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	<title>Francesco Gavello - Blog Marketing Tips, Web &amp; Blogosfera</title>
	
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	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 13:20:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>25 Modi di Usare Pinterest per Promuovere il tuo Blog e il tuo Brand</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/FrancescoGavelloPortfolio/~3/e4UcF1-fuWw/usare-pinterest-brand</link>
		<comments>http://francescogavello.it/usare-pinterest-brand#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Trending Topic]]></category>
		<category><![CDATA[Pinterest]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Di Pinterest hanno parlato e stanno parlando un po&#8217; tutti in giro per la rete.
Presentato nel 2010, il &#8220;social network delle ispirazioni&#8221; ha vissuto in questi ultimi mesi una crescita di accessi semplicemente vertiginosa, in grado di portarlo fianco a fianco di colossi ben più noti come Google Plus, LinkedIn ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/usare-pinterest-brand">25 Modi di Usare Pinterest per Promuovere il tuo Blog e il tuo Brand</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/idee-utilizzo-pinterest.jpg" alt="Come usare Pinterest per la mia azienda" title="idee-utilizzo-pinterest" width="320" height="320" class="alignleft size-full wp-image-22794" /></p>
<p>Di <a href="http://pinterest.com/">Pinterest</a> hanno parlato e stanno parlando un po&#8217; tutti in giro per la rete.</p>
<p>Presentato nel 2010, il &#8220;social network delle ispirazioni&#8221; ha vissuto in questi ultimi mesi una crescita di accessi semplicemente vertiginosa, in grado di portarlo fianco a fianco di colossi ben più noti come Google Plus, LinkedIn e Youtube in quanto a traffico generato come sito referente.</p>
<p>E di richiamare, com&#8217;era logico, parecchia attenzione in chi in un primo momento lo aveva snobbato.</p>
<p>Con qualcosa come <a href="http://siteanalytics.compete.com/pinterest.com/">7 milioni di visitatori</a> unici registrati nel solo mese dello scorso dicembre, e <a href="http://mashable.com/2012/02/08/pinterest-affiliated-links/">qualche ultima novità</a> riguardo ai link di affiliazione, Pinterest continua ancora a far parlare di sè come il più promettente social network dell&#8217;anno da poco iniziato.</p>
<p>Ma forse, dicevo, di questo avrai già letto in varie forme in giro per il web nelle ultime settimane.</p>
<p>Pinterest, a conti fatti, è questo. Una smisurata bacheca virtuale in cui gli utenti possono appendere (fare Pin) tutti gli elementi che ritengano caratterizzino la propria vita. Posso fare Pin all&#8217;immagine di un prodotto che mi piace su Amazon, e raggrupparlo in una lista dei desideri, nel caso più semplice in assoluto. Altri utenti possono poi commentare, re-Pinnare sulle proprie bacheche il mio elemento, cliccare Mi Piace o seguire il mio profilo.</p>
<p>Ora, ti starai chiedendo</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Tutto fantastico, ma come posso usare concretamente tutto ciò per promuovere il mio blog, i miei progetti, il mio business&#8221;?</em></p></blockquote>
<p><span id="more-22723"></span></p>
<h2>Basi di Pinning</h2>
<p>Sai, su queste pagine non ho mai seguito la corsa all&#8217;ultima news. Anzi, devo confessarti che Pinterest a una prima occhiata non mi convinceva più di tanto.</p>
<p>Ho sempre suddiviso la mia attività in rete su tre fronti: il luogo in cui scrivo (il mio blog), il luogo il cui segnalo ciò che leggo (il mio <a href="http://speed.francescogavello.it/">speed blog</a>) e il luogo in cui discuto a ruota più o meno libera con i miei contatti (Twitter e Facebook). Un ennesimo fronte su cui pianificare una presenza online non mi sembrava, semplicemente, necessario.</p>
<p>Tuttavia, ci sono alcune meccaniche che differenziano Pinterest da quanto siamo stati abituati a vedere in giro sino ad oggi e che mi hanno convinto a darci uno sguardo più approfondito. In particolare:</p>
<ul>
<li><strong>La meccanica di follow</strong> &#8211; Se inizio a seguire un utente, seguirò in futuro automaticamente anche tutte le board che questo andrà a creare. È questa la situazione che andrebbe ricercata.</li>
<li><strong>Completamente visivo</strong> &#8211; Puoi curare i tuoi Pin e far crescere le tue board senza dover spendere una parola, lasciando che Like e re-Pin parlino per te. I commenti appaiono, stranamente, quasi come un contorno.</li>
<li><strong>Sforzo di gruppo</strong> &#8211; Ogni board creata può essere aperta a contatti che seguiamo, definendoli board &#8220;Contributors&#8221; e permettendo a questi di caricare i propri Pin.</li>
<li><strong>Content curation</strong> &#8211; Puoi curare e organizzare virtualmente ogni notizia in una maniera intuitiva e visivamente appagante. Usando la <a href="http://pinterest.com/about/goodies/">bookmarklet &#8220;Pin It&#8221;</a>, puoi selezionare un testo sulla pagina, premere il tasto e indicare la foto tra quelle rilevate. Due click in totale per un Pin ben confezionato.</li>
</ul>
<p>Così, mentre gli sviluppatori indicano come sarebbe opportuno <a href="http://pinterest.com/about/etiquette/">usare il network nel modo meno referenziale possibile</a> (e i brand <a href="http://pinterest.com/benetton/">non se lo sognano</a> <a href="http://pinterest.com/playlife/">neppure</a>) ecco una ventina e più di buone idee a mente fredda per iniziare a usare questo promettente social network.</p>
<h2>25 idee per usare Pinterest&#8230;</h2>
<p>&#8230;e promuovere il tuo brand, la tua azienda, o qualunque cosa che anche solo lontanamente abbia modo di concretizzarsi in un&#8217;immagine. In mancanza di meglio, vi prego, concedetemi il neologismo <em>pinnare</em> e relativa varianti. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>Colori, trend, emozioni</h3>
<ul>
<li>Curi un portale legato a viaggi e turismo? Crea una o più board dividendone i Pin per emozioni da sperimentare, colori da fotografare, luoghi in cui mettere piede.</li>
<li>Se una wedding planner o ne scrivi sul tuo blog? Raggruppa ispirazioni a tema legate ai diversi aspetti di un matrimonio perfetto.</li>
<li>Foodblogging? <em>Pinna</em> immagini di ricette suddividendole per tipo o ingredienti in specifiche board.</li>
<li>Event planner? Porta con te un qualsiasi smartphone compatibile per pinnare e caricare dal vivo li scatti dei diversi eventi.</li>
<li>Scrivi di arredamento? Questo è il tuo mondo! Suddividi le tue board in spazi abitativi, componenti usati, dimensioni o feeling da sperimentare.</li>
</ul>
<h3>Freelancing</h3>
<ul>
<li>Usa le board per suddividere Pin scattati in ogni evento a cui hai partecipato.</li>
<li>Pinna i loghi dei brand con cui lavori o hai già lavorato.</li>
<li>Se sei un consulente e non hai un prodotto &#8220;fisico&#8221; da presentare, usa le board per comunicare comunque il tuo personalissimo stile di vita.</li>
<li>Fai Pin su tutti gli articoli che parlano di te (per esempio, le interviste) o del tuo brand.</li>
<li>Carica screenshot e appunti visivi di landing page o template che trovi efficaci.</li>
<li>Sei uno speaker? Crea una board legata a qualcuno dei percorsi che presenti agli eventi, <em>pinnando</em> e caricando alcune slide chiave.</li>
<li>Usi parecchie immagini per i tuoi articoli? Usa Pinterest per presentare ai tuoi follower i migliori contenuti per percorsi visivi.</li>
</ul>
<h3>Brand, enti e team di lavoro</h3>
<ul>
<li>Crea una board di dettagli e oggetti legati al &#8220;dietro le quinte&#8221; del tuo brand.</li>
<li>Curi un network che produce un magazine o una pubblicazione periodica? Crea una board con tutte le ultime cover sviluppate.</li>
<li>Hai un portale o un blog dedicato al mondo delle mamme? Crea una o più board di prodotti, dividendoli per fasce di età del bambino.</li>
<li>Sei un brand no-profit attivo nel sociale? Usa le board e i Pin per mostrare al mondo come le tue azioni stanno cambiano davvero le cose.</li>
<li>Chiedigli al tuo team di partecipare attivamente alla <a href="http://pinterest.com/klout/">content curation delle board del brand</a>, cercando di far uscire gusti culinari, letture, ispirazioni e quant&#8217;altro difficilmente sarebbe presentabile altrove.</li>
</ul>
<h3>Designer</h3>
<ul>
<li>Raggruppa i tuo i lavori migliori in una board, caricandoli ex-novo o <em>pinnando</em> portali dei tuoi clienti.</li>
<li>Crea una board &#8220;Uno sguardo in anteprima&#8221; caricando anticipazioni su ciò a cui lavorando.</li>
<li>Crea una serie di board e carica ex-novo Pin dei tuoi lavori rimandandovi i tuoi clienti, a mo&#8217; di portfolio &#8220;sociale&#8221;.</li>
</ul>
<h3>E-commerce</h3>
<ul>
<li>Carica Pin legati a offerte e promozioni stagionali.</li>
<li>Lancia un contest chiedendo ai tuoi utenti di creare una nuova board, caricandovi un Pin che li ritragga insieme a uno dei tuoi prodotti. Poi estrai a sorte il vincitore tra tutti coloro che avranno Twittato (#pinBRAND?) il link della propria board.</li>
<li>Crea una board &#8220;Offerte speciali&#8221; che rimandano al tuo listino. Meglio se puoi usare i caratteri &#8220;$&#8221; e &#8220;£&#8221; nella descrizione per attivare lo stile &#8220;Gift&#8221; del singolo Pin in questione.</li>
<li>Chiedi ai tuoi utenti di creare una propria board dal nome prestabilito (per esempio: &#8220;Pinnalo e Vincilo&#8221;), pinnando n-elementi dal tuo listino. Poi chiedigli di inviarti il link della board via email per cercare di venire estratti vincitori e ricevere così in palio uno degli elementi della loro board.</li>
<li>Chiedi ai tuoi utenti di costruire una board in cui pinnare loro specifici oggetti a mo&#8217; di caccia al tesoro (&#8220;qualcosa di giallo&#8221;, &#8220;qualcosa di nuovo&#8221;, &#8220;qualcosa a di piccolissimo&#8221;, e via discorrendo) per partecipare al tuo contest e cercare di venire estratti vincitori. Puoi anche selezionare il vincitore a seconda dei re-Pin o dei Like ricevuti sulla board in questione la durata dell&#8217;iniziativa.</li>
</ul>
<h2>Non solo &#8220;ispirazioni&#8221;</h2>
<p>Credo che Pinterest sia insomma <strong>un ottimo modo per dimostrare la propria competenza in una qualsiasi nicchia</strong>, soprattutto se questa trova facilmente ripercussione nella vita di tutti i giorni. È veloce, intuitivo e scivola via che è una bellezza. Se il tuo brand può presentare -o legarsi in qualche modo- ad aspetti concreti e visivi, Pinterest si pregusta decisamente interessante per nuove attività di marketing.</p>
<h2>Tocca a te!</h2>
<p>Hai già fatto un giro in Pinterest?</p>
<p>Sono curioso di leggere le opinioni di coloro che solcano questo blog, e di dare uno sguardo alle tue bacheche! Per quanto mi  riguarda, mi trovi su <a href="http://pinterest.com/gavello/">pinterest.com/gavello</a>! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>Qualcos&#8217;altro da leggere</h2>
<p>Scrivono di Pinterest (in italiano):</p>
<ul>
<li><a href="http://www.ninjamarketing.it/2012/02/07/10-esempi-internazionali-di-brand-page-su-pinterest/">10 esempi internazionali di brand page su Pinterest</a></li>
<li><a href="http://www.davidelicordari.com/aziende-e-pinterest-alcuni-esempi-di-successo/">Aziende e Pinterest: alcuni esempi di successo</a></li>
<li><a href="http://www.juliusdesign.net/16425/pinterest-il-social-network-delle-ispirazioni/">Pinterest: Una Moda del momento o una Grande Opportunità?</a></li>
<li><a href="http://viralblog.viralbeat.com/2012/02/pinterest-il-social-network-ispirazionale-genera-piu-traffico-di-linkedin-reddit-youtube-e-google/">Pinterest: il social network ispirazionale genera più referral traffic di LinkedIN, Reddit, YouTube e Google+</a></li>
</ul>
<p>Scrivono di Pinterest (in inglese):</p>
<ul>
<li><a href="http://www.chrisbrogan.com/the-next-social-networks/">The Next Social Networks</a></li>
<li><a href="http://www.business2community.com/strategy/lands%E2%80%99-end-contest-confirms-strategic-role-of-pinterest-for-brands-0107477">Lands’ End Contest Confirms Strategic Role of Pinterest for Brands</a></li>
</ul>
<p><div style="font-size:10px">
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/usare-pinterest-brand">25 Modi di Usare Pinterest per Promuovere il tuo Blog e il tuo Brand</a></p>
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		<title>Assumi che i Tuoi Clienti …Non Sappiano Nulla (di te)</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Una delle difficoltà su cui mi trovo a lavorare per conto dei miei clienti appare più o meno così.
“Non ho la minima idea di ciò che dovrei scrivere (sul mio blog, su social, nelle mie newsletter). Certo, ho un sito dove ho descritto ciò che serve sapere ai miei clienti, ...</p><p><div style="font-size:10px">
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/strategia-editoriale-blog">Assumi che i Tuoi Clienti &#8230;Non Sappiano Nulla (di te)</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/pianificare-contenuti-editoriali-blog.jpg" alt="Pianificare contenuti editoriali per blog aziendale" title="pianificare-contenuti-editoriali-blog" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22788" /></p>
<p>Una delle difficoltà su cui mi trovo a lavorare per conto dei miei clienti appare più o meno così.</p>
<blockquote><p>“Non ho la minima idea di ciò che dovrei scrivere (sul mio blog, su social, nelle mie newsletter). Certo, ho un sito dove ho descritto ciò che serve sapere ai miei clienti, ma su tutto il resto credo di apparire banale e scontato. Come pianifico contenuti pertinenti per il mio business?”</p></blockquote>
<p>È un po&#8217; il ragionamento secondo cui una strategia editoriale sia fatta di qualche magico segreto e innata creatività, tale che solo chi ne detiene la giusta conoscenza possa effettivamente iniziare a pianificarla.</p>
<p>Stupidaggini.</p>
<p>Una strategia editoriale è semplice buon senso applicato alla rete e al modo in cui le persone (non) si ricordano di noi. E la prima risposta al problema di cui sopra risiede in una singola affermazione.</p>
<p><span id="more-22774"></span></p>
<p><strong>Considera i tuoi clienti come se non ricordassero mai nulla di te.</strong></p>
<p>Esatto. Come se non ricordassero proprio quell’ottimo post che hai scritto una settimana fa. Come se gli fossero sfuggiti, dannazione, tutti gli ultimi giorni che hai passato a promuovere il tuo nuovo prodotto sui social media.</p>
<p>Perché?<br />
Perché nella maggior parte dei casi, è esattamente così.</p>
<p>E non si tratta di una qualche ingiustizia nei tuoi confronti. Capita da sempre. Ed è semplicemente il modo in cui noi utenti ci poniamo di fronte a una così grande mole di informazioni delle quali può essere piena la rete odierna.</p>
<p>Cercare di inseguire una sorta di &#8220;saggia austerità&#8221; nei confronti di chi ci legge, data dalla riflessione che hey, tutto sommato i nostri utenti già sappiano più o meno tutto di noi, non farà altro che generare una crescente frustrazione da carenza di contenuti papabili.</p>
<p>Ci sono professionisti che si limitano ad accennare timidamente ciò di cui si occupano in qualche remota sotto-pagina dei loro blog. E che non nominano mai le loro competenze su un social che sia uno. Abbiamo aziende dall’assoluto valore e carisma (almeno, dietro le quinte e fuori dal web) che trasmettono un’immagine formale e impostata solamente per il terrore di annoiare gli utenti ancora con i “soliti contenuti che hanno già sicuramente letto nella sottosezione C del menù secondario”.</p>
<p>Contenuti che, come detto, risulterebbero nella stragrande maggioranza dei casi una gran bella novità da leggere.</p>
<h3>Ciao, ti conosco?</h3>
<p>Non c’è motivo di apparire il “grande segreto” in rete. <strong>Nessuno si prenderà il tempo e il modo di strapparti di dosso le informazioni di cui hai bisogno.</strong> A meno che tu non sia davvero un grande nome (e anche in questo caso ho qualche dubbio in merito). Spesso, come freelance e pmi, come privati e grandi aziende, una veloce occhiata è tutto ciò che ci è concesso da parte di nuovi partner, clienti, lettori.</p>
<p>Assumere che il nostro prossimo lettore (o cliente, o partner) non sappia nulla di noi e di quanto abbiamo fatto in passato è il miglior modo per iniziare a costruire a cuor leggero una comunicazione fresca e personale, che mostra e dettaglia con chiarezza il nostro business non nascondendolo dietro al solito sipario.</p>
<p>Hai mai pensato a quanto i tuoi lettori sanno di te, dei tuoi obiettivi, dei tuoi retroscena che hai sempre trascurato di comunicare perché &#8220;tanto queste cose, chi mi conosce, le sa già&#8221;?</p>
<p>foto: © <a href="http://it.fotolia.com/id/5117029">Fotolia.com</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/strategia-editoriale-blog">Assumi che i Tuoi Clienti &#8230;Non Sappiano Nulla (di te)</a></p>
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		<item>
		<title>Come Creare Post in Serie</title>
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		<comments>http://francescogavello.it/come-creare-post-in-serie#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrivere Contenuti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=22728</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Hai mai vissuto quella sensazione per cui senti che i tuoi articoli, presi singolarmente, non bastino più per contenere tutto ciò che vorresti dire rispetto a un argomento? Sai, quando per ogni articolo che scrivi ne servirebbe immediatamente un altro, pronto ad approfondire un particolare aspetto del precedente.
Ecco.
È l&#8217;ora di ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/come-creare-post-in-serie">Come Creare Post in Serie</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/creare-serie-articoli.jpg" alt="Creare una serie di post sul blog" title="creare-serie-articoli" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22761" /></p>
<p>Hai mai vissuto quella sensazione per cui senti che i tuoi articoli, presi singolarmente, non bastino più per contenere tutto ciò che vorresti dire rispetto a un argomento? Sai, quando per ogni articolo che scrivi ne servirebbe immediatamente un altro, pronto ad approfondire un particolare aspetto del precedente.</p>
<p>Ecco.<br />
È l&#8217;ora di creare una serie di post. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h2>Perché creare una serie di articoli</h2>
<p>Ci sono diversi motivi per creare una serie di post. Il più immediato può essere semplicemente quello di voler raccontare qualcosa di lungo e complesso ai tuoi lettori senza puntare direttamente al &#8220;post pilastro&#8221;. Suddividendo in più capitoli un argomento vasto e sfaccettato ti assicuri di poter concentrare l&#8217;attenzione di volta in volta solo verso uno specifico aspetto.</p>
<p>Oppure potrebbe dipendere dalla necessità di voler fidelizzare i tuoi lettori al di là del singolo e &#8220;inaspettato&#8221; post quotidiano. Molti portali lavorano già in maniera ottima proponendo un appuntamento settimanale, legato a precisi aspetti della vita quotidiana (cinema, tv, cucina, eventi sul territorio) che i lettori sanno presentarsi con puntualità.</p>
<p>Creare una serie di articoli a tema non è affatto difficile e può darti grandi soddisfazioni soprattutto se stai cercando di &#8220;mettere ordine&#8221; in una nicchia complessa e in cui senti di avere molto più da dire che il semplice commentare la novità o lo strumento di turno.</p>
<p>Ecco come puoi fare.</p>
<h3>1. Identifica una necessità</h3>
<p>Se possiedi un blog da più di qualche mese, avrai già abbastanza chiari in mente i motivi per cui i tuoi lettori sono &#8230;beh, i tuoi lettori. Cosa cercano da te? Perché si trattengono sulle tue pagine e cosa li spinge ad avviare le discussioni tra i commenti?</p>
<p>Prima ancora di capire come sviluppare al meglio una serie di post, cerca di identificare una buona necessità che da essi potrebbe essere soddisfatta. Cos&#8217;è che, al momento, alcuni dei tuoi singoli articoli non riescono a coprire con la dovuta efficacia?</p>
<h3>2. Scegli il tuo approccio</h3>
<p>Meglio un post puramente testuale -stai cercando di pubblicare un racconto breve in più parti- o una serie di immagini per il tuo roundup di ispirazioni creative domenicali? O ancora, hai bisogno di un particolare plugin per la tua selezione dei &#8220;3 Snippet di Codice per WordPress che forse non conoscevi ancora&#8221; riservata al mercoledì?</p>
<p>Quale che sia la necessità che stai cercando di coprire, cerca di stabilire l&#8217;approccio migliore e attieniti strettamente ad esso, dando a questo approccio la forma più assimilabile che puoi. Più un post in serie è, effettivamente, pensato come parte di una serie coerente, più risulterà efficace.</p>
<h3>3. Imposta una buona periodicità</h3>
<p>Detto questo, stabilisci quanto di frequente questo appuntamento dovrebbe presentarsi sulle tua pagine. Se la tua serie è rivolta al mostrare uno specifico approccio alla risoluzione di un problema, potresti voler concentrare la sua pubblicazione nell&#8217;arco di solo pochi giorni. Una sorta di esplosione controllata di molti post a tema, pensati per concludersi nel giro di una decina di giorni.</p>
<p>Se la tua serie è invece rivolta al selezionare contenuti o al rispondere alle domande ricevute con periodicità, una pubblicazione più diluita verrà probabilmente percepita meglio.</p>
<p>Non sottovalutare però l&#8217;altro lato della medaglia. Annunciare a gran voce l&#8217;arrivo sulle tue pagine di una corposa serie dedicata, per esempio, ai mille utilizzi del cioccolato in cucina, potrebbe esaltare metà dei tuoi utenti così come allontanare l&#8217;altra metà per tutta la durata dell&#8217;iniziativa. Molto meglio, se ne hai l&#8217;occasione, alternare ai post-in-serie i tuoi cari e vecchi articoli di sempre.</p>
<h3>4. Sviluppa un metodo di lavoro efficace</h3>
<p>Avrai costantemente bisogno di tre nuove immagini per ogni post della tua serie? O forse punterai, in fase di costruzione, sul presentare testo e codice di ogni articolo secondo un particolare modello?</p>
<p>Sviluppare un metodo di lavoro, sia questo una banale macro in Photoshop o un mockup da riutilizzare per le tue immagini a contorno ti aiuterà ad essere più veloce e produttivo in quello che dovrà essere un lavoro che vorrai fare, si spera, a lungo e con coerenza.</p>
<h3>5. Ottimizza i risultati</h3>
<p>Una volta che la tua serie di post (o le tue serie di post) avranno preso il via e arriveranno a prevedere almeno 5-7 contenuti interni ciascuno, sarà giunto il momento di ottimizzare il valore assemblato.</p>
<p>Potrai creare delle pagine ex-novo, a mo&#8217; di cappello per tutti questi contenuti. Potrai creare dei piccoli archivi tematici da presentare in sidebar. Oppure potrai organizzare <a href="http://francescogavello.it/visualizzare-pagine-figlie-shortcode">una singola pagina che raggruppi tutti i post</a> di una certa categoria e lasciare che sia questa una fonte di ingresso per potenziali nuovi lettori.</p>
<h2>La serie Welcome Weekend</h2>
<p>Questo è ciò che ho fatto con la serie <a href="http://francescogavello.it/welcome-weekend-domande-risposte-marketing">Welcome Weekend</a>, da tempo in giro su queste pagine. Ho definito un problema, ovvero il fatto che diverse persone avessero molte più cose da chiedere di quante gli articoli riuscissero a soddisfare. Ho stabilito uno strumento, un piccolo post in cui la citazione è il contenuto iniziale e una breve risposta la chiusura.</p>
<p>Ho poi stabilito la periodicità, aggiungendo un solo post alla mia pianificazione settimanale (passando da tre a quattro articoli). Il giorno del sabato è stato stabilito in quanto non particolarmente affossato da un calo di visite fisiologico. Infine, per rendere tutto il più agevole possibile per il sottoscritto, ho sviluppato un modello in PSD e un paio di macro per organizzare la relativa immagine a contorno. E voilà, il Welcome Weekend era nato con poco sforzo e con grande guadagno per i lettori.</p>
<p>Hai mai pensato di lanciare una serie di post, o un appuntamento periodico di diverso tipo sul tuo blog o sito web? In caso affermativo, com&#8217;è andata? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/23950335@N07/5506637899/">Maximus_W</a></p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/come-creare-post-in-serie">Come Creare Post in Serie</a></p>
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		<title>È LinkedIn il Miglior Social Network per Trovare Clienti?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[LinkedIn]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quale che sia la tua attività o il prodotto che stai vendendo, hai bisogno di un costante afflusso di nuovi clienti. Che il tuo prodotto sia fisico, o espressamente legato a un servizio sul web, capire come gestire il ricambio di persone interessate a te e al tuo brand è ...</p><p><div style="font-size:10px">
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Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/trovare-clienti-linkedin">È LinkedIn il Miglior Social Network per Trovare Clienti?</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quale che sia la tua attività o il prodotto che stai vendendo, hai bisogno di un costante afflusso di nuovi clienti. Che il tuo prodotto sia fisico, o espressamente legato a un servizio sul web, capire come gestire il ricambio di persone interessate a te e al tuo brand è uno degli aspetti principali che ti permetteranno di rimanere a lungo su piazza.</p>
<p>Spesso, quando parliamo di trovare &#038; portare in casa potenziali clienti attraverso una strategia di web marketing (la cosiddetta <em>lead generation</em>, appunto) la mente viaggia rapida verso campagne DEM, advertising su AdWords o Facebook Ads.</p>
<p>E il caro vecchio LinkedIn?</p>
<p>È di questa settimana <a href="http://blog.hubspot.com/blog/tabid/6307/bid/30030/LinkedIn-277-More-Effective-for-Lead-Generation-Than-Facebook-Twitter-New-Data.aspx">lo studio dei ragazzi di HubSpot</a>, compiuto su più di cinquemila aziende nel settore B2B e B2C attive su LinkedIn che <strong>dimostra come il network risulti il 277% più efficace</strong> dei classici Facebook e Twitter nell&#8217;<a href="http://francescogavello.it/fare-marketing-linkedin">acquisire clienti.</a></p>
<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/lead-generator-linkedin.jpg" alt="Trovare clienti con LinkedIn" title="lead-generator-linkedin" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22736" /></p>
<p>Di molto inferiori, come si può osservare nel grafico in alto, Facebook con solo lo 0.77% e Twitter con un altrettanto basso 0.69%.</p>
<p>LinkedIn, riporta Rebecca Corliss nell&#8217;articolo di cui sopra, con il suo orientamento esclusivamente professionale rispetto ai due concorrenti, permette al singolo utente di <strong>fruire nello stesso lasso di tempo di contenuto molto più &#8220;concentrato&#8221;.</strong> Niente foto delle vacanze o divagazioni sui programmi tv. Ogni secondo speso su LinkedIn è potenzialmente rivolto a diventare cliente di qualcun&#8217;altro.</p>
<p>Se è quindi vero che nei numeri grezzi <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2012/02/quale-social-porta-piu-traffico.html">LinkedIn non si posiziona certo in vetta</a> (<a href="http://blog.shareaholic.com/2012/01/pinterest-referral-traffic/">qui l&#8217;articolo originale</a> di Shareaholic), è anche vero che l&#8217;utenza che lo percorre si dimostra estremamente più propensa delle rispettive controparti a masticare contenuti aziendali, esplicitamente promozionali e (perché no?) autoreferenziali.</p>
<p>Hai già considerato LinkedIn come piattaforma di promozione attiva?</p>
<p><div style="font-size:10px">
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		<title>SEO Copywriting Checklist per Blogger: 6 Pratiche Essenziali che Dovresti Seguire</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Engine Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Di tanto in tanto ricevo messaggi da parte dei lettori che mi chiedono consigli riguardo a questo o quel plugin SEO. C&#8217;è chi mi chiede quale sia la migliore combinazione di plugin da usare, o la conferma di qualche &#8220;segreto&#8221; più o meno noto per ottimizzare i propri articoli.
Così, ho ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/seo-copywriting-checklist-per-blogger-6-pratiche-essenziali-che-dovresti-seguire">SEO Copywriting Checklist per Blogger: 6 Pratiche Essenziali che Dovresti Seguire</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/buoni-consigli-seo-blog.jpg" alt="Come ottimizzare articoli blog per Google" title="buoni-consigli-seo-blog" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22709" /></p>
<p>Di tanto in tanto ricevo messaggi da parte dei lettori che mi chiedono consigli riguardo a questo o quel plugin SEO. C&#8217;è chi mi chiede quale sia la migliore combinazione di plugin da usare, o la conferma di qualche &#8220;segreto&#8221; più o meno noto per ottimizzare i propri articoli.</p>
<p>Così, ho pensato di stilare quella che, beh, è da sempre <strong>la strategia SEO per ottimizzare i contenuti di questo blog</strong>, a mo&#8217; di checklist, insieme a un paio di altre riflessioni legate all&#8217;ambito del posizionamento sui motori di ricerca. Buona lettura!</p>
<p><span id="more-22496"></span></p>
<h3>1. Ho definito un titolo tra 50 e 70 caratteri?</h3>
<p>C&#8217;è chi preferisce stilare il titolo dei propri post <a href="http://francescogavello.it/scrivere-titoli-prima-di-ogni-altra-cosa">ben prima di aver scritto</a> una singola parola, chi invece ci si dedica a lungo solo dopo aver concluso l&#8217;ultimo paragrafo. Io propendo per la prima categoria. Quale che sia il tuo approccio, dovresti seguire quello che è molto più di un buon consiglio: mantieni sempre compreso il tuo titolo tra i 50 e i 70 caratteri.</p>
<p>Titoli più lunghi verranno troncati nei risultati dei motori inserendovi gli odiati &#8220;[...]&#8221; al termine. Titoli più brevi avranno poche carte da giocare in materia di parole chiave. Se usi un buon plugin (e dovresti) come <a href="http://francescogavello.it/configurare-wordpress-seo-yoast">WordPress SEO by Yoast</a> potrai comunque continuare a usare titoli più lunghi e &#8220;personali&#8221; sulle tue pagine, decidendo di volta in volta come variare il campo &#8220;title&#8221; da mostrare solo agli spider-bot. Cosa volere di più?</p>
<h3>2. Ho posizionato buone parole chiave all&#8217;inizio del titolo?</h3>
<p>Nel <a href="http://francescogavello.it/9-metodi-per-imparare-a-scrivere-titoli-migliori-nei-prossimi-10-minuti">costruire il tuo titolo</a>, cerca di posizionare all&#8217;inizio di questo una o più parole chiave per te fondamentali. Non solo aiuterà l&#8217;occhio dell&#8217;utente durante la scansione dei risultati, ma indicherà ai motori la maggiore pertinenza di quest&#8217;ultime rispetto al resto.</p>
<p>Inoltre, titoli che arrivano al &#8220;succo&#8221; solo dopo decine e decine di caratteri rendono, a mio avviso, tremendamente male.</p>
<h3>3. Ho usato la keyword principale nel mio primo paragrafo?</h3>
<p>Una volta concluso il tuo articolo, controlla se e con quale precisione sei riuscito a riportare la tua principale keyword all&#8217;interno del primo paragrafo. Puoi migliorare la sua forma? Manca del tutto? Non sottovalutare l&#8217;efficacia del fornire ai motori di ricerca la conferma che il tuo articolo sia, effettivamente, ciò che promette di essere senza prendere il discorso troppo alla lontana.</p>
<h3>4. Posso usare titoli di secondo e terzo livello?</h3>
<p>Se la lunghezza lo permette, cerca di usare titoli di secondo e terzo livello per separare blocchi concettuali di contenuto. Cerca inoltre di usare in questi titoli un&#8217;altra manciata di buone keyword (o singole frasi) che il tuo lettore tipo potrebbe usare durante la ricerca.</p>
<h3>5. Ho considerato le possibili varianti di keyword e keyphrases?</h3>
<p>Prima di iniziare a scrivere componi una lista con una manciata di varianti delle parole chiave per cui stai cercando di posizionare il tuo articolo. Stila soprattutto una serie di keyphrases con le quali credi i tuoi utenti potrebbero effettivamente cercare i tuoi contenuti. Poi, senza esagerare, cerca il modo migliore di fonderle in ciò che hai scritto.</p>
<p>Stilare questa lista <strong>prima</strong> di aver effettivamente iniziato a scrivere ti permette di ragionare a mente fresca e di non farti influenzare da tutto ciò che hai già scritto a riguardo.</p>
<h3>6. Ho ottimizzato l&#8217;URL della pagina?</h3>
<p>Così come dovresti variare la tua parola chiave principale tra i paragrafi e i titoli secondari, così dovresti ricordare di ripulire l&#8217;indirizzo del tuo articolo affinché sia il più conciso, chiaro e focalizzato possibile.</p>
<p>WordPress in maniera predefinita ci mette del suo per &#8220;sporcare&#8221; l&#8217;indirizzo inserendo ogni singola parola del titolo, collassando gli accenti se questi sono presenti, lasciando invariate congiunzioni e articoli. Assicurati di rimuovere quanto in eccesso prima di dare in pasto il tutto ai motori.</p>
<h2>Quanto è difficile fare SEO?</h2>
<p>Un ultimo appunto mi preme davvero farlo: per iniziare a lavorare di SEO su un blog non servono decine di plugin. Tutt&#8217;altro. Ciò che serve è prima di tutto la consapevolezza di ciò che stai facendo. Nel dubbio, non installare componenti che promettono di fare faville in un singolo click, ma inizia a seguire alcune buone pratiche come quelle che ti ho indicato, solide e durature nel tempo, con quali non potrai davvero sbagliare. Rivolgiti a un professionista, se hai paura di esserti perso. Ma non procedere mai a caso sperando in bene.</p>
<p>Qual è l&#8217;aspetto più importante che tieni a mente durante la stesura dei tuoi post?<br />
La lunghezza? La selezione di parole chiave o grassetti? Gli URL o qualcosa d&#8217;altro ancora?</p>
<p>Qual è la tua checklist prima di pubblicare un post? <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/seo-copywriting-checklist-per-blogger-6-pratiche-essenziali-che-dovresti-seguire">SEO Copywriting Checklist per Blogger: 6 Pratiche Essenziali che Dovresti Seguire</a></p>
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		<title>Google Non Dimentica. Gli Utenti Invece…</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 04:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Engine Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://francescogavello.it/?p=22497</guid>
		<description><![CDATA[<p>
Sono tornato quasi per caso su un articolo pubblicato verso dicembre scorso da Jeremy Shoemaker su Shoemoney.com in cui si raccontava di come stiano davvero le cose quando si parla di SEO, backlink e strategie di marketing di più ampio respiro.
(e la cosa fa quasi il paio con quanto ho ...</p><p><div style="font-size:10px">
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/google-non-dimentica-gli-utenti-invece">Google Non Dimentica. Gli Utenti Invece&#8230;</a></p>
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<p>Sono tornato quasi per caso su <a href="http://www.shoemoney.com/2011/12/07/google-never-forgets/">un articolo pubblicato verso dicembre scorso</a> da Jeremy Shoemaker su Shoemoney.com in cui si raccontava di come stiano davvero le cose quando si parla di SEO, backlink e strategie di marketing di più ampio respiro.</p>
<p>(e la cosa fa quasi il paio con <a href="http://francescogavello.it/punta-sempre-al-piano-g">quanto ho scritto circa il Piano G</a>)</p>
<p>Jeremy sostanzialmente scriveva: “Quale che sia il risultato attuale, in 30 giorni, tutti si saranno dimenticati di ciò che hai scritto. Tutti tranne Google”.</p>
<p>Tutte le varie strategie volte alla costruzione di buoni backlink, ne consegue, non reggono il paragone con <strong>un buon post al vetriolo, ottimizzato quanto più possibile sul titolo e sull’URL</strong>, a partire dal quale il maggior numero di persone coinvolte o tirare in ballo comincino a scrivere sui loro blog solo per poter dire la loro e, beh, <strong>insultarti linkando al tuo blog.</strong></p>
<p>Perché? Perché dopo trenta giorni, tutti si saranno dimenticati del polverone sollevato.<br />
Trane Google, che si terrà validi tutti i backlinks raccolti.</p>
<p>Ora.<br />
Secondo te la cosa ha senso?</p>
<p>Secondo me sì, con tutte le attenuanti del caso. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Solo, credo anche che su suolo italiano (o comunque in qualunque ambito un pelino più ristretto di quello americano) <strong>la cosa rischia di essere un autentico suicidio.</strong></p>
<p>Davvero puntare periodicamente al più classico dei <em>“bene o male, purché se ne parli”</em> ha senso perché poi le persone si scordano del chi e del cosa?</p>
<p>Oppure, in una realtà più ristretta (quasi del paesino, se vogliamo paragonare il web italiano a quello del resto del mondo) si rischia un’etichetta a vita difficile da scrollarsi di dosso?</p>
<p><div style="font-size:10px">
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		<item>
		<title>Visualizzare Automaticamente una Lista di Articoli per Categoria in Post e Pagine</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/FrancescoGavelloPortfolio/~3/7CQ2eCJ7qts/visualizzare-pagine-figlie-shortcode</link>
		<comments>http://francescogavello.it/visualizzare-pagine-figlie-shortcode#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 03:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Welcome Weekend]]></category>
		<category><![CDATA[Domande e Risposte]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Questo sabato, giusto una piccola meta-domanda legata a WordPress che potrebbe tuttavia tornare utile a molti di voi. Simone chiede:
Che plugin usi per pubblicare in automatico le domande che ti arrivano nella lista qui sotto?

Beh, nessun plugin.  
Con un manciata di righe posizionate al termine del file functions.php del ...</p><p><div style="font-size:10px">
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/visualizzare-lista-articoli-categoria-shortcode.jpg" alt="Come visualizzare automaticamente una lista di articoli per categoria" title="visualizzare-lista-articoli-categoria-shortcode" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22662" /></p>
<p>Questo sabato, giusto una piccola <em>meta-domanda</em> legata a WordPress che potrebbe tuttavia tornare utile a molti di voi. <a href="http://www.goatseo.com/">Simone</a> chiede:</p>
<blockquote><p>Che plugin usi per pubblicare in automatico le domande che ti arrivano <a href="http://francescogavello.it/welcome-weekend-domande-risposte-marketing">nella lista qui sotto?</a></p></blockquote>
<p><span id="more-22649"></span></p>
<p>Beh, nessun plugin. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Con un manciata di righe posizionate al termine del file <strong>functions.php</strong> del proprio tema (prima di &#8220;?>&#8221;), è possibile disporre di un pratico shortcode del tipo &#8220;[ articoli categoria="ID-CATEGORIA" numero="NUMERO-DI-POST" ]&#8221; (nessun spazio prima e dopo le quadre).</p>
<p>Sostituite ID-CATEGORIA con il numero corrispondente alla categoria dei post che volete recuperare e NUMERO-DI-POST con il numero di questi ultimi che volete mostrare. Questo il codice da usare:</p>
<pre class="brush: php">

// Shortcode (inserire quadre in apertura e chiusura)
// da usare nella forma:
// articoli categoria=&quot;ID-CATEGORIA&quot; numero=&quot;NUMERO DI POST&quot;

function mostra_articoli($atts){

	extract(shortcode_atts(array(
		&#039;categoria&#039; =&gt; &#039;&#039;,
		&#039;numero&#039; =&gt; &#039;1000&#039;,
	), $atts));

	$output = &quot;&quot;;	

	$my_query = new WP_Query(&#039;cat=&#039;.$categoria.&#039;&amp;posts_per_page=&#039;.$numero);
		while ($my_query-&gt;have_posts()) : $my_query-&gt;the_post();
		$do_not_duplicate = $post-&gt;ID;

		$linkurl = get_permalink($post-&gt;ID);
		$linktitle = get_the_title($post-&gt;ID);

		$output = $output . &quot;&lt;li&gt;&lt;a href=\&quot;&quot; . $linkurl . &quot;\&quot; title=\&quot;&quot; . $linktitle . &quot;\&quot;&gt;&quot; .$linktitle. &quot;&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&quot;;

		endwhile;

	return &quot;&lt;ul&gt;&quot; . $output . &quot;&lt;/ul&gt;&quot;;
}

add_shortcode(&#039;articoli&#039;, &#039;mostra_articoli&#039;);
</pre>
<p>Semplice e di rapida implementazione.</p>
<p><strong>Ricordate di effettuare un backup di functions.php</strong> prima di procedere a qualsiasi sua modifica, dato che da esso dipende buona parte della stabilità del vostro blog. Non fa male neanche avere una minima conoscenza di PHP.</p>
<p>Buon weekend! <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<item>
		<title>Gli Hashtag Sono Animali Liberi (di McDonald’s, Twitter e #McDStories)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/FrancescoGavelloPortfolio/~3/AiNF-mQCQ6Q/hashtag-marketing-mcdonalds-mcdstories</link>
		<comments>http://francescogavello.it/hashtag-marketing-mcdonalds-mcdstories#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Trending Topic]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
È di qualche giorno fa la notizia dello scivolone di McDonald&#8217;s, relativa al lancio della sua più recente campagna di comunicazione su Twitter.
L&#8217;attività prevedeva l’uso di un paio di hashtag -#MeetTheFarmers e #McDStories- per puntare i riflettori sugli agricolori, gli allevatori e le loro storie legate al brand. Una tattica ...</p><p><div style="font-size:10px">
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/hashtag-marketing-mcdonalds-mcdstories">Gli Hashtag Sono Animali Liberi (di McDonald&#8217;s, Twitter e #McDStories)</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/twitter-mcdstories.jpg" alt="McDonald&#039;s attività twitter McDStories" title="twitter-mcdstories" width="320" height="320" class="alignleft size-full wp-image-22646" /></p>
<p>È di qualche giorno fa <a href="http://www.forbes.com/sites/kashmirhill/2012/01/24/mcdstories-when-a-hashtag-becomes-a-bashtag/">la notizia dello scivolone di McDonald&#8217;s</a>, relativa al lancio della sua più recente campagna di comunicazione su Twitter.</p>
<p>L&#8217;attività prevedeva l’uso di un paio di hashtag -<a href="https://twitter.com/#!/search/%23MeetTheFarmers">#MeetTheFarmers</a> e <a href="https://twitter.com/#!/search/%23McDStories">#McDStories</a>- per puntare i riflettori sugli agricolori, gli allevatori e le loro storie legate al brand. Una tattica che senza andare troppo per il sottile mirava ad allontanarsi una volta ancora dalle svariate etichette che nel tempo il frequentatissimo fast food americano si è trovato appiccicato addosso.</p>
<p>Neanche a dirlo, le cose non sono andate esattamente come previsto. Per il semplice fatto che, evidentemente, queste etichette sono ancora impresse nella mente delle persone più di quanto si creda, e <strong>su Twitter è bastato soltanto dare il “la” con l&#8217;hashtag #McDStories per ritrovarsi sommersi da storie che, di positivo, avevano ben poco.</strong></p>
<p>Commenti sulla scarsa qualità dei prodotti, racconti culinari di dubio gusto e tutto il campionario della sfavillante ironia che solo il web in questi casi sa generare. Con McDonald&#8217;s che, trovatasi improvvisamente a rincorrere il treno da lei stessa lanciato, ha cercato il prima possibile di correre ai ripari, ribattendo ai messaggi più problematici (quelli legati per esempio alla provenienza delle carni) tweet su tweet.</p>
<p>Dopo una manciata di usi, #McDStories è stato messo -almeno dal brand- nel cassetto.<br />
Cosa ci insegna tutto ciò?</p>
<p><span id="more-22610"></span></p>
<h3>1. Gli hashtag hanno vita propria</h3>
<p>Su Twitter, puoi al massimo essere colui che ha per primo avuto la buona idea di lanciare un trend, o un hashtag per legare insieme un concetto più vasto. Tutto ciò che succede da quel punto in avanti è completamente slegato dalle tue possibiltà di un controllo diretto e dipende in buona parte da come le persone, in ultima analisi, decideranno di intendere quel messaggio.</p>
<p>Gli hashtag sono animali liberi. Una volta aperto il recinto non aspettarti di poterli controllare quanto credi.</p>
<h3>2. Pianifica hashtag &#8230;blindati</h3>
<p>#McDStories ha acceso la miccia, mentre #MeetTheFarmers è passato inizialmente sotto relativo silenzio. Quando prevedi di dare così tanta visibilità ad hashtag legati al tuo brand, assicurati che non possano essere usati con strabiliante intuitività contro di te.</p>
<p>Se #MeetTheFarmers lascia poco alla fantasia, su #McDstories si estende una serie di possibili interpretazioni che possono passare tranquillamente dal semplice e rassicurante feeedback sino al peggiore insulto diretto.</p>
<h3>3. Traccia, subito, tutto il tracciabile</h3>
<p>Una cosa va detta: McDonald&#8217;s ha evitato il peggio con un controllo fittissimo sul network nel quale si trovava ad operare e una gerarchia decisionale molto breve. Una volta realizzato che le cose non stavano affatto andando come previsto, l&#8217;applicazione del piano B è stata quantomeno immediata. Che non sia servita più di tanto a fermare il resto della rete dal continuare imperterrita, è un&#8217;altro discorso.</p>
<h3>4. Sii (sempre) pronto al disastro</h3>
<p>In queste condizioni, anche se le rapportiamo ad ambiti molto più ristretti del chiamarsi McDonald&#8217;s, avere un piano di riserva non è un’opzione. E non solo uno di quei piani del tipo: <em>“Beh, lanciamo tutto quanto e andiamo a casa, domani vediamo che succede e magari ci aggiorniamo&#8221;</em>. Pianifica a puntino i peggiori scenari possibili. Se non si verificano, tanto di guadagnato.</p>
<h2>Qualcos&#8217;altro da leggere</h2>
<ul>
<li><a href="http://www.ninjamarketing.it/2012/01/26/mcdonalds-e-mcdstories-ecco-cose-successo-e-alcune-riflessioni-sul-caso/">McDonald’s e #McDStories: ecco cos’è successo (e alcune riflessioni sul caso)</a></li>
<li><a href="http://lucadelladora.com/hashtag-brand/">#hashtag marketing: quando funziona?</a></li>
<li><a href="http://www.telegraph.co.uk/technology/twitter/9034883/McDonalds-McDStories-Twitter-campaign-backfires.html">McDonald&#8217;s #McDStories Twitter campaign backfires</a></li>
<li><a href="http://www.businessinsider.com/mcdonalds-twitter-campaign-goes-horribly-wrong-mcdstories-2012-1">McDonald&#8217;s Twitter Campaign Goes Horribly Wrong #McDStories</a></li>
</ul>
<p>Tu come giudichi questa campagna da parte della multinazionale del panino?<br />
Scivolone difficilmente prevedibile, mossa semplicemente ingenua (non credo) o <em>epic fail</em> preannunciato?</p>
<p><div style="font-size:10px">
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</div></p><div class="feedflare">
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		<item>
		<title>Punta Sempre al Piano G</title>
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		<comments>http://francescogavello.it/punta-sempre-al-piano-g#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[GTD - Getting Things Done]]></category>
		<category><![CDATA[Blogging Tips]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Ti presento Nate Ford, consulente, e il suo team di esperti.
Se ritieni di aver subito un’ingiustizia, un sopruso e vuoi quello che gli americani chiamano “Leverage” (e se sai come trovarli, direbbe una voce fuori campo di un telefilm molto in voga negli anni ’80) sono le persone che fanno ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/punta-sempre-al-piano-g">Punta Sempre al Piano G</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/leverage-cast.jpg" alt="Leverage cast - Plan G" title="leverage-cast" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22587" /></p>
<p>Ti presento Nate Ford, consulente, e il suo team di esperti.</p>
<p>Se ritieni di aver subito un’ingiustizia, un sopruso e vuoi quello che gli americani chiamano “<a href="http://www.tnt.tv/series/leverage/">Leverage</a>” (e se sai come trovarli, direbbe una voce fuori campo di un telefilm molto in voga negli anni ’80) sono le persone che fanno per te.</p>
<p>Nate lo definiscono “mastermind”.<br />
La mente.</p>
<p>Quasi mai l’esecutore materiale del piano, è piuttosto colui che il piano lo progetta da zero. Che muove la fitta rete di ingranaggi sino ad ottenere il risultato voluto.</p>
<p>E che, oggi, può insegnarti qualcosa di utile sul come un buon piano trovi il giusto successo.</p>
<p>Ps: nessuno spoiler per i fan della serie TV. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><span id="more-22495"></span></p>
<blockquote><p>Non devi mai contare su un piano perfetto.<br />
Il piano perfetto ha troppi pezzi in movimento, e&#8230; devi aspettarti che il piano perfetto fallisca. Io faccio cosi&#8217;.</p>
<p>E su cosa conti tu, allora?<br />
Io conto sul piano più semplice e più brutto, non sul piano A,  ma sul piano G, per esempio.</p>
<p>Io comincio con il piano G.<br />
Il piano veloce, semplice, e brutto che di sicuro funzionerà&#8230; se tutto va male.</p>
<p>Lo miglioro solo un po&#8217;, aggiungo qualcosa qua e là.
</p></blockquote>
<h2>Inizia sempre dal piano G</h2>
<p>Tempo fa scrivevo di come avere un piano B non servisse poi a molto. Avere un piano B, mi dicevo, distrae solamente dal proprio piano A.</p>
<p>Pianificando a puntino il tuo progetto nei minimi dettagli, difficilmente avrai bisogno d’altro.<br />
Il che, da un certo punto di vista, è vero.</p>
<p>È solo che sono sempre più convinto che il piano A (da cui la citazione sopra) sia anche il piano che più probabilmente fallirà. Magari solo nei dettagli. In quei dettagli sconosciuti ai più. Magari solo nel non completare tutti gli aspetti che vi abbiamo pianificato così a lungo. Ma fallirà.</p>
<p>E quando lo fa, spesso ci lascia con l’amaro in bocca.<br />
Quando non succede di peggio.</p>
<p>E allora ecco che l’idea di partire dal piano G &#8230;non è così male.</p>
<p>Esiste sempre un processo, una logica che ci convinciamo essere “troppo grezza per essere applicata”. Qualcosa di talmente semplice che la nosta, di mente, si rifiuta quasi di prenderla in considerazione per dare invece spazio a strategie molto più complesse e stressanti (per tutti).</p>
<p>Progetti che vedono il portare iscritti a una newsletter comprendere una decina di pagine di analisi preliminare. Che partono da così lontano che a metà lettura ti dimentichi di ciò che volevi ottenere in partenza. E che coinvolgono così tante parti in gioco che aumenta, esponenzialmente, il rischio che qualcuno si dimentichi qualcosa o non lo esegua con la giusta precisione.</p>
<p>Partendo invece dal piano G, e attenendosi a esso, puoi mantenere bene in mente la logica più grezza ed efficace per ottenere il tuo risultato.</p>
<p>Parti da questa, allora.<br />
Abbellisci, lima, migliora. Ma attieniti a un piano G tirato a lucido.</p>
<p>Che quasi sicuramente, nella sua strabiliante semplicità, funzionerà.</p>
<p>foto: <a href="http://www.tnt.tv/series/leverage/">TNT</a></p>
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/punta-sempre-al-piano-g">Punta Sempre al Piano G</a></p>
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		<title>Come Archiviare Tutti i Propri Tweet con TweetNest</title>
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		<comments>http://francescogavello.it/archiviare-tweet-tweetnest#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 03:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Gavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Tool e Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
Ho scritto altre volte della necessità non tanto di conoscere i dati relativi alle proprie attività online, quanto di riuscire a gestirli in maniera ordinata.
Con Twitter, fare una cosa del genere è semplicemente un disastro.  
Nel migliore dei casi, e chi ha avuto la fortuna di giocherellare con le ...</p><p><div style="font-size:10px">
<p style="background-color:#f5f5f5;padding:20px;line-height:20px"><a href="http://francescogavello.it/download/Francesco_Gavello_Ebook_21_Cose.pdf">Scarica il mio eBook gratuito</a>: <strong>"21 Cose che Dovresti Sapere (riguardo al tuo blog)"</strong>.<br />(offerta bonus riservata agli iscritti al feed RSS).</p>
<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/archiviare-tweet-tweetnest">Come Archiviare Tutti i Propri Tweet con TweetNest</a></p>
</div></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/tweetnest-dashboard.jpg" alt="Dashboard TweetNewst" title="tweetnest-dashboard" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22559" /></p>
<p>Ho scritto altre volte della necessità non tanto di conoscere i dati relativi alle proprie attività online, quanto di riuscire a gestirli in maniera ordinata.</p>
<p>Con Twitter, fare una cosa del genere è semplicemente un disastro. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Nel migliore dei casi, e chi ha avuto la fortuna di giocherellare con le API del network lo potrà confermare, Twitter restituisce agli sviluppatori 100 tweet per volta, paginati sino a un massimo di 1.500 circa risultati totali.</p>
<p>Questo, unito al fatto che una banale ricerca sul motore ufficiale restituisce solo i dati degli ultimi 7-10 giorni, fa sì che risalire a un proprio messaggio inviato, per esempio, il gennaio scorso diventi un’impresa da più di un grattacapo. È una di quelle cose che molti utenti semplicemente trascurano o lasciano perdere avvalendosi di questo o quel servizio esterno.</p>
<p>(per la cronaca, <a href="http://topsy.com/tweets">Topsy</a> è ottimo per chi vuole un motore di ricerca senza troppe pretese)</p>
<p>Ma che fare quando invece vogliamo tenere le cose in casa nostra?</p>
<p><a href="http://pongsocket.com/tweetnest/">TweetNest</a>, un progettino che ho scoperto quasi per caso, alla ricerca della soluzione per conto di un cliente, fa <strong>esattamente</strong> ciò che ci serve.</p>
<p>A differenza di ThinkUp, <a href="http://francescogavello.it/thinkup-tracciare-social-media">di cui ho parlato qualche settimana fa</a>, il processo di installazione è persino più veloce (pur limitato al solo Twitter) e permette di ottenere sul proprio server nel giro di una manciata di minuti il proprio archivio di tweet, ricercabili e navigabili per mese.</p>
<p>TweetNest, come già ThinkUp, necessità di tre cose:</p>
<ul>
<li>PHP 5.2 o successivo con cURL attivo</li>
<li>MySQL 4.1 o successivo</li>
<li>Una minima dimestichezza con PHP e FTP</li>
</ul>
<p><a href="http://pongsocket.com/tweetnest/">L’installazione</a> comporta, per chi già si sia cimentato con WordPress, la più classica delle creazioni di un database sul proprio spazio web e la relativa configurazione del software attraverso un file PHP caricato e richiamato online insieme agli altri. In una singola e tutto sommato concisa pagina sarà necessario inserire i riferimenti al proprio account Twitter, insieme alle credenziali di accesso al database così che TweetNest possa iniziare a popolarlo.</p>
<p>Una nota importante è che a differenza (di nuovo) di ThinkUp, <strong>TweetNest non richiede la creazione di un’applicazione developer</strong> su Twitter (processo che potrebbe essere ostico ai più) per la sincronia dei tweet, che avviene invece richiamando un paio di file PHP al primo avvio.</p>
<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/tweetnest-archivio.jpg" alt="TweetNewst - creare un archivio di tweet" title="tweetnest-archivio" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22558" /></p>
<p>Per mantenere aggiornati i propri tweet sarà sufficiente inserire tra il CRON del proprio server il riferimento a un file PHP &#8220;di manutenzione&#8221;  oppure lanciarlo manualmente aprendolo da browser. La seconda opzione sarà naturalmente protetta da password.</p>
<p>L’intero processo di sincronia iniziale porta via non più di un paio di minuti di orologio, e si conclude senza colpo ferire né chiedere null&#8217;altro all’utente.</p>
<p>Unica limitazione, Twitter stesso che rende disponibili pubblicamente <strong>solo gli ultimi 3.200 tweet di un account.</strong> Se avete meno di tale somma di tweet questi saranno completamente importati sul vostro server, se ne avete di più vedrete solo gli ultimi 3.200. Di nuovo, questa è una limitazione di Twitter stesso e lo stesso autore afferma che se il limite venisse meno non sarebbe certo TweetNest ad avere problemi a gestirli.</p>
<p><img src="http://francescogavello.it/wp-content/uploads/tweetnest-ricerca.jpg" alt="Cercare in archivio tweet con TweetNest" title="tweetnest-ricerca" width="668" height="420" class="aligncenter size-full wp-image-22560" /></p>
<p>Il risultato? Piacevole all’occhio e di una intuitività disarmante. Una sola colonna sulla destra che mostra il numero di tweet per mese e la possibilità di espandere il singolo mese per valutarne l’andamento.  </p>
<p>Possibilità di filtrare i propri preferiti e i propri messaggi per parole chiave completano quello che è probabilmente il software migliore di cui puoi disporre al momento se hai solo bisogno di creare un enorme archivio navigabile di tweet inviati.</p>
<p>Un progettino da tenere d’occhio, <a href="http://pongsocket.com/tweetnest/">TweetNest</a>, soprattutto per i risultati ottenuti in questa fase beta. <img src='http://francescogavello.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><div style="font-size:10px">
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<p>Copyright: <a href="http://francescogavello.it/">Francesco Gavello</a>. Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all'articolo originale.<br />
Link al post originale: <a href="http://francescogavello.it/archiviare-tweet-tweetnest">Come Archiviare Tutti i Propri Tweet con TweetNest</a></p>
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