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	<title>Girl Geek Life</title>
	
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	<description>Il magazine delle ragazze appassionate di tecnologia</description>
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		<title>Non fare il male. Un libro, una regola</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 07:10:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Montegiove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e tecnologia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9529" class="wp-caption alignnone" style="width: 650px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/2013/06/non-fare-il-male-un-libro-una-regola/int/" rel="attachment wp-att-9529"><img class="size-full wp-image-9529 " alt="Foto di Erisfree" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/05/int.jpg" width="640" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Erisfree</p></div>
<p><strong><a title="Libro Non fare il male" href="http://www.ibs.it/code/9788866800330/vicini-annamaria/non-fare-male.html">&#8220;Non fare il male&#8221;</a>  </strong>di <a title="annamaria vicini" href="http://www.blogger.com/profile/01212134844399429039">Annamaria Vicini</a><strong> </strong>(I libri di Emil edizioni, prezzo di copertina 12 euro) è un romanzo. Non un romanzo di quelli che ti aspetti. Non una storia banale, ma lo spaccato di vita di una donna, Giulia, che vive l&#8217;evoluzione della Rete e l&#8217;avvento di quei social network che sono entrati nelle abitudini di ciascuno modificando radicalmente le giornate, i modi di fare, conoscersi, comunicare. &#8220;Da giornalista radiofonica si era ritrovata all&#8217;improvviso catapultata nel mondo del web&#8221;.</p>
<p><strong>La storia di Giulia è la storia di molte donne, nate analogiche e diventate forzatamente digitali, </strong>passate dal girare la ruota del telefono SIP allo strisciare polpastrelli su uno smartphone. Una donna multitasking, una di quelle che si avvicina a Facebook scrivendo prima un decalogo da rispettare per la paura di farsi prendere troppo<strong>. </strong>Una donna in tech, come è diventata anche l&#8217;autrice che abbiamo intervistato.<strong><br />
</strong></p>
<h3>Attraverso la storia di Giulia si ripercorre un po&#8217; l&#8217;evoluzione della Rete e non solo. Come hai vissuto tu i cambiamenti &#8220;imposti&#8221; dalla tecnologia? Come è cambiato il tuo modo di vivere e lavorare negli ultimi quindici anni?</h3>
<p><strong></strong>Li ho vissuti, soprattutto all’inizio, con grande entusiasmo. Non li ho percepiti come un’imposizione, ma come una grandissima opportunità di poter fare molte più cose e in modo più rapido. Ma soprattutto mi affascinava e continua ad affascinarmi la potenzialità delle tecnologie per la comunicazione: email, sms, social network, skype, chat, offrono la possibilità di connettersi con altre persone che hanno i tuoi stessi interessi e magari abitano mille miglia lontano da te.</p>
<p><strong>Il modo di lavorare è cambiato: oggi per esempio tendo a lavorare molto di più da casa e a spostarmi solo quando è necessario</strong>. Le autostrade telematiche sono molto più rapide ed efficienti di quelle materiali! Ma purtroppo in Italia il telelavoro non decolla e con mio grande stupore anche <a title="Pagina di Wikipedia su Marissa Mayer" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marissa_Mayer">Marissa Mayer</a>  lo ha recentemente tagliato in <a title="sito di Yahoo" href="http://it.yahoo.com/">Yahoo</a>!</p>
<p>Anche la vita quotidiana è molto cambiata. Personalmente devo stare attenta a non farmi condizionare troppo dalla mia passione per gli strumenti tecnologici. <strong>Ci sono rapporti, un esempio è quello tra genitori e figli, che hanno bisogno di vicinanza anche fisica</strong> e questa nessun supporto tecnologico la può sostituire.<br />
<strong></strong></p>
<h3>Quale la &#8220;scoperta tecnologica&#8221; che butteresti dalla torre e quale invece terresti nella tua vita?</h3>
<p>La mia filosofia è “<strong>mai sottrarre, meglio aggiungere</strong>”, quindi faccio fatica a buttare qualsiasi cosa. Però ci sono alcune scoperte tecnologiche che francamente mi sembrano degli “esercizi di stile” del tutto superflui, ma può darsi che questo dipenda da una mia difficoltà a coglierne le reali potenzialità.  Terrei sicuramente tutte quelle innovazioni che possono migliorare la nostra vita quotidiana: per esempio nel campo della prevenzione e della cura delle malattie nel prossimo futuro la tecnologia ci riserverà molte sorprese positive. Sempre che pubblico e privato  vogliano investire i fondi a loro disposizione in qualità  della vita, cosa che purtroppo non sempre accade.</p>
<h3>Delle 5 regole che Giulia si dà per non farsi travolgere da Facebook qual è secondo te irrinunciabile? E quale il rischio più grande di stare sui social network senza darsi delle regole?</h3>
<p>Direi quella che dice: Non scrivere nel profilo e in bacheca troppe informazioni private. Per decidere quali inserire e quali no, basta rispondere a una semplice domanda: “Mi piacerebbe che il mio vicino di casa venisse a sapere questa notizia su di me?” oltre a quella: Usare le regole del comune galateo e forse anche un po’ di più. Una parolaccia detta mentre sto parlando con un’amica non fa danni, ma se la scrivo e tutti la leggono posso venire etichettata come persona volgare.<br />
Sui social network, ma il discorso riguarda in modo particolare Facebook, vedo <strong>tanta gente che non rispetta gli altri ma non rispetta neppure sé stesso</strong>.</p>
<p>Insultare o dire e condividere volgarità fa del male anche a chi insulta e dice cose volgari, perché dà di sé un’immagine negativa. Poi, come abbiamo appreso recentemente dalla cronaca, c’è anche chi si spinge oltre e commette veri e propri reati, ma qui si aprirebbe un discorso molto complesso che richiederebbe una riflessione a parte.<br />
Non dimentichiamo che oggi un rischio molto grande, soprattutto per gli adolescenti, viene dall’uso degli smartphone. Ci sono <strong>ragazzi e ragazze che filmano amici e compagni di scuola in situazioni molto intime</strong> e che poi postano le immagini sui social network con conseguenze molto pesanti per gli involontari protagonisti. <strong>Educare i giovani a un uso corretto e non autolesionista delle tecnologie è oggi una priorità assoluta</strong>.</p>
<h3>La protagonista del libro ad un certo punto si rende conto di essere una donna multitasking e dice che il termine è stato coniato grazie alla tecnologia. Non pensi che l&#8217;informatica abbia incentivato il multitasking (non solo per le donne)?</h3>
<p>Le donne sono sempre state multitasking, loro malgrado e forse senza esserne del tutto consapevoli, perché sono chiamate a svolgere molti compiti e ruoli contemporaneamente come lavoratrici, madri, mogli o compagne e figlie. Questo però non ha dato loro nessun potere a livello sociale. Forse noi donne dovremmo riflettere su questo!<br />
Personalmente proprio <strong>il multitasking tecnologico mi ha fatto capire che fare molte cose insieme può gratificarti al momento facendoti sentire onnipotente, ma alla lunga produce effetti negativi</strong>. Innanzitutto è  fisicamente logorante e in secondo luogo la<strong> scarsa concentrazione su un singolo obiettivo porta a essere meno efficaci e questo forse è il motivo dello scarso potere femminile a livello sociale e nelle istituzioni</strong>.</p>
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		<title>Crowdfunding: che cos’è, a cosa serve, come si realizza</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 07:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Montegiove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[agorà digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si pronuncia crowdfunding tutti pensano ad un buon modo per finanziare un progetto chiedendo un piccolo contributo al maggior numero possibile di persone. In pratica l&#8217;incarnazione del detto che...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9662" class="wp-caption alignnone" style="width: 650px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/2013/06/crowdfunding-tutto-quello-che-non-avreste-osato-chiedere/crowd/" rel="attachment wp-att-9662"><img class="size-full wp-image-9662 " alt="Foto di Nono Fotos (Flickr)" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/crowd.jpg" width="640" height="427" /></a><p class="wp-caption-text">Foto di Nono Fotos (Flickr)</p></div>
<p>Quando si pronuncia <strong><a title="definizione di crowdfunding" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowd_funding">crowdfunding </a>tutti pensano ad un buon modo per finanziare un progetto chiedendo un piccolo contributo al maggior numero possibile di persone</strong>. In pratica l&#8217;incarnazione del detto che &#8220;l&#8217;unione fa la forza&#8221; e in questo caso che fa pure la <strong>risorsa necessaria a finanziare qualcosa che vogliamo realizzare</strong>. Vi accompagnamo alla scoperta di questa interessante opportunità ascoltando tre donne che di crowdfunding se ne intendono perché ci lavorano o l&#8217;hanno utilizzato per realizzare un sogno.</p>
<p><a title="profilo linkedin di chiara spinelli" href="http://it.linkedin.com/pub/chiara-spinelli/4/55a/693"><strong>Chiara Spinelli</strong></a> si può definire la<strong> &#8220;mamma&#8221; di <a title="piattaforma Eppela" href="http://www.eppela.com/">Eppela</a>, una delle prime piattaforme di crowdfunding in Italia, visto che l&#8217;ha creata nel 2010 e gestita fino al 2012</strong>. Attualmente continua l&#8217;impegno per il crowdfunding in Italia con <strong>ICN, <a title="sito dell'associazione italian crowdfunding network" href="http://www.italiancrowdfunding.org/">Italian Crowdfunding Network</a>, associazione</strong> che ha fondato insieme a un gruppo di amici ricercatori, analisti e startupper del settore. A Chiara abbiamo chiesto di aiutarci a capire meglio il crowdfunding.</p>
<p><strong>Prova a spiegare il crowdfunding ad un bambino&#8230;</strong></p>
<p>E&#8217; un sistema perfetto per trasformare una tua buona idea in un vero progetto. Ma bisogna metterci molto impegno: saper <strong>capire a chi può interessare davvero</strong> (non soltanto a te e ad altre tre persone!), <strong>saperlo raccontare al meglio</strong> usando internet come strumento di comunicazione e saper <strong>diffondere il tuo racconto a tutti gli interessati</strong> grazie a Facebook, a Twitter, alle mail, al passaparola. Le persone interessate (i tuoi amici ma non solo) possono scoprire il tuo progetto e decidere di darti una quota in denaro per permetterti di realizzarlo. <strong>Tante persone, piccole cifre: il gioco è fatto</strong>. In cambio potrai dare a chi ti ha aiutato un piccolo regalo legato al tuo progetto. Un modo per ringraziarli e farli sentire coinvolti e partecipi.</p>
<p><strong>Come e dove hai conosciuto il crowdfunding?</strong></p>
<p>L&#8217;ho <strong>scoperto nell&#8217;autunno del 2010</strong>, nel momento in cui <a title="piattaforma kickstarter" href="http://www.kickstarter.com/">Kickstarter</a>, la piattaforma USA, è letteralmente esplosa grazie ai primi progetti ad altissimo budget. Quello che in realtà mi ha attirato è stata soprattutto la spaventosa quantità di progetti a piccolo budget, soprattutto culturali, che riuscivano a sostenersi attraverso questo mezzo. Ne ho subito colto le difficoltà per il mercato italiano, ma anche la sfida.</p>
<p><strong>Quali gli errori più comuni che hai visto commettere?</strong></p>
<p>L&#8217;Italia è il paese della creatività, dell&#8217;invenzione, del design e dell&#8217;arte. E invece <strong>molti progetti sono mediocri, perché peccano di presunzione</strong>: non sono originali ma credono di esserlo, oppure lo sono ma non sanno chiedere, mettersi in gioco. <strong></strong> Non c&#8217;è la burocrazia di un prestito in banca, ma ci sono comunque regole di trasparenza, serietà nel proporsi, necessità di una comunicazione solida e virale, impegno costante. Il feedback della rete non perdona&#8230;.e<strong> i soldi attraverso il web non ti piovono addosso</strong>. Purtroppo la radice di questo atteggiamento è da imputare anche ai media: il crowdfunding viene sempre &#8220;venduto&#8221; come il mezzo facile per fare soldi. Così i progettisti riempiono le piattaforme di progetti più o meno interessanti che però non hanno pubblico. E se il mezzo non funziona spesso non sanno fare un onesto mea culpa, guardare sinceramente al valore del proprio progetto e magari ai suoi difetti. Invece dobbiamo dire che il crowdfunding è prima di tutto lo <strong>strumento per diventare fruitori attivi, intelligenti e consapevoli di buoni progetti e buone idee e non solo consumatori passivi</strong>. E&#8217; indicativo il fatto che la maggior parte delle persone che tentano una campagna di crowdfunding in Italia non hanno mai fatto nemmeno un&#8217;offerta a un altro progetto, quindi non hanno mai usato davvero lo strumento. E&#8217; come se pretendessimo di far mangiare a tutti un piatto preparato da noi, ma che noi non abbiamo intenzione di assaggiare. Se non costruiamo la cultura dei sostenitori, <strong>se non creiamo la &#8220;crowd&#8221;, non avremo mai il &#8220;funding&#8221;</strong>. Le cose stanno lentamente cambiando, ma la strada è ancora lunga&#8230;</p>
<p><strong>Qualche esempio virtuoso italiano</strong></p>
<p>Mi piace segnalare due piattaforme molto diverse tra loro. La prima è<strong> <a title="sito di produzioni dal basso" href="http://www.produzionidalbasso.com/">Produzioni dal Basso</a>: pionieri del crowdfunding</strong>, i due fondatori hanno iniziato a socializzare i progetti nel 2005, prima ancora che il fenomeno prendesse davvero un nome, addirittura prima della nascita dei social network e di Youtube, che in questo momento sono il primo strumento di diffusione dei progetti. La loro <strong>piattaforma ha ottimi numeri </strong>ed è <strong>free</strong>, nel senso che non fa transazione economica ma <strong>solo vetrina ai progetti</strong>, e per questo non trattiene nemmeno una quota per il servizio.<br />
Dall&#8217;altra parte c&#8217;è <strong><a title="piattaforma musicraiser" href="https://www.musicraiser.com/">Musicraiser,</a></strong> piattaforma nata lo scorso autunno ma che ha già <strong>un numero molto alto di progetti andati a buon fine</strong>. <strong>Ospita solo progetti musicali</strong>, come album, documentari, eventi. Il settore musicale è in crisi da anni e i musicisti indipendenti sono i primi ad aver capito che devono &#8220;contaminarsi&#8221; e chiedere aiuto a chi ama la loro musica.</p>
<p>Una volta capito a cosa serve e come si implementa il crowdfunding, ci piaceva <strong>riportare due esperienze felici</strong>. Una è quella di <strong><a title="era della trasparenza" href="http://www.agoradigitale.org/investointrasparenza-436-volte-grazie/">#eradellatrasparenza</a></strong> di <strong><a title="sito di agorà digitale" href="http://www.agoradigitale.org/">Agorà Digitale</a></strong>, associazione no profit che promuove gli interessi di quanti vogliono lo sviluppo aperto di internet e delle nuove tecnologie.  &#8220;Per l&#8217;iniziativa di crowdfunding &#8211; afferma <a title="profilo linkedin di Martina Bezzini" href="http://it.linkedin.com/pub/martina-bezzini/62/3b8/86b">Martina Bezzini</a> &#8211; <strong>non ci siamo appoggiati a nessuna piattaforma</strong>. Abbiamo valutato sia Eppela che Kickstarter, ma alla fine abbiamo optato per una gestione autonoma tramite il nostro sito, con<strong> l&#8217;implementazione <a title="wufoo e paypal" href="http://www.wufoo.com/payments/paypal/">Wufoo &#8211; Paypal</a></strong>&#8220;.  Gli obiettivi di Agorà Digitale, essendo legati al monitoraggio della trasparenza, sono stati definiti in termini di &#8220;parlamentari da coinvolgere&#8221; e &#8220;Pubbliche Amministrazioni da monitorare&#8221;. &#8220;Si poteva scegliere di donare 2 euro &#8211; continua Martina &#8211; per consentirci di aggiungere un’altra amministrazione a quelle già controllate o 4 euro per aggiungere un parlamentare alla cerchia di quelli su cui fare lobby. <strong>Abbiamo diffuso la campagna sui social, inviando email a tutto l&#8217;indirizzario e coinvolgendo ogni membro del team che ha lavorato sui contatti personali</strong>. Non abbiamo raggiunto il 100% dell&#8217;obiettivo ma ci riteniamo ugualmente soddisfatti, come prima esperienza&#8221;. La particolarità del progetto di Agorà sta nel fatto che gli &#8220;investitori&#8221; non sono solo finanziatori ma soggetti attivi, che si vuole<strong> <a title="pagina di donazione a agorà digitale" href="www.agoradigitale.org/dona-contro-lo-stallo-della-trasparenza/">coinvolgere attivamente e far partecipare al progetto</a></strong>.</p>
<p>Altra esperienza felice, <a title="post di networkmamas" href="http://www.girlgeeklife.com/2013/05/networkmamas-e-il-telelavoro-che-aiuta/">di cui abbiamo parlato qualche tempo fa,</a> è quella di <strong><a title="sito di networkmamas" href="http://www.networkmamas.it/">Networkmamas.it. </a></strong> &#8220;Abbiamo valutato le diverse opzioni a disposizione &#8211; afferma<a title="profilo linkedin di cristina interliggi" href="http://it.linkedin.com/pub/cristina-interliggi/6a/aa3/5b5"> Cristina Interliggi </a>-  e poi abbiamo scelto di <strong>non appoggiarci a nessuno dei pur ottimi siti che si occupano di crowdfunding</strong>. Questo perché abbiamo nel gruppo uno sviluppatore in grado di gestire tecnicamente la cosa, per poter avere un accesso a statistiche molto avanzate su come gli utenti navigano sul nostro sito e per<strong> poter impiegare in modo virtuoso il 5% che normalmente si lascia alla piattaforma di crowdfunding donandolo alla onlus <a title="fondazione pangea" href="http://www.pangeaonlus.org/">Pangea</a></strong>, che si occupa di aiutare le donne in difficoltà&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le scoperte consistono nel vedere ciò che tutti hanno visto e <strong>pensare ciò che nessuno ha pensato</strong>&#8221; ha affermato <a title="profilo di szent gyobergy" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Szent-Gy%C3%B6rgyi">Albert  Szent-Gyorgyi</a>. E quando vi succede di fare <strong>una scoperta e sognare di poterla realizzare mettetevi in gioco e non chiedete aiuto ad una sola persona. Chiedete l&#8217;aiuto di tutti.</strong> Pronte per un&#8217;esperienza di crowdfunding?</p>
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		<title>I bambini e la scrittura a due mani: esercizi e strategie</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 07:08:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia Laura Bertinetto</dc:creator>
				<category><![CDATA[How-to]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[I bambini sono molto affascinati dalla scrittura a due mani sulla tastiera. Spesso mi osservano meravigliati e stupiti, mi raccontano che anche le loro mamme e i loro papà scrivono...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I bambini sono molto affascinati dalla <strong>scrittura a due mani</strong> sulla tastiera. Spesso mi osservano meravigliati e stupiti, mi raccontano che anche le loro mamme e i loro papà scrivono sulla tastiera con due mani e che piacerebbe molto anche a loro esserne capaci!</p>
<p>La cosa che io rispondo più spesso, quando mi chiedono come faccio ad essere così veloce, è che ho imparato con il tempo, a forza di scrivere, e che quando saranno grandi ci riusciranno anche loro.</p>
<p>Tuttavia, può essere utile l’esercizio alla scrittura a due mani, come “pretesto” per affinare altre competenze come la manualità fine, la lateralità e perché no, per divertirsi!</p>
<div id="attachment_9642" class="wp-caption alignnone" style="width: 477px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/metodopozzar.jpg"><img class="size-full wp-image-9642" alt="metodo pozzar" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/metodopozzar.jpg" width="467" height="308" /></a><p class="wp-caption-text">Metodo pozzar</p></div>
<p>È importante strutturare l’attività in base all’età dei bambini, in modo che sia divertente e si possa svolgere in modo fluido. In ogni caso, <strong>è consigliabile partire dalla classe terza</strong>.</p>
<p>Ecco tre metodi suddivisi per difficoltà.</p>
<ul>
<li><b>Livello semplice: uso libero delle due mani</b>. I bambini in questa attività sono incoraggiati a scrivere con due mani, in modo assolutamente libero e non determinato dall’organizzazione della tastiera. Se scegliamo questo metodo, dettiamo loro alcune parole brevi e semplici, la consegna è solamente l’uso delle due mani. Al termine dell’esercizio si può discutere con loro invitandoli a ripensare a quale mano hanno utilizzato di più per digitare determinate lettere, e secondo loro perché.</li>
</ul>
<ul>
<li><b>Livello medio: uso delimitato delle due mani</b>. È necessario che la tastiera sia divisa in due parti. Si può utilizzare un filo di lana, un elastico o un nastro da pacchi (indicativamente, la Y potrebbe essere l’ultima lettera della parte sinistra e la U la prima lettera della parte destra). La consegna è utilizzare obbligatoriamente la mano sinistra per digitare le lettere presenti nella parte sinistra della tastiera e utilizzare la mano destra per digitare le lettere nella parte destra. In questa fase può essere utile e stimolante dettare parole che prevedano l’alternanza delle due mani come <i>pane</i> (destra – sinistra – destra – sinistra), <i>ape</i> (sinistra – destra sinistra) e così via.</li>
</ul>
<ul>
<li><b>Livello “difficile”</b>: tecnica della “<a href="http://www.tutoredattilo.it/files/CsoScritt_Tastiera10dita.pdf">Scrittura a tastiera cieca con dieci dita</a>” messa a punto dall’insegnante Laura <strong>Pozzar</strong>. Consiglio questo metodo in particolare a chi lavora con i bimbi più grandi, di quarta o quinta. Il metodo prevede esercizi motori di riscaldamento delle mani ed esercizi su una finta tastiera di carta, da effettuare prima della scrittura su tastiera. L’insegnante ha creato una tastiera divisa in cinque parti colorate: a ogni colore corrisponde a un dito della mano. Dopo un periodo di allenamento sulla tastiera finta i bambini possono provare a scrivere sulla tastiera del computer tenendo la “mappa colorata” come guida.</li>
</ul>
<p>Esistono anche alcuni software per allenare i bambini a scrivere con dieci dita, come ad esempio <a href="http://www.erickson.it/Multimedia/Pagine/Scheda-Minikit.aspx?ItemId=38405" target="_blank">Scrivere veloci con la tastiera</a> (Erickson) e <a href="http://ilmigliorsoftware.blogspot.it/2011/04/scrivere-10-dita.html" target="_blank">Tutore Dattilo</a>.</p>
<div id="attachment_9643" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/tastieradivisa.jpg"><img class="wp-image-9643 " alt="Tastiera divisa" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/tastieradivisa-533x400.jpg" width="533" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Tastiera divisa</p></div>
<p>È fondamentale proporre le attività in modo ludico e piacevole e non dimenticare che l’obiettivo principale è migliorare la manualità la coordinazione oculo-manuale… la soddisfazione sarà tanta!</p>
<p>E infine… Perché non proporre queste attività anche ad adulti che desiderano migliorare la loro scrittura su tastiera?</p>
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		<item>
		<title>Google Keep: la gestione degli appunti secondo Google</title>
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		<comments>http://www.girlgeeklife.com/2013/06/google-keep-appunti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 07:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefania Girelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[App]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[appunti]]></category>
		<category><![CDATA[note]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver provato varie applicazioni per prendere appunti, non potevo non tornare sull’argomento dopo l’uscita di Google Keep. Google Keep, per ora, non raggiunge la complessità di altre applicazioni, come...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver provato <strong><a href="http://www.girlgeeklife.com/2011/06/le-applicazioni-android-per-to-do-list-appunti-e-task-manager/">varie applicazioni per prendere appunti</a></strong>, non potevo non tornare sull’argomento dopo l’uscita di <a href="https://drive.google.com/keep">Google Keep</a>.</p>
<p><strong>Google Keep</strong>, per ora, non raggiunge la complessità di altre applicazioni, come <strong><a title="Evernote: le tue note ovunque e dovunque" href="http://www.girlgeeklife.com/2012/03/evernote-le-tue-note-ovunque-e-dovunque/">Evernote</a></strong>, che è disponibile per ogni piattaforma e ha moltissime funzionalità, ma ha dalla sua l’integrazione con <strong>Drive</strong> e quindi la possibilità di recuperare velocemente ogni nota su vari dispositivi.<br />
Con <strong>Keep</strong> si possono inserire note, elenchi puntati, immagini e foto.</p>
<p>È possibile cambiare il <strong>colore della nota</strong>, come se fosse un post-it e passare da nota a <strong>elenco</strong> in modo veloce. Si possono registrare <strong>note vocali</strong>: il testo, oltre che registrato, viene trascritte direttamente. Utile in tutte quelle occasioni in cui non si può scrivere ma si ha bisogno di prendere un appunto veloce.<br />
<a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/2013-06-03-16.45.31.png"><img class="alignnone size-large wp-image-9609" alt="2013-06-03 16.45.31" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/2013-06-03-16.45.31-225x400.png" width="225" height="400" /></a> <img class="alignnone size-large wp-image-9608" alt="2013-06-03 16.45.55" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/2013-06-03-16.45.55-225x400.png" width="225" height="400" /></p>
<p>È possibile <strong>condividere</strong> la nota tramite le varie applicazioni installate sul dispositivo. Così, per esempio, si può aggiungere a Dropbox, usarla per creare un pin su Pinterest, passarla a Evernote, pubblicarla sui Facebook, Twitter e su Google+, inviarla via mail, sms o Whatsapp.<br />
Inoltre si possono archiviare le note, così da tenere visibili solo quelle necessarie, ma allo stesso tempo non eliminare nulla.</p>
<p>L’app dedicata su <strong><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.google.android.keep">Android</a></strong> permette di salvare gli appunti sia online che offline e sincronizzarli una volta che si è ripristinata la connessione. Per un inserimento più veloce c&#8217;è il <strong>widget</strong> che permette di selezionare il tipo di azione che si vuole fare e visualizzare le ultime note inserite.</p>
<p><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/2013-06-03-16.44.10.png"><img class="alignnone size-large wp-image-9611" alt="2013-06-03 16.44.10" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/2013-06-03-16.44.10-225x400.png" width="225" height="400" /></a> <a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/2013-06-03-16.45.05.png"><img class="alignnone size-large wp-image-9610" alt="2013-06-03 16.45.05" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/2013-06-03-16.45.05-225x400.png" width="225" height="400" /></a></p>
<p>Sempre da <strong>Android</strong> è molto interessante la possibilità di prendere annotazioni tramite comando vocale direttamente da <strong><a href="http://www.google.com/landing/now/">Google Now</a>. </strong>Basta<strong> </strong>dare il comando “Segna Nota&#8221; seguito dal testo della nota.</p>
<p>L&#8217;applicazione <strong><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=net.nurik.roman.dashclock">Dashclock</a></strong>, che permette di personalizzare la schermata di sblocco di Android (solo dalla versione 4.2), ha <strong><a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.turkidroid.dashclock.keepextension">un&#8217;estensione</a></strong> che permette di gestire Keep senza neppure sbloccare lo smartphone.<br />
<a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/dashclock-keep.jpg"><img class="alignnone  wp-image-9602" alt="dashclock keep" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/dashclock-keep.jpg" width="225" height="400" /></a> <a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/dashclock-keep2.png"><img class="alignnone size-large wp-image-9601" alt="dashclock keep2" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/dashclock-keep2-225x400.png" width="225" height="400" /></a></p>
<p>Per prendere appunti veloci direttamente sul browser è stata rilasciata <strong>un’estensione</strong> per <strong><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/google-keep/hmjkmjkepdijhoojdojkdfohbdgmmhki">Chrome</a></strong>. Una volta attivata si ottiene una finestra aggiuntiva in cui ci sono tutte le note già prese, sia da desktop che da mobile, e su cui si possono fare tutte le operazioni possibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/Schermata-2013-06-03-alle-16.38.53.png"><img class="alignnone size-large wp-image-9604" alt="Chrome Extension" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/Schermata-2013-06-03-alle-16.38.53-610x327.png" width="610" height="327" /></a></p>
<p>Tutti gli appunti sono visibili su google Drive all&#8217; indirizzo <strong><a href="https://drive.google.com/keep/">http://drive.google.com/keep</a></strong>.</p>
<p><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/Schermata-2013-06-03-alle-16.36.45.png"><img class="alignnone size-large wp-image-9605" alt="Google Kepp" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/Schermata-2013-06-03-alle-16.36.45-610x386.png" width="610" height="386" /></a></p>
<p>Per me keep è diventato il modo più veloce per prendere appunti e salvare immagini da recuperare velocemente e ha sostituito tutte le app &#8220;post-it&#8221;, visto che mi permette di avere tutto nello stesso posto.</p>
<p><strong>Voi cosa ne pensate? Vi piace Google Keep?</strong></p>
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		<title>Le top app meteo gratuite per iPhone e Android</title>
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		<comments>http://www.girlgeeklife.com/2013/06/le-top-app-meteo-gratuite-per-iphone-e-android/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 07:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Maternini</dc:creator>
				<category><![CDATA[App]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[meteo]]></category>

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		<description><![CDATA[Arrivano le vacanze e visto l&#8217;eterno inverno 2013 le previsioni meteo sono diventate le nostre compagne di viaggio! Utili soprattutto come supporto alla più classica delle conversation starter, le app...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9623" class="wp-caption alignnone" style="width: 620px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/app_meteo.jpg"><img class="size-large wp-image-9623" alt="Le top app meteo gratuite per iPhone e Android" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/app_meteo-610x297.jpg" width="610" height="297" /></a><p class="wp-caption-text">Le top app meteo gratuite per iPhone e Android</p></div>
<p>Arrivano le vacanze e visto l&#8217;eterno inverno 2013 le previsioni meteo sono diventate le nostre compagne di viaggio!</p>
<p>Utili soprattutto come supporto alla più classica delle <em>conversation starter</em>, le <strong>app per le previsioni meteo</strong> sono un must da avere sul proprio telefono: stupirete tutti domattina al bar mentre farete conversazione, o in coda alla posta cone le vostre informazioni aggiornatissime.</p>
<p>Abbiamo scelto per voi <strong>le migliori app meteo gratuite</strong> (per iPhone e Android) che non vi lasceranno mai sole, ovunque voi andiate!</p>
<ol>
<li><strong>Yahoo! Weather</strong>: semplice, intuitiva, quasi bella come app: una grande foto del luogo geolocalizzato (se siete a Parigi o Roma immaginatevi che immagine potrebbe apparire; per i piccoli paesi appare una foto significativa che possa ricordare il paese o un paesaggio). Su iPhone la geolocalizzazione è abbastanza accurata. Per <a href="https://itunes.apple.com/app/yahoo!-weather/id628677149?ls=1&amp;mt=8" target="_blank">iPhone</a> e <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.yahoo.mobile.client.android.weather" target="_blank">Android</a>.</li>
<li><strong>AccuWeather</strong>: offre informazioni meteo locali estremamente precise e su misura e molte funzioni interattive. Le previsioni relative allo stile di vita indicano eventuali rischi per la salute o per lo svolgimento di attività all&#8217;aperto correlati alle attuali condizioni meteo. Notevoli i widget sopratutto per la versione Android. Per <a href="https://itunes.apple.com/us/app/accuweather-for-iphone/id300048137?mt=8" target="_blank">iPhone</a>, <a href="https://itunes.apple.com/us/app/accu-weather-free-for-ipad/id364616869?mt=8" target="_blank">iPad</a> e <a title="accuweather" href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.accuweather.android" target="_blank">Android</a>.</li>
<li><strong>The Weather Channel</strong>: informazioni aggiornate e declinate sul presente, ora per ora, per 36 ore e nei 10 giorni successivi. La parte più interessante è la possibilità di esplorare sulla mappa le previsioni meteo mondiali, in modo da decidere la meta del prossimo viaggio al sole. Per <a title="the-weather-channel" href="https://itunes.apple.com/en/app/the-weather-channel/id295646461?mt=8" target="_blank">iPhone</a> e <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.weather.Weather&amp;hl=en">Android</a>.</li>
<li><strong>Weather Neue</strong>: un&#8217;app minimalista, che più minimalista non si può: less is more in tutto il suo splendore! Per <a href="http://itunes.apple.com/us/app/weather-neue/id527856624?ls=1&amp;mt=8" target="_blank">iPhone</a> e <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.switchsoft.weather" target="_blank">Android</a>.</li>
<li><strong>IlMeteo</strong>: la app di meteo.it, il sito italiano di previsioni meteo. Previsioni sempre al ribasso, ma attendibili. Per <a href="itms://itunes.apple.com/us/app/meteo/id338851554?mt=8" target="_blank">iPhone</a> e <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=com.ilmeteo.android.ilmeteo" target="_blank">Android</a>.</li>
<li><strong>Swackett</strong>: un po&#8217; fashion, un po&#8217; divertente, un po&#8217; diversa. Per sapere come vestirci la mattina appena svegli o se siamo in partenza per un viaggio. Per <a href="http://itunes.apple.com/us/app/swackett/id418554305?mt=8" target="_blank">iPhone</a> e <a href="http://swackett.com/googleplay/" target="_blank">Android</a>.</li>
</ol>
<p><strong>Bonus App</strong></p>
<ul>
<li>Se quest&#8217;estate avete intenzione di andare in vacanza in Francia non potete non installare l&#8217;app di <strong>Meteo France</strong>, il canale meteo nazionale con sede vicino a Tolosa: dalla grafica spartana ma estremamente accurato e sempre aggiornato con i vari avvisi in caso di forti piogge, vento o temporali fuori dalla norma. Per <a href="https://itunes.apple.com/gb/app/meteo-france/id376197239?mt=8" target="_blank">iPhone</a> e <a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=fr.meteo" target="_blank">Android</a>.</li>
<li>E siete appassionate di Instagram, non potrete fare a meno di<strong> InstaWeather Free</strong>, per aggiungere informazioni sul meteo rappresentato dalla vostra foto. Per <a title="instaweather" href="https://itunes.apple.com/it/app/instaweather-free/id564147490?mt=8" target="_blank">iPhone</a> e <a title="instaweather free" href="https://play.google.com/store/apps/details?id=air.byss.mobi.instaweatherfree&amp;hl=it" target="_blank">Android</a>.</li>
</ul>

<a href='http://www.girlgeeklife.com/2013/06/le-top-app-meteo-gratuite-per-iphone-e-android/1-3/' title='Yahoo! Weather'><img data-attachment-id="9595" data-orig-file="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/1.png" data-orig-size="222,221" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Yahoo! Weather" data-image-description="&lt;p&gt;Yahoo! Weather: semplice, intuitiva, quasi bella come app: una grande foto del luogo geolocalizzato (se siete a Parigi o Roma immaginatevi che immagine potrebbe apparire; per i piccoli paesi appare una foto significativa che possa ricordare il paese o un paesaggio). Su iPhone la geolocalizzazione è abbastanza accurata. Per iPhone e Android.&lt;/p&gt;
" data-medium-file="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/1.png" data-large-file="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/1.png" width="120" height="120" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/1-120x120.png" class="attachment-thumbnail" alt="Yahoo! Weather" /></a>
<a href='http://www.girlgeeklife.com/2013/06/le-top-app-meteo-gratuite-per-iphone-e-android/accuweather-platinum-big-icon_8962/' title='AccuWeather'><img data-attachment-id="9647" data-orig-file="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/AccuWeather-Platinum-big-icon_8962.jpg" data-orig-size="512,512" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="AccuWeather" data-image-description="&lt;p&gt;AccuWeather: offre informazioni meteo locali estremamente precise e su misura e molte funzioni interattive. Le previsioni relative allo stile di vita indicano eventuali rischi per la salute o per lo svolgimento di attività all’aperto correlati alle attuali condizioni meteo. Notevoli i widget sopratutto per la versione Android. Per iPhone, iPad e Android.&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.girlgeeklife.com/2013/06/le-top-app-meteo-gratuite-per-iphone-e-android/3-3/' title='The weather Channel'><img data-attachment-id="9592" data-orig-file="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/3.png" data-orig-size="221,222" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="The weather Channel" data-image-description="&lt;p&gt;The weather Channel: informazioni aggiornate e declinate sul presente, ora per ora, per 36 ore e nei 10 giorni successivi. La parte più interessante è la possibilità di esplorare sulla mappa le previsioni meteo mondiali, in modo da decidere la meta del prossimo viaggio al sole. Per iPhone e Android.&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.girlgeeklife.com/2013/06/le-top-app-meteo-gratuite-per-iphone-e-android/4-3/' title='Weather Neue'><img data-attachment-id="9634" data-orig-file="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/4.png" data-orig-size="225,222" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Weather Neue" data-image-description="&lt;p&gt;Weather Neue: un’app minimalista, che più minimalista non si può: less is more in tutto il suo splendore! Per iPhone e Android.&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.girlgeeklife.com/2013/06/le-top-app-meteo-gratuite-per-iphone-e-android/6-3/' title='IlMeteo'><img data-attachment-id="9636" data-orig-file="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/6.png" data-orig-size="223,222" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="IlMeteo" data-image-description="&lt;p&gt;IlMeteo: la app di meteo.it, il sito italiano di previsioni meteo. Previsioni sempre al ribasso, ma attendibili. Per iPhone e Android.&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.girlgeeklife.com/2013/06/le-top-app-meteo-gratuite-per-iphone-e-android/7-3/' title='Swackett'><img data-attachment-id="9633" data-orig-file="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/7.png" data-orig-size="222,223" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Swackett" data-image-description="&lt;p&gt;Swackett: un po’ fashion, un po’ divertente, un po’ diversa. Per sapere come vestirci la mattian appena svegli o se siamo in partenza per un viaggio. Per iPhone e Android.&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.girlgeeklife.com/2013/06/le-top-app-meteo-gratuite-per-iphone-e-android/10-3/' title='Meteo France'><img data-attachment-id="9593" data-orig-file="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/10.png" data-orig-size="223,222" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Meteo France" data-image-description="&lt;p&gt;Se quest’estate avete intenzione di andare in vacanza in Francia non potete non installare l’app di Meteo France, il canale meteo nazionale con sede vicino a Tolosa: dalla grafica spartana ma estremamente accurato e sempre aggiornato con i vari avvisi in caso di forti piogge, vento o temporali fuori dalla norma. Per iPhone e Android.&lt;/p&gt;
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<a href='http://www.girlgeeklife.com/2013/06/le-top-app-meteo-gratuite-per-iphone-e-android/schermata-2013-06-03-a-23-10-59/' title='InstaWeather'><img data-attachment-id="9625" data-orig-file="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/Schermata-2013-06-03-a-23.10.59.png" data-orig-size="179,178" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="InstaWeather" data-image-description="&lt;p&gt;siete appassionate di Instagram, non potrete fare a meno di InstaWeather Free, per aggiungere informazioni sul meteo rappresentato dalla vostra foto. Per iPhone e Android.&lt;/p&gt;
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		<title>Scritture brevi: perché tweet ed emoticons non sono “il male”</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 07:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Traverso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Internet e Social Media]]></category>
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		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
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		<description><![CDATA[Compie tre mesi Scritture Brevi, il blog che Francesca Chiusaroli, insieme a Fabio Massimo Zanzotto, cura per documentare e far riflettere su tre anni di percorso a Tor Vergata e in altre...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/Schermata-2013-06-02-a-22.48.28.png"><img class="alignnone size-large wp-image-9580" alt="Scritture Brevi" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2013/06/Schermata-2013-06-02-a-22.48.28-526x400.png" width="526" height="400" /></a></p>
<p>Compie tre mesi <em><a href="http://www.scritturebrevi.it/" target="_blank">Scritture Brevi</a></em>, il blog che <strong>Francesca Chiusaroli</strong>, insieme a Fabio Massimo Zanzotto, cura per documentare e far riflettere su tre anni di percorso a Tor Vergata e in altre Università italiane. Un progetto di comunicazione per <em>andare a fondo</em> delle nuove forme della linguistica digitale, dalle <strong>abbreviazioni</strong> in sms e chat fino agli <strong>hashtag</strong>.</p>
<p>Insieme a Francesca cerchiamo di riflettere anche noi, per capire come e perché oggi social-comunichiamo in un certo modo.</p>
<h3>Fermarsi a riflettere sul come si comunica e sul perché si comunica in un certo modo, in un contesto di timeline dove pare preminente il quanto più velocemente si comunica. Come riesce Scritture brevi a trasmettere questo messaggio a un pubblico, soprattutto quello formato da studenti “nativi digitali”?</h3>
<p>Dovendo essere sincera, non è (non era) immediato ottenere fiducia proponendo uno studio a partire dalle abbreviazioni dei messaggini. Concordo con l’idea del grande David Crystal (<em>Txtng, The gr8 db8</em>) sul fatto che vi sia una sorta di “ostilità morale” nei confronti di queste modalità di scrittura. La nostra proposta è stata di riunire molte competenze, anche relative alla scrittura e alle forme di testualità brevi nelle fasi antiche (e antichissime). È inevitabile osservare molte caratteristiche comuni, che rispecchiano il principio della pragmatica comunicativa in chiave di economia della lingua: minimo sforzo, massimo rendimento. La brevità è – oggi come ieri &#8211; un’esigenza pratica: gli sms, almeno all’origine, si pagavano e i ragazzi sono notoriamente senza credito nel cellulare; nell’antichità la scrittura epigrafica era faticosa e, per ragioni di spazio, contenuta e lo stesso problema del “supporto” è all’origine dei sistemi abbreviativi della paleografia. Oggi gli schermi touch screen non favoriscono la scrittura veloce se non a scapito della correttezza grafica e formale. Ma la brevità è anche uno stile: si prenda Twitter e si prenda l’uso di Twitter, dal giornalismo alla scrittura creativa (stanno fiorendo i progetti di twitteratura). Al di là delle singole pratiche individuali, la brevità, o sintesi, è infine un dato di fatto: l’accesso al mondo avviene oggi attraverso le app; tutti i sistemi informatici hanno adottato i sistemi iconici. So per esperienza che questa affermazione rischia di scandalizzare, ma l’osservazione di un fenomeno non coincide per forza con la sua approvazione. Scritture Brevi è un laboratorio, un osservatorio, lo dico e lo ripeto.</p>
<h3>Cosa rispondi a chi sostiene che emoticon e abbreviazioni abbiano causato un impoverimento del linguaggio? E a chi pone analoga accusa al limite di caratteri degli sms e di Twitter?</h3>
<p>Sicuramente l’esperienza dei social network ha rimesso la scrittura al centro dell’attività comunicativa “come non accadeva dall’Ottocento” (citando Beppe Severgnini). Ma è difficile, nella diversità, fare una comparazione che abbia un senso tra una fase precedente in cui lo strumento digitale non c’era ed oggi. Diversi sono i contesti, i luoghi, i mezzi e le persone. È sempre vero che lo strumento influenza la percezione e la visione delle cose. Non credo che possa essere un paragone azzardato il confronto tra l’avvento dell’età di Internet e altre condizioni rivoluzionarie della società e del pensiero, come la stampa nella prima età moderna e, ancora prima, l’abbandono dell’oralità a favore della scrittura. Ho pubblicato su questo <a href="http://www.scritturebrevi.it/2013/05/06/la-cassetta-degli-attrezzi/" target="_blank">un post nel blog</a>, che mi fa piacere citare, anche a completamento delle mie affermazioni nella prima domanda. Sul limite imposto dagli stili brevi, è una bella sfida comporre un tweet. Invito a provare. Mi sono trovata più volte a dover comporre un pensiero per un tweet e, a motivo dei 140 caratteri, doverlo riscrivere e rilavorare: felicemente ho verificato che il risultato era migliore, privo di ridondanze, più efficace. Certo non esiste solo lo scriver breve, ma, nell’occasione, si tratta di un’esperienza costruttiva. Infine, sull’impoverimento del linguaggio (lessico, morfologia, sintassi) la lingua cambia, è sempre stato così. Il passaggio dal latino alle lingue romanze non è stato certamente “voluto”. Per i casi della storia si è cominciato a scrivere in volgare, prima in alternativa, poi in sostituzione, del latino.</p>
<h3>È ancora opinione di molti che il web abbia smaterializzato e spersonalizzato la comunicazione tra persone. Scritture brevi include invece tra i supporti materiali della lingua (cito testualmente) “una tavoletta cerata, un rotolo di papiro, il mio nuovo iPhone, il rigo nella chat“. Dove sta quindi il reale confine tra virtuale e materia?<strong><br />
</strong></h3>
<p>Bisogna ammettere che gli stati di Facebook sono l’occasione, per i nostri ragazzi, di esprimere cose su se stessi che difficilmente sarebbero disponibili a dire a voce. Dunque un grande luogo di confidenza e libertà è quello dei social network. Quanto alla questione dei supporti, ne ho già parlato sopra. Chi scrive il messaggio fa i conti necessariamente con i contesti e con gli strumenti. In questo caso il confine tra reale e virtuale può valorizzare alcune scelte di scrittura, ma in chiave di “condizionamenti” non vi è separazione.</p>
<h3>Come si rimodulano le teorie della linguistica applicate al 2.0? Quali autori andrebbero studiati per comprendere la struttura comunicativa di blog e social media?<strong><br />
</strong></h3>
<p>Credo che la dimensione digitale abbia definitivamente messo in crisi il paradigma tradizionale della variazione diamesica nella comunicazione. La separazione tra piano della scrittura e piano dell’oralità non è più proponibile per i contesti della CMC sincrona (come le chat), dove i partecipanti compiono un’esperienza di scrittura che è parola, e di parola che è scrittura. Si tratta di una dimensione interessante per la quale è stata utilizzata l’espressione di “parlato digitato”. Sugli autori approfitto per citarci. L’esperienza di Scritture Brevi è nata nella forma di una serie di tre workshop all’Università di Tor Vergata. Da cui sono uscite le pubblicazioni relative (una in stampa) nella rivista digitale <em>Linguistica Zero</em>. Le pubblicazioni sono disponibili e il link è al nostro sito. Con Fabio Zanzotto, che è mio compagno nel progetto, riteniamo che l’occasione di riunire esperti di discipline e di ambiti di ricerca dell’antichità all’attualità abbia consentito la nascita di un’accezione nuova dell’espressione “scritture brevi”, tale da includere fenomenologie della scrittura in tutti i sensi (dai caratteri ai testi), ma per cui il fatto linguistico è centrale. Invitiamo dunque a leggere i contributi in quest’ottica. L’esperienza congiunta di passato e presente offre una prospettiva particolare all’osservazione di quelli che sono meccanismi comuni. Ho poi altre pubblicazioni e, a seguire, uscirà il mio libro. Poi credo molto nel blog. È un luogo per affrontare con leggerezza molti temi.</p>
<h3>Con quale social network ti trovi più a tuo agio? Perché?<strong><br />
</strong></h3>
<p>Va detto che sono entrata nei social network (in realtà Facebook e Twitter, nient’altro) dallo scorso autunno 2012. Prima usavo solo la posta elettronica. Dunque è stato un bel salto e sinceramente una felice scoperta. Tra i due social sempre di più preferisco Twitter. Si tratta di un contesto che agevola la discussione mettendola su un piano più professionale o tecnico. Ma anche Facebook mi piace, per il grado di familiarità. Ho scritto anche su questo: <a href="http://www.scritturebrevi.it/2013/04/26/il-migliore/" target="_blank">con Facebook si nasce, si cresce con Twitter</a>.</p>
<h3>È auspicabile l&#8217;estensione di Scritture brevi (o progetti analoghi che ne condividano i valori) nei programmi accademici delle Università italiane, oltre che in convegni e pubblicazioni?<strong><br />
</strong></h3>
<p>C’è già un’estensione di Scritture Brevi fuori dell’ambito accademico ed è questa. Difficilmente sarei stata “individuata” fuori dell’università se non fosse stato per il blog e per Twitter. Scritture brevi è ora un marchio registrato: la necessità è sorta per le vaste possibilità applicative, di cui ci stiamo occupando, ad esempio nell’ambito dell’informatica e del design. Poi svolgo lezioni nelle aule scolastiche, ma anche in contesti non umanistici. Il progetto è versatile, permette di scambiarsi idee con molti ambienti. Ogni contributo ci arricchisce.</p>
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