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	<title>Come eludere l'Ansia Tropicale</title>
	
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	<description>...e diventare Persone Sensibili bypassando completamente la Fase del Tormento</description>
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		<title>L’uomo che non c’era</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 06:11:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo zio Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bere fa male (?)]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>L&#8217;Uomo non ha ancora creato un&#8217;arte o un linguaggio in grado di descrivere almeno decentemente la <span style="text-decoration: underline;">capigliatura di un barbiere</span>. Un barbiere con i capelli, ovviamente, un barbiere almeno cinquantenne anche se questo è ovvio, data la inspiegabile (uhm, inspiegabile?) mancanza di ricambio generazionale in questa professione.<br />
In realtà il bulbo di una barbiere cinquantenne parla una lingua troppo difficile per essere parlata, canta una musica troppo complicata per essere depositata in SIAE, recita un melodramma troppo intenso per essere sceneggiato da essere umano: l&#8217;Amore, il dopobarba, un fritto in riviera, Fred Bongusto, una figlia che non capisce, 20 annate di playboy, la tristezza solidale e rassegnata condivisa con un paio di clienti abituali, e il ricordo di quell&#8217;anno, quel terribile anno che ha ancora la faccia di <em>lei</em>, il famoso <em>anno del cuore spezzato</em>.</p>
<p>Io non vado mai dal barbiere, perchè mi rado il capoccione con la macchinetta e la faccia l&#8217;ho sempre tenuta rasata, ma quest&#8217;estate ho tentato &#8211; per la seconda volta a dire il vero &#8211; un baffetto sbarazzino (che a vedersi, devo proprio dire, fa dissolvere in una patetica nuvoletta di inadeguatezza semantica l&#8217;espressione &#8220;<em>faccia da cazzo</em>&#8220;).<br />
Allora entro per la manutenzione del baffo e mi siedo, mi rilasso pensando a quel film dei fratelli Coen e lascio fare al barbiere il suo lavoro. Poi mi cade l&#8217;occhio, vedo questa sua capigliatura, e improvvisamente, <em>invaso violentato sopraffatto squinternato</em> dalle suggestioni di cui sopra (è noto che sono un tizio facilmente emozionabile), scaglio via la bacinella col pennello, mi alzo precipitosamente, e con il telo da barbiere ancora addosso, piangendo sguaiatemente senza neanche prendermi la briga di coprirmi la faccia con le mani, esco di corsa da &#8220;Il Salone di Learco &amp; Iames&#8221;.</p>
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		<title>Agenzia di viaggi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 10:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo zio Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Vita (in posti di merda): istruzioni per l' uso]]></category>

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		<description><![CDATA[Carlotta sta per partire per il suo viaggio di nozze, così oggi parlavo a mio padre di una cosuccia che mi è venuta in mente: che se rinasco, voglio aprire un’agenzia di viaggi. Ma non un’agenzia di viaggi qualsiasi. Non che sia malaccio la vita dell’agente di viaggi eh, si sta sempre in giro in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Carlotta sta per partire per il suo viaggio di nozze, così oggi parlavo a mio padre di una cosuccia che mi è venuta in mente: che se rinasco, voglio aprire un’agenzia di viaggi.<br />
Ma non un’agenzia di viaggi qualsiasi.<br />
Non che sia malaccio la vita dell’agente di viaggi eh, si sta sempre in giro in lussuosi alberghi, in posti esotici a fare gli &#8220;educational&#8221;, che in sostanza sono dei meeting professionali per agenti di viaggio in cui si mangia si beve e si scopa come dei mandinghi, solo che boh, pensavo, che ti rimane alla fine di una vita così, uno spazzolino e qualche depliant?<br />
No, pensavo a un’agenzia di <em>viaggi nei ceti sociali</em>.<br />
Quanti uomini d&#8217;affari si saranno sentiti stanchi del peso e del rischio che comporta il loro lavoro, della responsabilità terrificante, stanchi di tutte quelle conversazioni vuote con persone vuote, noiose come se ne possono trovare solo nella doccia di un circolo del golf di questa nostra miserabile provincia italiana. E allora <em>tac</em>, entro in ballo io, e ti faccio passare un mese ad azionare le sbarre di un passaggio a livello rurale della rete ferroviaria svizzera. Pura, lenta, tranquilla routine, a riempirsi i polmoni di aria pulita, in solitudine e tranquillità, nessun vacuo broker e tanto tempo libero &#8211; fra un treno e l&#8217;altro &#8211; per leggere e studiare.<br />
Oppure sei un impiegato del Comune? Hai voglia di cambiare aria? Di una sferzata di adrenalina, uno stacco netto dalla rassicurante quadratura tipica della vita da dipendente? <em>Tac</em>. Vieni nella mia agenzia di viaggi e io ti faccio passare tre settimane come agente per qualche artista di Hollywood, party incredibili con gente eccentrica, gli squali quelli veri, il brivido di una competizione implacabile, il Sunset Boulevard e tutto quanto.<br />
O ancora: sei un uomo di marketing, e non ne puoi più di sentirti inutile, perchè alla fine dei conti sei l&#8217;unico essere che non produce un cazzo di niente? Ti aspetta una splendida azienda agricola in Nuova Zelanda, la vita del contadino, il vero retaggio dei nostri avi, ad estrarre con amore il cibo da Madre Terra. Pane. Vino. Il pio bove.<br />
Mentre tornavo a casa ho pensato, che cretino che sono, che pazienza deve portare mio padre ad avere un figlio cazzone.<br />
Chissà se si trova bene mio padre, lì dove è andato a stare. Penso di sì: i cimiteri sono rimasti una delle poche cose belline e accoglienti di questa nostra miserabile provincia italiana.<br />
Altro che agenzie di viaggi.</p>
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		<title>Apparenza</title>
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		<pubDate>Sun, 16 May 2010 20:35:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo zio Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bere fa male (?)]]></category>

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		<description><![CDATA[Prendi il tipico cerbiatto ferito, sguardo smarrito da sotto le lunghe ciglia… La prima reazione alla vista del cerbiatto ferito è una stretta al cuore, poi un moto di amorevolezza. Una carezza. Ma improvvisamente arriva da chissà dove il richiamo della giungla, ed ecco che il caritatevole soccorritore diventa un animale affamato di carne cerbiattosa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Prendi il tipico cerbiatto ferito, sguardo smarrito da sotto le lunghe ciglia… La prima reazione alla vista del cerbiatto ferito è una stretta al cuore, poi un moto di amorevolezza. Una carezza. Ma improvvisamente arriva da chissà dove il richiamo della giungla, ed ecco che il caritatevole soccorritore diventa un animale affamato di carne cerbiattosa.<br />
Una zampata, i denti del lupo affondano.<br />
L’oblio.<br />
Il bello è che quando parte tutto questo teatrino, chi credeva di essere il lupo in realtà era il cerbiatto ferito, e chi si credeva cerbiatto  era in realtà terrificante, famelico, fiabesco lupo.<br />
Ovviamente sbronzo.</p>
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		<title>X-Gargaroz</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 11:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo zio Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Vita (in posti di merda): istruzioni per l' uso]]></category>

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		<description><![CDATA[Dando per scontato che nessuno qui sia così imbecille da credere davvero che X-factor possa essere una vera gara con veri e propri vincitori, visto che i concorrenti sono quasi tutti ronzini della SonyMusic, (così come la maggioranza dei partecipanti ad Amici sono brocchi della scuderia EMI), vorrei alzare un gigantesco sopracciglio alla notizia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Dando per scontato che nessuno qui sia così imbecille da credere davvero che X-factor possa essere una vera gara con veri e propri vincitori, visto che i concorrenti sono quasi tutti ronzini della SonyMusic, (così come la maggioranza dei partecipanti ad Amici sono brocchi della scuderia EMI), vorrei alzare un gigantesco sopracciglio alla notizia di Elio che accetta il ruolo di giurato nel popolare talent-show.<br />
Potevo capire Morgan, che esaurita l’onda dei Bluvertigo doveva in qualche modo sfamare la bestia orrenda del suo ego, ma Elio, cazzo, Elio no, dai! Uno che non ha mai fatto figure di merda, uno con la testa sulle spalle, nel pieno della sua maturità…<br />
Ma io mi fido ancora di lui, e aspetto fiducioso di vedere cosa succederà (sempre beninteso che la cosa non comporti il dover guardare X-factor).</p>
<p>P.S. Giusto un paio di pensieri da bar sullo stramaledetto format del &#8220;talent show&#8221;. Innanzitutto è evidente (non è certo una novità) la geniale ergonomicità della cosiddetta formula “reality”: perchè sprecare immense quantità di denaro ed energie in A&amp;R, produzione lunga e complessa e coltivazione di rapporti con artisti nella stragrande maggioranza del caso drogati, cagacazzo, avidi e pestamerde, quando gli strati sociali più soli, ignoranti e abbandonati-da-dio fanno la fila per farsi mungere in cambio dell’illusione di un mesetto di popolarità?<br />
E&#8217; ormai cosa nota, la cosa non costa un tubo e funziona più o meno così: tu scopri grazie al karaoke di essere sempre stato sotto sotto un <em>artìsht</em>, e ti fai le tue selezioni per la trasmissione; qualora ti prendano, (sempre se sei firmato Sony, altrimenti colcazzo) una serie di pervertiti stylist ti conciano in un modo tale che se sei non dico un artista ma una persona normo-dotata in fatto di gusti ti/li ammazzi a sprangate ed è finita lì, altrimenti vuol dire che sei in grado di affrontare quello che seguirà.<br />
Poi, se quei licheni umani che hanno la loro stessa vita in tale disprezzo da passare una serata a guardare xfactor -il pubblico- mostreranno di gradire il tuo impacchettato teatrino (neanche tuo a dire il vero, essendo fatto di un collage di vieti clichè -saranno una dozzina in tutto- cuciti insieme da qualche verme dal lavoro innominabile) allora è fatta! Oddio, fatta, non esageriamo, a Milano c’è la solita catena di montaggio che -solo allora- ti produce a basso costo un Album di cinque (5!) o sei (6!) pezzi (per lo più cover, ma è assolutamente meglio così) da vendere a pochissimi euro, così i ragazzi lo comprano e puoi dire di essere in classifica. Con la Giusona ha funzionato benissimo: per il suo disco dubito abbiano speso più di 20 mila euro, ampiamente recuperati con una 250millina di copie vendute (non insinuo auto-comprate perchè non è carino e soprattutto non ho le fottute prove).<br />
L’anno prossimo il tuo pubblico di stanche ma stizzose amebe si sarà rotto i coglioni del suddetto tuo impacchettato teatrino, e visto che il verme che ti aveva confezionato quello dell’anno prima sarà troppo impegnato con un altro <em>artìsht</em> per potertene preparare uno nuovo, sarai invitato con cortese fermezza ad andartene a fare in culo.</p>
<p>Ora, le persone peggiori che respirano l’ossigeno che dovrebbe essere invece a disposizione di mio figlio e dei suoi figli, potrebbero obiettare <em>che male c’è, business is business, funziona, e quindi che male c’è</em>?<br />
C’è, mie dilette testine di cazzo, che così facendo avete<em> raso al suolo</em> la musica leggera (cioè, forse non sarà del tutto vero, ma è bello da dire). Completamente. Non è che vi siete scavati un canale parallelo, avete spaccato tutto, forse per vendicarvi della questione dei p2p. A voi non cambia nulla perchè tutto ciò che può essere bello o brutto trascende le vostre capacità di interessamento, ma sapete una cosa? Non me ne frega un cazzo neanche a me! Ah! Ah! Perchè io della musica leggera soprattutto italiana me ne strabatto le pallacce! Ma se in passato nel fango del paese-reale-ante-litteram un qualche fiore “pop” è spuntato, state pur certi che da adesso fara molta &#8211; ma molta &#8211; più fatica.</p>
<p>P.P.S. Indovina indovinElio, che etichetta distribuisce Elio? (toh! la Sony)</p>
<div><span style="font-family: 'Helvetica Neue Light', 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><br />
</span></div>
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		<title>Cose Veramente Importanti pt.IV</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 07:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo zio Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Vita (in posti di merda): istruzioni per l' uso]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco, questa proprio non la sapevo. In 1961, Bancroft met Mel Brooks at a rehearsal for the Perry Como variety show. Bancroft and Brooks married on August 5, 1964 in New York City and were together until her death. They had one son, Maximillian, in 1972. Brooks produced the 1980 film The Elephant Man, in which [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ecco, questa proprio non la sapevo.</p>
<p><em>In 1961, Bancroft met Mel Brooks at a rehearsal for the Perry Como variety show. Bancroft and Brooks married on August 5, 1964 in New York City and were together until her death. They had one son, Maximillian, in 1972. Brooks produced the 1980 film The Elephant Man, in which Bancroft acted.<br />
Both Brooks and Bancroft appeared in season six of The Simpsons. According to the DVD commentary, when Bancroft came to record her lines for the episode &#8221;Fear of Flying&#8221;, the Simpsons writers asked if Brooks had come with her (which he had), she joked, &#8220;I can&#8217;t get rid of him!&#8221;.</em></p>
<p><em><a href="http://www.comeeluderelansiatropicale.com/wp-content/uploads/2010/04/Immagine-5.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2846" title="Immagine 5" src="http://www.comeeluderelansiatropicale.com/wp-content/uploads/2010/04/Immagine-5.png" alt="" width="356" height="261" /></a><br />
</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>E pensare che mi pareva uno stupido giorno buttato via…</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 19:49:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo zio Giorgio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://www.comeeluderelansiatropicale.com/wp-content/uploads/2010/04/Guzzanti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2843" title="Guzzanti" src="http://www.comeeluderelansiatropicale.com/wp-content/uploads/2010/04/Guzzanti.jpg" alt="" width="287" height="38" /></a></p>
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		<title>Cose Veramente Importanti pt.III</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 11:47:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo zio Giorgio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo forse 4 o 5 anni. Mio padre mi mandò al commissariato di polizia con una lettera. Il commissario la lesse e mi rinchiuse in una cella per cinque o dieci minuti dicendomi: &#8220;Ecco che cosa si fa ai bambini cattivi&#8221;. Sir Alfred Joseph Hitchcock]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><blockquote><p><em>Avevo forse 4 o 5 anni. Mio padre mi mandò al commissariato di polizia con una lettera. Il commissario la lesse e mi rinchiuse in una cella per cinque o dieci minuti dicendomi: &#8220;Ecco che cosa si fa ai bambini cattivi&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>Sir Alfred Joseph Hitchcock</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Un lungo addio</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 11:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo zio Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[iBlatere]]></category>

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		<description><![CDATA[Egli entrò nella casa disabitata. Un tardo pomeriggio di tarda primavera, nella dolcezza dei campi, una casa colonica sperduta chissà dove nella bassa padana: il luogo dove aveva trascorso tutte le estati della sua infanzia. Era passato davvero molto tempo dall’ultima volta che c’era stato, e girando la chiave nella toppa non aveva idea di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Egli entrò nella casa disabitata.<br />
Un tardo pomeriggio di tarda primavera, nella dolcezza dei campi, una casa colonica sperduta chissà dove nella bassa padana: il luogo dove aveva trascorso tutte le estati della sua infanzia.<br />
Era passato davvero molto tempo dall’ultima volta che c’era stato, e girando la chiave nella toppa non aveva idea di cosa ci fosse all’interno. E misericordia, cosa mai lo aspettava lì dentro!<br />
La casa era vuota, completamente vuota, gli ultimi che ci avevano vissuto avevano portato via tutto, quindi c’era solo un profumo come di fieno lieve ma inebriante e, nell’angolo della prima stanza, una cucina economica.<br />
Il silenzio e il fresco si permeavano a tal punto che sembrava che i sensi atti a recepirli potessero esser scambiati, sentendo il fresco con le orecchie e il silenzio con la pelle.<br />
Ma, mio Dio, i fantasmi. Fantasmi! Tutti i suoi fantasmi del passato, non fantasmi che spaventano, ma fantasmi che ti prendono la mano, ti abbracciano piangendo e ti fanno piangere e ti spezzano il cuore: sua nonna ai fornelli, una contadina a impastare uova, il canto lieve di sua madre giovanissima, il giallo polveroso del sole attraverso la finestra e un rumore di ghiaia sotto i piedi dei bambini.<br />
Lui rimase senza fiato; chiuse gli occhi per cacciare le lacrime, li riaprì per cacciare tutti quei tristi, amatissimi fantasmi, e finalmente prese coscienza del fatto che la vita pian piano ci strappa via &#8211; con immani interessi &#8211; tutto quello che ci ha dato.<br />
Poi, d’improvviso, si ricordò il motivo per cui era venuto fin lì, e subito provvide a squinternare in una pecorina urlante (direi da 8+) la giovinetta che si era portato a tal uopo.</p>
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		<title>Il punto della situazione.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 13:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo zio Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Vita (in posti di merda): istruzioni per l' uso]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre più incredulo e sgomento compio oggi 42 anni. Al di là del fatto che &#8211; per via della schiena &#8211; nei primi 10 minuti dopo che mi sono alzato non riesco assolutamente a infilarmi i calzini da solo, direi che quando compi 42 anni non cambia nulla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Sempre più incredulo e sgomento compio oggi 42 anni.<br />
Al di là del fatto che &#8211; per via della schiena &#8211; nei primi 10 minuti dopo che mi sono alzato non riesco assolutamente a infilarmi i calzini da solo, direi che quando compi 42 anni non cambia nulla.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I Rintronauti</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 07:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lo zio Giorgio</dc:creator>
				<category><![CDATA[iBlatere]]></category>

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		<description><![CDATA[È veramente un sacco di tempo che non scrivo qui. Oddio, un sacco di tempo, saranno due o tre mesetti, ma la cosa mi ha dato da pensare: perchè uno che ha sempre avuto una gran voglia di mettersi lì a scrivere qualcosa quasi quotidianamente, poi un bel giorno non ce l’ha più? Con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>È veramente un sacco di tempo che non scrivo qui.<br />
Oddio, un sacco di tempo, saranno due o tre mesetti, ma la cosa mi ha dato da pensare: perchè uno che ha sempre avuto una gran voglia di mettersi lì a scrivere qualcosa quasi quotidianamente, poi un bel giorno non ce l’ha più?<br />
Con il sesso non funziona mica così: prova un po’ a lasciare un uomo senza sesso per due mesi poi vedi… Per le donne è il contrario, no? Meno lo fanno meno lo farebbero, si dice. Però no, un momento, mi sembra che a un certo mio amico, se la sua fidanzata non gli strizza il papero almeno ogni due o tre giorni, l&#8217;<em>eros</em> gli si offende e lui diventa come Formigoni. Oh, ma sto divagando.<br />
Bene, insomma, può capitare che la <em>verve </em>blogghereccia venga un po’ a mancare, ogni tanto, ma non solo quella in uscita, anche quella in entrata. Cioè, non solo non scrivo più, ma ho anche pochetta voglia di leggere; questo però è forse dovuto ad altro, ad esempio al non riuscire a spiegarmi come mai da qualche tempo a questa parte ogni pensiero che leggo in giro, soprattutto su Friendfeed, mi sembri <em><span style="text-decoration: underline;">del tutto idiota</span></em><span style="text-decoration: underline;">.</span><br />
In teoria i motivi potrebbero essere i seguenti:</p>
<p>a) sono diventato intelligentissimo (mi sembra sinceramente molto difficile)</p>
<p>b) sono molto depresso (anche questo mi sembra difficile, anche solo dando un veloce sguardo al patrimonio in natura che giace nella mia cantina)</p>
<p>c) siete diventati tutti idioti.</p>
<p>Ecco, questa mi sembra un’ipotesi affascinante.<br />
Può essere colpa di Friendfeed? Il social network <em>sooo addictive </em>per la gente veramente in gambissima? Quello che ha ridotto blogghers cui avrei consegnato a scatola chiusa le chiavi del mio feed reader a scrivere cose del calibro di</p>
<p><a href="http://www.comeeluderelansiatropicale.com/wp-content/uploads/2010/03/Immagine-3.png"><img class="size-full wp-image-2774 alignnone" title="la caponata" src="http://www.comeeluderelansiatropicale.com/wp-content/uploads/2010/03/Immagine-3.png" alt="" width="373" height="45" /></a></p>
<p>Il fatto che qualsiasi idiota è in grado di mettere insieme un discorso di 200 battute non significa necessariamente che tutto quello che leggi su friendfeed sia idiota.<br />
No, aspetta, forse sì.</p>
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