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	<title>Coreingrapho » Insight</title>
	
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	<description>In comics we thrust</description>
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<title>Coreingrapho</title>
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		<title>Happy Birthgraph to you. Ovvero: un anno scrollato pericolosamente. Ovvero *riempi con un altro gioco di parole che NON funziona*.</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 22:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insight]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvio che ho aspettato VOLUTAMENTE il nove gennaio senza scrivere prima e per mesi perché, a questo punto, meglio aspettare il nove gennaio, perché il nove gennaio appunto, che è oggi ancora per uno spicchio di tempo, epperò il nove gennaio di un anno fa, il nove gennaio 2009, Coreingrapho.com, il sito che prima del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ovvio che ho aspettato VOLUTAMENTE il nove gennaio senza scrivere prima e per mesi perché, a questo punto, meglio aspettare il nove gennaio, perché il nove gennaio appunto, che è oggi ancora per uno spicchio di tempo, epperò il nove gennaio di un anno fa, il nove gennaio 2009, <a href="http://coreingrapho.com">Coreingrapho.com</a>, il sito che prima del nove gennaio di un anno fa non esisteva se non nella mente di Marco e mia e in quella del buon Flaviano, proprio questo sito qui il nove gennaio di 365 giorni fa vedeva la luce retroilluminata dei pixel del web. Un anno fa. Apriamo la pagina dei nostri fumetti, delle nostre parole, dei commenti che sono universi in calce laggiù, delle storie che più son state come nostre e come fossero specchi di pensieri facciamo a noi stessi gli auguri di buon compleanno: che il compleanno è il nostro. <strong>Coreingrapho c&#8217;est muà e tuà</strong>. E&#8217; stato così fin dall&#8217;inizio &#8211; con una intuizione che è scaturita non già da qualche formidabile e precisa volontà ma da una croccante pigrizia adagiata come tacchino sul letto di una fragile insalatesca fiducia nel genere umano. E vabbè: nel fumetto.</p>
<p><img src="http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2010/01/happy-core-2010.jpg" alt="" title="" width="695" height="400" class="alignleft size-full wp-image-2093" /><br />
<font size="-2">[Vigna makkoxiana per il primo genetliaco di Coreingrapho. Anche solo per spartire la colpa dei giochi di parole non riusciti]</font></p>
<h2>I commenti peer review e i recinti verticali (e il core, certo)</h2>
<p>Dico che è stato così fin dall&#8217;inizio (di tutti: nostro, nostro) perché così Coreingrapho nasce. Nel bene e nel male cercando di creare uno spazio meno &#8220;chiuso&#8221; (metto le virgolette) e più sperimentale di quelli che pur c&#8217;erano e ci sono nel panorama web italiano. Meno recintato. Nel bene e nel male cercando di dare pubblicante fiducia alla parte più nera del gregge sparpagliato di fumettari che bazzicavano il web e raramente uscivano fuori dal rassicurante pubblico dei propri circoli personali. Già nelle <a href="http://www.coreingrapho.com/pekkessi/">regole al buio che ci eravamo dati</a>, nell&#8217;<a href="http://www.coreingrapho.com/il-fumetto-porca-misera-una-presentazione/">analisi di contesto</a> da cui siamo partiti, c&#8217;era l&#8217;intuizione che ci volesse il buon esempio di una rivista non-rivista &#8211; come in tutti questi mesi abbiamo detto &#8211; in cui gettare il còre oltre il proprio ostacolo sotto forma di blog. Nel bene e nel male. Senza troppe pretese se non un &#8220;ahhhh&#8221; di soddisfazione, un rutto a fine pasto, un vaffanculo liberatorio, un bacio inaspettatamente ricambiato.</p>
<p>Mi è capitato di pensare recentemente a quali fossero gli ingredienti del piccolo miracolo &#8211; quasi costretto dal doverne parlare in pochi minuti in radio. E credo siano fondamentalmente tre, e li scrivo qui per conforto e condivisione, non suoneranno particolarmente nuovi a chi queste pagine frequenta &#8211; e anche perché certe volte è importante, le cose, ripetersele.</p>
<ul>
<li><strong>Il primo ingrediente è il fumetto scrollante</strong>. E&#8217; un formato che, come credo abbiano più volte dimostrato i 25 autori che hanno pubblicato quest&#8217;anno su Coreingrapho, risponde in maniera più elegante (non so perché mi è venuto questo termine ma credo sia quello giusto) a quella che è la modalità ormai standard &#8211; vincente vittoriosa &#8211; di fruizione dei contenuti online. Un formato verticale, che la vigna viene giù come gravo. Responsivo al dito a rotella, all&#8217;occhio che scivola in basso, al pensiero che spizza e implora una fine qualsiasi, laggiù &#8211; tra i pixel di Schroedinger che ancora devono esserci e chissà se ci saranno o meno. La tavola su carta è un punto fermo &#8211; una sospensione di tempo, un respiro trattenuto che aspetta la pagina che gira e che svela un mondo tutto intero, in una sola esplosione visiva. La tavola a scrolling verticale è un segno di interpunzione più fluido &#8211; è una respirata aerobica, una scivolata sul ghiaccio con le suole lisce e la nebbia e il sospiro di sollievo alla discesa che finisce: prospettive ardite, ibridi crossmediali con flash, spazi vuoti, discese negli abissi dei colori e esplosioni di strutture.</li>
<li><strong>Il secondo ingrediente sta dentro i commenti</strong>. Sta nella scientifica consapevole condivisa capacità di Coreingrapho di funzionare come una specie di arena dove i tuoi pari, con la massima onestà intellettuale (è un termine che odio, ma ci sta bene, benissimo), ti dicono quello che pensano della cosa che hai pubblicato. Un luogo in cui, se vogliamo, il meccanismo anonimo e invidioso della <em>peer review</em> accademica diventa schietto, sincero, reciproco e a viso aperto &#8211; quindi sempre più spesso catartico. In tanti anni di blog e di community online, non mi sono mai divertito così tanto come nei commenti di Coreingrapho &#8211; un misto tra una bettola di Fight Club, una balera di provincia con brillantine nei capelli, e un campetto dove Maradona-è-meglio-e-Pelè palleggia un&#8217;arancia come fosse Super Santos.</li>
</ul>
<p>Lo <a href="http://www.coreingrapho.com/pekkessi/">scriveva bene Marco</a>, in una delle poche volte in cui le cose che scrive soppravvivono a qualche mese di tempo (eh eh eh):</p>
<blockquote><p>L’esigenza a cui mi riferisco è di un confronto maturo tra Autori in un’arena comune: sorridere mandandosi a cagare di spalle; rubarsi idee e modi; lasciarsi commenti incazzati perché quella trovata era mia e comunque già lo faceva Segar nel ‘38; prodursi in barocchismi grafici e verbali alla ora te lo faccio vedere io!, mandarsi nascostamente email complici in cui si afferma con equilibrio che solo io e te valiamo qualcosa e gli altri sono una massa di cazzoni scarsi. E ladri. In poche parole: crescere singolarmente e far crescere il web-comic in un laboratorio ricco di agonismo (pro)positivo, ché di club de “Siamo i Meglio e Facciamoci le Carezze” c’è ne sono anche troppi e causano la caduta delle palle. </p></blockquote>
<ul>
<li><strong>Poi c&#8217;è un terzo e ultimo ingrediente ed è il còre</strong>. Sono pronto a giurare e spergiurare che tutti quelli che hanno pubblicato in queste pagine l&#8217;hanno fatto perché, ad un certo punto, gli è venuto un ghigno di quelli belli e immotivati, che non hanno ragioni usuali (i soldi, la fama, ecc.: non sono articoli che trattiamo in queste pagine), un ghigno che dice sbruffone: &#8220;ora glielo faccio vedere io, a quelli lì, come si fa un fumetto&#8221;. Giocoforza, poi,  uscivano fuori i cavalli di battaglia, i dèmoni ridicoli, le buffonerie dolci e tristi che sono sempre dolci e tristi e adorabili se sono vere &#8211; se raccontano di quella volta che volevi e invece no.</li>
</ul>
<p><img src="http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2010/01/3vV0BZYQijgct70ml6NzoCpdo1_500-copia.jpg" alt="" title="" width="430" height="500" class="alignnone size-full wp-image-2105" /><br />
<font size="-2">[Questa vigna recuperata dagli anfratti delle mie cartelle era online qualche giorno prima del fatidico sgravo - la nascita, la nascita ovviamente]</font></p>
<p>Esigenze, nude come bisogni primari: <strong>avere un nuovo gioco grazie al quale giocare insieme</strong>, senza troppe barriere all&#8217;ingresso (una delle critiche più diffuse, ovvero che non c&#8217;era controllo, o addirittura &#8211; orrore! &#8211; editing da parte nostra, e a parte ovviamente i consigli, è invece una delle cose di cui io vado più fiero: l&#8217;editing è sempre stato DOPO la pubblicazione, nei commenti, e non prima, nelle segrete stanze), e <strong>alimentare quel sano agonismo</strong> (perfetto il termine) che nasce solo quando il gioco piace a tutti, nessuno vuole portarsi via il pallone o spegnere i riflettori e alla fine ognuno ha una sua specialità attira-rispetto: che sia la punizione dal limite o il gol da calcio d&#8217;angolo di Massimino &#8220;O Rey&#8221; Palanca, che spesso per il resto della partita passeggiava tranquillo senza voglia di rincorrer la palla (oggi mi vengono solo esempi calcistici).</p>
<h2>Giri di boa, e il traguardo che si vede laggiù</h2>
<p>Spesso i compleanni sono come giri di boa. Servono a tenere il tempo. A capire se, considerate le condizioni atmosferiche e le madonne del vento e l&#8217;acido lattico dei prodieri, la tabella di marcia è ancora quella giusta per arrivare al traguardo in qualche modo. </p>
<p>Oggi, 9 gennaio 2010, la prima boa segna questo: </p>
<ul>
<li>25 autori, che ci siamo incontrati mai per caso ed è stato sempre una piccola meraviglia</li>
<li>105 post, quasi uno ogni tre giorni</li>
<li>3700 commenti, che nemmeno faccio i conti</li>
<li>Un numero imprecisato di pixel in altezza, intorno ai 630 mila (non sarà una cifrà così lontana dalla realtà, quella che otterremmo se qualcuno trova il modo di calcolarla esattamente).</li>
</ul>
<p>Poi, per dire, non abbiamo mai visto i dati degli accessi, le pagine viste, i visitatori: mai fregato nulla, non so nemmeno se abbiamo mai messo un contatore di accessi (credo di sì ma non abbiamo mai sentito l&#8217;esigenza di controllarlo). Mai fregato della mera bruta quantità: nè credo mai nessuno ha chiesto o detto i nudi numeri, ché come noi se ne fregava. </p>
<p>Poi, per dire, c&#8217;è chi ha scritto che siamo (siamo non solo io o Marco o solo gli autori o solo i commentatori: siamo, noi, tutti – se leggi e sei arrivato fin qua lo sei anche tu) il più importante sito di fumetti in Italia. Spesso, nei commenti, le discussioni si sviluppavano intorno alla domanda non detta o sottotraccia se un fumetto fosse più o meno &#8220;Còre-style&#8221;, e ogni volta ne uscivamo con la convinzione che non ci fosse alcuno stile preciso &#8211; che tutto potesse esserlo o non esserlo, che tutto in fondo lo fosse comunque, perché stava qui. Perché stavamo qui.<br />
A parlare, a fare, a scrivere, a leggere del fumetto che ci piace, che sarà. </p>
<p>Questa è la cosa importante. La cosa che proviamo a portarci appresso anche questo anno &#8211; in cui se ce la facciamo apriremo nuovi campi da gioco in cui giocare, poi, insieme. </p>
<p>Intanto, grazie.</p>
<p><img src="http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2010/01/core_intro_page1_2.jpg" alt="core_intro_page1_2" title="core_intro_page1_2" width="695" height="225" class="alignnone size-full wp-image-2118" /><font size="-2">[E io lo ammetto: ho finito di scrivere che è già il 10, gennaio. Ma è tutto calcolato, e l'ho fatto VOLUTAMENTE. E' un modo per pubblicare l'header di scuse del ritardo dello scorso anno, replicarlo quest'anno e avere modo di ringraziare personalmente Marco Dambrosio, cui va la maggior parte dei meriti di Coreingrapho, che ha fatto un lavoro spettacolare su tutto, con lo spirito giusto e dando il giusto esempio. Chi ha avuto a che fare con Coreingrapho sa cosa intendo. Lo scrivo qui solo perchè, anziano com'è, si sarà già abbioccato al secondo comma e se pure non s'è abbioccato di certo non si mette a leggere le didascalie, che considera di certo strumento del dimonio dell'editoria tradicionàl.]</font></p>
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		<title>Coreingrapho s’ammammalucca, ci vediamo a Lucca Comics?</title>
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		<comments>http://www.coreingrapho.com/2009/10/28/coreingrapho-sammammalucca-ci-vediamo-a-lucca-comics/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 23:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coreingrapho</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insight]]></category>

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		<description><![CDATA[Sapete, vero? Mi sa di sì.
Da giovedì 29 ottobre fino al 1 novembre si terrà a Lucca la consueta kermesse (quanto mi piace &#8217;sta parola) dedicata ai Comics &#8211; e da qualche anno anche ai Games: Lucca Comics &#038; Games, appunto.
Una enorme bolla ludico-narratica che invade le mura della città toscana, fumettari d&#8217;antan e giocatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete, vero? Mi sa di sì.<br />
Da giovedì 29 ottobre fino al 1 novembre si terrà a Lucca la consueta kermesse (quanto mi piace &#8217;sta parola) dedicata ai Comics &#8211; e da qualche anno anche ai Games: <a href="http://lucca09.luccacomicsandgames.com/">Lucca Comics &#038; Games</a>, appunto.<br />
Una enorme bolla ludico-narratica che invade le mura della città toscana, fumettari d&#8217;antan e giocatori digitali che camminano sui bastioni, frotte di cosplayer e cavalieri con spadoni di plastica che smettono di pestarsi solo quando va via il sole (non ci son le notturne).<br />
Che stordisce, <em>ammammalucca</em> – appunto.</p>
<p><a href="http://lucca09.luccacomicsandgames.com/"><img src="http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2009/10/manifestolucca.png" alt="" title="" width="230" height="331" class="alignleft size-full wp-image-1904" /></a></p>
<p>A dire il vero, per un po&#8217;, insieme a Marco, abbiamo accarezzato l&#8217;idea di essere a Lucca con uno spazio <em>Coreingrapho</em>. Poi abbiamo lasciato perdere, e non solo per una questione di tempi, pigrizie varie e tendenza fatalista ad organizzare alcunchè (ma che idee, che avevamo!) – perché c&#8217;è sembrato più naturale, quasi inevitabile, che Core si sciogliesse dentro la festa, insieme liberi e reticolari.</p>
<h2>Appuntamenti coreographici a Lucca (aggiungi nei commenti)</h2>
<p>Poi però magari ci fa piacere salutarci e incontrarci &#8211; e allora qui un promemoria aperto degli eventi di Coreographi vari. Nei commenti altri e aggiungo. </p>
<p><strong>GIOVEDI&#8217;</strong></p>
<blockquote><p><strong>Crossmedia = CrossComics: verso un nuovo fumetto?</strong> Ambienti digitali e nuove piattaforme. Scenari dal fumetto del futuro.<br />
<a href="http://lucca09.luccacomicsandgames.com/index.php?id=964">Giovedì 29 Ottobre, 17.30</a>  > Palazzo Ducale<br />
Da Internet al mobile ai videogiochi, una discussione sugli scenari del fumetto in trasformazione, visto dal BelPaese. Modera: Antonio Dini (Il Sole 24 Ore). Intervengono: Gianfranco Cordara (managing editor New Media Disney Publishing). Roberto Recchioni (autore, blogger e videogiocatore). Antonio Sofi (giornalista, editor webmagazine Coreingrapho). Andrea Artusi (autore, responsabile creativo Arte Aumentata).</p></blockquote>
<p><strong>VENERDI&#8217;</strong></p>
<blockquote><p><strong>Aperitivo con gli autori di ANIMAls</strong> n.6 (fresco fresco di stampa con copertina di Mattotti).<br />
<a href="http://animals-theblog.blogspot.com/2009/10/lucca-lucca.html">Venerdì 30 ottobre</a>, 18:00 > Sala Incontri della Camera di Commercio<br />
Presenti: Laura Scarpa e gli autori Paolo Bacilieri, Riccardo Mannelli, Gipi, Filippo Scòzzari, Davide Toffolo, Makkox e Tuono Pettinato, Francesco Cattani, Thomas Campi, Pino Creanza, forse Mattotti e ancora Vanna Vinci (spero) e Lucia Mattioli e Elisabetta Benfatto e Gregory Panaccione e Alberto Pagliaro e Antonio Sofi, Luigi Bernardi e chi arriva arriva&#8230; </p></blockquote>
<p><strong>SABATO</strong></p>
<blockquote><p><strong>La destra e la sinistra: politiche della pagina</strong>. Leggere il fumetto, voltare pagina: strategie narrative della &#8220;pagina da sfogliare&#8221;.<br />
<a href="http://lucca09.luccacomicsandgames.com/index.php?id=964">Sabato 31 Ottobre, 17.30</a>  > Palazzo Ducale<br />
Moderano: Paolo Interdonato e Matteo Stefanelli. Intervengono: Eddie Campbell (autore From Hell, Bacchus), Luca Enoch (autore Lilith), Matt Kindt (autore Super Spy), Mario Gomboli (autore Diabolik e Direttore generale Astorina), Makkox (autore webmagazine Coreingrapho), Davide Reviati (autore Morti di Sonno)</p></blockquote>
<p>Poi Marco presenterà il suo libercolo (calma, calma, mantieni Mucca, non è offensivo), <strong><a href="http://www.coniglioeditore.it/index.php?page=shop.product_details&#038;flypage=flypage.tpl&#038;product_id=320&#038;category_id=41&#038;option=com_virtuemart&#038;Itemid=65&#038;vmcchk=1&#038;Itemid=65">Le [di]visioni imperfette</a></strong>, venerdì alle 15:00 e sabato alle 16:00 allo stand di Coniglio Editore (E34 -35 (di fianco alla porta) al Padiglione Napoleone). Se volete saperne di più (sempre del libercolo) il nostro lo presenta in <a href="http://www.canemucca.com/?p=217">questo post</a>.<br />
Comunque andate pure e senza tema di nulla, Makkox è rinomato per la sua socievolezza estrema, e noto per amare il contatto fisico con i lettori &#8211; per esempio ha una passione per le pacche sulle spalle, i pizzicotti sulle guance, in generale qualsiasi gesto di intimo cameratismo con sconosciuti. Tranquilli.</p>
<p><em>Poi domenica mattina, prima che l&#8217;ardente occhio di Sol emerga dalla palpebra dell&#8217;orizzonte, sarò già in autostrada. libero. liberoooo&#8230; (Da una email privata e non autorizzata del nostro)</em></p>
<p>(ps: quel fedifrago di Flaviano, invece, dice che sta a letto con l&#8217;influenza, ma abbiamo fondati sospetti che sia una scusa per aggregarsi di nascosto al gruppo dei cosplayer giap vestito da Ranma, sua segreta passione)</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CoreingraphoInsight/~4/iKxw0SdDCdg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Coreingrapho vince il premio “Blog con miglior grafica” alla blogfest di Riva del Garda</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CoreingraphoInsight/~3/3Hve6fSdC9o/</link>
		<comments>http://www.coreingrapho.com/2009/10/05/coreingrapho-vince-il-premio-blog-con-miglior-grafica-alla-blgofest-di-riva-del-garda/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 17:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insight]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un paio di anni (e dopo se non sbaglio una pausa lunga almeno altrettanto), è ripartita in grande stile la Blogfest: kermesse (sempre sognato di scriverlo) organizzata come al solito da Gianluca Neri di Macchianera, che si è appena conclusa nella ridente cittadina lacustre di Riva del Garda, dopo un mix di incontri, barcamp [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un paio di anni (e dopo se non sbaglio una pausa lunga almeno altrettanto), è ripartita in grande stile la <a href="http://www.blogfest.it/">Blogfest</a>: kermesse (sempre sognato di scriverlo) organizzata come al solito da Gianluca Neri di <a href="http://www.macchianera.net">Macchianera</a>, che si è appena conclusa nella ridente cittadina lacustre di Riva del Garda, dopo un mix di incontri, barcamp tematici, quel giusto cazzeggio che si confà ad una festa. Più i <a href="http://www.macchianera.net/2009/.../mba-macchianera-blog-awards-2009-2-le-nomination-e-la-votazione-finale/">Macchianera Blog Awards</a>, che premiano i blog in una ventina di categorie: da &#8220;Miglior blog&#8221; in assoluto a &#8220;Miglior blog andato a puttane&#8221;, per capirsi. Lo scorso anno mi era capitato la (a dire il vero piacevole) incombenza di dover salire sul palco a ritirare – per conto di terzi amici e assenti – due Macchianera Blog Awards: il premio per &#8220;Miglior post 2008&#8243; (vinto da Diego Bianchi) e &#8220;Miglior blog a fumetti&#8221; (vinto da Marco Dambrosio, toh!). </p>
<blockquote><p>LEGGI: l&#8217;<a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_ottobre_04/PREMI_OSCAR-BLOG_c0c4e93c-b0f5-11de-b562-00144f02aabc.shtml">articolo del Corriere.it</a> con la lista delle categorie e di tutti i premi vinti
</p></blockquote>
<p><img src="http://www.webgol.it/wp-content/uploads/blogaward_200.jpg" alt="" title="Il Macchianera Blog Award vinto da Coreingrapho (grazie a Susan per l'amorevole custodia)" class="alignnone size-full wp-image-3186" /><br />
<em>Il Macchianera Blog Award vinto da Coreingrapho (grazie a Susan per l&#8217;amorevole custodia)</em></p>
<h2>Miglior grafica va ad un neonato (o quasi)</h2>
<p>Beh, che c&#8217;entra Coreingrapho? Presto detto. Tra i blog candidati, nella categoria &#8220;Blog con miglior grafica&#8221;, insieme a signori blog, c&#8217;era appunto il nostro <a href="http://www.coreingrapho.com/">Coreingrapho</a>. Lo so, avremmo potuto dirlo prima, così avreste potuto votare, ma così c&#8217;è anche più gusto, no? </p>
<p>Peraltro Core è ancora un <em>neonato</em>, dal punto di vista del web: non ha nemmeno compiuto un anno (sembra una vita, sembra molto di più, lo so), e per il primo compleanno proveremo a inventarci qualcosa e fare il punto di una avventura dal mio punto di vista spettacolare e inaspettata: <strong>finora più di 70 tra fumetti scrollanti, long stories, strip e il coinvolgimento di più di 20 straordinari autori</strong> che hanno provato a giocare con il lato narrativo e digitale del fumetto, con storie forti, spesso intime e personali, sempre con il piacere di sperimentare nuove soluzioni grafiche, giocando con i limiti e le potenzialità del fumetto ai tempi di internet (<em>per esempio, appunto, con tavole che non ricalcano la pagina cartacea ma scrollano verso il basso allo scrollar di rotellina di mouse &#8211; lo dico per chi magari venisse qui incuriosito dal premio, per la prima volta</em>). </p>
<h2>La grafica, i grazie e i segnali deboli</h2>
<p>Sono quindi contento del premio, che nel merito va per il 99,9% a <strong>Marco Dambrosio</strong> (prego un applauso, se vi alzate in piedi è la volta buona che si commuove). Marco ha pensato e disegnato la struttura grafica del sito: per esempio con le antiquate, ma forse per questo efficaci, <em>ancorelle</em> che tutto tengono in home (una proposta di sottotitolo alternativo, per molto tempo, è stato qualcosa del genere &#8220;<em>La home page più pesante del mondo. Se vuoi pagine leggere vattene pure su Twitter</em>&#8220;) (e poi, a dirla tutta, fosse stato per me, la grafica del sito sarebbe cambiata almeno 10 volte) (e temo che questo premio darà ancora meno forza alle mie smanie di rinnovamento). </p>
<p>Sono quindi contento del premio e lo leggo (un po&#8217; forzando, come sono tutte le letture dei segni più o meno deboli che ci trapassano la vita e il cor) anche come un segno della bontà del progetto complessivo: e in questo senso va a tutti quelli che hanno avuto voglia di partecipare in questi mesi con fumetti, testi, sceneggiature, commenti, pacche sulle spalle, consigli e critiche (non so nemmeno quante migliaia di commenti abbiamo nel database). E ovviamente a chi ha avuto il buon cuore di votare. <strong>Il mio (il nostro) grazie va a loro. :)</strong></p>
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		<item>
		<title>La non-rivista esfoliata e anacastica. Il listone dei mesi fumetti e sfumati.</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 10:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insight]]></category>

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		<description><![CDATA[Che vuoi che sia, il tempo che passa. Qualche mese, pfui. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Che vuoi che sia, il tempo che passa. Qualche mese, pfui. Una particola di pelle esfoliata dal corpo massiccio della Storia). (Peraltro proprio oggi, in attesa ai bordi di una strada polverosa dominata da un branco di cani bicolore, proprio oggi, dicevo, ho scoperto che continuamente <em>esfoliamo</em>, se così si dice – che perdiamo nolenti pezzi di pelle, bit di derma che scivolano giù in file ordinate come i codici di Matrix, ondeggiando solo un po’ per il vento caldo al contrario di quelli. Ho scoperto proprio oggi insomma che produciamo una pioggia soffiona di pelle umana che ovunque s’interstizia: negli angoli più impervi della casa, nelle cose suppellette, nel nero sprofondo dei tappeti vucumprà). (L’immagine della pioggia non è mia, a dire il vero, ma di un venditore di aspiratore tipo-Folletto “ma meglio di Folletto signò” durante una appassionata presentazione &#8211; così mi dicevano ai bordi di quella strada). (Ah, costava quattromila e seicento euro, l&#8217;aspiratore-meglio-di-folletto, la particolarità è che ti toglie da casa pure l&#8217;ombra dell&#8217;esfoliazione. Te la *deumanizza*, la casa, questo aspiratore. Se la vedi così, la questione, il prezzo ci sta).</p>
<p><img src="http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2009/08/ombre_sole.jpg" alt="" title="" width="690" height="260" class="alignnone size-full wp-image-1787" /><br />
<span>Due mari/tempi. Tirrenia 2004 e le ombre che c&#8217;erano, e il Maestro nella sua terra natia.</span></p>
<p>Core è vivo, anche se respira a fatica per il caldo. Una non-rivista che esfolia mentre respira, mentre fa altro, mentre viaggia o si riposa. Esfolia senza pagine sfogliare, ancora abbarbicato tenacemente ad una idea digitale di fumetto. Esfolia scrollante, come le storie che scendono giù &#8211; alcuni dritti e sparati come gravi leggeri nel vuoto pneumatico, altri planando con ali aperte, timorosi di toccar terra e fodersi nell&#8217;indistinto terroso che a terra c&#8217;è. Core spela, scoria di storie, particola d&#8217;idee &#8211; quello che avanza quando raschi la pelle, se cerchi il sangue che scorre di sotto, quel sangue pompato dal centro alle periferie. Quello che avanza e che serve se devi cambiare identità, essere chi non sei o chi sei veramente, per andar lassù come in &#8220;Gattaca&#8221;. Un giorno scopriranno che anche il cervello <em>esfolia</em>, si deneurona microscopico mentre rovella, scende giù come pioggia finissima il pensiero &#8211; e noi sarem laggiù con bacinella.</p>
<h2>Rimetti tutto a posto</h2>
<p>Devo riepilogare, ogni ennesimo inizio dev’essere con tavola linda. E&#8217; una fissazione lo so. Mi sono convinto che le cose tirino fuori la capoccella solo se vedono un territorio vergine dentro cui allignare da padroni assoluti. Se non è coatta (nei due sensi del termine) è un pendolo la vita: che oscilla tra incasinamento e anacastìa &#8211; quest&#8217;ultima è l&#8217;ossessione per la pulizia e l&#8217;ordine da cui far nascere il fiore del disordine fino alle sue estreme conseguenze di necessità anacastica e così via &#8211; in una sorta di circolo vizioso e insieme virtuoso, di moto perpetuo. </p>
<p>In questi mesi c’è stata la buona idea di <a href="http://www.coreingrapho.com/author/manlio3/">Manlio</a>, il viaggio tripartito, malmostoso come il grecale, all’ingiù, all’indietro di <a href="http://www.coreingrapho.com/author/giovanni-ballati">Giovanni Ballati</a>, c&#8217;è stato il <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/05/03/sangue-e-sudore-giorno-1/">sudore maestrino e calciante</a> (con la <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/05/09/ss-reaction-1/">risposta</a> di Cotus e Leon), quindi la <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/05/19/la-resa-sdoa/">resa più o meno incondizionata</a> e l’<a href="http://www.coreingrapho.com/2009/07/03/come-vuoto/">horror vacui</a> finale di Flaviano: una specie di metaracconto che è passato sopra i fumetti come elicottero sbilenco. Poi c&#8217;è stata la <a href="http://www.coreingrapho.com/author/luis-escorial-e-rael/">prima parte partigiana</a> di Escorial e Rael, il <a href="http://www.coreingrapho.com/author/estebans/">pappagallo di Estebans</a> (che arriverà per sottrazione a disegnare un foglio bianco e ricevere applausi surreal-scroscianti), e i <a href="http://www.coreingrapho.com/tag/mondo">mondi migliori</a> e claustrofobici di Ned. La definita infinita (non-finita?) <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/06/13/fotoricordo-12/">foto ricordo</a> di Makkok che troppe ne tiene a zio insieme ad un <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/05/14/dio-p/">dio onomatopeico e terribile</a>, che non vuole non vuole uscire da lì da dentro da lì e ad una <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/05/10/robe-di-scrivere-senza-stanchezza/">voluta voluta di fumo fumettaro</a>, con una serie di riferimenti e rimandi che rimanda all’anacastia di cui sopra (da leggere in parte al posto di questa lunghissima lista). Poi ci sono stati i nostri miglior amici, altro che e oltre Facebook, <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/06/07/bfom-best-friend-of-mine-barbara/">Barbara</a> e <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/05/28/bfom-best-friend-of-mine-luca/">Luca</a> di Emanuelesi e Rael. La <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/06/04/la-morte-si-mangia/">morte moleskina e che si mangia</a> di Laura Scarpa, <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/05/20/mespresso/">l’acqua scura e callosa</a> di Lobo, e il destino corvaccio delle new entry <a href="http://www.coreingrapho.com/author/fontana-e-santucci/">Fontana e Santucci</a>. C’è infine chi c’ha l’<a href="http://www.coreingrapho.com/2009/05/06/lappartamento/">appartamento</a>, come emanuelesi e smeriglia e chi è senza casa, <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/05/03/homeless/">homeless</a>, come Luis Escorial. Molte di queste storie sono anche in inglisc, coma al solito: si possono ritrovare con il <a href="http://www.coreingrapho.com/tag/english/">tag apposito</a>.</p>
<h2>Dopo l&#8217;estate</h2>
<p>A settembre, il vero inizio dell&#8217;anno, alcune novità (forse). Intanto, buona fine d&#8217;agosto &#8211; qualsiasi cosa stiate facendo.</p>
<h2>Inutilissimo</h2>
<p>Se poi sei uno che disegnare sa e vuole giocare con noi, lascia perdere ordine e disordine, è roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: <a href="mailto:info@coreingrapho.com">info@coreingrapho.com</a></p>
<li>LEGGI: tutti <a href="http://www.coreingrapho.com/category/insight/">gli altri insight</a>, per vedere l&#8217;evoluzione coreographica</li>
</ul>
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		<item>
		<title>La rivista che vagola e svongola. Nuovo coreographo (Ned) e il contest sorridente</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 14:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insight]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una rivista, la nostra, che, nonostante il tempo che passa, non rinuncia ad usare sempre lo stesso attacco definitorio: &#8220;è una rivista che&#8221;. Che definisce e insieme afferma il suo contrario e spariglia: non è una rivista, e scemo chi legge e ci crede. E&#8217; (sempre più è) una rivista-miraggio, sfocata nei fumi terragni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una rivista, la nostra, che, nonostante il tempo che passa, non rinuncia ad usare sempre lo stesso attacco definitorio: &#8220;è una rivista che&#8221;. Che definisce e insieme afferma il suo contrario e spariglia: <strong>non è una rivista, e scemo chi legge e ci crede</strong>. E&#8217; (sempre più è) una rivista-miraggio, sfocata nei fumi terragni del sole sull&#8217;asfalto cittadino, sulla terra arsa che ancora non c&#8217;è, sui fumetti che volano incomprensibili o scendono negli abissi dei sogni. E&#8217; una rivista che non è come tu-mi-vuoi: <em>customizzabile</em> come ormai qualsiasi utilitaria, come sul web sempre più si pretende tutto sia &#8211; a propria immagine (rifatta) e somiglianza (photoshoppata). </p>
<p>E&#8217; una rivista resistente – ma non nelle forme cadenti di ritorni evitabili e senza senso, tenuti in piedi solo dallo sputo dell&#8217;affetto che fu (sì sto parlando di Frigidaire, ridotto a 4 pagine poverelle allegate a Liberazione). E&#8217; una rivista che prova a mitridatizzarsi alle stronzate altrui provando a produrne di più eclatanti, formidabili, inverosimili. Di tutto e su tutto, senza limiti di trama o stitichezze di tratto, giochi di moda o strizzate d&#8217;occhio. A patto che – come al solito – ci sia un nucleo sorridente, <strong>un led luminoso che lampeggia sotto le macerie vestite a nuovo</strong> del solito-fumetto-fighetto. E&#8217; una rivista che ancora è come la mente umana: sfruttata per un infinitesimo, che molto è ciò che pulsa non visto e (non ancora) disegnato.</p>
<p><img src="http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2009/04/thinkingofyou.jpg" alt="" title="" width="690" height="276" class="alignnone size-full wp-image-1370" /><br />
<span>Thinking of you. Spalla televisiva clonata + ristorante perugino, 2009</span></p>
<h2>Nuovo coreographo: Ned</h2>
<p>Mi scrive Mak tutto preoccupato, che stava tanto bene e sereno ora che non scrivevo da un mese: «<em>Va a ruota libera fottendotene anche di riepilogare (per forza) e tirar le fila. Davvero lasciati andare: vagola e svongola</em>». Lasciati andare, mi dice. Vagola e svongola – manco fossi una spaghettata. L&#8217;unica cosa che capisco è che non devo riepilogare o tirar le fila: e magicamente mi vien voglia di riepilogare anche le fila del vicino di casa. Ed ecco, quindi. </p>
<p>In un mese dall&#8217;<a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/25/la-rivista-che-non-ha-tempo-ma-thread-nuovo-coreographo-cius-e-quattro-nuove-tavole/">ultimo insight</a> abbiamo avuto <strong>16</strong> (sedici) tavole di <strong>9</strong> (nove) autori diversi, per un totale di <strong>67.000</strong> (sessantasettemila) pixel in altezza e <strong>3.599.890.000</strong> (tre miliardi e spicci) di pixel disegnati, e circa <strong>800</strong> commenti sparsi. Alcuni numeri sono inventati, ma voglio proprio vedere come mi smentite. Tra queste riepiloganti fila, anche un debutto, che qui traccio a futura memoria o scorno e come di prammatica: <strong><a href="http://www.coreingrapho.com/author/ned/">Ned</a></strong>, che ha una matita che può esse piuma e può esse fero, e che si è preso in carica una vera e propria strip, che sta crescendo di vigna in vigna &#8211; dottor X permettendo (leggi tutte le tavole di <a href="http://www.coreingrapho.com/tag/mondo">Un mondo migliore</a>). </p>
<h2>Il contest fumettaro</h2>
<p>Il mese scorso abbiamo anche sperimentato con successo un <em>contest sorridente</em> (il termine contest non ci piace: ma il sorridente accanto dovrebbe ammorbidirne l&#8217;eventuale residua <em>nuance</em> competitiva): quello delle <a href="http://www.coreingrapho.com/tag/ciabatte/">ciabatte</a>. Venuto fuori con naturalezza bimba, quando dal semplice stare insieme spuntava la proposta di un gioco, e per un po&#8217; tutto ferveva di preparativi ed esibizioni. Tutto nato dalla splendida storia di Laura Scarpa intitolata &#8220;<a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/22/parlero-delle-mie-ciabatte/">Parlerò delle mie ciabatte</a>&#8221; – e a sua volta stuzzicata da una provocazione scozzariana e svongolante (c&#8217;è tutto scritto nella <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/22/parlero-delle-mie-ciabatte/">presentazione della tavola</a>). Stimolato dall&#8217;esibizione tana-per-tutti, Flaviano – che di suo, si sa, è sborone assai – si mette di buzzo buono e sforna <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/26/parlero-dei-miei-sandali/">una storia scrollona</a> che parla dello stesso argomento: di scarpe, e affini accessori plantari. Una storia di quelle che provocano subitanea invidia a Marco, il quale, nutrito dall&#8217;invidia di cotanti frizzi, disegna a sua volta <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/27/parlero-dei-calzi-miei/">la storia dei suoi calzi</a> che tanti &#8220;balduccini&#8221; sparsi nel mondo commosse che addirittura emanuelesi e rael chattarono intercontinentali per scriver di <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/31/bfom-best-friend-of-mine-lidia/">stivali e mignotte con la fiat</a> che Lobo tra le lacrime produsse la <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/04/03/ogni-scarpa/">storia sua saltellante</a> – che al mercato la mamma comprò. Tutta questa fiera a fumetti, questo gioco sorridente, la ritrovate con il tag <a href="http://www.coreingrapho.com/tag/ciabatte/">CIABATTE</a>.</p>
<p>Stiamo pensando di farne un&#8217;altro, di contest – estendendola anche ad altri fumettari in giro per il web. </p>
<p><strong>Proposte di tema nei commenti!</strong><br />
<em>(più è scema più ha chance di essere scelta, temo)</em></p>
<h2>Inutilissimo</h2>
<p>Se poi sei uno che a palla avvelenata e sorridente ci sa già giocare la mail è sempre la stessa, ed è – altro che ciabatte! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: <a href="mailto:info@coreingrapho.com">info@coreingrapho.com</a></p>
<li>LEGGI: tutti <a href="http://www.coreingrapho.com/category/insight/">gli altri insight</a>, per vedere l&#8217;evoluzione coreographica</li>
</ul>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CoreingraphoInsight/~4/LHaZjZoZJ_0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Una rivista strabica, un occhio che guarda altrove. Il punto di Jd sulla traduzione</title>
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		<comments>http://www.coreingrapho.com/2009/04/04/una-rivista-strabica-un-occhio-che-guarda-altrove-il-punto-di-jd-sulla-traduzione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 09:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insight]]></category>

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		<description><![CDATA[Ospito tra gli insight &#8211; in attesa di tirar le podofile fila della collana di storie sulle scarpe e affini &#8211; un intervento del nostro Jd, esimio anonimo e misterioso traduttore delle strip e delle tavole dall&#8217;italiano all&#8217;inglese e viceversa. 
Siamo una rivista strabica. Con un occhio che manda affanculo l&#8217;altro? No, siete i soliti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ospito tra gli <a href="http://www.coreingrapho.com/category/insight/">insight</a> &#8211; in attesa di tirar le podofile fila della collana di storie sulle <a href="http://www.coreingrapho.com/tag/ciabatte/">scarpe e affini</a> &#8211; un intervento del nostro Jd, esimio anonimo e misterioso traduttore delle strip e delle tavole dall&#8217;italiano all&#8217;inglese e viceversa. </em></p>
<p><em>Siamo una rivista strabica. Con un occhio che manda affanculo l&#8217;altro? No, siete i soliti siete. Siamo una rivista-non rivista (ovvero poco editata) che prova a parlare anche a chi non parla italiano &#8211; mossi dalla constatazione che manchino luoghi e strumenti di <em>bridging</em>, di ponte, tra culture e tra comunità linguistiche. E se molti sono i canali che portano la cultura anglosassone dalle nostre parti, pochi quelli che fanno la direzione inversa. Per leggere le tavole tradotte c&#8217;è un tag che le raccoglie: <a href="http://www.coreingrapho.com/tag/english">english</a>. Un bravo a Jd e al suo staff di traduttori, e a lui la parola. as</em></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1212" src="http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2009/04/fichidombre.jpg" alt="" width="690" height="259" /><br />
Fichi d&#8217;ombra. Spiagge di Calabria e Romagna. Estate 2007</p>
<h2>Now it’s time to all in all for JD, too.</h2>
<p>Quite a lot of translated strips: many more on working.<br />
The set target – having a translated strip for every Core’s author – is slowly being met.<br />
A target joined with another one, maybe – let’s venture, this <em>maybe</em> – more important: to make Core accessible abroad.<br />
Choosing English, at the expense of other languages which, like French, could have opened us new sceneries on what, according to everyone, is comics writers’ Eldorado, has mainly been dictated on the fact that only we (Italians) live of <em>macaroni mo’ te magno and noio vulavàn savuar</em>*. [<em>macaroni, now i'll eat you</em> and <em>we would know</em>. never mind.]<br />
We Italians have, as a second language, dialect and a deep feel of communication, in every way and by all means.<br />
Abroad, in every foreign country,English is eaten with homogenized.<br />
So English was mandatory to reach the Andes from the Apennines. A pleasant obligation, on the square.<br />
It’s possible that Comics are, maybe, the best mean. To a foreigner, asking direction to reach a street, we draw a quick sketch of little streets and arrows. A nice “X” to indicate <em>yu hier</em>.<br />
Language barriers get hammered by a chop-chop drawn piece of paper.<br />
By the way, we communicate also with a picked up pen.<br />
<span id="more-1196"></span></p>
<p>Reaching an upper level, comics gets story, narration.Text melts and turns itself into a drawing, with his own style: the personal font, the scanned pen scribble, the different position of phrases set to suggest, show, tell who&#8217;s speaking and when. We go from street maps to dialogue, to contact, to give and take.  Give something to read, take something to read.</p>
<p>There’ve been stumbles. Misspell to be signed by a red pen cut into the skin. There’ve been whole nights in front of a pc with that damned <em>Wow</em> dictionary as a little table for beer and cigarettes. There’ve been semantic quarrels and explanations. And there will be more. The little dream of having English things to be translated into Italian and not only vice versa is slowly coming true.<br />
<a href="http://www.coreingrapho.com/author/luis-escorial/">Luis</a> is the pacesetter. We hope that not-italian conceived comics will follow his. Also French.</p>
<p>Before closing, a little request.<br />
If you read some foreign comics writers, point them out to <strong>jd@coreingrapho.com</strong></p>
<p>At last, a little Core-celebration.</p>
<p>We should thank readers, first, but for once we let commenters pass in front. They participate, empathize, live published strips, one by one.<br />
We give thanks to authors for their commitment. For their sweat, their effort, their wish of getting in the game.<br />
We see, on Core, a styles’ work-in-progress, fine-tuning, experimentation, proposals. Both in spite of the most elementary Bonelli’s boards and towards given pieces of advice and suggestions, shifting sometimes uncalled, more often necessary opinions. A pure author, who lives self-feeding with his value, doesn’t exist.<br />
Likewise, the reader-commenter, who forces his tout-court point of view, doesn’t make sense.<br />
We see on Core a melting pot of voices going to a “<em>I’ve read you</em>” at the end.</p>
<p>Thanks to Antonio Sofi for his support.<br />
Antonio and his quotes, Antonio and his easy in the eyes, every time. Antonio, if you didn’t exist we’d have to go to create you.</p>
<p>Thanks to Flaviano and his glow, his<em> in</em>-Temperance, his strictness and his cynic, liberating infectious good times.</p>
<p>Then, Mak. For his trust. Mak through words, dreams, sharings. For his being on hand, his urging on and his patience.<br />
Mak, the tumbling one who understands everyone and never loses any words, absorbing the whole, never getting you unheard.</p>
<p>We’re a Squadra Fortissimi<br />
[<em>extra-strong team</em>: it’s a popular italian song. Never mind.]</p>
<h2>È tempo anche per Jd di tirare le somme.</h2>
<p>Un bel po’ di strip tradotte: molte di più in lavorazione.<br />
L’obiettivo prefisso di avere una strip tradotta per ciascun autore presente su Core pian piano viene raggiunto.<br />
Un obiettivo contestuale a un altro, forse –azzardiamolo, questo <em>forse</em>- più importante: poter rendere accessibile Core oltreconfine.<br />
La scelta della lingua inglese, a scapito di altre che, come il francese, avrebbero potuto aprirci scenari su quella che a detta di tutti è l’Eldorado del fumettista, è stata dettata soprattutto dal fatto che solo noi viviamo di <em>macaroni mo’ te magno</em> e <em>noio vulavàn savua</em>r.<br />
Noi italiani, come seconda lingua, abbiamo il dialetto e tanta voglia di comunicare, in qualunque modo e con ogni mezzo.<br />
All’estero, qualunque estero, l’inglese viene mangiato assieme agli omogeneizzati.<br />
Quindi l’inglese è stato obbligatorio per raggiungere le Ande dagli Appennini. Un obbligo piacevole, a dir la verità.<br />
È possibile che il fumetto sia forse il mezzo migliore. A uno straniero che chiede indicazioni per raggiungere una via facciamo uno schizzo veloce di stradine e freccette. Una bella “X” a indicare <em>you quy</em>. Le barriere della comunicazione vengono stracciate da un foglietto disegnato in fretta.<br />
Con una penna raccattata comunichiamo, comunque.</p>
<p>Salendo di livello, il fumetto si fa storia, narrazione. Il testo si amalgama e diventa esso stesso disegno, con il suo stile: il font personalizzato, lo scarabocchio a penna passato sotto lo scanner, le diverse posizioni delle frasi a suggerire, mostrare, dire chi parla e quando. Dalla piantina stradale passiamo al dialogo, all’interazione, al dare e avere.<br />
Dare da leggere, avere da leggere.</p>
<p>Ci sono stati inciampi. Errori grammaticali da penna rossa incisa sulla pelle. Ci sono state nottate davanti al pc con quel maledetto dizionario Wow a fare da tavolino per la birra e le sigarette. Ci sono state lotte semantiche e spiegazioni. E ce ne saranno ancora. Il piccolo sogno di avere inglese da tradurre in italiano e non solo viceversa pian piano si avvera.<br />
<a href="http://www.coreingrapho.com/author/luis-escorial/">Luis</a> è il capostipite, l’apripista. A lui, si spera, seguiranno a ruota comics di concezione non italiana.</p>
<p>Prima di concludere, una piccola richiesta.<br />
Se avete qualche fumettaro straniero che seguite, segnalatelo a jd@coreingrapho.com .</p>
<p>Infine, un po’ di Corecelebrazione.</p>
<p>Per primi andrebbero ringraziati i lettori, ma per una volta facciamo passare davanti i commentatori. Che partecipano, si immedesimano, vivono le strip pubblicate, una a una.</p>
<p>Gli autori vanno ringraziati per l’impegno messo. Per il sudore, lo sforzo, la voglia di mettersi in gioco. Si assiste, su Core, al work-in-progress di stili, correzione di tiro, sperimentazione, proposte. Sia in barba alle più elementari tavole bonelliane sia verso i consigli e i suggerimenti dati, scansando opinioni a volte superflue e più spesso necessarie. Non esiste l’autore puro, che vive autoalimentandosi del proprio valore. Come non ha senso d’esistere il lettore-commentatore che impone la sua visuale tout-cort.<br />
Su Core assistiamo a un amalgama di voci che si fondono alla fin fine in “<em>ti ho letto</em>”.</p>
<p>Grazie ad Antonio Sofi per il suo appoggio. Antonio e le sue citazioni, Antonio e il suo veder bello sempre. Antonio, se non ci fossi ti si dovrebbe inventare.</p>
<p>A Flaviano, alla sua freschezza, la sua <em>in</em>-Temperanza, il suo rigore e la sua allegria cinica contagiosa e liberatoria.</p>
<p>Poi, a Mak, per la fiducia. Mak per le parole, i sogni, le condivisioni. Per l’appoggio e l’incitamento e la pazienza. Mak che segue rotolando ognuno senza mai perdersi una parola, assimilando tutto, senza mai farti sentire inascoltato.</p>
<p>Infine, alla Joy Division. Siamo una Squadra Fortissimi.</p>
<p><span>* Cfr. Totò, Peppino e la Malafemmina, diretto da Camillo Mastrocinque, con Totò e Peppino de Filippo, 1956</span></p>
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			<wfw:commentRss>http://www.coreingrapho.com/2009/04/04/una-rivista-strabica-un-occhio-che-guarda-altrove-il-punto-di-jd-sulla-traduzione/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>La rivista che non ha tempo ma thread. Nuovo coreographo: Cius e quattro nuove tavole</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 23:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insight]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una rivista che non ha tempo, la nostra: che certe volte corre veloce. Che divora la pianura, come una locomotiva quasi-cosa-viva. Che, come tutto ciò che va veloce, richiede spazio (pensa alle autostrade). Che, come tutto ciò che richiede spazio, pretende continuo controllo e divora attenzione come la locomotiva la pianura – e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una rivista che non ha tempo, la nostra: che certe volte corre veloce. Che divora la pianura, come una locomotiva quasi-cosa-viva. Che, come tutto ciò che va veloce, richiede spazio (pensa alle autostrade). Che, come tutto ciò che richiede spazio, pretende continuo controllo e divora attenzione come la locomotiva la pianura – e si chiude il cerchio. E&#8217; una rivista, la nostra, però, poi, per sommo paradosso, che, proprio perché non ha tempo, certe volte se la prende comoda, ed è sommamente oziosa – nei mille significati di questa dolcissima parola. Che protegge la lentezza come un dono raro di chi legge. Che sa che certe storie si capiscono davvero solo se gli dedichi un po&#8217; di quell&#8217;attenzione divorata. Che costretta a scegliere tra «<em>una dimensione temporale iperattiva, stracolma e accelerata e una invece tranquilla, cumulativa e organica</em>*» sceglie di fare prima una e poi l&#8217;altra. A <em>turno</em>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1100" src="http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2009/03/maestrodanzante.jpg" alt="" width="690" height="259" /><br />
<span>Makkox danzante. Il Maestro alla luce artificiale + festa danzante a Gressoney, 2008</span></p>
<h2>Nuovi coreographi: Cius più quattro tavole nuove</h2>
<p>La scorsa settimana è stato il turno di una accelerata, una frullata di autori, una macedonia di stili, un florilegio di tavole diverse. Innanzitutto il momento di un nuovo compagno di viaggio: <a href="http://www.quiff.it/">Cius</a>, che abbandona le sue strip colorate dentro per una <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/20/io-sono-un-infelice/">storia infelice</a> (nel senso del tema) e sottile e spelacchiato, un bianco e nero vaporoso come i pensieri non detti. Coreingrapho nasce anche (se non soprattutto) per stuzzicare corde nascoste, brividi mai prima solleticati. Storie mai scritte prima. Storie come <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/16/hero/">Hero</a>, la seconda di <strong>Luis Escorial</strong>, una storia di supereroi rivoltata come un calzino. Storie come quella di <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/17/bfom-best-friend-of-mine-mattia/">Mattia</a>, la terza della serie &#8220;BFOM (Best Friend Of Mine)&#8221;, di <strong>Emanuele Simonelli e Barbara Delfino</strong>, in cui si parla di treni e di donne e di chat, e di una storia che si costruisce – ed è d&#8217;amore e di scrittura. Storie come <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/18/illuminazioni/">Illuminazioni</a> di Manlio, fin dentro le viscere degli istinti e dei propri talenti, che spesso si vedono in controluce come tracce di matita non cancellata e come il capolavoro sinestetico di <strong>Estebans</strong>, <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/18/la-solitudine-olfattiva-del-cambusiere/">La Solitudine Olfattiva del Cambusiere</a>, dove, nell&#8217;assoluta mancanza di testo, realtà e fantasia si danno il cambio attraverso l’odore – vero attore nascosto, convitato di pietra e matita della storia. E infine come la storia di <strong>Laura Scarpa</strong>, che nomen omen, stuzzicata da Makkox su un tema impossibile, si esibisce in un ennesimo magistrale passo di danza coi pennelli, la storia delle <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/22/parlero-delle-mie-ciabatte/">sue ciabatte</a> dentro una Venezia che ha la grana dei ricordi, è umida e pungente come i baci dati pensando altrove.</p>
<h2>La bellezza cui tutto converge, dimentica del passato</h2>
<p>Se c&#8217;è una cosa che mi piace molto, dei commenti su Coreingrapho, è che, più o meno ad ogni nuovo fumetto, c&#8217;è qualcuno che scrive: &#8220;è la cosa più bella che ho letto finora&#8221;. Mi piace perché lo penso spesso anche io: la bellezza non ha memoria, si nutre di un eterno presente – in cui nel bello innamorato tutto converge, senza tempo e spazio per nient&#8217;altro. Nient&#8217;altro.</p>
<h2>Thread e commenti</h2>
<p>I commenti. Ne scriviamo spesso. I commenti sono il punto forte di Coreingrapho – dopo le tavole ovviamente. Sono vasche di piranha per benefici dissanguamenti d&#8217;ego autoriale, palestra di allenamento retorico e analisi a posteriori, tavola rotonda per confronti, puntigli, dettagli – ché chi legge vede sempre cose diverse.</p>
<p>Abbiamo provato a sperimentare una piccola innovazione, proprio nei commenti.<br />
E&#8217; un marchingegno che scompagina i commenti standard cui siamo ormai abituati (lineari, precisi, in ordinata anglosassone fila). Permettendo di rispondere ad ogni singolo commento – come in un forum. Un piccolo ritorno al passato. O meglio: una &#8220;<em>rimediazione</em>&#8221; di due tecnologie di conversazione. Soprattutto in considerazione del fatto che la lista ordinata, dopo un certo numero di commenti, non gestisce più al meglio quelle conversazioni accessorie o complementari che sviluppano discussioni più o meno off topic rispetto al fumetto lì sopra. Conversazioni che sono difficili da seguire per chi ci entra in ritardo (magari quando ci sono già 140 commenti). Ma sono difficili anche da alimentare, che infatti chi vi partecipa è costretto ad usare escamotage tipo @ciccio oppure @commento23.</p>
<p>E&#8217; una prova, vediamo se questo sistema organizza meglio questo doppio flusso: quello on topic e quello off topic, <strong>entrambi sotto lo stesso ombrello del fertile fumetto</strong>. Si provano piccole innovazioni, e, come al solito, se non funziona, si toglie.</p>
<h2>Tempo</h2>
<p>Se poi sei uno che ha una qualche idea di che voglia dire fumetto la mail è sempre la stessa, ed è – altro che tempo che manca! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: <a href="mailto:info@coreingrapho.com">info@coreingrapho.com</a></p>
<p><span>*Thomas Hylland Eriksen, Tempo tiranno, Elèuthera, 2003</span></p>
<ul>
<li>LEGGI: tutti <a href="http://www.coreingrapho.com/category/insight/">gli altri insight</a>, per vedere l&#8217;evoluzione coreographica</li>
</ul>
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		<item>
		<title>La rivista fuzzy che si fa comunità. Nuovi coreographi: Laura Scarpa e Estebans</title>
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		<comments>http://www.coreingrapho.com/2009/03/16/la-rivista-fuzzy-che-si-fa-comunita-nuovi-coreographi-laura-scarpa-e-estebans/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 15:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insight]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una rivista molto fuzzy, la nostra: lanuginosa, polisemica, chiaroscura. Che non ha in tasca una verità dicotomica, bivalente: bianco o nero, testa o croce, tutto o niente. Sappiamo bene che le cose cambiano. Che tutto è una questione di misura. Che quasi tutte le verità sono grigie, parziali, funzionali, sfumate. 
«Tutt&#8217;intorno a noi le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una rivista molto <em>fuzzy</em>, la nostra: lanuginosa, polisemica, chiaroscura. Che non ha in tasca una verità dicotomica, bivalente: bianco o nero, testa o croce, tutto o niente. Sappiamo bene che le cose cambiano. Che tutto è una questione di misura. Che quasi tutte le verità sono grigie, parziali, funzionali, sfumate. </p>
<blockquote><p>«<em>Tutt&#8217;intorno a noi le cose mutano la loro identità. Gli atomi che costituiscono l&#8217;universo turbinano e collidono e continuano a turbinare e a collidere.  [...] Le cose trapassano fluidamente in cose che sono non-cose rispetto a prima. Gli atomi delle punte delle nostre dita si avvolgono agli atomi dell&#8217;aria. Ci sono atomi di dita e atomi di non-dita; ma ci sono anche atomi intermedi, vale a dire atomi che appartengono in certa misura sia alle dita che all&#8217;aria e allo stesso tempo né alle une né alle altre. Una rosa è una rosa che è una non-rosa quando le molecole cambiano. [...] Su tutte queste cose possiamo anche apporre etichette precise, bianche o nere. Ma le etichette si tramutano da accurate in imprecise a mano a mano che le cose cambiano</em>*». </p></blockquote>
<p>Che c&#8217;è sempre uno spettro infinito di possibilità nelle scelte di còre – invece che solo due. E che alla richiesta di rispondere solo sì o no, l&#8217;unica risposta veramente saggia è <em>fanculo</em>.</p>
<p><img src="http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2009/03/taxicompleanno.jpg" alt="" title="" width="690" height="263" class="alignnone size-full wp-image-983" /><br />
<font size="-2">Rosso-rabbia velocissimo. Taxi a New York + Compleanno a Pontassieve, 2008</font></p>
<h2>Nuovi coreographi: Laura Scarpa e Estebans</h2>
<p>La scorsa settimana è stato il momento di due nuovi compagni di viaggio, che portano a 13 il numero totale dei coreographi che ci hanno finora raggiunto in questa impresa (tra disegnatori e scribacchini). La prima è <strong>Laura Scarpa</strong>, un fuoriclasse del fumetto davanti e dietro il foglio bianco che non credo abbia bisogno di presentazioni. E che dopo il seguitissimo tumblr <a href="http://caffeacolazione.tumblr.com/">Caffe a Colazione</a> ha &#8220;esordito&#8221; su web con un <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/04/compito-ingrapho/">compito ingrapho</a> che arriva dentro le viscere con la violenza gentile dei pensieri bombi e svolazzi, quelli intimi profondissimi e insieme così sinceri da riuscire a volare a dispetto di ogni legge della narrativa. Una prova superba, che ha reso istantaneamente carta straccia molte tavole in produzione di altri artisti – (cor)rosi dall&#8217;ammirazione. E poi c&#8217;è stato <strong><a href="http://estebans.blogspot.com/">Estebans</a></strong>, che ha approfittato a man bassa della dispensa esordienti con <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/05/matassa/">una storiella</a> giocosa di bar – e che un bel dibattito ha scatenato nei suoi e in altrui commenti. </p>
<p>Ha completato la settimana la <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/05/bfom-best-friend-of-mine-roberto/">seconda puntata</a> di BFOM (<a href="http://www.coreingrapho.com/tag/BFOM/">Best Friend Of Mine</a>), la serie multisemantica di <a href="http://www.coreingrapho.com/author/emanuelesi-e-rael/">Emanuele Simonelli e Barbara Delfino</a> che costringe chi legge a mille pensamenti e ripensamenti, a intorcinarsi nelle spiegazioni come budella. E la <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/03/09/cl-e-loste-mannaro-i-parte/">prima parte</a> di una storia ad episodi di <a href="http://www.coreingrapho.com/author/cotus-e-leon/">Cotus e Leon</a>, già alla loro terza apparizione su Coreingrapho.</p>
<h2>Comunità in terraformazione</h2>
<p>A proposito di momenti. C&#8217;è sempre un momento, nell&#8217;evoluzione di una comunità online, in cui la luna di miele dell&#8217;inizio implode in un piccolo grande scazzo. Questioni di parole dette o non dette, capite o non capite, di ironia espressa alla cazzo di cane, di un patto comunicativo magari poco chiaro all&#8217;origine, di nervi tesi e scoperti – spesso di pretesti della tipologia tavolette-non-alzate e tubetto-di-dentifricio-spremuto-dal-centro. Esso (il momento dello scazzo) è inevitabile – tocca farsene una ragione. Esso (il momento dello scazzo) è anche il segnale positivo di una comunità viva e in movimento. Di una comunità in <em>terraformazione</em> che si assesta – che attrae persone che non hanno pensieri omologati, che non provengono da una sola coerentissima cricca. E che all&#8217;inizio si guarda in diffidente cagnesco. Ecco perché al primo piatto lanciato ho stappato lo champagne, e al di là dei dettagli che non conosco &#8211; perché esso (sempre il primo scazzo) serve a chiarirsi meglio, a tarare meglio le regole della reciproca convivenza, a conoscersi. A conoscere come funzionano le cose. </p>
<ul>
<li>C&#8217;è che il <a href="http://www.coreingrapho.com/pekkessi/">senso primigenio</a>, e le <a href="http://www.coreingrapho.com/pekkessi/venganchio/">regolette conseguenti</a> sempre quelle sono: la voglia insieme di far <strong>rivista, palestra, laboratorio</strong>. La voglia – non un dettagliatissimo piano quinquennale: ergo non esenti da inciampi ed errori.</li>
<li>C&#8217;è un &#8220;<em>bonus esordio</em>&#8221; che abbiamo introdotto, che <em>una tantum</em> concede agli autori che inaugurano la loro partecipazione a Coreingrapho di farla come vogliono, <strong>anche fuori dal vasetto</strong> – tanto poi c&#8217;è il confronto dentro i commenti. E che qualcuno si è giocato.</li>
<li>C&#8217;è una<a href="http://www.coreingrapho.com/category/lanadombelico/"> categoria lanuginosa</a> che abbiamo introdotto strada facendo, e che ha raccolto finora gli interventi meno &#8220;narrativi&#8221;.</li>
<li>C&#8217;è che ci sono stati dei <strong>&#8220;no&#8221; che abbiamo detto</strong>, anche se ovviamente non tutti si &#8220;vedono&#8221; online.</li>
<li>C&#8217;è che ci sono molteplici segnali di una attenzione crescente verso Coreingrapho, ma che <strong>Coreingrapho non è in vendita</strong> (questo giusto per esser chiari). </li>
<li>C&#8217;è che Coreingrapho ha senso se tocca mille corde, se non si fossilizza in un&#8217;estetica o un linguaggio o una narrativa univoca, scientifica e precisissima: se esplora tutti le esplose possibilità del fumetto online, se <strong>ispira l&#8217;apertura al bello che non ci somiglia</strong>.</li>
<li>C&#8217;è che Coreingrapho funziona appunto se a turno ognuno dice: <strong>questa tavola qui fa schifo</strong>, questa qui accanto invece sì che è un capolavoro. E ogni volta le tavole son diverse, e diverse sono le persone che dicono questa o quella cosa – in tutte le possibili gradazioni.</li>
<li>C&#8217;è infine, buon ultimo, che il còre che c&#8217;è dentro un qualsiasi fumetto pubblicato qui lo decidiamo noi prima &#8211; e voi dopo; ché non c&#8217;è <strong>niente di peggio che vivere con il còre altrui</strong> – o con i commenti chiusi.</li>
</ul>
<h2>Ipnosi</h2>
<p>Se poi sei uno che ha una qualche idea di che voglia dire fumetto la mail è sempre la stessa, ed è – altro che scazzo! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: <a href="mailto:info@coreingrapho.com">info@coreingrapho.com</a></p>
<p><font size="-2">*Bart Kosko, Il fuzzy-pensiero, Baldini &#038; Castoldi, 1995</font></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/CoreingraphoInsight/~4/Xkpxvq13F3k" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La rivista che sarsa e procrastina. Nuovi coreographi: Emanuelesi/Rael e Harlock</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CoreingraphoInsight/~3/k_gO3I3k2lo/</link>
		<comments>http://www.coreingrapho.com/2009/03/04/la-rivista-che-sarsa-e-procrastina-nuovi-coreographi-emanuelesirael-e-harlock/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 13:21:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insight]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un fumetto procrastinatore, questo nostro. Che appartiene al domani. Che pensa al tempo come pellegrinaggio, come percorso di avvicinamento ad un obiettivo che non-è-ancora, e senza peraltro sapere quale. E&#8217; un fumetto il cui presente è altrove che deve stare, e presto scivolerà negli archivi alla impossibile distanza di un click dalla homepage. Che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un fumetto <em>procrastinatore</em>, questo nostro. Che appartiene al domani. Che pensa al tempo come pellegrinaggio, come percorso di avvicinamento ad un obiettivo che non-è-ancora, e senza peraltro sapere quale. E&#8217; un fumetto il cui presente è altrove che deve stare, e presto scivolerà negli archivi alla impossibile distanza di un click dalla homepage. Che ha significato solo in quanto premonitore, solo in base al futuro che può generare – al volo planare e sinuoso e concentrico con il quale si prepara ad atterrare nel domani.</p>
<blockquote><p>«Procrastinare significa <em>non</em> prendere le cose così come vengono, <em>non</em> agire secondo il naturale succedersi delle cose. Contrariamente a un&#8217;impressione comune, la procrastinazione non è una questione di accidia, indolenza o lassismo; è una posizione <em>attiva</em>, un tentativo di assumere il controllo sulla sequenza degli eventi e renderla diversa da quella che sarebbe stata se si fosse rimasti docili e acquiescenti»*.</p></blockquote>
<p>Docili e acquiescenti.</p>
<h2>Nuovi coreographi: Emanuelesi/Rael e Harlock</h2>
<p>Tre nuovi amici ci raggiungono in questa avventura bislacca . La prima è coppia artistica e serendipitosa, incontratasi per caso e istinto: <a href="http://www.emanuelesi.com/">Emanuele Simonelli</a> e <a href="http://www.rael-is-real.org">Barbara Delfino</a>, con <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/02/27/bfom-best-friend-of-mine-marta/">una storia</a> che è una bomba al neutrino, di quelle silenziosissime, che ti scivola addosso e nemmeno te ne accorgi, e poi ti sconquassa da dentro con un sbuffo colorato e apparentemente innocuo. Una storia che ha generato <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/02/27/bfom-best-friend-of-mine-marta/#comments">una discussione</a> su genere, fumetto, arte, varie ed eventuali che vale, da sola, il prezzo del biglietto. <a href="http://harlocksblog.blogspot.com/">Harlock</a>, invece, è <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/02/27/dccf-domanda-in-copia-con-forme/">entrato a gamba tesa</a> nella fuffa ombelicale, facendo reiterato scompiglio scompiglo scomppiglio scompiglio.</p>
<h2>Sarsa la marea</h2>
<p>&#8220;Come quale messaggio?&#8221; – ha risposto minaccioso Makkox alla mia umilissima mail che chiedeva la linea da seguire pedissequamente, un motivetto annoiato sussurrato a voce smangiucchiata dal Maestro su cui scrivere faticosamente uno spartito intero:</p>
<blockquote><p>che bisogna comincià a lavorare su storie, sarsose. che il party d&#8217;inaugurazione è finito. che ora ci si prende anche più tempo, ma si lavora per bene. questo MESSAGGIO.</p></blockquote>
<p>Ora. Io, <em>sarsoso</em>, non ho la benché minima idea di cosa significhi. Ho cercato nello Zingarelli Magnum Edition e poi, come estrema ratio, nel manualetto delle parole strane e delle abbreviazioni valide che si trova nella scatola di Scarabeo. Niente. Però lo lascio qua – magari tra voi <em>artisti</em> vi capite.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-874" src="http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2009/03/doppio-movimento_web.jpg" alt="" width="690" height="259" /><br />
<em>Doppio movimento fuori sincrono. Amore in fuga + passeggiata (Firenze 2007)</em></p>
<h2>Sapore interno-macchina</h2>
<p>Invece ora dico una cosa mia e che si capisce, altro che la <em>sarsa</em> di Makkox: basta con gli scherzi, con le italianissime strizzate d&#8217;occhi e di palle à là capisc&#8217;ammè; con gli esordi che – come diceva Roland Barthes nel suo manualetto su La Retorica Antica** – comprendono canonicamente due momenti:</p>
<ul>
<li>La <em>captatio benevolentiae</em>, ovvero quella cosa che voi lettori di Coreingrapho, colti come siete, non avete certo bisogno vi si spieghi</li>
<li>La <em>partitio</em>, il movimento che annuncia le ripetizioni, il mantra che rincoglionisce, il piano diabolico che segue allla prossima puntata e al prossimo capoverso. Il movimento dondolante con sapore interno-macchina, che dice che l&#8217;arrivo è ancora lontano, e le curve sono morbide ed è dolce e rugginosa la strada ancora da fare.</li>
</ul>
<p>Ora, che anche gli esordi siano veri. Che siano tenaglie che strizzano e non mollano fino alla fine – e la fine (l&#8217;ultimo grafo, l&#8217;ultimo pixel scrollone) sia il solo segnale ch&#8217;aneli, quello che – <em>tlac!</em> – la tenaglia si apre e finalmente molla la budella: un apriti-sesamo fumettato, un messaggio ipnotico di risveglio alla giucascasella.</p>
<p><em>(E il prossimo esordio è proprio una storia di quelle)</em></p>
<h2>Panni sporchi e lana d&#8217;ombelico</h2>
<p>Quanto alla discussione, la scrivevo già la <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/02/25/la-rivista-strappacore-che-si-edita-dopo-and-we-all-benefit-nuovi-coreographi-cotusleon-e-luis-escorial/">settimana scorsa</a>, la passione e la soddisfazione nostra per &#8220;<em>i commenti fuori dai denti. Meglio se strappacòre (in tutti i sensi del termine)</em>&#8220;.</p>
<p>Li ho contati. In un mese di vita (sì: solo/già un mese) sono quasi <strong>800 commenti</strong>.<br />
I <strong>10 autori</strong> che si sono lasciati infinocchiare dal progetto e le <strong>23 tavole prodotte</strong> ci fanno quasi meno piacere di quella vasca di sanguisughe che sono i commenti di <em>Coreingrapho</em> – perfetti per benefici anti-spocchiosi salassi artistici. Quando ancora Makkox ci stava con la testa, dopo veloce consultazione, abbiamo pensato di stralciare in una categoria apposita proprio quei contenuti che, a partire dal suo <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/02/21/yawn/">Y.A.W.N</a>, erano – di fatto – <em>conversazione disegnata</em>. Botta e risposta. Autoreferenzialità spinta. Quei contenuti che si lodavano, imbrodando gli altri. Quelli che lavavano i panni sporchi in casa, con il bambino dentro. Quelli, insomma, che storia e fumetto lo erano meno.</p>
<p>Ora la categoria si chiama <a href="http://www.coreingrapho.com/category/lanadombelico/">Lana d&#8217;ombelico</a>. Ma qui sotto c&#8217;è la copertina della prima denominazione &#8220;Panni sporchi&#8221; che alla fine, abbiamo pensato (sempre quando Makkox c&#8217;era con la testa e non aveva cominciato a ripetere &#8220;io sarso, tu sarsi, egli sarsa&#8221; girando per casa) fosse troppo inclinata alla pugna. Mentre, è noto, a noi piacciono i diminuitivi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-879" src="http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2009/03/pannisporchi.jpg" alt="" width="500" height="179" /><br />
<span>Del luogo in cui persone dall’infelice esistenza si nominano Autori di Fumetto e ascoltandosi l’un l’altro cingersi il capo di tal corona, trasalgono (?) esclamando TU?! AUTORE?! e giù mazzate ad educar l’altro alla modestia </span></p>
<h2>Ipnosi</h2>
<p>Se poi sei quel tipo di persona che sa ipnotizzare, e sai tenere in mano una matita, la email è sempre la stessa (e le <a href="http://www.coreingrapho.com/pekkessi/venganchio/">regole</a> pure), ed è – altro che domani! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: <a href="mailto:info@coreingrapho.com">info@coreingrapho.com</a></p>
<p><span><sup>*</sup>Zygmunt Bauman, Modernità liquida, Laterza, 2006<br />
<sup>**</sup> Roland Barthes, La Retorica Antica, Bompiani, 1972</span></p>
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		<title>La rivista strappacòre che si edita dopo (and we all benefit). Nuovi coreographi: Cotus/Leon e Luis Escorial</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 10:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insight]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un fumetto commentato, questo nostro. Con le chiose a piè di pagina. E&#8217; anche la parte di Core di cui siamo più soddisfatti: i commenti fuori dai denti. Meglio se strappacòre (in tutti i sensi del termine). C&#8217;è un adagio che riguarda l&#8217;informazione online che dice più o meno: «nel giornalismo tradizionale l&#8217;editing si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un fumetto commentato, questo nostro. Con le chiose a piè di pagina. E&#8217; anche la parte di Core di cui siamo più soddisfatti: i commenti fuori dai denti. Meglio se <em>strappacòre</em> (in tutti i sensi del termine). C&#8217;è un adagio che riguarda l&#8217;informazione online che dice più o meno: «nel giornalismo tradizionale l&#8217;editing si fa prima, in quello online l&#8217;editing si fa dopo». Nei commenti. C&#8217;è una selezione all&#8217;ingresso, come da <a href="http://www.coreingrapho.com/pekkessi/venganchio/">regolette</a>: cui teniamo molto molto, pur con qualche eccezione per gli esordi (vuoi mettere la sottile ritardata imbiancata vendetta di dire, per una volta: &#8220;No, non sei in lista&#8221;?). Ma poi, se c&#8217;è un errore, ci freghiamo le mani. Altro che correggerlo. Un errore, una sbavatura di racconto o di pennello, una volta finito online, dentro i commenti, è come la ferita sanguinolenta del bagnante nei film di squali, piranha, e altri mostri marini coi denti puntuti. Ciccia da trama (o da trauma). Che produce <em>cose</em> – come <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/02/25/riflessioni/">questa</a>, per dire. Whoa.</p>
<h2>Through that sharing, we all benefit</h2>
<p>C&#8217;è anche un altro adagio (questo è di Gillmor, del 2004 addirittura*):</p>
<blockquote><p>«<em>My readers know more than I do, sometimes individually on specific topics, but always collettively. […] And having readers’ feedback and partecipation presents a great opportunity and not a threat, because when we ask our readers for help and knowledge they are willing to share it – and, through that sharing, we all benefit</em>»</p>
<p>«<em>I miei lettori ne sanno più di me, a volte individualmente su temi specifici, ma sempre collettivamente.[...] E avere feedback e partecipazione dai lettori costituisce una grande opportunità e non una minaccia, perché quando chiediamo ai nostri lettori aiuto e conoscenza troviamo in loro volontà di condividere &#8211; e, attraverso questa condivisione, tutti ne ricaviamo un beneficio </em>»</p></blockquote>
<p>We all benefit. Chi smista, chi disegna, chi scrive, chi legge.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-768" title="bifido2" src="http://www.coreingrapho.com/wp-content/uploads/2009/02/bifido2.jpg" alt="bifido2" width="690" height="887" /><br />
<em>Bifido danzante. Tre palle in pista da ballo, più volto di donna</em></p>
<h2>Un controllo sereno del tempo che scivola</h2>
<p>Poi nei commenti ci stanno anche cose <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/02/15/cera-lacca-prima-parte/#comment-171">così</a></p>
<blockquote><p>C’è TUTTA una generazzione che se ci chiedi: qualè il RICORDO di tua madre, quel ricordo è LA LACCA.<br />
hai presente quando eri BIMBINo e c’era la festa che tutte le MADRI venivano a prendere i FIGLI che c’era la stanza che ESPLODEVA di LACCA?<br />
Ecco. La LACCA è MATERNA, come le CALZE di donna frantumate ad altezza di GINOCCHIO. O come la TOPPA che la madre ti metteva nei pantaloni dove ci avevi fatto il BUCO. Era bella la toppa. Era il SEGNIO che ti impegnavi nel GIOCO della vita e che BACIARE la terra coi ginocchi non era UMILIAZZIONE ma era un controllo sereno del tempo che scivola.</p></blockquote>
<p>Se c&#8217;è qualcuno che lo conosce di persona, gli dia un bacio sulla fronte da parte mia.</p>
<h2>In senso sartriano, beninteso</h2>
<p>E&#8217; anche un fumetto vischioso il nostro. Se una cosa è vischiosa quando credo di possederla – &#8220;per uno strano rovesciamento&#8221;, scrive quel depressone di Jean-Paul in L&#8217;Essere e il nulla** – è lei che mi possiede. Se l&#8217;oggetto è solido, toh, posso lasciarlo cadere quando mi pare e piace. Né di solito si teme ciò che è liquido (il mare, la vasca con le paperelle, l&#8217;utero che fu): ci si lascia sommergere senza paura di perdersi in esso, rimanendo in controllo delle proprie maestrie e dei propri sotterfugi. Ma entrare in contatto con il vischioso significa rischiare di dissolversi in esso, incatramarsi, inchiostrarsi, diventare resina e melassa.</p>
<p><strong>E&#8217; vischiosa la passione</strong>, l&#8217;incontro vero con l&#8217;altro, con lo straniero, con chi è distante da noi, diverso, inesplorato. Non so cosa c&#8217;entra, ma forse sì: questo è un fumetto vischioso.</p>
<h2>Nuovi coreographi: Cotus/Leon e Luis Escorial</h2>
<p>Due nuovi amici ci raggiungono in questa avventura incatramata – dopo <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/02/18/la-rivista-che-lievita-e-non-si-chiude-nuovi-coreographi-biani-e-lobo/">i tre della scorsa settimana</a>. E ne siamo, sempre più, felici (sì, io faccio il poliziotto buono). Sono <a href="http://cotuseleon.blogspot.com/">Cotus e Leon</a>, la più classica delle coppie fumettare, testi e matite in buon ordine, di piglio e cipiglio ed empatia animalista e pecoreccia: <a href="http://www.coreingrapho.com/author/cotus-e-leon/">due storie</a> per loro. E <a href="http://comics.escorialdesign.com/">Luis Escorial</a>, il nostro primo straniero (ma poco vischioso), un coreografo nato per natura e pensiero, con <a href="http://www.coreingrapho.com/author/luis-escorial/">una storia di babbi incazzosi</a> e piccioni poco poviani (anzi sì: perché passibili di finire in padella). Lo <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/02/23/a-walk/">presenta meglio JD</a>, cui si deve la traduzione di questa tavola e di altre (<a href="http://www.coreingrapho.com/tag/english">clicca qui per leggerle tutte</a>).</p>
<h2>Appena ho tempo, te lo trovo. Il tempo</h2>
<blockquote><p>«In effetti è per tutti così. Qual è la cosa che sento ripetere più spesso? Appena trovo il tempo, mi ci metto. Ritagli. E con quei ritagli vengono stracci».</p></blockquote>
<p>La frase è di Mak, da <a href="http://www.coreingrapho.com/2009/02/21/yawn/">questo fumetto</a>. E&#8217; che sono costretto a metterci almeno un suo pensiero – mai sentito così umiliato. Ma se siete quel tipo di gente che il tempo sa trovarlo, e sapete tenere in mano una matita, la email è sempre la stessa (e le <a href="http://www.coreingrapho.com/pekkessi/venganchio/">regole</a> pure), ed è – altro che spreco! – roba di fede, sempre inutilissimo che troppo ci pensi: <a href="mailto:info@coreingrapho.com">info@coreingrapho.com</a></p>
<p><span><em><br />
* David Gillmor, We the Media, O’ Reilly Press, 2004<br />
** J. P. Sartre, L&#8217;essere e il nulla, Mondadori, 1954</em></span></p>
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