://internetmanagerblog.com/2012/02/13/e-se-da-economia-di-attenzione-ci-stessimo-spostando-verso-economia-dei-dati/">capacità di sfruttare</a> la (fin troppo?) ampia quantità di informazioni disponibili sarà cruciale.</p>
<p>e) <strong>Coraggio di cambiare</strong>: cambiare <a title="La tecnologia può migliorare la vostra organizzazione? Sì, se l’organizzazione lo permette!" href="http://internetmanagerblog.com/2012/02/06/come-la-tecnologia-puo-migliorare-la-vostra-organizzazione-enterprise-2-0-e-strategia-digitale/">l&#8217;organizzazione interna</a>, cambiare i <a title="Survival of the Fitting: 10 important trends to survive Digital Darwinism" href="http://www.briansolis.com/2012/03/10-tenets-to-survive-digital-darwinism/" target="_blank">modelli di business</a>, cambiare <a title="La cloud è bella se la testa è pronta" href="http://internetmanagerblog.com/2011/06/29/il_cloud_computing_tra_strategia_e_cultura_aziendal/" target="_blank">mentalità</a> e <a title="Chi ha paura del web 2.0? Un piccolo e-book di inizio anno…" href="http://internetmanagerblog.com/2010/01/11/e-book-chi-ha-paura-del-web-2-0-raccolta-di-posts/">vincere il timore di esporsi e dialogare</a>, dato che ormai non è più possibile farne a meno.</p>
<p>Non mi sembra uno scenario così semplice, no? <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Secondo la vostra esperienza stiamo maturando queste consapevolezze in Italia o siamo ancora indietro?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/webspecialist.wordpress.com/1795/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/webspecialist.wordpress.com/1795/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/webspecialist.wordpress.com/1795/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/webspecialist.wordpress.com/1795/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/webspecialist.wordpress.com/1795/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/webspecialist.wordpress.com/1795/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/webspecialist.wordpress.com/1795/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/webspecialist.wordpress.com/1795/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/webspecialist.wordpress.com/1795/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/webspecialist.wordpress.com/1795/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/webspecialist.wordpress.com/1795/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/webspecialist.wordpress.com/1795/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/webspecialist.wordpress.com/1795/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/webspecialist.wordpress.com/1795/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1795&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />
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		<title>Google Play e (ancora una volta) la logica dell’ecosistema</title>
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		<comments>http://internetmanagerblog.com/2012/03/12/google-play-e-ancora-una-volta-la-logica-dellecosistema/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 07:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni a fil di rete]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i post]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Google Play]]></category>
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		<category><![CDATA[mobile internet]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; nato da pochi giorni Google Play, il nuovo market del colosso del web che va a inglobare il vecchio Android Market e presto diversi altri servizi legati alla vendita di contenuti. La notizia, arrivata più o meno in concomitanza &#8230; <a href="http://internetmanagerblog.com/2012/03/12/google-play-e-ancora-una-volta-la-logica-dellecosistema/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1783&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; nato da pochi giorni <strong><a title="Google Play" href="http://play.google.com" target="_blank">Google Play</a></strong>, il nuovo market del colosso del web che va a inglobare il vecchio Android Market e presto diversi altri servizi legati alla vendita di contenuti.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Google Play" src="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/03/google-play.jpg" alt="Google Play" width="478" height="269" /><br />
La notizia, arrivata più o meno <strong>in concomitanza con il <a title="Il nuovo iPad" href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-03-10/nuovo-ipad-cosa-dice-093953.shtml?uuid=AbvOGa5E" target="_blank">lancio del nuovo iPad</a></strong>, mi sembra quanto mai <strong>coerente con le ultime mosse di Google </strong>rispetto all&#8217;<a title="Google+ guadagnerà 490 milioni il primo Marzo" href="http://gplusbusiness.blogspot.com/2012/02/google-guadagnera-490-milioni-il-primo.html" target="_blank">integrazione</a> e alla <a title="Trasparenza e privacy:  Google prova il binomio impossibile" href="http://www.corriere.it/economia/12_febbraio_28/trasparenza-privacy-binomio-impossibile-gaggi_68e091f0-61d6-11e1-9e7f-339fb1d47269.shtml" target="_blank">privacy unificata</a> dei suoi servizi.<br />
In tempi non sospetti infatti <a title="Google+ e la logica dell’ecosistema" href="http://internetmanagerblog.com/2011/07/11/google-e-la-logica-dellecosistema/">avevo scritto</a> che Google+, tutt&#8217;ora oggetto un po&#8217; misterioso <a title="Google + è un social deserto" href="http://www.giornalettismo.com/archives/206869/google-e-un-social-deserto/" target="_blank">nei reali risultati</a>, <strong>non doveva essere visto come pura reazione a Facebook ma come un pezzo di un ecosistema più vasto</strong>, termine che <a title="Costruireste una casa senza fondamenta? E allora, perché sul digitale sì?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/12/12/costruireste-una-casa-senza-fondamenta-e-allora-perche-sul-digitale-si/">uso spesso </a>e che ritrovo con piacere anche sul Sole 24 Ore proprio <a title="Google Play si &quot;mangia&quot; Android market: sfida ad iTunes con apps, film, musica e libri" href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-03-07/google-play-mangia-android-134641.shtml?uuid=AbcjOs3E" target="_blank">a proposito di Google Play</a>.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://internetmanagerblog.com/2012/03/12/google-play-e-ancora-una-volta-la-logica-dellecosistema/"><img src="http://img.youtube.com/vi/GdZxbmEHW7M/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>A mio avviso dunque <strong>non siamo (solo) davanti a una rincorsa a Apple</strong>, che pure segna spesso la via per i big della rete, ma a <strong>un processo per cui questo market si inserisce nella razionalizzazione di <a title="Servizi Google" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_servizi_e_degli_strumenti_Google" target="_blank">quel mare di servizi</a></strong> che Google lancia continuamente, con diverse fortune, grazie alla fetta di tempo che i suoi sviluppatori possono dedicare ai progetti personali (20% del totale). Pochi sono profittevoli (e bastano alla grande) ma ora tutti quelli che hanno un certo successo stanno convergendo.</p>
<p>L&#8217;idea è una sola alla fine, avere <strong>un utente con un profilo Google con il quale esso può accedere a un mondi di servizi</strong>, gratuiti o a pagamento, collegati in modo più fluido e dove è <strong>presente costantemente l&#8217;advertising del colosso di Mountain View</strong>, il vero motore economico di questa macchina e su cui i competitors sono ancora distanti.</p>
<p>Tutto questo mondo, a differenza dei rivali tradizionali dell&#8217;informatica come Microsoft,<strong> si svolge totalmente online</strong> dato che anche Google Play ospiterà tutti i contenuti acquistati su <a title="Cloud Computing" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing" target="_blank">cloud</a>, disponibili anche da altri device tramite il Google ID.<br />
Ossia se volete quello che fa <a title="iCloud" href="http://www.apple.com/it/icloud/" target="_blank">iCloud</a> ma anche la stessa Google con i <a title="Chrome Book" href="http://www.google.it/chromebook" target="_blank">Chrome Book</a>, la cosa interessante è che Google vuole ora <strong>rendere anche gli smartphone Android un hardware governato dai propri profili</strong>, scelta che limita molto il potenziale svantaggio rispetto a Apple di avere a che fare con diversi produttori, mentre lascia vivo il plus di un ecosistema più vasto.</p>
<p>In conclusione dunque ci troviamo difronte<strong> a un disegno molto vasto</strong>, in cui Google <strong>fa leva sui tanti ambiti in cui è leader per insidiare anche leader di altri settori</strong>, quali Apple e Facebook, non tanto sul terreno diretto del servizio in sé <strong>ma anche e soprattutto inserendolo in un&#8217;offerta totalmente web e a 360°</strong>.<br />
n piano a tratti un po&#8217; inquietante per la vastità, ma <strong><a title="E se dall’economia dell’attenzione ci stessimo spostando verso l’economia dei dati?" href="http://internetmanagerblog.com/2012/02/13/e-se-da-economia-di-attenzione-ci-stessimo-spostando-verso-economia-dei-dati/">pienamente coerente con l&#8217;economia dei dati</a></strong> e con lo sfruttamento delle opportunità date da una <strong><a title="Da dove nasce il social web e perché ha così grande successo?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/01/10/le-origini-socio-economiche-del-social-web/">banda sempre più larga e da uno storage cloud sempre più diffuso</a></strong> ed economico che rende <strong>meno cruciale il vantaggio dato dall&#8217;harware</strong>.</p>
<p>Voi che ne pensate?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/webspecialist.wordpress.com/1783/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/webspecialist.wordpress.com/1783/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/webspecialist.wordpress.com/1783/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/webspecialist.wordpress.com/1783/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/webspecialist.wordpress.com/1783/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/webspecialist.wordpress.com/1783/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/webspecialist.wordpress.com/1783/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/webspecialist.wordpress.com/1783/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/webspecialist.wordpress.com/1783/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/webspecialist.wordpress.com/1783/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/webspecialist.wordpress.com/1783/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/webspecialist.wordpress.com/1783/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/webspecialist.wordpress.com/1783/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/webspecialist.wordpress.com/1783/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1783&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />
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		<media:content url="http://cineguru.screenweek.it/files/2012/03/google-play.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Google Play</media:title>
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		<title>Parla come mangi e… poi invitami a cena!</title>
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		<comments>http://internetmanagerblog.com/2012/02/27/la-comunicazione-fra-esperti-tecnologia-e-manager/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trends, attualità & dati]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i post]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho scelto un titolo provocatorio per attirare l&#8217;attenzione su di un post in cui sarò molto schietto a proposito di un tema che mi sta a cuore da tempo: l&#8217;incontro e il dialogo tra manager d&#8217;azienda e esperti di nuove &#8230; <a href="http://internetmanagerblog.com/2012/02/27/la-comunicazione-fra-esperti-tecnologia-e-manager/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1775&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scelto un titolo provocatorio per attirare l&#8217;attenzione su di un post in cui sarò molto schietto a proposito di un tema che mi sta a cuore da tempo: <strong><a title="Ehi tu, social…web…2.0…insomma coso!" href="http://internetmanagerblog.com/2011/06/07/evoluzione_delle_professioni_digital/">l&#8217;incontro e il dialogo tra manager d&#8217;azienda e esperti di nuove tecnologie</a></strong>.</p>
<p>Vado spesso (o partecipo in streaming) a <strong>interessanti eventi dedicati a mobile, e-commerce, digital communication e chi più ne ha più ne metta</strong> e ho sempre l&#8217;impressione che i partecipanti siano <strong>addetti ai lavori che ascoltano altri loro colleghi.</strong><br />
Grandi assenti invece sono spesso i <strong>manager d&#8217;aziende non digitali</strong>, coloro che disegnano le strategie o, più semplicemente, le rendono effettive attraverso tutti gli strumenti oggi esistenti.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px"><img class=" " title="Fonte http://whatconsumesme.com" src="http://whatconsumesme.com/wp-content/uploads/2011/12/digital-strategy.png" alt="" width="584" height="395" /><p class="wp-caption-text">Fonte http://whatconsumesme.com</p></div>
<p>Io ho la fortuna di ricoprire <strong><a title="Le mie attività" href="http://www.gianluigizarantonello.it/attivita.html" target="_blank">una posizione strategica</a> a cavallo fra questi due mondi</strong> e spesso per tale motivo faccio anche da interprete fra le due facce del business, per quanto <a title="Tecnologia e organizzazione aziendale: un mondo che cambia" href="http://internetmanagerblog.com/2011/09/26/tecnologia-e-organizzazione-aziendale-un-mondo-che-cambia/">sempre più vicine</a>. E non ho usato casualmente la parola <strong>&#8220;interprete&#8221;.</strong></p>
<p>Ricordo nitidamente una domanda del test di ammissione all&#8217;università su di un concetto di sociolinguistica che poi avrei ampiamente studiato ma che allora probabilmente sbagliai: la <strong><a title="Variazioni della lingua" href="http://www.italiani-a-monaco.de/impariamo-italiano/i-cinque-parametri-di-variazione-della-linguistica-italiana/" target="_blank">variazione di diafasica della lingua</a></strong>, ossia l&#8217;adattamento del modo di esprimersi <strong>al tipo di interlocutore e di contesto</strong>.<br />
In molti di questi eventi infatti si discute con grandissima competenza di tematiche importanti<strong> anche per chi non è un &#8220;tecnologo&#8221;</strong> ma lo si fa usando una terminologia settoriale corretta ma <strong>incomprensibile per chi non è del ramo.</strong><br />
Se a ciò si unisce una <strong>certa colpevole mancanza di attenzione ai nuovi scenari</strong> da parte di una parte del management italiano, ecco che la frittata è fatta.</p>
<p>Non so se sia nato prima l&#8217;uovo o la gallina, ossia se i manager non vengono a questi eventi perché li considerano troppo tecnici o se invece questi eventi sono molto specialistici perché si prevede siano destinati agli addetti ai lavori vista la mancata partecipazione di altre figure professionali. E non voglio nemmeno generalizzare.</p>
<p>Dico solo che, secondo me, <strong>oggi probabilmente mancano occasioni in cui i professionisti (<a title="Tanta vivacità, ma la strategia digitale è un’altra cosa…" href="http://internetmanagerblog.com/2011/10/17/strategia-digitale-da-sviluppare-in-modo-maturo/">veri</a>) della <a title="Costruireste una casa senza fondamenta? E allora, perché sul digitale sì?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/12/12/costruireste-una-casa-senza-fondamenta-e-allora-perche-sul-digitale-si/">strategia digitale</a> possano offrire visioni stimolanti e centrate sul business ai decisori aziendali</strong>, in una <a title="Parliamo di soldi…" href="http://internetmanagerblog.com/2010/04/19/social-media-marketing-e-la-cultura-aziedale-alcune-considerazioni/">lingua che loro capiscono</a>.<br />
E sono certo che molti esperti del digitale sarebbero in grado di ispirare realmente e concretamente anche persone che non conoscono la tecnologia ma che avrebbero <strong>bisogno urgente di capire che cosa oggi è possibile fare <a title="La tecnologia può migliorare la vostra organizzazione? Sì, se l’organizzazione lo permette!" href="http://internetmanagerblog.com/2012/02/06/come-la-tecnologia-puo-migliorare-la-vostra-organizzazione-enterprise-2-0-e-strategia-digitale/">per migliorare il proprio business</a></strong>.</p>
<p>Insomma, il punto non è se questi temi possano importare a entrambi, ma<strong> solo riuscire a capirsi</strong>, dopo essersi trovati in uno stesso luogo per questo, un evento (o un&#8217;altra situazione) che sia come una piacevole cena dove si parla di cose interessanti in una lingua simile e fluida.</p>
<p>Poi ci saranno tante occasioni <strong>per eventi specialistici che non perderanno di importanza</strong>, anzi, saranno vitali per sviluppare i singoli aspetti dell&#8217;<strong>ecosistema di business creato dagli incontri</strong> di cui sopra.</p>
<p>Ma non possiamo dimenticare che <strong>la strategia digitale si fa assieme con chi può decidere.</strong></p>
<p>E ora sono curioso di sentire la vostra opinione.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/webspecialist.wordpress.com/1775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/webspecialist.wordpress.com/1775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/webspecialist.wordpress.com/1775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/webspecialist.wordpress.com/1775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/webspecialist.wordpress.com/1775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/webspecialist.wordpress.com/1775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/webspecialist.wordpress.com/1775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/webspecialist.wordpress.com/1775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/webspecialist.wordpress.com/1775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/webspecialist.wordpress.com/1775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/webspecialist.wordpress.com/1775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/webspecialist.wordpress.com/1775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/webspecialist.wordpress.com/1775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/webspecialist.wordpress.com/1775/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1775&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />
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		<item>
		<title>Volunia, le galline in fuga e gli amici della Silicon Valley (che non sono più geniali noi)…</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/InternetManagerBlog/~3/MZjKDlKhi_Q/</link>
		<comments>http://internetmanagerblog.com/2012/02/20/volunia-le-galline-in-fuga-e-gli-amici-della-silicon-valley-che-non-sono-piu-geniali-noi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 08:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trends, attualità & dati]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i post]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[trends]]></category>
		<category><![CDATA[volunia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho lasciato passare qualche giorno, per rifletterci un po&#8217; e nella (vana) speranza che il mio invito come power user richiesto a novembre arrivasse. Ma visto che per ora non ci sono notizie proverò a fare comunque qualche considerazione su &#8230; <a href="http://internetmanagerblog.com/2012/02/20/volunia-le-galline-in-fuga-e-gli-amici-della-silicon-valley-che-non-sono-piu-geniali-noi/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1767&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho lasciato passare qualche giorno, <strong>per rifletterci un po&#8217;</strong> e nella (vana) speranza che il <strong>mio invito come power user richiesto a novembre arrivasse</strong>.<br />
Ma visto che per ora non ci sono notizie proverò a fare comunque qualche considerazione su uno dei progetti più chiacchierati del momento: <strong><a title="Volunia" href="http://launch.volunia.com/" target="_blank">Volunia</a></strong>.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Volunia" src="http://s1.stliq.com/c/l/0/03/18254568_cos-volunia-come-si-accede-0.jpg" alt="" width="600" height="300" /> Molti di voi avranno assistito alla <strong><a title="Massimo Marchiori presenta alla stampa il nuovo motore di ricerca volunia.com" href="http://www.unipd-cmela.it/volunia/" target="_blank">famigerata presentazione del 6 febbraio</a></strong>, in cui obiettivamente mezzi difettosi e scelte discutibili (tipo l&#8217;italiano come lingua universale) non hanno precisamente fatto partire con il botto un progetto caricato di grandi aspettative.<br />
Dopo questo, sicuramente <a title="Volunia bocciato alla prova su strada" href="http://www.pandemia.info/2012/02/07/volunia-bocciato-alla-prova-su-strada.html" target="_blank">chi ha avuto modo di provarlo</a> (non essendo fra loro mi attengo alle loro opinioni) ha rilevato che si tratta di una beta molto abbozzata: <strong>indicizzazione modesta, grafica rudimentale, meccanismi da oliare.</strong></p>
<p>Quanto ho potuto sentire finora mi ha porta comunque a delle<strong> considerazioni sull&#8217;influenza del nostro contesto culturale e imprenditoriale</strong> su di un progetto come questo. Eccone alcune:</p>
<p>1) anche questa volta <strong>i 60 milioni di <a title="Tanta vivacità, ma la strategia digitale è un’altra cosa…" href="http://internetmanagerblog.com/2011/10/17/strategia-digitale-da-sviluppare-in-modo-maturo/">digital strategist dall&#8217;epic fail più veloce del west</a> hanno colpito</strong>. Dopo 5 minuti di presentazione e ben prima di qualsiasi contenuto concreto per loro era già in corso un disastro epocale. Tipico di chi non avendo mai presentato nulla nella vita <a title="Volunia, la forza di provarci. In Italia" href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/02/06/news/commento_riccardo_luna-29442565/" target="_blank">non ha il rispetto per chi lo fa</a>. Anche se in questo caso lo ha fatto male, senza dubbio.</p>
<p>2) Marchiori ha sfruttato in qualche modo<strong> <a title="Hype" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Media_circus" target="_blank">l&#8217;hype mediatico</a></strong> ma l&#8217;attesa del <strong>progetto italiano che avrebbe dovuto minacciare già domani Google è stata forse troppa e mal posta</strong>. I giornali non sanno di che cosa si parla davvero (e infatti hanno continuato a tessere anche dopo la storia della contrapposizione con Big G), e vanno gestiti con cautela.</p>
<p>3) <strong>Io non credo che nella Silicon Valley la gente del luogo sia più intelligente per dono divino</strong> e prova ne sono i tanti italiani, da <a title="Federico Faggin" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Faggin" target="_blank">Faggin</a> a <a title="Intervista a Lorenzo Thione: «Io, italiano da 100 milioni di dollari»" href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-04-02/italiano-milioni-dollari-102628.shtml" target="_blank">Thione</a>, che vi hanno fatto faville. Semplicemente c&#8217;è <strong>un ecosistema di business</strong> fatto di <strong>capitali accessibili</strong> (e a volte di singolari personaggi come <a title="How Russian Tycoon Yuri Milner Bought His Way Into Silicon Valley" href="http://www.wired.com/magazine/2011/10/mf_milner/all/1" target="_blank">Yuri Milner</a>), di <strong>approccio imprenditoriale</strong> con un business plan vero e di <strong>mancanza di approssimazione</strong> perché chi ha investito ti chiede conto, nei tempi e nei modi corretti.<br />
E c&#8217;è tanta gente giovane e competente davvero. Non dinosauri accademici o giovani critici spocchiosi. Detto in altri termini: <strong>se non avete uno straccio di idea fallirete anche nella Silicon Valley</strong> (e qualche volte inevitabilmente capita anche a chi l&#8217;idee le ha).</p>
<p>4) <strong>marketing e time to market</strong>: per chi non è solo un cavaliere della critica fatta per sentito dire è evidente che il progetto di Marchiori è frutto di un lavoro lungo, pur con tutti i limiti visti finora. Se pensiamo dunque al fatto che sono state pensate da alcuni anni <strong>molte intuizioni sono giuste e, se proposte un po&#8217; prima e meglio, anche rivoluzionarie.</strong><br />
La mia impressione è che dunque Volunia sia stata rilasciata in modo approssimativo <strong>perché alcuni contenuti stavano diventando già vecchi</strong>. Ed è mancato chi almeno li vestisse per mascherare le falle.<br />
Perfino le galline liberate potevano essere un espediente con qualche senso. Ma non con le slide fuori fuoco, e in questo caso nella Silicon Valley sì, ci avrebbero impedito di presentare così.</p>
<p>5) <strong>manager o tecnico?</strong> Anche in questo caso <strong><a title="La tecnologia può migliorare la vostra organizzazione? Sì, se l’organizzazione lo permette!" href="http://internetmanagerblog.com/2012/02/06/come-la-tecnologia-puo-migliorare-la-vostra-organizzazione-enterprise-2-0-e-strategia-digitale/" target="_blank">tali tipi di divisioni dovrebbero sfumare</a>, tanto più per un progetto di successo, mentre ho l&#8217;impressione che qui ci siano due blocchi separati</strong>: il <strong>mondo accademico e di ricerca</strong> e i <strong>finanziatori</strong> che hanno messo i capitali. Giusto che Marchiori ci metta la faccia ma avrebbe avuto bisogno di qualcuno a fianco nella presentazione, per valorizzare le idee in un modo accattivante per il business e meno improvvisato nella presentazione.</p>
<p>6) <strong>il mondo è grande, l&#8217;Italia anche ma un po&#8217; meno</strong>: dal mio punto di vista evidenziare il fatto che il progetto sia stato sviluppato e condotto senza lasciare l&#8217;Italia è un plus che era <a title="Quel soldatino che non stava in piedi: #italybest " href="http://www.smartfeeling.org/blog/2012/02/quel-soldatino-che-non-stava-in-piedi-italybest/" target="_blank">giusto valorizzare</a>. Detto questo però <strong>bisogna puntare sui contenuti</strong>, perché i big della rete sono globali e il digitale, in particolare il web, non può essere confinato a uno stato, specie se si hanno grandi ambizioni. E <strong>anche la nostra stampa dovrebbe allargare gli orizzonti</strong>, perché chiedere in sede di presentazione come ha fatto un veneto a trovare finanziamenti fuori regione ci sta un po&#8217; stretto in mondo visione.</p>
<p>In conclusione finora Volunia mi è sembrato<strong> un progetto giusto nelle basi ma che ha pesantemente risentito di un contesto culturale</strong> dove tutti si <strong>riempiono la bocca sul digitale</strong> ma in cui <strong>il link tra il business vero e la ricerca è debole.</strong><br />
Voi che ne dite? Quanto ha inciso questo fattore culturale?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/webspecialist.wordpress.com/1767/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/webspecialist.wordpress.com/1767/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/webspecialist.wordpress.com/1767/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/webspecialist.wordpress.com/1767/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/webspecialist.wordpress.com/1767/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/webspecialist.wordpress.com/1767/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/webspecialist.wordpress.com/1767/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/webspecialist.wordpress.com/1767/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/webspecialist.wordpress.com/1767/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/webspecialist.wordpress.com/1767/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/webspecialist.wordpress.com/1767/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/webspecialist.wordpress.com/1767/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/webspecialist.wordpress.com/1767/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/webspecialist.wordpress.com/1767/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1767&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />
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		<item>
		<title>E se dall’economia dell’attenzione ci stessimo spostando verso l’economia dei dati?</title>
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		<comments>http://internetmanagerblog.com/2012/02/13/e-se-da-economia-di-attenzione-ci-stessimo-spostando-verso-economia-dei-dati/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 08:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni a fil di rete]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i post]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno dei grandi problemi che i brand e gli individui hanno oggi è quello di poter emergere dal rumore e dall&#8217;overload di informazioni per poter essere rilevanti verso un certo pubblico, nicchia o un mercato di massa che sia. È un &#8230; <a href="http://internetmanagerblog.com/2012/02/13/e-se-da-economia-di-attenzione-ci-stessimo-spostando-verso-economia-dei-dati/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1760&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei grandi problemi che i brand e gli individui hanno oggi è quello di <a title="Google Wave, Twitter e un mondo che comunica tanto, forse troppo!" href="http://internetmanagerblog.com/2009/12/09/google-wave-twitter-e-un-mondo-che-comunica-tanto-forse-troppo/">poter emergere dal rumore e dall&#8217;overload di informazioni</a> per poter essere <strong><a title="Solo le informazioni più rilevanti" href="http://wearesocial.it/blog/2011/09/solo-le-informazioni-pi-rilevanti/" target="_blank">rilevanti</a> verso un certo pubblico</strong>, nicchia o un mercato di massa che sia.<br />
È un tema forte dell&#8217;<strong>economia dell&#8217;attenzione</strong> in cui ci troviamo: gli strumenti per comunicare ormai <a title="E’ vero che gli strumenti del marketing sono diventati più democratici, però…" href="http://internetmanagerblog.com/2011/11/14/professinalita-e-strumenti-nei-nuovi-media/">sono alla portata di tutti</a>, moltissimi li usano (bene o male, ma non è questo il punto), pochi invece <a title="Buone Feste e…buon ascolto!" href="http://internetmanagerblog.com/2011/12/19/buone-feste-e-buon-ascolto/">ascoltano</a> e ne scaturisce un gran rumore, in cui è difficile cogliere cosa ci interessa.</p>
<p>Per ovviare a questo ci si attrezza, in vario modo: la <strong><a title="Twitter, Summify e la content curation (con un pizzico di coda lunga)" href="http://internetmanagerblog.com/2012/01/24/twitter-summify-e-la-content-curation-con-un-pizzico-di-coda-lunga/">content curation</a></strong> è un tema forte del momento, si continua a parlare di <strong>web semantico</strong> e di nuovi strumenti di ricerca (un&#8217;altra volta vorrei discutere di <strong><a title="Volunia" href="http://www.volunia.com" target="_blank">Volunia</a></strong>) e, in genere, si fruisce dei nuovi media attraverso <a title="Il web è morto? Beh, allora è il momento di usarlo meglio!" href="http://internetmanagerblog.com/2010/10/19/il-web-e-morto-come-sfruttar-il-nuovo-web/">singole applicazioni che consentono di fare agilmente poche cose alla volta</a>.</p>
<p>Chi vuole dunque fare marketing e strategia all&#8217;interno di questo contesto sempre più affollato oggi <strong>si concentra molto sul riuscire a farsi sentire</strong>. E molto poco sull&#8217;<strong>ascolto</strong>.<br />
Ma io intravedo dietro a questa bagarre un&#8217;opportunità straordinaria, e difficile da sfruttare senza cognizione di causa, che è quella dei<strong> dati</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter" title="DATA" src="http://www.nemark.co.uk/images/data_img.jpg" alt="" width="546" height="364" /><br />
Pensiamoci un attimo: se vediamo l&#8217;ecosistema digitale odierno (ribadisco: <strong><a title="Costruireste una casa senza fondamenta? E allora, perché sul digitale sì?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/12/12/costruireste-una-casa-senza-fondamenta-e-allora-perche-sul-digitale-si/" target="_blank">ecosistema</a></strong>) e quello di business più in generale probabilmente <strong>non ci sono mai state tante possibilità di raccogliere, analizzare, correlare informazioni che vengono dalle fonti più disparate</strong>, online e offline, via computer o via altri device (primi fra tutti i <a title="Quale sarà la chiave per unire il mondo fisico e quello digitale?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/07/25/quale-sara-la-chiave-per-unire-il-mondo-fisico-e-quello-digitale/">cellulari</a>).</p>
<p>É il tema di <strong><a title="The Big Data" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Big_data" target="_blank">the big data</a></strong> di cui ho <a title="The big data for the big picture" href="http://internetmanagerblog.com/2011/10/10/the-big-data-for-the-big-picture/" target="_blank">parlato altre volte recentemente</a> e su cui stanno costruendo la loro fortuna alcuni dei big della nuova economia: Facebook e Google ad esempio <strong>fondano la loro redditività sulla vendita di spazi pubblicitari</strong> che si basano sulle <strong>informazioni e sui comportamenti dei propri utenti</strong>, con una precisazione e misurabilità sconosciuta ai vecchi media.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img title="Open Graph" src="http://www.searchenginejournal.com/wp-content/uploads/2011/09/Facebook-Open-Graph.jpg" alt="" width="500" height="309" /><p class="wp-caption-text">Mark Zuckenberg mentre illustra Open Graph - fonte: searchenginejournal.com</p></div>
<p>Sulla loro scorta, anche <strong>alcune grandi company private stanno iniziando a correlare e integrare tutti i dati in loro possesso</strong>, e chi ne ha i mezzi, come Walmart, si sta spingendo oltre con dei <a title="WalmartLabs, the big data e l’uso strategico dei social media" href="http://internetmanagerblog.com/2012/01/09/walmartlabs-the-big-data-e-luso-strategico-dei-social-media/">laboratori dove si costruiscono nuovi modelli di business</a>.</p>
<p>Se il trend restasse questo il <strong>livello della sfida si alzerebbe notevolmente</strong>, in quanto:</p>
<p>A) <strong>basare le proprie strategie sulla comprensione e l&#8217;ascolto</strong> è molto più difficile che comunicare verso segmenti che abbiamo bene in mente ma che forse non esistono nella realtà. E <a title="Il segreto di Terry Leahy applicato a Tesco: capire e ascoltare" href="http://www.retailwatch.it/Retail/Ricerche/Febbraio-2012/Il-segreto-di-Terry-Leahy-applicato-a-Tesco--capir.aspx?feed=blogs" target="_blank">non è poi un tema del tutto nuovo o solo legato ai media digitali</a>.</p>
<p>B) <strong>raccogliere e strutturare i dati necessari</strong> a sviluppare il punto precedente è <strong>molto più complesso e oneroso</strong> che mettere una persona (magari in stage) a postare qualcosa su Facebook secondo l&#8217;ispirazione del momento</p>
<p>C) i dati vanno raccolti in una molteplicità di modi ma con <strong>una regia coerente alle spalle</strong>: ecco che tutti gli strumenti devono essere visti come <a title="Back to work: qualche considerazione sulla (corretta) visione dei nuovi media" href="http://internetmanagerblog.com/2011/08/30/strategie-e-logiche-di-sviluppo-dei-nuovi-media/">un ecosistema </a>che non può essere fatto di camere stagne e senza collegamento</p>
<p>D) <strong>qualcuno deve essere in grado di <a title="DECISION JOURNEYS, ROI AND BIG DATA: WHAT KEEPS CMOS UP AT NIGHT" href="http://www.marketingmag.ca/news/marketer-news/decision-journeys-roi-and-big-data-what-keeps-cmos-up-at-night-45073" target="_blank">interpretare in una visione più ampia queste opportunità</a></strong>, leggendo in modo corretto le informazioni e trovando nuovi modi di costruire opportunità.</p>
<p>Guardando il tutto da un punto di vista economico la scelta sembra logica: <strong>si passa dal competere per una risorsa scarsa (l&#8217;attenzione) allo sfruttare una abbondante (il dato/informazione)</strong>. Allo stesso tempo però non è molto interessante stare seduti su di un lago di petrolio se non lo si sa estrarre, raffinare e utilizzare (e/o anche vendere). E qui tornano in campo <strong><a title="La tecnologia può migliorare la vostra organizzazione? Sì, se l’organizzazione lo permette!" href="http://internetmanagerblog.com/2012/02/06/come-la-tecnologia-puo-migliorare-la-vostra-organizzazione-enterprise-2-0-e-strategia-digitale/">le persone e le nuove professionalità</a></strong>.</p>
<p>A mio avviso infatti <strong><a title="Tecnologia e organizzazione aziendale: un mondo che cambia" href="http://internetmanagerblog.com/2011/09/26/tecnologia-e-organizzazione-aziendale-un-mondo-che-cambia/">una separazione netta fra &#8220;tecnologia&#8221; e &#8220;funzioni di business&#8221; perde di senso</a></strong> ma nelle nostre aziende questa evidenza ancora oggi fatica ad affermarsi.</p>
<p>Voi che cosa ne pensate? É troppo presto? É un trend momentaneo (<a title=" Why the era of big data is just beginning" href="http://gigaom.com/cloud/why-the-era-of-big-data-is-just-beginning/" target="_blank">io non credo</a>)?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/webspecialist.wordpress.com/1760/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/webspecialist.wordpress.com/1760/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/webspecialist.wordpress.com/1760/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/webspecialist.wordpress.com/1760/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/webspecialist.wordpress.com/1760/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/webspecialist.wordpress.com/1760/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/webspecialist.wordpress.com/1760/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/webspecialist.wordpress.com/1760/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/webspecialist.wordpress.com/1760/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/webspecialist.wordpress.com/1760/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/webspecialist.wordpress.com/1760/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/webspecialist.wordpress.com/1760/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/webspecialist.wordpress.com/1760/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/webspecialist.wordpress.com/1760/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1760&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />
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		<title>La tecnologia può migliorare la vostra organizzazione? Sì, se l’organizzazione lo permette!</title>
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		<comments>http://internetmanagerblog.com/2012/02/06/come-la-tecnologia-puo-migliorare-la-vostra-organizzazione-enterprise-2-0-e-strategia-digitale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 07:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni a fil di rete]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i post]]></category>
		<category><![CDATA[Enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>
		<category><![CDATA[trends]]></category>

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		<description><![CDATA[Il rischio per chi si occupi di strategia digitale e, in generale, di nuove tecnologie per il business è quello di essere percepito come un tecnico. La cosa è di certo piuttosto vera per diverse professionalità importanti e molto specializzate &#8230; <a href="http://internetmanagerblog.com/2012/02/06/come-la-tecnologia-puo-migliorare-la-vostra-organizzazione-enterprise-2-0-e-strategia-digitale/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1752&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il rischio per chi si occupi di strategia digitale e, in generale, di nuove tecnologie per il business è quello di <strong>essere percepito come un tecnico.</strong><br />
La cosa è di certo piuttosto vera per diverse professionalità importanti e molto specializzate legate al mondo del digital (Seo, Developer, Data analyst etc.) che possono oggi trovare posto nelle organizzazioni più grandi, ma non per <strong>quelle figure che devono <a title="Costruireste una casa senza fondamenta? E allora, perché sul digitale sì?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/12/12/costruireste-una-casa-senza-fondamenta-e-allora-perche-sul-digitale-si/">sovrintendere all&#8217;ecosistema dal punto di vista strategico</a></strong>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><img class=" " title="enterprise" src="http://www.collaborationideas.com/wp-content/uploads/2011/03/collaboration.jpg" alt="" width="640" height="451" /><p class="wp-caption-text">immagine tratta da http://www.collaborationideas.com</p></div>
<p>Ne ho già parlato altre volte: la <strong>strategia digitale</strong> è qualcosa che si <strong><a title="Looking Beyond 2012: Trends for Leading Transformation" href="http://www.briansolis.com/2012/01/looking-beyond-2012-trends-for-leading-transformation/" target="_blank">interseca profondamente con tutti i rami e i settori di business dell&#8217;azienda</a></strong> e richiede delle persone dotate di un <strong><a title="Perché il nuovo professionista del web è sempre più specialista, umanista e…redditizio per l’azienda" href="http://internetmanagerblog.com/2009/04/02/perche-il-nuovo-professionista-del-web-e-sempre-piu-specialista-umanista-e%e2%80%a6redditizio-per-l%e2%80%99azienda/">approccio manageriale</a>, <a title="Parliamo di soldi…" href="http://internetmanagerblog.com/2010/04/19/social-media-marketing-e-la-cultura-aziedale-alcune-considerazioni/">della capacità di dialogare e di capire gli obiettivi</a></strong> e, naturalmente, <strong>competenti rispetto alle soluzioni tecnologiche</strong> che però non devono implementare in prima persona sul piano informatico.</p>
<p>Questa premessa è importante, secondo me, <strong>per capire se e come la tecnologia può <a title="I principi delle reti sociali applicati alla comunicazione interna e all’organizzazione?" href="http://internetmanagerblog.com/2009/10/11/i-principi-delle-reti-sociali-applicati-alla-comunicazione-interna-e-allorganizzazione/">far evolvere le organizzazioni</a></strong>: non conosco infatti nessuno strumento in grado di modellarle senza intervento umano (e manageriale), ma questo alle volte non sembra essere così chiaro.</p>
<p>Prima di tutto ritengo dunque che<strong> <a title="Come approcciare in modo corretto (e strategico) i social media?" href="http://internetmanagerblog.com/2009/03/02/approccio-strategico-social-media-e-social-media-marketing/">l&#8217;approccio POST</a></strong> che si applica ai consumatori si <strong>possa utilizzare anche per il cliente interno all&#8217;organizzazione</strong>: <strong>partire dalla tecnologia e non dalle persone</strong> cui è rivolta e<strong> dagli obiettivi</strong> che si vogliono raggiungere è una delle cause di insuccesso più frequenti.</p>
<p>Inoltre la capacità di avere <strong><a title="Back to work: qualche considerazione sulla (corretta) visione dei nuovi media" href="http://internetmanagerblog.com/2011/08/30/strategie-e-logiche-di-sviluppo-dei-nuovi-media/">una visione di insieme</a></strong> permette di <strong>collegare tante piccole e grandi richieste delle varie aree aziendali in un unico disegno</strong>, che permetta una reale evoluzione e non solo il tamponamento dei singoli problemi.</p>
<p>Ancora, l<strong>a conoscenza della <a title="The big data for the big picture" href="http://internetmanagerblog.com/2011/10/10/the-big-data-for-the-big-picture/">strategia di business unita a quella delle nuove opportunità offerte dalla tecnologia consente di immaginare nuovi scenari</a></strong> che non sono solo relativi alle richieste esplicite e consapevoli dell&#8217;organizzazione ma che guardano a ciò che portare davvero <strong>vantaggio competitivo per il futuro</strong>.</p>
<p>Infine, <strong>un ruolo di digital strategist con <a title="Tanta vivacità, ma la strategia digitale è un’altra cosa…" href="http://internetmanagerblog.com/2011/10/17/strategia-digitale-da-sviluppare-in-modo-maturo/">competenze manageriali</a></strong>deve prevedere una certa <strong>capacità di evangelizzazione all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione</strong>, in quanto la <strong><a title="Lo ribadisco: il web 2.0 in sè non esiste, ci sono persone e dobbiamo essere concreti" href="http://internetmanagerblog.com/2010/06/03/il-web-2-0-non-esiste-contano-le-persone-la-concretezza/">mentalità delle persone</a></strong> è il vero elemento chiave del mutamento, mentre la <strong><a title="Enterprise 2.0: i software sono già collaborativi, ma le persone?" href="http://internetmanagerblog.com/2009/09/14/enterprise-2-0-i-software-sono-gia-collaborativi-ma-le-persone/">tecnologia è solo un supporto e uno strumento</a></strong>.</p>
<p>Mi sento dunque di rispondere alla domanda iniziale dicendo che<strong> la <a title="Così le aziende si aprono alla sfida delle tecnologie" href="http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-01-27/avanade-aziende-aprono-sfida-152503.shtml?uuid=AavuXEjE" target="_blank">tecnologia può far evolvere profondamente le organizzazioni</a></strong>, e già oggi <a title="Tecnologia e organizzazione aziendale: un mondo che cambia" href="http://internetmanagerblog.com/2011/09/26/tecnologia-e-organizzazione-aziendale-un-mondo-che-cambia/">sta creando nuovi paradigmi</a>, ma che questo processo deve essere <strong>guidato con il giusto audit interno, con lo stimolo della mentalità corretta e con un approccio strategico consapevole</strong>.</p>
<p>La mia personale esperienza lavorativa mi dice che tutto questo è possibile ma che questo tipo di ruolo è ancora implicito nelle organizzazioni, anche se sta diventando cruciale perché <a title="Arrivano sempre più strumenti, ma avete già pensato che cosa metterci?" href="http://internetmanagerblog.com/2011/02/22/multicanalita-progettare-i-contenuti-per-i-nuovi-strumenti/">l&#8217;ecosistema digitale è sempre più complesso e pervasivo.</a><br />
Voi cosa ne pensate?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/webspecialist.wordpress.com/1752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/webspecialist.wordpress.com/1752/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/webspecialist.wordpress.com/1752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/webspecialist.wordpress.com/1752/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/webspecialist.wordpress.com/1752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/webspecialist.wordpress.com/1752/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/webspecialist.wordpress.com/1752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/webspecialist.wordpress.com/1752/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/webspecialist.wordpress.com/1752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/webspecialist.wordpress.com/1752/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/webspecialist.wordpress.com/1752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/webspecialist.wordpress.com/1752/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/webspecialist.wordpress.com/1752/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/webspecialist.wordpress.com/1752/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1752&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />
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		<title>Twitter, Summify e la content curation (con un pizzico di coda lunga)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/InternetManagerBlog/~3/c6o30Gnr40M/</link>
		<comments>http://internetmanagerblog.com/2012/01/24/twitter-summify-e-la-content-curation-con-un-pizzico-di-coda-lunga/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 06:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluigi Zarantonello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni a fil di rete]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti i post]]></category>
		<category><![CDATA[Social web]]></category>
		<category><![CDATA[summify]]></category>
		<category><![CDATA[web content management]]></category>
		<category><![CDATA[web content manager]]></category>

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		<description><![CDATA[La settimana scorsa Twitter ha acquisito Summifiy, una startup con base in Canada che offre un servizio che si sta rivelando sempre più apprezzato: la selezione dei contenuti più interessanti che vengono dai nostri vari social, con l&#8217;eliminazione del rumore &#8230; <a href="http://internetmanagerblog.com/2012/01/24/twitter-summify-e-la-content-curation-con-un-pizzico-di-coda-lunga/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1745&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana scorsa Twitter ha acquisito <a title="Summify" href="http://summify.com/" target="_blank">Summifiy</a>, una startup con base in Canada che offre un servizio che si sta rivelando sempre più apprezzato: <strong>la selezione dei contenuti più interessanti che vengono dai nostri vari social</strong>, con l&#8217;eliminazione del rumore di fondo che a volte ci impedisce di vedere gli elementi rilevanti.</p>
<p><a href="http://webspecialist.files.wordpress.com/2012/01/230112_content_curation.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1748" title="230112_content_curation" src="http://webspecialist.files.wordpress.com/2012/01/230112_content_curation.png?w=593&h=341" alt="Content Curation" width="593" height="341" /></a></p>
<p>Alla base c&#8217;è un fenomeno interessante, che passa sotto il <strong><a title="Content Curation" href="http://wearesocial.it/blog/2011/09/aggregare-aggiungendo-valore-la-content-curation-nel-2011/" target="_blank">grande cappello della content curation</a></strong> e che sta vedendo l&#8217; ascesa anche di altri servizi, il più cool dei quali è <strong><a title="Pinterest" href="http://pinterest.com/gzarantonello" target="_blank">Pinterest</a></strong> e il più premiato, nella sua tipologia, è <strong><a title="Flipboard e i contenuti del (dopo?) web" href="http://internetmanagerblog.com/2010/11/30/flipboard-e-leditoria-del-dopo-web/" target="_blank">Flipboard</a></strong>.</p>
<p>Il tema essenzialmente è quello di <strong>fruire del meglio delle news e degli stimoli che ci arrivano dai nostri contatti</strong> attraverso una selezione basata sulla popolarità di un tweet/post, sugli argomenti o su quanti altri filtri ci possono interessare.<br />
La selezione può essere automatica oppure può avvenire ad opera delle persone stesse, che offrono anche ai loro contatti l&#8217;opportunità di consultare quello che si ritiene più interessante (come per <a title="Scoop" href="http://scoop.it" target="_blank">Scoop.it</a>, Pinterest, in fondo anche per il vecchio <a title="Delicious" href="http://delicious.com/gzarantonello" target="_blank">Delicious</a> con gli stack).</p>
<p>Tutto questo ci permette alcune considerazioni: la prima è che anche in questo caso ci <strong><a title="La coda lunga. Da un mercato di massa ad una massa di mercati" href="http://internetmanagerblog.com/2009/01/14/la-coda-lunga-da-un-mercato-di-massa-ad-una-massa-di-mercati/">torna valida la teoria della coda lunga</a></strong>: per ogni nicchia più o meno grande sulla rete c&#8217;è un pubblico e per raggiungerlo <strong>è fondamentale la disponibilità di filtri che raffinino sempre più l&#8217;enorme offerta esistente</strong> fino a giungere a ciò che interessa davvero.</p>
<p>La seconda nota poi è che questo trend ci conferma che <strong>i social sono, per la maggior parte delle persone, un grande bacino d&#8217;ascolto</strong> dove <a title="Social media, gli utenti attivi sono pochi, gli interessanti davvero tantissimi!" href="http://internetmanagerblog.com/2010/11/09/social-media-gli-utenti-attivi-sono-pochi-gli-interessanti-davvero-tantissimi/">per un utente che crea ci sono nove commentatori e novanta fruitori essenzialmente passivi.</a><br />
Tale proporzione 1-9-90, anche se non nuova, deve <strong>far riflettere le aziende che comunicano sulla rete</strong>, per comprendere correttamente qual è il reale bacino di audience di cui dispongono, anche quando all&#8217;apparenza sono pochi coloro che interagiscono direttamente.</p>
<p>Ancora, la content curation dimostra che <strong>il giudizio e i criteri di selezione delle persone cui diamo credito è un fattore importante per i lettori</strong>, le aziende dunque dovrebbero essere in grado di <strong>porsi come &#8220;editori&#8221; credibili</strong> di elementi interessanti e non solo autoreferenziali, proponendo stili di vita, competenza negli argomenti del proprio territorio semantico e, soprattutto, <a title="Come approcciare in modo corretto (e strategico) i social media?" href="http://internetmanagerblog.com/2009/03/02/approccio-strategico-social-media-e-social-media-marketing/">capacità di individuazione e di ascolto dei propri target</a>.</p>
<p>Infine è sempre più importante la <strong>capacità delle aziende di rendere liquidi e facilmente distribuibili i proprio contenuti</strong>, le immagini, i testi e quanto rientra nel mare degli <a title="Digital Asset" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_asset" target="_blank">asset digitali</a>, per far sì che le persone li <a title="La vostra azienda è ben distribuita sul web?" href="http://internetmanagerblog.com/2009/06/29/la-vostra-azienda-e-ben-distribuita-sul-web/">possano far entrare nei propri circuiti di lettura e condivisione, <strong>amplificandone clamorosamente la portata</strong></a>. Un&#8217;operazione tecnicamente non impossibile <strong>ma in assoluto poco nota alle aziende, anche nelle versioni più semplici e di lunga esistenza come i feed rss</strong> (che possono essere molto parcellizzati per argomento).</p>
<p>Il fenomeno della content curation ci dimostra dunque in conclusione che c&#8217;è <strong>voglia di contenuti validi e molto segmentati</strong> e che l&#8217;ostacolo casomai è <strong><a title="I social media, il chiasso e la coda lunga" href="http://internetmanagerblog.com/2009/07/20/i-social-media-il-chiasso-e-la-coda-lunga/">l&#8217;enorme rumore di fondo</a></strong> che c&#8217;è online.<br />
Come scrissi tempo addietro parlando del defunto <a title="Google Wave, Twitter e un mondo che comunica tanto, forse troppo!" href="http://internetmanagerblog.com/2009/12/09/google-wave-twitter-e-un-mondo-che-comunica-tanto-forse-troppo/">Google Wave</a>, una delle sfide del futuro <strong><a title="Comunicare sul web nell’economia dell’abbondanza (e della scarsità di attenzione)" href="http://internetmanagerblog.com/2009/10/05/comunicare-sul-web-nelleconomia-dellabbondanza-e-della-scarsita-di-attenzione/">nell&#8217;economia dell&#8217;attenzione</a> è la capacità di offrire criteri rilevanti e anche semantici di selezione</strong>.<br />
Mi sembra un trend attuale e su credo che siamo che si sia oggi solo all&#8217;inizio&#8230;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/webspecialist.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/webspecialist.wordpress.com/1745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/webspecialist.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/webspecialist.wordpress.com/1745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/webspecialist.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/webspecialist.wordpress.com/1745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/webspecialist.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/webspecialist.wordpress.com/1745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/webspecialist.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/webspecialist.wordpress.com/1745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/webspecialist.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/webspecialist.wordpress.com/1745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/webspecialist.wordpress.com/1745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/webspecialist.wordpress.com/1745/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=internetmanagerblog.com&#038;blog=5019154&#038;post=1745&#038;subd=webspecialist&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />
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