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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><title>GIAMPAOLO NOTO BLOG</title><link>http://www.giampaolonoto.it</link><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG" /><description>Un punto di riferimento per tutti gli appassionati di chitarra, di David Gilmour e dei Pink Floyd.</description><language>it-IT</language><lastBuildDate>Thu, 23 May 2013 02:02:43 PDT</lastBuildDate><generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator><sy:updatePeriod xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/">hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/">1</sy:updateFrequency><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG" /><feedburner:info uri="giampaolo_noto_blog" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><media:category scheme="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd">Music</media:category><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Un punto di riferimento per tutti gli appassionati di chitarra, di David Gilmour e dei Pink Floyd.</itunes:subtitle><itunes:category text="Music" /><item><title>Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~3/wGeIRHoPehg/</link><category>SYNTH E KEYBOARDS</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">Giampaolo</dc:creator><pubDate>Tue, 21 May 2013 06:09:31 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.giampaolonoto.it/?p=6099</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><em>di Attilio De Simone</em></p>
<p>Prima di iniziare a lavorare sul suono dei Pink Floyd vorrei invitare i lettori a riflettere su una cosa: è praticamente impossibile ricreare un suono identico a quello che ascoltiamo su un album. Questo perchè sono passati oltre 40 anni dalle registrazioni e sono cambiate le tecnologie.<br />
Le tastiere, gli amplificatori, i microfoni, i mixer, i compressori, gli equalizzatori, i registratori, le tecniche impiegate in quel tempo non esistono più. Oggi siamo abituati ad entrare in diretta con una tastiera in un computer e registrare il suono puro o addirittura ad utilizzare un plugin virtuale all&#8217;interno di un sequencer. Le differenze sono enormi. In passato tra uno strumento e l&#8217;incisione su nastro magnetico bisognava fare un &#8220;percorso&#8221; audio lunghissimo.</p>
<p>Prendiamo l&#8217;esempio di un organo Hammond. L&#8217;organo doveva essere cablato al suo amplificatore  leslie, il leslie doveva essere microfonato (la scelta dei microfoni e del tipo di ripresa già determinava nuove colorazioni al suono dell&#8217;organo), la ripresa microfonica passava attraverso il mixer che aveva i suoi equalizzatori ed effetti interni (nuovo intervento sul suono), inoltre a questi passaggi potevano essere inseriti ulteriori effetti come compressori, equalizzator, riverberi, ecc.. Tra il suono originario e la registrazione su disco non sapremo mai di preciso cosa sia accaduto. Possiamo presumerlo sulla base dell&#8217;esperienza accumulata negli anni, ma la stessa esperienza accumulata ci porta anche a dire che possiamo solo provare a ricreare l&#8217;approccio sonoro di un brano, l&#8217;intenzione dei musicisti, ma non possiamo copiare in maniera fedele quel suono, perchè si tratta di una registrazione su un disco e non di un suono puro, a meno che non utilizziamo gli stessi strumenti, gli stessi amplificatori e le stesse tecnologie di ripresa e registrazione del suono.</p>
<p><strong>THE PIPER AT THE GATES OF DAWN</strong></p>
<p>Il primo album dei Pink Floyd è figlio dell’esperienza psichedelica dei primi Floyd, maturata durante le lunghissime performances all’UFO club. La strumentazione accreditata a Wright<br />
nell’album è molto semplice: Farfisa Combo Compact, Organo Hammond, Piano acustico e Celeste.<br />
Per emulare questi strumenti utilizzeremo il ComboF, l’Organized Trio e il CV Piano.</p>
<p><strong><em>Astronomy Domine</em></strong><br />
Il brano parte con il manager dell’epoca dei Floyd, Peter Jenner, che recita i nomi delle stelle protagoniste della canzone tramite un megafono per emulare l’effetto delle comunicazioni degli astronauti, accompagnato dall’organo Farfisa che cerca di rievocare il suono di un messaggio morse tramite una singola nota acuta (Mi) ribattuta più volte.<br />
Durante il cantato, l’organo di Wright si limita a tessere un semplice tappeto rimarcando le armonie con dei Power Chords molto acuti.<br />
Al termine del passaggio cromatico, l’organo fa ripartire il brano con un fade-in di una sola nota: il Sol#.<br />
Durante il solo di chitarra l’organo accompagna Barrett con un assolo modale molto semplice ma comunque accattivante.<br />
Per emulare il suono del brano useremo il ComboF abbinato al riverbero Classic Reverb, configurati come nell’immagine qui sotto<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/astronomy_domine.jpg" rel="lightbox[6099]" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn"><img class="size-medium wp-image-6103 alignnone" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/astronomy_domine-300x182.jpg" width="300" height="182" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn photo" /></a></p>
<p>Qui  potete ascoltare l’intro con l’effetto morse di cui abbiamo parlato sopra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Lucifer Sam</em></strong><br />
Il brano parte con dei fade-in di organo che danno alla parte iniziale della canzone un’atmosfera misteriosa.<br />
Per questo effetto basta collegare un pedale di espressione alla vostra tastiera midi e automaticamente il ComboF associerà la modulazione del volume al pedale.<br />
Il brano si conclude con un assolo di pentatonica minore in Fa#. Anche in questo caso ComboF configurato in questo modo<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/lucifer_sam.jpg" rel="lightbox[6099]" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn"><img class="size-medium wp-image-6109 alignnone" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/lucifer_sam-300x182.jpg" width="300" height="182" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn photo" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Matilda Mother</em></strong><br />
Ritengo che in Matilda Mother venga utilizzato un organo Hammond nel tappeto che accompagna la strofa e il refrain.<br />
L’assolo centrale invece è un Farfisa con il boost attivato per dare un effetto più aggressivo, ComboF, configurato nel seguente modo<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/matilda_mother_farfisa.jpg" rel="lightbox[6099]" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn"><img class="size-medium wp-image-6112 alignnone" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/matilda_mother_farfisa-300x183.jpg" width="300" height="183" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn photo" /></a></p>
<p>Il solo finale (modale in Mi maggiore) è sicuramente un hammond, emulato con un Organized Trio e configurato così<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/matilda_mother_hammond.jpg" rel="lightbox[6099]" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn"><img class="alignnone size-medium wp-image-6113" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/matilda_mother_hammond-300x182.jpg" width="300" height="182" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn photo" /></a></p>
<p>Qui potete ascoltare il solo di organo che chiude la canzone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Flaming</em></strong><br />
Il brano parte con una dissonanza del Farfisa ottenuta sulle note basse.<br />
Si rimane sempre con il Farfisa che realizza un tema che accompagna la voce di Barrett, ComboF<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/flaming_farfisa.jpg" rel="lightbox[6099]" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn"><img class="alignnone size-medium wp-image-6117" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/flaming_farfisa-300x182.jpg" width="300" height="182" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn photo" /></a></p>
<p>Nella parte centrale segue un assolo di organo hammond, simile nella struttura a quello di Matilda Mother (Organized Trio)<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/flaming_hammond.jpg" rel="lightbox[6099]" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn"><img class="alignnone size-medium wp-image-6118" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/flaming_hammond-300x187.jpg" width="300" height="187" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn photo" /></a><br />
e un solo di pianoforte che rievoca le sonorità di un pianoforte verticale da bar, usiamo il CV Piano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Pow R. Toc H.</em></strong><br />
Il brano si apre con un solo di pianoforte, in stile jazzistico un po&#8217; incerto, in Sol minore che sfrutta in parte la scala dorica e in parte la pentatonica.<br />
In questo caso useremo il CV Piano, nella parte centrale e nel finale, quando subentra il Farfisa, il ComboF. Circa il suono del Farfisa useremo la stessa configurazione usata per Flaming lavorando però sulla spazialità del suono, cioè facendo muovere il suono lungo il panorama stereofonico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Take Up Thy Stethoscope and Walk</em></strong><br />
In questo caso Wright usa un Farfisa bello saturo per l’assolo iniziale, noi emuleremo il sound abbinando il ComboF al plugin Effectizer (GSI, lo trovate nella suite di plugins scaricata per accedere al Mrray e all’Organized Trio), in cui avremo attivato l’overdrive valvolare e un goccio di riverbero analogico.<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/take_up.jpg" rel="lightbox[6099]" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn"><img class="alignnone size-medium wp-image-6130" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/take_up-300x164.jpg" width="300" height="164" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn photo" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Interstellar Overdrive</em></strong><br />
In questo brano si alternano varie sovraincisioni di suoni di organo. Molto presente è l’utilizzo dell’eco a bobina. Per emulare questi suoni useremo il ComboF abbinato al WatCat, configurati nel seguente modo<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/interstellar.jpg" rel="lightbox[6099]" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn"><img class="alignnone size-medium wp-image-6119" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/interstellar-300x183.jpg" width="300" height="183" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn photo" /></a></p>
<p>Sicuramente in molti passaggi viene impiegato anche un Hammond.<br />
In molti bootleg precedenti e successivi a The Piper è possibile ascoltare versioni molto più ampie di Interstellar, che meglio danno l’idea della sperimentazione dei Pink Floyd.<br />
La versione in studio è molto più “educata” e più breve rispetto alle lunghe suites basate sull’improvvisazione in cui si cimentavano i Floyd.<br />
Nei bootleg possiamo ascoltare un uso dell’effettistica molto più intenso rispetto al disco.</p>
<p>Questo è un esempio di improvvisazione con l’eco a bobina nel file</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>The Gnome</em></strong><br />
In questo brano, una sorta di fiaba psichedelica caratterizzata dalle sonorità della chitarra acustica e di percussioni curiose, l’intervento delle tastiere è pressoché assente, se si esclude una celeste che accompagna con qualche accordo arpeggiato la linea melodica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Chapter 24</strong></em><br />
L’organo Farfisa nell’introduzione realizza una tessitura arabeggiante.<br />
Dopo il ritornello, un pianoforte sottomesso sottolinea i passaggi dell’organo.<br />
Due assoli, uno nella parte centrale del brano e uno nel finale, rendono questa canzone molto particolare e ricca di atmosfere speciali.<br />
Qui potete vedere la configurazione dell’organo<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/chapter_24.jpg" rel="lightbox[6099]" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn"><img class="alignnone size-medium wp-image-6123" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/chapter_24-300x182.jpg" width="300" height="182" title="Le tastiere dei Pink Floyd: The Piper At The Gates Of Dawn photo" /></a></p>
<p>e qui potete ascoltare un estratto ispirato al brano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Scrarecrow</em></strong><br />
Per questo brano, l’approccio di Wright è molto simile a quello di Chapter 24. Un Farfisa molto semplice e non trattato accompagna con una melodia molto semplice la voce di Syd Barrett.<br />
Qui potete ascoltare un esempio dell’atmosfera del brano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Bike</em></strong><br />
Nell’ultimo brano (una sorta di riassunto dell’intero album) non abbiamo spunti interessanti.<br />
Il Farfisa accompagna in modo semplice la voce, raddoppiando il tema e il piano sostiene con un accompagnamento ad accordi pieni la semplice tessitura armonica composta da soli tre accordi: Sol maggiore, Do di settima e Re maggiore.</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~4/wGeIRHoPehg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>di Attilio De Simone
Prima di iniziare a lavorare sul suono dei Pink Floyd vorrei invitare i lettori a riflettere su una cosa: è praticamente impossibile ricreare un suono identico a quello che ascoltiamo su un album. Questo perchè sono passati oltre 40 anni dalle registrazioni e sono cambiate le tecnologie.
Le tastiere, gli amplificatori, i microfoni, [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.giampaolonoto.it/synth-e-keyboards/le-tastiere-dei-pink-floyd-the-piper-at-the-gates-of-dawn/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><media:content url="http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~5/8CKGHEvNLHY/astronomy_domine.mp3" fileSize="183483" type="audio/mpeg" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>di Attilio De Simone Prima di iniziare a lavorare sul suono dei Pink Floyd vorrei invitare i lettori a riflettere su una cosa: è praticamente impossibile ricreare un suono identico a quello che ascoltiamo su un album. Questo perchè sono passati oltre 40 a</itunes:subtitle><itunes:summary>di Attilio De Simone Prima di iniziare a lavorare sul suono dei Pink Floyd vorrei invitare i lettori a riflettere su una cosa: è praticamente impossibile ricreare un suono identico a quello che ascoltiamo su un album. Questo perchè sono passati oltre 40 anni dalle registrazioni e sono cambiate le tecnologie. Le tastiere, gli amplificatori, i microfoni, [...]</itunes:summary><itunes:keywords>SYNTH E KEYBOARDS</itunes:keywords><feedburner:origLink>http://www.giampaolonoto.it/synth-e-keyboards/le-tastiere-dei-pink-floyd-the-piper-at-the-gates-of-dawn/</feedburner:origLink><enclosure url="http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~5/8CKGHEvNLHY/astronomy_domine.mp3" length="183483" type="audio/mpeg" /><feedburner:origEnclosureLink>http://www.giampaolonoto.it/upload/astronomy_domine.mp3</feedburner:origEnclosureLink></item><item><title>HIWATT T40 Head</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~3/X58YtVdqBkM/</link><category>RECENSIONE</category><category>Amp</category><category>Hiwatt</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">Giampaolo</dc:creator><pubDate>Mon, 29 Apr 2013 05:18:26 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.giampaolonoto.it/?p=6047</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Hiwatt ha presentato nel 2012 una nuova serie, la &#8220;Tube Series&#8221;, composta da 3 testate e 3 combo: 10, 20, 40 Watt.</p>
<p>Sono rimasto subito piuttosto incuriosito da questa nuova serie e così ho deciso di acquistare la testata più &#8220;grande&#8221; da 40w&#8230; ed ecco la recensione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6049" alt="HIWATT T40 Head" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/HIWATT_T40HD_1.jpg" width="550" height="411" title="HIWATT T40 Head photo" /></p>
<p><strong>CARATTERISTICHE TECNICHE</strong></p>
<p>Si tratta di una testata basata sulla versione Custom Studio/Stage.</p>
<p>L&#8217;elettronica è su PCB con componenti di alta qualità, i trasformatori sono grandi e ben dimensionati, la costruzione è ordinata e pulita; buona anche la qualità dei materiali dello chassis (in alluminio piegato) e del box in legno.</p>
<p>La sezione preamp è costituita da 2 valvole 12AX7 e una 12AU7, mentre la sezione finale è realizzata con quattro EL84.</p>
<p>L&#8217;amp ha due canali (clean e overdriver) selezionabili con uno doppio footswitch, con il quale si può anche accendere o spegnere il reverb (Accutronics).<br />
La scelta del canale può essere fatta anche dal pannello con un micro switch apposito.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6052" alt="HIWATT T40 Head" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/HIWATT_T40HD_2.jpg" width="550" height="187" title="HIWATT T40 Head photo" /></p>
<p>I controlli sono: Master Volume, Reverb, Treble, Middle (push/pull), Bass, Overdrive Gain, Normal Gain.<br />
Il classico controllo di toni Hiwatt con in più la possibilità di avere un boost delle frequenze alte nel controllo dei toni medi.</p>
<p>Sul pannello frontale sono presenti anche tre switch: Power, Standby, 20W/40W (per poter far lavorare la testata alla metà della potenza massima erogabile)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em id="__mceDel"><img class="aligncenter size-full wp-image-6051" alt="HIWATT T40 Head" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/HIWATT_T40HD_3.jpg" width="550" height="118" title="HIWATT T40 Head photo" /></em></p>
<p>Sul retro dell&#8217;amp troviamo il jack (stereo) per il doppio footswitch di controllo, il loop effetti (send/return), un&#8217;uscita Line Out con il segnale proveniente dal preamp (per entrare diretti in un mixer o pilotare un amplificatore di potenza) e l&#8217;uscita per la cassa (8 ohm)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SUONO HIWATT</strong></p>
<p>Fin qui le caratteristiche tecniche, veniamo ora al sound.</p>
<p>Nel mio caso la testata è abbinata con una cassa Hiwatt 2&#215;12 con coni Fane.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6053" alt="HIWATT T40 Head" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/HIWATT_T40HD_4.jpg" width="550" height="411" title="HIWATT T40 Head photo" /></p>
<p><em>I samples che seguono sono stati registrati con la Black Strat diretta nell&#8217;amp, senza nessun effetto o ritocco in post produzione&#8230; proprio per non avere nessun tipo di modificazione nel sound.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SAMPLE #1 &#8211; CLEAN SOUND</strong></p>
<p>Partiamo dal canale clean (che poi per quanto mi riguarda è l&#8217;unico canale Hiwatt!): è il &#8220;classico&#8221; pulito Hiwatt, pieno, rotondo, con tutta la dinamica che questo tipo di amp sa regalare.</p>
<p>Anche a 20W e con un volume al minimo, l&#8217;amplificatore tira fuori tutto quel che arriva dalla chitarra, con una bellissima compressione delle medio-basse.<br />
Alzando il volume il suono rimane pulito e definito&#8230; con una pressione sonora assolutamente sopra le aspettative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SAMPLE #2 &#8211; DRIVE SOUND</strong></p>
<p>Come detto la testata T40HD è una due canali&#8230; parliamo quindi anche del canale drive.</p>
<p>Pur non essendo un amante del canale drive negli amp Hiwatt, devo dire che questo può sorprendere: rispetto alla serie Hi-Gain ad esempio, si tratta di un drive molto più vintage, scuro (forse troppo) e graffiante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SAMPLE #3 &#8211; MIDDLE PUSH/PULL SOUND</strong></p>
<p>L&#8217;ultimo sample riguarda il push/pull sul potenziometro dei MIDDLE: permette di ottenere una variazione della curva di equalizzazione dei medi, con un boost sulle frequenze alte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ovviamente l&#8217;amp regala il meglio di se con uno o più pedali davanti: come tutti gli Hiwatt, merita a pieno l&#8217;appellativo di &#8220;mangia pedali&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>COSTO</strong></p>
<p>Ma veniamo ad un&#8217;altra caratteristica importante di questa testata: il costo.</p>
<p>In un periodo come quello che stiamo vivendo, non è sempre possibile investire grosse somme di denaro per gli strumenti musicali.<br />
Sarebbe poi forse anche ora di ridare il giusto valore alle cose: non voglio fare facili moralismi (anche perchè non sono il tipo) ma a volte mi domando come si possano giustificare, anche da un punto di vista tecnico, le cifre astronomiche che si sentono per certi amplificatori, chitarre o effetti.</p>
<p>Tornando alla nostra recensione&#8230; come dicevo il costo è un altro dei punti di forza di questa testata: con 600€ (in alcuni casi anche meno) si porta a casa il sound Hiwatt!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p><strong>La T40HD è una testata Hiwatt &#8230;e si sente!</strong></p>
<p>Il suono del canale pulito è il tipico suono Hiwatt della serie Custom.<br />
Il drive è un po&#8217; cupo, ma molto british.</p>
<p>Molto utile la presenza del send/return e del line out.</p>
<p>I suoi 40w sono ampiamente sufficienti per suonare anche su grandi palchi, con la possibilità di ridurre la potenza a 20w per le situazioni più piccole o per l&#8217;uso in casa.</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~4/X58YtVdqBkM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Hiwatt ha presentato nel 2012 una nuova serie, la &amp;#8220;Tube Series&amp;#8221;, composta da 3 testate e 3 combo: 10, 20, 40 Watt.
Sono rimasto subito piuttosto incuriosito da questa nuova serie e così ho deciso di acquistare la testata più &amp;#8220;grande&amp;#8221; da 40w&amp;#8230; ed ecco la recensione.

CARATTERISTICHE TECNICHE
Si tratta di una testata basata sulla versione Custom [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.giampaolonoto.it/recensione/hiwatt-t40-head/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">11</slash:comments><media:content url="http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~5/Y8ZXvZTxNLE/T40HD_Shine_Clean.mp3" fileSize="759545" type="audio/mpeg" /><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Hiwatt ha presentato nel 2012 una nuova serie, la &amp;#8220;Tube Series&amp;#8221;, composta da 3 testate e 3 combo: 10, 20, 40 Watt. Sono rimasto subito piuttosto incuriosito da questa nuova serie e così ho deciso di acquistare la testata più &amp;#8220;grande&amp;#822</itunes:subtitle><itunes:summary>Hiwatt ha presentato nel 2012 una nuova serie, la &amp;#8220;Tube Series&amp;#8221;, composta da 3 testate e 3 combo: 10, 20, 40 Watt. Sono rimasto subito piuttosto incuriosito da questa nuova serie e così ho deciso di acquistare la testata più &amp;#8220;grande&amp;#8221; da 40w&amp;#8230; ed ecco la recensione. CARATTERISTICHE TECNICHE Si tratta di una testata basata sulla versione Custom [...]</itunes:summary><itunes:keywords>RECENSIONE, Amp, Hiwatt</itunes:keywords><feedburner:origLink>http://www.giampaolonoto.it/recensione/hiwatt-t40-head/</feedburner:origLink><enclosure url="http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~5/Y8ZXvZTxNLE/T40HD_Shine_Clean.mp3" length="759545" type="audio/mpeg" /><feedburner:origEnclosureLink>http://www.giampaolonoto.it/audio/T40HD_Shine_Clean.mp3</feedburner:origEnclosureLink></item><item><title>Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~3/C9jJb2ONDHk/</link><category>SYNTH E KEYBOARDS</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">Giampaolo</dc:creator><pubDate>Thu, 04 Apr 2013 06:59:42 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.giampaolonoto.it/?p=5970</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><em>di Attilio De Simone</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima di procedere nell&#8217;analizzare i singoli album approfondendo la strumentazione utilizzata brano per brano, andiamo ad allestire la nostra strumentazione virtuale.<br />
L&#8217;obiettivo di questa serie di articoli consiste nell&#8217;imbastire un setup sonoro credibile basato semplicemente sulla strumentazione freeware reperibile a costo zero sulla rete.</p>
<p>Il lavoro svolto sulla selezione della strumentazione è frutto di oltre 12 anni di studio, analisi, ascolto, recensione, critica di praticamente tutti i software e plugin presenti sulla rete, quindi possiamo affermare con una determinata serenità che le applicazioni e i plugin che utilizzeremo e che vi suggeriremo di utilizzare rappresentano la scelta migliore possibile per ottenere a costo zero la migliore emulazione possibile delle sonorità che intendiamo ricreare.</p>
<p>Va fatta una premessa: dato che il fine di questi articoli non è quello di fornirvi i rudimenti tecnici su come utilizzare gli strumenti virtuali, su cosa siano i plugin vst e vsti, su come si installano i driver di una scheda audio, su come si setta la latenza in un software, su come si ottimizza un os windows, su come si collega una master keyboard ad un computer, ecc, dobbiamo dare per scontato che voi già sappiate di cosa stiamo parlando.<br />
Il fine di questi articoli è solo quello succitato.<br />
Le risorse su internet sono tantissime e non avrete problemi a reperire tutte le informazioni di cui avete bisogno.<br />
Di siti informativi a riguardo ce ne sono a decine, anche in lingua italiana.</p>
<p>Se avete questioni da porre, potete contattarmi via email: adssda@libero.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>1) Host</strong></p>
<p>Partiamo dall&#8217;host, che rappresenta la piattaforma all&#8217;interno della quale faremo girare i nostri plugin virtuali. Dobbiamo immaginare un host vst come un palco, dove abbiamo conservati tutti i nostri strumenti, gli effetti e i cavi per collegarli, dove settiamo i parametri, colleghiamo le tastiere, ecc.</p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/011.jpg" rel="lightbox[5970]" title="VSTHOST"><img class="alignleft  wp-image-5972" title="VSTHOST" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/011-300x201.jpg" width="210" height="141" /></a>Tra le alternative freeware sicuramente il software VSTHost ha raggiunto un grado di maturità e stabilità tale da poter essere impiegato serenamente nell&#8217;utilizzo live.</p>
<p>Da questo link potete accedere al sito austriaco che ha sviluppato questo bellissimo freeware, da cui potete scaricare la versione a 32 bit e quella a 64 bit.<br />
<a href="http://www.hermannseib.com/english/vsthost.htm" target="_blank">http://www.hermannseib.com/english/vsthost.htm</a></p>
<p>Una volta scaricato e decompresso il file, non abbiamo bisogno di installare nulla. Il programma è già funzionante al 100% ed è completamente gratuito. All&#8217;interno della cartella principale potremmo creare una sottocartella che denomineremo vstplugin (per esempio)  e dove andremo a collocare i plugin che emuleranno gli strumenti di cui vogliamo ricreare il suono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2) organo Farfisa</strong></p>
<p>Per emulare l&#8217;organo Farfisa abbiamo il Combo Model F  che ricreerà perfettamente la circuitazione degli organi italiani a transistor.<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/022.jpg" rel="lightbox[5970]" title="Combo Model F"><img class="alignleft  wp-image-5977" title="Combo Model F" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/022-300x166.jpg" width="210" height="116" /></a><br />
Questo è il link da cui scaricare il plugin.<br />
<a href="http://www.martinic.com/combof/" target="_blank">http://www.martinic.com/combof/</a></p>
<p>Devo dire che questo plugin è impareggiabile, aggiungendo l&#8217;emulazione di un delay a nastro e di un riverbero otteniamo un risultato credibile al 100%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3) organo Hammond</strong></p>
<p><strong></strong><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/031.jpg" rel="lightbox[5970]" title="ORGANized"><img class="alignleft  wp-image-5983" title="ORGANized" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/031-300x188.jpg" width="210" height="132" /></a>Per l&#8217;emulazione propongo due alternative: l&#8217;ORGANized Trio dell&#8217;italianissma GSI, che offre un suono di organo hammond con un&#8217;ottima pasta e dalle caratteristiche complete (è possibile interagire con tutti i parametri tipici degli organi Hammond settando anche il keyclick e la distorsione).<br />
Da questo link<br />
<a href="http://www.genuinesoundware.com/?a=downloads">http://www.genuinesoundware.com/?a=downloads<br />
</a>è possibile scaricare il file denominato &#8220;SoundFonts.it legacy donationware plugins &#8211; full collection&#8221; (praticamente l&#8217;ultimo della lista) che contiene una serie di plugin che ci potranno essere tutti quanti utili per i nostri lavori.</p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/04.jpg" rel="lightbox[5970]" title="NUBI+"><img class="alignleft  wp-image-5986" title="NUBI+" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/04-300x211.jpg" width="210" height="148" /></a>Oppure in alternativa propongo il NuBi Plus  da abbinare insieme al plugin con effetto leslie Spinner LE</p>
<p>Qui possiamo scaricare il NuBi Plus</p>
<p><a href="http://www.vstplanet.com/News/2012/NUBI_Plus.htm" target="_blank">http://www.vstplanet.com/News/2012/NUBI_Plus.htm</a></p>
<p>e qui lo Spinner LE</p>
<p><a href="http://www.vstplanet.com/Effects/Modulation5.htm" target="_blank">http://www.vstplanet.com/Effects/Modulation5.htm</a></p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/051.jpg" rel="lightbox[5970]" title="SPINNER LE"><img class="alignleft  wp-image-5989" title="SPINNER LE" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/051-300x186.jpg" width="210" height="130" /></a><br />
Ascoltate entrambe le alternative da me proposte e decidete da soli il suon che più vi aggrada.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4) Pianoforte acustico</strong></p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/061.jpg" rel="lightbox[5970]" title="CV PIANO"><img class="alignleft  wp-image-5997" title="CV PIANO" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/061-300x213.jpg" width="210" height="149" /></a>Per emulare il suono del piano acustico possiamo servirci del CV Piano che è stato realizzato dalla Tascam<br />
scaricabile da questo link<br />
<a href="http://www.vst4free.com/free_vst.php?id=382" target="_blank"> http://www.vst4free.com/free_vst.php?id=382<br />
</a><br />
e sul cui funzionamento consiglio di visionare questo video<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=4Sl3kfx6GR8" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=4Sl3kfx6GR8</a></p>
<p>Ci sarebbero anche altre alternative (tipo ricorrere ai campionamente dei sound fonts o ad altri vst un pò più leggeri rispetto al CV Piano) ma testate questo strumento e fatemi sapere come vi trovate, potrei suggerirvi delle alternative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5) Arp Solina</strong></p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/071.jpg" rel="lightbox[5970]" title="String Machine"><img class="alignleft  wp-image-6002" title="String Machine" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/071-300x93.jpg" width="210" height="65" /></a>Per emulare la string machine di Shine On You Crazy Diamond consiglio caldamente l&#8217;Esline String semmai abbinata in multilayer ad un plugin denominato proprio Crazy Diamonds (guarda caso&#8230;.).</p>
<p>Da questo link<br />
<a href="http://www.elektrostudio.ovh.org/index.php?go=esline&amp;PHPSESSID=305fa6372e43b911912fb3c7f8056557" target="_blank">http://www.elektrostudio.ovh.org/index.php?go=esline&amp;PHPSESSID=305fa6372e43b911912fb3c7f8056557</a></p>
<p>Potete scaricare l&#8217;Esline e da quest&#8217;altro il Crazy Diamonds<br />
<a href="http://untermkittel.de/rumpelrausch/?PLUGINS" target="_blank">http://untermkittel.de/rumpelrausch/?PLUGINS</a></p>
<p>Visto che l&#8217;Esline è così bello e suona così bene, vi consiglio di scaricarvi tutta la suite di strumenti dello sviluppatore della Elektrostudio, gli strumenti sono emulati così bene che vale la pena scaricarli e provarli tutti<br />
<a href="http://www.elektrostudio.ovh.org/?lang=en&amp;PHPSESSID=8593a6b839a55791709ad317452dc45b" target="_blank">http://www.elektrostudio.ovh.org/?lang=en&amp;PHPSESSID=8593a6b839a55791709ad317452dc45b</a></p>
<p>Scaricate tutto senza paura, è tutto freeware, gratuito e legale!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>6) Pianoforti elettrici</strong></p>
<p><strong></strong><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/081.jpg" rel="lightbox[5970]" title="Mr Tramp"><img class="alignleft  wp-image-6010" title="Mr Tramp" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/081-300x126.jpg" width="210" height="88" /></a>Per emulare il suono del Wurlitzer EP-200 abbiamo una sola scelta (ottima tra l&#8217;altro) rappresentata dall&#8217;ottimo MrTramp2, del già nominato sviluppatore italiano GSI.<br />
Da questo link abbiamo accesso al download del plugin, bisogna sottolineare che il Wurlitzer è emulato davvero bene. <a href="http://www.genuinesoundware.com/?a=showproduct&amp;b=40" target="_blank">http://www.genuinesoundware.com/?a=showproduct&amp;b=40</a></p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/091.jpg" rel="lightbox[5970]" title="Mr Ray"><img class="alignleft  wp-image-6013" title="Mr Ray" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/091-300x126.jpg" width="210" height="88" /></a>Per l&#8217;emulazione del pianoforte Fender Rhodes vi suggerisco due alternative:</p>
<p>il MrRay73 dell&#8217;appena citato sviuppatore GSI, scaricabile da questo link<br />
<a href="http://www.vst4free.com/free_vst.php?id=274" target="_blank">http://www.vst4free.com/free_vst.php?id=274</a></p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/101.jpg" rel="lightbox[5970]" title="4Front Rhode"><img class="alignleft  wp-image-6016" title="4Front Rhode" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/101.jpg" width="210" height="103" /></a>o il 4Front Rhode Module, scaricabile da questo link<br />
<a href="http://www.opensound.com/proaudio-download.html" target="_blank">http://www.opensound.com/proaudio-download.html</a></p>
<p>Anche in questo caso testate i due plugin e scegliete liberamente lo strumento che più si addice alle vostre esigenze (non è detto che non possano andare bene tutti e due&#8230;.)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>7) AKS VCS3</strong></p>
<p><strong></strong><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/1110.jpg" rel="lightbox[5970]" title="Cynthia"><img class="alignleft  wp-image-6018" title="Cynthia" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/1110-300x267.jpg" width="210" height="187" /></a>Per emulare il primo synth usato dai Floyd possiamo usare l&#8217;ottimo Cynthia scaricabile da questo link:</p>
<p><a href="http://ninecows.dk/cynthia/" target="_blank">http://ninecows.dk/cynthia/</a></p>
<p>segnaliamo che tra i preset di questo plugin troviamo proprio il suono di On the run e quindi risparmieremmo della fatica nel caso in cui non abbiamo la pazienza necessaria per toglierci la soddisfazione di ricostruire il suono di On the run partendo da zero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>8 ) Minimoog Model D</strong></p>
<p><strong></strong><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/12.jpg" rel="lightbox[5970]" title="Virtual Model Mini"><img class="alignleft  wp-image-6020" title="Virtual Model Mini" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/12-300x202.jpg" width="210" height="141" /></a>In questo caso torniamo alla già citata softwarehose Elektrostudio (per l&#8217;emulazione dell&#8217;Arp Solina).</p>
<p>Il Virtual Model Mini replica perfettamente (sia graficamente che dal punto di vista sonoro) il modello più famoso del Minimoog.</p>
<p>Ecco il link per il download:<br />
<a href="http://www.elektrostudio.ovh.org/?lang=en&amp;PHPSESSID=8593a6b839a55791709ad317452dc45b" target="_blank">http://www.elektrostudio.ovh.org/?lang=en&amp;PHPSESSID=8593a6b839a55791709ad317452dc45b</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>9) Sequential Circuits Prophet V</strong></p>
<p><strong></strong><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/13.jpg" rel="lightbox[5970]" title="SCP5"><img class="alignleft  wp-image-6022" title="SCP5" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/13-300x123.jpg" width="210" height="86" /></a>Per il synth preferito da Richard Wright ci serviremo dello sviluppatore EFM che ha dato vita al clone denominato SCP5, che ricrea in modo molto credibile le sonorità che abbiamo ascoltato in The Wall.</p>
<p>Questo è il link per scaricare questo strumento:</p>
<p><a href="http://www.vstplanet.com/News/2012/EFM_SCP5" target="_blank">http://www.vstplanet.com/News/2012/EFM_SCP5</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>10) Tapetronic</strong></p>
<p>Un altro strumento che ci può essere utile è il Tapetronic sempre della Elektrostudio, ottimo per emulare i cori e i violini di Celestial Voices o il flauto di Julia Dream:</p>
<p><a href="http://www.elektrostudio.ovh.org/index.php?go=tapeo" target="_blank">http://www.elektrostudio.ovh.org/index.php?go=tapeo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>11) Effetti</strong></p>
<p><strong></strong><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/14.jpg" rel="lightbox[5970]" title="Kjaerhus Classic "><img class="alignleft  wp-image-6023" title="Kjaerhus Classic " alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/14-300x225.jpg" width="210" height="158" /></a>Per gli effetti suggeriamo di servirci della suite di plugin Kjaerhus Classic (immagine 14), composta da Eq, Compressore, Limiter, Auto-Filter, Delay, Riverbero, Phaser, Flanger e Chorus, i singoli plugin sono scaricabili da questo link</p>
<p><a href="http://www.acoustica.com/plugins/vst-directx.htm" target="_blank">http://www.acoustica.com/plugins/vst-directx.htm</a></p>
<p>Va segnalato che questi plugin sono diventati uno standard, in quanto lavorano in modo molto preciso e offrono una serie di controlli molto chiari e ben identificabili anche dai musicisti non abituati ad utilizzare il computer, e pur trattandosi di plugin non commerciali molti produttori li utilizzano per un impiego professionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/15.jpg" rel="lightbox[5970]" title="GSI Watkat"><img class="alignleft  wp-image-6024" title="GSI Watkat" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/15-300x215.jpg" width="210" height="151" /></a>Per dare un sapore analogico possiamo servirci del GSI Watkat, che emula il classico echo a bobina, disponbile da questo link:</p>
<p><a href="http://www.genuinesoundware.com/?a=showproduct&amp;b=36" target="_blank">http://www.genuinesoundware.com/?a=showproduct&amp;b=36</a></p>
<p>Abbinatelo al Combo Model F e vi ritroverete immersi nelle atmosfere di Set the control.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/16.jpg" rel="lightbox[5970]" title="Elottronix"><img class="alignleft  wp-image-6025" title="Elottronix" alt="Le tastiere dei Pink Floyd: un setup virtuale" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/16-300x164.jpg" width="210" height="115" /></a>Un altro plugin che potrebbe tornarci utili nel corso del nostro viaggio sonoro è l&#8217;Elottronix un&#8217;emulazione del Frippertronics, disponibile da questo link nella versione standard ed extra large:<br />
<a href="http://www.webring.org/l/rd?ring=synthedit;id=9;url=http%3A%2F%2Fwww%2Euv%2Ees%2F~ruizcan%2F" target="_blank">http://www.webring.org/l/rd?ring=synthedit;id=9;url=http%3A%2F%2Fwww%2Euv%2Ees%2F~ruizcan%2F</a></p>
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&amp;#160;
Prima di procedere nell&amp;#8217;analizzare i singoli album approfondendo la strumentazione utilizzata brano per brano, andiamo ad allestire la nostra strumentazione virtuale.
L&amp;#8217;obiettivo di questa serie di articoli consiste nell&amp;#8217;imbastire un setup sonoro credibile basato semplicemente sulla strumentazione freeware reperibile a costo zero sulla rete.
Il lavoro svolto sulla selezione della strumentazione è frutto di [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.giampaolonoto.it/synth-e-keyboards/le-tastiere-dei-pink-floyd-un-setup-virtuale/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">8</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.giampaolonoto.it/synth-e-keyboards/le-tastiere-dei-pink-floyd-un-setup-virtuale/</feedburner:origLink></item><item><title>Le tastiere dei Pink Floyd</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~3/cIC2VHcj7Tk/</link><category>SYNTH E KEYBOARDS</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">Giampaolo</dc:creator><pubDate>Fri, 29 Mar 2013 04:21:50 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.giampaolonoto.it/?p=5886</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Con questo articolo, inauguriamo una nuova sezione del blog che sarà riservata interamente ai Tastieristi: un&#8217;area in cui verranno pubblicate guide, tutorial, recensioni e articoli&#8230; interamente dedicati al sound dei Floyd&#8230; con un occhio speciale ai software freeware.</p>
<p>La nuova sezione sarà curata da Attilio De Simone, tastierista degli <strong>Who&#8217;s Pink?</strong>, esperto di synth e di sound design ed ex-docente presso l’università tecnica di Neubrandenburg con il corso di Computer Music.</p>
<p>Ovviamente tutti gli articoli saranno poi raggruppati nell&#8217;area &#8220;Synth &amp; Keyboard&#8221; raggiungibile anche dal menu a lato.</p>
<p>Ma ora la parola&#8230; anzi la tastiera&#8230; passa ad Attilio.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong>Le tastiere dei Pink Floyd</strong><br />
di Attilio De Simone<br />
Il suono dei Pink Floyd è stato da sempre caratterizzato dalla sapiente miscelazione del suono della chitarra elettrica (accoppiato spesso ad un delay) e delle tastiere. I tessuti armonico/melodici di Gilmour e Wright rappresentano il vero e proprio “marchio di fabbrica” dei Floyd.</p>
<p>Sicuramente nel corso degli anni si è creata una simbiosi musicale tra i due musicisti, tanto è vero che David Gilmour ebbe a dire, in una recente intervista prima della scomparsa di Wright, che per lui Wright rappresentava il compagno musicale ideale, in quanto con lui non aveva bisogno di discutere per decidere come suonare, Wright sapeva sempre in anticipo quello che David cercava.<br />
Ovviamente, nel corso degli anni la strumentazione utilizzata da Wright è cambiata radicalmente e si è adattata alle novità tecnologiche per ottenere il miglior risultato sonoro possibile con la migliore strumentazione possibile.</p>
<p>Fatta questa premessa, passiamo ai contenuti di questa serie di articoli.<br />
L’obettivo sarà quello di illustrare gli strumenti utilizzati da Wright nel corso degli anni per poi approfondire la strumentazione utilizzata in ogni singolo album. Infine ci cimenteremo nel tentativo di avvicinarci alle sonorità di Wright utilizzando gli strumenti virtuali freeware, che dovrebbero consentirci di ripercorrere un quarantennio di suoni tastieristici con una certa fedeltà.</p>
<p>Passiamo immediatamente ad elencare gli strumenti che hanno caratterizzato più degli altri il suono dei Pink Floyd:</p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/01.jpg" rel="lightbox[5886]" title="Organo Farfisa"><img class="alignleft  wp-image-5890" title="Organo Farfisa" alt="Le tastiere dei Pink Floyd" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/01-300x225.jpg" width="180" height="135" /></a><strong>Organo Farfisa</strong>, prima il Combo-Compact, poi il Compact Duo, ha seguito Wright dai tempi dell’UFO Club fino al successo mondiale di Dark Side. Il Farfisa rappresenta il suono del periodo Barrettiano: molto diretto, pieno di onde quadre, veniva usato anche per creare le atmosfere spaziali delle sperimentazioni effettando l’organo con un’unità echo Binson Echorec, che faceva levitare il suono dell’organo e lo dilatava. Da sottolineare che sia l&#8217;organo Farfisa sia il Bisnon Echorec, erano progettati e realizzati in Italia!</p>
<p>&nbsp;<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/02.jpg" rel="lightbox[5886]" title="Organo Hammond"><img class="alignleft  wp-image-5896" title="Organo Hammond" alt="Le tastiere dei Pink Floyd" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/02-300x225.jpg" width="180" height="135" /></a><strong>Organo Hammond</strong>, Wright ne ha usati vari modelli, l’M-102, il B3, il C3 e l’RT-3 (diventanto famoso tra i fans dei Floyd perchè usato durante le sessioni di registrazione di Dark Side). I Pink Floyd hanno usato fin dal primo album l’Hammond, soprattutto per creare una variante timbrica più morbida rispetta al troppo aggressivo Farfisa. Col tempo l’Hammond ha sostituito il Farfisa ed è diventato lo strumento che ha caratterizzato maggiormente il suono del gruppo in tutti gli album e in tutti i concerti.</p>
<p>&nbsp;<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/03.jpg" rel="lightbox[5886]" title="Pianoforte Acustico"><img class="alignleft size-medium wp-image-5901" title="Pianoforte Acustico" alt="Le tastiere dei Pink Floyd" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/03-300x273.jpg" width="180" height="135" /></a>Il <strong>pianoforte acustico</strong> rappresenta invece l’amore nascosto di Wright per la musica classica e la musica concreta (amore espresso nel periodo più sperimentale del gruppo, di cui abbiamo molte tracce nella suite di A saucerful of Secrets e nei brani solistici di Ummagumma. Ad inizio carriera Wright ha optato per uno Yahama C-7 (immagine 03) che lo ha accompagnato oltre un decennio, ma spesso e volentieri non si è negato il piacere di esibirsi con uno <strong>Steinway Baby Gran Piano</strong>, di cui abbiamo testimonianza nel Live at Pompei.</p>
<p>&nbsp;<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/05.jpg" rel="lightbox[5886]" title="Arp Solina"><img class="alignleft size-medium wp-image-5904" title="Arp Solina" alt="Le tastiere dei Pink Floyd" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/05-300x115.jpg" width="180" height="105" /></a><strong></strong></p>
<p><strong>Arp Solina</strong> in verità questo strumento elettronico non è stato utilizzato tantissimo, solo in un paio di album, ma penso che ogni tastierista si sia cimentato nel tappeto di archi elettrici di Shine on you crazy diamond e quindi la citazione di questo strumento diventa obbligatoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/06.jpg" rel="lightbox[5886]" title="Wurlitzer EP-200"><img class="alignleft size-medium wp-image-5906" title="Wurlitzer EP-200" alt="Le tastiere dei Pink Floyd" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/06-300x225.jpg" width="180" height="135" /></a></p>
<p><strong>Pianoforti elettrici</strong>. A partire da The Dark Side of the moon nella paletta sonora dei Floyd entrano anche i pianoforti elettrici, che poi verrano utilizzati in maniera massiccia da Wright, fino all’apice caratterizzato dall’intro di Sheep (Animals) con il piano Fender e il tremolo stereofonico.</p>
<p>Il primo piano elettrico utilizzato da Wright è stato il <strong>Wurlitzer EP-200</strong> molto più aspro e acido del Fender.</p>
<p>Ed è proprio il Wurlitzer a caratterizzare Dark Side. Per rendere ancora più aggressivo il suono del piano, <a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/07.jpg" rel="lightbox[5886]" title="Fender Rhodes Suitcase 73 mark I"><img class="alignleft size-medium wp-image-5911" title="Fender Rhodes Suitcase 73 mark I" alt="Le tastiere dei Pink Floyd" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/07-300x264.jpg" width="180" height="174" /></a>Wright ci ha abbinato spesso un pedale wah wah, come nella parte centrale di Money.<br />
A partire da Wish you were here, Wright passa al <strong>Fender Rhodes Suitcase 73 mark I</strong>, caratterizzato da una timbrica più morbida che meglio si è prestato allo stile esecutivo molto rilassato di Wright.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/08.jpg" rel="lightbox[5886]" title="AKS VCS3"><img class="alignleft size-medium wp-image-5923" title="AKS VCS3" alt="Le tastiere dei Pink Floyd" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/08-300x280.jpg" width="180" height="190" /></a><strong>Synth AKS VCS3</strong>, questo sintetizzatore di fabbricazione anglosassone (la risposta europea al Minimoog) fa il suono della sequenza di On the run.<br />
Di difficile utilizzo, orientato prevalentemente al rumoristico, il VCS3 rappresenta il primo approccio davvero concreto dei Floyd alla sintesi elettronica nell’album più significativo del gruppo (salvo un utilizzo molto limitato nelle colonne sonore di Floyd, non ci sono tracce significative di synth negli album che precedono TDSOTM).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/09.jpg" rel="lightbox[5886]" title="Minimoog Model D"><img class="alignleft size-medium wp-image-5929" title="Minimoog Model D" alt="Le tastiere dei Pink Floyd" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/09-300x172.jpg" width="180" height="82" /></a><strong>Minimoog Model D</strong> (immagine 09), il suono del corno sintetico di Shine On è suo. Il moog accompagna i Floyd dal ‘73-’75 fino ai primi anni ‘80. Nel periodo live ‘73-’78 Wright era solito portare sul palco due Minimoog Model D, per l’invidia dei tastieristi (all’epoca un Minimoog costava quanto un’automobile o quanto una monocamera!!).</p>
<p>&nbsp;<br />
<a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/10.jpg" rel="lightbox[5886]" title="Prophet V"><img class="alignleft size-medium wp-image-5932" title="Prophet V" alt="Le tastiere dei Pink Floyd" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/10-300x214.jpg" width="180" height="124" /></a><strong>Il Prophet V </strong>usato per le registrazioni di The Wall e per la successiva tournee.<br />
Questo polifonico ricco di sfumature e possibilità sonore rappresenta il miglior synth che Wright abbia mai avuto l’occasione di suonare, e se lo dice lui possiamo credergli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.giampaolonoto.it/upload/11.jpg" rel="lightbox[5886]" title="Kurzweil K2000"><img class="alignleft size-medium wp-image-5935" title="Kurzweil K2000" alt="Le tastiere dei Pink Floyd" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/11-300x93.jpg" width="180" height="53" /></a><strong>Kurzweil K2000</strong> usato nel periodo digitale, dagli anni ‘90, impiegato per Division Bell, le successive tournee.<br />
Il classico “ferro del mestiere”, il tipico synth moderno in grado di fare da factotum: sonorità di synth analogici, campionamenti di pianoforti elettrici, ecc.<br />
Ovviamente, gli “innamoramenti” di Wright sono stati anche altri, dal Fairlight del periodo Zee all’Akai S1000 e all’Emu Proteus di Broken China passando per le tastiere Roland negli anni ‘80, ma sicuramente gli strumenti a tastiera che caratterizzano il suono di Richard Wright sono quelli sopra citati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei prossimi articoli andremo ad analizzare le strumentazioni dei singoli album vivisezionando anche i brani più significativi della produzione Floydiana.</p>
<p><small>(Le immagini pubblicate sono tratte da internet e considerate di pubblico dominio. I diritti delle stesse rimangono dei leggittimi proprietari. Vengono qui condivise, a titolo gratuito e a bassa risoluzione, per uso didattico e senza scopo di lucro)</small></p>
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La nuova sezione sarà curata da Attilio De Simone, tastierista degli Who&amp;#8217;s Pink?, esperto di synth e di [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.giampaolonoto.it/synth-e-keyboards/le-tastiere-dei-pink-floyd/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">6</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.giampaolonoto.it/synth-e-keyboards/le-tastiere-dei-pink-floyd/</feedburner:origLink></item><item><title>The Dark Side Of The Moon: 40 anni</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~3/XCZwBNh2vFs/</link><category>GILMOUR E PINK FLOYD</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">Giampaolo</dc:creator><pubDate>Fri, 01 Mar 2013 04:43:14 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.giampaolonoto.it/?p=5858</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.giampaolonoto.it/upload/pink_floyd_-_dark_side_of_the_moon.jpg" alt="The Dark Side Of The Moon: 40 anni" title="pink_floyd_-_dark_side_of_the_moon" width="300" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-5859" /></p>
<p>40 anni fa veniva pubblicato &#8220;The Dark Side Of The Moon&#8221;.</p>
<p>Ci sono diverse informazioni sulla effettiva data di pubblicazione: mentre è ormai assodato che in UK venne pubblicato il 24 Marzo 1973, un po&#8217; più complicato è capire quando venne pubblicato in USA&#8230; in molti libri e database è riportata la data del 1 Marzo 1973&#8230; ma alcuni parlano del 10 Marzo.</p>
<p>Parlare di questo capolavoro assoluto dei Pink Floyd non è semplice, si rischia di essere banali e scontati.</p>
<p>The dark side of the moon è -per quanto mi riguarda- uno degli album più belli dei Pink Floyd: ci sono dentro tutte le cose più belle dei Floyd, tutte le atmosfere e le sensazioni migliori che la band ha saputo esprimere negli anni.</p>
<p>La presenza poi di Alan Parson, come tecnico del suono, rende questo capolavoro ancor più prezioso.</p>
<p>Non a caso questo album è considerato, dai critici musicali, uno degli album più belli della storia!</p>
<p>Come detto sarebbe difficile e forse anche banale stare qui a parlare di &#8220;The Dark Side Of The Moon&#8221;: la cosa migliore è ascoltarlo e farsi raccontare questo album da chi lo ha pensato e suonato&#8230; i Pink Floyd!</p>
<p align="center">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7zbq47vQHfo&#038;fmt=18">http://www.youtube.com/watch?v=7zbq47vQHfo</a></p></p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~4/XCZwBNh2vFs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>40 anni fa veniva pubblicato &amp;#8220;The Dark Side Of The Moon&amp;#8221;.
Ci sono diverse informazioni sulla effettiva data di pubblicazione: mentre è ormai assodato che in UK venne pubblicato il 24 Marzo 1973, un po&amp;#8217; più complicato è capire quando venne pubblicato in USA&amp;#8230; in molti libri e database è riportata la data del 1 Marzo [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.giampaolonoto.it/gilmour-e-pink-floyd/the-dark-side-of-the-moon-40-anni/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.giampaolonoto.it/gilmour-e-pink-floyd/the-dark-side-of-the-moon-40-anni/</feedburner:origLink></item><item><title>Treble Bleed Mod</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~3/5immERf14sE/</link><category>GILMOUR E PINK FLOYD</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">Giampaolo</dc:creator><pubDate>Tue, 05 Feb 2013 00:29:32 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.giampaolonoto.it/?p=5831</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In molte delle immagini che si trovano in rete, sui collegamenti tra i pot volume e tono della stratocaster, si vede spesso una resistenza ed un condensatore sul pot del volume: spesso mi arrivano email per chiedere cosa sia e a cosa serva questa modifica.</p>
<p>Prima di tutto diamogli un nome: si tratta della cosìdetta <strong>TREBLE BLEED MOD</strong></p>
<p>A cosa serve?<br />
Avrete notato che abbassando il pot del volume, il suono della chitarra tende a scurirsi, perdendo la parte alta delle frequenze.</p>
<p>La Treble Bleed Mod serve proprio ad evitare che questo accada, mantenendo il suono più aperto.</p>
<p>Si tratta di un (banale) filtro, composto appunto da un condensatore e da una resistenza.</p>
<p>In realtà la modifica può essere fatta in, almeno, tre modi differenti:</p>
<p>• Solo condensatore<br />
• Condensatore + Resistenza (in parallelo)<br />
• Condensatore + Resistenza (in serie)<br />
&nbsp;</p>
<p><strong>COLLEGAMENTI</strong></p>
<p>Il normale collegamento del pot volume (su una stratocaster) è il seguente</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-5834 aligncenter" title="TREBLE_BLEED_1" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/TREBLE_BLEED_1.jpg" alt="Treble Bleed Mod" width="352" height="269" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con la modifica <strong>TREBLE BLEED &#8211; SOLO CONDENSATORE </strong>il collegamento cambia in questo modo</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5838" title="TREBLE_BLEED_2" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/TREBLE_BLEED_2.jpg" alt="Treble Bleed Mod" width="352" height="269" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con la modifica <strong>TREBLE BLEED &#8211; CAP+RES SERIE </strong>il collegamento cambia in questo modo</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5842" title="TREBLE_BLEED_3" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/TREBLE_BLEED_3.jpg" alt="Treble Bleed Mod" width="352" height="269" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con la modifica <strong>TREBLE BLEED &#8211; CAP+RES PARALLELO </strong>il collegamento cambia in questo modo</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5843" title="TREBLE_BLEED_4" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/TREBLE_BLEED_4.jpg" alt="Treble Bleed Mod" width="352" height="269" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non ci sono dei valori prefissati per resistenza e condensatore, ognuno usa un proprio mix, in base al tipo di risultato che vuole ottenere.</p>
<p>Mediamente su usano valori di resistenza che vanno dai 100K Ohm ai 220K Ohm, mentre per il condensatore si va dai 330pF fino ad 1nF&#8230; sperimentando quello che permette di raggiungere il risultato voluto.<br />
<strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>TREBLE BLEED MOD &#8211; SI O NO ?</strong></p>
<p>Come sempre non c&#8217;e&#8217; una regola valida per tutti: c&#8217;e&#8217; chi adora questa modifica e non riesce a suonare senza&#8230; e chi non ci pensa minimamente ad utilizzarla.</p>
<p>Ognuno ha il proprio stile e il proprio sound, quindi sta a voi capire se è una modifica che vi può servire o meno.<br />
C&#8217;e&#8217; chi ha creato il proprio sound proprio utilizzando il pot volume un po&#8217; chiuso, per avere un sound più scuro&#8230;  ovviamente con una mod del genere  questo effetto sparirebbe.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un&#8217;ultima nota:</p>
<p>Per tutti quelli che si stanno ponendo il dubbio&#8230;<br />
&#8230;diciamo subito che, per quanto ne so, David Gilmour non usa questa modifica sulle proprie chitarre. <img src='http://www.giampaolonoto.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt="Treble Bleed Mod" class='wp-smiley' title="Treble Bleed Mod photo" /> </p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~4/5immERf14sE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>In molte delle immagini che si trovano in rete, sui collegamenti tra i pot volume e tono della stratocaster, si vede spesso una resistenza ed un condensatore sul pot del volume: spesso mi arrivano email per chiedere cosa sia e a cosa serva questa modifica.
Prima di tutto diamogli un nome: si tratta della cosìdetta TREBLE [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.giampaolonoto.it/gilmour-e-pink-floyd/treble-bleed-mod/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.giampaolonoto.it/gilmour-e-pink-floyd/treble-bleed-mod/</feedburner:origLink></item><item><title>Black Strat pickup: considerazioni definitive (forse)</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~3/FtV-090066o/</link><category>GILMOUR E PINK FLOYD</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">Giampaolo</dc:creator><pubDate>Wed, 09 Jan 2013 01:26:34 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.giampaolonoto.it/?p=5808</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="center"><img src="http://www.giampaolonoto.it/upload/blackstrat_switch.jpg" title="Black Strat pickup: considerazioni definitive (forse) photo" alt="Black Strat pickup: considerazioni definitive (forse)" /></p>
<p>Ci sono diversi articoli su questo blog dedicati alla Black Strat&#8230; e uno dei punti più controversi e dibatutti è sempre &#8220;quali pickup usare?&#8221;</p>
<p>Io stesso, lo ammetto, ho cambiato diverse volte opinione in merito: d&#8217;altronde l&#8217;esperienza &#8220;sul campo&#8221; è il miglior modo per capire quale sia la scelta giusta.<br />
Dopo molte prove ho personalmente trovato la configurazione che ritengo la migliore&#8230; almeno fino alla prossima smentita!</p>
<p>Voglio anche ricordare che la Black Strat di David Gilmour non ha i pickup della versione Signature di Fender&#8230; quindi per quanto mi riguarda il riferimento è la versione di Gilmour, non quella Fender.<br />
&nbsp;</p>
<p><strong>Pickup al ponte: SSL-1 vs SLL-5</strong><br />
Una delle questioni più controverse riguarda sicuramente il pickup al ponte.</p>
<p>Nella versione di Gilmour si tratta di un Seymour Duncan SSL-1C DG, ovvero di un SSL-1 in versione Custom David Gilmour&#8230; che si narra sia stato avvolto proprio da Mr. Seymour W. Duncan in persona.</p>
<p>Tra i pickup moderni prodotti da Seymour Duncan la scelta è tra SSL-1 o SSL-5 (entrambe comunque validi)</p>
<p>La prima idea potrebbe essere quella che, anche per affinità di modello, il modello SSL-1 sia più indicato: io stesso per un periodo di tempo ho creduto fosse così.<br />
In realtà dopo molte ore &#8220;perse&#8221; in prove e comparazioni, per quanto mi riguarda, il pickup più indicato è l&#8217;SSL-5.</p>
<p>L&#8217;SSL-5 incarna il tipico sound vintage dell&#8217;SSL-1, ma con un livello nettamente superiore di sustain ed armoniche&#8230; che sono proprio le caratteristiche che Gilmour cercò con il suo pickup custom.<br />
&nbsp;</p>
<p><strong>Pickup al manico: Fat50 vs CS69</strong><br />
L&#8217;altro dubbio riguarda spesso il pickup al manico: va subito detto che anche se la versione Fender della Black Strat monta un pickup Fat50 al manico, la versione originale di Gilmour non monta un Fat50.</p>
<p>Come detto la Black Strat di Gilmour al ponte e al centro monta due &#8220;normali&#8221; pickup Fender vintage degli anni &#8217;60.</p>
<p>Proprio per questo motivo, personalmente ho preferito seguire la versione originale della Black Strat e montare al manico ed al centro due pickup CS69.</p>
<p>Tra l&#8217;altro i due pickup (Fat50/CS69) suonano in realtà molto molto simili, ma il Fat50 rimane un po&#8217; più vuoto e con meno pasta sonora del CS69.<br />
&nbsp;</p>
<p><strong>Pickup al centro: CS69</strong><br />
Per il  pickup al centro la scelta rimane piuttosto univoca, con un CS69.</p>
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Io stesso, lo ammetto, ho cambiato diverse volte opinione in merito: d&amp;#8217;altronde l&amp;#8217;esperienza &amp;#8220;sul campo&amp;#8221; è il miglior modo per capire quale sia la scelta giusta.
Dopo molte prove ho personalmente trovato la [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.giampaolonoto.it/gilmour-e-pink-floyd/black-strat-pickup-considerazioni-definitive-forse/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">9</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.giampaolonoto.it/gilmour-e-pink-floyd/black-strat-pickup-considerazioni-definitive-forse/</feedburner:origLink></item><item><title>BUON NATALE E FELICE 2013</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~3/k4eV9i-uPNo/</link><category>PARLANDO</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">Giampaolo</dc:creator><pubDate>Sun, 23 Dec 2012 11:44:24 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.giampaolonoto.it/?p=5796</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="center"><img title="Auguri_2012" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/Auguri_2012.jpg" alt="BUON NATALE E FELICE 2013" width="500" height="505" /></p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~4/k4eV9i-uPNo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description></description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.giampaolonoto.it/parlando/buon-natale-e-felice-2013/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">3</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.giampaolonoto.it/parlando/buon-natale-e-felice-2013/</feedburner:origLink></item><item><title>Non solo Hiwatt: Twin Reverb II</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~3/VkeugGkO7LU/</link><category>GILMOUR E PINK FLOYD</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">Giampaolo</dc:creator><pubDate>Fri, 14 Dec 2012 06:37:57 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.giampaolonoto.it/?p=5777</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Chiunque si avvicini al sound di David Gilmour, deve necessariamente fare i conti (prima o poi) con Hiwatt.<br />
Sembra ci sia una sorta di regola non scritta: non si può dire Gilmour, senza dire Hiwatt.</p>
<p>In realtà lo stesso Gilmour ha usato (ed usa), molto più spesso di quanto si pensi, sistemi di amplificazione differenti.</p>
<p>Ecco quindi il primo, di una serie di articoli, dedicati agli amplificatori non Hiwatt usati da Gilmour.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>TWIN REVERB • TWIN REVERB II</strong></p>
<p>Da sempre Gilmour usa nel suo setup amplificatori Fender, proprio in virtù del fatto che sono (probabilmente) gli amplificatori con il miglior pulito.</p>
<p>Ci sono molti video in cui si vede David alle prese con Fender 57 Twin, Deluxe Tweed, Fender Bassman&#8230;</p>
<p>In realtà Gilmour ha usato diverse volte anche testate Fender, proprio al posto di Hiwatt.</p>
<p>Un esempio è il setup usato per il tour live dell&#8217;album <strong>About Face del 1984</strong>.</p>
<p align="center"><img title="About_Face_Gilmour" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/About_Face_Gilmour.jpg" alt="Non solo Hiwatt: Twin Reverb II" width="430" height="450" /></p>
<p>Come si vede non ci sono le classiche tre testate Hiwatt, ma piuttosto tre testate Twin Reverb II, una testata Mesa-Boogie Mark I ed anche un amp a transistor Gallien-Krueger 250 ML MK II.</p>
<p>La testata Twin Reverb II è una testata da 105 watts, con 4 valvole 6L6, senza il canale vibrato e con una nuova equalizzazione sui medi.</p>
<p>La testata Mesa-Boogie è una Mark I da 60 watts, con 4 valvole 6L6 e 2 valvole 12AX7.<br />
Questa testata è usata in particolare per i suoni distorti, accoppiandola ad un Boss HM-2</p>
<p>L&#8217;amplificatore Gallien-Krueger 250 ML MK II invece è un amp allo stato solido, da 100W, usato come boost.</p>
<p>Non solo Hiwatt quindi&#8230;</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~4/VkeugGkO7LU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Chiunque si avvicini al sound di David Gilmour, deve necessariamente fare i conti (prima o poi) con Hiwatt.
Sembra ci sia una sorta di regola non scritta: non si può dire Gilmour, senza dire Hiwatt.
In realtà lo stesso Gilmour ha usato (ed usa), molto più spesso di quanto si pensi, sistemi di amplificazione differenti.
Ecco quindi il [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.giampaolonoto.it/gilmour-e-pink-floyd/non-solo-hiwatt-twin-reverb-ii/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">1</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.giampaolonoto.it/gilmour-e-pink-floyd/non-solo-hiwatt-twin-reverb-ii/</feedburner:origLink></item><item><title>Essetipicks</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/GIAMPAOLO_NOTO_BLOG/~3/LpmpVUbRscQ/</link><category>PARLANDO</category><category>pick</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">Giampaolo</dc:creator><pubDate>Thu, 22 Nov 2012 05:18:58 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.giampaolonoto.it/?p=5743</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>PERCHÈ LA TUA MUSICA NON MERITA UN PLETTRO QUALSIASI</strong></p>
<p>Questa è la frase che trovate nella Home Page del sito Essetipicks e fa capire, meglio di tante parole, la filosofia di questo marchio.</p>
<p>Si tratta di un marchio tutto italiano, dietro il quale c&#8217;e&#8217; Steve Tommasi, mente e braccio della Essetipicks.</p>
<p>Ho chiesto a Steve di scrivere un breve articolo di presentazione&#8230; ed eccolo qui!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Steve Tommasi presenta Essetipicks</strong></em></p>
<p>Il marchio Essetipicks muove i primi passi fra il 2004 e il 2005, mettendo a frutto svariate esperienze acquisite negli anni passati dal fondatore, Stefano &#8220;Steve&#8221; Tommasi nell&#8217;ambiente della liuteria.</p>
<p>Il primo traguardo è stato con il brevetto del plettro Ziriyab Essetipicks (nella foto qui sotto in versione standard).</p>
<p style="text-align: center;" align="center"><img class="aligncenter  wp-image-5754" title="Ziriyab_Standard" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/Ziriyab_Standard.jpg" alt="Essetipicks" width="350" height="318" /></p>
<p>Si tratta di un oggetto nato dopo un attento studio delle problematiche legate al plettro tradizionale.<br />
Di fatto, è stato creato un plettro tecnicamente e tecnologicamente nuovo, molto più avanzato: una nuova soluzione, finalmente, un modo nuovo di intendere il plettro.</p>
<p>Un&#8217;evoluzione del classico plettro sottile, che grazie alla sua conformazione aerodinamica , consente di oltrepassare i limiti fisici imposti da qualsiasi plettro tradizionale  e di trovare nuove, inesplorate frontiere di suono.</p>
<p>Nel progetto globale Essetipicks è interessante anche il lavoro di ricerca sui materiali, con una sperimentazione continua basata sull&#8217;impiego di materie prime in prevalenza naturali, ma senza disdegnare materiali molto tecnologici come il kevlar, con caratteristiche sonore che ben si sposano con le esigenze degli artisti sia acustici che elettrici.</p>
<p align="center"><img class="aligncenter size-full wp-image-5765" title="essetipicks1" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/essetipicks1.jpg" alt="Essetipicks" width="250" height="215" /><img class="aligncenter size-full wp-image-5764" title="essetipicks2" src="http://www.giampaolonoto.it/upload/essetipicks2.jpg" alt="Essetipicks" width="250" height="215" /></p>
<p>Abbiamo avuto un anno, questo, che ci ha gratificato molto con il conseguimento di importanti obbiettivi come ad esempio il record del mondo di velocità chitarristica che grazie anche al plettro Wet Soap Bar a consentito a Vanny Tonon di superare il precedente limite allo Show dei record da Gerry Scotti, facendolo entrare a buon diritto nel Guinness dei primati 2012.</p>
<p>Altra novità è stata l’introduzione della linea Essetipicks Jewels, una linea di plettri da indossare sotto forma di collane, bracciali, orecchini etc.<br />
Tutte composizioni originali realizzate dall’artista Fanny Abella.</p>
<p>In quanto a modelli, la novità di quest’anno (oltre agli Speedy Hybrid con anima in alluminio o in ottone) è racchiusa in un modello denominato “Gipsy Classic old style” dedicato allo strumming legato al genere Manouche.</p>
<p>Questo plettro è una sua personale rivisitazione di quello che doveva essere presumibilmente il plettro per il genere manouche verso la metà del secolo scorso.<br />
Un plettro di forte spessore e di dimensioni generose realizzato in essenze legnose ad alta densità molecolare o a scelta anche in versione up grade con l’ormai famosa procedura costruttiva a tre strati denominata Hybrid , fiore all’occhiello della Essetipicks.</p>
<p>Inoltre per questo originale plettro composito sono al vaglio nuovi materiali per poter offrire uno strumento dal tocco sempre più definito.<br />
La sperimentazione e i vari test sui materiali avranno luogo con l’inizio del prossimo anno.</p>
<p><a href="http://www.essetipicks.com/" target="_blank">http://www.essetipicks.com/</a></p>
<div><span style="color: #333333; font-family: sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; white-space: pre-wrap; background-color: #ffffff;"><br />
</span></div>
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Questa è la frase che trovate nella Home Page del sito Essetipicks e fa capire, meglio di tante parole, la filosofia di questo marchio.
Si tratta di un marchio tutto italiano, dietro il quale c&amp;#8217;e&amp;#8217; Steve Tommasi, mente e braccio della Essetipicks.
Ho chiesto a Steve di scrivere un [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.giampaolonoto.it/parlando/essetipicks/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">7</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.giampaolonoto.it/parlando/essetipicks/</feedburner:origLink></item><media:rating>nonadult</media:rating></channel></rss>
