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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2italianfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><title>DestraLab</title><link>http://www.destralab.it</link><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/Destralab" /><description>Riflessioni e Non Solo</description><language>en</language><lastBuildDate>Sat, 31 Jul 2010 10:37:33 PDT</lastBuildDate><generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator><sy:updatePeriod xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/">hourly</sy:updatePeriod><sy:updateFrequency xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/">1</sy:updateFrequency><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/Destralab" /><feedburner:info uri="destralab" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><title>Movimenti siciliani</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/vBPSBPfdU58/</link><category>Cronaca</category><category>finiani</category><category>lombardo</category><category>miccichè</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Sat, 31 Jul 2010 10:15:31 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=32654</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I finiani del Pdl Sicilia, attraverso il deputato Pippo Scalia, componente del gruppo <em>Futuro e  Libertà Per l&#8217;Italia</em> alla Camera, anticipano le intenzioni e annunciano: &#8220;<a title="sicilia informazione" href="http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/98391/finiani-sicilia-annunciano-presto-nuovo-partito.htm" target="_blank">Presto un nuovo partito</a>&#8220;.</p>
<blockquote><p>&#8220;In Sicilia noi finiani rimarremo nel gruppo del Pdl Sicilia, formato all&#8217;Assemblea regionale dalla scissione del gruppo Pdl. Siamo stati noi a crearlo più di un anno fa, ovviamente siamo fuori dal Pdl e ci avviamo a costituire un nuovo partito&#8221;.</p></blockquote>
<p>Mentre l&#8217;alleato siciliano dei finiani, insieme hanno formato il Pdl Sicilia e insieme appoggiano il governo Lombardo, prende le distanze e <a title="Gianfranco Miccichè" href="http://www.gianfrancomicciche.net/2010/07/31/la-serenita-del-dibattito/" target="_blank">scrive sul suo blog</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;E&#8217; il momento in cui ogni scelta può essere quella definitiva. Io scelgo in modo inequivocabile di stare insieme a chi, con lealtà, fiducia e intelligenza, intende portare avanti veri processi di riforma e modernizzazione della propria terra. In Italia è Berlusconi&#8221;</p></blockquote>
<p>A rischio anche il governo Lombardo?</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/vBPSBPfdU58" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>I finiani del Pdl Sicilia, attraverso il deputato Pippo Scalia, componente del gruppo Futuro e Libertà Per l&amp;#8217;Italia alla Camera, anticipano le intenzioni e annunciano: &amp;#8220;Presto un nuovo partito&amp;#8220;. &amp;#8220;In Sicilia noi finiani rimarremo nel gruppo del Pdl Sicilia, formato all&amp;#8217;Assemblea regionale dalla scissione del gruppo Pdl. Siamo stati noi a crearlo più di un [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/movimenti-siciliani/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/movimenti-siciliani/</feedburner:origLink></item><item><title>Fli</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/c0H4dsCYclg/</link><category>Rassegna Stampa</category><category>fli</category><category>governo</category><category>pdl</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Sat, 31 Jul 2010 09:01:59 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=32617</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-32620" style="border: 0pt none;" title="Pdl_Fini_Berlusconi" src="http://www.destralab.it/wp-content/uploads/2010/07/Pdl_Fini_Berlusconi.jpg" alt="" width="500" height="312" /></p>
<blockquote><p>Dei pretoriani del presidente della Camera fanno parte oltre al ministro Ronchi, al viceministro Urso e i sottosegretari Menia e Bonfiglio, i deputati Bocchino, Granata, Briguglio (tutti deferiti ai probiviri), Ruben, Lamorte, Buongiorno, Scalia, Lo Presti, Perina, Giorgio Conte (capogruppo pro-tempore), Bellotti, Polidori, Moffa, Tremaglia, Consolo, Angeli, Sbai, Paglia, Raisi, Barbareschi, Siliquini, Della Vedova, Napoli, Proietti, Di Biagio, Patarino, Cosenza, Divella, Barbaro.</p>
<p>Una pattuglia numericamente consistente e in grado di incidere sull’autosufficienza del governo soprattutto se, come ha annunciato Fini, varrà la tattica delle mani libere e del voto da valutare volta per volta, sui provvedimenti che esulano dal programma elettorale. Ma va considerato anche che la maggiorparte dei deputati che hanno seguito Fini, in cambio gli avrebbero chiesto &#8211; in maniera più o meno indiretta &#8211; precise garanzie su tre aspetti: fedeltà al programma elettorale che significa non votare contro il governo; il rispetto degli impegni assunti con gli elettori e la lealtà al premier; il veto sulla possibilità di essere rappresentati dai tre pasdaran deferiti ai probiviri: Bocchino, Granata e Briguglio.</p>
<p>Non solo: se il controcanto dovesse trasformarsi in guerriglia a colpi di voti in Aula, è chiaro che a quel punto l’unica via che peraltro il Cav. continua a considerare aperta soprattutto nello scenario attuale, è il ritorno alle urne. [...] Ma è al Senato che la situazione è più fluida, nonostante Pasquale Viespoli (sottosegretario al Lavoro) assicuri che lunedì i finiani avranno il loro gruppo anche a Palazzo Madama. I conti sono presto fatti: i fedelissimi del presidente della Camera sono <strong>nove </strong>in tutto: De Angelis (<em>ndr</em> che qui però spiega <a title="rassegna stampa governo - Libero" href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/T41/T417W.pdf" target="_blank">i motivi per cui non seguirà Fini</a>), Saia, Germontani, Valditara, Menardi, Viespoli, Baldassarri, Pontone e Digilio. Uno in meno dei dieci previsti dal regolamento come numero minimo per costituire un gruppo parlamentare.</p>
<p>Ci sono però alcune opzioni: nella squadra di “<strong>Futuro e Libertà</strong>” potrebbero entrare uno dei tre senatori del Mpa (in Sicilia a sostenere il governatore Lombardo sono proprio gli uomini di Fini), o la Poli Bortone (che, ironia della sorte, uscì da An sbattendo la porta e in durissima polemica con Fini) e forse un ex forzista. In questo caso i nomi che circolano con maggiore insistenza sono quelli dei senatori Enrico Musso (anche se ha smentito annunciando casomai l’ipotesi di passare al gruppo misto) e di Barbara Contini, ex governatrice di Nassiriya. Insomma numeri risicati e comunque, il dato politico è che la maggioranza degli ex aenne è nelle mani dei “<strong>lealisti</strong>” schierati con Berlusconi. Il che significa che a Palazzo Madama la strada a progetti, ipotesi o solo suggestioni di governi di transizione, larghe intese o tecnici che dir si voglia resterebbe sbarrata.</p>
<p>Ma c’è un altro dato da rilevare e riguarda le prime defezioni tra i senatori finiani. <strong>Quattro</strong> di loro hanno scelto di restare nel Pdl: Tofani, Allegrini e Cursi, capitanati dal sottosegretario Andrea Augello, uno di quelli che fino all’ultimo si è speso molto nell’opera di mediazione finalizzata alla tregua tra i due principali azionisti del partito unico. E nella giornata dedicata ai numeri e ai posizionamenti, non è passata inosservata la dichiarazione del governatore del Lazio Renata Polverini, la cui candidatura alla Pisana era stata fortemente voluta da Gianfranco Fini. Lei non ha dubbi e lo dice: resta col Cav., del quale ricorda l’impegno diretto e personale dimostrato nella tribolatissima campagna elettorale dopo l’esclusione della lista Pdl.</p>
<p>Intanto a 48 ore dallo show down tra Berlusconi e Fini sono scintille, accuse reciproche. L’ulteriore conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la foto-opportunity coi due che si abbracciano sul palco della Fiera di Roma al battesimo del Pdl, un anno e mezzo dopo è solo un cartoncino dai colori sbiaditi.</p></blockquote>
<p>via <a href="http://www.loccidentale.it/articolo/i+numeri+di+fini%3A+33+pretoriani+alla+camera+ma+al+senato+la+pattuglia+%C3%A8+gi%C3%A0+divisa.0094204">I numeri di Fini: 33 pretoriani alla Camera ma al Senato sono già divisi | l&#8217;Occidentale</a>.</p>
<p>Qui il <em>siam pronti alla morte</em>: &#8220;<a title="La Gazzetta del Mezzogiorno" href="http://www.ilpredellino.it/online/images/letture/anno2010/072010Pdl/30/5.pdf" target="_blank">Seguirò Fini fino alle estreme conseguenze</a>&#8221; di un neo-futurista-e-libertà per l&#8217;Italia. Qui sul Secolo d&#8217;Italia il per il momento mancato <a title="Repubblica" href="http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/PDF/2010/2010-07-30/2010073016299851.pdf" target="_blank">presidente</a> del gruppo Benedetto Della Vedova (<a title="rassegna stampa comune di roma - Repubblica" href="http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/PDF/2010/2010-07-30/2010073016299851.pdf" target="_blank">l&#8217;investitura di Repubblica</a> non gli ha portato fortuna), conclude la <a title="Il Secolo d'Italia" href="http://www.ilpredellino.it/online/images/letture/anno2010/072010Pdl/30/1.pdf" target="_blank">sua surreale analisi politica</a>, sperando nella rinascita di una &#8220;ripartenza unitarie e credibile&#8221; che potrebbe nascere, secondo lui,  proprio dal gesto coraggioso della creazione da parte dei finiani dei gruppi autonomi. Non senza aver spiegato che &#8220;le tensioni che hanno attraversato il Pdl, senza frenarne, neppure per un istante l&#8217;azione di governo, sono analoghe a quelle che caratterizzano tutte le grandi forze popolari europee e occidentali, e se ne differenziano semmai per difetto e non per eccesso&#8221;. Mentre qui, sempre il mancato presidente del gruppo e neo deputato <strong>Fli</strong> (abituiamoci a questa sigla, credo sia l&#8217;abbreviazione giornalistica di <em>Futuro e Libertà per l&#8217;Italia) </em>Della Vedova, in perfetta sintonia e coerenza con quanto scritto sul quotidiano NEL Pdl fa sapere che il voltafaccia dei finiani in Parlamento potrebbe già verificarsi la prossima settimana. «Consideriamo la mozione di sfiducia delle opposizioni al sottosegretario Caliendo presentata alla Camera il banco di prova per la maggioranza di governo» <a title="Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/politica/10_luglio_31/casini-no-governo_a7a89998-9ca0-11df-80c5-00144f02aabe.shtml" target="_blank">ha spiegato</a> al Corriere, chiarendo ulteriormente le intenzioni, se ce ne fosse stato bisogno.</p>
<blockquote><p>Alla prima defezione dei finiani dalla maggioranza, è l&#8217;avvertimento di Cicchitto, la richiesta del Pdl sarà quella di un immediato ritorno alle urne. «Vedremo ora come si comporteranno in Parlamento &#8211; dice l&#8217;esponente del Pdl a Sky Tg24 &#8211; questi nuovi gruppi nati da parlamentari eletti con la maggioranza. Di certo né il presidente del Consiglio Berlusconi né il Pdl sono disponibili a farsi cuocere a fuoco lento facendosi condizionare di volta in volta su ogni provvedimento. Se così fosse, si dovrebbe subito tornare a votare». Cicchitto, inoltre, invita a  considerare «aperta, anzi ancora molto aperta, la partita sui numeri» su cui potrà contare in Parlamento tanto il nuovo gruppo finiano come il Pdl. «Ho motivo di ritenere &#8211; afferma &#8211; che nessuno, nemmeno noi, abbia già messo in campo tutta l’effettiva propria consistenza in modo da poter misurare i rapporti di forza».</p></blockquote>
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<blockquote><p><strong>Se ne deve andare da quel posto. Prima si dimette e poi saremo noi, sarà il Pd a prendere una iniziativa politica </strong></p></blockquote>
<p><a title="Repubblica" href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/politica/rai-cda-4/ira-veltroni-villari/ira-veltroni-villari.html" target="_blank">L’ira di Veltroni: “Villari se ne vada poi prenderemo noi un’iniziativa</a>” accompagnata da un &#8220;<a title="rassegna stampa governo - Corriere della Sera" href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/JVD/JVDE4.pdf" target="_blank">ma se non molla lo espelliamo</a>&#8220;, con seguito di <a title="rainews24" href="http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=89086" target="_blank">fulminea espulsione</a>, mentre il vicecapogruppo vicario del Pdl dichiarava &#8220;una gestione meno turbolenta del rapporto  tra il Pd e Villari avrebbe forse favorito più rapidamente la via  d&#8217;uscita dallo stallo&#8221;. Quando<a href="http://www.destralab.it/2008/hegel-i-servi-e-il-futuro-del-pd/"> Curzio Maltese</a> altrettanto fulmineamente aveva <a href="http://www.destralab.it/2008/hegel-i-servi-e-il-futuro-del-pd/">tramutato</a> il protagonista della vicenda da stimatissimo senatore eletto nel Pd, quel&#8217;era stato fino ad allora, in:</p>
<blockquote><p><strong>figura mediocrissima, peone d’altri tempi, democristiano</strong> di quarta fila e <strong>piccolo barone </strong>della medicina, <strong>riciclato</strong> non tanto in virtù di <strong>dubbie doti</strong> politiche, quanto per la conclamata <strong>cortigianeria</strong>. Cioè la principale e a volte unica competenza richiesta per fare  carriera in politica. E’ noto tuttavia, dai tempi di Hegel, che un <strong>servo </strong>gode  di un vantaggio decisivo sul padrone: può sempre trovarsene un altro. Magari più ricco e potente. Villari, a giudicare da come si muove, deve  averne trovato uno ricchissimo. Non perché fosse un <strong>traditore</strong>, un <strong>opportunista</strong> dei tanti, un <strong>cialtrone</strong> insomma…</p></blockquote>
<p>Quando <a title="rassegna stampa camera - ilsole24ore" href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JVDJH" target="_blank">Stefano Folli</a> citando Gladstone, &#8220;tra la propria coscienza e il proprio partito, un gentiluomo sceglie sempre il proprio partito”, sosteneva che sulle dimissioni &#8220;si giocava la credibilità di Veltroni come leader Pd&#8221;, mentre Bocchino non era ancora l&#8217;eroe liberal che è poi diventato e si cambiava bigliettini in tv con Nicola La Torre, con tanto di richiesta di aprire &#8220;un&#8217;istruttoria&#8221; da parte di Di Pietro e di <a title="Roberto Gualtieri" href="http://gualtieri.italianieuropei.it/2008/11/il-pd-tra-anarchia-e-stalinism.html" target="_blank">intenzioni di cacciarlo</a> dalla commissione da parte di qualche altro. Quando Minzolini era ancora <a title="La Stampa" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=5274&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">uno stimatissimo e libero giornalista</a> di punta de La Stampa che scriveva editoriali per quel quotidiano. Si discuteva anche di <a title="lastampa" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=5272&amp;ID_sezione=&amp;sezione=" target="_blank">partiti</a>, <a title="quadernino" href="http://quadernino.wordpress.com/2008/11/21/lo-strano-caso-del-pd-allamericana-e-della-sua-classe-dirigente-sovietica/" target="_blank">paradossi</a>, <a title="rassegna stampa camera" href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JY5YW" target="_blank">istruttorie</a> e <a href="../2008/sgomberiamo/">atti di regime</a> tra <a title="gualtieri" href="http://gualtieri.italianieuropei.it/2008/11/il-pd-tra-anarchia-e-stalinism.html" target="_blank">anarchia e stalinismo</a> a quei tempi, quando Ceccanti sosteneva che Roberto Gualtieri era favorevole ai partiti &#8220;anarchici e gassosi&#8221; e  gli contrapponeva lodevolmente a tale modello quello dei disciplinati  partiti tedeschi. Quando Fini <a title="Repubblica" href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/politica/rai-cda-5/giornata-villari/giornata-villari.html" target="_blank">faceva appello a Villari</a> &#8220;perché sacrifichi le ragioni giuridiche che certamente ha&#8221;  sull&#8217;altare  della responsabilità politica. &#8220;Un appello molto giusto&#8221;  anche per l&#8217;Udc  Pierferdinando Casini.</p>
<p>Quando poi la questione fu risolta congiuntamente e con soddisfazione bipartisan dai Presidenti di Camera e Senato, che sciolsero la Commissione perché incapace di funzionare, per poi vedersi simultaneamente rinominati dai gruppi gli stessi  identici componenti che improvvisamente riuscirono a farla funzionare votando  però un altro presidente. <a title="La Stampa" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200901articoli/40240girata.asp" target="_blank">Rai, Fini e Schifani sciolgono Vigilanza</a>. Quando come <a title="rassegna stampa camera - Riformista" href="http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JXN2A" target="_blank">scriveva il Riformista</a> &#8220;con l&#8217;alto patrocinio del Quirinale e col decisivo appoggio di Silvio Berlusconi, Walter Veltroni ha brillantemente risolto l&#8217;impasse in cui si era trovato nella vicenda Rai&#8221;. Quando la cacciata da una minuscola presidenza di commissione di chi non aveva la fiducia del Pd e di Walter Veltroni fu: &#8220;un buon risultato, per la correttezza e la serietà della vita parlamentare, prima ancora che per il Pd&#8221;.</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/HA_Tz0mc_R0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>E a proposito di &amp;#8220;non me ne vado, non decide lui&amp;#8221; tutti sembrano aver dimenticato, a parte Pertini e Saragat, un altro &amp;#8220;non me ne vado&amp;#8221; e la ben più recente, furibonda ira veltroniana con il suo &amp;#8220;se ne vada subito, decido io&amp;#8221;. Se ne deve andare da quel posto. Prima si dimette e poi [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/gladstone-e-lira/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/gladstone-e-lira/</feedburner:origLink></item><item><title>Pratiche spartitorie e trame inquietanti</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/29fm7-WW0bk/</link><category>Cronaca</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Sat, 31 Jul 2010 05:35:31 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=32571</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Si è svolta, questa mattina al Palazzo del Quirinale, la cerimonia di commiato dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura uscente, con gli interventi del Vice Presidente, Nicola Mancino e del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e di presentazione dei nuovi componenti. Hanno partecipato alla cerimonia i Vice Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, sen. Emma Bonino e on. Rocco Buttiglione, il Ministro della Giustizia, on. Angelino Alfano, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dott. Gianni Letta, il Primo Presidente ed il Procuratore Generale della Corte Suprema di Cassazione, dott. Ernesto Lupo e dott. Vitaliano Esposito.</p>
<p><a title="Quirinale" href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&amp;key=1916" target="_blank">Questo tutto l&#8217;intervento del Presidente della Repubblica Napolitano</a>, dato che <a title="Corriere.it" href="http://www.corriere.it/politica/10_luglio_31/napolitano-csm-regole_ac883ed6-9c88-11df-80c5-00144f02aabe.shtml" target="_blank">mi è sembrato che qui</a> non ci fosse neanche l&#8217;ombra o una lontana traccia di alcune delle cose dette dal Presidente.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-32585" style="border: 0pt none;" title="inquietanti" src="http://www.destralab.it/wp-content/uploads/2010/07/inquietanti.jpg" alt="" width="499" height="74" /></p>
<p>Mentre il &#8220;mi riferisco a fenomeni di corruzione e a trame inquinanti che turbano e allarmano&#8221; pronunciato dal presidente è diventato a tempo di record il virgolettato: «<strong>Rigore contro trame inquietanti</strong>».</p>
<blockquote><p>Signori rappresentanti del Parlamento e del governo, Signor Presidente della Corte Costituzionale, Autorità, Signore e Signori, rivolgo innanzitutto un cordiale benvenuto ai nuovi componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, presenti alla cerimonia di commiato dei Consiglieri uscenti, ai quali è in particolare dedicato questo incontro. Ringrazio il Vice Presidente, Senatore Avvocato Nicola Mancino, per le calorose espressioni di stima che mi ha rivolto e per lo specifico apprezzamento che ha voluto manifestare dell&#8217;impegno da me esplicato in questi anni come Presidente del CSM. Con lui ho condiviso una non lieve responsabilità dal 2006 ad oggi, operando &#8211; tra momenti di ricorrente tensione politico-istituzionale &#8211; per assolvere al meglio il ruolo assegnatoci dalla Carta Costituzionale.</p>
<p>[...] Si è nello stesso tempo innovato &#8211; come è stato giusto qui ricordare &#8211; sia nell&#8217;esercizio di uno strumento affermatosi nella prassi del Consiglio, come quello delle pratiche a tutela, ancorandolo alle condizioni e ai limiti di cui ci ha detto il Sen. Mancino, sia nell&#8217;espressione di pareri su disegni di legge presentati in Parlamento per le ricadute che essi possono avere sullo svolgimento delle funzioni giudiziarie.<strong> Ho a questo proposito rilevato, rispetto a possibili distorsioni, come i pareri del CSM non possano sfociare in un improprio vaglio di costituzionalità e non possano interferire nel confronto parlamentare già in atto sui contenuti del provvedimento.</strong> Sono più che mai persuaso che si tratti di due limiti da osservare rigorosamente. E si è, infine, da parte del CSM, dato un impulso nuovo, in termini di accresciuta prontezza nell&#8217;intervenire e severità nel giudicare, all&#8217;azione disciplinare.</p>
<p>Se insisto sulla novità e concretezza di diversi filoni d&#8217;impegno del Consiglio uscente, è perché penso che se ne sia tenuto poco conto, quasi annegando quella novità e quella concretezza nella disputa generale tra opposte posizioni sul tema complessivo del rapporto tra politica e giustizia e anche sul tema del ruolo del CSM. E&#8217; bene liberarsi da queste distorsioni, da queste astratte contrapposizioni polemiche. Sappiamo naturalmente che su alcuni dei punti che sono stati affrontati negli ultimi quattro anni e che ho ripreso dal discorso del Vice Presidente Mancino, il Consiglio appena eletto avrà da ritornare e che non poche questioni, specifiche e di fondo, gli vengono rimesse ancora aperte.</p>
<p>Così le questioni dell&#8217;assetto e del funzionamento dello stesso CSM, dell&#8217;articolazione dei suoi organi interni, e in particolare delle competenze del Comitato di Presidenza. Così la questione degli uffici scoperti e in special modo delle sedi disagiate, <strong>cui è stata dedicata una legge però non ancora pienamente attuata dal CSM</strong>.</p>
<p>Così l&#8217;insieme delle questioni di fondo del funzionamento<strong> gravemente insoddisfacente dell&#8217;amministrazione della giustizia</strong> (di cui è ancora segno macroscopico l&#8217;abnorme durata dei processi): ed è ormai chiaro che vi si deve far fronte con efficaci innovazioni sul piano normativo ma anche con la diffusione di buone pratiche, nel segno di una nuova cultura dell&#8217;organizzazione di cui ha dato e si appresta a dare esempio la Suprema Corte.</p>
<p>Infine, nessuno è più di me <strong>consapevole dell&#8217;importanza decisiva</strong> &#8211; per aprire nuove prospettive al sistema giustizia e alla magistratura, tali da riguadagnare prestigio e consenso tra i cittadini &#8211; <strong>dell&#8217;affermazione e del consolidamento di rigorose regole deontologiche per i magistrati e per gli stessi componenti del Consiglio</strong>. A ciò si potrà dedicare con la necessaria ponderazione il nuovo CSM, anche alla luce di vicende recenti, di ampia risonanza nell&#8217;opinione pubblica, e di indagini giudiziarie in corso,<strong> e mi riferisco a fenomeni di corruzione e a trame inquinanti che turbano e allarmano, apparendo, tra l&#8217;altro, legati all&#8217;operare, come ho di recente detto, di &#8220;squallide consorterie&#8221;, delle quali tuttavia spetterà alla magistratura accertare l&#8217;effettiva fisionomia e rilevanza penale.</strong></p>
<p>Già nella risoluzione adottata dal CSM il 20 gennaio di quest&#8217;anno si è mostrata consapevolezza della percezione, da parte dell&#8217;opinione pubblica, che &#8220;alcune scelte consiliari siano in qualche misura condizionate da logiche diverse&#8221;, che possano talvolta affermarsi &#8220;<strong>pratiche spartitorie</strong>&#8220;, rispondenti &#8220;ad interessi lobbistici, logiche trasversali, rapporti amicali o simpatie e collegamenti politici&#8221;. Bisogna alzare la guardia nei confronti di simili deviazioni e di altre che finiscono comunque per <strong>colpire fatalmente quel bene prezioso che è costituito dalla credibilità morale e dalla imparzialità e terzietà del magistrato.</strong></p>
<p>Regolare in modo per varii aspetti nuovo e di certo più restrittivo l&#8217;impiego del magistrato in funzioni diverse da quelle sue proprie e il suo transitare all&#8217;attività politica così come il rientrarne nella carriera giudiziaria; contrastare decisamente oscure collusioni di potere ed egualmente esposizioni e strumentalizzazioni mediatiche, a fini politici di parte o a scopo di &#8220;autopromozione&#8221; personale &#8211; questi giù appaiono riferimenti obbligati per le discussioni e deliberazioni che potranno aver luogo nel CSM neoeletto. Si tratta di aspetti su cui sono intervenuto più volte prendendo la parola nel Consiglio uscente: e perciò mi ritrovo facilmente in riflessioni e richiami che hanno avuto spazio anche sulla stampa in queste settimane, ricordandosi in particolare la lezione di Adolfo Beria d&#8217;Argentine sulla presa di coscienza, da parte del magistrato, della complessità sociale, sulla necessità che egli sappia &#8220;conservare la testa fredda nei momenti caldi della società&#8221; (e della politica), <strong>sul suo impegno ad &#8220;amministrare la giustizia&#8221; senza attribuirsi missioni fuorvianti, sulla sua riservatezza a garanzia della sua &#8220;terzietà&#8221;.</strong></p>
<p><strong><span id="more-32571"></span></strong>Buon lavoro a voi, signori componenti appena eletti del CSM, anche su queste spinose e così significative tematiche. Ma una parola, ancora, ai consiglieri uscenti: una parola di personale grato apprezzamento, per il clima di profondo rispetto reciproco, di attenzione e di stima, di schietto e aperto confronto, che in questi quattro anni c&#8217;è sempre stato tra noi. Considero quella del presiedere il CSM come una delle incombenze più impegnative e delicate del Capo dello Stato, come una delle prerogative, uno dei profili che più ne distinguono la figura in Italia nel confronto con altri paesi democratici.</p>
<p>E vi è stato chiaro, credo, come io abbia inteso interpretare questo mio ruolo, come abbia teso ad esprimere la fedeltà convinta e attiva al principio costituzionale dell&#8217;autonomia e indipendenza della magistratura con iniziative e posizioni che ponessero l&#8217;altissima funzione dell&#8217;indagare e del giudicare al riparo da una spirale fatale di recriminazioni e di scontri sul piano politico e perseguissero, in tutti i sensi, un corretto equilibrio istituzionale.</p>
<p>Un equilibrio di cui dovranno farsi carico anche riforme, in materia di giustizia, che tendessero a rimodularlo. Sugli annunci di tali riforme, così come sulle ipotesi che possono liberamente prospettarsi, non ho da pronunciarmi. Attendo di conoscere testi di proposte da discutere in Parlamento, per fare quel che mi compete.</p>
<p>Un cordiale saluto ed augurio dunque a voi che dopo un quadriennio a Palazzo dei Marescialli tornate all&#8217;attività in magistratura o alla vita professionale e pubblica.</p>
<p>E un saluto ed augurio altrettanto cordiale a voi, componenti di diritto e appena eletti, con scelte di alto livello da tutti i magistrati e dal Parlamento in seduta comune come componenti del CSM. Vorrei solo sottolineare come voi formiate un tutto unitario. Gli eletti dal Parlamento non sono &#8211; eloquente in questo senso è la stessa procedura prevista dall&#8217;articolo 104 della Costituzione &#8211; rappresentanti di singoli gruppi politici, di maggioranza e di opposizione.</p>
<p>Essi sono l&#8217;espressione della rappresentanza e funzione politica democratica affidata al Parlamento in quanto sede della sovranità popolare. Non possono perciò essere considerati come un corpo estraneo o separato nel seno di un&#8217;istituzione di autogoverno della magistratura che invece non è solo ad essa riferibile.</p>
<p>Sono perciò certo che come tale &#8211; ripeto, come un tutto unitario &#8211; opererà a partire da lunedì e nei prossimi quattro anni il CSM, dando luogo a una feconda sinergia nello svolgere ogni sua funzione nel quadro delle istituzioni repubblicane. Sarò impegnato in tal senso insieme con voi, nel solo comune interesse della Repubblica e dei cittadini.</p></blockquote>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/29fm7-WW0bk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Si è svolta, questa mattina al Palazzo del Quirinale, la cerimonia di commiato dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura uscente, con gli interventi del Vice Presidente, Nicola Mancino e del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e di presentazione dei nuovi componenti. Hanno partecipato alla cerimonia i Vice Presidenti del Senato della Repubblica e della [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/pratiche-spartitorie-e-trame-inuietanti/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/pratiche-spartitorie-e-trame-inuietanti/</feedburner:origLink></item><item><title>Chi sono?</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/bUMpjmA20zQ/</link><category>Politica</category><category>finiani</category><category>pdl</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Sat, 31 Jul 2010 02:31:26 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=32472</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ricordiamolo. Dato che dappertutto vediamo i grandi quotidiani esercitarsi solo con <a title="Ilsole24ore" href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-31/elezioni-diventano-ipotesi-080542.shtml?grafici" target="_blank">tabelline</a>, <a title="Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2010/07/30/pop_finiani.shtml" target="_blank">grafici</a> e schemini web 2.0 che presentano al mondo i teorici del fini-pensiero e i 33 deputati (anche se tutti continuano a darne 34 come se si potesse contare il Presidente della Camera) che hanno aderito al nuovo gruppo <em>&#8220;<a href="http://www.destralab.it/2010/altro-che-minoranza-interessata-a-discutere/">Futuro e Libertà</a>&#8220;</em><em>,</em> noi ci permettiamo solo di ricordarli a quelli che fanno libera e corretta informazione. Questi sono <a title="popolodellalibertà" href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/15381/ufficio-di-presidenza" target="_blank">i componenti dell&#8217;ufficio di Presidenza del Pdl</a>. Questi insomma, tra gli altri, sono gli &#8220;schiavi&#8221; che si sono contrapposti alle &#8220;donne e agli uomini liberi&#8221;, e che hanno votato senza tentennamenti <a title="Pdl" href="http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/18598/berlusconi-fini-intollerabile-ha-un-partito-nel-partito" target="_blank">il documento</a> che ha messo alla porta il cofondatore.</p>
<blockquote><p>Renato Brunetta, Mara Carfagna, Gianni Chiodi, Roberto Formigoni, Franco Frattini, Giancarlo Galan, Mariastella Gelmini, Carlo Giovanardi, Stefania Prestigiacomo, Gaetano Quagliariello, Gianfranco Rotondi, Maurizio Sacconi, Renzo Tondo, Giulio Tremonti e Elio Vito.</p></blockquote>
<p>A proposito sempre di stampa libera e democratica, a quanto pare tutti nel frangente si erano dimenticati di citare il precedente di Sandro Pertini, e sì che è stato un pezzo abbastanza importante della nostra vita democratica. Semplicemente rimosso. Non esistevano precedenti di sorta sulle dimissioni di un Presidente della Camera, <a title="ilgiornale" href="http://www.ilgiornale.it/interni/ma_saragat_e_pertini_suo_posto_si_dimisero/saragat-pertini-fini-presidenti_camera/31-07-2010/articolo-id=464498-page=0-comments=1" target="_blank">ma Saragat e Pertini si dimisero</a>.</p>
<blockquote><p>Nel luglio del 1969, verificatosi una situazione di divisione analoga nel Partito Socialista con la sinistra socialista, il Presidente  Pertini, ritenne doveroso dimettersi e mandò a tutti una lettera con questa dichiarazione: <strong>&#8220;Correttezza vuole ch’io metta a vostra disposizione il mandato da voi affidatomi</strong>&#8220;.</p></blockquote>
<p>Le ultime parole famose di Bocchino erano state proprio &#8220;da qui non ci  muoveramo mai&#8221;. Beh a quanto pare, comunque, si sono dovuti muovere. <a title="il Tempo" href="http://www.iltempo.it/2010/07/17/1180866-separarsi.shtml?refresh_ce" target="_blank">Anche all’oscenità c’è un limite</a>, scriveva <a title="Gennaro Malgieri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gennaro_Malgieri" target="_blank">lui</a>, un altro  tra gli evidenti &#8220;uomini non liberi&#8221; qualche giorno fa. E ora li vogliamo vedere i componenti del governo che votano contro se stessi. O il 34esimo, il Presidente della Camera, che vota. Attendiamo fiduciosi. Anche da lì probabilmente dichiareranno dopo che non sono disponibili a muoversi. Sarebbe indubbiamente interessante. Non ci sono precedenti di sorta.</p>
<p>Mentre tutti gli altri &#8220;uomini liberi&#8221; sembrano anche assolutamente disinteressati dal far qualsiasi innocente domanda su questi <a title="rassegna stampa camera - Libero" href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=T40HH" target="_blank">argomenti</a>, quando ad essere in campo sono i <a title="rassegna stampa camera - Libero" href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=T40HN" target="_blank">cognati</a> (qui sono <a title="Live Sicilia" href="http://www.livesicilia.it/2010/07/30/si-pagavo-per-consuetudine/" target="_blank">tranquillamente confermate</a> le indiscrezioni pubblicate da qualche quotidiano). Che ne so fare solo qualche domandina per sapere come sono andate davvero le cose, non dico altro. Invece a quanto pare sembra <a title="Il Giornale" href="http://www.ilgiornale.it/interni/e_lappartamento_montecarlo_storace_va_giudici_truffa_aggravata/31-07-2010/articolo-id=464491-page=0-comments=1" target="_blank">normalissimo</a> a tutta la stampa d&#8217;inchiesta, libera e democratica che <a title="Il Giornale" href="http://www.ilgiornale.it/interni/montecarlo_ecco_conti_segreti/30-07-2010/articolo-id=464260-page=0-comments=7" target="_blank">il cognato del presidente della Camera</a> occupi un appartamento a <a title="Il trucco per vendere il palazzo" href="http://www.ilgiornale.it/interni/il_trucco_vendere_palazzo_dietro_quelle_societa_comodo/31-07-2010/articolo-id=464514-page=0-comments=1" target="_blank">Montecarlo</a>, lasciato in eredità ad Alleanza Nazionale. Intanto le analisi dei politologi ora sembrano tutte ruotare intorno ai numeri e alle quote, sembra di essere ritornati al trionfo del manuale Cencelli, protagonista indiscusso della Prima Repubblica. Politica? Condivisione di programmi? Sintonia? Progetto comune? Chiarezza? Ma quando mai, è il trionfo assoluto dei numeri e della possibilità di chi deterebbe <em>la golden share</em> (così Bocchino) di tendere imboscate al governo scelto dagli italiani.</p>
<p>Ma prima o poi &#8211; come dice pragmaticamente Mieli (&#8220;<a href="http://www.destralab.it/2010/li-vedo-e-li-piango/">li vedo e li piango</a>&#8220;), uno che se ne intende di tutto questo ambaradan, che a Cortina ne approfitta per consigliarli opportunamente e fraternamente, &#8220;rimboccatevi le maniche e lavorate col vostro elettorato” &#8211; che ne so, facendo qualche nome a caso tra «<a title="La Stampa" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201007articoli/57195girata.asp" target="_blank">le donne e gli uomini liberi</a>», gli amici Barbareschi (finora noto per essere stato per anni un brillante artista, <a href="http://www.destralab.it/2010/li-vedo-e-li-piango/">qui</a> nella <a title="that's all folks" href="http://ringoworld.tumblr.com/post/880792911/la-vera-immagine-del-giorno-e-questa-luca" target="_blank">vera immagine</a> del giorno), Bongiorno (finora noto per essere stata il brillante difensore di un altro pezzo importante della Prima Repubblica, quell&#8217;Andreotti inquisito per mafia), Ronchi (finora noto per essere diventato un brillantissimo dirigente di partito e poi un ministro nominato, senza mai passare per una elezione di alcun tipo, neanche quella di un condominio), Consolo (idem con patate, candidato per la prima volta con scarso successo nel proporzionale in Sicilia e noto finora per essere il padre della famosa attrice Nicoletta Romanoff), Proietti (<a title="Araberara News" href="http://www.araberara.it/araberara/araberara.archivio.news/view.php?id=176" target="_blank">Francesco Proietti Cosimi</a> detto Checchino, finora noto per essere stato per anni il <a title="Hurricane_53" href="http://hurricane_53.ilcannocchiale.it/?TAG=gianfrano%20fini" target="_blank">segretario personale</a> del Presidente della Camera) o anche Perina, Angeli, Sbai e Della Vedova, si dovranno pur misurare con delle elezioni nazionali e speriamo anche con delle preferenze o con dei collegi, ed è là che si parrà poi la <em>lor nobilitate</em>, dato che per loro sarà l&#8217;esordio assoluto, visto che per assidersi comodamente a Montecitorio, finora sono stati solo nominati e cooptati (fino a ieri senza mai manifestare nausea o schifo alcuno).</p>
<p>Se e quando i numeri verranno meno si andrà a votare. E allora sarà con il paese che si dovranno misurare, non più con le <a title="Legno Storto - Scacco al re" href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=29450" target="_blank">beghe</a> di <a title="Legno Storto - Agguati e faide " href="http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=29446" target="_blank">palazzo</a>, se non altro per un minimo di <a href="../2010/e-ora-di-separarsi/">rispetto verso gli elettori di centrodestra</a>. Ed è proprio al paese, a quella pancia del paese dagli istinti animali, che prima o poi bisognerà presentarsi, assumendosi le doverose responsabilità. <a title="Quantomeno" href="http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/Q/quantomeno.shtml" target="_blank">Quantomeno</a> in una democrazia.</p>
<p><strong>update</strong>: &#8220;<a title="l'occidentale" href="http://www.loccidentale.it/articolo/%22senza+i+numeri+subito+al+voto%22.0094228" target="_blank">Una cosa deve essere chiara: senza i numeri si va subito al voto</a>&#8220;. «Abbiamo reagito e scelto l’unica strada possibi­le. Per scongiurare una lenta e inevitabile consunzione. E per­ché era arrivato il momento  della chia­rezza e del nuovo inizio. Le incognite? Pesate. Valutate&#8230;». Una pausa leggera, poi <a title="La Stampa - Intervista a Quagliariello" href="http://www.ilpredellino.it/online/images/letture/anno2010/072010Pdl/30/7.pdf" target="_blank">Gaetano Quagliariello</a> riprende a par­lare da dove si era interrotto: «Berlu­sconi è il primo a essere assolutamente consapevole del rischio che si corre. È il primo a capire che scegliere la chiarezza significa anche mettere a repentaglio se stesso». E Berlusconi sa benissimo che <a title="Corriere.it" href="http://www.corriere.it/politica/10_luglio_31/verderami_tentazione_urne_48dc04e6-9c6d-11df-80c5-00144f02aabe.shtml" target="_blank">deve sfidare l&#8217;ex alleato fuori dal Palazzo</a>.</p>
<p><em><strong>update</strong>: Sono distratta, mi era sfuggito stamattina o forse l&#8217;hanno cambiato dopo, pongo comunque rimedio. Per il Corriere che ne fa un <a title="L'esercito dei finiani href=" href=" mce_href=">GRAFICO INTERATTIVO</a> abbiamo addirittura &#8220;<strong>L&#8217;esercito dei finiani alla Camera</strong>&#8220;.</em></p>
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<p><a title="rassegna stampa governo - Corriere della Sera" href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/T41/T4143.pdf" target="_blank">Pigi Battista sul Corriere</a>.</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/KGiM_hkl40I" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Non si sono mai amati. Hanno spesso litigato. Ma hanno convissuto onorando uno schema che appagava le reciproche convenienze. Lo schema era, per Berlusconi, l&amp;#8217;inamovibilità gerarchica: lui era il numero uno, l&amp;#8217;altro il numero due. Per Fini lo schema coincideva, cinicamente, con il destino anagrafico: giocare al numero due, confidando sull&amp;#8217;ineluttabilità della successione. Quando lo [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/cinicamente/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/cinicamente/</feedburner:origLink></item><item><title>Ma ora non può che giocare di rimessa</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/G9BR_O_QPA4/</link><category>Opinioni</category><category>analisi</category><category>corriere</category><category>franco</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Fri, 30 Jul 2010 23:36:20 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=32450</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Commenti sparsi sulla &#8220;<a href="http://www.destralab.it/2010/chi-sono-2/">campagna di fango</a>&#8221; e sullo <a href="http://www.destralab.it/2010/stuzzicante/">&#8220;stuzzicante</a>&#8221; futuro di Fini.</p>
<blockquote><p><strong>La scomunica decisa ieri sera indebolisce Fini oggettivamente.</strong> Lo espone a un&#8217;offensiva parlamentare e a una <strong>campagna di fango</strong> della quale si vedono già le prime tracce. E soprattutto mette in tensione i rapporti fra le istituzioni, che finora sono stati almeno diplomatizzati. Per questo la rottura contiene un&#8217;insidia per l&#8217;intero sistema. Fa temere una sorta di «Vietnam del centrodestra» che nei prossimi mesi potrebbe propagarsi ai vertici dello Stato; e di qui a neppure un anno spezzare in anticipo la legislatura. Berlusconi, e con lui Bossi, sembrano sicuri di poter andare avanti anche perdendo uno dei pezzi pregiati della coalizione. Numericamente la maggioranza ha i margini per farlo. E la durezza del comunicato anche sui tre «finiani» più critici col premier, è una rivendicazione di forza politica. In più, Berlusconi «salva» i ministri vicini al presidente della Camera, puntando al suo isolamento.</p>
<p><strong>Non è chiaro se e quanto</strong> Fini si sia reso conto di quanto stava facendo e delle conseguenze che avrebbe provocato. <strong>Ma ora non può che giocare di rimessa</strong>, giurando lealtà al governo anche se si spezza il filo col Pdl.</p></blockquote>
<p>via <a href="http://www.corriere.it/editoriali/10_luglio_30/franco_deflagrazione_84444e44-9b96-11df-8a43-00144f02aabe.shtml">La deflagrazione &#8211; Corriere della Sera</a>.</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/G9BR_O_QPA4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Commenti sparsi sulla &amp;#8220;campagna di fango&amp;#8221; e sullo &amp;#8220;stuzzicante&amp;#8221; futuro di Fini. La scomunica decisa ieri sera indebolisce Fini oggettivamente. Lo espone a un&amp;#8217;offensiva parlamentare e a una campagna di fango della quale si vedono già le prime tracce. E soprattutto mette in tensione i rapporti fra le istituzioni, che finora sono stati almeno diplomatizzati. [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/ma-ora-non-puo-che-giocare-di-rimessa/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/ma-ora-non-puo-che-giocare-di-rimessa/</feedburner:origLink></item><item><title>Altro che minoranza interessata a discutere</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/DDrczMdkw38/</link><category>Opinioni</category><category>conte</category><category>futuro</category><category>libertà</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Fri, 30 Jul 2010 14:14:35 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=32457</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L&#8217;opinione di <a href="http://www.davidegiacalone.it/politica/alluscio/">Davide Giacalone.</a></p>
<blockquote><p>[...] Giuliano Ferrara e Fedele Confalonieri, come a dire il cuore e la carne stessa di Silvio Berlusconi, si sono spesi per dire che, in fondo, si poteva anche tirare avanti senza acuire le rotture, senza consumare divorzi. Ed è al primo che, non a caso, Fini si è rivolto per lanciare un messaggio che, forse, voleva essere distensivo: basta, piantiamola lì, resettiamo tutto, non saremo amici, ma dobbiamo essere alleati. La risposta è negativa, perché il punto di non ritorno è stato superato con l’uso politico delle inchieste giudiziarie, quando l’alleato sedicente cofondatore ha imbracciato la stessa carabina con cui i cecchini, da anni, sparano contro il presidente del Consiglio. Quando Fini ha detto che gli inquisiti devono dimettersi è chiaro che puntava a mettere in dubbio la legittimità stessa della leadership berlusconiana. <strong>Altro che minoranza interessata a discutere! </strong>Da quel punto in poi non c’è più verso di fermarsi, come un aereo che ha preso la rincorsa e si trova a fine pista: o decolla o si schianta.</p>
<p>La rottura si consuma sul tema della giustizia, non a caso lo stesso sul quale Casini ha sempre, prudentemente, sottolineato le convergenze con il centro destra. Per costruire la svolta politica, allora, occorrono tappe certe e un disegno coerente. Le tappe sono due: a. ritiro finalmente dello sgorbio sulle intercettazioni telefoniche, oramai divenuto un inutile oggetto di divisione istituzionale; b. elezione del nuovo Consiglio Superiore della Magistratura, magari con un uomo di Casini Michele Vietti a far da vice presidente. Il disegno ha spessore politico: ricomporre, in Italia, la famiglia del Partito Popolare Europeo.</p>
<p>Lo strumento della svolta è un documento politico, che impone a Fini l’umiliante sottomissione o gli indica il portone d’uscita. Ove mai si rifiutasse d’imboccarlo, invocando la coerenza con il mandato elettorale (poteva pensarci qualche minuto prima), subirà due conseguenze: 1. il fiorire d’inchieste e rivelazioni giornalistiche, utili solo a dimostrare che può essere massacrato chiunque giochi al massacro; 2. la procedura d’espulsione per gli uomini che si sono mossi in suo nome, con la loro messa al bando dai gruppi parlamentari.</p>
<p>Una volta tanto, per capire quel che stava accadendo, è stato utile leggere i giornali. Quando il <em>Corriere della Sera</em> ha deciso di mettere in pagina le riflessioni di chi si mostrava preoccupato per il Paese, incline a non ritenere utili le elezioni anticipate e pronto a suggerire una ricucitura fra Berlusconi e Fini, si sono chiariti i confini della trappola: il Quirinale (la cui eco risuonava in quelle pagine, nonché vera sponda dell’operazione) non concede le elezioni, Fini attacca a testa bassa e lima le truppe parlamentari, mentre Berlusconi subisce fino a stramazzare. Per non mettere il piede nella tagliola c’erano e ci sono due modi. Il primo consiste nel dimostrare che caduto Berlusconi la legislatura non può andare avanti, e, in tal senso, ci sono diverse pezze d’appoggio istituzionale, ma un brutto handicap: all’interno della maggioranza c’è chi è pronto a sostenere il contrario. Il secondo modo consiste nel  dimostrare che la maggioranza può cambiare senza deperire, ovvero: piuttosto che pagare un prezzo a Fini, che incurante del voto catalano continuava a infilare banderillas sul groppone berlusconinano, meglio pagarlo a Casini. Tanto più che il favoleggiato “terzo polo” resterà nel mondo della fantasia e, su quel terreno immaginario, si ritrova da sola anche l’Api di Rutelli. Che non vola, quindi cerca d’atterrare.</p>
<p>Questo è quel che vedo e, credo, abbiano in mente. Siccome m’annoio io a raccontarlo non oso immaginare voi a leggerlo, e me ne scuso. Quindi aggiungo subito: non serve a risolvere neanche uno dei problemi che il governo e l’Italia hanno di fronte, <strong>ma neanche la corrida perpetua serviva a niente</strong>, tanto più che il toro non accennava minimamente a far la parte che gli altri gli avevano assegnato. Giunti a  questo punto, se si vuole evitare che lo spettacolo sia sanguinolento e inconcludente, quindi sommamente crudele perché inutile, occorre che il presidente del Consiglio prepari un nuovo discorso programmatico, sul quale, magari alla ripresa, aprire la nuova stagione. E, tanto per venire alle cose concrete, stiano bene attenti, dopo l’invereconda pantomima della legge sulle intercettazioni, a puntare tutto e subito sul legittimo impedimento, o altre norme che riguardino solo sé medesimi. Abbiano, piuttosto, il coraggio, la lucidità e la decenza d’impostare una battaglia vera, seria e profonda contro la malagiustizia, un cancro che divora il Paese, avvelena la politica e imbambola gli astanti.</p>
<p>Su quel tema, come su altri decisivi (sistema dell’istruzione, sanità, fisco, sicurezza), ci si deve misurare per potere guardare senza vergogna alla fine della legislatura, perché su quello potrà costruirsi l’identità politica che dia rappresentanza alla maggioranza degli elettori, o su quello si giustificherà la caduta. Su quegli stessi temi, del resto, si misurerà l’esistenza e la consistenza di una sinistra che non voglia essere il vacuo nulla oggi sulla scena.</p></blockquote>
<p>Qui invece continua <a title="il Tempo" href="http://www.iltempo.it/politica/2010/07/30/1185401-guerra_fondi.shtml" target="_blank">La guerra sui fondi di An</a>. Intanto si apprende che non sarà Italo Bocchino e neanche Benedetto della Vedova come ipotizzato <a title="Repubblica" href="http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/PDF/2010/2010-07-30/2010073016299851.pdf" target="_blank">qui da Repubblica</a> il capogruppo di &#8220;<a title="il Tempo" href="http://www.iltempo.it/politica/2010/07/30/1185408-torna_ecco_azione_nazionale.shtml" target="_blank">Futuro e libertà per l&#8217;Italia</a>&#8220;, ma la new entry <a title="giorgioconte" href="http://www.giorgioconte.it/" target="_blank">Giorgio Conte</a>, arrivato a Montecitorio proprio un mese fa grazie all&#8217;elezione di Zaia. A seguito degli esiti  delle elezioni regionali del Veneto infatti, l&#8217;on. <a title="Marino Zorzato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marino_Zorzato" target="_blank">Marino Zorzato</a> è diventato  vice-presidente della Giunta Regionale e Assessore all&#8217;Urbanistica e si è dimesso dalla Camera dei Deputati. L&#8217;on. Giorgio Conte &#8211; primo dei non eletti &#8211; è così stato  proclamato componente della Camera nella seduta del 10  Giugno 2010. La prima riunione del nuovo gruppo dovrebbe eleggerlo presidente.</p>
<div id="attachment_32462" class="wp-caption aligncenter" style="width: 509px"><img class="size-full wp-image-32462" title="Giorgio Conte" src="http://www.destralab.it/wp-content/uploads/2010/07/conte.jpg" alt="" width="499" height="228" /><p class="wp-caption-text">Giorgio Conte alla destra di Bocchino e Granata</p></div>
<p>Questi i nomi dei 33 deputati che <a title="Corriere.it - Tutti gli uomini di Fini" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2010/07/30/pop_finiani.shtml" target="_blank">hanno aderito</a>: Ruben, Ronchi, La Morte, Lo Presti, Perina, Scalia, Buongiorno, Granata, Briguglio, Conte, Bellotti, Polidori, Moffa, Tremaglia, Urso, Menia, Consolo, Angeli, Sbai, Paglia, Bocchino, Raisi, Barbareschi, Siliquini, Della Vedova, Napoli, Proietti, Di Biagio, Patarino, Cosenza, Divella, Barbaro, Bonfiglio.</p>
<p>&#8220;Alla Camera siamo <strong>34 </strong>deputati mentre al Senato dovremmo essere 10 o 11 perchè Augello ha forti perplessità ad aderire&#8221; precisa il finiano Granata. Evidentemente, dato che sembrano essere <strong>33</strong> nel conto ci mettono pure il presidente <em>superpartes</em>.</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/DDrczMdkw38" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>L&amp;#8217;opinione di Davide Giacalone. [...] Giuliano Ferrara e Fedele Confalonieri, come a dire il cuore e la carne stessa di Silvio Berlusconi, si sono spesi per dire che, in fondo, si poteva anche tirare avanti senza acuire le rotture, senza consumare divorzi. Ed è al primo che, non a caso, Fini si è rivolto per [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/altro-che-minoranza-interessata-a-discutere/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/altro-che-minoranza-interessata-a-discutere/</feedburner:origLink></item><item><title>Il «germe» della valutazione</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/B2xA5Mk4hUk/</link><category>Scuola &amp; Giovani</category><category>gelmini</category><category>riforma</category><category>università</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Fri, 30 Jul 2010 11:45:10 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=32452</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Irene Tinagli commenta <a title="Asca" href="http://www.asca.it/focus-UNIVERSITA___OK_DEL_SENATO_ALLA_RIFORMA_GELMINI__ECCO_COSAPREVEDE-3227.html" target="_blank">un&#8217;altra cosa</a> che nel frattempo <a title="ultime.notizie.tv" href="http://www.ultimenotizie.tv/notizie-economiche/riforma-universita-gelmini-basta-rettori-e-ricercatori-a-vita-bocciata-la-pensione-a-65-anni.html" target="_blank">va avanti</a>.</p>
<blockquote><p>Dopo tante polemiche e dopo tanta pazienza, Mariastella Gelmini finalmente esulta. E ha molte ragioni per farlo.</p>
<p>La sua Riforma è stata approvata ieri in Senato, con un impianto sostanzialmente integro, non stravolto dalle centinaia di emendamenti che rischiavano di snaturarlo completamente. Ma l&#8217;approvazione del ddl non è solo un ottimo successo per il ministro, ma anche, nel complesso, un buon passo avanti per l&#8217;Università Italiana.</p>
<p>Alcune delle misure introdotte rappresentano delle innovazioni «culturali» sicuramente di rilievo, perché per la prima volta si introduce l&#8217;idea di valutazione sia sulle attività degli Atenei che sulle attività dei singoli docenti, anche i professori quelli già inseriti nel sistema. Le valutazioni non sono drastiche e mieteranno forse meno vittime del previsto, ma intanto viene introdotto nel sistema il «germe» della valutazione, del «merito», quel cambiamento culturale che per anni è stato oggetto di tanta retorica e annunci, ma rarissime azioni concrete.</p>
<p>Il decreto prevede numerose novità anche nella gestione e nella governance accademica, ma il punto che ha suscitato maggiori polemiche e che più tende a rompere vecchie logiche di funzionamento è quello che riguarda la figura dei ricercatori, che diventano a tempo determinato, per un massimo di 6 anni (quindi niente più ricercatori a vita), e le procedure di assunzione dei nuovi professori, che passeranno tutte attraverso un concorso di abilitazione nazionale (con commissione tirata a sorte) di fronte al quale ogni concorrente sarà trattato alla pari. Nessun favoritismo o priorità per chi è già nel sistema, magari da anni, nessuna ope-legis: tutti uguali di fronte al concorso. Certo, una volta ottenuta l&#8217;abilitazione, si entra in una lista unica e le Università sono libere di chiamare e dare priorità a chi vogliono all&#8217;interno di tale lista, ma per facilitare la mobilità è l&#8217;immissione di «esterni» il decreto prevede che tra i nuovi assunti di ciascuna Università ci sia una quota minima (un terzo per i professori di prima fascia) di persone che non erano già nell&#8217;Ateneo in questione.</p>
<p>L&#8217;introduzione di queste «quote outsider» mette forse un po&#8217; di tristezza, facendoli apparire quasi come specie da proteggere, ma visto come sono andate le cose fino ad oggi, appare l&#8217;unico modo per arginare vecchie pratiche di assunzioni «incestuose» dentro gli Atenei. Queste regole sull&#8217;assunzione saranno ancora più efficaci se saranno veramente abbinate a tutte le misure citate dall&#8217;articolo 5 del decreto, in cui si prevedono valutazione e premi per le università che avranno effettivamente seguito criteri aperti e internazionali nell&#8217;assunzione dei nuovi docenti, nonché&#8217; valutazioni regolari delle attività dei docenti anche dopo che sono stati assunti. Tali misure purtroppo sono solo citate nel decreto e demandate a successivo decreto attuativo del Governo, ma, se attuate secondo le modalità e gli indirizzi indicati nel decreto, rappresenterebbero una mezza rivoluzione e renderebbero molto più completa la Riforma.</p>
<p>Nel complesso, questo insieme di nuove regole, se riuscisse a passare indenne anche l&#8217;approvazione della Camera e venire poi supportata da buoni decreti attuativi, potrebbe davvero incoraggiare gli studenti più bravi a perseguire la carriera accademica e forse anche a convincere molti «cervelli» italiani emigrati all&#8217;estero a tentare la strada del rientro.</p>
<p>C&#8217;è un solo pezzo che manca, di cui nessuno parla, ovvero l&#8217;apertura del sistema non solo ai giovani italiani, ma anche a quelli stranieri. Su quel fronte la nuova riforma difficilmente potrà far fare grossi progressi. Il sistema ancora in piedi dei concorsi nazionali (in quale lingua?), con relativi iter burocratici, gazzetta ufficiale e così via, per non parlare dei salari ancora bassi, assai poco competitivi nel panorama internazionale, così come i fondi di ricerca ridotti all&#8217;osso non renderanno il nostro nuovo sistema universitario particolarmente attraente per gli stranieri. Quindi, anche se gli Atenei avranno incentivi all&#8217;internazionalizzazione del loro corpo docenti, difficilmente riusciranno ad attrarre docenti dall&#8217;estero, soprattutto i più bravi. Ad ogni modo, c&#8217;è da sperare che, una volta create le condizioni di un mercato interno più funzionale, meritocratico e trasparente, il resto si possa costruire su su. Insomma, un passo forse non totalmente sufficiente, ma certamente necessario.</p></blockquote>
<p>via <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;ID_articolo=7655&amp;ID_sezione=&amp;sezione=">Tutti eguali di fronte al concorso &#8211; LASTAMPA.it</a>.</p>
<p>Secondo Nunzio Miraglia, <a title="virgilio news" href="http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/07_luglio/30/universita_andu_riforma_voluta_da_confindustria_non_da_gelmini,25429354.html" target="_blank">coordinatore nazionale dell&#8217;Andu</a>, l&#8217;Associazione nazionale docenti universitari, invece, la riforma è stata voluta da Confindustria e non dalla Gelmini. E Knulp nei <a href="http://www.destralab.it/2010/liberare-posti-da-destinare-ai-piu-giovani/#comment-26462">commenti </a>segnalava <a title="Nfa" href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/DDL_Universit%C3%A0%3A_le_ultime_farsesche_novit%C3%A0#body" target="_blank">questo</a>.</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/B2xA5Mk4hUk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Irene Tinagli commenta un&amp;#8217;altra cosa che nel frattempo va avanti. Dopo tante polemiche e dopo tanta pazienza, Mariastella Gelmini finalmente esulta. E ha molte ragioni per farlo. La sua Riforma è stata approvata ieri in Senato, con un impianto sostanzialmente integro, non stravolto dalle centinaia di emendamenti che rischiavano di snaturarlo completamente. Ma l&amp;#8217;approvazione del [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/il-%c2%abgerme%c2%bb-della-valutazione/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/il-%c2%abgerme%c2%bb-della-valutazione/</feedburner:origLink></item><item><title>Li vedo e li piango</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Destralab/~3/V7QHe6Evy-E/</link><category>Cronaca</category><category>cisnetto</category><category>cortina</category><category>mieli</category><dc:creator xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">DestraLab</dc:creator><pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:34:16 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://www.destralab.it/?p=32398</guid><content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Mieli che non ti aspetti, scrivono <a title="Dagospia" href="http://www.dagospia.com/rubrica-6/cafonalino/articolo-17715.htm" target="_blank">qui</a>. A tutto campo e che &#8220;non le manda <a title="dagospia" href="http://www.dagospia.com/rubrica-6/cafonalino/articolo-17715.htm" target="_blank">certo a  dire</a>&#8221; dal palco di <em><a title="CortinaInocntra" href="http://www.cortinaincontra.it/Pagine/default.aspx" target="_blank">CortinaIncontra</a></em>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Non vorrei che la congiura di questi giorni contro Berlusconi si risolvesse in un quarto d&#8217;ora d&#8217;euforia, con tutti gli avversari che brindano a champagne (o spumante), cui fa seguito o un lungo periodo di caos o addirittura una nuova, prepotente vittoria elettorale del Cavaliere. Berlusconi quando è al governo mostra tutte le sue difficoltà, ma se lo mandi alle urne come vittima di un gioco di Palazzo, se li mangia tutti in un boccone. <strong>Questi congiurati li vedo e li piango</strong>. E a loro dico: rimboccatevi le maniche e lavorate col vostro elettorato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se Berlusconi fosse mandato a casa da una congiura di Palazzo ma conservasse l&#8217;agibilità politica per ripresentarsi alle elezioni, riotterrebbe un consenso strepitoso, perché la sua vera arma è stata sempre lottare contro qualcosa che è in grado di dipingere come un&#8217;angheria ai suoi danni trovando anche argomenti convincenti&#8221;.</p></blockquote>
<blockquote><p>&#8220;Fini è un tipo tosto, tiene botta a Berlusconi, e se Berlusca liquida Fini torna al suo punto di partenza, s&#8217;indebolisce, non fosse altro perché la novità politica portata dal Cavaliere nel novembre del &#8217;93 fu proprio lo sdoganamento dell&#8217;allora impresentabile leader post-fascista. Ma alla fine i voti ce li ha sempre lui, il premier&#8221;.</p></blockquote>
<p>Così commenta l&#8217;ipotesi governo tecnico o di transizione che dir si voglia:</p>
<blockquote><p>&#8220;Un governo tecnico? Ma dove può mai andare un&#8217;alleanza che pretenda di tener insieme un pezzo di Msi, dissidenti leghisti, Di Pietro, il Pd&#8230; sarebbe una cosa estemporanea, non prevederei nulla di buono&#8221;.</p></blockquote>
<p>E dice la sua anche sulla P3.</p>
<blockquote><p>&#8220;La P2 era una loggia massonica, con un capo massone, con una lista di iscritti che fu trovata a Castiglion Fibocchi. C&#8217;era un apparato organizzativo e scenico, c&#8217;era un piano operativo, tutte cose che avevano una loro evidenza. La P3 invece è, per ora, un gruppo di 6-10 persone che facevano delle conversazioni, senza dubbio facevano anche qualcosa ai confini con  l&#8217;illecito, e probabilmente hanno anche superato questo confine, ma tutto l&#8217;apparato massonico che ci fu 30 anni fa oggi ancora non si palesa ai nostri occhi. Anche se i comportamenti si assomigliano. Parecchie invece sono le analogie tra la situazione del 1992-93 e quella attuale: in entrambi i casi, infatti, regnava e regna una gran confusione. Allora il tutto si concluse con la caduta della Prima Repubblica, a vantaggio di una situazione che ancora non si sa bene cosa sia&#8221;.</p></blockquote>
<p>Mentre il <a title="Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/politica/10_luglio_30/azione-nazionale-nuovo-gruppo-finiani_83cc61f4-9bbe-11df-8a43-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Presidente della Camera</a> fa il suo <em>pronunciamentos</em> (conferenza stampa senza possibilità per i giornalisti di fare domande) tra la <a title="Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/politica/10_luglio_30/esercito-fini-deputati-senatori_f4eb0400-9be4-11df-8a43-00144f02aabe.shtml" target="_blank">sua folla plaudente e sorridente</a> (che si immortala simultaneamente per la storia).</p>
<div id="attachment_32428" class="wp-caption aligncenter" style="width: 411px"><img class="size-full wp-image-32428   " title="Foto dal sito del Corriere.it" src="http://www.destralab.it/wp-content/uploads/2010/07/barba_big.jpg" alt="Foto dal sito del Corriere.it" width="401" height="175" /><p class="wp-caption-text">L&#39;on. Barbareschi in versione fotografo con sorriso smagliante</p></div>
<p style="text-align: center;">
<p>Qui il <a title="L'intervento di Fini: &quot;Ovviamente non mi dimetto&quot;" href="http://www.ilgiornale.it/interni/lintervento_fini_ovviamente_non_mi_dimetto/politica-pdl-fini-governo-berlusconi-futuro_e_liberta_italia-finiani/30-07-2010/articolo-id=464466-page=0-comments=1" target="_blank">testo integrale</a> dell&#8217;intervento di Fini, dopo che <a title="Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/politica/10_luglio_30/verderami_fini_resiste_7bad0ffe-9b9c-11df-8a43-00144f02aabe.shtml" target="_blank">ieri aveva avvisato tutti i suoi uomini</a>: «D&#8217;ora in avanti se qualcuno dice una parola di troppo, lo caccio».</p>
<div id="attachment_32434" class="wp-caption aligncenter" style="width: 411px"><img class="size-full wp-image-32434   " title="Foto fal sito della Stampa.it" src="http://www.destralab.it/wp-content/uploads/2010/07/finiani01gg.jpg" alt="" width="401" height="140" /><p class="wp-caption-text">L&#39;on. Granata in versione fotografo con accanto lo smagliante on. Bocchino</p></div>
<p>Qui invece il <a title="L'Ocidentale - Ecco il documento approvato dall'Ufficio di presidenza del Pdl " href="http://www.loccidentale.it/articolo/ecco+il+documento+approvato+dall%27ufficio+di+presidenza+del+pdl.0094149" target="_blank">documento approvato dall&#8217;Ufficio</a> di presidenza del Pdl.</p>
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Destralab/~4/V7QHe6Evy-E" height="1" width="1"/>]]></content:encoded><description>Il Mieli che non ti aspetti, scrivono qui. A tutto campo e che &amp;#8220;non le manda certo a dire&amp;#8221; dal palco di CortinaIncontra: &amp;#8220;Non vorrei che la congiura di questi giorni contro Berlusconi si risolvesse in un quarto d&amp;#8217;ora d&amp;#8217;euforia, con tutti gli avversari che brindano a champagne (o spumante), cui fa seguito o un [...]</description><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://www.destralab.it/2010/li-vedo-e-li-piango/feed/</wfw:commentRss><slash:comments xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/">0</slash:comments><feedburner:origLink>http://www.destralab.it/2010/li-vedo-e-li-piango/</feedburner:origLink></item></channel></rss>
