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	<title>Contrordine compagni</title>
	
	<link>http://www.cottica.net</link>
	<description>Il blog di Alberto Cottica: creatività e economia nella grande rete (beta)</description>
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		<title>I social networks possono avere transizioni di fase?</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 07:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[industrie creative e sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[complexity]]></category>
		<category><![CDATA[Kublai]]></category>
		<category><![CDATA[phase transitions]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa stavo facendo lezione a una classe di giovani creativi. Una parte di essa era dedicata all&#8217;uso di Kublai come piattaforma per sviluppare le loro idee in progetti veri e propri. Ho pensato che l&#8217;esperienza sarebbe stata più divertente se gli studenti avessero avuto qualche segnale immediato dalla comunità, e ho cominciato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa stavo facendo lezione a una classe di giovani creativi. Una parte di essa era dedicata all&#8217;uso di <a href="http://progettokublai.ning.com">Kublai</a> come piattaforma per sviluppare le loro idee in progetti veri e propri. Ho pensato che l&#8217;esperienza sarebbe stata più divertente se gli studenti avessero avuto qualche segnale immediato dalla comunità, e ho cominciato a contattare gente che vedevo online su Skype e a chiedere loro di passare da Kublai per conoscere i nuovi arrivati. Qualcuno l&#8217;ha fatto; e man mano che gli studenti (circa 15) cominciavano a interagire con i progetti di Kublai, l&#8217;attività è stata notata alcuni altri, che sono a loro volta arrivati a dire la loro.</p>
<p></lang_en><lang_it> Quando il numero di utenti che stavano usando Kublai simultaneamente ha raggiunto i 15-20, ho avuto la sensazione quasi fisica che l&#8217;esperienza cambiasse completamente. Qualunque cosa facessimo localmente (in classe) compariva nel feed attività recenti, e gli utenti in tutta Italia reagivano. E&#8217; stato moto divertente, per gli studenti e anche per me.</p>
<p>Mi sono venute in mente le transizioni di fase (un termine di fisica che denota ciò che accade alla materia quando cambia il suo stato, da solido a liquido a gassoso o vicerversa). Kublai sembrava un ghiacciaio: in precedenza si era mosso rimanendo allo stato solido, trascinato dalla gravità e segnando il paesaggio con una morena, ma ora si stava sciogliendo, e si muoveva molto più velocemente. Questo pone una domanda affascinante: è lo stesso processo che accade a una velocità maggiore o la velocità maggiore implica un processo <em>diverso</em>? Nell&#8217;esempio del ghiacciaio che si scioglie, la transizione da ghiaccio a acqua genera un torrente, che è molto diverso da una morena accelerata. A intuito, direi che questo si applica anche a Kublai: più in specifico, farei l&#8217;ipotesi che la Kublai &#8220;liquida&#8221; concentra maggiormente i commenti su una proporzione più piccola di progetti molto attivi rispetto alla Kublai &#8220;solida&#8221;&#8230; ma tutto ciò è molto lontano da una conclusione fondata.</p>
<p>Nelle scienze della complessità la materia alla soglia della transizione di fase ha proprietà interessanti, e viene detta trovarsi al bordo del caos. Quindi Ruggero e io ci siamo intrigati, e abbiamo discusso di modi per studiare questo fenomeno con la matematica dei grafi. Nel frattempo <a href="http://progettokublai.ning.com/group/KublaiWelcomeGroup/forum/topics/kublai-jam-un-appuntamento">ho reclutato</a> alcuni dei membri più attivi della community per fare un esperimento nell&#8217;uso di Kublai come piattaforma semi-sincrona: consiste nel darsi appuntamento per fare una &#8220;jam progettuale&#8221;, cercando di avere 20-30 persone che postano contemporaneamente, e vedere cosa succede. Ci sarà una transizione di fase? La sentiranno gli altri kublaiani come l&#8217;ho sentita io? Posterò i progressi -se ne faremo &#8211; qui sul blog man mano che la riflessione va avanti.</p>
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		<item>
		<title>“Cari 40enni…”: lettere dopo il concerto di Milano</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ControordineCompagni/~3/5TSNxy-aX4I/</link>
		<comments>http://www.cottica.net/2010/03/01/cari-40enni-lettere-dopo-il-concerto-di-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[40 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Cisco]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Rubbiani]]></category>

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		<description><![CDATA[
Cari “splendidi quarantenni”,
ho chiesto i vostri recapiti a Gio per dirvi  grazie grazie grazie. Il concerto di giovedì è stato davvero emozionante e divertente.
La formazione in trio mi ha entusiasmata, è  intima e travolgente, si respirava la vostra empatia, la disinvoltura e il fatto che voi per  primi vi stavate divertendo.
Sarà che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Cisco e Gio in azione" src="http://photos-d.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash1/hs495.ash1/27021_1334494172884_1546975252_30817343_1128838_n.jpg" alt="" width="273" height="204" /></p>
<blockquote><p>Cari “splendidi quarantenni”,</p>
<p>ho chiesto i vostri recapiti a Gio per dirvi  grazie grazie grazie. Il concerto di giovedì è stato davvero emozionante e divertente.</p>
<p>La formazione in trio mi ha entusiasmata, è  intima e travolgente, si respirava la vostra empatia, la disinvoltura e il fatto che voi per  primi vi stavate divertendo.</p>
<p>Sarà che anch’io ormai ho quasi quarant’anni  ma il leitmotiv della serata mi ha conquistata e ringiovanita! Lo so è paradossale, ma la consapevolezza del tempo trascorso mi ha dato una  carica di leggerezza e buonumore; risentire le parole, ritrovare le sonorità e le emozioni di 15 anni fa, ritrovarvi sul palco e ripensare alle tante  volte che ho cantato e ballato con voi, essere lì seduta e godermi questa  formazione basica e minimale, osservarvi suonare… Insomma, non so come spiegarvelo, ma avete annullato le distanze. Mi sono ritrovata catapultata nel  passato con gioia e contemporaneamente ben piantata nel mio oggi e altrettanto  felice, avete abilmente evitato ogni deriva nostalgica e condiviso con me (forse con  noi) la voglia di avere quarant’anni.</p>
<p>Sarà che sono anch’io una (splendida)  quarantenne; sarà che adoro le vostre canzoni; sarà che temo l’autismo dei nostri giorni ma ho bisogno di momenti intimi e condivisi come questi? Sarà che  siete bravi… Non lo so, ma è stato proprio bello.</p>
<p>Grazie ancora! Un abbraccio,</p>
<p>Sara</p></blockquote>
<p>Cara Sara,</p>
<p>grazie della tua bellissima lettera. L&#8217;ho letta e riletta, e davvero mi restituisce il senso di tornare sul palco con Cisco e Gio. Tu e i tanti altri che in questi giorni ci contattano attraverso <a href="http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/CiscoRubbianiCottica/236487342643">la pagina Facebook</a> o <a href="http://www.ciscovox.it/guest.php">il sito di Cisco</a> avete capito profondamente cosa stiamo cercando di fare. Questo è gratificante, certo. Ma ancora più importante è che questi concerti sono un punto di incontro per un pezzo di Italia che sta cercando, in condizioni molto difficili, di costruire. Tu, tanto per dirne una, sei <a href="http://www.aisoitalia.it/2008/12/sara-zanisi/">una storica specializzata in storia orale</a>, e ti interessi di storia della manifattura, e sei una mamma di <a href="http://www.chiedoasilo.it/">Chiedoasilo</a>: quindi costruisci conoscenza e socialità in un paese che stenta a riconoscere questo tipo di contributo, e te ne assumi le responsabilità. Se la nostra musica ci ha permesso di incontrare persone come te e vi ha lasciato con una buona energia, va proprio bene così.</p>
<p>Un abbraccio anche a te,</p>
<p>Alberto</p>
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		<item>
		<title>Gli atomi sono gratis</title>
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		<comments>http://www.cottica.net/2010/02/25/gli-atomi-sono-gratis/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 07:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[industrie creative e sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[atomi]]></category>
		<category><![CDATA[bits]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Anderson]]></category>
		<category><![CDATA[DIY]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[manifattura]]></category>
		<category><![CDATA[modelli di business]]></category>
		<category><![CDATA[proprietà intellettuale]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella storia di copertina di Wired (USA) di febbraio c&#8217;è un numero che mi ha colpito molto. Scrive Chris Anderson:
&#8230;viene fuori che ci sono molti tipi di pilota automatico che puoi comprare [...], ma più mi informavo e peggiori mi sembravano. Erano molto cari (da 800 a 5.000 dollari), difficili da usare e proprietari. Era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Lego Xtreme" src="http://www.brickarms.com/Images2/galleries/Mod2_Gallery_2.jpg" alt="" width="253" height="292" />Nella storia di copertina di Wired (USA) di febbraio c&#8217;è un numero che mi ha colpito molto. <a href="http://www.wired.com/magazine/2010/01/ff_newrevolution/">Scrive</a> Chris Anderson:</p>
<blockquote><p>&#8230;viene fuori che ci sono molti tipi di pilota automatico che puoi comprare [...], ma più mi informavo e peggiori mi sembravano. Erano molto cari (da 800 a 5.000 dollari), difficili da usare e proprietari. Era chiaro che questo mercato aveva un disperato bisogno di concorrenza e democratizzazione &#8211; la legge di Moore stava lavorando, praticamente azzerando il prezzo di ciascun componente. <em>L&#8217;hardware</em> <em>per un buon pilota automatico non dovrebbe costare più di 300 dollari, anche con un buon profitto. Tutto il resto era proprietà intellettuale, </em>e sembrava che fosse venuto il momento di renderla libera, scambiando margini alti per innovazione aperta. [traduzione mia]</p></blockquote>
<p>300 dollari su 5.000? Dal 60 al 94% del denaro speso per l&#8217;autopilota non serve a pagare gli atomi di cui è fatto, ma i suoi bit. Ed è evidente che non stiamo parlando solo di autopiloti: il laptop su cui sto lavorando, il vostro telefono, per non parlare della vostra auto sono fatti (economicamente parlando) soprattutto di bit: codice, design, marketing. Sono i bit a guidare il prezzo. Gli atomi sono praticamente gratis.</p>
<p>Non credo che questa cosa possa durare a lungo. Per una ragione ineluttabile di efficienza economica: poiché l&#8217;informazione (i bit) non si consuma usandola, chi ricicla l&#8217;informazione è sempre più efficiente di chi non lo fa. I sistemi proprietari saranno sempre più sotto attacco da parte di piccoli imprenditori come sua Chrissità (la sua società <a href="http://diydrones.com/">DIY Drones</a> ha fatturato 250mila dollari il primo anno, e spera di farne un milione il terzo) che guardano un oggetto e dicono: ehi, io posso fare la stessa cosa a un quinto del prezzo e guadagnarci. Non sono lontani i tempi in cui, invece di andare a comprare una nuova lavatrice, compreremo un po&#8217; di pezzi per 20 euro e faremo una festa in cui, con l&#8217;aiuto dei nostri amici, ce la costruiremo.</p>
<p>Naturalmente in un mondo fatto così guadagneremo tutti 500 euro al mese, ma se la roba che ci serve costerà un ventesimo di adesso andrà bene così. Il problema è che la transizione, temo, costerà molta instabilità economica ed esistenziale, per un sacco di gente. E noi, che ci occupiamo di politiche pubbliche, non siamo neanche lontanamente pronti.</p>
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		<title>Storie dei 40 anni: il raccolto</title>
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		<comments>http://www.cottica.net/2010/02/23/storie-dei-40-anni-il-raccolto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 07:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[40 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Cisco]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Rubbiani]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho avuto qualche giorno per riflettere sul concerto di Asti. Siamo rimasti un po&#8217; spiazzati: nessuno si aspettava quello che è successo. Cioè: locale pienissimo, con i gestori che hanno portato via tutti i tavoli per fare più spazio; gente rimasta fuori, che ha insistito con il locale finché non è riuscita a fare spalancare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Sul palco di 40 anni" src="http://photos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs220.snc3/22750_289090863369_735568369_3473103_4492798_n.jpg" alt="" width="278" height="208" />Ho avuto qualche giorno per riflettere sul concerto di Asti. Siamo rimasti un po&#8217; spiazzati: nessuno si aspettava <a href="http://www.facebook.com/topic.php?uid=236487342643&amp;topic=14069">quello che è successo</a>. Cioè: locale pienissimo, con i gestori che hanno portato via tutti i tavoli per fare più spazio; gente rimasta fuori, che ha insistito con il locale finché non è riuscita a fare spalancare il portone del Diavolo Rosso e poi si è vista il concerto dalla strada. Di fronte a tutta quella gente, all&#8217;entusiasmo alle stelle, al pubblico che cantava a squarciagola, noi eravamo del tutto disarmati, con i nostri strumenti acustici e i nostri sgabelli. Dal punto di vista tecnico questa cosa creava qualche problema, perché il rumore del pubblico copriva il suono dei nostri monitor e ci rendeva più complicato colorare i suoni. Sembrava di essere nel 1995.</p>
<p>Ma questo è il 2010. Di improvvisare una scaletta punk-folk e montare il pubblico fino all&#8217;esaltazione, la strategia classica dei tempi dei Modena City Ramblers per quando il gioco si fa duro, non se ne parla proprio. La nostra è l&#8217;età dell&#8217;ascolto partecipe ma critico, e non dell&#8217;adesione incondizionata; dell&#8217;affetto impastato con l&#8217;ironia, e non dell&#8217;idolatria. Questo siamo; e forse questo è anche lo spirito di questo tempo in cui è così difficile trovare qualcosa a cui aderire incondizionatamente. Cisco ha risolto la cosa con qualche battuta e avanti così, con un po&#8217; di fatica in più. Il pubblico, per fortuna, ha capito e si è abbandonato anche ai bis molto di atmosfera (per esempio &#8220;L&#8217;uomo delle pianure&#8221;, uno dei miei pezzi preferiti in questo tour).</p>
<p>Mi sono goduto molto la dimensione di incontro con le persone. Adesso posso confessare che per me, scienziato sociale fino al midollo, una motivazione importante per fare questo tour è che sono curioso di ciò che è capitato ai nostri vecchi fans, soprattutto quelli della nostra stessa generazione. Cosa fanno? Sono contenti delle loro vite? Sono come se le immaginavano nel fragore dell&#8217;Italia di Mani Pulite? Sia a Firenze che a Longiano che ad Asti ho ritrovato persone che frequentavano i nostri concerti in quel periodo o in periodi di poco successivi, e mi è piaciuto molto parlare con loro. Silvia dirige un albergo, ed è molto contenta. Emiliano non investe molto di sé sul lavoro, ma produce ottimo vino ed esce la sera in kayak per pescare a strascico, come una specie di Hemingway friulano. Elena si è stabilita nelle colline romagnole, e ricomincia da qui, dai quarant&#8217;anni. Mirko è diventato un modellista: uno di quegli operai superspecializzati e dalle mani d&#8217;oro che mandano avanti l&#8217;industria italiana, è molto bravo e sa di esserlo. Ha anche fatto un&#8217;esperienza politica, ma ne è uscito deluso. Mi ha addirittura portato un piccolo regalo.</p>
<p>Il raccolto di storie è cominciato.</p>
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		<title>Galileo Galilei contro le riunioni fiume</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 20:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[industrie creative e sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Galileo Galilei]]></category>
		<category><![CDATA[Italo Calvino]]></category>
		<category><![CDATA[Lezioni americane]]></category>
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		<description><![CDATA[
Se il discorrere circa un problema difficile fosse come il portar pesi, dove molti cavalli porteranno più sacca di grano che uno solo, io acconsentirei che i molti discorsi facessero più che uno solo; ma il discorrere è come il correre, e non come il portare, ed un caval barbero solo correrà più che cento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Galileo Galilei" src="http://www.telesanterno.com/wp-content/uploads/2009/08/galileo_sustermans.jpg" alt="" width="218" height="231" /></p>
<blockquote><p>Se il discorrere circa un problema difficile fosse come il portar pesi, dove molti cavalli porteranno più sacca di grano che uno solo, io acconsentirei che i molti discorsi facessero più che uno solo; ma il discorrere è come il correre, e non come il portare, ed un caval barbero solo correrà più che cento frisoni.</p></blockquote>
<p>(Hat tip: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lezioni_americane" target="_blank">Italo Calvino</a>)</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ControordineCompagni/~4/t1nlZCDtmUo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Io gridavo cose giuste</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 00:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[40 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Cisco]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Rubbiani]]></category>
		<category><![CDATA[Nanni Moretti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tour di 40 anni è partito stasera: gran bella atmosfera, sala piena e anche gli errori (ne facciamo, ne facciamo) sono l&#8217;occasione per farsi due risate. Cisco ha avuto un&#8217;idea geniale per la sigla iniziale, che si capisce guardando il video.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tour di <a href="http://www.facebook.com/home.php?#!/pages/CiscoRubbianiCottica/236487342643?ref=ts">40 anni</a> è partito stasera: gran bella atmosfera, sala piena e anche gli errori (ne facciamo, ne facciamo) sono l&#8217;occasione per farsi due risate. Cisco ha avuto un&#8217;idea geniale per la sigla iniziale, che si capisce guardando il video.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AV-U3QLpdZw&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/AV-U3QLpdZw&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ControordineCompagni/~4/mVS2yNwceAU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Vecchi amici, a quarant’anni</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ControordineCompagni/~3/rahsxArhjCc/</link>
		<comments>http://www.cottica.net/2010/01/28/vecchi-amici-a-quarantanni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 16:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[40 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto]]></category>
		<category><![CDATA[Cisco]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Rubbiani]]></category>

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		<description><![CDATA[
E così, ho passato un fine settimana con Cisco e Giovanni, in una casetta della bassa reggiana assediata da un nebbione impressionante. Abbiamo rievocato i vecchi tempi e ci siamo confrontati su quelli nuovi, abbiamo riso, cucinato (Cisco) e bevuto. E soprattutto abbiamo suonato insieme, cercando l&#8217;assetto di un concerto che nasce disarmato e fragile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.cottica.net/wp-content/uploads/2010/01/slice.jpg"><img class="size-full wp-image-1460 aligncenter" title="40 anni" src="http://www.cottica.net/wp-content/uploads/2010/01/slice.jpg" alt="" width="454" height="195" /></a></p>
<p>E così, ho passato un fine settimana con Cisco e Giovanni, in una casetta della bassa reggiana assediata da un nebbione impressionante. Abbiamo rievocato i vecchi tempi e ci siamo confrontati su quelli nuovi, abbiamo riso, cucinato (Cisco) e bevuto. E soprattutto abbiamo suonato insieme, cercando l&#8217;assetto di <a href="http://www.myspace.com/ciscorubbianicottica">un concerto</a> che nasce disarmato e fragile (due chitarre acustiche, una fisarmonica, una voce), e va incontro al mondo con quel poco che ha.</p>
<p>E&#8217; stato bello, dopo oltre dieci anni, provare con Cisco e Gio. I miei vecchi compagni di palco hanno macinato vittorie e sconfitte rimanendo sempre due belle persone, e sono orgoglioso di chiamarli miei amici. E mi è venuto in mente <a href="http://www.victorianweb.org/authors/tennyson/ulyssestext.html">l&#8217;Ulisse</a> di Tennyson, in particolare la parte finale.  Mi sono permesso di ritradurla perché in rete ho trovato solo la <a href="http://www.azulines.it/rete/ultenny.html">traduzione</a> di Pascoli, bellissima ma dal linguaggio un po&#8217; troppo datato, perfino più di noi. La dedico a Cisco e Gio, e a tutti noi quarantenni che non abbiamo ancora mollato il colpo.</p>
<blockquote><p>[...] Venite, amici: non è troppo tardi per cercare<br />
Un mondo nuovo. Spingete, state ai remi, e solchiamo<br />
le onde mormoranti; ché ho deciso<br />
Di andare oltre il tramonto, dove svaniscono<br />
Le stelle occidentali, finché muoia.<br />
Può darsi che ci inghiottano gli abissi:<br />
Può darsi che approdiamo alle Isole Felici<br />
E incontriamo, di nuovo, il grande Achille.</p>
<p>Abbiamo perso molto, molto resta; certo,<br />
Non abbiamo più quella forza che a suo tempo<br />
Scuoteva cielo e terra. Ma ciò che siamo, siamo:<br />
La stessa tempra nei cuori degli eroi,<br />
Resi deboli dal tempo e dal destino, ma decisi<br />
A lottare, cercare, trovare, e non arrendersi.</p></blockquote>
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		<title>Buoni propositi per il 2010: pubblicare un libro sulle politiche user generated</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[e-government 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[book]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[politiche pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[public policy]]></category>
		<category><![CDATA[Wikicracy]]></category>
		<category><![CDATA[Wikicrazia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;altra cosa che farò nel 2010 è pubblicare un libro. Si chiamerà probabilmente &#8220;Wikicrazia&#8221; e raccoglierà le esperienze e le riflessioni fatte in questi anni di lavoro sulle politiche user generated. Ho iniziato a scriverlo nell&#8217;estate 2009, e ho quasi finito la prima stesura. 
Non mi rivolgo solo agli addetti ai lavori, ma a tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra cosa che farò nel 2010 è pubblicare un libro. Si chiamerà probabilmente &#8220;Wikicrazia&#8221; e raccoglierà le esperienze e le riflessioni fatte in questi anni di lavoro sulle politiche user generated. Ho iniziato a scriverlo nell&#8217;estate 2009, e ho quasi finito la prima stesura. </p>
<p>Non mi rivolgo solo agli addetti ai lavori, ma a tutte le persone intelligenti che si chiedono come mai le politiche pubbliche sembrano arretrare, perdere di efficacia rispetto al problema di soddisfare i bisogni di una società sempre più complessa. Secondo me il problema può essere visto come un deficit strutturale di capacità di elaborare informazione, e propongo di provare a risolverlo con gli strumenti della collaborazione di massa mediata da internet. Questo significa gestire un paradosso: le reti di persone esprimono una straordinaria capacità di elaborazione, ma per definizione non si possono controllare top-down. Eppure gli obiettivi delle politiche pubbliche, fissati dal processo democratico, sono almeno in parte esogeni alle reti stesse. E&#8217; possibile &#8220;convincere&#8221; queste reti a incamminarsi in una direzione coerente con gli obiettivi di policy? Io penso di sì. E&#8217; difficile ma si può fare (nel libro provo anche un approccio &#8220;how-to&#8221;).</p>
<p>Comunque non è più difficile che scrivere un libro, forse la cosa più complicata che abbia mai fatto.</p>
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		<title>Sapere al popolo: il governo britannico libera i dati</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-government 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[data.gov.uk]]></category>
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		<description><![CDATA[Una buona notizia: sir Tim Berners-Lee ha convinto il governo britannico a mettere i propri dati a disposizione del pubblico (fonte: BBC). E&#8217; online un sito che si chiama data.gov.uk (riferimento ovvio al famoso sito di Obama). Mentre scrivo sono online 2.879 basi dati, ma altri verranno (in effetti, come tutti i governi, anche quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una buona notizia: sir Tim Berners-Lee ha convinto il governo britannico a mettere i propri dati a disposizione del pubblico (<a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/8470797.stm">fonte: BBC</a>). E&#8217; online un sito che si chiama <a href="http://data.gov.uk">data.gov.uk</a> (riferimento ovvio al <a href="http://www.data.gov/">famoso sito</a> di Obama). Mentre scrivo sono online 2.879 basi dati, ma altri verranno (in effetti, come tutti i governi, anche quello di Sua Maestà sta seduto su una tale massa di dati che neppure i suoi dirigenti sanno esattamente cosa hanno per le mani). Gli sviluppatori sembrano interessati: il sito riporta già 29 applicazioni create a partire da quei dati, inclusa la straordinaria <a href="http://www.cyclestreets.net/">Cyclestreets</a> per chi si sposta in bicicletta. Il sindaco di Londra, Boris Johnson, si accoda. Ha annunciato l&#8217;apertura di un &#8220;magazzino digitale&#8221; che conterrà inizialmente 200 basi dati centrate sulla capitale. </p>
<p>L&#8217;impatto di questa mossa è difficile da sopravvalutare. Non solo per la miriade di servizi che diventano possibili, ma anche perché costruisce un luogo dove hackers e funzionari pubblici possono &#8211; devono &#8211; interagire; e così facendo favorisce il &#8220;coming together&#8221; di due culture la cui alleanza può essere davvero un potente fattore di modernizzazione e civiltà, come <a href="http://www.cottica.net/2009/07/02/hacker-culture-and-public-administration-culture-a-free-space-for-coming-togethercultura-hacker-e-cultura-della-pubblica-amministrazione-spazi-liberi-per-ritrovarsi/">dicevo</a> dopo Wikicrats.</p>
<p>E noi? Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa <a href="http://titobianchi.wordpress.com/">Tito</a>, ministeriale digitale e &#8211; da qualche tempo &#8211; anche blogger&#8230;</p>
<p>(Hat tip: <a href="http://www.infoservi.it/gran-bretagna-i-dati-del-governo-sono-pubblici-prendeteli/3811">Alberto D&#8217;Ottavi</a>)</p>
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		<title>Boostrapping culturale e superpoteri</title>
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		<comments>http://www.cottica.net/2010/01/20/boostrapping-culturale-e-superpoteri/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 06:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-government 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Un piccolo segno eloquente di una community che cresce: nell&#8217;estate 2008, quando Kublai era neonata, abbiamo fatto alcuni video per cercare di comunicare cosa volevamo fare, e in particolare chi sono i creativi, le persone che vogliamo valorizzare. Ci ho lavorato tre mesi. Nonostante collaboratori molto bravi e professionali sul fronte video, alla fine della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un piccolo segno eloquente di una community che cresce: nell&#8217;estate 2008, quando Kublai era neonata, abbiamo fatto <a href="http://current.com/users/ProgettoKublai/all/0.htm">alcuni video</a> per cercare di comunicare cosa volevamo fare, e in particolare chi sono i creativi, le persone che vogliamo valorizzare. Ci ho lavorato tre mesi. Nonostante collaboratori molto bravi e professionali sul fronte video, alla fine della strada l&#8217;unico luogo dove potevamo prendere il modo di raccontare questa storia era la mia testa.</p>
<p>Un anno e mezzo dopo, serviva un altro video. A questo punto la storia da raccontare è dispersa in tante teste invece che concentrata nella mia, quindi abbiamo deciso di lavorare con una specie di iperdelega: una persona della community (Chantal) ha realizzato il video, un&#8217;altra (<a href="http://www.corriere.it/cronache/09_agosto_17/focus2_cd27c082-8af8-11de-8977-00144f02aabc.shtml">Augusto</a>) le ha fatto il briefing. Il mio lavoro è stato lanciare l&#8217;idea, individuare una persona a cui chiedere il primo consiglio, reperire un minimo di risorse e togliermi di mezzo. Il risultato non è Kublai come lo vedo io, ma come lo vedono loro, il che funziona molto meglio per questo tipo di comunicazione! E mi è costato: zero riunioni; una telefonata di due minuti di conferma finale; quattro email, contate. Dal momento in cui abbiamo detto &#8220;ehi, facciamo un video!&#8221; alla consegna sono passati quattro giorni e mezzo, di cui due e mezzo lavorativi. Sembra di avere i superpoteri! Niente da fare: quando condividi una cultura l&#8217;efficienza del sistema aumenta in modo spettacolare, come <a href="http://books.google.it/books?id=gnh2Rb1rcMIC&#038;printsec=frontcover&#038;dq=saxenian+silicon+valley&#038;source=bl&#038;ots=Bay7Uoz_Z5&#038;sig=jwR4qt69OmqpphKLvHF3VPzDTcI&#038;hl=it&#038;ei=tPxVS-mYFs-ilAfs8ISUBw&#038;sa=X&#038;oi=book_result&#038;ct=result&#038;resnum=9&#038;ved=0CDcQ6AEwCA#v=onepage&#038;q=&#038;f=false">ha mostrato</a> Annalee Saxenian. E se riusciamo ad imparare il trucco per costruire comunità che condividano una proposta culturale&#8230; sarà come avere in giardino la pianta di superarachidi, quelle che trasformano Pippo in <a href="http://tuttidentro.files.wordpress.com/2009/01/superpippo.jpg">Super Pippo</a>. Ta-dah!</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/btL8apFSEvY&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it_IT&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/btL8apFSEvY&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=it_IT&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="425" height="344"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ControordineCompagni/~4/Be26urbPVBE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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