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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2italianfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><title>DestraLab</title><link>http://www.destralab.it</link><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/Destralab" /><description>Riflessioni e Non Solo</description><language>en</language><lastBuildDate>Mon, 15 Mar 2010 06:18:29 PDT</lastBuildDate><generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator><sy:updatePeriod xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/">hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/">1</sy:updateFrequency><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/Destralab" /><feedburner:info uri="destralab" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><title>Noi preferiamo andare a votare</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/kTFTcjXJTXI/</link><category>Rassegna Stampa</category><category>astensione</category><category>italiafutura</category><category>voto</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Mon, 15 Mar 2010 06:16:10 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=24164</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sull&#8217;invito ad andare al mare che sta diventando la battaglia culturale <a href="http://www.destralab.it/2010/endorsement/">dell&#8217;<em>intellighentia nostrana</em></a>.</p>
<blockquote><p>[...] l&#8217;Italia può permettersi l&#8217;Aventino, la diserzione del voto? Siamo  sicuri che il silenzio serva? <strong>Noi preferiamo andare a votare</strong>. Nel bene e  nel male questo è il nostro paese e gli «antitaliani», alla lunga, sono  i veri alleati, pur con nobili motivi, dell&#8217;Italia peggiore.</p></blockquote>
<p>via <a title="ilsole24ore" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/14-marzo-2010/elogio-astensione-tempo-zero.shtml" target="_blank">L&#8217;ELOGIO DELL&#8217;ASTENSIONE / Non è tempo da zero a zero </a></p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/kTFTcjXJTXI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Sull&amp;#8217;invito ad andare al mare che sta diventando la battaglia culturale dell&amp;#8217;intellighentia nostrana.
[...] l&amp;#8217;Italia può permettersi l&amp;#8217;Aventino, la diserzione del voto? Siamo  sicuri che il silenzio serva? Noi preferiamo andare a votare. Nel bene e  nel male questo è il nostro paese e gli «antitaliani», alla lunga, sono  i veri alleati, pur [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/noi-preferiamo-andare-a-votare/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/noi-preferiamo-andare-a-votare/</feedburner:origLink></item><item><title>Si o no?</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/bR0VhX8HQAI/</link><category>Esteri</category><category>anno</category><category>obama</category><category>primo</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Sun, 14 Mar 2010 13:23:43 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=24155</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il primo anno della presidenza Obama. Delusione sì: <a title="ilsole24ore" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/14-marzo-2010/obama-delusione-si-troppi-pasticci.shtml" target="_blank">troppi pasticci</a>. Delusione no: <a title="ilsole24ore" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/14-marzo-2010/obama-delusione-no-tempo-fiducia.shtml" target="_blank">diamogli tempo.</a></p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/bR0VhX8HQAI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Il primo anno della presidenza Obama. Delusione sì: troppi pasticci. Delusione no: diamogli tempo.</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/si-o-no/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/si-o-no/</feedburner:origLink></item><item><title>Dati reali</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/fPrcLlfluZw/</link><category>Rassegna Stampa</category><category>authority</category><category>parcondicio</category><category>rai</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Sun, 14 Mar 2010 12:46:07 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=24148</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E&#8217; Bersani il più coccolato dai Tg Rai</p>
<blockquote><p>L’allarme è stato lanciato ieri dalle colonne di Repubblica: “<strong>Il Pdl invade i Tg Rai</strong>” e Silvio Berlusconi naturalmente li guida e presiede. E giù una serie di dati attribuiti all’Authority per le telecomunicazioni per testimoniare la preoccupazione dell’organismo di garanzia per presunte ripetute violazioni della par condicio. Ma <strong>i dati reali</strong> offrono un quadro diametralmente opposto. Nei telegiornali Rai viene sostanzialmente rispettato l’equilibrio che da anni governa la par condicio: un terzo del tempo al governo, un terzo alla sua maggioranza e un terzo all’opposizione. Se squilibrio c’è è proprio a favore di Pd-Idv e Udc. Nella settimana dal 28 febbraio al 6 marzo scorso, quella successiva alla presentazione delle liste, con tutto il caos che ne è venuto, il governo e il suo presidente hanno ottenuto sui Tg Rai non un terzo, ma un sesto o un settimo dello spazio a disposizione. Maggioranza e opposizione sono in perfetta par condicio sul Tg1 (<strong>28,72%</strong> l’una e <strong>28,12%</strong> l’altra). Su tutti gli altri Tg ha spazio oltre misura l’opposizione, in vantaggio di <strong>3,2</strong> punti sul Tg2, di <strong>6,3</strong> punti sul Tg3 e dei <strong>quasi 12</strong> punti su Rai news 24. Nelle due settimane precedenti di campagna elettorale, con le liste non ancora presentate, il governo ha avuto più spazio, con un eccesso di presenza sul Tg2 e un difetto sul Tg3. Quanto ai rapporti fra maggioranza e opposizione, Pdl e soci erano in vantaggio <strong>di un punto e mezzo</strong> sul Tg1 e in svantaggio <strong>di due punti e mezzo</strong> sul Tg2. Assai rilevante invece la violazione della par condicio su Tg3 (<strong>quasi venti punti </strong>percentuali regalati in più all’opposizione rispetto alla maggioranza) e su Rai news 24 (<strong>29 punti</strong> percentuali in più all’opposizione). La preoccupazione dell’Authoprity per lo squilibrio dunque riguarda l’eccesso di amore (proibito in campagna elettorale) di Tg3 e Rai news 24 nei confronti di Pd, Italia dei valori, radicali, verdi, sinistra e Udc.</p>
<p>Per valutare la <em>par condicio</em> infatti un tempo la commissione di vigilanza e da quando è nata l’Authority prendono in considerazione il <strong>tempo di parola</strong>, e cioè le interviste e le dichiarazioni di tutti i protagonisti della politica trasmesse in diretta o riassunte dal conduttore o dal giornalista specializzato. Non fa fede invece il cosiddetto “<strong>tempo di notizia</strong>”, quello per cui un politico o un partito è oggetto e non soggetto della notizia trasmessa. Ad esempio nel caso del processo Mills tutto il tempo dedicato alla notizia è attribuito al Pdl e a Silvio Berlusconi, e non potrebbe essere considerato un favore. Altro esempio: se Antonio Di Pietro viene intervistato per un minuto da un tg e dice che Berlusconi è un corrotto, un mafioso e un bandito, quel minuto viene calcolato nel tempo di parola a favore di Di Pietro e nel tempo di notizia a favore di Berlusconi. Per questo il tempo di notizia (che per altro è giustamente dettato dalla cronaca) non vale ai fini della <em>par condicio</em>. Quello di parola dice invece che l’invasione dei Tg di Stato finora è stata di Pierluigi Bersani &amp; c.</p></blockquote>
<p>via <a href="http://fbechis.blogspot.com/">Bechis Blog</a>.</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/fPrcLlfluZw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>E&amp;#8217; Bersani il più coccolato dai Tg Rai
L’allarme è stato lanciato ieri dalle colonne di Repubblica: “Il Pdl invade i Tg Rai” e Silvio Berlusconi naturalmente li guida e presiede. E giù una serie di dati attribuiti all’Authority per le telecomunicazioni per testimoniare la preoccupazione dell’organismo di garanzia per presunte ripetute violazioni della par condicio. [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/dati-reali/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/dati-reali/</feedburner:origLink></item><item><title>Tutto sommato</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/ghDaofDAJiY/</link><category>Economia</category><category>finanze</category><category>gettito</category><category>pil</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Sun, 14 Mar 2010 12:12:51 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=24050</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<blockquote><p>La caduta del gettito è attesa e si conferma tutto sommato contenuta, considerato che il 2009, anno in cui la crisi economica globale è esplosa in tutta la sua forza dirompente, il Pil corretto per gli effetti del calendario ha subìto una contrazione del 5,1 per cento. Recessione grave, caduta dell&#8217;attività produttiva e dei consumi, e dunque anche delle entrate tributarie che tuttavia non sono crollate. I dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze evidenziano una caduta del gettito del 3,3%, pari a 14 miliardi ma soprattutto appare incoraggiante l&#8217;andamento degli incassi dell&#8217;Iva nel mese di gennaio 2010, segno di una ripresa dei consumi e degli affari che ancora non può essere considerata un indicatore solido di uscita dal tunnel della crisi, ma che tuttavia incoraggia per una volta a un moderato ottimismo. <a title="ilsole24ore" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/03/gettito-2009-dipartimento-finanze-caduta-pil.shtml?uuid=b2dcd0d0-2dfc-11df-a1ba-1eaad51dede4&amp;amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">continua qui</a></p></blockquote>
<p>via <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2010/03/gettito-2009-dipartimento-finanze-caduta-pil.shtml?uuid=b2dcd0d0-2dfc-11df-a1ba-1eaad51dede4&amp;DocRulesView=Libero">La caduta del gettito è contenuta &#8211; Il Sole 24 ORE</a>.</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/ghDaofDAJiY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>La caduta del gettito è attesa e si conferma tutto sommato contenuta, considerato che il 2009, anno in cui la crisi economica globale è esplosa in tutta la sua forza dirompente, il Pil corretto per gli effetti del calendario ha subìto una contrazione del 5,1 per cento. Recessione grave, caduta dell&amp;#8217;attività produttiva e dei consumi, [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/tutto-sommato/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/tutto-sommato/</feedburner:origLink></item><item><title>La marcia del gambero</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/olVR5qTD-_s/</link><category>Rassegna Stampa</category><category>pd</category><category>piazza</category><category>ulivo</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Sun, 14 Mar 2010 12:10:51 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=24052</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-24138" style="border: 0pt none;" title="ma_34_672-458_resize" src="http://www.destralab.it/wp-content/uploads/2010/03/ma_34_672-458_resize.jpg" alt="" width="499" height="361" /></p>
<p><strong>Disuniti contro Berlusconi </strong><em>di Peppino Caldarola </em></p>
<blockquote><p>Presi uno per uno sono brave persone, ma viste tutte assieme fanno una certa impressione anche a un elettore di centro-sinistra come me. Un tuffo nel passato. Anzi, come vedremo, un doppio tuffo. Sul palco di oggi in piazza del Popolo ci sarà tutta la sinistra possibile. Ci sarà Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista che ha affossato la svolta a-comunista e pacifista di Fausto Bertinotti. Con lui due vecchi esponenti nostalgici della sinistra radicale, Oliviero Diliberto e Cesare Salvi.</p>
<p>Ci sarà Riccardo Nencini, capo della piccola pattuglia socialista sopravvissuta nel centro-sinistra. Ci sarà Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi duri e puri appena uscito da un faticoso sciopero della fame. Ci sarà Antonio Di Pietro, singolare personaggio che occupa la prima scena a sinistra contrariamente alla sua vocazione. Ci saranno i leader del movimento “viola” eredi di quei girotondini che fecero disperare Fassino e D’Alema. Ci sarà Emma Bonino, esponente con Pannella dei radicali doc. Ci sarà Nichi Vendola, uomo immagine di un piccolo raggruppamento di forze di riformisti molto di sinistra. Ci sarà Pier Luigi Bersani, leader di sinistra di un partito che era nato per superare la sinistra.<br />
Mancano due protagonisti che, abbiate pazienza!, indicheremo fra qualche riga. Tutto fa pensare che la coalizione che sognava di ritrovare il vecchio Ulivo si trovi improvvisamente di fronte a una pedissequa esibizione dell’Unione. Non è una bella notizia. L’Unione è stata l’alleanza più bislacca della storia politica italiana. Un vero calderone in cui si sono mescolate formazioni politiche che non avevano alcun collante se non l’opposizione a Berlusconi. Un tratto d’unione talmente labile che portò ad una esperienza di governo sofferta che si concluse dopo meno di due anni. Ogni giorno portava una pena, c’erano ministri che capeggiavano manifestazioni di protesta, altri ancora che chiedevano la testa di colleghi, in Parlamento si campava alla giornata, un vero casino. Dopo la sconfitta elettorale, ma in verità anche prima, tutti si erano impegnati a non incamminarsi più su quella strada. Si parlò di partito a vocazione maggioritaria e subito dopo di un partito con la vocazione di allearsi con le forze moderate.</p>
<p>Invece il diavoletto dell’Unione è riapparso all’orizzonte e rischia, al di là del risultato elettorale, di essere l’unica prospettiva politica del centro sinistra da qui alle prossime elezioni politiche. Tuttavia a me è venuto un altro incubo guardando la foto di gruppo di quest’oggi in piazza del Popolo. E se non fosse neppure l’Unione, neppure il compianto Ulivo ma addirittura quella cosa che li precedette e che fu sconfitta rovinosamente nel voto del ‘94? Infatti, partito più partito meno, sembra quasi di vedere la riedizione dei Progressisti e della “gioiosa macchina da guerra” occhettiana? C’è una sinistra autosufficiente che prova per la seconda volta a far da sola. Dopo la prima volta ci fu un’autocritica severa, Occhetto ci rimise la segreteria, iniziò un lavorio lungo per dare un profilo diverso alle forze che avrebbero dovuto contrastare Berlusconi. Si uscì dalla gabbia della sinistra e si cominciò a parlare di nuovo centro-sinistra. Iniziò la ricerca del nuovo leader che potesse rassicurare mondi lontani. Questo faticoso lavorio portò a risultati utili che consentirono di mettere in soffitta i Progressisti e la “gioiosa macchina da guerra”.</p>
<p>Se guardiamo attentamente la foto di oggi colpiscono le due assenze che citavamo prima. Come se qualcuno avesse raschiato personaggi d’epoca di cui non bisogna parlare più. Mancano gli ex popolari, che si sono trovati impegni in giro per l’Italia pur di non partecipare ad una manifestazione a forte rischio di crisi con il capo dello Stato. E manca un altro personaggio-chiave. Manca Romano Prodi. Due assenze diversamente motivate ma politicamente pesanti. Un uomo di esperienza come Bersani non può aver trascurato questo dato. In piazza ci sarà tutta la sinistra che c’è, ma mancano i moderati e manca l’uomo-simbolo dell’Ulivo e dell’Unione.</p></blockquote>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-24054 aligncenter" style="border: 0pt none;" title="CARTELLO_" src="http://www.destralab.it/wp-content/uploads/2010/03/CARTELLO_.jpg" alt="" width="449" height="305" /></p>
<blockquote><p>C’era da preoccuparsi se solo si fosse tornati indietro di due anni. Tuttavia la non rimpianta Unione aveva la caratteristica di inglobare anche un pezzo di schieramento moderato e di avere un leader che indiscutibilmente era un leader, non fosse altro perché è stato l’unico uomo politico del centro-sinistra a battere Berlusconi. Invece in questa marcia del gambero ci si trova persino a prima dell’Unione e a prima dell’Ulivo. Se queste elezioni regionali, che per il centro-sinistra, dicono i sondaggi, non dovrebbero andare male, devono anche prefigurare l’ampia coalizione che punterà a tornare al governo fra tre anni, sono davvero convinti i dirigenti del Pd che potranno farlo rieditando i Progressisti e rifacendosi all’esperienza di Achille Occhetto?</p></blockquote>
<p>via <a href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=27907">Il Legno storto, quotidiano online &#8211; Politica, Attualità, Cultura &#8211; Disuniti contro Berlusconi</a>.</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/olVR5qTD-_s" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Disuniti contro Berlusconi di Peppino Caldarola 
Presi uno per uno sono brave persone, ma viste tutte assieme fanno una certa impressione anche a un elettore di centro-sinistra come me. Un tuffo nel passato. Anzi, come vedremo, un doppio tuffo. Sul palco di oggi in piazza del Popolo ci sarà tutta la sinistra possibile. Ci sarà [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/la-marcia-del-gambero/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/la-marcia-del-gambero/</feedburner:origLink></item><item><title>Endorsement?</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/vngOaVjL27E/</link><category>Opinioni</category><category>astensionismo</category><category>corriere</category><category>pdl</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Sun, 14 Mar 2010 03:03:56 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=24063</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L&#8217;<em>endorsement</em>, un nuovo tipo di <em>endorsement all&#8217;italiana</em>, come è ovvio.<em> </em><a title="facethetruth" href="http://facethetruth.wordpress.com/2008/02/08/paolo-mieli-e-il-vizietto-dellendorsement/" target="_blank">Ci riprovano</a>. Questa volta però non parte <a title="La scelta del 9 aprile" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2006/03_Marzo/08/scelte.shtml" target="_blank">dal direttore</a> &#8211; già pubblicamente pentitosi, dopo che spostatosi ad altro importante incarico più volte dichiarante che nel nostro Paese, causa arretratezza, la cosa non sarebbe stata più fattibile e ripetibile in quelle forme, tra parentesi, non è che c&#8217;entrava qualcosina anche che da allora dalle parti di via Solferino cercano disperatamente di recuperare le copie perse e mai più recuperate? &#8211; e non <em><strong id="U1102380506526bBG">dichiarano  pubblicamente una propensione di voto</strong></em>. Sorprendentemente la penna è lasciata ad un editorialista di solito molto cauto ed equilibrato. Che si &#8220;schiera&#8221; anche lui, dopo che all&#8217;unisono (tale da far supporre qualche maligno sospetto?) sia <a href="http://www.destralab.it/2010/altro-che-fare-siluro/">il <em>direttorissimo</em> politologo della Fondazione <em>Fare Futuro</em></a> (chissà se ogni tanto prima e dopo parla al telefono con l&#8217;attuale Presidente della Camera) che la montezemoliana <em>Italia Futura -</em> prima con l&#8217;editoriale <a title="Italia Futura" href="http://www.italiafutura.it/dettaglio/110399/e_se_gli_italiani_smettessero_di_comprare_il_biglietto" target="_blank">E se gli italiani smettessero di comprare il biglietto?</a> poi ampiamente commentato e rilanciato da tutte le <a title="notizie virglio" href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/03_marzo/12/regionali_provocazione_di_italia_futura_astensione_per_cambiare,23368019.html" target="_blank">agenzie</a> e dallo stesso Corriere: <a title="Italiafutura" href="http://www.italiafutura.it//allegatidef/corriere%20della%20sera110413.pdf" target="_blank">Italia Futura rivaluta l&#8217;astensione: è un impulso al rinnovamento</a> &#8211; ci avevano spiegato <em>&#8220;che forse il qualunquismo peggiore è votare&#8221;,</em> a conferma (?!?) dei boatos che circolano da tempo che vorrebbero da un lato l&#8217;ex Paolo Mieli dietro molti momenti della crescita culturale e politica di Gianfranco Fini e che ipotizzano dall&#8217;altro la possibilità, anche questa <em>futura</em>, di un&#8217;allenza Fini-Casini-Montezemolo. I timori di uno <a title="Il futuro del PdL, le prospettive del centrodestra, l’ipotesi centrista..." href="http://www.liquida.it/sofia-ventura/" target="_blank">smantellamento del bipolarismo</a> vengono manifestati anche qui dai <em>politologi</em> di riferimento. Il grido comunque, al di là del retroscenismo e dei boatos, è uno solo ed è comune a tutti questi soggetti:<strong> astensione</strong>. Questa volta non c&#8217;è altro da fare. Quale diritto al voto, quale democratica scelta, quale, al limite, turarsi il naso di montanelliana memoria: questa volta bisogna proprio rinunciare. Somiglia pericolosamente <a title="Bettino Craxi" href="http://it.wikiquote.org/wiki/Bettino_Craxi" target="_blank">all&#8217;andate al mare </a>del Craxi del 1991? Forse, ma non si può fare altro. Utilizzano e scelgono persino lo stesso verbo. Per Campi &#8220;<strong>sarebbe un atto di civile protesta che nessuno potrebbe  biasimare, </strong>per Romano e Calenda, &#8220;<strong>in questo caso sarebbe difficile biasimare gli astenuti</strong>, nei quali si  potrebbe persino riconoscere, vista la qualità della crisi che abbiamo  davanti, un sovrappiù di dignità civile&#8221;. Una borrelliana metafora sale alta: astensione, astensione, astensione. E astensionismo <em>s&#8217;ha da fare. </em>Per Romano:<em><br />
</em></p>
<blockquote><p>Dicono di parlare a cittadini democratici e consapevoli, ma non chiedono  un voto: chiedono un atto di fede. Anche le astensioni, in questo caso,  avranno un significato.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.corriere.it/editoriali/10_marzo_13/sergio_romano_piazze_piene_e_idee_vuote_629e273e-2e67-11df-81be-00144f02aabe.shtml">Piazze  piene e idee vuote &#8211; Corriere della Sera</a>.</p>
<p>L&#8217;esperimento rivoluzionario di convincere la gente a non votare, arriva dopo che un altro dei &#8220;terzisti&#8221; storici della corazzata, da sempre accusato dai &#8220;salotti buoni&#8221; dell&#8217;<em>intellighentia  nostrana</em> &#8211; da quelli del <a title="corriere.it" href="http://www.corriere.it/editoriali/08_aprile_06/l_invenzione_dei_mostri_12ed4636-03a6-11dd-bca3-00144f486ba6.shtml" target="_blank">«servo dei servi <em>di Berlusconi</em>»</a> o da quelli  de il <em>terzismo</em> del <em>corriere</em> della serva &#8211; di essere troppo tenero con il centrodestra, con contorno fino ad ora di accuse di essere direttamente o indirettamente al soldo del berlusconismo, è stato protagonista del &#8220;misterioso&#8221; editoriale che tanto ha fatto discutere  &#8211; pubblicato-non-pubblicato, concordato-non-concordato, lo sapevo-non-lo-sapevo, avevo-il-telefono-staccato <a title="corriere.it" href="http://www.corriere.it/editoriali/10_marzo_03/ernesto_galli_della_loggia_il_fantasma_di_un_partito_6bbaa0bc-2689-11df-b168-00144f02aabe.shtml" target="_blank">(Il fantasma di un partito</a>), con scuse finali e pubbliche del direttore FdB &#8211; si era &#8220;schierato&#8221; chiaramente anche lui, abbandonando definitivamente il &#8220;<a title="Che cosa c'è dietro l'attacco di Scalfari ai terzisti del Corriere " href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/3911" target="_blank">terzismo</a>&#8221; e rendendo vani per l&#8217;occasione &#8220;gli sforzi del terzismo a ogni costo, <a title="Gilioli" href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/29/la-dura-vita-dei-terzisti-a-ogni-costo/" target="_blank">che hanno avuto secondo qualcuno in passato</a>, talvolta, esiti spassosi&#8221;. Riuscendo, estremo schiaffo, anche a paragonare nella sua replica (<a title="corriere.it" href="http://www.corriere.it/editoriali/10_marzo_07/comunisti-involontari-editoriale-ernesto-galli-della-loggia_66123518-29c1-11df-8fa3-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Comunisti involontari</a>) alla <a title="l'occidentale" href="http://www.loccidentale.it/articolo/leggi+la+replica+dei+3+coordinatori+pdl+all%27editoriale+di+ernesto+galli+della+loggia+.0087252" target="_blank">lettera</a> di risposta scritta dai coordinatori del Pdl l&#8217;attuale partito berlusconiano disorganizzato e caotico al centralista, organizzato e strutturato Pci di un tempo (i poveri Togliatti e perfino Berlinguer si rivoltano nella tomba) e salvando &#8211; nel marasma generale, che secondo lui si sarebbe ormai irrimediabilmente creato nel centrodestra &#8211; solo il Presidente Fini e la sua fondazione. Recente posizione, quella del prof.  Galli della Loggia, che lo aveva condotto ad una clamorosa &#8220;conversione&#8221; e &#8220;sconfessione&#8221; di quanto <a href="http://www.destralab.it/2009/di-fini-bisogna-ancora-capire-molto/">non molto tempo</a> prima scriveva e <a title="rassegna stampa governo" href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/M4L/M4L2V.pdf" target="_blank">dichiarava</a> senza possibilità alcuna di essere male interpretato:</p>
<blockquote><p>[...]: “Ma dov’è la novità?” Possibile? Il  politologo Ernesto Galli della Loggia, da buon storico di professione,  inorridisce solo all’idea:</p>
<p>“Il modernismo nella storia della chiesa è stato  tutt’altro, e non vedo cosa possa avere a che fare Fini con quella  storia”.</p>
<p>Ma al di là della filologia, Galli della Loggia non è convinto né di  Fini, né  della sua conversione:</p>
<p>“<strong>Ripete peggio, con meno cultura</strong>, le cose che Bobbio o Zagrebelsky dicevano più di dieci anni fa. Quali sarebbero i contenuti  nuovi? <strong>L’unica novità è che queste banalità di sinistra le dice uno di   destra, ma il risultato non cambia</strong>. La sua esposizione mediatica può  spaventare un po’ la chiesa, che scopre di avere un nuovo nemico, ma non  mi pare che possa essere qui il punto di incontro di un nuovo rapporto  tra  religione, politica e stato”.</p></blockquote>
<p>Qui sempre un &#8220;superato&#8221;, dalla svolta odierna, Galli della Loggia: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=MV8JX" target="_blank">IL  TEMPO DEL POPULISMO CHE NON VA DEMONIZZATO</a>.</p>
<p>Infine un&#8217;ampia rassegna stampa esplicativa del Secolo d&#8217;Italia, per chi si volesse fare una cultura politica futurista e per quelli come me che non hanno alcuna possibilità di leggerlo (se non sulla Rassegna Stampa della Camera che ne fa ampia e quotidiana sintesi) e di acquistarlo dato che a Messina e provincia non viene distribuito in alcuna edicola, libreria o chiosco che dir si voglia. Nonostante le &#8220;<a href="http://www.destralab.it/2010/appelli/">sacrosante</a>&#8221; battaglie democratiche e liberal-bipartisan contro i &#8220;furbetti&#8221; dei giornali che &#8220;<a title="rassegna stampa camera" href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=PZSMQ" target="_blank">vedono le edicole si e no una volta all&#8217;anno</a>&#8221; della <em>direttora</em> attualmente troppo impegnata a &#8220;costruire il partito&#8221; a suon <a title="Unità" href="http://www.unita.it/news/italia/95789/perina_e_solo_la_punta_delliceberg_il_partito_senza_classe_dirigente" target="_blank">di dichiarazioni &#8220;amiche&#8221; sull&#8217;Unità</a>.</p>
<p>Si parte da una importante intervista a Francesco Storace, si quello stesso su cui Fini pose il veto assoluto per qualsiasi accordo con lui alle politiche, quello uscito da An urlando alla mancanza di democrazia, quello che sempre lo stesso Presidente Fini estromise personalmente dalla segreteria tramite comunicato stampa, per non avere più con lui il <em>necessario rapporto fiduciario</em>, ora alleato insieme all&#8217;Udc nel Lazio della Polverini che ci spiega:</p>
<ul>
<li><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QDNK0" target="_blank">E  ORA BASTA LAGNE, PARLIAMO DI POLITICA&#8221;</a></li>
</ul>
<p>Perché in questo frangente &#8220;storico&#8221; il medesimo &#8220;trattamento&#8221; riservato fino ad ieri al duo Storace-Santanché, viene incredibilmente riservato solo alla &#8220;traditrice&#8221;  Santanché, rimasta unica responsabile di tutti i mali del mondo. Storace è stato invece improvvisamente &#8220;lavato e rilavato&#8221; alla Calimero &#8211; il mitico <a title="calimerononesiste" href="http://www.calimerononesiste.it/" target="_blank">pulcino nero</a> <em>dell&#8217;ava come lava</em> &#8211; da tutte le colpe passate.</p>
<ul>
<li><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QDNHJ" target="_blank">COME  UNA GAG IL RITORNO DELLA SANTANCHE&#8217; ALLA CAMERA</a></li>
</ul>
<p>Poi Benedetto Della Vedova, altro <em>spiegatore</em> ufficiale del Secolo:</p>
<ul>
<li><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QG2U2" target="_blank">QUINDICI  GIORNI PER SPIEGARE IL PROGETTO PDL</a></li>
</ul>
<p>Mentre viene lasciato ad un <a title="Viceministro Urso" href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/viceministri/urso_adolfo.html" target="_blank">viceministro in carica</a>, Adolfo Urso, il compito di elaborare e <a title="Quegli intellettuali che si credono la &quot;meglio gioventù&quot; e sono già vecchi " href="http://www.loccidentale.it/articolo/quegli+intellettuali+di+destra+che+si+credono+la+%22meglio+giovent%C3%B9%22+ma+sono+gi%C3%A0+vecchi.0087711" target="_blank">rispiegare la strategia</a> (se ne <a href="http://www.destralab.it/2010/cera-una-volta-3/">parlava qui</a>). Progetto che a quanto pare si realizzerà attraverso lo slogan immediato e di forte impatto, strizzando sì l&#8217;occhio all&#8217;evoliano &#8220;<a title="Julius Evola" href="http://www.juliusevola.it/evola/templatebibliografia.asp?cod=60" target="_blank">cavalcare la tigre</a>&#8220;, ma nella sua traduzione futuristica del &#8220;<strong>cavalchiamo la modernità</strong>&#8220;.</p>
<ul>
<li><a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QDNF0" target="_blank">OLTRE  LE PAURE: LA POLITICA SECONDO NOI</a></li>
</ul>
<p>Ancora due ex radicali e attuali riformatori liberali. Prima uno dei protoganisti del caso politico-editoriale dell&#8217;anno, <a title="BDV" href="http://www.benedettodellavedova.com/" target="_blank">voluto da Benedetto della Vedova</a> (chissà come mai il <a title="Premiolino 2010" href="http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&amp;Art=75096&amp;Cat=1&amp;I=null&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=Italia&amp;Codi_Cate_Arti=18" target="_blank">Premiolino 2010</a> è andato ingiustamente <a title="giornalismoblog" href="http://www.giornalismoblog.it/blog/2010/02/18/premiolino-2010-scelti-i-vincitori/" target="_blank">alla redazione di Fare Futuro</a>), che porta il nome di <em>Libertiamo, </em>reduci dal <a title="ilsole24ore" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2010/02/fini-milano-pensioni.shtml?uuid=2aff5c16-23be-11df-8e72-0c32b5f5c920&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">successo</a>, certificato da tutta <a title="Repubblica" href="http://www.repubblica.it/economia/2010/02/27/news/riforma_pensioni-2447934/" target="_blank">la stampa nazionale</a>, della <a title="La stampa" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201002articoli/52656girata.asp" target="_blank">loro</a> <a title="Il Riformista" href="http://www.ilriformista.it/stories/apcom/183402/" target="_blank">recente</a> <a title="Il Giornale" href="http://www.ilgiornale.it/milano/obiettivo_puntato_liberismo_dibattiti_libertiamo/26-02-2010/articolo-id=425214-page=0-comments=1" target="_blank">tre giorni</a>, con ulteriori spiegazioni: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QDNO7" target="_blank">QUEL  DOPING IDENTITARIO DELLA POLITICA</a>, per finire con un altro &#8220;clamoroso&#8221; endorsement, questa volta ci sta tutto, libertar-polveriniano: <a href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=QCP85" target="_blank">LA  SCELTA DI LUIGI DE MARCHI: &#8220;I RADICALI NON LI RICONOSCO PIU&#8217;, DA  LIBERTARIO VOTERO&#8217; POLVERINI&#8221;.</a></p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/vngOaVjL27E" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>L&amp;#8217;endorsement, un nuovo tipo di endorsement all&amp;#8217;italiana, come è ovvio. Ci riprovano. Questa volta però non parte dal direttore &amp;#8211; già pubblicamente pentitosi, dopo che spostatosi ad altro importante incarico più volte dichiarante che nel nostro Paese, causa arretratezza, la cosa non sarebbe stata più fattibile e ripetibile in quelle forme, tra parentesi, non è [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/endorsement/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/endorsement/</feedburner:origLink></item><item><title>La pena minima è sei anni</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/XxOne1XvrRQ/</link><category>Rassegna Stampa</category><category>innocenzi</category><category>intercettazioni</category><category>minzolini</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Fri, 12 Mar 2010 11:25:48 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=24034</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E meno male che ci sono i &#8220;compagni&#8221; di The Frontpage, così evitiamo l&#8217;isolamento <img src='http://www.destralab.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a title="Thefrontepage" href="http://www.thefrontpage.it/?p=5975" target="_blank">Solidarietà al compagno Minzolini (2)</a> <em>di the Front Page</em></p>
<blockquote><p>Ma su che diavolo sta indagando la procura di Trani? Il pm Michele Ruggiero di che accidenti sta accusando il direttore del Tg1, il presidente del Consiglio (e ci mancherebbe!) e il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi? Di essere rimasti troppo al telefono a spese dell’erario? di aver manifestato un’opinione avversa ad Annozero  e a Scalfari? o di non aver condiviso le dichiarazioni di Spatuzza, giudicate non credibili dalla stessa corte che l’ha ascoltato?</p>
<p>Tanto per cominciare, quest’inchiesta non dovrebbe neppure esserci. Secondo la ricostruzione del Fatto, che dispone evidentemente di verbali e documenti messi cortesemente a disposizione dalla procura a quindici giorni dalle elezioni, Berlusconi, Minzolini e Innocenzi “sono stati intercettati per settimane dalla Guardia di Finanza di Bari” perché, indagando sui tassi d’usura applicati alle carte di credito “revolving”, il pm Ruggiero ha scoperto che “qualcuno – probabilmente millantando – è certo di poter circoscrivere la portata dello scandalo: qualcuno avrebbe le conoscenze giuste, all’interno dell’Agcom. Qualcuno vanta – sempre millantando – di avere le chiavi giuste persino al Tg1: è convinto di poter bloccare i servizi giornalistici sull’argomento, intervendo sul suo direttore.”</p>
<p>E dunque, siccome qualcuno “millanta” di conoscere Minzolini, scattano subito le intercettazioni: siamo in Italia, giusto? Il famoso servizio sulle carte di credito va tranquillamente in onda, ma questo alla procura sembra interessare poco: è un fatto, non un’intercettazione.</p>
<p>Dio solo sa con quante centinaia di persone avrà parlato il direttore del Tg1: ma ai magistrati di Trani interessa soltanto Berlusconi, e così le sue frasi finiscono sul Fatto. Frasi spaventose, va detto: “Tutt’altra musica – scrive il Fatto – quando il premier parla con Minzolini, che Berlusconi chiama direttorissimo. Sulle vicende palermitane, Minzolini fa sapere di essere pronto a intervenire, se altri dovessero giocare brutti scherzi. E il giorno dopo, puntuale, arriva il suo editoriale sul Tg1: Spatuzza dice ‘balle’.”</p>
<p>Tutto qui? Sì, il “caso Minzolini-Berlusconi” è tutto qui. Ai due conviene confessare subito. Come diceva una vecchia barzelletta sovietica, meglio ammettere una colpa qualsiasi e prendersi quattro anni di gulag: <strong>per quelli che non hanno fatto niente, la pena minima è sei anni</strong>.</p></blockquote>
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Solidarietà al compagno Minzolini (2) di the Front Page
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<blockquote><p>Chissà se il Presidente del Consiglio i consigli li ascolta. Chissà se è disposto ad ascoltarli fuori dalla cerchia dei consiglieri di professione di cui è circondato. Ma lo stato comatoso in cui versa il Pdl oggi, di cui la “Caporetto” delle liste regionali a Roma è solo l’ultimo episodio, impone un intervento drastico di indirizzo, prima che sia troppo tardi. In gioco c’è molto più di una tornata elettorale. C’è quel progetto metapolitico che dovrebbe consentire di attraversare la morte delle culture del ‘900 dando corpo ad un nuovo e moderno soggetto capace di modernizzare il Paese, cominciando dalla sua classe dirigente.<br />
Allora, partiamo da un dato che sembra ormai assodato: <strong>il Pdl non esiste</strong>. O meglio esiste qualcosa che è un po’ più di un cartello elettorale e molto meno di un partito. E il Pdl non esiste non perché sia già morto, ma perché nessuno ha pensato di farlo nascere. E’ come un’eterna gravidanza con le sue nausee, i dolori, le speranze, il nome già scelto, gli abitini confezionati e l’attesa infinita di un tempo a venire in cui tutti si dimenticano che ogni nascita è uno strappo e una rinuncia a qualcosa di sé.</p>
<p>Il Pdl non è mai nato, perché chi doveva non ha saputo costruirgli un’identità politica e culturale. Le responsabilità del Premier, in tutto questo, ci sono indubbiamente se non altro perché il Pdl nasce dalla sua strenua volontà; ma alle sue responsabilità vanno aggiunta quelle di una classe dirigente stanca, incapace di visioni strategiche, spesso solo concentrata a crearsi aree di potere funzionali ad un dopo-Berlusconi ancora di là da venire. Il problema è che, in questi quindici anni, la classe dirigente di centrodestra, tranne rare eccezioni, ha vissuto di rendita lasciando sulle sole spalle del Premier tutto il peso di una scommessa che doveva rappresentare la nascita di una nuova Italia. E il paradosso è che sono proprio quegli ambienti maggiormente allergici alla “<strong>plastica</strong>” del ’94 e che hanno spesso guardato con sufficienza l’esperimento politico berlusconiano, ad avere le maggiori colpe; spettava alla destra post-missina, alle componenti cattolico-liberali e a quelle riformiste il compito di dare forma culturale e unitaria al fenomeno dirompente del berlusconismo prima e al Pdl poi. <strong>Così non è stato</strong>. I leader di queste zone grigie si sono limitati a costituirsi giardini murati, proto-correnti sotto forma di Fondazioni, consumandosi in una guerra di posizione e di attesa senza quasi mai una spinta che andasse verso la creazione di nuove sintesi oltre le proprie provenienze. E oggi il Pdl altro non è che la somma aritmetica delle vecchie rivalità interne a Forza Italia più le vecchie correnti di An in perenne guerra tra loro.</p>
<p>Ma il Pdl non è stato frutto di un elaborato teorema politico-culturale, partorito nei convegni dei soliti maniscalchi delle idee e scriba da new media; né, come il Pd di Veltroni, è nato all’incrocio dei grandi interessi del potere economico e finanziario che da vent’anni cercano una politica debole che garantisca la loro forza. Il Pdl è stata un’intuizione politica, sceneggiata in una fredda piazza milanese nel novembre del 2007, come tentativo geniale ed estremo di Berlusconi di scardinare l’immobilismo di un sistema che aveva esaurito la spinta propulsiva del decennio precedente. Questa è stata la sua forza ma anche la sua evidente debolezza. Da quella intuizione il Pdl non si è mosso, nonostante gli Statuti, i congressi e i tesseramenti online.</p>
<p>In questi ultimi mesi i danni generati dall’assenza di un partito e dalla mancanza di selezione della classe dirigente, sono ricaduti pesantemente anche sull’operato del Governo, segno questo che la “politica del fare” ha bisogno di appoggiarsi alla “politica dell’essere” qualcosa. Il modo in cui localmente il Pdl si è mosso attorno alla questione delle prossime regionali, dimostra che molto c’è da fare per renderlo adeguato alle sfide in atto: non solo il caso delle liste a Roma e a Milano; dalla scarsa lucidità strategica nella definizione di accordi locali, come ad esempio in Puglia, alla inconcepibile composizione delle liste in Toscana, dove il meglio della classe dirigente regionale è stata epurata, a vantaggio di logiche clientelari e di potere che farebbero rabbrividire un Politburo.</p>
<p>Quindi, se il Presidente del Consiglio i consigli li accetta, provo a dargliene uno. Dopo le elezioni metta mano subito al Pdl e lo trasformi da riserva di caccia di vecchie nomenclature, a spazio per una nuova classe politica (e non solo politica). Lo faccia con lo stesso coraggio avuto in altre occasioni, come quando ha formato il più giovane governo della storia repubblicana, affidando ministeri e ruoli importanti a quella generazione di trenta-quarantenni che rappresentano la dimensione giovane e vitale della politica.</p>
<p>Rinnovi il partito e con esso rinnovi il paese. Lo faccia nelle aziende pubbliche, nell’amministrazione, nei luoghi di elaborazione culturale e di produzione dell’immaginario simbolico. Sarà questa nuova classe dirigente che saprà dare forma alla sua straordinaria intuizione. A pensarci bene, lo stesso coraggio non basterà. Ne servirà di più.</p></blockquote>
<p><em>Il Tempo, 11 Marzo 2010</em></p>
<p>via <a title="Il Blog dell'Anarca" href="http://blogdellanarca.blogspot.com/2010/03/il-momento-di-una-rivoluzione-giovane.html" target="_blank">il blog dell&#8217;Anarca</a></p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/JGqWz4QTMLk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Il momento di una rivoluzione giovane di Giampaolo Rossi
Chissà se il Presidente del Consiglio i consigli li ascolta. Chissà se è disposto ad ascoltarli fuori dalla cerchia dei consiglieri di professione di cui è circondato. Ma lo stato comatoso in cui versa il Pdl oggi, di cui la “Caporetto” delle liste regionali a Roma è [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/ne-servira-di-piu/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">4</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/ne-servira-di-piu/</feedburner:origLink></item><item><title>Lunga tradizione</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/dw7voPUzHEE/</link><category>Economia</category><category>enciclica</category><category>tabellini</category><category>zingales</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Thu, 11 Mar 2010 04:27:31 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=24013</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><a title="Guido Tabellini" href="http://faculty.unibocconi.it/guidotabellini/" target="_blank">Guido Tabellini</a> su economia, pensiero liberale, etica nella tradizione liberale e in quella cattolica. Passando per <a title="Adam Smith" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adam_Smith" target="_blank">Adam Smith</a> e l&#8217;Enciclica papale <a title="Caritas in Veritate" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html" target="_blank"><em>Caritas in veritate</em></a>.</p>
<blockquote><p>[...] La questione dei rapporti tra etica ed economia ha una lunga tradizione, lunga almeno tanto quanto la storia delle idee in campo economico. Adam Smith, il fondatore del pensiero economico moderno, vedeva nell&#8217;empatia tra esseri umani, prima ancora che nella massimizzazione del benessere  materiale, la principale motivazione delle azioni individuali. Più in generale, l&#8217;idea che il buon funzionamento di un&#8217;economia di mercato e di uno stato di diritto si regge anche su precisi presupposti morali è parte integrante di un&#8217;antica tradizione di pensiero liberale in economia. Il rispetto per i diritti di proprietà, il mantenimento della parola data e degli impegni presi, il rispetto delle aspettative e delle intenzioni tra le parti contraenti devono discendere anche da un comune sistema di valori, non solo dagli incentivi economici o dal timore di essere sanzionati dalla legge.</p>
<p>Senza questi presupposti, un sistema basato sul libero scambio difficilmente potrebbe funzionare. Inoltre, e indipendentemente da incentivi e sanzioni, chi svolge determinate professioni ha obblighi e responsabilità anche morali nei confronti della società: il medico nei confronti dei pazienti, l&#8217;avvocato verso i clienti o, per ricordare un esempio recente in cui questo principio era evidentemente venuto meno, l&#8217;auditor verso i risparmiatori.</p>
<p>Infine, senza un diffuso senso civico e un generalizzato rispetto per le istituzioni e per il bene pubblico, la convivenza politica e sociale sarebbe gravemente compromessa e la stessa sopravvivenza delle istituzioni democratiche sarebbe a rischio.</p>
<p>Tuttavia la tradizione liberale si ferma qui. Essa sottolinea l&#8217;importanza di condividere un particolare insieme di regole di comportamento che facilitano le interazioni sociali. Ma si guarda bene dal chiedere che vengano condivisi anche i fini, se non nel senso che gli individui devono sempre essere riconosciuti come fini e mai usati come mezzi per raggiungere un altro fine.</p>
<p>Al contrario, nel pensiero liberale l&#8217;economia di mercato in uno stato di diritto è molto di più di un mezzo per produrre ricchezza e allocare con efficienza risorse scarse. Essa è anche e soprattutto un sistema che consente a ogni individuo di perseguire il suo fine, i suoi obiettivi personali, di autodeterminarsi in linea con il suo particolare sistema di valori.</p>
<p>La tradizione cattolica, e in particolare la recente enciclica papale, Caritas in veritate, condivide alcuni presupposti della visione liberale, ma si spinge oltre. Essa parla di &#8220;persona&#8221;, più che di individuo, e attribuisce alla persona un particolare contenuto di valori e di fini ultimi. E il bene comune è visto come principio guida dell&#8217;azione individuale anche in campo economico, e non solo con riferimento alla politica.</p>
<p>Nel libro <em>Il buono dell&#8217;economia. Etica e mercato oltre i luoghi comuni</em> scritto da <a title="Gianpaolo Salvini" href="http://www.finanzaediritto.it/articoli/intervista-a-gianpaolo-salvini-direttore-di-civilt-cattolica-3198.html" target="_blank">Gianpaolo Salvini</a> e Luigi Zingales con Salvatore Carrubba, un economista liberale e un filosofo gesuita discutono tra loro di questi argomenti, prendendo lo spunto dai recenti sconvolgimenti dell&#8217;economia mondiale, per affrontare alcuni dei più spinosi interrogativi che ci stanno davanti. La più grande crisi economica del dopoguerra è anche una crisi di valori, o le sue cause sono prevalentemente tecniche ed economiche? Quali saranno le conseguenze politiche della crisi, e in che misura i nuovi equilibri politici interni ai paesi occidentali porteranno a una trasformazione del capitalismo moderno? Dobbiamo davvero ripensare ai confini tra economia e politica, come suggerisce il pontefice nella sua enciclica? E come dovremmo rivedere i contenuti di ciò che viene insegnato nelle università, per indurre a prestare più attenzione ai fondamenti etici delle interazioni economiche? Queste sono alcune delle questioni discusse da due tra i più profondi e lucidi osservatori dell&#8217;economia e della società moderne, sotto la magistrale regia di un grande giornalista economico.</p>
<p>Le discussioni dai diversi punti di vista sono illuminanti, così come lo sono i molti punti in comune. Due idee in particolare meritano di essere sottolineate. Primo: come ci ricorda Luigi Zingales, sarebbe un errore cercare solo nell&#8217;etica e in una supposta degenerazione del capitalismo le cause principati della crisi finanziaria. La crisi è riconducibile a ben identificabili distorsioni nella gestione del rischio all&#8217;interno delle banche, e a un&#8217;errata impostazione della regolamentazione e della supervisione. Questi errori possono e devono essere corretti, e incolpare solo l&#8217;etica e i valori senza correggere le distorsioni di fondo non ci aiuterebbe a evitare la prossima crisi. <a title="Il sole24ore.com" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/11-marzo-2010/adam-smith-regole-valori-condivisi.shtml" target="_blank">continua qui</a></p></blockquote>
<p><em>Il testo è la prefazione al libro «<a title="Il buono dell'economia. Etica e mercato oltre i luoghi comuni" href="http://www.ibs.it/code/9788883501531/salvini-gianpaolo/buono-dell-economia" target="_blank">Il buono dell&#8217;economia. Etica e mercato oltre i luoghi comuni</a>» di Gianpaolo Salvini e Luigi Zingales con Salvatore Carrubba (Bocconi Editore)</em></p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/dw7voPUzHEE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Guido Tabellini su economia, pensiero liberale, etica nella tradizione liberale e in quella cattolica. Passando per Adam Smith e l&amp;#8217;Enciclica papale Caritas in veritate.
[...] La questione dei rapporti tra etica ed economia ha una lunga tradizione, lunga almeno tanto quanto la storia delle idee in campo economico. Adam Smith, il fondatore del pensiero economico moderno, vedeva [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/lunga-tradizione/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/lunga-tradizione/</feedburner:origLink></item><item><title>Funziona la stretta?</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/VQjhLMJ5tAs/</link><category>Economia</category><category>invalidità</category><category>pensioni</category><category>sprechi</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Thu, 11 Mar 2010 04:13:59 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=24008</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><strong>Crollano le domande di pensione per invalidità civile</strong></p>
<blockquote><p>Funziona la <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2010/01/riforma-rilascio-invalidita-civile-contrasto-falsi-invalidi-mastrapasqua.shtml?uuid=705e646e-f6eb-11de-b9d6-48727817b1c7&amp;DocRulesView=Libero&amp;fromSearch">stretta sull&#8217;invalidità civile</a>: nei primi due mesi del 2010 le domande di pensione per invalidità civile presentate all&#8217;Inps sono state 150mila con un calo del <strong>58%</strong> rispetto alle <strong>350mila</strong> presentate nello stesso periodo del 2009. Lo annuncia il presidente dell&#8217;Inps, Antonio Mastrapasqua, ricordando che la riforma ha previsto dall&#8217;inizio dell&#8217;anno la presentazione delle domande all&#8217;Inps per via telematica piuttosto che alle Asl.</p>
<p>[...] «Sapremo solo nei prossimi mesi se il trend sarà confermato &#8211; ha  spiegato Mastrapasqua &#8211; ad oggi c&#8217;è una riduzione del <strong>58%</strong> delle domande  presentate all&#8217;Istituto. Siamo già presenti nel <strong>55%</strong> delle commissioni  mediche delle Asl e in parte del <strong>45%</strong> delle commissioni nelle quali non  siamo presenti abbiamo riscontrato atteggiamenti poco collaborativi. A  breve invieremo una lettera per invitare le Asl a comportarsi così come  prevede la nuova normativa».</p></blockquote>
<ul>
<li> <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2010/01/riforma-rilascio-invalidita-civile-contrasto-falsi-invalidi-mastrapasqua.shtml?uuid=705e646e-f6eb-11de-b9d6-48727817b1c7&amp;DocRulesView=Libero&amp;fromSearch">Giro  di vite sui falsi invalidi</a></li>
<li> <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Norme%20e%20Tributi/2008/manovra-economica/provvedimento/080.shtml?uuid=7e82eddc-63dd-11dd-bb30-9828ccc7b838&amp;DocRulesView=Libero&amp;fromSearch">Il  piano straordinario di verifica</a></li>
</ul>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/VQjhLMJ5tAs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Crollano le domande di pensione per invalidità civile
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