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	<title>Empolitica</title>
	
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	<description>Agenzia di valutazione dell'operato dei partiti e dei governi italiani</description>
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		<title>11/9 il golpe in Cile del 1973 e la presente tragedia dell’umanità</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 12:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F. Allegri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il terzo libro delle tavole]]></category>
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		<description><![CDATA[IL TERZO LIBRO DELLE TAVOLE 11/9 il golpe in Cile del 1973 e la presente tragedia dell&#8217;umanità 11 Settembre 2011 Di Iacopo Nappini 11 settembre 1973 alcune multinazionali bene introdotte fanno fare un golpe in Cile a generali traditori e corrotti capitanati dal despota cileno Pinochet. La MANCANZA DI VIGILANZA da parte degli Stati sedicenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6573" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/Patto-segreto.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6573 " style="border: 4px solid black; margin: 8px;" title="Patto segreto" src="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/Patto-segreto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Patto segreto di I. Nappini</p></div>
<p>IL TERZO LIBRO DELLE TAVOLE</strong><br />
<strong>11/9 il golpe in Cile del 1973 e la presente tragedia dell&#8217;umanità</strong><br />
11 Settembre 2011<br />
Di Iacopo Nappini<br />
11 settembre 1973 alcune multinazionali bene introdotte fanno fare un golpe in Cile a generali traditori e corrotti capitanati dal despota cileno Pinochet.<br />
La <strong>MANCANZA DI VIGILANZA</strong> da parte degli Stati sedicenti democratici sui centri di comando e controllo delle multinazionali e della grande finanza, denunciata dal presidente cileno legittimo Salvador Allende in un discorso alle Nazioni Unite poco prima d’essere spodestato e ammazzato, si trasformava in quel giorno funesto in una tragica realtà.<span id="more-6572"></span><br />
Oggi che cade la ricorrenza è bene non dimenticare il pericolo terribile e presentissimo costituito da poteri economici e finanziari che si credono in diritto di rovesciare governi legittimi o di distruggere vite, ecosistemi, economie, pianificare guerre, determinare le scelte economiche di governi legittimi, far battere moneta a sistemi di banca centrale controllati da associazioni di banche private. La sovranità presa in custodia o in ostaggio da <strong>POTERI ILLEGITTIMI O CRIMINALI </strong>o peggio ancora tende a trasformare il mondo umano in una discesa verso condizioni sociali e culturali tendenti all’autodistruzione, alla guerra, all’empietà, alla degenerazione fisica e morale.<br />
C’è una dimensione nel sistema della multinazionale che non ha natura <strong>UMANA</strong> e che tende a distruggere l’umano.<br />
La multinazionale, infatti, dalla fine dell’Ottocento ha <strong>PERSONALITA’ GIURIDICA; </strong>è come se fosse un soggetto umano per quel che riguarda gli affari e il commercio.<br />
Un sistema di società per azioni con un logo e una struttura può comprare, vendere, stipulare contratti, come se fosse un essere umano.<br />
Nei fatti per le loro <strong>GRAVI VIOLAZIONI DELLA LEGGE</strong> le multinazionali vengono spesso multate ma quasi mai sciolte e spesso gli amministratori delegati non vengono condannati se non in presenza di crimini pesantissimi e di prove schiaccianti e definitive.<br />
Se venisse tolta alla multinazionale la personalità giuridica e gli azionisti rispondessero loro in prima persona dei danni e delle violazioni della legge con multe pesantissime e condanne a decine di anni di galera o anche peggio la natura <strong>DISTRUTTIVA</strong> di questi poteri economici risulterebbe <strong>RIDIMENSIONATA.</strong></p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/cBJfZJoN5Uk?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>http://it.wikipedia.org/wiki/Golpe_cileno_del_1973</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“I miei terroristi” L’Estratto da “HERE COMES TROUBLE” di cui Parlano Tutti</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 12:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F. Allegri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Michael Moore]]></category>
		<category><![CDATA[11/09]]></category>
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		<description><![CDATA[“I miei terroristi” L’Estratto da “HERE COMES TROUBLE” di cui Parlano Tutti di Michael Moore 10 Settembre 2011 amici, Questa settimana, ho dato il permesso al Guardian di Londra di pubblicare un estratto dal mio nuovo libro, HERE COMES TROUBLE, prima che esca nei negozi la prossima settimana (o, per dirla in altro modo, nessun [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/Here_Comes_Trouble.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6561" style="border: 3px solid black; margin: 7px;" title="Here_Comes_Trouble" src="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/Here_Comes_Trouble-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" /></a>“I miei terroristi”</strong><br />
<strong>L’Estratto da “HERE COMES TROUBLE” di cui Parlano Tutti</strong><br />
di Michael Moore<br />
10 Settembre 2011<br />
amici,<br />
Questa settimana, ho dato il permesso al Guardian di Londra di pubblicare un estratto dal mio nuovo libro, HERE COMES TROUBLE, prima che esca nei negozi la prossima settimana (o, per dirla in altro modo, nessun giornale USA voleva un mio pezzo da 4000 parole!).<br />
Questo brano, che il Guardian ha intitolato “Ero l’uomo più Odiato in America”, fa parte di una delle mie vere storie brevi del libro, un racconto intitolato “L’esecuzione di Michael Moore”.<br />
La pubblicazione di questo pezzo ha generato una reazione intensa in chi l’ha letto (soprattutto nel Regno Unito), così ho pensato che pure chi vive nel mio paese, vorrebbe leggerlo.<br />
Questa storia è dal primo capitolo nel mio libro.<br />
Tratta di terrorismo dopo il 11/09.<span id="more-6570"></span><br />
Non il terrore perpetrato da Al Qaeda, ma il terrore e la paura creato da terroristi interni che non volevano che nessuno mettesse in discussione le azioni di George W. Bush.<br />
Avevano un modo di “fare” con gente come me, e ho deciso di raccontare tutta la storia per la prima volta.<br />
È possibile leggere la versione condensata di questo articolo del Guardian, ma, se potete, leggete l&#8217;intera storia, quando il libro uscirà Martedì. Grazie!<br />
Il Vostro,<br />
Michael Moore<br />
MMFlint@MichaelMoore.com<br />
MichaelMoore.com<br />
P. S. Hey &#8211; solo un pensiero.<br />
Amazon oggi ha HERE COMES TROUBLE con il 40% di sconto.<br />
Questo è un affare per quelli di voi che non possono più permettersi di comprare libri.<br />
P.P.S. Se è possibile, mi piacerebbe che voi sosteniate la vostra libreria di fiducia.<br />
E se tu volessi una copia autografata allora sostieni i negozi locali nella zona dei miei boschi a nord del Michigan che la stanno vendendo e spedendo.<br />
Grazie!</p>
<p>Tradotto da F. Allegri il 21/02/2012.<br />
Franco Allegri è presidente dell&#8217;associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown.<br />
Su Facebook è Futuro Ieri.</p>
<p>TESTO IN INGLESE<br />
“My Terrorists”<br />
The Excerpt Everyone’s Talking About from “HERE COMES TROUBLE”<br />
by Michael Moore<br />
September 10th, 2011<br />
Friends,<br />
This week, I gave permission to London’s Guardian newspaper to publish an excerpt from my new book, HERE COMES TROUBLE, before it hits the shelves next week (or, to put it another way, no American paper was going to run a 4,000 &#8211; word piece from yours truly!).<br />
This excerpt, which the Guardian entitled “I Was the Most Hated Man in America”, is from one of my nonfiction short stories in the book, a story called “The Execution of Michael Moore”.<br />
The publication of this piece has generated an intense reaction from those who’ve read it (mostly in the UK), so I thought those who live in my own country would also like to see it.<br />
This story is from the first chapter in my book.<br />
It deals with terrorism after 9/11.<br />
Not terror perpetrated by al Qaeda, but terror and fear created by domestic terrorists who didn’t want anyone questioning the actions of George W. Bush.<br />
They had a way of “dealing with” people like me, and I’ve decided to tell the whole story for the first time.<br />
You can read the condensed version from this Guardian piece, but, if you can, read the whole story when the book comes out Tuesday. Thank you!<br />
Yours,<br />
Michael Moore<br />
MMFlint@MichaelMoore.com<br />
MichaelMoore.com<br />
P.S. Hey &#8212; just a heads up.<br />
Amazon has got HERE COMES TROUBLE for 40% off today.<br />
This is a steal for those of you who can no longer afford to buy books.<br />
P.P.S. If you can, I’d love for you to support your local bookstore.<br />
And if you’d like an autographed first edition, then support the indie stores in my neck of the woods in northern Michigan who are selling and shipping them.<br />
Thanks!</p>
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		<title>IMPARARE DALLA CINA</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 13:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F. Allegri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lester Brown]]></category>
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		<description><![CDATA[Imparare dalla Cina: perché l’attuale modello economico fallirà www.earth-policy.org/data_highlights/2011/ Di Lester R. Brown Earth Policy Release Dati Highlight 8 settembre 2011 Per quanto io possa ricordare abbiamo sempre detto che gli Stati Uniti, con il 5 per cento della popolazione mondiale, consumano un terzo o più delle risorse della terra. Questo era vero. Non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/lesterbrow.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3365" style="border: 4px solid black; margin: 8px;" title="lesterbrow" src="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/lesterbrow.jpeg" alt="" width="110" height="115" /></a>Imparare dalla Cina: perché l’attuale modello economico fallirà</strong><br />
www.earth-policy.org/data_highlights/2011/<br />
Di Lester R. Brown<br />
Earth Policy Release<br />
Dati Highlight<br />
8 settembre 2011<br />
Per quanto io possa ricordare abbiamo sempre detto che gli Stati Uniti, con il 5 per cento della popolazione mondiale, consumano un terzo o più delle risorse della terra.<br />
Questo era vero. Non è più vero.<br />
Oggi la Cina consuma più risorse di base rispetto a quanto fanno gli Stati Uniti.<br />
Tra i prodotti chiave come grano, carne, petrolio, carbone e acciaio, la Cina consuma di più degli Stati Uniti per tutti, tranne che per il petrolio, dove gli USA hanno ancora un ampio (anche se in restringimento) vantaggio.<br />
La Cina utilizza un quarto di grano in più rispetto agli Stati Uniti.<br />
Il suo consumo di carne è il doppio di quello degli Stati Uniti.<br />
Essa utilizza tre volte di più il carbone e quattro volte tanto l’acciaio.<br />
Questi numeri riflettono il consumo nazionale, ma cosa accadrebbe se il consumo per persona in Cina aumentasse fino a riprendere quello degli Stati Uniti?<span id="more-6568"></span><br />
Se si assumesse conservativamente che l’economia cinese rallentasse la crescita dal 11 per cento annuo di questi ultimi anni all’8 per cento, nel 2035 il reddito pro capite in Cina raggiungerebbe il livello attuale degli USA.<br />
Se supponessimo anche che i cinesi spenderanno il loro reddito, più o meno come fanno oggi gli americani, allora possiamo tradurre il loro reddito in consumi.<br />
Se, ad esempio, ogni persona consumasse in Cina la carta al ritmo attuale degli USA, nel 2035 in Cina 1,38 miliardi di persone useranno i quattro quinti di quella che si produce oggi nel mondo. Ci vorranno le foreste del mondo.<br />
Se il consumo di cereali cinese pro capite nel 2035 fosse pari al livello attuale in USA, la Cina avrebbe bisogno di 1,5 miliardi di tonnellate di grano, quasi il 70% dei 2,2 miliardi che gli agricoltori del mondo raccolgono all’anno.<br />
Se assumessimo che nel 2035 ci fossero tre auto ogni quattro persone in Cina, come ci sono ora negli Stati Uniti, la Cina avrebbe 1,1 miliardi di auto. Il mondo intero attualmente ne ha poco più di un miliardo.<br />
Per fornire le strade, le autostrade e i parcheggi necessari, la Cina dovrebbe lastricare una superficie equivalente a più dei due terzi della terra che attualmente destina per coltivare il riso.<br />
Entro il 2035 la Cina avrebbe bisogno di 85 milioni di barili di petrolio al giorno.<br />
Il mondo sta attualmente producendo 86 milioni di barili al giorno e non potrebbe mai produrre molto di più di questo.<br />
Ci vorrebbero le riserve mondiali di petrolio.<br />
Ciò che la Cina ci insegna è che il nostro modello economico — basato sul combustibile fossile, centrato sull’auto e sopra l’economia usa e getta — non funziona per il mondo.<br />
Se non funziona per la Cina, non funzionerà per l’India che entro il 2035 prevede di avere una popolazione ancora più grande della Cina.<br />
E non funzionerà per gli altri 3 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo dove pure loro stanno sognando il “sogno americano”.<br />
E in un’economia globale sempre più integrata, in cui tutti dipendono dallo stesso grano, petrolio, e acciaio, il modello economico occidentale non funzionerà più nemmeno per i paesi industriali.<br />
La principale sfida per la nostra generazione è di costruire una nuova economia — una che sia alimentata in gran parte da energia rinnovabile, che abbia un sistema di trasporto molto più diversificato, e che riutilizzi e ricicli tutto.<br />
Abbiamo la tecnologia per costruire questa nuova economia, un’economia che ci permetterà di sostenere il progresso economico.<br />
Ma possiamo mettere insieme la volontà politica per tradurre questo potenziale in realtà?<br />
# # #<br />
Sentitevi liberi di inoltrare queste informazioni ad amici, familiari e colleghi!<br />
Seguici anche su:<br />
Media Contact: Reah Janise Kauffman<br />
Research Contact: Matt Roney<br />
Earth Policy Institute<br />
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403<br />
Washington, DC 20036</p>
<p>Tradotto da F. Allegri il 20/02/2012<br />
Franco Allegri è presidente dell&#8217;associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown.<br />
Su Facebook è Futuro Ieri.</p>
<p>TESTO IN INGLESE<br />
Learning from China: Why the Existing Economic Model Will Fail<br />
www.earth-policy.org/data_highlights/2011/<br />
By Lester R. Brown<br />
Earth Policy Release<br />
Data Highlight<br />
September 8, 2011<br />
For almost as long as I can remember we have been saying that the United States, with 5 percent of the world’s people, consumes a third or more of the earth’s resources.<br />
That was true. It is no longer true.<br />
Today China consumes more basic resources than the United States does.<br />
Among the key commodities such as grain, meat, oil, coal, and steel, China consumes more of each than the United States except for oil, where the United States still has a wide (though narrowing) lead.<br />
China uses a quarter more grain than the United States.<br />
Its meat consumption is double that of the United States.<br />
It uses three times as much coal and four times as much steel.<br />
These numbers reflect national consumption, but what would happen if consumption per person in China were to catch up to that of the United States?<br />
If we assume conservatively that China’s economy slows from the 11 percent annual growth of recent years to 8 percent, then in 2035 income per person in China will reach the current U.S. level.<br />
If we also assume that the Chinese will spend their income more or less as Americans do today, then we can translate their income into consumption.<br />
If, for example, each person in China consumes paper at the current American rate, then in 2035 China’s 1.38 billion people will use four fifths as much paper as is produced worldwide today. There go the world’s forests.<br />
If Chinese grain consumption per person in 2035 were to equal the current U.S. level, China would need 1.5 billion tons of grain, nearly 70 percent of the 2.2 billion tons the world’s farmers now harvest each year.<br />
If we assume that in 2035 there are three cars for every four people in China, as there now are in the United States, China will have 1.1 billion cars. The entire world currently has just over one billion.<br />
To provide the needed roads, highways, and parking lots, China would have to pave an area equivalent to more than two thirds the land it currently has in rice.<br />
By 2035 China would need 85 million barrels of oil a day.<br />
The world is currently producing 86 million barrels a day and may never produce much more than that.<br />
There go the world’s oil reserves.<br />
What China is teaching us is that the western economic model — the fossil-fuel-based, automobile-centered, throwaway economy — will not work for the world.<br />
If it does not work for China, it will not work for India, which by 2035 is projected to have an even larger population than China.<br />
Nor will it work for the other 3 billion people in developing countries who are also dreaming the “American dream”.<br />
And in an increasingly integrated global economy, where we all depend on the same grain, oil, and steel, the western economic model will no longer work for the industrial countries either.<br />
The overriding challenge for our generation is to build a new economy — one that is powered largely by renewable sources of energy, that has a much more diversified transport system, and that reuses and recycles everything.<br />
We have the technology to build this new economy, an economy that will allow us to sustain economic progress.<br />
But can we muster the political will to translate this potential into reality?<br />
# # #<br />
Feel free to pass this information along to friends, family members, and colleagues!<br />
Follow us on:<br />
Media Contact: Reah Janise Kauffman<br />
Research Contact: Matt Roney<br />
Earth Policy Institute<br />
1350 Connecticut Avenue NW, Suite 403<br />
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		<title>Otto Settembre</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 12:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F. Allegri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Monti e l'invasione degli apprendisti ministro]]></category>
		<category><![CDATA[Professore Iacopo Nappini]]></category>
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		<guid isPermaLink="false">http://www.empolitica.com/?p=6565</guid>
		<description><![CDATA[Otto settembre data da ricordare e segnare sul calendario 08 Settembre 2011 Di I. Nappini Una data simbolica per le genti del Belpaese, un vero e proprio luogo della memoria che forse meriterebbe se non una celebrazione almeno qualche forma di ricordo ufficiale. In sintesi si può dire sul piano psicologico e dell&#8217;immagine del Belpaese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6566" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/Il-profeta-e-i-ribelli.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6566 " style="border: 4px solid black; margin: 8px;" title="Il profeta e i ribelli" src="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/Il-profeta-e-i-ribelli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Il profeta e i ribelli di I. Nappini</p></div>
<p>Otto settembre</strong><br />
<strong>data da ricordare e segnare sul calendario</strong><br />
08 Settembre 2011<br />
Di I. Nappini<br />
Una data simbolica per le genti del Belpaese, un vero e proprio luogo della memoria che forse meriterebbe se non una celebrazione almeno qualche forma di ricordo ufficiale.<br />
In sintesi si può dire sul piano psicologico e dell&#8217;immagine del Belpaese che sparirono in un solo pomeriggio tutte le allucinazioni di gloria e di potenza del regime fascista e dell&#8217;Italia monarchica, di fatto quella data segna un momento della verità: <strong>L&#8217;ITALIA NON ERA MAI STATA IMPERO MA AL CONTRARIO ERA UN PAESE DELL&#8217;EUROPA DEL SUD PIENO DI PROBLEMI E DISCORDIE INTERNE E DI GRANDI MISERIE CON UNA POPOLAZIONE POVERA E RISENTITA CONTRO LE MINORANZE AL POTERE.</strong><br />
I ceti più poveri, che avevano meno da perdere dal collasso dell&#8217;Italia monarchico-fascista, erano ben disposti ad accogliere le forze armate alleate o addirittura a supportare la Resistenza antifascista o far parte di partiti di sinistra ormai sulla strada della guerra partigiana.<span id="more-6565"></span><br />
Le caste al potere in Italia aveva giocato le risorse delle popolazioni in un una guerra pericolosa e avventurosa  mal combattuta dai soldati e dai marinai e ancor peggio condotta dai vertici militari e politici con il danno di esser associati con alleati davvero poco raccomandabili.<br />
<strong>LA GUERRA PRESSO GLI ESSERI UMANI SEMPLIFICA LE COSE</strong>, è difficile capire l&#8217;Italia o giudicarla, ma quel giorno era certissimo che l&#8217;Italia non era Impero, non era potenza, e meno che mai civiltà.<br />
Chi arrivò dopo la monarchia fu infatti forzato a far ripartire le disperse genti d&#8217;Italia a partire da un <strong>cumulo di macerie e di illusioni assurde</strong> alimentate per decenni da monarchici e fascisti.<br />
La distanza fra quel tempo e i nostri anni rende impossibile fare un discorso prendendo alcuni fatti di quel giorno e vedere il corrispettivo nel quotidiano, tuttavia in quel giorno emerge qualcosa che pare esser rimasto in diversa forma anche oggi: <strong>LE POPOLAZIONI DEL BELPAESE SONO SCISSE DALLE LORO MINORANZE AL POTERE,</strong> il potere che domina le genti del Belpaese è sempre altro dal popolo, assurdamente retorico, infido, nel suo agire, spesso malvagio negli atti che lo qualificano agli occhi della popolazione.<br />
Anche nella prosperità c&#8217;è nelle genti d&#8217;Italia un fondo pieno di sospetto e di tacito rancore verso le minoranze al potere.<br />
Non si spiega altrimenti quel fatto odierno, semplice e quotidiano dato dalla la critica acida e piena di odio che in forma privata o fra amici sono soliti fare gli italiani verso i politici, i personaggi, i piccoli e grandi VIP.<br />
Nel 1943 i generali, la famiglia reale, i seguaci più stretti del sovrano fuggirono e la popolazione si ritrovò da sola, senza Stato che sparì in un pomeriggio, e occupata da eserciti stranieri che combatterono metro per metro risalendo la Penisola.<br />
<strong>Questo senso di un potere di caste lontane o aliene dalle popolazioni d&#8217;Italia appiccicate ai soldi e alle risorse che si possono spremere dalle diverse genti permane ancora oggi.</strong><br />
Tenendo presente i tempi di questo quotidiano si osserva, grazie alla maggior libertà di parola e di pensiero, che la scissione fra popoli della Penisola e il Palazzo è rimasta.<br />
Ecco che l&#8217;Otto Settembre alla luce di questa mia considerazione è una data da meditare perché sul piano storico mostra fino a dove può portare l&#8217;opera di caste al potere aliene dalla vita quotidiana della popolazione e dalle sue ordinarie e straordinarie gioie e sofferenze.<br />
IANA per FuturoIeri<br />
Per una lettura veloce dei fatti:</p>
<p>http://it.wikipedia.org/wiki/Armistizio_di_Cassibile</p>
<p>http://it.wikipedia.org/wiki/Proclama_Badoglio_dell&#8217;8_settembre_1943</p>
<p>http://it.wikipedia.org/wiki/Resa_senza_condizioni</p>
<p>http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale</p>
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		<title>Ecco che arriva “HERE COMES TROUBLE”! – il mio nuovo libro uscirà tra 6 giorni …</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 14:10:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F. Allegri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco che arriva “HERE COMES TROUBLE”! &#8211; il mio nuovo libro uscirà tra 6 giorni &#8230; di Michael Moore 7 settembre 2011 Amici, Ho delle buone notizie da condividere con voi. Ho scritto un grande, nuovo libro! Si tratta, senza dubbio, del lavoro più personale che abbia mai fatto. Si intitola HERE COMES TROUBLE. Esso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/Here_Comes_Trouble.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6561" style="border: 4px solid black; margin: 8px;" title="Here_Comes_Trouble" src="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/Here_Comes_Trouble-205x300.jpg" alt="" width="164" height="240" /></a>Ecco che arriva “HERE COMES TROUBLE”! &#8211; il mio nuovo libro uscirà tra 6 giorni &#8230;</strong><br />
di Michael Moore<br />
7 settembre 2011<br />
Amici,<br />
Ho delle buone notizie da condividere con voi.<br />
Ho scritto un grande, nuovo libro!<br />
Si tratta, senza dubbio, del lavoro più personale che abbia mai fatto.<br />
Si intitola HERE COMES TROUBLE.<br />
Esso contiene due dozzine di racconti brevi, tutti basati sugli eventi della mia vita giovanile, prima che diventassi un regista.<br />
Raccontano di come, fin dalla giovane età, il “personale” nella mia vita lentamente bollì ed esplose, molto inaspettatamente, nel politico.<span id="more-6560"></span><br />
E Martedì prossimo, 13 settembre, sarete in grado di leggere queste storie che, fino ad ora, avevo detto solo ai miei amici &#8212; amici che, tra l’altro, mi hanno incoraggiato a lungo a condividerle con voi.<br />
Questo è il mio primo libro importante in quasi otto anni, ed è, credo che &#8212; se mi permette di dire questo senza portare scalogna &#8212; la migliore cosa maledetta che abbia mai scritto.<br />
Visto come l’atto di scrivere sia pieno di tanto disgusto di sé, il saper fare tale dichiarazione è, credetemi, una cosa non da poco!<br />
(E non dovete credere alla mia parola &#8212; Publishers Weekly ha dato il suo alto giudizio, definendolo “eccezionale” e un “trionfo”. Non discuterò con queste persone, hanno le credenziali e sanno cosa stanno facendo.)<br />
Questo è un libro di 24 racconti brevi &#8211; ma sono tutti di saggistica.<br />
Da un incontro casuale a 11 anni con B. Kennedy a un momento di tensione in Virginia fuori di un ingresso con scritto “Colored”;<br />
dal ragazzo gay del quartiere che fu picchiato a sangue alla notte in cui nella mia chiesa applaudirono la notizia della morte di Martin Luther King;<br />
da un putiferio che sollevai a 17 anni che contribuì a finire discriminazione razziale a livello nazionale ad essere uno dei primi diciottenni eletti a cariche pubbliche in USA;<br />
dalla pianificazione della mia fuga in Canada durante la guerra del Vietnam all’avere l’irruzione della polizia locale al mio giornale;<br />
dal confrontarmi con Reagan in un cimitero tedesco mentre depose una corona sulle tombe dei soldati Nazisti al sopravvivere a una strage terrorista, mostrandomi con 20 minuti di ritardo &#8212; questa era la mia vita prima che pensassi di mettere la prima pellicola in una telecamera.<br />
Alcune di queste storie sono divertenti, altre sono devastanti, ma tutte hanno qualcosa da dire, non riguardano solo il sottoscritto, ma pure il paese che un tempo pensavamo di essere (e su quello che, incredibilmente, siamo ora).<br />
Martedì prossimo, 13 Settembre, HERE COMES TROUBLE sarà nella vostra biblioteca locale e in libreria.<br />
Sarà disponibile online, su eReader e anche su iTunes (la versione audio che ho registrato).<br />
Da ora potete ordinare la vostra copia del libro su Amazon (potete anche ordinare che uno sia spedito alla vostra libreria locale o da Barnes &amp; Noble).<br />
Il mio tour del libro inizia la prossima settimana su “Today Show” e sarà seguito da visite a S. Colbert, R. Maddow, J. Kimmel, B. Maher e, naturalmente, “The View”.<br />
Poi in autunno andrò a visitare 20 città, più o meno (la lista completa sarà sul mio sito web in pochi giorni).<br />
Una delle mie missioni del tour sarà quella di aiutare le biblioteche locali in tutto il paese che stanno lottando per sopravvivere.<br />
Da parte mia darò la metà di tutti i miei diritti su ogni libro che viene venduto in occasione degli eventi del mio tour a queste librerie locali.<br />
Vi dirò molto di più su HERE COMES TROUBLE nei giorni a venire, e se non siete iscritti al mio feed su Twitter, vi prego di farlo perché darò delle copie firmate ogni giorno di questa settimana.<br />
Grazie ancora per tutto il vostro sostegno nel corso degli anni.<br />
Io prometto che non aspetterete altri 8 anni per il prossimo libro!<br />
Posso anche promettere che questo vi piacerà!<br />
Il vostro,<br />
Michael Moore<br />
MMFlint@MichaelMoore.com<br />
MichaelMoore.com</p>
<p>Tradotto da F. Allegri il 18/02/2012.<br />
Franco Allegri è presidente dell&#8217;associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown.<br />
Su Facebook è Futuro Ieri.</p>
<p><strong>TESTO IN INGLESE</strong><br />
<strong>Here Comes “HERE COMES TROUBLE”! &#8211; My New Book Arrives in 6 Days &#8230;</strong><br />
from Michael Moore<br />
September 7th, 2011<br />
Friends,<br />
I have some good news to share with you.<br />
I have written a big, new book!<br />
It is, without a doubt, the most personal work I’ve ever done.<br />
It’s called HERE COMES TROUBLE.<br />
It contains two dozen short stories, all based on events in my early life, before I became a filmmaker.<br />
They tell how, from a young age, the “personal” in my life slowly boiled up and exploded, quite unexpectedly, into the political.<br />
And next Tuesday, September 13th, you will be able to read these stories that, until now, I’ve only told to my close friends &#8212; friends who, by the way, have long encouraged me to share them with you.<br />
This is my first major book in nearly eight years, and it is, I believe &#8212; if you’ll allow me to say this without jinxing it &#8212; the best damn thing I’ve ever written.<br />
Considering how the act of writing is filled with so much self-loathing, being able to make a statement like that is, trust me, no small feat!<br />
(And you don’t have to take my word for it &#8212; Publishers Weekly just gave it their top starred review, calling it “outstanding” and a “triumph”. I will not argue with these people; they have credentials and they know what they’re doing.)<br />
This is a book of 24 short stories &#8212; but they are all nonfiction.<br />
From a chance encounter at the age of 11 with Bobby Kennedy to a tense moment in Virginia outside a rest room door marked “Colored”;<br />
from the gay kid in the neighborhood who was beaten to a pulp to the night some in my church cheered the news of the death of Martin Luther King;<br />
from a ruckus I raised at 17 that helped end a form of racial discrimination nationwide to becoming one of the first 18-year olds in the U.S. elected to public office;<br />
from planning my escape to Canada during the Vietnam War to having my newspaper raided by the local police;<br />
from confronting Reagan in a German cemetery as he laid a wreath on the graves of Nazi soldiers to surviving a terrorist massacre by showing up 20 minutes late &#8212; this was my life before I even thought of putting the first roll of film inside a camera.<br />
Some of these stories are funny, others are devastating, but all of them have something to say, not just about yours truly, but about the country we once thought we were (and about the one we’ve now, incredibly, become).<br />
Next Tuesday, September 13th, HERE COMES TROUBLE will be in your local library and bookstore.<br />
It will be available online, on eReaders and even on iTunes (the audio version that I recorded).<br />
You can order your own copy of the book right now from Amazon (you can also order one to be shipped from your local bookstore or from Barnes &amp; Noble).<br />
My book tour begins next week on the “Today Show” followed by visits to Stephen Colbert, Rachel Maddow, Jimmy Kimmel, Bill Maher and, of course, “The View”.<br />
Then I’m off to visit 20 or so cities in the fall (the full list will be on my website in a few days).<br />
One of my missions on the tour will be to help local libraries across the country that are struggling to survive.<br />
For my part I will be giving half of all my royalties on every book that is sold at the events on my tour to these local libraries.<br />
I’ll tell you more about HERE COMES TROUBLE in the days to come, and if you haven’t signed up for my Twitter feed, please do so ‘cause I’ll be giving away signed copies each day this week.<br />
Thanks again for all your support through the years.<br />
I promise I won’t wait another 8 years ‘til the next book!<br />
I can also promise you’re gonna love this one!<br />
Yours,<br />
Michael Moore<br />
MMFlint@MichaelMoore.com<br />
MichaelMoore.com</p>
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		<title>IL PAESE DI M….. DEI TANTI 8 SETTEMBRE</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 13:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F. Allegri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Monti e l'invasione degli apprendisti ministro]]></category>
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		<description><![CDATA[IL PAESE DI M….. DEI TANTI 8 SETTEMBRE 17/02/2012 Di F. Allegri Dopo aver parlato di scioperi e agenzie di rating in tempi di default presunti siamo giunti nel paese che governava Berlusconi e che ora governa Monti. Prima di entrare nel suo territorio possiamo chiederci quale fosse il pensiero del premier sul suo paese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/fini1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5845" style="border: 4px solid black; margin: 8px;" title="fini" src="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/fini1.jpg" alt="" width="100" height="134" /></a>IL PAESE DI M….. DEI TANTI 8 SETTEMBRE</strong><br />
17/02/2012<br />
Di F. Allegri<br />
Dopo aver parlato di scioperi e agenzie di rating in tempi di default presunti siamo giunti nel paese che governava Berlusconi e che ora governa Monti.<br />
Prima di entrare nel suo territorio possiamo chiederci quale fosse il pensiero del premier sul suo paese e lo faremo ricorrendo ad uno scritto di Massimo Fini intitolato “Paese di merda? Per forza, c’è Berlusconi” del 07/09/2011 e anche ad una riflessione sull’otto settembre del professor Nappini che pubblicherò integralmente dopodomani.<br />
So che devo risvegliare la memoria dei più e ricordarvi che Berlusconi nel corso di una conversazione privata con un seguace potente, intercettata dai giornali, ebbe a dire: “L’Italia è un Paese di m…“.<br />
Nel corso del 2011 sono circolati molti pensieri puri e impresentabili del premier sui quali sorvolai, qui credo che questo sia da valutare e per commentarlo ricorro a Massimo Fini il quale nel suo scritto espresse comprensione ironica per l’impegno quotidiano e retorico del Napolitano nazionalista e per i silenzi delle varie cariche dello stato.<br />
Da questo 7 settembre il governicchio cominciò ad avere i mesi contati (meno di 3 per l’esattezza) e se furono tanti è perché Berlusconi aveva e ha ancora un suo potere.<span id="more-6558"></span><br />
Prendo spunto da Massimo Fini da quando disse: “Ma mi aspettavo un sussulto, un soprassalto di dignità da parte degli italiani, che a differenza delle cariche istituzionali non hanno obblighi di forma. Non per un malinteso senso di orgoglio nazionale, ma perché quella frase, privata o meno, offende tutti noi, uomini e donne, singolarmente presi, dandoci dei ‘pezzi di m…’. Mi aspettavo quindi che gli italiani scendessero in strada, non per il solito e inutile sciopero politico alla Camusso, ma per dirigersi, con bastoni, con randelli, con mazze da baseball, con forconi verso la villa di Arcore o Palazzo Grazioli o qualsiasi altro bordello abitato dall’energumeno per cercare di sfondare i cordoni di polizia e l’esercito di guardie private da cui è difeso, e dirgli il fatto suo. Invece la cosa è passata come se nulla fosse. Encefalogramma piatto”.<br />
<strong>RIPORTO QUESTO ESTRATTO PER DIRE ANCHE CHE QUI NON C’E’ LO SPIRITO RIBELLE DEL GRECO ESASPERATO, QUI C’E’ ANCORA TANTISSIMO BENESSERE E LA CONVINZIONE CHE PERDEREMO POCHISSIMO (NON E’ DETTO CHE SIA SBAGLIATA, DEL RESTO!).</strong><br />
Questo scritto ebbe anche una seconda parte notevole laddove Fini attaccò i 17 anni del Berlusconismo con queste parole che riporto: “Sono 17 anni che costui delegittima, di volta in volta, impunemente tutte le Istituzioni dello Stato: il presidente della Repubblica, il presidente della Camera, la magistratura ordinaria, la Corte costituzionale, la Cassazione, la magistratura civile, la Corte dei conti, il Tar, il governo (quando non c’è lui), il Parlamento (quando non ne ha il controllo) e adesso, in blocco, il popolo italiano. Sono 17 anni che costui insulta tutti impunemente: “Pm eversivi”, “Pm sovversivi”, “Pm peggio della criminalità”, “i magistrati milanesi come la mafia”, “magistratura metastasi”, “magistratura cancro della società”, “i giudici sono antropologicamente dei pazzi”, “l’opposizione è criminale”, “i giornali sono criminali”. E non è che un florilegio minimo di un repertorio che va avanti da 17 anni”.<br />
<strong>QUESTO E’ DAVVERO UN COMPENDIO MINIMO DEL BERLUSCONISMO, MA IO LO VEDO COME UNO STRUMENTO PER MISURARE LA DEBOLEZZA DELLE NOSTRE ISTITUZIONI DOPO IL CROLLO DEL COMUNISMO.</strong><br />
Nel mondo occidentale c’è solo un altro paese che ha una debolezza politica paragonabile alla nostra, gli Stati Uniti d’America: un modello che si poggia da secoli sull’istituzione incorporata da una persona. Per loro fortuna, gli USA produssero l’impegno politico di Ross Perot, da noi invece le macerie di Tangentopoli e la mancanza di un “<strong>partito della morale</strong>” produssero il Berlusconismo.<br />
Gli USA hanno comunque collaudato nel tempo il loro modello, noi lo improvvisammo nel furoreggiare di una crisi morale e internazionale.<br />
In quello scritto il Fini si chiese anche fino a quando il paese avrebbe tollerato la guida politica di Berlusconi ed io sapevo già che il governo aveva il tempo contato e ricordo che scrissi già nel 2010: <strong>FINITO BERLUSCONI COMINCERA’ IL BERLUSCONISMO.</strong><br />
Ecco, con Monti siamo andati oltre perché il Berlusconismo si aperto ad un’intesa con i democratici e a questo non avevo pensato.<br />
Così il consolidamento è massimo.<br />
Ecco come chiuse il Fini: “E se oggi ‘l’Italia è un Paese di m…’ è perché abbiamo permesso a questo inqualificabile individuo, con la complicità dei suoi sgherri e ‘servi liberi’, di cacarci sopra per 17 anni”.<br />
Chiedetevi: Non vi sembrano troppi 17 anni?<br />
<strong>IO SO CHE NON LO SONO PERCHE’ CONOSCO LA VERA STORIA D’ITALIA E VE LA RACCONTERO’ NEI PROSSIMI MESI.</strong><br />
Andiamo a vedere il secondo scritto, questo è del professor Nappini e si intitola “Otto settembre”.<br />
Nei prossimi giorni pubblicherò questo scritto dove il professore ci ricorda che l’otto settembre è una data simbolica per le genti del Belpaese, un vero e proprio luogo della memoria che forse meriterebbe se non una celebrazione almeno qualche forma di ricordo ufficiale.<br />
In sintesi si può dire sul piano psicologico e dell&#8217;immagine del Belpaese che sparirono in un solo pomeriggio tutte le allucinazioni di gloria e di potenza del regime fascista e dell&#8217;Italia monarchica, di fatto quella data segna un momento della verità: <strong>L&#8217;ITALIA NON ERA MAI STATA IMPERO MA AL CONTRARIO ERA UN PAESE DELL&#8217;EUROPA DEL SUD PIENO DI PROBLEMI E DISCORDIE INTERNE E DI GRANDI MISERIE CON UNA POPOLAZIONE POVERA E RISENTITA CONTRO LE MINORANZE AL POTERE.</strong><br />
Ecco che io posso dire lo stesso per il 7 settembre di quasi 70 anni dopo e per altre giorni precedenti del 2011. Sì posso, il 2011 è l’anno della fine delle illusioni berlusconiane e dell’inizio del tentativo di creare un partito conservatore vero, questo andrebbe dal PDL al PD!.<br />
Queste sono ancora in corso!<br />
Dopo l’otto settembre del 1943, chi arrivò dopo la monarchia fu infatti forzato a far ripartire le disperse genti d&#8217;Italia a partire da un cumulo di macerie e di illusioni assurde alimentate per decenni da monarchici e fascisti.<br />
Stavolta con Monti ripartiamo meglio, ma dobbiamo guardarci bene intorno e possiamo cercare un’assonanza con quel periodo che io trovo nello scritto del professor Nappini:<strong> LE POPOLAZIONI DEL BELPAESE SONO SCISSE DALLE LORO MINORANZE AL POTERE.</strong><br />
Il professore ci ricorda che il potere che domina le genti del Belpaese è sempre altro dal popolo, assurdamente retorico, infido, nel suo agire, spesso malvagio negli atti che lo qualificano agli occhi della popolazione. Anche nella prosperità c&#8217;è nelle genti d&#8217;Italia un fondo pieno di sospetto e di tacito rancore verso le minoranze al potere. ……. Questo senso di un potere di caste lontane o aliene dalle popolazioni d&#8217;Italia appiccicate ai soldi e alle risorse che si possono spremere dalle diverse genti permane ancora oggi. Tenendo presente i tempi di questo quotidiano si osserva, grazie alla maggior libertà di parola e di pensiero, che la scissione fra popoli della Penisola e il Palazzo è rimasta. Ecco che l&#8217;Otto Settembre alla luce di questa mia considerazione è una data da meditare perché sul piano storico mostra fino a dove può portare l&#8217;opera di caste al potere aliene dalla vita quotidiana della popolazione e dalle sue ordinarie e straordinarie gioie e sofferenze.<br />
<strong>OGGI CHIUDO QUI MA NEL PROSSIMI MESI FAREMO MOLTI VIAGGI NELLA STORIA DI QUESTO PAESE A PARTIRE DALLA PRIMA GUERRA MONDIALE.</strong><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Franco Allegri è presidente dell&#8217;associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Su Facebook è Futuro Ieri.</p>
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		<title>MSN: SPACCIO DI DROGA, UN INSEGNANTE DI CASTELFIORENTINO COLTO IN FLAGRANTE.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Empolitica/~3/-btimWSvU4o/msn-spaccio-di-droga-un-insegnante-di-castelfiorentino-colto-in-flagrante.html</link>
		<comments>http://www.empolitica.com/6554/msn-spaccio-di-droga-un-insegnante-di-castelfiorentino-colto-in-flagrante.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 10:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione Giovani Empoli]]></category>
		<category><![CDATA[andrea poggianti]]></category>
		<category><![CDATA[andrea poggianti empoli]]></category>
		<category><![CDATA[docente spaccia droga a castelfiorentino]]></category>
		<category><![CDATA[movimento studentesco nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[spacciatore scuola castelfiorentino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.empolitica.com/?p=6554</guid>
		<description><![CDATA[“Notizia allarmante e preoccupante per la sicurezza degli studenti nelle scuole, è lo spaccio di droga che avveniva indisturbato da parte di un insegnante della scuola superiore “Iti Enriques” di Castelfiorentino, nel medesimo istituto. – afferma Andrea Poggianti, Dirigente Nazionale del Movimento Studentesco Nazionale &#8211; A porre fine a questo traffico di stupefacenti, è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/12492734_acca-larentia-movimento-studentesco-nazionale-esponenti-uds-offendono-vittime-strage-dimissioni-0.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4964" title="Poggiantimns" src="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/12492734_acca-larentia-movimento-studentesco-nazionale-esponenti-uds-offendono-vittime-strage-dimissioni-0.jpg" alt="" width="222" height="85" /></a>“Notizia allarmante e preoccupante per la sicurezza degli studenti nelle scuole, è lo spaccio di<br />
droga che avveniva indisturbato da parte di un insegnante della scuola superiore “Iti Enriques”<br />
di Castelfiorentino, nel medesimo istituto. – afferma Andrea Poggianti, Dirigente Nazionale<br />
del Movimento Studentesco Nazionale &#8211; A porre fine a questo traffico di stupefacenti, è stato<br />
l’intervento sul luogo dei Carabinieri che hanno arrestato il docente in flagranza di reato con 5<br />
grammi di cocaina già divisi in dose e 45 grammi di marijuna.”</p>
<p>“Da questo evento di ampia risonanza che vede coinvolto proprio un “educatore”, ci domandiamo<br />
come possano gli studenti trarre giusti esempi da una persona simile.<br />
“Sensibilizzare e vigilare” devono essere le parole d’ordine. &#8211; continua il dirigente &#8211; E’ giunto il<br />
momento, dunque, di mettere la parola fine ad una tradizione sessantottina permissiva e deleteria<br />
che purtroppo lascia ancora oggi le sue tracce.”</p>
<p>“Una situazione incresciosa che lascia riflettere su come sia sempre più urgente e necessario un<br />
sistema scolastico che non fornisca soltanto nozioni e concetti, ma che sia luogo di formazione<br />
personale e civica degli studenti.<br />
Questo è l’unico antidoto per sconfiggere la “cultura della morte” alla radice.<br />
Come studenti di centro – destra,- conclude Andrea Poggianti, Dirigente Nazionale del<br />
Movimento Studentesco Nazionale &#8211; da sempre siamo stati attivi promotori di campagne<br />
ed iniziative per affermare quanto sia pericoloso ed inconcludente l’utilizzo della droga ed<br />
indispensabile cambiare l’attuale metodo di insegnamento, l’evento di oggi ci impegnerà<br />
maggiormente a promuoverle.”</p>
<p>Andrea Poggianti<br />
Dirigente Nazionale del Movimento Studentesco Nazionale.</p>
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		<title>L’ABBASSAMENTO DEL RATING … DI UN GOVERNO</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 13:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F. Allegri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ABBASSAMENTO DEL RATING … DI UN GOVERNO 16/02/2012 Di F. Allegri Una volta chiarite le questioni delle trattative politiche e dello scioperotto possiamo riprendere il cammino e cominciare a parlare di di agenzie di rating. Lo farò con un taglio particolare e sosterrò che queste entità nella terza rivoluzione industriale non servono più a nulla, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5890" class="wp-caption alignleft" style="width: 201px"><a href="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/Delirio-politico-002.jpg"><img class="size-full wp-image-5890" style="border: 3px solid black; margin: 6px;" title="Delirio politico 002" src="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/Delirio-politico-002.jpg" alt="" width="191" height="262" /></a><p class="wp-caption-text">Delirio politico di I. Nappini</p></div>
<p><strong>L’ABBASSAMENTO DEL RATING … DI UN GOVERNO</strong><br />
16/02/2012<br />
Di F. Allegri<br />
Una volta chiarite le questioni delle trattative politiche e dello scioperotto possiamo riprendere il cammino e cominciare a parlare di di agenzie di rating.<br />
Lo farò con un taglio particolare e sosterrò che queste entità nella terza rivoluzione industriale non servono più a nulla, specie nelle grandi nazioni del mondo dove ormai i grandi computer operano sulla base del loro processori in maniera meccanica e dove il fattore umano è complementare.<br />
<strong>Parlo di finanza e speculazione e non di informatica!</strong><br />
Non c’è da scandalizzarsi, si tratta di scienze elementari e primitive del resto, esse sopravvivono perché poggiano sugli istinti più bassi dell’uomo.<br />
Il discorso sull’Italia è leggermente diverso perché il nostro paese non è ancora del tutto dentro alla terza rivoluzione industriale e qui sopravvivono molte convinzioni che appartengono al passato, specie nel mondo politico dei folli e degli ubriachi di ideologie.<br />
Tra queste c’è anche la<strong> CREDENZA NEI GIUDIZI DELLE AGENZIE DI RATING</strong> anche se fino ad oggi non era una credenza diffusa.<br />
Questa, in tempi normali, sarebbe una credenza da centro destra: il centro sinistra potrebbe contrapporre la <strong>CREDENZA NEL PROGRAMMA ELETTORALE DEL PARTITO O L’IMPORTANZA DEL NOME DELLA LISTA</strong>.<span id="more-6551"></span><br />
Passiamo al fatto nuovo che si materializzò dopo lo scioperotto perché fu proprio allora che si diffuse la voce, poi verificata che Moody’s, Fitch e Standard &amp; Poors si apprestavano, tutt’e tre, ad abbassare il rating del debito italiano.<br />
Per qualcuno fu un vero dramma, specie per chi conosceva la qualità della compagine governativa e i suoi condizionamenti politici sviluppati in salsa leghista.<br />
Ci fu chi scrisse anche che sarebbe arrivato un default alla greca a causa dell’enorme aumento dei tassi di interesse sul debito.<br />
<strong>OGGI SAPPIAMO CHE BASTAVA LA SERIETA’ QUOTIDIANA DI UN QUALSIASI GOVERNO COME QUELLO DI MONTI, MA ALLORA FU FACILE DISEGNARE SCENARI TRAGICI.</strong><br />
Bastò l’annuncio presunto dei declassamenti per far piegare le gambe al governetto e vedemmo quello che non avevamo visto in occasione di tanti scandali gravi o meno.<br />
Tuttavia anche questa volta il governo non cadde, ma la vicenda merita più considerazioni perché dobbiamo dire che tali declassamenti rappresentarono in maniera simbolica <strong>IL DEGRADO DELLA NOSTRA GUIDA POLITICA.</strong><br />
Fino a settembre avevamo avuto un governo che navigava a vista, aveva finto di tagliare i costi della politica e aveva promesso di fare la lotta all’evasione fiscale come se questa (una volta fatta sul serio) fosse la cura per i nostri mali.<br />
Tremonti stesso andava avanti per tentativi e prove.<br />
Avevamo visto, i ritocchi, le giravolte, i cambiamenti, gli annunci e non si vedeva mai dove fossero le “lacrime e sangue” in certe manovre (andreottismo puro e dei bei tempi!).<br />
Quel governo dimostrò in questi giorni di essere superato culturalmente e debole davanti alle lobbies elettorali e alle caste parassitarie che difendevano anche interessi piccolissimi.<br />
C’era anche dell’incompetenza davanti ai tanti sprechi dello stato e dei centri di potere locali e dove questa non c’era mancava carattere, fermezza e autorità specie davanti al clientelismo leghista, un fenomeno mai visto in passato e certamente segno di nuovo degrado del paese.<br />
Soprattutto va aggiunto che queste cose erano note a livello culturale e mediale e questo era il <strong>VERO ABBASSAMENTO DEL RATING POLITICO ITALIAN</strong>O in tempi difficili come quelli!<br />
Nei giorni del rating in abbassamento si cominciò a parlare di <strong>GOVERNO DELLE GRANDI INTESE</strong>, segno che c’erano già state molte trattative preliminari, come vi ho detto negli scritti precedenti.<br />
In quei giorni ci fu anche che ardentemente desiderò il default del debito italiano.<br />
Qui penso che qualche millennio di desiderio dell’apocalisse e della fine cristiana dei tempi diano ancora qualche effetto collaterale.<br />
Certamente tra questi non c’era nessuno che prefigurava l’avvento di Mario Monti, fatto che era dietro l’angolo.<br />
Io ero allora, come oggi, per la ristrutturazione del debito e chiedevo un governo forte e competente.<br />
Oggi non darò un giudizio sui primi tre mesi di Monti, avrò tempo per farlo.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
Franco Allegri è presidente dell&#8217;associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri.<br />
Su Facebook è Futuro Ieri.</p>
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		<title>Lo scioperotto pro Monti</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 19:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F. Allegri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scioperotto pro Monti 15/02/2012 Di F. Allegri Nell’ultimo scritto abbiamo visto la debolezza del nostro governo nei mesi della guerra di Libia mentre in precedenza avevamo paragonato il nostro debito pubblico ad una voragine! Oggi dobbiamo considerare un’altra vicenda accaduta il 6 settembre 2011, parlo dello sciopero generale della Cgil contro la manovra finanziaria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6549" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/ribelle1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6549 " style="border: 3px solid black; margin: 6px;" title="ribelle1" src="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/ribelle1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La Voce del Ribelle</p></div>
<p>Lo scioperotto pro Monti</strong><br />
15/02/2012<br />
Di F. Allegri<br />
Nell’ultimo scritto abbiamo visto la debolezza del nostro governo nei mesi della guerra di Libia mentre in precedenza avevamo paragonato il nostro debito pubblico ad una voragine!<br />
<strong>Oggi dobbiamo considerare un’altra vicenda accaduta il 6 settembre 2011, parlo dello sciopero generale della Cgil contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi.</strong><br />
Va detto subito che uno sciopero di un giorno non è generale, è VELLEITARIO e normalmente NON POLITICO ma al massimo AUTO-REFERENZIALE.<br />
Lo sciopero del 6 settembre ebbe un effetto politico non del tutto esplicitato, ma credo, almeno in parte, voluto.<br />
Prima di sviluppare il tema elementare dello sciopero voglio fare anche una considerazione politica con la quale affermo che <strong>pure quello sciopero fu a favore del governo Monti.</strong><br />
Se questo nuovo governo nascente avesse avuto l’appoggio solo di PDL, UDC e FLI esso sarebbe stato solo l’espressione del vecchio <strong>POLO DEL BUON GOVERNO</strong> ovvero del mondo politico romano, meridionale, nella sostanza anche anti leghista.<br />
Questo governo del buon governo sarebbe stato debole e avrebbe avuto molte difficoltà a gestire la dissidenza politica leghista e di varie realtà sociali del centro nord.<br />
<strong>DA QUI POSSO RIPARTIRE PER PARLARE DEL RUOLO DELLA SINISTRA NELLE GRANDI TRATTATIVE CHE HO ANALIZZATO IN ALTRI SCRITTI</strong>.<span id="more-6548"></span><br />
In questo contesto diviene utile la presenza democratica nel governo, serve anche ai conservatori per due motivi:<br />
<strong>1) garantisce l’operatività dell’esecutivo;</strong><br />
<strong>2) permette un minore coinvolgimento del PDL che tiene in piedi l’alleanza con la lega, nel nord.</strong><br />
Resta da valutare la convenienza per i democratici, ma oggi non è una questione rilevante.<br />
Dicevamo che lo sciopero del 6 settembre lavorò per Monti, ma io credo che tale manifestazione meriti altri approfondimenti che farò ricorrendo ad uno scritto di Alessio Mannino intitolato “<strong>Lo sciopero inutile e l’Europa dei banchieri</strong>” e pubblicato sul mensile La Voce del Ribelle diretto da Massimo Fini (la foto è quella del primo numero della rivista).<br />
Mannino sbagliò in parte l’apertura del pezzo perché considerò lo sciopero una protesta simbolica, senza veri effetti e subito dopo aggiunse che l’unico sciopero che avrebbe senso dovrebbe protrarsi a oltranza, paralizzando l’intero paese.<br />
Concordo sulla seconda parte del discorso anche se non parlerei di scioperi ad oltranza, ma magari di priorità di risultati da conseguire.<br />
Aggiungo ancora che uno sciopero di un giorno aiutò ad avvicinare l’avvento di Monti e ritaglio un spazio nel governo per i democratici.<br />
Per Mannino, uno sciopero ad oltranza poteva equivalere <strong>A UNA RIVOLTA CONTRO EUROLANDIA E LE BORSE, E L’ITALIA ERA SI’ SULL’ORLO DELLA BANCAROTTA, MA CREDEVA, A DESTRA COME A SINISTRA, CHE RIPUDIARE IL DEBITO FOSSE UN TABU’ INTOCCABILE.</strong><br />
Dedico questa seconda parte dello scritto al mio amico professor Nappini.<br />
Partiamo dall’inizio!<br />
Primo, uno sciopero prolungato non potrebbe portare la classe politica al ripudio del debito, ma semmai rovinerebbe i pochi partecipanti alla manifestazione e la loro organizzazione.<br />
Secondo, c’è chi crede che la crisi italiana abbia una natura islandese, c’è chi propone un modello cubano, c’è chi vede una <strong>crisi latina</strong> e fa paragoni con la Grecia infine ci sono gli pseudo storici che introducono il modello argentino. Sbagliano tutti, bisogna partire dal dire che la crisi è ITALIANA e poi va constatato che c’è solo uno stato che ci somiglia ed è proprio quello che non dice nessuno: <strong>GLI STATI UNITI D’AMERICA</strong>. Vado a constatare che abbiamo entrambi un enorme deficit pubblico, una maggiore ricchezza privata, un sistema politico primitivo e lontano dalla gente, un’economia mista che deve ripensare la sua industria e il suo sistema energetico.<br />
Terzo, ho già scritto che il nostro debito va rinegoziato e non ripudiato al fine di arrivare ad un rapporto deficit/PIL del 90% oggi aggiungo <strong>CHE DOBBIAMO ANCHE COORDINARCI CON L’ALTRO GRANDE MALATO FINANZIARIO, IL NOSTRO CUGINO AMERICANO FORTE E RICCO!</strong><br />
Torno a leggere Mannino che mi dice: “<strong>Da quando ci siamo messi al collo il guinzaglio dell’Europa delle banche, non siamo più uno Stato sovrano: siamo schiavi dei MERCATI internazionali. Proporre la PATRIMONIALE, pur nel condivisibile intento di un RIEQUILIBRIO SOCIALE, segue la stessa logica perversa di sempre: sacrificare la vita reale, le ricchezze, i risparmi, per permettere ai criminali della finanza di ingrassarsi come prima, come sempre. La sinistra cerca di far pagare il conto ai più ricchi, e si può capire. Ma il punto è che non dovremmo pagare un bel niente, perché il DEBITO è colpa di un sistema globalizzato strutturalmente indebitato, perché è sull’indebitamento perenne, infinito, eterno che lucrano, grazie all’interesse, i veri padroni dell’economia: le BANCHE. Corresponsabili di questo orrore di fondo sono certamente i politici, di tutte le risme. MA NON SARA’ CAMBIANDO L’INQUILINO DI PALAZZO CHIGI che cambierà di una virgola l’ingiustizia di fondo di questa società ostaggio di una cricca di usurai”.</strong><br />
IL CORSIVO E’ MIO.<br />
Parto dalla fine, qui Mannino anticipò e criticò il cambio del governo, fatto che per lui non era rilevante (per me lo è) e purtroppo se lo fosse stato avrebbe capito che si andava verso il governo di banchieri ed economisti finanziari.<br />
Sulla patrimoniale va fatto un discorso diverso, per me, non parlavano di un adattamento della Tobin tax alle esigenze italiane e nemmeno della tassa per l’Europa che introdusse Amato, per me la patrimoniale era lo spauracchio Berlusconiano che voleva prolungare la durata del governicchio.<br />
Una lancia spuntata!<br />
Torno a concordare con Mannino quando dice: “A confronto del Potere vero, qui da noi gestito dalla Bce ovvero dagli istituti centrali (che sono privati, di proprietà delle grandi banche) prestando la moneta agli Stati, la comica impotenza di Berlusconi diventa ben povera cosa”.<br />
<strong>QUESTA CONSTATAZIONE AIUTA ANCHE AD IMMAGINARE CHE VIVEVAMO GLI ULTIMI GIORNI DI POMPEI!</strong><br />
Io mi fermo qui, non seguo Mannino quando chiede uno sciopero contro la BCE e l’internazionalismo finanziario che tra l’altro è multiforme e non monocratico.<br />
Non vedo un radioso futuro per la sua rivoluzione contro un modello economico che sarebbe scappato di mano: nulla è sfuggito, questa è prima di tutto la terza rivoluzione industriale dove il capitalismo apre le porte ai grandi imperi popolosi del mondo, India, Brasile e Cina in una prospettiva sempre indicata dall’impero americano e inglese.<br />
Potremo riprenderci la nostra sovranità nazionale solo guardando con attenzione dove cade l’ombra della grande quercia americana perché noi potremmo crollare anche a causa di lei e in ogni caso al momento non potremmo andarle contro dato che abbiamo tergiversato fino ad oggi.<br />
Mannino vorrebbe un’Italia protagonista, arrabbiata e ribelle in Europea, parla anche dell’Europa dei popoli e non si accorge che al massimo possiamo fare i comprimari furbi e opportunisti alla Monti! Questa è l’Europa degli stati, e non è un’idea della Merkel, è così da sempre.<br />
L’Europa dei popoli è l’ultima tragica invenzione di una sinistra italiana frastornata dal crollo del comunismo e condizionata da poteri che sono prima magici e poi finanziari.<br />
Queste ultime sono solo anticipazioni di uno scritto che farò in futuro!<br />
Tante volte, purtroppo e non troppo presto.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
Franco Allegri è presidente dell&#8217;associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook è Futuro Ieri.</p>
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		<title>Il Berlusconismo nella guerra di Libia</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 11:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>F. Allegri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Berlusconismo nella guerra di Libia 14/02/2012 Di F. Allegri Credo che il giorno di San Valentino sia la data migliore per parlare di guerre contemporanee. Nei giorni scorsi il nostro percorso lungo gli ultimi mesi del governo Berlusconi aveva fatto tappa sulla sommità del cratere del debito pubblico oggi possiamo ripartire da due questioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_6546" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/due-ufficiali-001.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6546 " style="border: 3px solid black; margin: 6px;" title="due ufficiali" src="http://www.empolitica.com/wp-content/dati/due-ufficiali-001-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Due ufficiali di I. Nappini</p></div>
<p>Il Berlusconismo nella guerra di Libia</strong><br />
14/02/2012<br />
Di F. Allegri<br />
Credo che il giorno di San Valentino sia la data migliore per parlare di guerre contemporanee.<br />
Nei giorni scorsi il nostro percorso lungo gli ultimi mesi del governo Berlusconi aveva fatto tappa sulla sommità del cratere del debito pubblico oggi possiamo ripartire da due questioni che caratterizzarono il mese di settembre 2011:<br />
<strong>a) La guerra di Libia;</strong><br />
<strong>b) Lo sciopero generale inutile e già dimenticato da tutti.</strong><br />
Oggi toccherò solo il primo punto.<br />
Ad agosto la guerra di Libia era sembrata in posizione di stallo, il regime teneva, i ribelli sembravano debolissimi e disorganizzati e soprattutto non circolava nessuna immagine dei bombardamenti NATO.<span id="more-6545"></span><br />
L’Italia fingeva di pensare ai profughi e il governo latitava mentre i suoi sostenitori “prestigiosi” rivelavano un sentimento quasi pacifista.<br />
La questione dei profughi veniva prima di tutto, non si sa perché dato che era un effetto della guerra e non viceversa, ma poi c’era il cattivo Sarkozy e il Gheddafi disperato e combattivo che mi facevano pensare.<br />
C’era ancora il governo Berlusconi e per loro andava tutto bene, dunque?<br />
Tempo fa discutevo con amici sul fatto che il crollo della Libia segnò le sorti del fascismo al tempo della seconda guerra mondiale e oggi sono a sostenere che il crollo del regime di Gheddafi ci chiede di verificare se siamo davanti a un ricorso della storia, se non altro per curiosità e spirito polemico.<br />
Bisogna ripartire con il dire che il governo Berlusconi non era un campione del mondo della NATO!<br />
Per anni l’imprenditore televisivo aveva diversificato le sue amicizie e per motivi mai ben chiariti si era avvicinato a tutti i politici stravaganti fuori della NATO restando contemporaneamente nell’alleanza e non criticandola neppure di striscio.<br />
Avevamo il governo amico ……. di tutti e leggermente distante dalla NATO ma fedele, se non altro, per causa di forza maggiore.<br />
A settembre si lessero anche delle indiscrezioni del rapporto di un certo Ian Martin, consigliere di Ban Ki Moon: “Il mandato di protezione dei civili da parte del Consiglio di Sicurezza attuato dalla NATO non finisce con la caduta dal governo di Gheddafi”.<br />
Queste poche righe fanno capire che ad inizio settembre eravamo già al dopo Gheddafi.<br />
NOI NON SI SAPEVA, solo io scrivevo e speravo che la guerra finisse prima dell’inverno e sinceramente non capivo come fossero possibili esiti diversi, ma non lo scrissi!<br />
In Italia non si seppe, imperava il basso profilo del governo imbarazzato e ricordo che il nostro paese aveva anche dei simpatizzanti del vecchio dittatore (lodato anche sul piano economico), c’era anche chi lo vedeva come statista e non mancarono le contestazioni a Sarkozy di Giuliano Ferrara!<br />
E’ in queste circostanze che capisco perché il Berlusconismo dura da 20 anni!<br />
Tutti vivono nel passato e hanno i loro cimeli culturali da conservare e custodire gelosamente.<br />
Va ricordato che nel 2011 il pacifismo non è esistito se si eccettua Emergency e qualche prete isolato ed eccentrico.<br />
C’è stata la mobilitazione contro il super caccia per la marina, ma questo non è pacifismo: sembra un nuovo sussulto di vecchi modi di pensare il disarmo di certe anime belle!<br />
Questa lotta contro gli aerei potrebbe durerà almeno un decennio, avrò tempo per aderire …<br />
Il nostro paese ignorò anche la catastrofe umanitaria, anzi no, la denunciò e drammatizzò prima che si verificasse per poi concentrare su questo tema la nostra disinformazione che raggiunse su questi tema nuovi livelli di manipolazione mai visti prima.<br />
I profughi da gestire divennero una guerra nella guerra, un’arma di distrazione di massa!<br />
Visto quanto ho trascritto prima, posso aggiungere che a settembre erano già pronti i benefattori multinazionali con il loro piano per ricostruire la Libia. Non va dimenticato che c’erano da rimettere in circolo i 130 miliardi di dollari investiti da Gheddafi in Occidente in tanti anni di dittatura poco amichevole verso la Total, ad esempio.<br />
Di tutto questo non si preoccupò il nostro governo, anche l’ENI tenne un bassissimo profilo.<br />
Del resto e nel frattempo nessuno attaccava le raffinerie.<br />
Un tempo erano le chiese i luoghi di pace oggi abbiamo altre zone franche!<br />
Si potrebbe parlare di fare buon viso a cattivo gioco?<br />
Si, ma non per un governo che cadde tre mesi dopo: quella fu miopia e vigliaccheria degna di ogni parte finale di un’esperienza politica.<br />
La guerra alle porte mostrò, a chi aveva occhi per vedere, che vivevamo un clima da epilogo!<br />
Cosa volete pretendere, del resto, da un premier che era consigliato da Lele Mora, Emilio Fede e da tante signorine allegre e ambiziose, quando doveva essere impegnato 24 ore su 24 in riunioni con i servizi segreti.<br />
Questo è un periodo difficile, non si può più giocare a fare il politico approfittando di una casta di illusi e soprattutto in quei giorni dell’epilogo della guerra molti potenti compresero che ci volevano altri statisti per tutelare i grandi interessi e questo accelerò il conto alla rovescia.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
Franco Allegri è presidente dell&#8217;associazione Futuroieri e laureato in scienze politiche e si dedica alla libera informazione politica ed economica e traduce le lettere di Michael Moore, Ralph Nader e Lester R. Brown. Per approfondire visita il sito http://digilander.libero.it/amici.futuroieri. Su Facebook è Futuro Ieri.</p>
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