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	<title>Gli Appunti del Paz83</title>
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	<description>Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini</description>
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		<title>Gli Appunti del Paz83</title>
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		<title>#UnioniCivili: un fatto storico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Castellani Tarabini (aka paz83)]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 19:37:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
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					<description><![CDATA[Renzi ha detto che l’accordo sulle Unioni Civili è un fatto storico. L’accordo sulle unioni civili è un fatto storico per l’Italia. È davvero #lavoltabuona &#8212; Matteo Renzi (@matteorenzi) February 24, 2016 Può essere, se per storico intendiamo l’approvazione di un accordo che certo porta dei diritti che prima non c’erano ma che comunque è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-attachment-id="8748" data-permalink="https://paz83.wordpress.com/2016/02/25/unionicivili-un-fatto-storico/12552735_10208780202682318_7737793237638784188_n/#main" data-orig-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/02/12552735_10208780202682318_7737793237638784188_n.jpg" data-orig-size="786,960" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="12552735_10208780202682318_7737793237638784188_n" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/02/12552735_10208780202682318_7737793237638784188_n.jpg?w=652" class="aligncenter size-full wp-image-8748" src="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/02/12552735_10208780202682318_7737793237638784188_n.jpg?w=652&#038;h=796" alt="12552735_10208780202682318_7737793237638784188_n" width="652" height="796" srcset="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/02/12552735_10208780202682318_7737793237638784188_n.jpg?w=652&amp;h=796 652w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/02/12552735_10208780202682318_7737793237638784188_n.jpg?w=123&amp;h=150 123w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/02/12552735_10208780202682318_7737793237638784188_n.jpg?w=246&amp;h=300 246w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/02/12552735_10208780202682318_7737793237638784188_n.jpg?w=768&amp;h=938 768w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/02/12552735_10208780202682318_7737793237638784188_n.jpg 786w" sizes="(max-width: 652px) 100vw, 652px" /></p>
<p>Renzi ha detto che l’accordo sulle Unioni Civili è un fatto storico.</p>
<div class="embed-twitter">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="it" dir="ltr">L’accordo sulle unioni civili è un fatto storico per l’Italia. È davvero <a href="https://twitter.com/hashtag/lavoltabuona?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#lavoltabuona</a></p>
<p>&mdash; Matteo Renzi (@matteorenzi) <a href="https://twitter.com/matteorenzi/status/702550895872106496?ref_src=twsrc%5Etfw">February 24, 2016</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<p>Può essere, se per storico intendiamo l’approvazione di un accordo che certo porta dei diritti che prima non c’erano ma che comunque è mozzato e tende a mantenere ancora categorie tra i cittadini (alcuni hanno più diritti di altri). E’ vero, prima non c’era nulla e ora ci sarà qualcosa, è un ulteriore mattoncino nella costruzione ancora molto scarna dei diritti nel nostro paese. Si poteva fare di più? Forse sì, forse no. Di certo storico è il ritardo con cui ci siamo mossi, e non troppo bene, sulla linea della storia in materia di diritti.</p>
<p>Storico è, e così sarà ricordato, il dibattito politico sul tema. Un dibattito assolutamente non all’altezza per un paese democratico nel 2016 e che ha evidenziato ancora una volta come una parte della classe politica sia semplicemente uscita fuori da un libro di Eco sul Medioevo, periodo storico a cui è rimasta probabilmente ferma e in cui alle prossime elezioni andrebbe ricacciata a calci nel sedere. Storico è anche il puerile ostruzionismo, assolutamente non contestualizzato, a cui abbiamo assistito. Roba da mettersi le mani nei capelli e chiamare la maestra.</p>
<p>Storica è l’occasione persa dal Movimento 5 Stelle, che poteva lasciare un segno e invece con i suoi giochetti ha permesso lo stralcio di una parte del disegno.</p>
<p>Storica (e agghiacciante) è pure l’esultanza del ministro dell’interno del governo che ha disegnato e portato avanti la legge sulle Unioni Civili perché è stata «impedita rivoluzione contro natura», ovviamente grazie al ricatto di quelle menti medievali di cui scrivevo prima.</p>
<p>Storica è anche la spiacevole sensazione di aver perso un’ occasione, o di averla afferrata solo metà ,come spesso accade da noi dove i bicchieri ci arrivano sempre a metà. Che poi li vediate mezzi pieni o mezzi vuoti dipende molto dal punto in cui ponete il vostro pensiero sulla “mappa”, ma sono da sempre elemento fondante e imprescindibile.</p>
<p>In definitiva Renzi ha ragione, è un fatto storico. Rimane da vedere per quale dei tanti motivi sarà ricordato come tale.</p>
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		<title>Le figurine salveranno il mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Castellani Tarabini (aka paz83)]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 08:35:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Pazlife]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
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					<description><![CDATA[Stamattina molto presto sono andato in edicola. C’erano due bambini, avranno avuto quattro o cinque anni, e c’erano anche le loro mamme. Una indossava l’hijab a coprirle i capelli, l’altra no. Ho visto che stavano disquisendo su una rivista di cucina tenuta in mano dalla donna italiana. Intanto appartati, in un angolo dell’edicola guardinghi e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina molto presto sono andato in edicola. C’erano due bambini, avranno avuto quattro o cinque anni, e c’erano anche le loro mamme. Una indossava l’hijab a coprirle i capelli, l’altra no. Ho visto che stavano disquisendo su una rivista di cucina tenuta in mano dalla donna italiana. Intanto appartati, in un angolo dell’edicola guardinghi e con fare misterioso i piccoli armeggiavano con due pliconi di figurine consumate e impataccate, come solo le figurine dopo che sono rimaste per giorni tra le telluriche mani di un quinquenne. Trappolavano, confabulavano, ridacchiavano. Siccome c’era fila, manco fossimo in coda per entrare sulla brennero, mi son affiancato ai due curioso di capire che figurine fossero (i cazzi miei mai), ma mi hanno sopreso iniziando a fissarmi con gli occhi di chi ti accusa di aver svelato un diabolico piano tenuto nascosto fino a quel momento. Il più piccolo, carnagione olivastra, capelli ricci che nessun pettine dominerà mai e occhi così neri che parevano petrolio, con gesto fulmineo si è stretto le braccia al corpo celando il mistero (e le figurine). L’altro ha ficcato in tasca il mazzetto. Poi mi hanno guardato, uno dei due mi ha detto: ma tu sei troppo grande per queste cose. Forse pensavano gliele volessi prendere, chi lo sa.</p>
<p>La mamma di riccioli neri ha poi urlato qualcosa, in una lingua a me ovviamente sconosciuta. Anche l’altra mamma ha esclamato: Dai su, andiamo che è tardi!</p>
<p>Ho provato a gettare uno sguardo ancora, l’ultimo, per cercare di intercettare il soggetto delle figurine, ma i due in un gesto frenetico si son stretti il bottino ancor di più nascondendolo e si sono avviati all’uscita prendendosi per mano e ridendo. Dietro di loro le prime pagine: parlavano di nuovi e più alti muri in Europa, migranti e profughi senza pace e senza terra, stragi razziste, sproloqui populisti, stati in fallimento, povertà ed encicliche ecologiste per salvare l’ambiente e l’anima dal disastro.</p>
<p>Ho sperato intimamente che quelle figurine possano aiutare a costruire un mondo migliore.</p>
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		<title>Adagiarsi sul razzismo è troppo facile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Castellani Tarabini (aka paz83)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2015 11:07:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo me stiamo andando alla deriva. Siamo in piena confusione e pronti ad esplodere accoccolati nella morbida e troppo comoda coperta di un disagio che a ben guardare si scopre molto più immaginario di quanto vogliamo ammettere, semplicemente perché è una fin troppo facile via di fuga. Non richiede impegno, non richiede quel minimo sforzo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10206208508038898&amp;set=a.1046923020571.8586.1450545336&amp;type=1&amp;comment_tracking=%7B%22tn%22%3A%22O%22%7D&amp;pnref=story" target="_blank">Secondo me stiamo andando alla deriva</a>. Siamo in piena confusione e pronti ad esplodere accoccolati nella morbida e troppo comoda coperta di un disagio che a ben guardare si scopre molto più immaginario di quanto vogliamo ammettere, semplicemente perché è una fin troppo facile via di fuga. Non richiede impegno, non richiede quel minimo sforzo che serve nel fare i distinguo, nel valutare situazione per situazione, che invece sarebbero necessari per comprendere la realtà (quella vera) e le sue mille peculiarità. Ci adagiamo così in quella troppo italica abitudine di fare di tutta l’erba un fascio, e pazienza se dentro ci finisce di tutto, anche quel che non ci azzecca. Impalati come pecoroni con la bocca spalacata e la bava che scende, ascoltando il vate di turno sbraitare dal suo pulpito.</p>
<p>Così il ragazzo nero è a prescindere un invasore (non sorge mai il dubbio che magari sia più italiano di tanti italiani, nato di seconda o terza generazione), e se possiede un iphone diventa solo uno che finge, che si nasconde dietro il dramma, che sfrutta le pecche del sistema, ma che in fin dei conti sta meglio di “NOI”. <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10206208508038898&amp;set=a.1046923020571.8586.1450545336&amp;type=1&amp;comment_tracking=%7B%22tn%22%3A%22O%22%7D&amp;pnref=story" target="_blank">E la sua parlata diventa “<i>una lingua rumorosa e gutturale</i>”</a>, che non ci appartiene, che lo distingue, lo confina all’appartenenza di un mondo lontano quasi arcaico, pericoloso, che non dovrebbe in alcun modo tangere con il nostro (ovviamente senza prendere minimamente in considerazione che nella maggior parte dei casi siamo quantomeno compartecipanti della creazione di quel “mondo pericoloso”).</p>
<p><a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/cronaca/15_giugno_13/soldi-iphone-catene-d-oro-gang-stranieri-treno-senza-biglietto-59b92634-11e5-11e5-b011-fa491f7a67aa.shtml?refresh_ce-cp">Stanno letteralmente prendendo a martellate la bussola che dovrebbe puntare alla realtà</a> e pazienza se ormai non ci accorgiamo più che la freccia che dovrebbe puntare a nord ora punti a sud.</p>
<p>E’ una china pericolosa in cui è sconsigliabile scivolare ma in cui, a quanto pare, ci stanno piano piano spingendo.</p>
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		<title>Tre anni fa quando tutto tremava #terremotoemilia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Castellani Tarabini (aka paz83)]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2015 08:57:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[modena]]></category>
		<category><![CDATA[Pazlife]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto 2012]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto Emilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Tre anni fa la mia terra tremava come una ossessa, e noi sopra a tremare con lei. Ma abbiamo tenuto botta. Era di notte, e ancora non mi ero reso conto di quello che era successo e non immaginavo, nessuno immaginava che sarebbe successo ancora qualche giorno dopo. Il cuore batteva a mille e la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div data-shortcode="caption" id="attachment_8734" style="width: 662px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/terremoto-emilia-risate.jpg"><img aria-describedby="caption-attachment-8734" data-attachment-id="8734" data-permalink="https://paz83.wordpress.com/2015/05/20/tre-anni-fa-quando-tutto-tremava-terremotoemilia/a-damaged-old-tower-is-seen-after-an-earthquake-in-finale-emilia/#main" data-orig-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/05/terremoto-emilia-risate.jpg" data-orig-size="3500,2356" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;REUTERS&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;A damaged old tower is seen after an earthquake in Finale Emilia May 20, 2012. A strong earthquake rocked a large swathe of northern Italy early on Sunday, killing at least three people and causing serious damage to the area&#039;s cultural heritage. The epicentre of the 6.0 magnitude quake, the strongest to hit Italy in three years, was in the plains near Modena in the Emilia-Romagna region of the Po River Valley. REUTERS/Giorgio Benvenuti ( ITALY - Tags: DISASTER ENVIRONMENT)&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1337503684&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;A damaged old tower is seen after an earthquake in Finale Emilia&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="A damaged old tower is seen after an earthquake in Finale Emilia" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;A damaged old tower is seen after an earthquake in Finale Emilia May 20, 2012. A strong earthquake rocked a large swathe of northern Italy early on Sunday, killing at least three people and causing serious damage to the area&amp;#8217;s cultural heritage. The epicentre of the 6.0 magnitude quake, the strongest to hit Italy in three years, was in the plains near Modena in the Emilia-Romagna region of the Po River Valley. REUTERS/Giorgio Benvenuti ( ITALY &amp;#8211; Tags: DISASTER ENVIRONMENT)&lt;/p&gt;
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<p>Tre anni fa la mia terra tremava come una ossessa, e noi sopra a tremare con lei. Ma abbiamo tenuto botta. Era di notte, e ancora non mi ero reso conto di quello che era successo e non immaginavo, nessuno immaginava che sarebbe successo ancora qualche giorno dopo. Il cuore batteva a mille e la testa era poco lucida. Stanotte è stato impossibile addormentarsi senza ripensare a quei giorni dove anche il rumore di un’auto che passava ti faceva saltare il cuore in gola. A quelle notti passate in tenda nel giardino a convicersi che in fondo bastava immaginare che fosse come un campeggio, ma si, una cosa diversa, però poi non potevi fare a meno di pensare che a una manciata di chilometri in linea d’aria c’erano paesini che erano venuti giù e sotto c’era gente. E la terra sotto continuava, a volte forte a volte meno, ma la sentivi ringhiare, 1, 2, 3, 100 volte al giorno. Non finiva più, e tu lo gridavi pure esasperato, lo facevamo tutti maledicendo la nostra terra che poi noi ci vogliamo pure un gran bene, perché ci ha sempre coccolato, ma lo stesso le gridavamo contro: ti prego, ora basta, torna a dormire, che così possiamo chiudere gli occhi anche noi, per cinque minuti.. E ad un certo punto per un secondo sembrava anche che ci avesse ascoltato. Fino al 29 maggio, quando di nuovo ha urlato, prepotente, e di nuovo 1, 2, 3, 100 volte al giorno, per settimane. Che alla fine tieni botta per tieni botta noi si è abituati che se c’è da fare si deve fare cascasse il mondo e allora con un orecchio vigile un po’ alla volta si è tornati a coricarci e poi a contare i mattoni e a impilarli col cemento per ritirare su quei muri che su non erano rimasti, un poco alla volta ma a passo deciso. E dopo, passata qualche settimana quando sentivi una scossetta non pensavi quasi più oddio, ma ti veniva solo da tirar fuori un Mo va a cagher, come quello che dici al Chiwawa che ti sbraita contro facendosi grosso e che tu sai benissimo che con un calcio lo spedisci a Timbuctù.</p>
<p>Alla fine siamo tornati tutti a dormire, perché poi ad una certa ragass, non è mica che puoi tirar le 5 di mattina tutti i giorni perché il vicino fa casino. E c’erano i capannoni del parmiggiano da ricostruire, le casa da mettere in sicurezza, e poi le viti da seguire, che ci mancava solo che poi a settembre non si tirava su il lambrusco che allora si che l’eravamo bell’e appost. Non scherziamo.</p>
<p>E così è andata, tenendo botta. Fino ad oggi.</p>
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			<media:title type="html">A damaged old tower is seen after an earthquake in Finale Emilia May 20, 2012. A strong earthquake rocked a large swathe of northern Italy early on Sunday, killing at least three people and causing serious damage to the area&#039;s cultural heritage. The epicentre of the 6.0 magnitude quake, the strongest to hit Italy in three years, was in the plains near Modena in the Emilia-Romagna region of the Po River Valley. REUTERS/Giorgio Benvenuti ( ITALY - Tags: DISASTER ENVIRONMENT)</media:title>
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		<title>Una triste accoppiata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Castellani Tarabini (aka paz83)]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 12:04:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Germanwings]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando pensi che un limite possa esserci, almeno quando ci si trova davanti ad una tragedia come quella di un volo che precipita causando più di cento morti, ecco che arriva la coppia d&#8217;oro che della mancanza di pudore e di fuoriloghismo ha fatto una sua triste bandiera di becero opportunismo. Lei Che origini hanno i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando pensi che un limite possa esserci, almeno quando ci si trova davanti ad una tragedia come quella di un volo che precipita causando più di cento morti, ecco che arriva la coppia d&#8217;oro che della mancanza di pudore e di fuoriloghismo ha fatto una sua triste bandiera di becero opportunismo.</p>
<p>Lei</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Che origini hanno i piloti dell&#8217;autobus caduto???</p>
<p>— Daniela Santanchè (@DSantanche) <a href="https://twitter.com/DSantanche/status/580998048190312449">26 Marzo 2015</a></p></blockquote>
<p>Lui</p>
<p><a href="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/andreas-lubitz4-770x433.jpg"><img data-attachment-id="8725" data-permalink="https://paz83.wordpress.com/2015/03/27/una-triste-accoppiata/andreas-lubitz4-770x433/#main" data-orig-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/andreas-lubitz4-770x433.jpg" data-orig-size="770,433" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="andreas-lubitz4-770&amp;#215;433" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/andreas-lubitz4-770x433.jpg?w=652" class="aligncenter wp-image-8725 size-large" src="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/andreas-lubitz4-770x433.jpg?w=652&#038;h=367" alt="Schettinen"   srcset="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/andreas-lubitz4-770x433.jpg?w=660 660w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/andreas-lubitz4-770x433.jpg?w=150 150w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/andreas-lubitz4-770x433.jpg?w=300 300w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/andreas-lubitz4-770x433.jpg?w=768 768w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/andreas-lubitz4-770x433.jpg 770w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></a></p>
<p>(foto via <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/1771673/andreas-schettinen-lubitz-giornale-si-supera-ironia/" target="_blank">Giornalletismo</a>)</p>
<p>Update:</p>
<p>Possiamo aggiungerci anche <a href="http://www.beppegrillo.it/2015/03/un_uomo_solo_al_comando_fermiamorenzie.html" target="_blank">Beppe Grillo</a>, anche se non fa parte della coppia.</p>
<p><a href="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/renzicomanda.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="8729" data-permalink="https://paz83.wordpress.com/2015/03/27/una-triste-accoppiata/renzicomanda/#main" data-orig-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/renzicomanda.jpg" data-orig-size="510,307" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="renzicomanda" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/renzicomanda.jpg?w=510" class="aligncenter size-full wp-image-8729" src="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/renzicomanda.jpg?w=652" alt="renzicomanda"   srcset="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/renzicomanda.jpg 510w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/renzicomanda.jpg?w=150&amp;h=90 150w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/renzicomanda.jpg?w=300&amp;h=181 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></a></p>
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		<title>Piccola bibliografia essenziale sul socialino #Friendfeed e la sua chiusura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Castellani Tarabini (aka paz83)]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 12:12:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Link consigliati]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[friendfeed]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" data-attachment-id="8716" data-permalink="https://paz83.wordpress.com/2015/03/11/piccola-bibliografia-essenziale-sul-socialino-friendfeed-e-la-sua-chiusura/friendfeed-logo/#main" data-orig-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/friendfeed-logo.jpg" data-orig-size="931,241" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="friendfeed-logo" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/friendfeed-logo.jpg?w=652" class="aligncenter size-full wp-image-8716" src="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/friendfeed-logo.jpg?w=652&#038;h=169" alt="friendfeed-logo" width="652" height="169" srcset="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/friendfeed-logo.jpg?w=652&amp;h=169 652w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/friendfeed-logo.jpg?w=150&amp;h=39 150w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/friendfeed-logo.jpg?w=300&amp;h=78 300w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/friendfeed-logo.jpg?w=768&amp;h=199 768w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/03/friendfeed-logo.jpg 931w" sizes="(max-width: 652px) 100vw, 652px" /></p>
<p>Volevo scrive un bel post su friendfeed (che cesserà di esistere il 9 aprile 2015), ma poi quel che avevo da dire nel bene e nel male era già stato espresso meglio, molto meglio da altri. E allora ho deciso: faccio un post alla vecchia maniera, quella degli albori dei blog. Poche righe e un bell&#8217;elenco di link a post che di friendfeed (per gli amici frienfi) hanno parlato in queste ore. Una bibliografia sul socialino, magari utile per quei giovini che sono arrivati dopo e che magari non sanno che c&#8217;è stato un prima.<br />
Perché nel bene e nel male friendfeed è stato importante. Una sorta di brodo primordiale, una palestra in cui si è consolidata e formata buona parte della comunità social Italiana (e turca, non scordiamolo mai <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ).<br />
Era il 2007, lo stesso periodo in cui in Italia cominciavamo a balbettare con la bocca parole come facebook e twitter (altrove erano già lanciatissmi). Ma mentre con i primi due si stavano ancora prendendo le misure, friendfeed per semplicità e immediatezza almeno in quel primo periodo ha visto passare sui suoi codici più o meno tutti noi. Su friendfeed, almeno io, ho imparato a rapportarmi ad una rete sociale e alle persone che la popolavano, con tutte le cose che comportava. Ho incontrato persone, che poi sono diventati amici, ho litigato, ho brindato con i cin cin 2.0, ho passato piacevoli serate, ho commentato per la prima volta in rete programmi tv (prima che la cosa diventasse routine anni dopo su twitter e facebook). Poi visto il successo di friendfeed, facebook lo comprò e alcune delle funzionalità che tanto piacevano di lui furono poi implementate sul social dei social. Uno a caso: il like. Da quel momento fu sostanzialmente lasciato a se stesso, traballante, soggetto a cadute non rare. Così un po&#8217; alla volta gli utenti hanno cominciato a creare nuove comunità friendfiddiane su altri social in previsione del giorno in cui sarebbe stato chiuso definitivamente, e pronte ad accogliere gli esuli. Un po&#8217; come Miami per i cubani, per intenderci. <a href="https://www.facebook.com/groups/ffers/" target="_blank">La più importante è quella su Facebook</a>.<br />
Ma bando alle ciance, ecco i &#8220;coccodrilli&#8221; dedicati a friendfeed dalla rete italica (in aggiornamento):</p>
<ul>
<li>Partiamo da <a href="http://www.ilpost.it/2015/03/09/friendfeed-chiude-9-aprile/" target="_blank">Il Post che ha riportato nudo e crudo l&#8217;annuncio di Benjamin Golub</a>, uno degli sviluppatori di FriendFeed.</li>
<li>Peppe Liberti <a href="http://peppe-liberti.blogspot.it/2015/03/service-unavailable.html" target="_blank">ricorda come FriendFeed sia stato anche il terreno per &#8220;esperimenti&#8221;</a>, alcuni dei quali stupendi, che hanno avuto una vita fuori dal socialino, come <a href="https://scheggediliberazione.wordpress.com/" target="_blank">Schegge di Liberazione</a> e <a href="http://peppe-liberti.blogspot.it/2011/06/voci-di-corridoio.html" target="_blank">Voci di Corridoio</a>.</li>
<li>Mixmic76 e il suo <a href="http://mixmic.it/2015/giao-friendfeed/" target="_blank">Giao! al frienfeed</a>: &#8220;Qualcuno ha detto che è come quando chiude il bar che hai frequentato per tanto tempo, where everybody knows your name. In effetti la sensazione è la stessa&#8221;.</li>
<li><a href="http://www.pinguinomag.it/chiude-friendfeed-e-finisce-unepoca-dei-social-network" target="_blank">Poi c&#8217;è il post di Giuseppe Fraccalvieri</a>, che ha avuto anche l&#8217;idea di raccogliere tutti i post coccodrillo sul gruppo facebook degli esuli del socialino. Lui secondo me da friendfeed lo sfratteranno con la polizia dopo che il social avrà già chiuso.</li>
<li>Prima di tutto friendfeed è stato un luogo dove sono nate amicizie vere, non solo virtuali. Lo ricorda bene Cratete: <a href="http://cratete.com/2015/03/09/fifi/" target="_blank">Fifì</a></li>
<li>After zen: <a href="https://afterzen.wordpress.com/2015/03/10/closing-time-you-dont-have-to-go-home-but-you-cant-stay-here/" target="_blank">Closing time you don’t have to go home but you can’t stay here…</a></li>
<li>Michele Boroni su Wired: <a href="http://www.wired.it/internet/social-network/2015/03/10/dear-friendfeed-breve-storia-socialino-presto-sparira/" target="_blank">Dear FriendFeed, breve storia di un socialino che presto sparirà</a></li>
<li>E poi, siccome frienfi non era solo amore e felicità come le canzoni di Albano, ci pensa Enrico Sola a ricordare: <a href="http://www.enrico-sola.com/2015/03/giao-angelo/" target="_blank">Giao Angelo! In morte di FriendFeed, la comunità che diventò l’ONU delle cricche</a></li>
<li><a href="http://xmau.com/wp/notiziole/2015/03/10/friendfeed-chiude/" target="_blank">Il commento di Xmau</a></li>
<li>La signora Maria: <a href="http://lasignoramaria.net/?p=106" target="_blank">Quando ha chiuso il Bagatto</a></li>
<li>Giuseppe Lipari: <a href="http://scacciamennule.blogspot.it/2015/03/addio-friendfeed.html" target="_blank">Addio Friendfeed</a></li>
<li>Mantellini: <a href="http://www.mantellini.it/2015/03/10/friendfeed-la-mano-sinistra-di-dio/" target="_blank">Friendfeed: la mano sinistra di Dio</a></li>
<li>Luca Alagna: <a href="https://medium.com/@ezekiel/in-morte-di-friendfeed-la-prima-vera-community-social-italiana-1eaf6bf405f7" target="_blank">in morte di Friendfeed, la prima vera community social italiana</a></li>
<li>Vincenzo Cosenza, <a href="http://vincos.it/2015/03/09/friendfeed-chiude-il-9-aprile/" target="_blank">che ricorda brevemente alcuni passaggi (anche tecnici) della storia di friendfeed</a></li>
<li>plus1gmt: <a href="https://plus1gmt.wordpress.com/2015/03/11/in-morte-di-ff/" target="_blank">in morte di FF</a></li>
<li>m.fisk: <a href="http://blog.mfisk.org/2015/03/vorra-dire-che-si-riprendera-coltivare.html" target="_blank">Vorrà dire che si riprenderà a coltivare il proprio blog</a></li>
<li>unpirlaqualsiasi: <a href="http://www.unpirlaqualsiasi.it/2015/03/10/so-long/" target="_blank">So long&#8230;</a></li>
<li>Alessio Biancalana: <a href="http://dottorblaster.it/2015/03/goodbye-friendfeed/" target="_blank">Goodbye Friendfeed</a></li>
</ul>
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		<title>Del PD in Emilia Romagna, di @eccoci2015 e dell&#8217;evoluzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Castellani Tarabini (aka paz83)]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2015 15:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Eccoci]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>
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					<description><![CDATA[Qualcosa si era rotto nel Partito Democratico della mia regione, l&#8217;Emilia Romagna. Inutilite trovare alibi o scuse. Il crollo dell&#8217;affluenza (sia alle primarie che alle regionali), la fermezza con cui gli elettori, io tra loro, si erano smarcati dall&#8217;urna (in una maniera così evidente che chiunque, dotato di buon senso, all&#8217;indomani si sarebbe aspettato un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcosa si era rotto nel <strong>Partito Democratico</strong> della mia regione, l&#8217;Emilia Romagna. Inutilite trovare alibi o scuse. Il crollo dell&#8217;affluenza (sia alle primarie che alle regionali), la fermezza con cui gli elettori, io tra loro, si erano smarcati dall&#8217;urna (in una maniera così evidente che chiunque, dotato di buon senso, all&#8217;indomani si sarebbe aspettato un terremoto), erano un segnale più che mai chiaro che urlava a gran voce un&#8217;urgenza. Una riflessione profonda che portasse a rimescolare le carte, che adeguasse con i tempi e con chi quei tempi li vive, perché ci è nato e ci sta crescendo dentro, ci si è formato. Non è questione di &#8220;largo ai giovani&#8221;. <strong>Non è questione di rottamazione. Non chiamatela così, perché non c&#8217;entra nulla e andreste fuori strada. Chiamatela evoluzione, che è ben diverso, perché mantiene un patrimonio&#8221;genetico&#8221; ma lo evolve adeguandolo al cambiamento dell&#8217;ambiente circostante.</strong> E&#8217; un processo naturale che ad un certo punto si rende necessario, volenti o nolenti, per qualunque organismo biologico e non. Un processo che è fondamentale per garantirne la sua sopravvivenza in un ambiente che muta e necessita di nuove abilità, nuove visioni, nuove modalità con cui integrarsi, interagire e muoversi in esso.</p>
<p>Ecco, allora io credo che in fondo il senso di <strong><a href="http://eccoci.org/" target="_blank">Eccoci</a></strong>, del <strong><a href="http://eccoci.org/appello" target="_blank">loro appello</a></strong>, dei suoi firmatari, della sua proposta, sia proprio questo: evoluzione, ma tenendo ben presente quel patrimonio genetico, per ritrovare una posizione e una strada in un mondo che cambia sempre più velocemente giorno dopo giorno. Il tutto senza troppi drammi, che non sono mai serviti a nulla, ma con una buona dose di maniche rimboccate e voglia di fare. Questa almeno è la mia speranza.</p>
<p><em><img loading="lazy" data-attachment-id="8701" data-permalink="https://paz83.wordpress.com/2015/02/20/del-pd-in-emilia-romagna-di-eccoci-e-dellevoluzione/eccoci/#main" data-orig-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/eccoci.jpg" data-orig-size="960,422" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="eccoci" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/eccoci.jpg?w=652" class="aligncenter size-full wp-image-8701" src="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/eccoci.jpg?w=652&#038;h=287" alt="eccoci" width="652" height="287" srcset="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/eccoci.jpg?w=652&amp;h=287 652w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/eccoci.jpg?w=150&amp;h=66 150w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/eccoci.jpg?w=300&amp;h=132 300w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/eccoci.jpg?w=768&amp;h=338 768w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/eccoci.jpg 960w" sizes="(max-width: 652px) 100vw, 652px" /></em></p>
<blockquote><p><em>&#8220;Noi vogliamo costruire il Pd, perché siamo nati e cresciuti dentro il Pd.</em><br />
<em>Proprio perché ne siamo parte vogliamo una discussione vera durante il congresso. Proprio perché ne siamo linfa abbiamo superato l’8 dicembre 2013 le differenze tra renziani e cuperliani. Proprio perché conosciamo la nostra comunità sappiamo che può essere molto meglio di così.</em><br />
<em>La nostra è una nuova generazione che è già in campo con responsabilità e impegno nel partito, nei giovani democratici, nelle amministrazioni e nelle forze sociali della nostra regione. Pensiamo che sia il momento di promuovere un vero e proprio “patto generazionale”, una piattaforma politica che ponga nuovi spunti e priorità programmatiche per una profonda riforma del partito.</em><br />
<em>Pensiamo a un partito che faccia elaborazione politica con uno sguardo lungo, in grado di vivere nell’epoca della velocità, sapendo che in Emilia-Romagna non possiamo essere solo governo e amministrazione. Pensiamo a un partito che sappia rimotivare una militanza ormai stanca e delusa, ed attrarne una nuova. Pensiamo ad un partito che sia stimolo e sostegno per un governo regionale, che ha la responsabilità di rinnovare il “modello emiliano” da sempre sinonimo di buona amministrazione.&#8221;</em> (<a href="http://eccoci.org/appello" target="_blank">qua il testo integrale</a>)</p></blockquote>
<p>E allora ben venga tutto questo!</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>A Piedi scalzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Castellani Tarabini (aka paz83)]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2015 13:59:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Gazebo]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[Ieri sera sono rimasto in silenzio mentre guardavo la puntata Gazebo nel suo stupendo servizio da Lampedusa. Guardavo con in gola qualcosa di simile a un groppo. Ho ripensato a qualche giorno prima, all&#8217;ennesima tragedia, come viene spesso etichettata e servita dai media. Ennesima, ecco, ancora. Già il fatto che si debba far precedere &#8220;ennesima&#8221; alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" data-attachment-id="8691" data-permalink="https://paz83.wordpress.com/2015/02/16/a-piedi-scalzi/img_4844/#main" data-orig-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/img_4844.png" data-orig-size="1334,750" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Gazebo &amp;#8211; Lampedusa" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/img_4844.png?w=652" class="aligncenter wp-image-8691" title="Gazebo - Lampedusa" src="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/img_4844.png?w=652&#038;h=367" alt="IMG_4844" width="652" height="367" srcset="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/img_4844.png?w=652&amp;h=367 652w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/img_4844.png?w=1304&amp;h=733 1304w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/img_4844.png?w=150&amp;h=84 150w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/img_4844.png?w=300&amp;h=169 300w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/img_4844.png?w=768&amp;h=432 768w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/02/img_4844.png?w=1024&amp;h=576 1024w" sizes="(max-width: 652px) 100vw, 652px" /></p>
<p>Ieri sera sono rimasto in silenzio mentre guardavo la puntata <strong><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9f400906-b2d9-4208-bbbc-b88100eaeb0e.html#p=0" target="_blank">Gazebo</a></strong> nel suo stupendo <strong><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-783e5797-6c4b-4c4e-b833-3d2b4a2fd10f.html" target="_blank">servizio da Lampedusa</a></strong>. Guardavo con in gola qualcosa di simile a un groppo. Ho ripensato a qualche giorno prima, all&#8217;ennesima tragedia, come viene spesso etichettata e servita dai media. Ennesima, ecco, ancora. Già il fatto che si debba far precedere &#8220;ennesima&#8221; alla parola &#8220;tragedia&#8221; dovrebbe dirci qualcosa. Indurci quanto meno all&#8217;urgenza della questione. Invece mentre arrivavano i numeri del dramma, l&#8217;ennesimo, appunto, dalla politica, che dovrebbe poi essere quella che prende decisioni nel merito sono arrivate le solite dichiarazioni (anzi, le ennesime) che non aggiungono nulla ma si limitano a riproporre una confezione già sperimentata, a seconda della parte politica, da servire alla platea. Nulla che rimanga, nulla che indichi una strada concreta, una soluzione all&#8217;orizzonte.</p>
<div class="embed-twitter">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="it" dir="ltr">Sull&#39;ennesima tragedia a largo di <a href="https://twitter.com/hashtag/Lampedusa?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Lampedusa</a> non c&#39;è nemmeno una dichiarazione della politica degna o che non ricada nella retorica facile.</p>
<p>&mdash; Matteo Castellani T. (@contepaz83) <a href="https://twitter.com/contepaz83/status/565597475357347840?ref_src=twsrc%5Etfw">February 11, 2015</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
<p>C&#8217;è chi era nel governo che firmò la Bossi-Fini ma ora è in un governo diverso e allora grida al dramma, chi era contrario e rimane contrario e che se potesse andrebbe a scaravoltarli lui i barconi, poi c&#8217;è chi è nel governo e continua a dire che bisogna fare qualcosa, che però insomma si gioca tutti e quindi tocca anche all&#8217;Europa, però poi tutta sta pressione sull&#8217;Europa nei fatti non la vedo. Anzi. Quello che invece è certo sta in quella terminologia con cui si affronta il tema: sbarchi, nuovi arrivi, respingimenti, recupero, inviati a.. (CARA, CIE, etc). Alle volte sembra quasi si stia parlando di pacchi postali, che arrivano e che poi sono da immagazzinare, etichettare, smistare e alla fine spedire (o rispedire) alle varie destinazioni indicate dall&#8217;apposita etichetta.</p>
<p>Pacchi, a volte non sembrano null&#8217;altro. Eppure ieri li guardavo, questi pacchi, scendere uno a uno dalle lance della guardia costiera. Uno a uno, piedi scalzi, vestiti fradici e null&#8217;altro. Nemmeno un sacchetto, uno spazzolino. Passavano davanti alla telecamera quei piedi, che prima di toccare il cemento del molo di Lampedusa hanno calpestato centinaia, migliaia di chilometri di Africa attraverso povertà, carestie, guerre, carcerieri, umiliazioni, e poi mare e ancora mare per giorni, per arrivare (quelli che ci arrivano, perché è un percorso ad eliminazione) qua, ed entrare in quel labirinto burocratico fatto di etichette e moduli e destinazioni e parole di circostanza e molte di più di odio calcolato e indifferenza.</p>
<p>I piedi, i piedi dicono tanto di una persona. Dicono dove è stata, quanta fatica ha fatto, quanto a lungo. Di queste persone che sbarcano sul molo basta mostrare (<strong><a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-783e5797-6c4b-4c4e-b833-3d2b4a2fd10f.html" target="_blank">come ha fatto Gazebo</a></strong>) i piedi per raccontare tutto di loro, per redendere l&#8217;enormità drammatica. Non c&#8217;è bisogno della faccia, di scrutare in quegli sguardi smarriti tra sabbia e onde per cercare di scippare a favore di telecamera quell&#8217;ultimo bagliore misto di umana forza, disperazione e speranza. Perché i piedi sono tutto. Sono quelli su cui ci sorreggiamo. Sono quelli che, un passo dopo l&#8217;altro, piano o veloce che sia ci portano avanti nonostante tutto, che ci mettono a contatto con la terra, che ci fanno sentire che siamo ancora qua.</p>
<p>Anche Gesù dopotutto non lavava mica la faccia, se proprio vogliamo dirla tutta, ma i piedi.</p>
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		<title>Svaniti o quasi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Castellani Tarabini (aka paz83)]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 13:50:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[Charlie hebdo]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di opinione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[Di Charlie Hebdo, il giornale satirico francese, di tutto quel che è successo, del dibattito sulla libertà di stampa, di opinione e di espressione non se ne parla già più. Almeno in Italia. Fa eccezione forse la notizia delle ultime ore da cui si apprende che almeno per ora la redazione sospenderà le pubblicazioni, perché [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Di <b>Charlie Hebdo</b>, il giornale satirico francese, di tutto quel che è successo, del dibattito sulla libertà di stampa, di opinione e di espressione non se ne parla già più. Almeno in Italia. Fa eccezione forse <a href="http://www.lastampa.it/2015/02/01/esteri/charlie-hebdo-dopo-la-strage-pubblicazioni-sospese-troppo-stress-ELcs1LY5sB9cVUtLoHPodK/pagina.html" target="_blank"><b>la notizia delle ultime ore</b></a> da cui si apprende che almeno per ora la redazione sospenderà le pubblicazioni, perché c’è bisogno di una pausa e di rifiatare. Ah, fanno accezione anche quelli, pochi, ma se girate un po’ la rete qua e là trovate i loro commenti, che hanno scritto cose tipo “prendi i soldi e scappa” e altre simili inutilità.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Scuse. Greta e Vanessa, da vittime a colpevoli</title>
		<link>https://paz83.wordpress.com/2015/01/17/scuse-greta-e-vanessa-da-vittime-a-colpevoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Matteo Castellani Tarabini (aka paz83)]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2015 15:17:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerre]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Greta Ramelli]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Vanessa Marzullo]]></category>
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					<description><![CDATA[Colpevoli Greta e Vanessa hanno chiesto scusa all’Italia, dice Repubblica. La stessa Italia che per mesi ha riversato sulla loro persona vagonate di insulti, critiche e bassezze. Perché sono colpevoli di essere andate in Siria, colpevoli di essersi fatte rapire, perché era meglio restare a casa, che se resti a casa mica ti succede di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/ragazze-2.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="8680" data-permalink="https://paz83.wordpress.com/2015/01/17/scuse-greta-e-vanessa-da-vittime-a-colpevoli/ragazze-2/#main" data-orig-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/ragazze-2.jpg" data-orig-size="1239,721" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="ragazze 2" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/ragazze-2.jpg?w=652" class="aligncenter size-large wp-image-8680" src="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/ragazze-2.jpg?w=652&#038;h=379" alt="ragazze 2"   srcset="https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/ragazze-2.jpg?w=660 660w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/ragazze-2.jpg?w=150 150w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/ragazze-2.jpg?w=300 300w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/ragazze-2.jpg?w=768 768w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/ragazze-2.jpg?w=1024 1024w, https://paz83.wordpress.com/wp-content/uploads/2015/01/ragazze-2.jpg 1239w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></a></p>
<p><strong>Colpevoli</strong><br />
Greta e Vanessa hanno chiesto scusa all’Italia, <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2015/01/17/news/greta_e_vanessa_l_abbraccio_con_i_genitori_chiediamo_scusa_a_voi_e_all_italia-105118355/?ref=HREA-1" target="_blank">dice Repubblica</a>. La stessa Italia che per mesi ha riversato sulla loro persona vagonate di insulti, critiche e bassezze. Perché sono colpevoli di essere andate in Siria, colpevoli di essersi fatte rapire, perché era meglio restare a casa, che se resti a casa mica ti succede di essere rapita. E non importa quali siano le tue convinzioni, quale sia lo spirito e il motivo che ti spingono ad andare. No, colpevole. Punto.</p>
<p><strong>Un paese normale</strong><br />
In un paese normale i suoi politici, che anche in questo dramma hanno colto l’occasione per trasformarla in una opportunità elettorale, limiterebbero ad un minimo consono le proprie uscite sul caso. Un paese normale, un paese maturo, in una situazione del genere dovrebbe mettere da parte i rancori, il cinismo tipico da indivanados, di chi parla dal comodo del proprio divano e sputa sentenza senza spesso avere la minima cognizione della dinamica degli eventi. Un paese normale dovrebbe andare oltre, almeno per un momento, agli schieramenti ideologici. Dovrebbe fermarsi un secondo, restare in silenzio, e poi stringersi unito attorno alle due ragazze. Farsi sentire, farle sentire, ora più che mai, a casa. Dovrebbe avere il coraggio, perché ci vuole coraggio, di ammettere che c’è un limite, un confine nel pudore, che è stato più volte superato e ora non è più il caso. Ora non è il momento.</p>
<p><strong>Da vittime a colpevoli</strong><br />
Perché non ci stiamo rendendo conto che abbiamo capovolto la realtà, e dovremmo capirlo in fretta, che quel limite superato finisce per fare il gioco dei carcerieri che, in questo capovolgimento schizofrenico e assurdo dei ruoli, finiscono per non essere più i mostri, assolti quasi non avessero compiuto il fatto, mentre le vittime, le due ragazze, sono trascinate sul banco d’accusa della pubblica piazza. Colpevoli di essere andate dove non dovevano (che fa tanto il gioco dei jihadisti). Un j’accuse che somiglia molto a quello di tante altre storie in cui le donne, che erano vittime, finivano per essere trasformate in colpevoli: colpevoli di avere la gonna troppo corta, colpevoli di essere andate in discoteca da sole, colpevoli di essere salite in auto con un amico che poi si è rivelato aguzzino, colpevoli di aver reagito al marito, compagno, fidanzato che le picchiava. E mi chiedo: se non fossero state donne sarebbe successa la stessa cosa? Ma forse siamo talmente abituati che nemmeno ce ne rendiamo conto.</p>
<p><strong>Questione di soldi</strong><br />
E invece di calmarsi, riflettere, chiedere scusa a Greta e Vanessa e ripartire , sul carico già massiccio di insulti quelli che son tutti bravi a far polemica quando in gioco non c’è la loro testa, ma che se fosse, niente riscatti per loro ma opere di bene, mettono sul piatto l’indignazione per i soldi dell’ipotetico riscatto. Quei 12 milioni di euro. Polemica che per lo più punta il dito contro l’esborso di contante dalle casse di stato, polemica che ovviamente non si può basare (perché non si conosce) sulla reale dinamica che ha portato alla liberazione delle due ragazze, polemica di panza e per supposizione dunque. E quanta “nobile” fermezza esibita nel denunciare cotanto “sperpero”. Ora piacerebbe che con la stessa fermezza e la stessa grinta, questi difensori dell’integrità delle casse di stato, si scagliassero contro corruzione ed evasione, che in Italia hanno un costo di miliardi di euro, altro che un pugno di milioni, e poi che pretendessero le scuse da chi compie questi reati.</p>
<p>Altrimenti tanto meglio il silenzio.</p>
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