<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Gaspare Agnello</title>
	<atom:link href="https://www.gaspareagnello.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.gaspareagnello.it/</link>
	<description>Recensioni, Critica Letteraria e mie Pubblicazioni</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Apr 2026 14:16:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/cropped-gaspare-agnello-ritratto.jpg?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>Gaspare Agnello</title>
	<link>https://www.gaspareagnello.it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9241404</site>	<item>
		<title>LA POESIA DI GIUSEPPE IATI&#8217;</title>
		<link>https://www.gaspareagnello.it/2026/04/la-poesia-di-giuseppe-iati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaspare Agnello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 14:16:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gaspareagnello.it/?p=6483</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Iatì è un giovane di 20 anni che sente nelle sue vene ardere il...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2026/04/la-poesia-di-giuseppe-iati/">LA POESIA DI GIUSEPPE IATI&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" data-attachment-id="6484" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2026/04/la-poesia-di-giuseppe-iati/giuseppe-iati/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Iati.jpeg?fit=1280%2C720&amp;ssl=1" data-orig-size="1280,720" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Giuseppe Iatì" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Iati.jpeg?fit=300%2C169&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Iati.jpeg?fit=600%2C338&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-large wp-image-6484" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Iati.jpeg?resize=600%2C338&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="338" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Iati.jpeg?resize=600%2C338&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Iati.jpeg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Iati.jpeg?resize=150%2C84&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Iati.jpeg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Iati.jpeg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Iati.jpeg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Giuseppe Iatì è un giovane di 20 anni che sente nelle sue vene ardere il fuoco della poesia.</p>
<p>Ha pronta, per pubblicarla, una raccolta di 43 poesie che già ci fanno conoscere un poeta in erba che, con i versi, esprime il suo mondo giovanile intriso di dolore e di speranza.</p>
<p>“Vivo di poesia</p>
<p>non vivo per scriverla”</p>
<p>Già con questi due versi il poeta Iatì si presenta ai suoi lettori e poi  ci dice cosa m per lui, è la poesia:</p>
<p>“Chi sono i poeti?</p>
<p>Le carcasse della nostra specie</p>
<p>ciò che noi siamo, ciò che rimane nei secoli:</p>
<p>idee, memorie, storie sconosciute</p>
<p>incise nei papiri, nascoste nelle biblioteche</p>
<p>sono le trentatré vertebre della vita</p>
<p>al richiamo di ogni sensazione</p>
<p>ognuna di essa vibra”.</p>
<p>Con queste premesse ci accingiamo ad entrare nel mondo poetico di Giuseppe tenendo presente che tutta la sue tematica, a nostro avviso, è permeata dalla mancanza del padre:</p>
<p>“Padre quanto avrei voluto</p>
<p>che tu fossi stato presente&#8230;”</p>
<p>vuoto che è stato colmato dal nonno</p>
<p>“Sei stato, sei, e sarai per me</p>
<p>carrubbo sotto al quale</p>
<p>trovo riparo&#8230;”</p>
<p>Le sostituzioni non possono rappresentare l&#8217;originale per cui lasciano sempre un grande vuoto</p>
<p>“il mio paese si illumina,</p>
<p>si illuminano le strade</p>
<p>i quartieri e le case</p>
<p>solo una cosa si spegne</p>
<p>come candela finita</p>
<p>la mia anima si disperde</p>
<p>nel buio di questa stanza”.</p>
<p>“E alla fine</p>
<p>alla fine cosa rimarrà?</p>
<p>Non rimarrà che il vuoto”</p>
<p>E nel dolore ti prende e afferri la follia di Erasmo:</p>
<p>“Ho afferrato la follia</p>
<p>l&#8217;ho stretta tra le mani</p>
<p>l&#8217;ho fatta mia</p>
<p>l&#8217;ho impressa nella pelle</p>
<p>esternata nel dolore</p>
<p>chiusa nel silenzio&#8230;”</p>
<p>E la vita vola e ci sfugge come una piuma:</p>
<p>“Vola piuma</p>
<p>trasportata dal vento</p>
<p>vago pensiero</p>
<p>effimero sogno&#8230;!</p>
<p>“Mi sento disperso</p>
<p>una giungla la vita</p>
<p>piena di insidie&#8230;”</p>
<p>Dove ci sono bambini che muoiono sotto le bombe delle guerre di conquista:</p>
<p>“Ci sono luoghi nel mondo</p>
<p>in cui i bambini</p>
<p>mangiano sassi a colazione</p>
<p>in tazze colme di minuscole macerie</p>
<p>mischiate al sangue di qualche cadavere&#8230;</p>
<p>….Ci sono luoghi nel mondo</p>
<p>in cui i bambini</p>
<p>non possono sognare,</p>
<p>dove si mastica la morte</p>
<p>dove non esiste più pace”.</p>
<p>Dette queste cose dobbiamo tenere presente che il nostro poeta ha appena 20 e si appresta ad affrontare la vita e quindi non può vedere tutto buio. Deve avere la speranza di un mondo migliore.</p>
<p>Senza la speranza c&#8217;è la morte, il nulla. Del resto, diceva Sciascia, che se scriviamo vuol dire che in qualche cosa crediamo:</p>
<p>“Sento la brezza del vento sfiorarmi la pelle,</p>
<p>risvegliatr quella pace ch&#8217;era dormiente</p>
<p>facendomi capire che qualsiasi strada buia</p>
<p>ha sempre uno spiraglio di luce: si chiama speranza”.</p>
<p>E poi c&#8217;è un porto sicuro che è la mamma:</p>
<p>“Ti regalo una mimosa</p>
<p>dolce sorriso di una mamma buona</p>
<p>soffice amore mi stringe nel petto</p>
<p>profumo di vita, forza e mio sostegno</p>
<p>in questa vita piena di finzione</p>
<p>l&#8217;unica realtà nei nostri cuori”</p>
<p>Ed infine non poteva mancare il Divino che ci ha creato e ha creato la bellezza::</p>
<p>“Il cielo si illuminò di immenso</p>
<p>il mare divenne un incanto</p>
<p>così il divino dipinse il paesaggio</p>
<p>dando segno della sua grandezza”.</p>
<p>E&#8217; da notare che, contrariamente a quanto ci si aspetta da un poeta ventenne, non ci sono le poesie di spasimo di amore giovanile e questo ci sembra un dato positivo. Vuol dire che ci troviamo di fronte a un poeta maturo che vive il dramma della vita e spera in un mondo migliore.</p>
<p>“Un seme germoglierà dalla terra</p>
<p>un fiore sboccerà tra le spine</p>
<p>un sole ci mostrerà le sue albe</p>
<p>arriverà un giorno</p>
<p>in cui ci terremo per mano</p>
<p>e saremo felice”</p>
<p>Ecco questo è il mondo poetico di Giuseppe Iatì che, avendo 20 anni, è un poeta che già esprime e lo sa esprimere tutto il suo mondo, ma che deve ancora affinare la sua vena poetica con lo studio e con la padronanza della parola poetica che sa dare musicalità al verso. Oggi si fa poesia con la rima sciolta ed è più difficile poetare in quanto si deve trovare la rima e la musicalità attraverso l&#8217;uso della parola poetica. Giuseppe è già su questa strada e noi lo incitiamo a continuare e ad abbeverarsi alle fonti della grande poesia universale.</p>
<p>Agrigento, lì 19.3.2026</p>
<p>Gaspare Agnello</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2026/04/la-poesia-di-giuseppe-iati/">LA POESIA DI GIUSEPPE IATI&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6483</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Con Leonardo Sciascia – Memorie e contributi biografici &#124; Il nuovo libro di Gaspare Agnello</title>
		<link>https://www.gaspareagnello.it/2026/04/con-leonardo-sciascia-memorie-contributi-biografici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaspare Agnello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Leonardo Sciascia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gaspareagnello.it/?p=6477</guid>

					<description><![CDATA[<p>Edizioni ETS · Novità in libreria Con Leonardo Sciascia Memorie e contributi biografici Quando ho...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2026/04/con-leonardo-sciascia-memorie-contributi-biografici/">Con Leonardo Sciascia – Memorie e contributi biografici | Il nuovo libro di Gaspare Agnello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Post: Con Leonardo Sciascia --></p>
<div style="max-width: 680px; margin: 0 auto; padding: 2rem 0; font-family: Georgia,'Times New Roman',serif;">
<div style="text-align: center; margin-bottom: 2.5rem; padding-bottom: 2rem; border-bottom: 1px solid #e5e5e5;">
<p style="font-size: 12px; letter-spacing: 0.14em; text-transform: uppercase; color: #888; font-family: Arial,sans-serif; margin: 0 0 1rem;">Edizioni ETS · Novità in libreria</p>
<h2 style="font-size: 28px; font-weight: normal; line-height: 1.3; color: #1a1a1a; margin: 0 0 0.4rem;">Con Leonardo Sciascia</h2>
<p style="font-size: 17px; color: #666; margin: 0; font-style: italic;">Memorie e contributi biografici</p>
</div>
<p style="font-size: 17px; line-height: 1.85; color: #222; margin: 0 0 1.5rem;">Quando ho cominciato a scrivere questo libro, pensavo a un semplice diario di ricordi: gli incontri con Leonardo Sciascia, lo scrittore di Racalmuto che ha segnato la coscienza civile e letteraria del nostro Paese. Ma i libri, talvolta, hanno una vita propria.</p>
<p style="font-size: 17px; line-height: 1.85; color: #222; margin: 0 0 1.5rem;">Quello che ne è venuto fuori è qualcosa di più ampio e, spero, di più utile: uno spaccato autentico della letteratura italiana di fine Novecento, visto dall&#8217;interno, attraverso gli occhi di chi ha avuto il privilegio di frequentare Sciascia da vicino. E insieme, quasi per necessità, un sunto del suo pensiero: rigoroso, scomodo, necessario come sempre.</p>
<div style="border-left: 3px solid #7F77DD; padding: 1rem 1.5rem; margin: 2rem 0; background: #f5f4fd; border-radius: 0 6px 6px 0;">
<p style="font-size: 16px; line-height: 1.7; color: #3c3489; margin: 0; font-style: italic;">«La verità è sempre rivoluzionaria.»</p>
<p style="font-size: 13px; color: #534ab7; margin: 0.5rem 0 0; font-family: Arial,sans-serif;">Leonardo Sciascia</p>
</div>
<p style="font-size: 17px; line-height: 1.85; color: #222; margin: 0 0 1.5rem;">Il volume è impreziosito dalla prefazione di <strong>Daniela Marcheschi</strong>, studiosa tra le più autorevoli della letteratura italiana contemporanea, che ha saputo illuminare con rara profondità il senso di questo lavoro e il suo posto nel panorama della critica sciasciana.</p>
<p style="font-size: 17px; line-height: 1.85; color: #222; margin: 0 0 2rem;">Un libro per chi ama Sciascia. Per chi lo scopre per la prima volta. Per chiunque creda che la letteratura, quella vera, non finisca mai di avere qualcosa da dire.</p>
<div style="background: #f8f8f6; border-radius: 10px; border: 1px solid #e5e5e5; padding: 1.25rem 1.5rem; margin-bottom: 2rem; font-family: Arial,sans-serif;">
<p style="font-size: 11px; color: #999; margin: 0 0 0.75rem; text-transform: uppercase; letter-spacing: 0.1em;">Scheda libro</p>
<table style="width: 100%; font-size: 14px; border-collapse: collapse;">
<tbody>
<tr>
<td style="color: #888; padding: 5px 0; width: 40%;">Autore</td>
<td style="color: #1a1a1a; font-weight: bold;">Gaspare Agnello</td>
</tr>
<tr>
<td style="color: #888; padding: 5px 0;">Prefazione di</td>
<td style="color: #1a1a1a;">Daniela Marcheschi</td>
</tr>
<tr>
<td style="color: #888; padding: 5px 0;">Editore</td>
<td style="color: #1a1a1a;">Edizioni ETS</td>
</tr>
<tr>
<td style="color: #888; padding: 5px 0;">Prezzo</td>
<td style="color: #1a1a1a;">€ 13,00</td>
</tr>
<tr>
<td style="color: #888; padding: 5px 0;">Disponibilità</td>
<td style="color: #0f6e56; font-weight: bold;">In tutte le librerie italiane</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div style="text-align: center; margin-bottom: 3rem;"><a style="display: inline-block; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; color: #3c3489; border: 1px solid #7F77DD; border-radius: 6px; padding: 10px 24px; text-decoration: none;" href="https://www.edizioniets.com/scheda.asp?n=9788846775245" target="_blank" rel="noopener"><br />
Acquista su Edizioni ETS →</a></div>
</div>
<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="6478" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2026/04/con-leonardo-sciascia-memorie-contributi-biografici/con-leonardo-sciascia-libro-gaspare-agnello/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/con-leonardo-sciascia-libro-gaspare-agnello.jpg?fit=1324%2C2000&amp;ssl=1" data-orig-size="1324,2000" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="con leonardo sciascia libro gaspare agnello" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/con-leonardo-sciascia-libro-gaspare-agnello.jpg?fit=199%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/con-leonardo-sciascia-libro-gaspare-agnello.jpg?fit=600%2C906&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="size-large wp-image-6478 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/con-leonardo-sciascia-libro-gaspare-agnello.jpg?resize=600%2C906&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="906" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/con-leonardo-sciascia-libro-gaspare-agnello.jpg?resize=600%2C906&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/con-leonardo-sciascia-libro-gaspare-agnello.jpg?resize=199%2C300&amp;ssl=1 199w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/con-leonardo-sciascia-libro-gaspare-agnello.jpg?resize=99%2C150&amp;ssl=1 99w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/con-leonardo-sciascia-libro-gaspare-agnello.jpg?resize=768%2C1160&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/con-leonardo-sciascia-libro-gaspare-agnello.jpg?resize=1017%2C1536&amp;ssl=1 1017w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/con-leonardo-sciascia-libro-gaspare-agnello.jpg?resize=1024%2C1547&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/con-leonardo-sciascia-libro-gaspare-agnello.jpg?w=1324&amp;ssl=1 1324w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2026/04/con-leonardo-sciascia-memorie-contributi-biografici/">Con Leonardo Sciascia – Memorie e contributi biografici | Il nuovo libro di Gaspare Agnello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6477</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Recensione: Le circostanze fragili. L&#8217;ombra di Pirandello di Virginia Asaro</title>
		<link>https://www.gaspareagnello.it/2026/01/circostanze-fragili-pirandello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaspare Agnello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jan 2026 18:09:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gaspareagnello.it/?p=6462</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensire un libro è sempre un&#8217;impresa molto difficile perchè bisogna entrare in quella che è...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2026/01/circostanze-fragili-pirandello/">Recensione: Le circostanze fragili. L&#8217;ombra di Pirandello di Virginia Asaro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Recensire un libro è sempre un&#8217;impresa molto difficile perchè bisogna entrare in quella che è stata la volontà dello scrittore e bisogna anche capire i sentimenti che il libro riesce a suscitare nel lettore.</p>
<p>Commentare il lavoro di Virginia Asaro “Le circostanze fragili” &#8216;L&#8217;ombra di Pirandello&#8217; edito dalla casa editrice Navarra è ancora più difficile perchè il libro presenta diverse problematiche e il lettore vi si approccia aspettandosi qualche cosa di nuovo su Pirandello e la malattia della moglie Antonietta Portolano. In effetti qualche cosa di nuovo c&#8217;è e ci sono conferme di nostri vecchi giudizi negativi sull&#8217;uomo Pirandello. Ma il libro vuole essere altra cosa e cioè vuole narrare la vicenda drammatica di Francesca la domestica, compagna di Don Calogero Portolano, comparandola con quella della figlia di Don Calogero chè, con un matrimonio &#8216;cunzato&#8217;  o &#8216;matrimonio di surfaru&#8217; è stata data in moglie e Luigi Pirandello che la sposa per la corposa dote che poi diventa causa della terribile vicenda umana di Antonietta.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="6463" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2026/01/circostanze-fragili-pirandello/virginia-asaro/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Virginia-Asaro.jpg?fit=1620%2C1067&amp;ssl=1" data-orig-size="1620,1067" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Virginia-Asaro" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Virginia-Asaro.jpg?fit=300%2C198&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Virginia-Asaro.jpg?fit=600%2C395&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-large wp-image-6463" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Virginia-Asaro.jpg?resize=600%2C395&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="395" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Virginia-Asaro.jpg?resize=600%2C395&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Virginia-Asaro.jpg?resize=300%2C198&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Virginia-Asaro.jpg?resize=150%2C99&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Virginia-Asaro.jpg?resize=768%2C506&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Virginia-Asaro.jpg?resize=1536%2C1012&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Virginia-Asaro.jpg?resize=1024%2C674&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Virginia-Asaro.jpg?w=1620&amp;ssl=1 1620w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Virginia-Asaro.jpg?w=1280&amp;ssl=1 1280w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>E così il libro diventa un&#8217;opera sulla condizione femminile nel periodo a cavallo tra il milleottocento e l&#8217;inizio del millenovecento. Ne viene fuori una novella della drammaturgia pirandelliana.</p>
<p>A questo punto ci interroghiamo per sapere se la scrittrice ha voluto scrivere un saggio storico o un romanzo. La Asaro ci dice subito che il suo è un romanzo, i cui nomi e cognomi sono reali e in cui i documenti ivi prodotti sono stati reperiti negli archivi storici e comunali e noi aggiungiamo che, dato il lavoro di ricerca della scrittrice e i suoi studi pirandelliani, i dialoghi di Antonietta, anche se non sono reali, sono molto verosimili e convincono il lettore che non crede alla totale follia di Antonietta ma crede a un suo dramma familiare dovuto, in parte al padre che da bambina la ha segregata in un colleggio e poi l&#8217;ha venduta ai Pirandello i quali, hanno utilizzato la sua dote per poi rinchiuderla per tutta la vita in una casa di cura.</p>
<p>Quindi diciamo che il libro parla della vicenda di Antonietta Portolano che tutti conosciamo e della sua vita drammatica sottoposta a segregazione, ma parla soprattutto di Francesca la domestica della famiglia Portolano: una ragazza giovanissima, molto bella, accolta favorevolmente da tutti i componenti della famiglia Portolano.</p>
<p>Succede che nel milleottocentoottantanove muore, all&#8217;età di 32 anni, dopo avere partortorito ben nove figli, Rosalia, la moglie di don Calogero.</p>
<p>Francesca rimane a servire la famiglia Portolano e diventa l&#8217;amante del più anziano Don Calogero che le fa fare ben cinque bambine di cui due decedute.</p>
<p>Don Calogero tratta bene la sua donna però i figli non li riconosce perchè ha paura dei figli legittimi che non vogliono intaccata la loro proprietà. Tutti presi dal dai soldi  che erano una prigione. Un carzaru, una dannata ossessione di cui era preso lo stesso Pirandello: grana, grana,grana.</p>
<p>Antonietta ci dice cosa scrive in una lettera il marito:</p>
<p>“Io ho una sete inestinguibile di guadagno perché vedo che senza denaro non si è uomini in nulla e  per nulla, e perciò a fine di crearmi una posizione sociale modesta e comoda, al più presto, mi piegherei perfino alle più ingrate e penose fatiche. Darei dieci anni della mia vita pur di conoscere il modo di arricchire in un anno, senza farmi impiccare in sei mesi”.</p>
<p>Non sappiamo se questa lettera sia stata scritta da Pirandello ma è verosimile, considerato quello che è stato fatto alla povera Francesca la cui vita non è stata meno triste di quella di Antoniettà che, col senno di poi, capisce il terribile dramma vissuto dalla compagna del padre che non ha riconosciuto le proprie figlie per ragioni di eredità.</p>
<p>Due vicende terribili quello di Antonietta che è stata derubata della sua imponente eredità dall&#8217;ingordigia dei Pirandello e quella di Francesca derubata dai fratellastri. Ecco cosa dice Antonietta: “L&#8217;intera mia vita è stata un susseguirsi di circostanze. E benché sia stata la moglie di Luigi Pirandello, sono state circostanze malevoli il più delle volte. E comunque fragili. Posso dire lo stesso di Francesca. E a maggior ragione, perché di lei, sai&#8230;perché quella storia non l&#8217;ha scritta mai nessuno. E&#8217; come se non sia mai esistita, più fragile circostanza di così&#8230;”.</p>
<p>Morto Don Calogero nel mellenovecentonove si apre lo scontro tra gli eredi legittimi, tra cui Antonietta, e Francesca. A questo punto viene fuori un&#8217;idea geniale tratta dal libro &#8216;La Nana&#8217; di Emanuele Navarro della Miraglia e cioè trovare un marito per Francesca che si accolli tutto, dietro un congruo compenso e un vitalizio per le tre bambine. Ci piace che la scrittrice abbia attribuito questa idea geniale, che è stata messa in atto, al cervello del letterato Don Luigi che sicuramente conosceva l&#8217;opera dello scrittore sambucese.</p>
<p>Che situazioni terribili!</p>
<p>Il libro si appalesa come un&#8217;opera attribuibile alla corrente del femminismo ma non come un fatto modaiolo ma come una analisi antropologica di un periodo della nostra storia in cui la donna era “nuddru”, “nenti”.”Ricordati, dice  Antonietta, che allora, molto, molto più di ora, una donna era soltanto la &#8216;procreatrice&#8217;, erano gli altri, l&#8217;omini che pensavano, decidevano e disponevano per te.  E&#8217; vero che il potere è seduzione, ma no a quei tempi. Nautri fimminini non eravamo tanto sperti, nautri fimmini avevamo pochissima voce in capitolo specialmente quelle che non erano di famiglia &#8216;altolocata&#8217;, così si usava dire ai miei tempi.Che poi in fondo&#8230;io figlia di varbieri era&#8230;”</p>
<p>Il libro così assume toni fortemente femministi e tutta la storia di Francesca e di Antonirtta diventa un grido di dolore delle donne contro il potere maschilista che decide a suo piacimento dell&#8217;avvenire delle prpoprie figlie e delle proprie donne. Antonirtta è stata sempre reclusa e dice: “ L&#8217;odio a poco a poco, negli anni ha nutrito il mio corpo di veleno. Veleno autentico denso e nivuru comu la pici. E questo veleno mortale piano piano acchianà nelle mie vene, si fece strada fino a raggiungere  il mio cervello. Arrivà e dduocu simpicicà. Non era pazzia: ero solo avvelenata di odio maligno. Poi, tutto il veleno nivuru appicicato dintra la testa, scoppià. Non era pazzia la mia. Io ero avvelenata di odio”.</p>
<p>Concludendo diciamo che questi è un libro dovuto che ci racconta storie drammatiche di donne vittime di una mentalità padronale e ci conferma alcuni dati assolutamente negativi dell&#8217;uomo Pirandello che hanno portato Antonietta Portolano a uscire dalla vita del drammaturgo agrigentino.</p>
<p>Il libro lo abbiamo letto con grande piacere e ci ha tenuti sospesi fino alla fine. La scrittrice ha usato, con successo, la tecnica della suspance. Ha reso gradevole la lettura anche la prosa scorrevole infarcita di lemmi agrigentini che hanno rewso più veritiero il racconto.</p>
<p>Agrigento, lì 16. 1. 2026</p>
<p>Gaspare Agnello</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="6464" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2026/01/circostanze-fragili-pirandello/le-circostanze-fragili-lombra-di-pirandello-virginia-asaro/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Le-circostanze-fragili.-Lombra-di-Pirandello-virginia-asaro.jpg?fit=424%2C608&amp;ssl=1" data-orig-size="424,608" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Le circostanze fragili. L&#8217;ombra di Pirandello virginia asaro" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Le-circostanze-fragili.-Lombra-di-Pirandello-virginia-asaro.jpg?fit=209%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Le-circostanze-fragili.-Lombra-di-Pirandello-virginia-asaro.jpg?fit=424%2C608&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-full wp-image-6464" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Le-circostanze-fragili.-Lombra-di-Pirandello-virginia-asaro.jpg?resize=424%2C608&#038;ssl=1" alt="" width="424" height="608" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Le-circostanze-fragili.-Lombra-di-Pirandello-virginia-asaro.jpg?w=424&amp;ssl=1 424w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Le-circostanze-fragili.-Lombra-di-Pirandello-virginia-asaro.jpg?resize=209%2C300&amp;ssl=1 209w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Le-circostanze-fragili.-Lombra-di-Pirandello-virginia-asaro.jpg?resize=105%2C150&amp;ssl=1 105w" sizes="auto, (max-width: 424px) 100vw, 424px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2026/01/circostanze-fragili-pirandello/">Recensione: Le circostanze fragili. L&#8217;ombra di Pirandello di Virginia Asaro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6462</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Michele Lizzi, un patrimonio culturale da riscoprire</title>
		<link>https://www.gaspareagnello.it/2025/12/michele-lizzi-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaspare Agnello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 17:10:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gaspareagnello.it/?p=6458</guid>

					<description><![CDATA[<p>Miche Lizzi, grande musicista del &#8216;900, è nato ad Agrigento il 5 settembre 1915 da...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2025/12/michele-lizzi-memoria/">Michele Lizzi, un patrimonio culturale da riscoprire</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="2218" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2012/02/michele-lizzi-5-foto-del-maestro-inedite-su-internet/michele-lizzi/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/2012/02/michele-lizzi.jpg?fit=558%2C306&amp;ssl=1" data-orig-size="558,306" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="michele-lizzi" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/2012/02/michele-lizzi.jpg?fit=300%2C164&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/2012/02/michele-lizzi.jpg?fit=558%2C306&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-full wp-image-2218" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/2012/02/michele-lizzi.jpg?resize=558%2C306&#038;ssl=1" alt="michele-lizzi" width="558" height="306" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/2012/02/michele-lizzi.jpg?w=558&amp;ssl=1 558w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/2012/02/michele-lizzi.jpg?resize=300%2C164&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 558px) 100vw, 558px" /></p>
<p>Miche Lizzi, grande musicista del &#8216;900, è nato ad Agrigento il 5 settembre 1915 da Maria e Virgilio Lizzi ed è morto a Messina il 31 marzo 1972. Ha conseguito il diploma di ragioniere, ma portava già nel sangue la passione per la musica, che gli proveniva da una lunga tradizione musicale della famiglia. Il padre Virgilio era stato un valente musicista che aveva frequentato il conservatorio di Santa Cecilia in Roma, avendo al suo attivo diverse composizioni di musica sinfonica, suites, preludi e intermezzi con i quali vinse diversi premi. Lo stesso si può dire del nonno Michele, del nonno materno e di tanti altri suoi zii.</p>
<p>La sua formazione musicale iniziò sotto la guida sicura del padre Virgilio ed ebbe quindi, come maestri, Mario Pilati e Ildebrando Pizzetti per la composizione e Tito Aprea per il pianoforte, fino al compimento degli studi musicali nel Conservatorio di Santa Cecilia in Roma.</p>
<p>Le tappe artistiche di Lizzi furono dure e travagliate e arrivarono a maturazione dopo una lunga lievitazione e una sofferenza interiore, tipica degli uomini ispirati che ripudiano il commercio dell&#8217;arte per avere di essa un concetto alto e sublime, come solo sanno fare i grandi spiriti che nell&#8217;arte trovano lo sfogo delle loro sofferenze umane e intellettuali.</p>
<p>Nel 1939 vinse il concorso per la cattedra di Musica e Canto</p>
<p>negli Istituti Magistrali dove insegnò fino al 1955. La sua sede di insegnamento è stata l&#8217;Istituto Magistrale R. Politi di Agrigento.</p>
<p>Noi , che siamo stati suoi alunni, lo ricordiamo quando ci spiegava i lirici dell&#8217;ottocento. In queste lezioni metteva così tanta passione che, per dirla con Dante, TRASUMANAVA.. Conduceva una dura battaglia contro i &#8216;canzonettari&#8217; che avvelenano il gusto musicale della gente.</p>
<p>Nel 1942 aveva vinto il concorso per Ufficiale Maestro delle bande di corpo d&#8217;armata. Il suo anno magico, che gli aprì le porte del successo, e quindi del teatro lirico italiano, è stato il 1955, anno in cui è andato a insegnare al Conservatorio  San Pietro in Maiella in quel di Napoli, dove è stato Vice Direttore. A Napoli vinse il primo premio &#8216;Euterpe&#8217; nel quadro del premio città di Napoli con la sua opera prima &#8216;Pantea&#8217; con libretto di Gerlando Lentini.</p>
<p>Lizzi, morto prematuramente, mentre il successo gli arrideva, scrisse solo tre opere liriche &#8216;Pantea&#8217; &#8216;L&#8217;amore di Galatea&#8217; su libretto di Quasimodo e La sagra del Signore della nave&#8217; sul testo di Pirandello debitamente rimaneggiato dallo stesso Lizzi.</p>
<p>Pantea varca, in prima assoluta, le soglie di un grande teatro italiano la sera del 15 aprile 1956 al Massimo di Palermo ed è stato un vero successo di critica e di pubblico con applausi a scena aperta. L&#8217;Opera fu ripetuta il 27 aprile 1958 al teatro Bellini di Catania e il 21 maggio dello stesso anno al San Carlo di Napoli e poi trasmessa alla RAI il 4 giugno 1959 sul secondo programma.</p>
<p>Il 4 e 6 luglio 1979 &#8216;L&#8217;amore di Galatea&#8217; è stata rappresentata al teatro greco di Siracusa con la direzione del maestro Ottavio Ziino.</p>
<p>Presentando Pantea a Palermo Lizzi ebbe a scrivere: “Sento che debbo alla mia terra l&#8217;ispirazione primigenia della mia musica. La Valle dell&#8217;antica  Akragante ha sempre operato sul mio animo, sin dagli anni della mia adolescenza, i suoi  irresistibili richiami, prima ancora che si delineasse nella mia fantasia il soggetto dell&#8217;opera&#8230;Un senso di misteriosa potenza sembra davvero sprigionarsi in essa da ogni pietra, dai mille ruderi disseminati tra la collina e il mare.</p>
<p>E&#8217; come un palpito di non disseppellite misteriose esistenze che si è andato rivelando ad ogni mio contatto con la Valle e che poi ho voluto trasfondere nella musica dell&#8217;opera sotto l&#8217;impulso vieppiù incalzante di dare concretezza ad un contrasto che m&#8217;è parso di cogliere tra le colonne perenni e la vegetazione lussureggiante riapparente ad ogni primavera come Persefone. Un contrasto di morte e di vita che si realizza in Pantea in un dissidio inquietante e struggente&#8230;La mia realizzazione finale non vuole essere di distruzione, ma di umana non impossibile conciliazione tra due termini così opposti quali la morte e la vita”.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="6344" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2023/03/giuseppe-di-salvo-michele-lizzi-al-teatro-massimo-di-palermo-un-tempo/michele-lizzi-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/michele-lizzi.jpg?fit=1024%2C759&amp;ssl=1" data-orig-size="1024,759" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1667237716&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="michele-lizzi" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/michele-lizzi.jpg?fit=300%2C222&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/michele-lizzi.jpg?fit=600%2C445&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-large wp-image-6344" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/michele-lizzi.jpg?resize=600%2C445&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="445" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/michele-lizzi.jpg?resize=600%2C445&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/michele-lizzi.jpg?resize=300%2C222&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/michele-lizzi.jpg?resize=150%2C111&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/michele-lizzi.jpg?resize=768%2C569&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/michele-lizzi.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Dopo il grande successo di Pantea Lizzi musica &#8216;L&#8217;amore di Galatea&#8217; su libretto del premio Nobel Salvatore Quasimodo che viene eseguita il 12 marzo 1964 al teatro Massimo di Palermo e nel 1968 al teatro Bellini di Catania riscuotendo un significativo successo di pubblico e soprattutto della critica militante del tempo. Sul libretto di sala del teatro Bellini scrive concetti importantissimi sul genere musicale da lui adottato e che certamente si riferiscono ai canoni del suo maestro Ildebrando Pizzetti, senza divenirvi epigono. Scrive Lizzi: “All&#8217;intimo mio compiacimento si aggiunge l&#8217;emozione di far rivivere un mito che, per tanti versi, è legato all&#8217;incomparabile paesaggio che, dalle pendici dell&#8217;Etna, si affaccia sullo Ionio.</p>
<p>Tengo a dire che ho atteso alla composizione di Galatea, così come feci per Pantea, sentendo tutta la responsabilità di dare un apporto valido alla inevitabile evoluzione, in senso moderno, all&#8217;opera lirica; la quale, pertanto, si distanzia, differenziandosi, dal teatro ottocentesco romantico. Certo, un&#8217;arte musicale quale quella secondo cui è venuta plasmandosi la mia formazione artistica personale, pur riconoscendo al teatro lirico tradizionale genialità e prestigio, scaturisce da concezioni creative e da tecniche espressive tutt&#8217;affatto nuove, che non possono più poggiare, su una certa immediatezza di suggestioni e di sentimentalità che avevano largo gioco nel melodramma di un tempo.  Tuttavia sento che la mia opera, che ha assorbito in pieno i succhi vitali della mia ispirazione, e che sta per vivere una vita sua attraverso le proprie realtà musicali,  non potrà non trovare rispondenze adeguate nei critici fattisi più interiormente vigili ed esperti e negli spettatori disposti oggi già  ad intendere che a lasciarsi commuovere”.</p>
<p>Dopo le due opere a sfondo mitologico non poteva mancare l&#8217;incontro tra due grandi agrigentini. Lizzi e Pirandello.</p>
<p>Lizzi, dalla finestra della sua casa, poteva ammirare la bellezza suggestiva della Valle dei Templi e poteva anche assistere alla processione della Sagra del Signore della nave. Aveva letto diverse volte il dramma pirandelliano &#8216;La sagra del Signore della nave&#8217; che, altri musicisti, non vollero musicare. Solo lui poteva musicare quel dramma perché aveva nelle orecchie il suono dei tamburi, i canti popolari. il vociare della folla avvinazzata e le litanie dei fedeli.</p>
<p>Rimaneggiò lo scritto pirandelliano ed ecco la terza opera lirica di Lizzi &#8216;La Sagra del Signore della nave&#8217; che è stata eseguita al teatro Massimo di Palermo il 12 marzo 1971 con le scene di Renato Guttuso.</p>
<p>L&#8217;opera ebbe ben cinque repliche</p>
<p>Morto Lizzi le sue opere caddero nel dimenticatoio perché il pubblico cerca le ariette e non ha capito che Lizzi è stato un grande innovatore del melodramma.</p>
<p>Gli scrittori narrano la vita degli uomini con le parole, Lizzi ne parla con le note.</p>
<p><strong>Altre opere di Michele Lizzi, secondo un elenco fornitoci dal padre Virgilio, direttore della banda musicale di Agrigento, sono:</strong></p>
<ul>
<li>Cinque musiche per Teano, per orchestra e voce recitante-</li>
<li>Premio Scarlatti 1942</li>
<li>Concerto in la per orchestra.</li>
<li>Dittico per canto e orchestra</li>
<li>Inno a Venere per canto e orchestra.</li>
<li>Marcia burlesca per orchestra.</li>
<li>Sonata in Do per violino e pianoforte.</li>
<li>Sonata in La per pianoforte, dedicata alla pianista Gigliola Rizzuto.</li>
<li>Ad te levavi animae meam- mottetto a cinque voci -premio U:C:A:I.</li>
<li>Invocazione di Sabina per canto e pianoforte.</li>
<li>Vergine madre, figlia di tuo figlio per canto e pianoforte.</li>
<li>Madrigale (Petrarca) per canto e pianoforte.</li>
<li>Vigiak- Canzone popolare Armena per canto e pianoforte</li>
<li>Madrigale dell&#8217;Estate. a- la sabbia del tempo. b- implorazione- per pianoforte</li>
<li>Lauda a Santa Rita per canto e pianoforte</li>
<li>Due poesie siciliane- a) pesca notturna- b) una       lucciola, per canto e  in pianoforte</li>
<li>Due canzoni siciliane. a) Sicilia- b) La quadriglia per canto e pianoforte.</li>
<li>Pianto Antico per canto e pianoforte.</li>
<li>Un minuetto delle quarte per pianoforte.</li>
<li>Il piffero magico, fiaba per pianoforte.</li>
<li>Umoresca, per pianoforte.</li>
<li>Due pezzi per pianoforte, -a) trastulli infantili, b) marionette.</li>
<li>Armonie di Sant&#8217;Erasmo, trascrizione per pianoforte.</li>
<li>Mamma, meditazione per canto e pianoforte</li>
<li>Marianna Pinedo giorni tristi in Granada per canto e pianoforte.</li>
<li>La pioggia nel pineto, poemetto sinfonico per orchestra.</li>
<li>Notturno e danza dei fauni, per orchestra.</li>
<li>Settembre in Val d&#8217;Akragas: composizione premiata al concorso internazionale &#8216;Premio città di Trieste 1938.</li>
<li>Due canzoni   siciliane, premiate al concorso di Agrigento</li>
<li> 1937/38</li>
</ul>
<p>Gli spartiti delle opere di Lizzi si trovano al Conservatorio di Palermo, Alla Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Agrigento e presso i parenti che vivono a Firenze.</p>
<p>Il 16 febbraio 1960 il Sindaco del comune di Agrigento Professore Enzo Lauretta gli conferisce la medaglia d&#8217;oro quale cittadino benemerito della città.</p>
<p>Agrigento, lì 30.11.2025</p>
<p>Gaspare Agnello</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2025/12/michele-lizzi-memoria/">Michele Lizzi, un patrimonio culturale da riscoprire</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6458</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Recensione di Una leggera, sottile illusione &#8211; Beatrice Gucciardo</title>
		<link>https://www.gaspareagnello.it/2025/11/beatrice-gucciardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaspare Agnello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Nov 2025 10:31:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gaspareagnello.it/?p=6452</guid>

					<description><![CDATA[<p>Beatrice Gucciardo, poetessa per nascita, diciamo per nascita perché ha scritto poesie bellissime mentre frequentava...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2025/11/beatrice-gucciardo/">Recensione di Una leggera, sottile illusione &#8211; Beatrice Gucciardo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="6454" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2025/11/beatrice-gucciardo/beatrice-gucciardo/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/beatrice-gucciardo.jpg?fit=752%2C546&amp;ssl=1" data-orig-size="752,546" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="beatrice-gucciardo" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/beatrice-gucciardo.jpg?fit=300%2C218&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/beatrice-gucciardo.jpg?fit=600%2C436&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-large wp-image-6454" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/beatrice-gucciardo.jpg?resize=600%2C436&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="436" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/beatrice-gucciardo.jpg?resize=600%2C436&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/beatrice-gucciardo.jpg?resize=300%2C218&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/beatrice-gucciardo.jpg?resize=150%2C109&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/beatrice-gucciardo.jpg?w=752&amp;ssl=1 752w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Beatrice Gucciardo, poetessa per nascita, diciamo per nascita perché ha scritto poesie bellissime mentre frequentava la scuola medie.  A 21 anni ha dato alla luce il libro “Una leggera, sottile illusione” che anch&#8217;esso è nato in periodi diversi, prima che la stessa raggiungesse la maggiore età. E, leggendo il libro, si sente subito aria di poesia, non perché in esso sono state inserite tre poesie, ma perché la prosa, i nomi mitologici dei personaggi, l&#8217;ambientazione in un borgo marinaro che forse si trova in qualche parte periferica dell&#8217;Olimpo, ci fanno respirare aria di poesia.</p>
<p>Pensando alla giovane età della scrittrice si può subito immaginare una storia banale di amori giovanili e invece no: Beatrice parla di sentimenti eterni che sono dei suoi personaggi ma che sono stati di Catullo, di Lesbia e di tutte le divinità greche che vivevano i nostri sentimenti e ce li racconta come un vecchio Aedo che ci narra le storie antiche e quelle di oggi.</p>
<p>Beatrice assomiglia ad Astreo personaggio del suo libro che è anche poeta? Può darsi: “Astreo aveva reazioni sproporzionate per ogni cosa. Quando gli si faceva notare quella esagerazione tipica del suo carattere amava colpevolizzare la sua mente da poeta; era quella meravigliosa sensibilità a renderlo fin troppo partecipe del mondo. Provava le emozioni a un livello più alto, privilegiato, costante e intenso. Tremava e si commuoveva per il cadere di una foglia”&#8230;Una ragazzina, innamorata degli studi classici, delle lingue greca e latina e della mitologia ci racconta la storia di cinque personaggi a cui ha dato nomi mitologici non casuali: &#8216;cinque frammenti di una stessa anima avevano vagato nell&#8217;universo ed erano ricaduti insieme in uno stesso posto del mondo.  Astreo e Asteria erano nati in inverno, gemelli&#8217; Astreo aveva ereditato tutti beni della famiglia che aveva fatto andare a male. Curava solo la villa a mare dove abitava; Egeo, che è al centro delle vicende amorose del libro, era nato quattro mesi dopo  Astreo e Asteria, di maggio, di padre ignoto. &#8216;Sua madre era giovane e l&#8217;aveva lasciato dai nonni mentre finiva gli studi&#8230;.I genitori di Eris vendevano in paese la frutta che coltivavano loro stessi&#8217;. I genitori lasciarono la casa e la terra alla figlia e andarono a vivere in un piccolo appartamento in città &#8216;Ligea era nata un po&#8217; più lontano, in un ospedale a cinque ore da lì. Non aveva mai voluto seguire i genitori in vacanza. Lo aveva fatto una sola volta ed è stato fatale per Egeo, per Astreo e per le altre donne.  &#8216;Era bella come nessuna: aveva gli occhi nocciola che cambiavano leggermente alla luce del sole, quando parlava le si creava un leggero doppio mento, portava spesso le spalle scoperte anche in inverno, e due ciocche di capelli le cadevano sempre davanti al volto&#8217; Insomma era la sirena che tentò di incantare Ulisse, che prese e distrusse Egeo, è la Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa  Erano cinque frammenti, scrive la scrittrice, di uno stesso spirito distaccatosi da chissà quale corpo e chissà per quale motivo sparso in così tanti pezzettini”. Certamente è il &#8216;fato&#8217; greco che governa la vita di tutti noi. Fatta questa lunga premessa, potremmo fare a meno di entrare nel merito del romanzo perchè questo lo deve fare il lettore, noi ne accenniamo molto brevemente per capire cosa vuol dire Beatrice oltre i fatti che si susseguono nel  libro</p>
<p>Abbiamo detto che Egeo è oggetto di attenzione delle tre donne del libro ma lui è innamorato di Eris finchè non cade.nelle maglie della sirena Ligea e qui il dramma di un uomo che vive un&#8217;avventura incosciamente e perde il suo antico amore. E poi l&#8217;abbandono che ci riporta a Catullo e a Lesbia.  Egeo perde Ligea e perde anche Eris che mostra tanta cattiveria nei confronti del suo innamorato.</p>
<p>Egeo ritorna a riflettere sul suo scoglio proteso, in una STABILITA&#8217; PRECARIA, in mezzo alle onde marine con lo stato d&#8217;animo che è quello dell&#8217;inizio del libro. Riceve il conforto di Astrea che, finalmente, può sperare di avere l&#8217;amore di Egeo che non reagisce all&#8217;abbandono con il femminicidio ma decide di immergersi tra le onde del mare per vivere insieme alle sirene di Odisseo nella dissoluzione totale. Non siamo in un clima di tragedia greca ma il libro finisce con la catarsi.</p>
<p>Egeo come Aci.</p>
<p>Egeo, sullo scoglio si lamenta con Astrea del fatto che la gente giudica il suo prossimo senza avere elementi di giudizio e secondo le proprie convinzioni. Noi vogliamo riportare  per intero questa parte del libro che ci sembra molto veritiera: “Qui mi sembrano tutti folli  Perché Astreo c&#8217;è rimasto così male? E perché Eris dovrebbe dare per scontato che andrò da lei? Fissate tutti me e nessuno guarda al suo. Avrei potuto parlare con loro o con Ligea così come sto facendo con te? Ti dico io cosa sarebbe successo: mi avrebbero vomitato addosso la loro verità e sarei stato di nuovo soffocato dalla vita che la gente mi appioppa. Astrea risponde ad Egeo ;&#8217; Hanno costruito dei rapporti con te, provano sentimenti e tu non hai neanche il coraggio di affrontarli&#8217;. &#8216; Amano qualcuno che non sono, dice Egeo, odiano qualcuno che non sono mai stato. Si prendono il merito delle mie emozioni&#8230;&#8217;</p>
<p>Questo molto brevemente il primo figlio di Beatrice Gucciardo che impreziosisce la sua opera con tre poesie di altissimo livello. Anche queste poesie sono state concepite da Beatrice ancora ragazzina che si pone problemi filosofici che sono stati al centro della filosofia dal giorno in cui l&#8217;uomo è diventato homo sapiens:</p>
<p>Prendi per un braccio/ la mia anima/ arde la terra/ il cielo profuma/ del fuoco,/ inebriato,/ e io chi sono?// Chi ero?, chi sarò? Domande inquitanti che sono il problema di tutta la filosofia. Prendi per un braccio la mia anima. Ma l&#8217;anima esiste? Un altro problema oggetto del pensiero filosofico che la nostra giovane scrittrice si pone:  Sono eterne _ finzione _/ una leggera/ sottile illusione/ E se  l&#8217;anima mia/ fosse davvero/ dentro questa scorza/ sarebbe già volata/ via, forse,/ ma non esiste. Basterebbero queste poesie, ove ve ne fosse bisogno, a dare grande pregnanza al libro che ci presenta una studiosa che è sicuramente una speranza per la letteratura del nuovo millennio.</p>
<p>A queste considerazioni ci induce anche il linguaggio poetico molto elegante e raffinato, come di una vecchia scrittrice adusa da tempo alla scrittura.</p>
<p>Infine dobbiamo dire che anche l&#8217;impaginazione del libro è ottima e bella la copertina con stampato un ombrello rovesciato, appeso a una nuvola e dentro l&#8217;ombrello, a prendere il sole, una ragazza che legge il libro illuminata e riscaldata dal dio sole.</p>
<p>Concludiamo affermando che se ci sono ragazzi come Beatrice il mondo può sperare.</p>
<p>Agrigento, lì 16.11.2925</p>
<p>Gaspare Agnello</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="6453" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2025/11/beatrice-gucciardo/una-leggera-sottile-illusione-gucciardo-beatrice-libri/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Una-leggera-sottile-illusione-Gucciardo-Beatrice-Libri.jpg?fit=1000%2C1443&amp;ssl=1" data-orig-size="1000,1443" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Una leggera, sottile illusione &#8211; Gucciardo, Beatrice &#8211; Libri" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Una-leggera-sottile-illusione-Gucciardo-Beatrice-Libri.jpg?fit=208%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Una-leggera-sottile-illusione-Gucciardo-Beatrice-Libri.jpg?fit=600%2C866&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-large wp-image-6453" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Una-leggera-sottile-illusione-Gucciardo-Beatrice-Libri.jpg?resize=600%2C866&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="866" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Una-leggera-sottile-illusione-Gucciardo-Beatrice-Libri.jpg?resize=600%2C866&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Una-leggera-sottile-illusione-Gucciardo-Beatrice-Libri.jpg?resize=208%2C300&amp;ssl=1 208w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Una-leggera-sottile-illusione-Gucciardo-Beatrice-Libri.jpg?resize=104%2C150&amp;ssl=1 104w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Una-leggera-sottile-illusione-Gucciardo-Beatrice-Libri.jpg?resize=768%2C1108&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Una-leggera-sottile-illusione-Gucciardo-Beatrice-Libri.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2025/11/beatrice-gucciardo/">Recensione di Una leggera, sottile illusione &#8211; Beatrice Gucciardo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6452</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Recensione di &#8220;Con la giustizia in Testa&#8221; di Simonetta Agnello Hornby</title>
		<link>https://www.gaspareagnello.it/2025/08/con-la-giustizia-in-testa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaspare Agnello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 07:37:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Simonetta Agnello]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gaspareagnello.it/?p=6441</guid>

					<description><![CDATA[<p>Simonetta Agnello pubblica il suo  ultimo libro “Con la giustizia in testa” edito da Mondadori,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2025/08/con-la-giustizia-in-testa/">Recensione di &#8220;Con la giustizia in Testa&#8221; di Simonetta Agnello Hornby</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="4196" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2025/08/con-la-giustizia-in-testa/simonetta-agnello-ago-2010-agrigento-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Simonetta-Agnello-Ago-2010-Agrigento.jpg?fit=600%2C400&amp;ssl=1" data-orig-size="600,400" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS 450D&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1281564156&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;106&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Simonetta-Agnello-Ago-2010-Agrigento" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Simonetta-Agnello-Ago-2010-Agrigento.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Simonetta-Agnello-Ago-2010-Agrigento.jpg?fit=600%2C400&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-full wp-image-4196" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Simonetta-Agnello-Ago-2010-Agrigento.jpg?resize=600%2C400&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="400" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Simonetta-Agnello-Ago-2010-Agrigento.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Simonetta-Agnello-Ago-2010-Agrigento.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Simonetta Agnello pubblica il suo  ultimo libro “Con la giustizia in testa” edito da Mondadori, affermando quanto segue: “ Mi è capitato di sentire figli di genitori non più autosufficienti o leggermente &#8216;svaniti&#8217; che auspicano la morte del padre o della madre.  Non voglio pensare che sia per sofferenza o per avidità, spesso anzi viene detto con amore, eppure rimango sempre perplessa.</p>
<p>Con la demenza il discorso è più complesso; IO HO UN INIZIO DI ALZHEIMER, MA VOGLIO CONTINUARE A VIVERE. FINO A CHE PUNTO NON LO SO, MA VOGLIO CONTINUARE A VIVERE”.</p>
<p>La dichiarazione è altamente drammatica ed è un modo di chiedere conforto ai suoi lettori con i quali la Scrittrice ha avuto un rapporto quasi privato.</p>
<p>Alla fine del libro Simonetta  dedica i due ultimi capitoli alla morte: &#8216;La memoria della morte&#8217; e &#8216;Il teatro della morte&#8217; in cui fa le seguenti affermazioni: “E&#8217; come se, spesso mi capitasse di ascoltare tutte e due all&#8217;unisono: la musica e l&#8217;amore per la vita. E in quell&#8217;ascolto mi capitasse di dimenticarmi di me stessa, senza sentire i fili che mi tengono in piedi, come un pupo, ed essere come quelle meravigliose creature, più vera della verità. Mia madre mi diceva che le ultime parole di sua madre furono,&#8217;QUANTO E&#8217; BELLO MORIRE&#8217;&#8230;..</p>
<p>….”Non sarebbe meglio una gran festa con tutti gli amici e poi andare via da sola dove ci siano degli esperti che mi aiutino a morire?”</p>
<p>Il libro così si chiude: “Dove vivrò/morirò? In Inghilterra o in Sicilia?</p>
<p>Su questo non ho ancora una risposta</p>
<p>Ma verrà”</p>
<p>Simonetta Agnello, con le dovute distinzioni, mi riporta a “Il cavaliere e la morte” di Leonardo Sciascia, che, quando vide la luce, provocò un grande sconforto in tutti gli amici dello scrittore racalmutese che capimmo subito il suo terribile dramma. Sciascia non voleva morire.</p>
<p>Tutto questo che significa. Forse Simonetta ha capito che questo è il ultimo libro e ci ha voluto lasciare il suo testamento spirituale partendo dal concetto di cosa è giusto e di quello che , nella vita, è ingiusto? Probabilmente si.</p>
<p>Ha voluto trovare conforto nella scrittura? Certamente: “Nelle narrazioni (le classiche e quelle contemporanee) troviamo tanti, tantissimi tentativi di vivere&#8230;.”</p>
<p>Simonetta continua a vivere riandando al suo passato, che la malattia non concella, per darci forse  un monito  morale sul senso della vita e sulla giustizia.</p>
<p>E nel libro, dentro il concetto di giusto e ingiusto, si affastellano tutta una serie di problematiche che hanno reso ingiusto il mondo. Le gurre e soprattutte le guerre di religione, il razzismo, lo schiavismo, il colonialismo, il classismo, l&#8217;inquinamento del mondo, l&#8217;inosservanza delle leggi e quindi dei dieci comandamenti.</p>
<p>Ma non si dimentica di Antigone che viola le leggi ingiuste per ubbidire ad una morale universale ed eterna.</p>
<p>Anche i diritti civili e le diversità sono oggetto della trattazione di Simonetta Agnello che, con capitoli brevi e accattivanti, conduce il suo lettore verso un mondo che potrebbe essere più giusto.</p>
<p>Non dimentica Simonetta i suoi grandi amici come Andrea Camilleri, il giudice Rino Messina e i grandi personaggi della storia come Mandela, Gandhi, la stessa Greta Thumberg che si batte per la salvaguardia dell&#8217;ambiente e tantissimi altri.</p>
<p>A questo punto dobbiamo dire che il libro di Simonetta Agnello, letto alla luce dalla sua iniziale malattia, assume un grande valore testamentario e un invito all&#8217;umanità di vivere secondo quello che si ritiene giusto, per creare un mondo migliore.</p>
<p>“Da giovane, scrive Simonetta, speravo che in Italia prendesse forma una società civile fondata su uguaglianza, rispetto e pace tra uomini e donne”. Noi diciamo che questo vale per tutto il mondo.</p>
<p>Noi ci auguriamo toto corde che Simonetta torni a scrivere ma in ogni caso accettiamo l&#8217;ammonimento di una non credente, ad osservare i dieci comandamenti per avere un mondo in pace e più giusto.</p>
<p>Grazie Simonetta per tutto quello che hai dato ai tuoi affezionati lettori che ti amano e ti aspettano.</p>
<p>Agrigento, lì 22.8.2025</p>
<p>Gaspare Agnello</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2025/08/con-la-giustizia-in-testa/">Recensione di &#8220;Con la giustizia in Testa&#8221; di Simonetta Agnello Hornby</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6441</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Silvana La Spina – Un rebus per Leonardo Sciascia</title>
		<link>https://www.gaspareagnello.it/2025/08/rebus-per-leonardo-sciascia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaspare Agnello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2025 05:44:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Silvana La Spina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gaspareagnello.it/?p=6443</guid>

					<description><![CDATA[<p>Silvana La Spina ha pubblicato con Mondadori tre romanzi dedicati alle indagini del commissario  Maria...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2025/08/rebus-per-leonardo-sciascia/">Silvana La Spina – Un rebus per Leonardo Sciascia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="6445" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2025/08/rebus-per-leonardo-sciascia/silvana-la-spina-1024x614/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Silvana-La-Spina-1024x614-1.jpeg?fit=1024%2C614&amp;ssl=1" data-orig-size="1024,614" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Silvana-La-Spina-1024&#215;614" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Silvana-La-Spina-1024x614-1.jpeg?fit=300%2C180&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Silvana-La-Spina-1024x614-1.jpeg?fit=600%2C360&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-large wp-image-6445" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Silvana-La-Spina-1024x614-1.jpeg?resize=600%2C360&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="360" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Silvana-La-Spina-1024x614-1.jpeg?resize=600%2C360&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Silvana-La-Spina-1024x614-1.jpeg?resize=300%2C180&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Silvana-La-Spina-1024x614-1.jpeg?resize=150%2C90&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Silvana-La-Spina-1024x614-1.jpeg?resize=768%2C461&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Silvana-La-Spina-1024x614-1.jpeg?w=1024&amp;ssl=1 1024w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Silvana La Spina ha pubblicato con Mondadori tre romanzi dedicati alle indagini del commissario  Maria Laura Cangemi: Uno sbirro femmina 2007, La bambina pericolosa 2008, Un cadavere eccellente 2011.</p>
<p>Ora, a distanza di 14 anni pubblica, per i tipi di Marsilio, il giallo &#8216;Un rebus per Leonardo Sciascia&#8217; dove il vero detective non è il Procuratore della Repubblica, né il capitano dei carabinieri ma Leonardo Sciascia, scrittore che cercò, con i suoi libri, la verità.</p>
<p>Però noi non sappiamo se la Scrittrice La Spina ha voluto scrivere un giallo o un saggio della letteratura Siciliana di fine novecento. E diciamo di letteratura siciliana perchè Silvana La Spina è nata a Padova ma è una donna siciliana che ha assorbito tutto l&#8217;humus di una grande cultura frutto di stratificazione di tante dominazioni</p>
<p>Ritornando al libro dobbiamo dire che il giallo e assolutamente intrigante e riesce a prendere il lettore che vuole, come in tutti i gialli, arrivare alla verità che in questo libro, come nei gialli sciasciani, non viene trovata dagli investigatori  ma intuita da Sciascia, col suo fiuto di uomo che conosce il mondo siciliano, i sentimenti, le abitudini ancestrali di una Sicilia antica che è, come dice La Spina, un paradosso.</p>
<p>Quello che colpisce del libro è il contesto della storia che ci riporta ai circoli dei paesi siciliani che erano il cuore pulsante e sparlante delle comunità.</p>
<p>Tutto questo ci fa pensare alle parrocchie di Regalpetra di Sciascia e alla letteratura di Antonio Castelli, scrittore amato da Sciascia.</p>
<p>La vicenda è molto complessa perchè ci sono, come detto, sentimenti ancestrali, ci sono, come sempre, mafia, affari.</p>
<p>Viene trovato sparato l&#8217;alto magistrato Aurelio Arriva e non si riesce a capire se si sia suicidato o sia stato ucciso. Indagano il P.M. Villari e il capitano dei carabinieri che si muovono anche tra le dicerie del circolo  dove vivono il notaio, il farmacista, il Sindaco, l&#8217;equivoco Don Cesare, che, a sua volta, viene ucciso, il prete.</p>
<p>Compare anche il deputato La Matina legato al malaffare della zona e lo scrittore Sciascia che era stato amico d&#8217;infanzia del giudice Arriva, con il quale aveva rotto ogni rapporto d&#8217;amicizia. Storia simile al rapporto tra Sciascia e Guttuso.</p>
<p>La figlia di Arriva, la cui bambina era morta annegata nella gebbia della casa paterna, si rivolge a Sciascia per potere capire che cosa potesse essere capitato al padre.</p>
<p>E qui ci fermiamo perché, come per tutti i gialli, dobbiamo lasciare che il lettore assapori il piacere della scoperta della verità.</p>
<p>Abbiamo detto che il libro di Silvana La Spina, oltre a essere un giallo, è anche un saggio letterario dove il sottofondo è la malattia e l&#8217;agonia di Italo Calvino che Sciascia amava e apprezzava profondamente e tutto il mondo letterario sciasciano.</p>
<p>Silvana indaga la grande letteratura siciliana da Sciascia a Consolo, Bufalino. Bonaviri e cerca di scavare nei loro rapporti, nelle loro abitudini, nei loro stili letterari e lo fa con grande competenza perchè anche lei è attrice principale di questo meraviglioso mondo che ha fatto grande la letteratura italiana di fine novecento.</p>
<p>Noi, che abbiamo frequentato attivamente questi scrittori anche sul piano familiare, abbiamo provato profonda commozione a leggere le pagine di Silvana. Abbiamo rivisto Sciascia a tavola ordinare i cavatelli, abbiamo visto la signora Maria Andronico grande donna a sostegno di Leonardo, e Bufalino sobrio nel mangiare e loquace nel parlare e Consolo, il siciliano emigrato un poco irascibile e il medico  Bonaviri.</p>
<p>Un libro intrigante per i giallisti un libro interessante per gli amanti della storia della letteratura, con una prosa elegante che arriva subito al lettore. Una prosa  che esce da mani aduse a usare le parole. Ogni tanto la scrittrice interrompe un periodo lasciando il discorso. Lo riprende con un altro periodo senza soggetto che bisogna trovare nel periodo precedente. Giochi di grandi scrittori come usava Antonio Russello.</p>
<p>Un libro che, ove ce ne fosse bisogno, ci fa conoscere una scrittrice che ha scritto libri di grande valore come &#8216; L&#8217;uomo che veniva da Messina&#8217;. Un libro tra storia e fantasia che è la cosa più bella scritta su Antonello da Messina. Meritava e merita maggiore attenzione da parte della critica militante.</p>
<p>E poi c&#8217;è &#8216;La creata antonia&#8217; dove una serva del secolo dei lumi si avvicina ai libri e diventa giacobina anticipando la battaglia per la emancipazione delle donne. Siamo in pieana rivoluzione francese dove Olympe De Gouges fece approvare la carta dei diritti delle donne.</p>
<p>Possiamo citare altre opere di grande spessore come &#8216;Penelope&#8217;, &#8216;La continentale, &#8216;Uno sbirro femmina&#8217; e tante altre per dire che il nome di Silvana La Spina deve essere accostato ai nomi dei grandi scrittori siciliani che, come detto, hanno fatto grande la storia della letteratura italiana di fine novecento. Senza dire che Silvana La Spina entra nel terzo millennio regalandoci libri di grande spessore come “Un rebus per Leonardo Sciascia” che sicuramente sarà apprezzato dalla critica e dai lettori.</p>
<p>Agrigento, lì 20.5. 2025</p>
<p>Gaspare Agnello</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="6444" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2025/08/rebus-per-leonardo-sciascia/un-rebus-per-leonardo-sciascia/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Un-rebus-per-Leonardo-Sciascia.jpg?fit=527%2C800&amp;ssl=1" data-orig-size="527,800" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Un rebus per Leonardo Sciascia" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Un-rebus-per-Leonardo-Sciascia.jpg?fit=198%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Un-rebus-per-Leonardo-Sciascia.jpg?fit=527%2C800&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-full wp-image-6444" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Un-rebus-per-Leonardo-Sciascia.jpg?resize=527%2C800&#038;ssl=1" alt="" width="527" height="800" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Un-rebus-per-Leonardo-Sciascia.jpg?w=527&amp;ssl=1 527w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Un-rebus-per-Leonardo-Sciascia.jpg?resize=198%2C300&amp;ssl=1 198w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Un-rebus-per-Leonardo-Sciascia.jpg?resize=99%2C150&amp;ssl=1 99w" sizes="auto, (max-width: 527px) 100vw, 527px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2025/08/rebus-per-leonardo-sciascia/">Silvana La Spina – Un rebus per Leonardo Sciascia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6443</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Premio speciale a Gaspare Agnello al Premio Racalmare Leonardo Sciascia 2022</title>
		<link>https://www.gaspareagnello.it/2024/09/premio-speciale-a-gaspare-agnello-al-premio-racalmare-leonardo-sciascia-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaspare Agnello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Sep 2024 10:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gaspareagnello.it/?p=6397</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2024/09/premio-speciale-a-gaspare-agnello-al-premio-racalmare-leonardo-sciascia-2022/">Premio speciale a Gaspare Agnello al Premio Racalmare Leonardo Sciascia 2022</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="Premio speciale a Gaspare Agnello al Premio Racalmare Leonardo Sciascia 2022" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/Gf7cwYHYSGo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2024/09/premio-speciale-a-gaspare-agnello-al-premio-racalmare-leonardo-sciascia-2022/">Premio speciale a Gaspare Agnello al Premio Racalmare Leonardo Sciascia 2022</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6397</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Rosolio al mandarino di Pietro Carmina &#8211; Studio Byblos</title>
		<link>https://www.gaspareagnello.it/2024/04/rosolio-al-mandarino-di-pietro-carmina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaspare Agnello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2024 10:29:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gaspareagnello.it/?p=6389</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qualche mese addietro abbiamo recensito il libro di Pietro Carmina “I TOTOME&#8217; DEL BARONE”, che...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2024/04/rosolio-al-mandarino-di-pietro-carmina/">Rosolio al mandarino di Pietro Carmina &#8211; Studio Byblos</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6390" aria-describedby="caption-attachment-6390" style="width: 526px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="6390" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2024/04/rosolio-al-mandarino-di-pietro-carmina/pietro-carmina/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/pietro-carmina.jpg?fit=526%2C413&amp;ssl=1" data-orig-size="526,413" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="pietro-carmina" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;Il prof. Pietro Carmina durante la premiazione al Premio Internazionale Navarro.&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/pietro-carmina.jpg?fit=300%2C236&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/pietro-carmina.jpg?fit=526%2C413&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="size-full wp-image-6390" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/pietro-carmina.jpg?resize=526%2C413&#038;ssl=1" alt="" width="526" height="413" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/pietro-carmina.jpg?w=526&amp;ssl=1 526w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/pietro-carmina.jpg?resize=300%2C236&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/pietro-carmina.jpg?resize=150%2C118&amp;ssl=1 150w" sizes="auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px" /><figcaption id="caption-attachment-6390" class="wp-caption-text">Il prof. Pietro Carmina durante la premiazione al Premio Internazionale Navarro.</figcaption></figure>
<p>Qualche mese addietro abbiamo recensito il libro di Pietro Carmina “<a href="https://www.gaspareagnello.it/2024/02/i-totome-del-barone-di-pietro-carmina-editore-studio-byblos/">I TOTOME&#8217; DEL BARONE</a>”, che è il suo secondo libro.</p>
<p>Ora abbiamo avuto dal figlio la prima pubblicazione “Rosolio al mandarino”.</p>
<p>Eravamo rimasti favorevolmente impressionati dalla lettura della sua seconda fatica ed ora la lettura della prima ci conferma nel giudizio assolutamente positivo delle opere letterarie del professore Pietro Carmina.</p>
<p>Per i nostri lettori dobbiamo dire chi è Pietro Carmina, ripetendo quello che abbiamo detto nella nostra precedente recensione.</p>
<p>Carmina era un professore di filosofia che insegnava presso il Liceo Classico di Canicattì ed è morto, dopo il suo pensionamento, in una esplosione di gas che ha distrutto un quartiere di Ravanusa.</p>
<p>Carmina è morto assieme alla moglie e con lui è stata distrutta la sua casa, i suoi libri, il suo computer su cui si trovava il suo terzo libro che sicuramente sarà stato scritto a conclusione di una trilogia appartenente alla micro storia di un paese che è metafora della storia del mondo.</p>
<p>Il professore Carmina, andando in pensione, ha lanciato ai giovani un messaggio  così pregnante di grandi valori che il Presidente della Repubblica Mattarella lo ha fatto suo nel messaggio di fine anno 2021, scuotendo le coscienze di tutti gli italiani che quel discorso hanno ascoltato.</p>
<p>Abbiamo pensato che un uomo che aveva ideato quel messaggio non poteva non avere scritto qualche libro.</p>
<p>E i libri di Carmina sono due:”Rosolio al mandarino” , di cui stiamo scrivendo,e “<a href="https://www.gaspareagnello.it/2024/02/i-totome-del-barone-di-pietro-carmina-editore-studio-byblos/">I totomè del Barone” che, come detto, abbiamo già recensito</a>.</p>
<p>“I totomè del Barone” parla di vicende avvenute o immaginate nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, mentre “Rosolio al mandarino” è ambientato sempre a Ravanusa nel 1920 e cioè nel periodo in cui il fascismo incominciava a prendere piede con le squadracce che imperversavano in tutta Italia incendiando le sedi dei socialisti, le sedi del sindacato e sparando contro quelli che si opponevano alle loro scorrerie.</p>
<p>La storia è molto semplice.</p>
<figure id="attachment_6391" aria-describedby="caption-attachment-6391" style="width: 424px" class="wp-caption alignnone"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="6391" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2024/04/rosolio-al-mandarino-di-pietro-carmina/rosolio-al-mandarino-pietro-carmina/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Rosolio-al-mandarino-pietro-carmina.jpg?fit=424%2C590&amp;ssl=1" data-orig-size="424,590" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Rosolio al mandarino pietro carmina" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;Rosolio al mandarino&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Rosolio-al-mandarino-pietro-carmina.jpg?fit=216%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Rosolio-al-mandarino-pietro-carmina.jpg?fit=424%2C590&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="size-full wp-image-6391" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Rosolio-al-mandarino-pietro-carmina.jpg?resize=424%2C590&#038;ssl=1" alt="" width="424" height="590" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Rosolio-al-mandarino-pietro-carmina.jpg?w=424&amp;ssl=1 424w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Rosolio-al-mandarino-pietro-carmina.jpg?resize=216%2C300&amp;ssl=1 216w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/Rosolio-al-mandarino-pietro-carmina.jpg?resize=108%2C150&amp;ssl=1 108w" sizes="auto, (max-width: 424px) 100vw, 424px" /><figcaption id="caption-attachment-6391" class="wp-caption-text">Rosolio al mandarino</figcaption></figure>
<p>Nel centro agricolo di Ravanusa infuriava la battaglia politica. Si contrapponevano, in maniera molto animata, socialisti e popolari mentre incominciavano a sorgere gruppi di squadristi.</p>
<p>I socialisti erano al comune con il Sindaco avvocato Giuseppe Lauricella che aveva condotto grosse battaglie a favore dei contadini creando cooperative, sostenendo i diritti dei braccianti e la divisione dei feudi: la terra a chi la lavora.</p>
<p>Contro il Sindaco si schiera la chiesa, il barone Don Ignazio Bonanno con i suoi campieri e la famiglia del notaio Luigi Gallo che aderiva al nascente fascismo.</p>
<p>La tensione sale di giorno in giorno e il 5 ottobre 1920, mentre il Sindaco tiene un comizio pubblico, inizia una sparatoria e viene ucciso il contadino Mariano La Rocca che si trova vicino al Sindaco che, certamente, era l&#8217;obiettivo della sparatoria.</p>
<p>Attorno a questo evento si dipana tutto il romanzo che si sviluppa tra storia e fantasia ma che descrive una realtà sociale e politica drammatica sotto ogni aspetto.</p>
<p>Innanzi tutto dobbiamo dire che Carmina usa la penna come il pennello di un pittore e descrive i luoghi e i personaggi con meticolosità assoluta, facendoli sentire vivi e vicini. In questo assomiglia molto al Navarro della Miraglia de “La Nana” di cui troviamo tante somiglianze nell&#8217;altro romanzo.</p>
<p>In poche parole, come in un dipinto, descrive la scena in cui si svolge tutta la vicenda: “ ecco,-considerava il maresciallo-un quadrato di poche centinaia di metri, abbraccia tutta la vita di questo paese: la Chiesa, i nobili, i borghesi, il partito popolare ed il partito socialista”.</p>
<p>La descrizione dei “contadini con viso scavato dal tempo e dalla fatica, il tasco stretto tra nodosi pugni”.</p>
<p>E ancora: &#8216;E i paesani ci tenevano a quella doppia festa perché era l&#8217;occasione di una scampagnata fuori stagione, di una saga costellata di balli, frutta secca, preghiere per una stagione fruttuosa e, perché no, anche di sguardi furtivi di strusci apparentemente involontari, di gote arrossate, sguardi saettanti, ammiccamenti malandrini&#8217;.</p>
<p>Quindi dobbiamo dire che il libro è un giallo a sfondo politico e che certamente il nostro autore avrà letto i gialli di Manuel Vazquez Montalban che sono a sfondo politico con importanti risvolti culinari.</p>
<p>Montalban nel 1989 è stato a Grotte (/Agrigento) per ritirare il premio &#8216;Racalmare&#8217;, presieduto da Sciascia, per il libro &#8216;Assassinio al comitato centrale&#8217;,</p>
<p>Tutto il libro di Carmina è un giallo con una tecnica da grande manuale.</p>
<p>Carmina ci tiene legati suscitando nel lettore la curiosità e la voglia di vedere come la matassa si dipana. E&#8217; chiaro che la vicenda ravanusana è la vicenda italiana dei primi anni 20 del novecento e quindi non è solo la vicenda paesana che nasce e muore nel piccolo centro.</p>
<p>I risvolti culinari non sono tantissimi ma significativi tant&#8217;è che i titoli dei due romanzi si riferiscono a prelibatezze della Sicilia.</p>
<p>La descrizione  del rosolio al mandarino e il rituale della mescita e della consumazione, che il notaio Luigi Gallo offre al maresciallo Valvo, sono veramente un capolavoro della narrativa.</p>
<p>Lo stesso si può dire per la pagina dedicata al vino che, il barone Giuseppe Bonanno, offre al maresciallo Valvo: “Ecco qua il mio vinello&#8230;le farò gustare un vinello che se lo ricorderà per sempre.</p>
<p>Con perizia ed attenzione don Ignazio Bonanno iniziò il cerimoniale, lenta e solenne mescita in quantità tale però da consentire un sufficiente arieggiamento e un ampio sviluppo dei profumi , silenziosa e RELIGIOSA esplorazione della limpidezza e del colore, delicata inspirazione olfattiva, ed infine, devoto sorseggiamento, trattenendo in bocca una piccola quantità per coglierne le sensazioni gustative ed il retrogusto, operazione che il barone accompagnava con evidenti e soddisfatti schiocchi di labbra e di lingua&#8230;”</p>
<p>Come si potrà notare c&#8217;è in questo atto di amore verso il vino, una ritualità religiosa che ci riporta all&#8217;atto della transustanzazione quando, sull&#8217;altare, il pane diventa corpo e il vino sangue di Cristo.</p>
<p>In queste descrizioni meticolose viene fuori il grande scrittore che Carmina certamente è, senza però avere, in vita, un giusto riconoscimento, come è avvenuto e avviene ancora oggi  al grande narratore di Favara Antonio Russello.  per le terribili leggi dell&#8217;editoria che hanno condannato e continuano a condannarlo all&#8217;anonimato.</p>
<p>Per quanto attiene il giallo e la concezione della giustizia certamente vi troviamo Sciascia e Pirandello.</p>
<p>Come nel giallo di Sciascia noi conosciamo di sicuro la mano assassina, poi il processo, la magistratura al servizio dei potenti, offuscano la verità che sta in fondo a un pozzo. Anche il giudizio negativo sulla gerarchia ecclesiastica ci riporta a Sciascia.</p>
<p>Il professore di filosofia, nelle sue opere, non poteva non riferirsi a Pirandello che è il padre di tutta la cultura siciliana degli ultimi decenni.</p>
<p>“Il giuoco delle parti”, dice il giudice Toscano al maresciallo Valvo.  E&#8217; un&#8217;opera teatrale che è stata rappresentata due anni fa a Roma.</p>
<p>E&#8217; interessante e bella?</p>
<p>Bella&#8230;Bella. Le opere di Pirandello non sono belle sono for-mi.da-bi-li e piene di significato..Lo sa, per esempio, in una parte, cosa fa dire Pirandello ad un suo personaggio?&#8230;.che per difendersi dal male che la vita fa inevitabilmente a tutti, è meglio non vivere più, svuotarsi della vita&#8230;per guardare di fuori e goderne lo spettacolo&#8230;Non è meraviglioso, marescià&#8230;guardare la vita da fuori&#8230; a quest&#8217;ora avremmo scoperto, nel gioco delle parti di questo paese, chi ha sparato a La Rocca”.</p>
<p>Come si vede le citazioni e i richiami letterari sono assolutamente pertinenti e non sono sfoggio di erudizione.</p>
<p>A questo punto dovremmo parlare degli influssi che il nostro autore ha subito dal successo della letteratura e dei gialli di Camilleri.</p>
<p>Che Carmina abbia frequentato i libri di Camilleri è assolutamente certo.</p>
<p>Adopera la parola “cabasisi” che è usata abbondantemente dallo scrittore empedoclino, usa la tecnica della suspense perché il libro è principalmente un giallo, di natura diversa di quelli camilleriani, avvicinandosi maggiormente, come detto, a quelli di Montalban.</p>
<p>La prosa è diversa perché Carmina usa un italiano perfetto anche se semplice e incisivo, con l&#8217;uso di lemmi siciliani che ci riportano alla scrittura di Simonetta Agnello Hornby: se ne dovette tornare muru  muru, l&#8217;arciprete Sorrento &#8216;mpassulì, sti scecchi, nuddu, lu cuonzu, cabbasisi, nuttata e figlia fimmina.</p>
<p>Allora. come definiamo il romanzo di Pietro Carmina “Rosolio al mandarino”? Sicuramente un giallo socio-politico, un saggio di antropologia umana che ci fa conoscere la società rurale tipica dei primi decenni del &#8216;900, una società che viveva i fermenti politici di quegli anni con grande passione perché in quegli ideali vedeva la possibilità di riscatto di un popolo che era stato oppresso da secoli.</p>
<p>Evidentemente Carmina avrà condiviso gli ideali socialisti che in quella contrada erano tanto sentiti e che avevano infiammato braccianti, contadini, zolfatari.</p>
<p>Infine ci viene di pensare al professore Carmina che scrive due grandi libri di assoluto valore letterario e, a nostro avviso, certamente appetibili per il grande pubblico perché contengono tutti gli ingredienti del successo editoriale, e che non ha trovato una casa editrice capace di pubblicizzare le opere a livello nazionale.</p>
<p>Non sono libri confezionati ma frutto di una grande formazione letteraria ed umana.</p>
<p>Carmina si sarà mosso per pubblicare i suoi lavori ma ha avuto lo stesso dramma di Antonio Russello che scrive: “Vicenda di un autore pervicacemente appartato, in urto con leggi e riti del mercato editoriale, e nondimeno ostinato nel continuare a trasferire il suo mondo in pagine scritte solo per la costituzione di un privato archivio memoriale&#8230;Ben gli si attaglierebbe  perciò la definizione di scrittore postumo in vita”</p>
<p>Tocca al mondo culturale italiano scoprire le opere letterarie di Pietro Carmina per rendergli giustizia e per fare un grande dono ai lettori di narrativa.</p>
<p>Agrigento, lì 15.4.2024</p>
<p>Gaspare Agnello</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2024/04/rosolio-al-mandarino-di-pietro-carmina/">Rosolio al mandarino di Pietro Carmina &#8211; Studio Byblos</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6389</post-id>	</item>
		<item>
		<title>I Totomè del Barone di Pietro Carmina</title>
		<link>https://www.gaspareagnello.it/2024/02/i-totome-del-barone-di-pietro-carmina-editore-studio-byblos/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaspare Agnello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2024 10:34:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.gaspareagnello.it/?p=6382</guid>

					<description><![CDATA[<p>Pietro Carmina è il docente di filosofia scomparso nella tragedia di Ravanusa del 2021. E&#8217;...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2024/02/i-totome-del-barone-di-pietro-carmina-editore-studio-byblos/">I Totomè del Barone di Pietro Carmina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pietro Carmina è il docente di filosofia scomparso nella tragedia di Ravanusa del 2021.</p>
<p>E&#8217; diventato famoso, più che per la sua tragica e terribile morte, per il messaggio inviato ai giovani in occasione del suo pensionamento.</p>
<p><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="6385" data-permalink="https://www.gaspareagnello.it/2024/02/i-totome-del-barone-di-pietro-carmina-editore-studio-byblos/totome-del-barone-di-pietro-carmina/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/totome-del-barone-di-pietro-carmina.jpg?fit=1000%2C1457&amp;ssl=1" data-orig-size="1000,1457" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="totome-del-barone-di-pietro-carmina" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/totome-del-barone-di-pietro-carmina.jpg?fit=206%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/totome-del-barone-di-pietro-carmina.jpg?fit=600%2C874&amp;ssl=1" tabindex="0" role="button" class="alignnone size-large wp-image-6385" src="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/totome-del-barone-di-pietro-carmina.jpg?resize=600%2C874&#038;ssl=1" alt="" width="600" height="874" srcset="https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/totome-del-barone-di-pietro-carmina.jpg?resize=600%2C874&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/totome-del-barone-di-pietro-carmina.jpg?resize=206%2C300&amp;ssl=1 206w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/totome-del-barone-di-pietro-carmina.jpg?resize=103%2C150&amp;ssl=1 103w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/totome-del-barone-di-pietro-carmina.jpg?resize=768%2C1119&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.gaspareagnello.it/wp-content/uploads/totome-del-barone-di-pietro-carmina.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Un messaggio di grandissimo valore morale che il Presidente della Repubblica ha fatto proprio durante il messaggio di fine anno del 2021.</p>
<p>Un uomo che aveva scritto un messaggio così pregnante, così significativo da scuotere le coscienze di tutti gli italiani, non  poteva non avere scritto qualche cosa.</p>
<p>Il caso Carmina ci ricorda il caso Bufalino: quando Sciascia e Elvira Sellerio lessero le didascalie alle foto di Comiso, ebbero la certezza che Bufalino doveva avere qualche cosa di scritto nei suoi cassetti. Ed ecco la “Diceria dell&#8217;untore” e quindi l&#8217;esplosione del grande scrittore che tutti noi conosciamo.</p>
<p>Carmina, prima di morire, aveva pubblicato, con una piccola casa editrice di Palerm, il libro “I totome&#8217; del Barone” che pochi amici avevano notato e che era stato presentato in un paese del Piemonte.</p>
<p>Oggi, a distanza di qualche anno dal tragico evento di Ravanusa, alcuni intellettuali, amici di Carmina, hanno pensato di presentare il libro a Ravanusa il 12 febbraio e mi hanno invitato a illustrarlo assieme al Preside Vito Coniglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non volevo accettare per via dei miei novant&#8217;anni che mi limitano nella vista, nell&#8217;udito e in tutto il corpo.</p>
<p>Ma avendo letto il messaggio ai giovani del Professore, ho sforzato i miei occhi e faticosamente mi sono dato alla lettura.</p>
<p>Miracolosamente i miei occhi si sono riempiti di luce e mi hanno portato a scoprire il libro eccezionale che mi aspettavo.</p>
<p>Il letterato Carmina non poteva tradirmi.</p>
<p>A primo acchitto si prova qualche perplessità per la storia che è molto simile a quella raccontata da Navarro della Miraglia nel suo libro “La Nana”, ma proseguendo ci si rende conto che la qualità della narrazione è assolutamente diversa e nuova perché la grande fantasia di Carmina crea situazioni impensabili e avvincenti: accoppia fatti reali quali l&#8217;incendio della matrice a situazioni da lui inventate.” Un mondo fantastico, scrive , che talvolta è più reale del reale”.</p>
<p>Per capire il libro bisogna sapere che il feudalesimo in Sicilia non è morto con la rivoluzione francese ma è sopravvissuto fino agli anni cinquanta del &#8216;900.</p>
<p>I baroni amministrarono i loro feudi fino all&#8217;attuazione della riforma agraria allorché i nobilotti si sono inurbati abbandonando i palazzi aviti e le loro terre di cui si sono liberati.</p>
<p>Lo certifica lo scrittore di Favara Antonio Russello con il suo libro “La scure ai piedi dell&#8217;albero” pubblicato da Santi Quaranta col titolo “Storia di Matteo”.</p>
<p>La prima cosa che fa Carmina è quella di descrivere l&#8217;ambiente e la società in cui sopravvivevano ancora i baroni prossimi alla loro fine e questo lo fa con grande maestria anche perché è l&#8217;ambiente in cui l&#8217;autore ha vissuto la sua infanzia.</p>
<p>C&#8217;è la masseria di campagna dove la famiglia del barone vive gran parte dell&#8217;anno con la servitù e i contadini che curano i campi, c&#8217;è la casa del paese dove la famiglia del barone Bonanno si reca per le feste comandate, ci sono le abitudini secolari dei nostri centri agricoli, le feste paganeggianti che ricordano le divinità greche alle quali si sono sostituite quelle cristiane.</p>
<p>C&#8217;è la vampa della Madonna, l&#8217;antinna, la corsa coi sacchi, lu castieddu di fuocu e tutte le tradizioni tra le quali quelle culinarie.</p>
<p>Il Totomè è un dolce squisito che si fa in Sicilia e che, nel libro, è stato galeotto dall&#8217;inizio alla fine.</p>
<p>Il baronetto Vincenzino si avvicina a Cuncittina, la bella cameriera che sta friggendo i totomé, ne prende qualcuno per assaggiarlo, lo immerge nel miele per dolcificarlo, uno lo mette in bocca a Concettina che lo afferra e morde le dita del giovane.</p>
<p>Avviene l&#8217;amplesso e in un  atto d&#8217;amore improvvisato, fortuito, conturbante Cuncittina resta incinta.</p>
<p>E da qui tutta la storia e le complicazioni, tra cui l&#8217;incendio della Matrice, che affidiamo alla lettura di quanti vorranno avvicinarsi alla bellissima prosa del professore Carmina che è piena di modi di dire e di proverbi siciliani, una prosa  simile a quella della baronessa Simonetta Agnello.</p>
<p>Diciamo subito che la prosa di Carmina non è arcaica anzi molto moderna con qualche inglesismo, con frasi latine, insomma una prosa frizzante che prende il lettore e lo avvinghia al libro.</p>
<p>Non si è presi solo dalla scrittura ma Carmina usa con perizia la tecnica del giallo e quindi della suspense.</p>
<p>Non vuoi smettere di leggere perché ti viene la curiosità di sapere come va a finire la storia.</p>
<p>Carmina era uomo del sud cresciuto in un paese rurale ma era imbevuto di studi classici per cui sapientemente nel libro c&#8217; è la mitologia, la filosofia greca: l&#8217;origine e la storia del fuoco con Prometeo ed Empedocle, il mito della fioritura del mandorlo, senza che queste interpolazioni disturbino il nesso logico della narrazione che, appunto, si colloca nella terra del mito.</p>
<p>E&#8217; da dire anche che nella Sicilia, che ha avuto la inquisizione spagnola e quella della Chiesa la grande letteratura è asessuata, vedi Pirandello, Verga, Sciasca, Consolo, Bufalino, mentre il professore Carmina si attarda con delicatezza e maestria a descrivere alcuni momenti di erotismo e questo, a  mio avviso,è un merito.</p>
<p>Il romanzo si ambientato nel periodo che va del 1035 al 1955 per cui non possono mancare i riferimenti al fascismo, alla guerra e a tutti i mali che il fascismo ha causato al nostro paese.</p>
<p>C&#8217;è la terribile avventura in Russia del nostro esercito e il dramma dei nostri soldati rimasti morti anonimi nella steppa.</p>
<p>Il libro di Carmina deve essere letto dai giovani perchè capiranno da dove veniamo, capiranno chi erano i nostri avi, quali erano le loro condizioni di vita, il loro linguaggio, il peso del lavoro dei campi quali la mietitura e la trebbiatura nell&#8217;aia.</p>
<p>Un libro quello di pietro Carmina che ci ha commosso fino alle lacrime, un libro che deve trovare un grande editore per potere arrivare a tutti i lettori italiani e alla critica militante.</p>
<p>POTREBBE DIVENTARE IL CASO EDITORIALE DELL&#8217;ANNO.</p>
<p>Agrigento, li 4.2.2024</p>
<p>Gaspare Agnello</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gaspareagnello.it/2024/02/i-totome-del-barone-di-pietro-carmina-editore-studio-byblos/">I Totomè del Barone di Pietro Carmina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.gaspareagnello.it">Gaspare Agnello</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6382</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
