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	<title>Contrordine compagni</title>
	
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	<description>Il blog di Alberto Cottica: creatività e economia nella grande rete (beta)</description>
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		<title>L’industria musicale: come sopravvivere alla tempesta perfetta</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 15:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[industrie creative e sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi il Master in musica, comunicazione e marketing dell&#8217;università La Sapienza, a Roma, tiene un convegno sulla formazione per l&#8217;industria musicale, facendo il punto dell&#8217;esperienza di 5 anni di master. Non posso partecipare, ma gli ho mandato un brevissimo intervento video.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi il <a href="http://www.mmcm.it/">Master in musica, comunicazione e marketing</a> dell&#8217;università La Sapienza, a Roma, tiene un convegno sulla formazione per l&#8217;industria musicale, facendo il punto dell&#8217;esperienza di 5 anni di master. Non posso partecipare, ma gli ho mandato un brevissimo intervento video.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Yzk98vGlgqY&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Yzk98vGlgqY&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;hl=en&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Noi, adesso: la Open Declaration scalda i motori</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 07:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-government 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[eups20]]></category>
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		<category><![CDATA[Open declaration]]></category>
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		<description><![CDATA[Paul Johnston di theconnectedrepublic (è l&#8217;iniziativa di Cisco sui servizi pubblici in rete) ha fatto questo video, che secondo me è straordinario. Le persone che vedete stanno tutte leggendo la Open Declaration sui servizi pubblici europei. Lo trovo emozionante, anche a prescindere dal gioco a riconoscere chi è chi (ehi, aspetta quello non è Lee [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Paul Johnston di <a href="http://www.theconnectedrepublic.org" target="_blank">theconnectedrepublic</a> (è l&#8217;iniziativa di Cisco sui servizi pubblici in rete) ha fatto questo video, che secondo me è straordinario. Le persone che vedete stanno tutte leggendo la Open Declaration sui servizi pubblici europei. Lo trovo emozionante, anche a prescindere dal gioco a riconoscere chi è chi (ehi, aspetta quello non è <a href="http://www.headshift.com/about/overview.php">Lee Bryant</a>?). Potete contribuire anche voi: basta riprendersi mentre si legge ad alta voce la propria parte preferita della dichiarazione (testo <a href="http://eups20.wordpress.com/the-open-declaration/">qui</a>) e postare il video come commento video a quello di Paul. </p>
<p>Però a me piacerebbe di più fare un&#8217;altra cosa, e cioè fare una versione italiana. La traduzione esiste già (<a href="http://eups20.wordpress.com/help-us-to-translate-the-declaration/#comment-275">qui</a>: grazie a <a href="http://www.whoo.it">Francesco</a> e a <a href="http://gianlucadettori.nova100.ilsole24ore.com/">Gianluca</a> che ha lanciato l&#8217;idea). Qualcuno, oltre a me, avrebbe voglia di riprendersi mentre ne legge un pezzo?</p>
<p>UPD &#8211; Il <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=150661944506&#038;ref=ts">gruppo Facebook</a> della Open Declaration è diventato molto vivace, 100 iscrizioni da ieri sera (sono le 11 del 3 novembre). Se avete un po&#8217; di tempo, questo è un buon momento per visitarlo e partecipare.</p>
<p>UPD 4 novembre &#8211; David Weinberger parla della dichiarazione <a href="http://www.hyperorg.com/blogger/2009/11/04/open-declaration-on-e-government">sul suo blog</a>  &#8211; e l&#8217;ha firmata. Suvvia, potete farlo anche voi, no?</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kcW3_qryVJc&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kcW3_qryVJc&#038;color1=0xb1b1b1&#038;color2=0xcfcfcf&#038;feature=player_embedded&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Personal Democracy Forum: reinventare il governo partendo dalle Ramblas (con lo sconto)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 07:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-government 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Barcelona]]></category>
		<category><![CDATA[pdfeurope]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi chiedono di parlare al primo Personal Democracy Forum europeo (quello americano si tiene già da cinque anni), che si farà a Barcellona il 20 e 21 novembre. Il PDF si occupa di politica e web, ma &#8211; almeno in questa edizione &#8211; anche di politiche, nel senso di policy. Tutta la seconda giornata è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="PDF Europe" src="http://personaldemocracy.com/files/torreagbar3.gif" alt="" width="252" height="356" />Mi chiedono di parlare al primo <a href="http://personaldemocracy.com/">Personal Democracy Forum</a> europeo (quello americano si tiene già da cinque anni), che si farà a Barcellona il 20 e 21 novembre. Il PDF si occupa di politica e web, ma &#8211; almeno in questa edizione &#8211; anche di politiche, nel senso di policy. Tutta la seconda giornata è dedicata alla reinvenzione del governo, e in questo senso si spiega anche la mia presenza. <a href="http://personaldemocracy.com/personal-democracy-forum-europe"></a></p>
<p><a href="http://personaldemocracy.com/personal-democracy-forum-europe">La lista degli speakers</a> è abbastanza impressionante, e sono davvero onorato che mi abbiano chiesto di unirmi a questa specie di legione dei supereroi dell&#8217;e-government: Charles Leadbeater, Dom Campbell di Futuregov, Jack Thurston di Farmsubsidy, Tom Steinberg di Mysociety, David Osimo&#8230; Io partecipo a un panel che mi interessa molto. Il tema è se le politiche user generated di cui mi occupo (qui chiamate &#8220;we-gov&#8221;) siano in sync o, invece, in contrasto con l&#8217;uso del web in modalità 1.0, per veicolare contenuti dalle autorità pubbliche ai cittadini (&#8221;e-gov&#8221;); e la domanda è più sottile di quello che sembra. Il moderatore sarà Steve Moore di Reboot Britain; gli altri partecipanti sono Matthew Fraser, Tiago Peixoto e appunto Dom Campbell.</p>
<p>Se avete voglia di partecipare &#8211; Barcellona è bella anche d&#8217;inverno &#8211; potete risparmiare il 20% sul costo della conferenza. La pagina di registrazione è <a href="http://regonline.com/pdfeu">qui</a>: nella casella &#8220;promotion code&#8221; scrivete &#8220;cottica09&#8243;. Se si iscrivono quattro persone con lo stesso codice PDF ci regala un ingresso gratis, quindi chiedo a chi dovesse usare il codice il favore di segnalarmelo (scrivetemi o lasciate un commento qui). In questo modo magari riusciamo a regalare un ingresso a qualcuno, o a rifondervi una parte del denaro speso. Ci vediamo sulle ramblas.</p>
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		<title>Due giorni divertenti (se sopravvivo)</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 06:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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Domattina mi sveglio presto, non a casa mia ma a Matera. Alle 8 ho una presentazione di Kublai all&#8217;OECD World Forum. Noi presentiamo da Second Life, e i colleghi del Dipartimento per le politiche di sviluppo partecipano dallo stand del DPS al Forum. Che si trova a Pusan: l&#8217;ora indegna serve a collimare con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="503" height="277" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7067719&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=339966&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="503" height="277" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7067719&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=339966&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Domattina mi sveglio presto, non a casa mia ma a Matera. Alle 8 ho una presentazione di Kublai all&#8217;<a href="http://www.oecdworldforum2009.org/">OECD World Forum</a>. Noi presentiamo da Second Life, e i colleghi del <a href="http://www.dps.tesoro.it/">Dipartimento per le politiche di sviluppo</a> partecipano dallo stand del DPS al Forum. Che si trova a Pusan: l&#8217;ora indegna serve a collimare con il fuso orario coreano.</p>
<p>Dopo colazione, una breve passeggiata tra i Sassi mi porta a Matera Fablab. Sotto la guida di &#8220;Mr. Arduino&#8221; <a href="http://www.massimobanzi.com/">Massimo Banzi</a> costruiremo un sistema di regia a distanza per webcam (ci serve per gli spazi laboratorio di Visioni Urbane). Massimo dice che useremo i motori elettrici degli specchietti retrovisori delle auto per muovere le webcam a distanza! Nel pomeriggio mi divido tra Fablab e la sessione sulle industrie creative degli <a href="http://opendays.basilicatanet.it/intro_it.htm">Open Days</a>. Nel frattempo arriva il resto del team di Kublai, e mi sa che ci tocca pure una riunione. Cena ufficiale con tutti-ma-proprio-tutti.</p>
<p>Venerdì sono impegnato in <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=43564242748&amp;ref=ts#/event.php?eid=171554345228&amp;index=1">Progetto in un giorno</a>, un laboratorio che mira a condensare il percorso di Kublai in una giornata. E&#8217; la prima volta che ci proviamo, spero e credo che ci divertiremo. Alle 17 finiamo, mi cambio e mi metto a giocare ad <a href="http://www.a-maze.it/">A-maze</a>, il gioco urbano inventato dal gruppo di <a href="http://www.criticalcity.org">Criticalcity</a>per Matera. E gli altri concorrenti sono avvisati, gioco per vincere!</p>
<p>Tutto si può dire del mio lavoro, ma non che sia noioso. Un giorno devo fare una riflessione seria su cosa stanno diventando le politiche di sviluppo. Se riesco a riprendermi.</p>
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		<title>This voice is your voice</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 06:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-government 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Da quando esistono, la blogosfera prima e la statusfera poi sono percorse da una certa insoddisfazione per la &#8220;vecchia politica&#8221;. Immagino che l&#8217;idea sia che &#8220;noi&#8221; &#8211; qualunque cosa questo noi voglia dire &#8211; siamo meglio. Se fossimo &#8220;noi&#8221; ad amministrare e rappresentare il paese &#8211; o l&#8217;economia, o il mondo &#8211; faremmo un lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando esistono, la blogosfera prima e la statusfera poi sono percorse da una certa insoddisfazione per la &#8220;vecchia politica&#8221;. Immagino che l&#8217;idea sia che &#8220;noi&#8221; &#8211; qualunque cosa questo noi voglia dire &#8211; siamo meglio. Se fossimo &#8220;noi&#8221; ad amministrare e rappresentare il paese &#8211; o l&#8217;economia, o il mondo &#8211; faremmo un lavoro migliore.</p>
<p>La <a href="http://eups20.wordpress.com/the-open-declaration/">Open declaration on European public services</a> ci dà un&#8217;ottima occasione di appoggiare un nuovo modo, totalmente figlio della rete, di contribuire al miglioramento della gestione pubblica. E&#8217; partita dal basso, per iniziativa di una piccola tribù globale e molto connessa, il &#8220;rowing committee&#8221;; si è sviluppata attraverso un processo collaborativo, i cui ingredienti sono 12 (dodici) tools e 55 (cinquantacinque) euro &#8211; <a href="http://www.cottica.net/wp-content/uploads/2009/10/Open-declaration-budget.pdf">qui</a> il budget; ed è arrivata a un traguardo importante, quello di dividere le luci della ribalta della conferenza europea di Målmo con la dichiarazione dei ministri competenti. </p>
<p>Cosa vogliamo di più? Per una volta possiamo fare di più che lamentarci. Possiamo andare al <a href="http://www.endorsetheopendeclaration.eu/">mini-sito</a> e firmare la dichiarazione. Ci sono anche le istruzioni per passare parola, che per &#8220;noi&#8221; &#8211; forniti come siamo di account Twitter e Facebook &#8211; sarà semplice e naturale come condividere con i nostri cari quale hit di Sanremo anni 80 siamo. </p>
<p>David, Paul e Nadia ci rappresenteranno a Målmo. I ministri hanno dietro le spalle legittimità, apparati e potere. Loro hanno soltanto le nostre voci. Che siano tante, allora! This voice is your voice, come avrebbe detto il vecchio Woody Guthrie.</p>
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		<title>Punk rock e innovazione</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 18:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mio modello di innovazione sociale &#8211; ormai si sarà capito &#8211; è il movimento punk, che ho fatto in tempo, giovanissimo, a vedere sparire dietro la curva nei primissimi 80. Il succo del punk era &#8220;ehi, anch&#8217;io posso farlo&#8221;! Per me questo è stato un imprinting fortissimo, e ne porto ancora i segni. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 578px"><a href="http://postpunkbrazil.files.wordpress.com/2009/04/sex-pistols1.jpg"><img title="Never mind the bollocks" src="http://postpunkbrazil.files.wordpress.com/2009/04/sex-pistols1.jpg" alt="Investireste mai in unazienda con questo consiglio di amministrazione?" width="568" height="330" /></a><p class="wp-caption-text">Investireste mai in un&#39;azienda con questo consiglio di amministrazione?</p></div>
<p>Il mio modello di innovazione sociale &#8211; ormai si sarà capito &#8211; è il movimento punk, che ho fatto in tempo, giovanissimo, a vedere sparire dietro la curva nei primissimi 80. Il succo del punk era &#8220;ehi, anch&#8217;io posso farlo&#8221;! Per me questo è stato un imprinting fortissimo, e ne porto ancora i segni. Per fortuna.</p>
<p>Più tardi ho ricostruito un po&#8217; di storia, scoprendo che, fino a cinque minuti prima, era di moda una cosa molto diversa che si chiamava progressive rock, per gli amici prog. Il prog era una musica, uomo, <em>difficile</em>. Non è che un provincialotto qualunque di Sassuolo si metteva lì e suonava il prog. Dovevi sapere l&#8217;armonia, teoria musicale, avere i riferimenti culturali.  A me il prog è riuscito immediatamente antipatico. Tanto che per non sbagliarmi, verso il 1980, con la saggezza dei miei 14 anni ho deciso che (1) gli assoli di qualunque strumento sono masturbazione e puzzano di prog. Vietati. (2) I pezzi sopra i tre minuti e quaranta sono pretenziosi e puzzano di prog. Vietati. (3) Tutti gli italiani sono dei provinciali sfigati. Vietati tutti. In pratica buttavo via tutto, salvando un po&#8217; di soul, la musica classica (che in qualche modo mettevo in un mazzo diverso), la disco elettronica fine anni 70, e i primi Beatles. E il punk, e la new wave venuta subito dopo.</p>
<p>Mi pento e mi dolgo. Ma è un pentimento di testa: il mio cuore è ancora con i ragazzi del 76, che hanno letteralmente costretto all&#8217;estinzione i sofisticatissimi alfieri del prog con la loro urgenza espressiva, la loro bassa tecnologia, i loro suoni grezzi e slabbrati. E quindi, adesso, io sto con l&#8217;&#8221;underground tecnologico&#8221;, con il <em>subversive engineering</em> che vedo crescere intorno ad Arduino e alle altre piattaforme low cost di prototipazione. Tutti possono fare innovazione, e le idee più disruptive <em>non</em> verranno dai laboratori R&amp;D delle grandi aziende e dalle università più titolate.  Quindi, domani (martedì) me ne vado <a href="http://www.progettokublai.net/2009/10/16/nonzero-2010-massimo-banzi-hacking-the-physical-world/">qui</a>. Chi volesse venire, è il benvenuto: <a href="http://www.progettokublai.net/2009/10/19/nonzero-martedi-kublaibeer-a-milano/">porterò perfino le birre</a>. Punk&#8217;s not dead.</p>
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		<title>Mezzo Hummer</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 21:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
A inizio 2009 ho aperto un account su Dopplr. A differenza di altri social network, in cui sono entrato semplicemente per desiderio di esplorazione, qui avevo un obiettivo molto preciso: tenere un conto approssimativo delle distanze che copro quando mi sposto (prevalentemente per lavoro) e della CO2 che emetto. A luglio mi è arrivato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cottica.net/wp-content/uploads/2009/10/half-a-hummer.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1261" title="half a hummer" src="http://www.cottica.net/wp-content/uploads/2009/10/half-a-hummer.jpg" alt="half a hummer" width="599" height="300" /></a></p>
<p>A inizio 2009 ho aperto un account su <a href="http://www.dopplr.com/traveller/haiku66">Dopplr</a>. A differenza di altri social network, in cui sono entrato semplicemente per desiderio di esplorazione, qui avevo un obiettivo molto preciso: tenere un conto approssimativo delle distanze che copro quando mi sposto (prevalentemente per lavoro) e della CO2 che emetto. A luglio mi è arrivato il mio primo rapporto semestrale. Che dice:</p>
<ul>
<li>nei primi sei mesi del 2009 ho fatto 26 viaggi, per un totale di 58 giorni</li>
<li>ho percorso 23.407 km (il 6% della distanza tra la Terra e la Luna)</li>
<li>la mia velocità media del semestre è stata di 5,42 km/ora, circa quanto un papero (?)</li>
<li>e soprattutto, ho emesso, viaggiando, 2,237 tonnellate di CO2 in sei mesi. Un Hummer H3 (il SUV più SUV e antiecologico che ci sia) produce circa 10 tonnellate di CO2 in un anno. Ne consegue che io, a questo ritmo, solo spostandomi per lavoro inquino quanto mezzo Hummer.</li>
</ul>
<p>Questo non mi fa per niente piacere. Io non ce l&#8217;ho neanche, la macchina; sono preoccupato per il cambiamento climatico e mi dispiace trovarmi a inquinare come se l&#8217;avessi. Un buon proposito per l&#8217;anno nuovo è di cercare di limitare i viaggi di lavoro, sostituendo tutte quelle riunioni &#8211; spesso neanche tanto utili &#8211; con sistemi di gestione di progetti in asincrono, come <a href="http://basecamphq.com/">Basecamp</a>, o con <a href="http://www.cottica.net/2008/12/19/la-lunga-strada-di-second-life/">riunioni in Second Life</a> (per <a href="http://www.progettokublai.net">Kublai</a> funziona alla grande). Ovviamente questo proposito funziona meglio se non sono solo io, ma se tutti insieme spingiamo la cultura antiriunione. Viaggiamo, ma per incontrarci davvero, per partecipare a conferenze e condividere conoscenza e socialità. E comunque mezzo Hummer è troppo. Voglio passare a mezza Smart!</p>
<p>[Post realizzato per <a href="http://www.blogactionday.org ">Blog Action Day</a>]</p>
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		<title>La strada per Malmö: riformare l’amministrazione dal basso</title>
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		<comments>http://www.cottica.net/2009/10/12/la-strada-per-malmo-riformare-lamministrazione-dal-bassothe-road-to-malmo-government-reform-from-the-bottom-up/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 07:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-government 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[e-government]]></category>
		<category><![CDATA[eups20]]></category>
		<category><![CDATA[European Union]]></category>
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		<description><![CDATA[Come avevo già scritto, Public Services 2.0 ha lasciato un piccolo segno: si è formato un gruppo di persone &#8211; poche, qualche decina, da tutto il mondo &#8211; riunite intorno a David Osimo e Paul Johnston. Questo gruppo ha le competenze e la costanza per provare a portare la voce del popolo della rete nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cottica.net/2009/09/04/civic-hacker-manifesto-puoi-dare-una-manocan-you-help/">Come avevo già scritto</a>, Public Services 2.0 ha lasciato un piccolo segno: si è formato un gruppo di persone &#8211; poche, qualche decina, da tutto il mondo &#8211; riunite intorno a <a href="http://egov20.wordpress.com/">David Osimo</a> e <a href="http://theconnectedrepublic.org/users/Paul%20Johnston">Paul Johnston</a>. Questo gruppo ha le competenze e la costanza per provare a portare la voce del popolo della rete nella discussione sull&#8217;e-government in Europa. Ci siamo chiamati, per scherzo, il &#8220;rowing committee&#8221;: non ci sono capi, più remi e fai fatica e più ti fai rispettare.  </p>
<p>Abbiamo condiviso un processo collaborativo piuttosto articolato, discutendo su una <a href="http://groups.google.it/group/eups20">mailing list</a>, scrivendo insieme un <a href="http://eups20.wordpress.com/">blog</a> e usando altri strumenti per l&#8217;editing collaborativo. Così abbiamo prodotto <a href="http://eups20.wordpress.com/draft-declaration/">questa dichiarazione</a>. Proprio in questi giorni sta ricevendo un ultimo giro di commenti anche molto qualificati (ci sono i responsabili di tutti i miei progetti preferiti, da Farmsubsidy a Patientopinion).</p>
<p>Abbiamo chiesto alla Commissione Europea di portarla alla <a href="http://ec.europa.eu/information_society/activities/egovernment/conferences/malmo_2009/index_en.htm">conferenza ministeriale di Malmö</a>, dove verrà presentata una dichiarazione dei ministri europei responsabili per l&#8217;e-government. Tengo a precisare che non ci hanno chiesto di partecipare: siamo stati noi a reclamare visibilità per un&#8217;iniziativa dal basso. Ma la Commissione, sportivamente, ha accettato, e il mese prossimo, a Malmö, questa piccola tribù globale stabilirà un piccolo precedente. Innovazione (incrementale, per carità) è anche questo.</p>
<p>C&#8217;è ancora spazio per dare una mano. Andate <a href="http://eups20.wordpress.com/draft-declaration/">qui</a>, leggete e commentate, aiutateci a fare girare la voce, e fate con noi la strada per Malmö.</p>
<p>UPD 13 ottobre &#8211; Oggi è l&#8217;ultimo giorno utile per commentare la open declaration. Da domani verrà messa online la versione finale, e si passa all&#8217;endorsement.</p>
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		<title>Come sono diventato una hit editoriale involontaria</title>
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		<comments>http://www.cottica.net/2009/10/09/come-sono-diventato-una-hit-editoriale-involontaria/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 07:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Scribd]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a Scribd. 

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a <a href="http://www.scribd.com/haiku66">Scribd</a>. <img src='http://www.cottica.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
<a href="http://www.cottica.net/wp-content/uploads/2009/10/Scribd-100k.001.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1232" title="Scribd 100k.001" src="http://www.cottica.net/wp-content/uploads/2009/10/Scribd-100k.001.jpg" alt="Scribd 100k.001" width="319" height="239" /></a></p>
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		<title>Una politica antitrust per la cultura: una modesta proposta</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ControordineCompagni/~3/4tH66uZXNfM/</link>
		<comments>http://www.cottica.net/2009/10/06/un-antitrust-per-la-cultura-una-modesta-proposta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 06:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[industrie creative e sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[antitrust]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Soria]]></category>
		<category><![CDATA[Grinzane Cavour]]></category>

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		<description><![CDATA[A sei mesi di distanza, non riesco a smettere di pensare al brutto affare del Premio Grinzane Cavour (Wikipedia). La storia in sintesi è questa: fondato nel 1982 per avvicinare i giovani alla lettura, il premio è cresciuto molto, gemmando diverse iniziative internazionali. Si tratta di un tipico caso di successo che chiama altro successo: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A sei mesi di distanza, non riesco a smettere di pensare al brutto affare del Premio Grinzane Cavour (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Grinzane_Cavour">Wikipedia</a>). La storia in sintesi è questa: fondato nel 1982 per avvicinare i giovani alla lettura, il premio è cresciuto molto, gemmando diverse iniziative internazionali. Si tratta di un tipico caso di successo che chiama altro successo: più il premio cresceva, più i suoi finanziatori si mostravano generosi, orgogliosi di contribuire a un&#8217;esperienza di eccellenza nel campo degli eventi letterari. <a href="http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=40762&amp;idsezione=1">Si è stimato</a> che Ministero della cultura, Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino, fondazione bancarie, grandi aziende abbiano finanziato il Grinzane Cavour per circa 23 milioni di euro in 27 anni &#8211; a cui vanno aggiunti altri 6 milioni destinati a restaurare la sua sede, il castello di Costigliole d&#8217;Asti. <a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/imperia/2009/03/13/AMT0KITC-ospedaletti_soldi_pubblici.shtml?hl">A quanto pare</a>, negli ultimi anni il premio letterario più importante in Piemonte riceveva quattro milioni e mezzo di euro l&#8217;anno. In questi 27 anni al timone è stata sempre la stessa persona, il fondatore Giuliano Soria.</p>
<p>Dopo il suo arresto nel marzo 2009, Soria ha confessato di avere stornato 915mila euro a scopi privati. Ma non è nemmeno questo il punto. Il punto è che con gli altri 28 milioni di euro il Grinzane Cavour ha finanziato &#8211; legalmente &#8211; eventi come <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/vi_racconto_business_grinzane_cene_e_signorine/24-02-2009/articolo-id=331129-page=0">questo viaggio</a> per giornalisti, che alloggiano al Metropol di Mosca tra lussi sfrenati (una ragazza in abito da sera e guanti bianchi di raso che suona l&#8217;arpa mentre fanno colazione al mattino?). Con i costi di quel viaggio si sarebbe potuto fare un discreto premio letterario alternativo al Grinzane.</p>
<p>Soria è un uomo disonesto; la maggior parte dei suoi colleghi non lo è, ma questo non previene gli effetti distorsivi del meccanismo &#8220;successo chiama successo&#8221; &#8211; almeno quando la crescita è finanziata da contributi e donazioni, anziché dal mercato. Nel mondo della cultura ho visto spesso un soggetto crescere molto, fino a monopolizzare l&#8217;attenzione dei finanziatori, e quindi a bloccare la crescita di tutti gli altri. In molte città e regioni questi soggetti diventano gli interlocutori privilegiati delle istituzioni: Fondazione Arezzo Wave nella Arezzo degli anni 90 sulla musica, Nicoletta Mantovani (vedova Pavarotti) a Modena per i grandi eventi, Slow Food nel nord Italia per il cibo, e così via. In questi territori, se qualcuno propone un&#8217;idea che invade il campo di questi grandi si sente rispondere &#8220;Bell&#8217;idea! Perché non ne parli con Arezzo Wave&#8221; (o Mantovani, o Slow Food, o Soria)?&#8221; La parola d&#8217;ordine è sempre &#8220;razionalizzazione&#8221;, per &#8220;evitare di farsi concorrenza da soli&#8221;.</p>
<p>Io sono un economista industriale, e per me la concorrenza è una cosa buona. Credo che, se in Piemonte si fosse permesso ad altri premi letterari di crescere, Soria avrebbe dovuto limitare gli eccessi, o perdere i suoi finanziamenti a favore di altri organizzatori più efficaci. Mi permetto di suggerire una politica antitrust per la cultura. Gli strumenti si trovano: per esempio, si potrebbe introdurre una regola che dice &#8220;nessun soggetto può ricevere più del X% dei contributi del Comune (o della Regione) alla cultura&#8221; Oppure si potrebbe subordinare la concessione di contributi pubblici al rinnovo dei gruppi dirigenti delle iniziative culturali. Più che di strumenti, credo si tratti di assumere la distruzione creativa indotta dalla concorrenza (quando funziona) come un valore e un obiettivo per le politiche pubbliche. Non è facile, ma va fatto: temo che ci siano molti altri grandi e piccoli Soria, là fuori, al riparo da minacce concorrenziali e alle prese con tentazioni di tutti i tipi.</p>
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