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	<title>Girl Geek Life</title>
	
	<link>http://www.girlgeeklife.com</link>
	<description>Il magazine delle ragazze appassionate di tecnologia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 May 2012 08:05:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Frontiers of Interaction 2012 a Roma il 7 e 8 Giugno</title>
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		<comments>http://www.girlgeeklife.com/2012/05/frontiers-of-interaction-2012-a-roma-il-7-e-8-giugno/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 May 2012 08:05:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigina Foggetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Augmented Reality]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>

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		<description><![CDATA[Frontiers of Interaction è una conferenza internazionale su tecnologia, design, innovazione e interazione, in Italia. Lanciata nel 2005 per esplorare idee ed argomenti nel campo dell&#8217;Interaction Design, in breve tempo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6550" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/05/frontiers.jpg"><img class="size-medium wp-image-6550" title="frontiers of interaction" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/05/frontiers-300x200.jpg" alt="frontiers of interaction" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">frontiers of interaction</p></div>
<p><a href="http://frontiersofinteraction.com">Frontiers of Interaction</a> è una conferenza internazionale su tecnologia, design, innovazione e interazione, in Italia.</p>
<p>Lanciata nel 2005 per esplorare idee ed argomenti nel campo dell&#8217;Interaction Design, in breve tempo è diventata una delle principali conferenze italiane sui temi della tecnologia e dell’innovazione.</p>
<p>Il suo format è focalizzato nel creare un’esperienza che unisce interventi, workshop, musica, istallazioni creative e artistiche, dimostrazioni dal vivo e keynote, rendendola il punto di incontro di innovatori e maker, manager e imprenditori, ricercatori, early adopter e giovani talenti.</p>
<p>In questa edizione i temi dei workshop ruoteranno intorno a <strong>design&amp;business</strong>, <strong>applicazioni di augmented reality</strong> e <strong>missioni spaziali</strong>.</p>
<p>Fra gli speaker si segnalano:</p>
<ul>
<li><strong>David Crane</strong>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/David_Crane_(programmer)">storico game designer</a> (creatore di Pitfall) e co-founder di Activision</li>
<li><strong>John Rogers</strong>, CEO di <a href="http://www.local-motors.com/about/team/johnrogers/">Local Motors</a></li>
<li><strong>Garr Reynolds</strong>, autore di <a href="http://www.presentationzen.com/">Presentation Zen</a>, l&#8217;approccio più innovativo alle presentazioni di idee</li>
<li><strong>Romotive</strong>, start up americana che produce un robot controllato da un iPhone</li>
<li><strong>Christophe Duteil</strong> Ceo di <a href="http://www.epawn.fr/">ePawn</a>, un&#8217;innovativa piattaforma touch-screen per espandere il gaming su iphone/ipad, creando un arena di gioco interattiva che mescola oggetti reali e virtuali per un&#8217;esperienza di gioco sempre più coinvolgente</li>
<li><strong>Johanna Kollmann</strong>, fondatrice di <a href="https://twitter.com/#!/johannakoll">Design Jam</a> che parlerà di lean start up e design</li>
<li><strong>Tanya Vlach</strong>, <a href="http://www.kickstarter.com/projects/growaneweye/grow-a-new-eye">cyborg artist</a></li>
<li><strong>Simonetta di Pippo</strong>, consulente dell&#8217;Ente Spaziale Europeo</li>
<li><strong>Mauro Rubin</strong>, Ceo di <a href="http://www.joinpad.net/it/case-history/">Joinpad</a>, start up specializzata in applicazioni di Augmented Reality che durante il suo workshop costruirà insieme ai partecipanti un&#8217;app di augmented reality e i suoi contenuti</li>
<li>i creatori dell&#8217;app <strong>Waze</strong> che ci verranno a parlare della loro app per smartphone che offre la navigazione turn-by-turn basata sulle condizioni della strada continuamente aggiornate in real time</li>
</ul>
<p><strong>Quando</strong>: 7-8 Giugno 2012</p>
<p><strong>Dove</strong>: Teatro 10 di Cinecittà, Roma.</p>
<p>Il costo per essere una conferenza non è proprio da ritenersi alla portata di tutti, soprattutto la quota riservata agli studenti. Per chi di voi può essere sponsorizzato dall&#8217;azienda sicuramente è un&#8217;interessante esperienza da vivere.</p>
<p><a href="http://frontiersofinteraction.com">Tutti i dettagli </a>su speaker e programma sono presenti nel sito.</p>
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		<item>
		<title>CHI Women: indovina chi viene a pranzo</title>
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		<comments>http://www.girlgeeklife.com/2012/05/chi-women-indovina-chi-viene-a-pranzo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 May 2012 08:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Rita Barricelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[CHI]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[interazione uomo-macchina]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un anno ritorno a scrivere su GirlGeekLife.com della la ACM Conference on Human Factors in Computing Systems. Il CHI2012 questa volta si è tenuto ad Austin (Texas) dal 5 al 10 maggio e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un <a href="http://www.girlgeeklife.com/2011/09/femminismo-e-interaction-design-alla-acm-conference-la-piu-importante-conferenza-sull%E2%80%99interazione-uomo-macchina/">anno</a> ritorno a scrivere su GirlGeekLife.com della la <a href="http://www.acm.org/">ACM</a> Conference on Human Factors in Computing Systems.<br />
Il <a href="http://chi2012.acm.org/">CHI2012</a> questa volta si è tenuto ad Austin (Texas) dal 5 al 10 maggio e come ogni anno ha ospitato, oltre alle vere e proprie sessioni della conferenza, decine di workshop, corsi e diversi eventi.</p>
<p>Uno degli eventi a cui ho partecipato quest’anno è stato il <strong>pranzo per le W<em>omen in HCI</em></strong>, cioè le donne che si occupano di interazione uomo-macchina, sia in ambito accademico che industriale. L’organizzazione dell’evento è stata curata da <a href="http://www.linkedin.com/in/marilynsalzman">Marilyn Salzman</a>, presidente della Salzman Consulting e in passato Interaction Strategy e Design Manager per la Sun Microsystems.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/05/P1070004.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-6576" title="Woman in tech" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/05/P1070004-610x323.jpg" alt="" width="610" height="323" /></a></p>
<p>Il pranzo è stato ospitato dall’Hotel Radisson di Austin che ha allestito la sala con molti tavoli ad ognuno dei quali era stato assegnato un tema e un’animatrice della conversazione. Le animatrici erano delle <em>senior </em>in HCI che hanno risposto alle domande delle presenti e hanno presentato la loro esperienza in supporto alla nuova generazione di ricercatrici.</p>
<p>Al mio tavolo si è parlato di come <strong>negoziare</strong> durante un <strong>colloquio di lavoro</strong> e i successivi passaggi prima dell’assunzione e animatrice e leader della conversazione è stata <a href="http://www.justinecassell.com/">Justine Cassell</a>. Justine è direttore dello <a href="http://www.hcii.cmu.edu/">Human-Computer Interaction Institute</a>, della Carnegie Mellon University a Pittsburgh e ha messo a nostra disposizione la sua grande esperienza nell’ambito della negoziazione soprattutto nell’ambiente accademico americano in cui un ricercatore può appunto negoziare i termini della sua assunzione.</p>
<p>Questo evento rappresenta un’occasione molto importante per le donne che come me lavorano nell’ambito della ricerca in HCI perché permette di entrare in contatto con donne di successo e di grande esperienza che possono insegnare i “trucchi del mestiere” ma anche raccontare la loro storia e aiutarci a capire come si “diventa grandi” in questo bellissimo ma difficile mondo. Allo stesso tempo ci permette di confrontarci con donne che stanno vivendo le nostre stesse esperienze magari in posti diversi del mondo ma incontrando le stesse difficoltà ma anche le stesse soddisfazioni.</p>
<p>La comunità scientifica è molto attenta alla promozione della partecipazione femminile e infatti sono molti i movimenti e le organizzazioni che operano a livello mondiale. La stessa ACM (Association for Computing Machinery) ha tra i suoi chapter anche il <a href="http://women.acm.org/">W-ACM</a> (Committee on Women in Computing) sia per professionisti che per studenti. Anche l’IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) ha al suo interno un’organizzazione a supporto delle donne professioniste nell’ambito IT e si chiama <a href="http://www.ieee.org/membership_services/membership/women/index.html">WIE</a> (IEEE Women in Engineering).</p>
<p>La prossima edizione del CHI si terrà nel 2013 a Parigi! Spero di poter partecipare ad un altro pranzo delle women in HCI e spero anche di incontrare in quell’occasione molte più ricercatrici italiane!</p>
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		<item>
		<title>Wiki Loves Monuments: un concorso per tutti</title>
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		<comments>http://www.girlgeeklife.com/2012/05/wiki-loves-monuments/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emma Tracanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA["wiki loves monuments"]]></category>
		<category><![CDATA[concorso fotografico]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[monumenti]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio culturale]]></category>
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		<category><![CDATA[wikipedia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Sapete che in Wikipedia oltre a inserire spiegazioni, si possono caricare fotografie?  Conoscete i monumenti più belli della vostra zona? Avete mai pensato di partecipare a un concorso fotografico?...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp mceIEcenter">
<div id="attachment_6532" class="wp-caption aligncenter" style="width: 491px"><a href="http://www.girlgeeklife.com/2012/05/wiki-loves-monuments/800px-cavallerisses_del_castell_de_sant_ferran_de_figueres/" rel="attachment wp-att-6532"><img class=" wp-image-6532 " title="800px-Cavallerisses_del_Castell_de_Sant_Ferran_de_Figueres" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/05/800px-Cavallerisses_del_Castell_de_Sant_Ferran_de_Figueres-601x400.jpg" alt="Una delle due stalle del Castello di Sant Ferran Castle, Spagna - Foto di Asarola (CC-by-SA)" width="481" height="320" /></a><p class="wp-caption-text">Una delle due stalle del Castello di Sant Ferran Castle, Spagna - Foto di Asarola (Licenza CC-by-SA)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Sapete che in Wikipedia oltre a inserire spiegazioni, si possono caricare fotografie?  Conoscete i monumenti più belli della vostra zona? Avete mai pensato di partecipare a un concorso fotografico?</p>
<p style="text-align: left;">Se almeno a una domanda avete risposto di sì, allora prendete in mano la vostra macchina fotografica preferita (o il vostro bellissimo smartphone) e iniziate a pensare a quali monumenti vi piacerebbe fotografare. Ma se vi state chiedendo che cos’è un monumento, sappiate che non siete le prime a porvi il problema!</p>
<p style="text-align: left;">Per <strong>monumenti</strong> si intende un vastissimo genere di opere che comprende edifici, sculture, siti archeologici, strutture architettoniche, siti naturali e interventi dell’uomo sulla natura che hanno grande valore dal punto di vista artistico, storico, estetico, etnografico e scientifico.</p>
<p style="text-align: left;">I vostri scatti potranno partecipare a <a href="http://www.wikilovesmonuments.it">Wiki Loves Monuments Italia 2012</a>, il concorso fotografico promosso e coordinato da <a href="http://wiki.wikimedia.it/wiki/Pagina_principale">Wikimedia Italia</a>, l’associazione per la diffusione della conoscenza libera invita tutti i cittadini a documentare il proprio patrimonio culturale realizzando fotografie con licenza <strong><a href="http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/">CC-BY-SA</a></strong>, nel pieno rispetto del <a href="http://www.girlgeeklife.com/2011/06/diritto-di-autore-e-creative-commons-una-guida/">diritto d’autore</a> e della legislazione italiana in merito.</p>
<p style="text-align: left;">Il concorso ebbe inizio nei Paesi Bassi nel 2010, quando Wikimedia Netherlands varò l’idea, ottenendo subito un grande successo: al termine della prima edizione furono raccolte la bellezza di 12.000 foto di mulini a vento e monumenti storici olandesi, mentre l&#8217;anno scorso sono state  raccolte addirittura 170.000 immagini del patrimonio europeo di 18 nazioni. E quest&#8217;anno il concorso cresce ancora diventando internazionale.</p>
<p style="text-align: left;">Ma come funziona? Le regole da seguire per partecipare al concorso italiano sono davvero semplici:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>- scattate</strong> una fotografia a un <a href="http://www.wikilovesmonuments.it/monumenti/">monumento con le specifiche indicate sul sito del concorso</a>;</p>
<p style="text-align: left;"><strong>- nel mese di settembre, caricatela</strong> sul <a href="http://www.wikilovesmonuments.it/partecipa/">sito del concorso</a>.</p>
<p style="text-align: left;">Ogni fotografia entrerà a far parte del grande bacino di <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/Pagina_principale">Wikimedia Commons</a>, la banca dati multimediale di Wikimedia.</p>
<p style="text-align: left;">Una volta inserita nel database, l’immagine potrà prendere parte al concorso prima nazionale e poi internazionale: una giuria italiana valuterà le opere e sceglierà i <strong>10 autori più meritevoli</strong>, coloro che con il proprio scatto si aggiudicheranno una nomination per la competizione mondiale.</p>
<p style="text-align: left;">E se il monumento che volevate fotografare non è presente nella lista? Non vi scoraggiate, dovete scoprire chi ne è il proprietario e farvi rilasciare l&#8217;autorizzazione a farlo inserire nelle liste del concorso  e segnalarlo. Wikipedia è alla ricerca di monumenti interessanti!</p>
<p style="text-align: left;">Cosa aspettate?</p>
<p style="text-align: left;">Correte a fotografare il monumento più vicino a voi!</p>
<p style="text-align: left;">
</div>
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		<item>
		<title>Sopravvivere alle informazioni e non solo</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/GirlGeekDinnersItalia/~3/eL39Pzmrmrc/</link>
		<comments>http://www.girlgeeklife.com/2012/05/sopravvivere-alle-informazioni-e-non-solo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Montegiove</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Farabegoli]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Information overload]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[“Solo se fate spazio e silenzio riuscirete a far entrare nuove idee nella vostra testa e nella vostra vita” Con questa frase Alessandra Farabegoli chiudeva l’intervista di qualche tempo fa. E...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.girlgeeklife.com/2012/05/sopravvivere-alle-informazioni-e-non-solo/copertina/" rel="attachment wp-att-6515"><img class="size-medium wp-image-6515 alignnone" title="copertina" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/05/copertina-180x300.gif" alt="copertina libro sopravvivere alle informazioni in internet" width="180" height="300" /></a></div>
<div></div>
<blockquote>
<div>“<em><strong>Solo se fate spazio e silenzio riuscirete a far entrare nuove idee nella vostra testa e nella vostra vita</strong></em>”</div>
</blockquote>
<div></div>
<div>Con questa frase Alessandra Farabegoli chiudeva l’<a title="intervista Alessandra Farabegoli" href="http://www.girlgeeklife.com/2012/02/intervista-ad-alessandra-farabegoli/">intervista</a> di qualche tempo fa. E la stessa frase potrebbe rappresentare il <strong>principio ispiratore del suo nuovo libro “<a title="Sopravvivere alle informazioni su Internet" href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788850315116/Sopravvivere_alle_informazioni_su_internet_Rimedi_all%27information_overload/Farabegoli_Alessandra.html">Sopravvivere alle informazioni su Internet</a>” (Apogeo edizioni)</strong>  già disponibile in versione e-book al corso di € 5,99 e a fine maggio in versione cartacea a € 9,99.</div>
<div></div>
<div>“Rimedi all’information overload”, il sottotitolo, vuole far capire come <strong>si possa evitare di soccombere all’alluvione di informazioni che ogni giorno ci invadono e costruire degli argini affinché la valanga di articoli, post, commenti, mail, video, immagini, status update possa rallentare per sfiorarci e lasciarci solo il meglio del proprio contenuto</strong>.</div>
<blockquote>
<div>“Chi vuole star dietro a tutto ha due opzioni: <strong>frammentare</strong> la propria giornata seguendo ogni stimolo al momento in cui questo arriva o <strong>accumulare</strong> enormi pile di cose da leggere, che smaltirà durante le ore serali o notturne, i weekend, il tempo una volta libero”.</div>
</blockquote>
<div>L&#8217;opzione per chi non vuole star dietro a tutto non è prevista, visto che ormai per lavoro o per divertimento ciascuno è chiamato a fare i conti con la mole di dati presenti in Rete.</div>
<div>Esiste ed è ben spiegata da Alessandra Farabegoli, invece, una terza strada, che può percorrere chi<strong> decide di dedicare tempo e attenzione senza interruzioni al proprio lavoro e contestualmente non vuole rinunciare ad essere informato e presente nei social network, a non latitare con le e-mail, a lavorare in gruppo. </strong>Praticamente a stare al passo con gli altri “prendendo in mano il timone del rapporto con le informazioni”, a seguire una “<strong>dieta informativa</strong>” che consenta di selezionare, filtrare, <strong>scegliere</strong> <strong>le informazioni</strong> interessanti e di <strong>tagliare il superfluo</strong>, le news che riempiono inutilmente le caselle senza lasciare alcun segno del loro passaggio. Per fare questo, oltre ad una serie di regole comportamentali cui attenersi, nel libro sono presentati in dettaglio diversi strumenti da scegliere seguendo il principio del “buono abbastanza”, che esclude il sentirsi in dovere di provare ogni gadget, tool, widget presentato sul mercato.</div>
<div>
<p>Questi i pericoli e i relativi rimedi per evitarli:</p>
<ul>
<li>posta elettronica, un mostro se usata anche come strumento di conversazione e to-do list, che dovrebbe essere organizzata tendendo al principio di <a href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/come-gestire-le-mail-il-metodo-rosso/">“Inbox zero”</a></li>
<li>feed RSS, che se non gestiti con strumenti idonei rischiano di restare “da leggere” in eterno</li>
<li>link utili, non gestibili soltanto attraverso i segnalibri dei browser</li>
<li>note e documenti, da archiviare in modo razionale soprattutto quando si deve lavorare in gruppo</li>
<li>odiatissime password, spesso rese banali per la paura di dimenticarsele o, peggio ancora, rese “semi pubbliche” con post it o appunti ad accesso libero.</li>
</ul>
<p>I consigli suggeriti sono di buon senso (un po’ come nel primo ebook gratuito di Alessandra Farabegoli “<a title="Manuale di buon senso in rete" href="http://www.alessandrafarabegoli.it/manuale-di-buonsenso-in-rete-ebook/"><strong>Manuale di buon senso in rete</strong></a>”) ma sconosciuti ai più e per questo da ritenersi preziosi. Come l’affermazione che dice:</p>
<blockquote><p><em><strong>“La risorsa scarsa non sono le informazioni, ma la nostra attenzione e il nostro tempo</strong></em>”</p></blockquote>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal">
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		<item>
		<title>Una vita da designer – Intervista a Clara Parona</title>
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		<comments>http://www.girlgeeklife.com/2012/05/una-vita-da-designer-intervista-a-clara-parona/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marina Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Meet the Geek]]></category>
		<category><![CDATA[app store]]></category>
		<category><![CDATA[game design]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[iphone app]]></category>
		<category><![CDATA[Videogame]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[women in games]]></category>

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		<description><![CDATA[Un percorso che inizia dal design industriale e giunge alla produzione indipendente di videogiochi passando per la più grande realtà di game developer in Italia: Clara Parona ci racconta la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6351" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/05/clara.jpg" alt="" width="300" height="300" />Un percorso che inizia dal design industriale e giunge alla produzione indipendente di videogiochi passando per la più grande realtà di game developer in Italia: <strong>Clara Parona</strong> ci racconta la sua esperienza e il raggiungimento di una tappa importante, cioè la pubblicazione di <em><a href="http://itunes.apple.com/it/app/sheep-up!/id519059164?ls=1&amp;mt=8">Sheep Up!</a></em> primo titolo per iOS di <a href="http://www.badseedentertainment.com">BadSeed Entertainment</a>, la società che ha co-fondato insieme a Roberto Mangiafico.</p>
<p><strong>Sei una game designer, ma qual è stato il percorso formativo che ti ha fatto approdare al settore videoludico?</strong></p>
<p>Mi sono laureata in Design al Politecnico di Milano: ho iniziato progettando lampade, sedute e piccoli utensili da cucina (cose dell&#8217;altro mondo) per poi concludere il percorso universitario con un progetto di tesi a carattere videoludico.</p>
<p>Ho cominciato la mia gavetta lavorando come <strong>interaction designer</strong> presso un laboratorio creativo, spin-off dell&#8217;Interaction Design Institute d&#8217;Ivrea e poi quasi 5 anni fa sono approdata in <strong>Ubisoft</strong>.</p>
<p><strong>Prima di fondare BadSeed Entertainment hai lavorato per tre anni in Ubisoft, una realtà che continua a mantenere una sede italiana anche per la produzione (solitamente le multinazionali del gioco relegano al nostro paese solo uffici di marketing e localizzazione). Com&#8217;è cambiato il tuo lavoro di game designer ora che sei in una realtà indipendente?</strong></p>
<p>È cambiato molto, soprattutto in termini di libertà creativa. La soddisfazione più appagante è la possibilità di sperimentare cose nuove, cose diverse: adesso gli unici vincoli che incontro durante il processo di progettazione sono dettati dal mio buon senso. Questa è la parte divertente. Il rovescio della medaglia è che <strong>il mio ruolo non è più così definito</strong> come prima e soprattutto non si limita alla progettazione. È vero che le dimensioni non contano ma cambiano un po&#8217; le cose: sto imparando a seguire anche la direzione creativa e artistica di ogni progetto, a considerare ogni gioco come un prodotto da vendere curandone il marketing e la comunicazione.</p>
<p><strong>Maggio è il mese in cui è prevista l&#8217;uscita di <em>Sheep Up!,</em> il <strong>vostro primo gioco per iOS. C</strong>osa ci dobbiamo aspettare? </strong></p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-6347" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/04/SheepUp_02.jpg" alt="" width="400" height="229" /></p>
<p>Un gioco molto semplice che spero vi farà sorridere. Si tratta di un <strong>puzzle platform</strong> che sfrutta l&#8217;accelerometro per il controllo di una piccola <strong>pecora giocattolo</strong> che rimbalza continuamente. Compito del giocatore è quello di aiutare la pecora a risalire lo scatolone nel quale è stata rinchiusa e riguadagnarsi la libertà. <strong>Un solo input</strong>, poche regole, una meccanica molto semplice e tanti elementi di gameplay.</p>
<p><strong>Il mercato dell&#8217;App Store sembra quasi saturo in questo momento: oltre 100 nuovi giochi vengono pubblicati ogni giorno, si tratta di una bella concorrenza. Avete pensato a una strategia di autopromozione, restando indie, oppure non escludete di cercare un publisher per emergere? </strong></p>
<p>Abbiamo pensato di affrontarlo proponendo un gioco che non fosse l&#8217;ennesimo clone di qualcosa di già visto. Per quanto riguarda la comunicazione, al di là dei comuni canali web social, volevamo puntare maggiormente su <strong>operazioni virali</strong> in stile videocast.</p>
<p><em><img class="size-full wp-image-6367 alignleft" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/05/SheepUp_011.jpg" alt="" width="400" height="229" />Sheep Up!</em> è nato un po&#8217; per caso. Quando abbiamo iniziato, ingenuamente volevamo fare un gioco più per il piacere di farlo che per venderlo. Poi col passare dei mesi ci siamo accorti che cresceva e più cresceva più tempo gli dedicavamo, diventando così ufficialmente &#8220;il nostro primo gioco&#8221;. Quindi per<em> Sheep Up!</em> non c&#8217;è stata nessuna operazione di <strong>fundraising</strong>, ma non la escludiamo per uno dei prossimi progetti.</p>
<p><strong>Alla Game Developer Conference che si è tenuta lo scorso mese a San Francisco si è parlato di emozioni come punto di partenza della progettazione di un gioco, in contrapposizione al game design orientato alle meccaniche.</strong></p>
<p>Sono convinta che in fase di progettazione emozioni e gameplay non siano su fronti contrapposti: un buon gameplay suscita sempre delle emozioni e le <strong>emozioni aiutano a progettare</strong> interessanti situazioni di gameplay. Per quanto riguarda l&#8217;approccio che adotto, il processo creativo non ha regole: a volte è l&#8217;emozione la prima a prendere forma, sulla quale poi costruire tutte le meccaniche e gli elementi, a volte invece la prima idea parte da una meccanica pulita, semplice e perfetta che va arricchita e personalizzata per garantire un&#8217;esperienza di gioco completa.</p>
<p><strong>Un altro argomento molto discusso è stato il processo di prototipazione rapida, quindi un approccio agile allo sviluppo di giochi contrapposto al cosiddetto modello waterfall in cui prima si progetta nel dettaglio e poi si implementa. Qual è la tua esperienza? </strong></p>
<p>Fin dall&#8217;inizio dello sviluppo, abbiamo sempre adottato il processo di <strong>prototipazione rapida</strong>. È la risposta a qualsiasi dubbio legato alla <strong>progettazione su carta</strong>, ma non deve esserne sostitutivo. Il primo prototipo di <em>Sheep Up!</em> è stato realizzato per testare i controlli e ai tempi, se non ricordo male, avevo progettato su carta solo i primi due livelli e definito un paio di elementi di gameplay. Il prototipo è stato di fondamentale importanza per avere la conferma che il tipo di controllo che avevamo in mente in realtà funzionava davvero. Da quel momento in poi, ho iniziato a definire tutti gli elementi di gameplay su carta prima e prototipati poi con <strong>iterazioni di circa una settimana</strong>.</p>
<p><strong>Una domanda sull&#8217;essere start up in Italia. Quali sono le prime difficoltà incontrate da quando avete fondato BadSeed Entertainment?</strong></p>
<p>Sicuramente la mancanza di agevolazioni non aiuta, anche se con la <a href="http://it.ibtimes.com/articles/28794/20120413/agenda-digitale-videogiochi-aesvi-proposta-legge-popolo-liberta-pdl-alfano-brunetta.htm">proposta di legge presentata qualche giorno fa</a> sembra muoversi qualcosa, ma la strada è dura come penso per la maggior parte delle aziende italiane, nuove e non.</p>
<p>Fare networking è la cosa che adesso ci preme di più per l&#8217;uscita di <em>Sheep Up!</em> e per farci conoscere. È fondamentale per tutte le nuove realtà e per fortuna ci sono eventi come lo <a href="http://www.svilupparty.it">Svilupparty</a> che aiutano molto.</p>
<p><strong>Quali sono i 5 strumenti di lavoro di cui non potresti mai fare a meno?</strong></p>
<p>In ordine di priorità: iPhone &#8211; internet &#8211; matita &#8211; carta &#8211; un programmatore!</p>
<p><strong>E per quanto riguarda i software?</strong></p>
<p><a href="https://docs.google.com">Google Docs</a> &#8211; <a href="https://www.dropbox.com">Dropbox</a> &#8211; <a href="http://unity3d.com">Unity</a> &#8211; <a href="http://www.adobe.com/it/products/photoshop.html">Photoshop</a> &#8211; <a href="http://www.apple.com/it/itunes/">iTunes</a>.</p>
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		<title>Come entrare in una stanza mostrandosi sicuri di sé?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 07:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>TheNextWomen</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/05/networking.jpeg"><img class="size-medium wp-image-6510 alignleft" title="Networking" src="http://www.girlgeeklife.com/wp-content/uploads/2012/05/networking-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a>Ho passato gran parte del 2011 ad aiutare professionisti e titolari di aziende a diventare più sicuri, sia all’interno della loro rete di conoscenze sia all’esterno. Ogni volta che ho tenuto un seminario di formazione incentrato sull’aspetto del networking che riguardasse il “come lavorarsi una stanza”, c&#8217;è sempre stato qualcuno che ha chiesto come si entra in una stanza dimostrando sicurezza in se stessi.</p>
<p>Sembra una cosa banale entrare in una stanza carichi di fiducia. O almeno questo è ciò che ci raccontiamo, quando ci interroghiamo sul perché non abbiamo ancora scoperto questo segreto. Cerchiamo di essere onesti, può essere molto scoraggiante arrivare ad un evento di networking e trovare la sala piena di piccoli gruppetti di persone.</p>
<p>A essere sincera ho sempre trovato difficile questa situazione. Questo significa che tendo a evitare di mettermi nella situazione di dovermi “lavorare una stanza” (ma questa è un&#8217;altra storia). Così, quando mi trovo a dover entrare in un posto e fare quattro chiacchiere con degli sconosciuti devo sempre farmi un discorso di incoraggiamento, breve e diretto. In questo discorso di incoraggiamento mi ricordo sempre di essere me stessa e inizio a cercare qualcuno con cui avere una prima buona conversazione.</p>
<blockquote><p>Quindi, a parte un buon discorso di incoraggiamento, come si può aumentare la fiducia in se stessi quando si entra in una stanza?</p></blockquote>
<h3>1. Arrivare presto</h3>
<p>A ogni tipo di evento di networking si formeranno piccoli gruppi di persone. Prima arriverete alla serata meno &#8216;formati&#8217; saranno questi gruppi. È anche molto più facile entrare in una stanza mezza vuota rispetto ad una stanza affollata. Con il proseguire dell’evento queste piccole chiacchiere evolveranno naturalmente in conversazioni più significative. Questo spesso può portare  molte persone a smettere di circolare, rendendo più difficile trovare il gruppo in cui entrare facilmente.</p>
<h3>2. Andare con un amico</h3>
<p>Per molti la paura di entrare in una stanza si aggrava quando si trovano a dover partecipare a un evento da soli. Se si arriva con qualcuno si sa razionalmente che c&#8217;è sempre una persona con cui poter parlare. Tuttavia, non commettete l&#8217;errore di starvi appiccicati, ricordate di separarvi e di circolare in modo indipendente.</p>
<h3>3. Ricordare che non tutti sono a proprio agio</h3>
<p>Diventa facile convincerci che tutti gli altri stiano sostenendo piacevoli conversazioni e che nessuno vorrà parlare con noi. Questa è una storiella che possiamo raccontare a noi stessi durante ogni evento di questo genere. (E’  una storiella non molto utile, ma che è facile creare.) Ricordate che non tutti stanno parlando serenamente in gruppo, ci saranno sempre persone che inizieranno volentieri una conversazione con voi. Tutto quello che dovete fare è guardarvi intorno  e stabilire un contatto visivo con qualcuno nella stanza.</p>
<h3>4. Incontrare qualcuno del tuo network all’evento</h3>
<p>Quando si può iniziare la serata conversando con qualcuno che si conosce può rendere più facile entrare e familiarizzare con la stanza. Organizzatevi per incontrare una persona all&#8217;evento &#8211; così saprete che ci sarà qualcuno con cui parlare.</p>
<h3>5. Cercare persone in piedi da sole</h3>
<p>Cercate persone sole o piccoli gruppi aperti di persone con cui potete facilmente entrare in contatto visivo e cominciare a parlare. Sarete sorpresi di come le persone vi saranno riconoscenti vedendo qualcuno che proattivamente si dirigerà verso di loro per iniziare una conversazione.</p>
<h3>6. Usa affermazioni positive</h3>
<p>Come può raccontarvi chi mi conosce bene  non sono il tipo da “touchy-feely-hippy-Chickie” e questo genere di cose. Tuttavia, utilizzare affermazioni positive è una cosa che consiglio spesso ai miei clienti. Le affermazioni positive sono brevi affermazioni che dovete ripetervi molte volte al giorno, se necessario. Io personalmente mi ripeto “Puoi fare tutto quello in cui impegni la tua mente”, quando comincio a sentirmi un po&#8217; sfiduciata o un pesce fuor d&#8217;acqua. Se vi sentite scoraggiati dal pensiero di entrare in una grande sala piena di gente, cosa potete ripetervi per non farvi perdere la fiducia in voi stessi?</p>
<p>Cos’altro aggiungereste a questa lista?</p>
<p><em><a href="http://www.thenextwomen.com/2012/01/26/how-do-i-enter-room-confidently" target="_blank">Il post originale</a> di Heather Townsend è apparso su The Next Women il 26 gennaio 2012. Traduzione <a href="http://www.girlgeeklife.com/?s=Micol+Miller">Micol Miller</a>.</em></p>
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