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	<title>Il Cinema di un'appassionata cinefila - Cinemio.it</title>
	
	<link>http://cinemio.it</link>
	<description>il Cinema secondo me</description>
	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:45:52 +0000</pubDate>
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		<title>“Une Partie de Campagne” di Jean Renoir: come l’impressionismo dipinge il cinema</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 22:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Muratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[film stranieri]]></category>

		<category><![CDATA[impressionismo]]></category>

		<category><![CDATA[Jean Renoir]]></category>

		<category><![CDATA[La Scampagnata]]></category>

		<category><![CDATA[Pierre-Auguste Renoir]]></category>

		<category><![CDATA[realismo poetico]]></category>

		<category><![CDATA[Sylvia Bataille]]></category>

		<category><![CDATA[Une Partie de Campagne]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondogenito del pittore impressionista Pierre-Auguste Renoir, Jean non poteva far altro che ereditare la lezione artistica del padre.
Appassionatosi di cinema “grazie” ad una ferita riportata in guerra (la Prima Guerra Mondiale, ndr), Renoir divenne uno dei maggiori esponenti del realismo poetico, corrente cinematografica nata nella Francia degli anni ’30 che pone le basi del cinema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Secondogenito del <strong>pittore impressionista</strong> <a title="pagina wikipedia su Pierre-Auguste Renoir" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre-Auguste_Renoir" target="_blank">Pierre-Auguste Renoir</a>, Jean non poteva far altro che ereditare la lezione artistica del padre.</p>
<p class="MsoNormal">Appassionatosi di cinema “grazie” ad una ferita riportata in guerra (la Prima Guerra Mondiale, <em>ndr</em>), <a title="biografia di Jean Renoir" href="http://www.mymovies.it/biografia/?r=1226" target="_blank">Renoir</a> divenne uno dei maggiori esponenti del <strong>realismo poetico</strong>, corrente cinematografica nata nella Francia degli anni ’30 che pone le basi del cinema moderno.</p>
<p class="MsoNormal">“Se alcuni paesaggi e certi costumi ricordano i quadri di mio padre, - disse lo stesso Jean a proposito di <em><strong>Une Partie de Campagne</strong></em> - la ragione è semplice: perché l’azione è ambientata all’epoca e nei luoghi in cui mio padre ha lavorato molto; e poi perché io sono suo figlio e dai propri genitori si è fatalmente influenzati. Ho rifatto dunque uno studio del gesto dei pittori della sua generazione.”</p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignnone size-full wp-image-1804" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/partie-de-campagne-locandina.jpg" alt="partie-de-campagne-locandina" width="297" height="400" /></p>
<h2 class="MsoNormal">La trama del film</h2>
<p><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;   &lt;![endif]--><!--[if !mso]&gt;--></p>
<p class="MsoNormal">Nei giorni scorsi ho potuto assistere alla proiezione di questo film di soli 40 minuti, a noi meglio noto come <strong><em>La Scampagnata</em></strong>, la cui copia restaurata è stata acquisita dalla <strong>Fondazione Cineteca Italiana di Milano</strong>.</p>
<p class="MsoNormal">La trama deriva dall’omonima novella di <a title="pagina wikipedia su Guy de Maupassant" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guy_de_Maupassant" target="_blank">Guy de Maupassant</a>: il commerciante parigino Monsieur Dufour (<a title="biografia di Andrè Gabriello" href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=13036" target="_blank">Andrè Gabriello</a>) decide di trascorrere una giornata in campagna con la sua famiglia, pranzando in riva al fiume presso l’osteria del signor Poulain (<a title="biografia di Jean Renoir" href="http://www.mymovies.it/biografia/?r=1226" target="_blank">Jean Renoir</a>).</p>
<p class="MsoNormal">Due giovani canottieri ed esperti seduttori, Henri (<strong>Georges St.Saens</strong>, alias <strong>Georges Darnoux</strong>) e Rodolphe (<strong>Jacques Borel</strong>), avvicinano e corteggiano la moglie e la figlia di Dufour, Juliette (<strong>Jeanne Marken</strong>) ed Henriette (<a title="biografia di Sylvia Bataille" href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=22228" target="_blank">Sylvia Bataille</a>), portandole sul fiume in barca.</p>
<p class="MsoNormal">Mentre la madre e Rodolphe vogliono solo divertirsi un po’, la figlia ed Henri si innamorano; passa un anno, e scopriamo che il loro amore è stato purtroppo ostacolato da Anatole (<strong>Paul Temps</strong>), il socio di Monsieur Dufour a cui Henriette è stata costretta a sposarsi.</p>
<h2 class="MsoNormal">Così le inquadrature ci fanno &#8220;vedere&#8221; i sentimenti</h2>
<p class="MsoNormal"><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;   &lt;![endif]--> Il film è uno tra i più vividi esempi di impressionismo tradotto nel linguaggio cinematografico: la vita quotidiana dei personaggi, fatta di vizi ed ambiguità tipici della società borghese del tempo, è immersa in una natura molto simile a quella dipinta da <a title="pagina wikipedia su Pierre-Auguste Renoir" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre-Auguste_Renoir" target="_blank">Pierre-Auguste Renoir</a>.</p>
<p class="MsoNormal">La stessa natura isola i personaggi, svelando la tragedia che conteneva in realtà fin dall’inizio: attraverso <strong>una spettacolare carrellata sul fiume sferzato dal temporale estivo</strong>, il regista interrompe bruscamente l’esplosione della passione tra i giovani.</p>
<p class="MsoNormal">L’atmosfera bucolica della campagna, rallegrata dalla <strong>fine e sottile comicità</strong> dei protagonisti, acquista allora un <strong>tragico senso di rassegnazione</strong> di fronte alle imposizioni della società.</p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignnone size-full wp-image-1824" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/renoir-scampagnata.jpg" alt="renoir-scampagnata" width="448" height="327" /></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">
<h2 class="MsoNormal">Un progetto cinematografico un po&#8217; travagliato</h2>
<p class="MsoNormal"><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;   &lt;![endif]--> La pellicola venne girata nel 1936, tuttavia, come ci viene annunciato da un cartello all’inizio del film, molte furono le ragioni che <strong>portarono Jean Renoir ad abbandonare il progetto</strong>.</p>
<p class="MsoNormal">Innanzitutto, le riprese vennero effettuate, in puro stile impressionistico, quasi esclusivamente in esterno (ciò che in pittura si definirebbe “<em>en plein air</em>”); ma le condizioni climatiche di quell&#8217;anno non furono delle migliori (anche se il temporale di cui sopra ha sicuramente regalato una delle scene più intense).</p>
<p class="MsoNormal">Inoltre, pare che tra l’attrice Sylvia Bataille e Jean Renoir non corresse buon sangue, nonostante avessero già lavorato assieme sul set di <em><strong>Le Crime de Monsieur Lange</strong></em> (“<em>Il Delitto del Signor Lange</em>”, 1936).</p>
<p class="MsoNormal"><!--[if gte mso 9]&gt;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&gt;   &lt;![endif]--> Il produttore <strong>Pierre Braunberger</strong> e la montatrice, nonché moglie di Jean, <strong>Marguerite Houllè-Renoir</strong> decisero di riprendere il lavoro, con l’autorizzazione del regista esiliato, nel frattempo, negli Stati Uniti.</p>
<p class="MsoNormal">Il film venne presentato al pubblico solo nel 1946 (in Italia uscì nel 1962).</p>
<p class="MsoNormal"><img class="alignnone size-full wp-image-1823" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/jean_renoir-partie-de-campagne2.jpg" alt="jean_renoir-partie-de-campagne2" width="447" height="336" /></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">L’eredità di questo grande artista non è andata perduta nel corso degli anni: il suo insegnamento è giunto, tanto per fare dei nomi, a maestri quali <strong>Vittorio De Sica</strong>, <strong>Jean-Luc Godard</strong> (a cui il nostro Massimo Balducci ha dedicato <a title="rassegna su Jean-Luc Godard" href="http://cinemio.it/2010/03/jean-luc-godard-compositore-cinema/" target="_blank">un curioso post</a> non molto tempo fa), <strong>Roberto Rossellini</strong>, e nondimeno <strong>Luchino Visconti</strong>, che fu tra l’altro uno degli assistenti alla regia proprio di <em><strong>Une Partie de Campagne</strong></em>.</p>
<h2>Ecco l&#8217;intensa ripresa del temporale sul fiume</h2>
<p><object width="420" height="339"><param name="movie" value="http://www.dailymotion.com/swf/x3w44t" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed src="http://www.dailymotion.com/swf/x3w44t" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="339"></embed></object></p>
<div><em>fonte video: <a title="collegamento esterno" href="http://www.dailymotion.com/skins-dandy" target="_blank">skins-dandy</a></em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<br/><br/><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Cinemioit/~4/Y2hrfZsziHc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Recensioni: Che fine hanno fatto Hugh Grant e Sarah Jessica Parker?</title>
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		<comments>http://cinemio.it/2010/03/recensioni-hugh-grant-sarah-jessica-parker/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Narducci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[film stranieri]]></category>

		<category><![CDATA[grant]]></category>

		<category><![CDATA[morgan]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è peggior cosa di una commedia sentimentale senza sentimenti. Ieri sera, forse perché affezionata a una Carrie Bradshow che per anni ha allietato le mie serate, ho inforcato gli occhiali davanti a &#8220;Che fine hanno fatto i Morgan?&#8220;, apparentemente gustosa commediola americana a base di sentimenti e leggerezza. Purtroppo però le mie aspettative sono state [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non c&#8217;è peggior cosa di una commedia sentimentale senza sentimenti. Ieri sera, forse perché affezionata a una Carrie Bradshow che per anni ha allietato le mie serate, ho inforcato gli occhiali davanti a &#8220;<strong>Che fine hanno fatto i Morgan?</strong>&#8220;, apparentemente gustosa commediola americana a base di sentimenti e leggerezza. Purtroppo però le mie aspettative sono state deluse, visto che i due attori protagonisti, <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=4659" target="_blank"><strong>Sarah Jessica Parker</strong></a> e <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=5512" target="_blank"><strong>Hugh Grant</strong></a>, sembravano davvero sottotono.<img class="aligncenter size-full wp-image-1799" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/morgan1.jpg" alt="morgan1" width="420" height="600" /></p>
<h2>In poche parole&#8230; la trama</h2>
<p>Gli ingredienti perché il film riuscisse c&#8217;erano tutti: una coppia scoppiata, il cuore di Manhattan, l&#8217;imprevisto e la svolta inaspettata. In breve la storia è questa: una ricca coppia newyorkese decide di separarsi dopo il tradimento di lui; lei è ferma sulla sua decisione di lasciarlo, mentre lui prova in tutti i modi a riconquistarla, fino a quando insieme non si trovano ad essere testimoni di un omicidio e quindi ad essere sottoposti ad un programma di protezione. Il programma consiste nell&#8217;essere trasferiti, sotto mentite spoglie, in un paesino sperduto del Wyoming dove, tra orsi e tori, i due devono condividere lo stesso destino con un finale quantomeno annunciato.</p>
<h2>Ma gli attori?</h2>
<p>Il problema del film non è tanto la trama scontata - le commedie sentimentali americane hanno più o meno tutte la stessa struttura - quanto la performance dei due attori. Il regista ha sfruttato - secondo la mia visione - troppo l&#8217;immagine della Parker di &#8220;<em>Sex and the City</em>&#8221; (seguendo le battute dell&#8217;attrice, sembra di assistere ad una puntata della fortunatissima serie) mentre Hugh Grant non ha nulla né dello sfacciato de &#8220;<em>Il diario di Bridget Jones</em>&#8221; né dell&#8217;imbranato che conquista Julia Roberts in &#8220;<em>Notting Hill</em>&#8220;.</p>
<p>Forse Sarah Jessica Parker era rimasta intrappolata in un negozio di scarpe e Hugh Grant stava ancora leggendo seduto sulla panchina di un parco quando il film è iniziato&#8230;</p>
<br/><br/><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Cinemioit/~4/-ebHXb7JnUc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Alice in Wonderland: il nuovo capolavoro di Tim Burton</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Cinemioit/~3/EOho1K4YK70/</link>
		<comments>http://cinemio.it/2010/03/alice-in-wonderland-recensione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 22:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Molinaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[film stranieri]]></category>

		<category><![CDATA[Anne Hathaway]]></category>

		<category><![CDATA[Elena Bonham Carter]]></category>

		<category><![CDATA[johnny depp]]></category>

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		<category><![CDATA[Tim Burton]]></category>

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		<description><![CDATA[Era tra i film più attesi dell’anno e finalmente è arrivato nelle nostre sale.
Sto parlando dell’ultimo film di Tim Burton Alice in Wonderland con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Elena Bonham Carter e Anne Hathaway.
Un film davvero molto bello ma con qualche neo.
Locandina di Alice in Wonderland
La favola
Come affermato dallo stesso Burton, il film non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era tra i film più attesi dell’anno e finalmente è arrivato nelle nostre sale.</p>
<p>Sto parlando dell’ultimo film di <strong>Tim Burton</strong> <strong>Alice in Wonderland</strong> con Mia Wasikowska, Johnny Depp, Elena Bonham Carter e Anne Hathaway.</p>
<p>Un film davvero molto bello ma con qualche neo.</p>
<div id="attachment_1781" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1781" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/alice-in-wonderland-locandina.jpg" alt="Locandina di Alice in Wonderland" width="400" height="592" /><p class="wp-caption-text">Locandina di Alice in Wonderland</p></div>
<h2>La favola</h2>
<p>Come affermato dallo stesso Burton, il film non è né un remake né un sequel ma una rilettura dei due romanzi di <strong>Lewis Carroll</strong> che hanno quasi 150 anni ma che sono intramontabili: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Le_avventure_di_Alice_nel_paese_delle_meraviglie">Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attraverso_lo_specchio_e_quel_che_Alice_vi_trov%C3%B2">Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò</a>.</p>
<p>Il film è tratto quindi da una favola ed è prodotto dalla Disney: è ovvio che non ci si poteva aspettare il Burton più trasgressivo di alcuni suoi film (come Ed Wood o Sweeney Todd) ma quello più sognatore che ha al suo attivo anche film animati (Nightmare before Christmas o La sposa cadavere). Il risultato è però efficace, considerato che il film deve piacere a grandi e piccini: incredibile la varietà del sottomondo, dalle rane maggiordomo ai fiori parlanti, e bellissimi i suoi colori.</p>
<div id="attachment_1782" class="wp-caption alignnone" style="width: 411px"><img class="size-full wp-image-1782" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/cappellaio-matto.jpg" alt="Johnny Depp" width="401" height="489" /><p class="wp-caption-text">Johnny Depp</p></div>
<h2>I protagonisti</h2>
<p>Il film poi vanta un cast d’eccezione: primo tra tutti <strong>Johnny Depp</strong> alla sua settima <a href="http://lovedream27.blogspot.com/2010/03/johnny-depp-e-tim-burton-coppia-da.html">collaborazione con il regista</a>. Film dopo film i due sembrano sempre più in simbiosi: entrambi bravi disegnatori, Burton e Depp hanno l’abitudine, all’inizio di ogni film, di disegnare scene e personaggi del film e poi discuterne insieme.</p>
<p>Depp per esempio, dopo aver disegnato il suo personaggio, lo ha attaccato allo specchio e pian piano, come in una metamorfosi, si è splendidamente trasformato in lui: una volta visto infatti <em>quel</em> cappellaio matto è praticamente impossibile immaginarlo in un altro modo.</p>
<div id="attachment_1784" class="wp-caption alignnone" style="width: 408px"><img class="size-full wp-image-1784" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/regina-rossa.jpg" alt="Elena Bonham Carter" width="398" height="485" /><p class="wp-caption-text">Elena Bonham Carter</p></div>
<p>Molto brava anche <strong>Elena Bonham Carter</strong>, compagna di Tim Burton, nella parte della diabolica regina rossa: sbeffeggiata per la sua testa troppo grande e sempre all’ombra della sorella minore, fin troppo sdolcinata, decide di prendersi una rivincita rubandole il trono e facendosi rispettare incutendo paura. Il risultato è una donna fondamentalmente alla ricerca d&#8217;affetto che quando però si lascia andare ad un sentimento viene puntualmente delusa.</p>
<p>A proposito di effetti speciali non posso non menzionare l’abilità con cui Burton delinea tutti i personaggi ‘umani’ del mondo delle meraviglie: quasi come attraverso degli specchi deformanti, vediamo ogni personaggio con qualcosa di spropozionato.</p>
<p>Così come la regina rossa ha una testa enorme, il cappellaio matto ha gli occhi troppo grandi e la regina bianca le sopracciglia, gli occhi e la bocca sproporzionati rispetto all’ovale del viso. L’effetto è sottile: sembra quasi che in questo mondo delle meraviglie, gli <em>strani</em> siano proprio gli umani.</p>
<p>Nonostante abbia apprezzato il film nel suo complesso devo però puntualizzare ciò che non mi ha convinta: per prima cosa le prove di<strong> Anne Hathaway</strong> e della protagonista <strong>Mia Wasikowska</strong> decisamente poco incisive.</p>
<div id="attachment_1785" class="wp-caption alignnone" style="width: 411px"><img class="size-full wp-image-1785" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/regina-bianca.jpg" alt="Anne Hathaway" width="401" height="430" /><p class="wp-caption-text">Anne Hathaway</p></div>
<p>La prima, poco delineata nella parte della Regina Bianca, diventa a volte quasi caricaturale nei suoi gesti e movenze ripetuti sempre allo stesso modo.</p>
<p>La seconda, a mio avviso troppo sopravvalutata (l’hanno persino definita la nuova Jodie Foster!) è diafana come il suo viso esageratamente pallido: dovrebbe essere la paladina del mondo delle meraviglie ma la sua forza fuoriesce, e impercettibilmente, solo dalle sue parole.</p>
<div id="attachment_1786" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1786" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/alice.jpg" alt="Mia Wasikowska" width="400" height="499" /><p class="wp-caption-text">Mia Wasikowska</p></div>
<h2>Il 3D</h2>
<p>Un’altra nota di demerito è il 3D: Burton ha affermato di averlo montato a film già concluso, e purtroppo questo si vede. Probabilmente la necessità era legata ad operazioni di marketing, fatto sta che il 3D dà proprio l&#8217;impressione di un surplus non necessario: in fondo, eccetto il momento in cui Alice cade nel buco, il film si potrebbe benissimo vedere in 2D senza perdere assolutamente nulla.</p>
<p>Anzi, considerato che gli occhialini scuriscono l&#8217;immagine, l&#8217;effetto è anche peggiorato, vista l&#8217;incredibilità dei colori con cui Burton pennella tutto ciò che di animato o immobile è presente nel meraviglioso mondo di Alice.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/JbhqvXqD3Zs&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/JbhqvXqD3Zs&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<br/><br/><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Cinemioit/~4/EOho1K4YK70" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Bollywood? E’ in California, nel film “My Name Is Khan”</title>
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		<comments>http://cinemio.it/2010/03/bollywood-california-film-my-name-is-khan/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 22:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Balducci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[film stranieri]]></category>

		<category><![CDATA[anteprime]]></category>

		<category><![CDATA[bollywood]]></category>

		<category><![CDATA[california]]></category>

		<category><![CDATA[religione]]></category>

		<category><![CDATA[storia contemporanea]]></category>

		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ una delle opere più belle che abbia visto negli ultimi tempi, ma credo che bisognerà attendere parecchio per la sua distribuzione in Europa e in Italia (se mai ci sarà).  Consiglio vivamente di recuperarlo in rete.
My Name Is Khan è il nuovo film di Karan Johar.
Per maggiori dettagli, scopri di seguito la recensione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ una delle opere più belle che abbia visto negli ultimi tempi, ma credo che bisognerà attendere parecchio per la sua distribuzione in Europa e in Italia (se mai ci sarà).  Consiglio vivamente di recuperarlo in rete.</p>
<p><strong>My Name Is Khan</strong> è il nuovo film di <strong>Karan Johar</strong>.</p>
<p>Per maggiori dettagli, scopri di seguito la recensione di questo film.</p>
<p>Non che io sappia molto di Karan Johar, a parte quello che ne ho letto nella <a title="collegamento esterno" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Karan_Johar" target="_blank">scheda di wikipedia su Karan Johar</a>; come del resto conosco ben pochi registi di Bollywood: questo mondo resta per molti non-indiani una simpatica ed esotica curiosità, e io stesso non ho mai avuto gran voglia di approfondirla.</p>
<p><strong>My Name Is Khan</strong>, però, è tutt’altra questione: qui l’incrocio tra il melodramma “all’indiana” con un approccio da cinema indipendente americano crea un risultato imprevedibile: non dico che sono rimasto sconvolto, ma poco ci manca.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1747" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/my-name-is-khan-poster.jpg" alt="my-name-is-khan-poster" width="400" height="579" /></p>
<h2><strong>I tanti livelli di lettura in “My Name Is Khan”</strong></h2>
<p>La quantità di strati su cui si articola il film, infatti, è roba da far girare la testa.</p>
<p><strong>In cima c’è un’opera popolare</strong>, che si può guardare come fosse un qualsiasi sceneggiato televisivo (ma molto meno noioso delle principesse Sissi nostrane): la storia di un giovane indiano che raggiunge il fratello in California, a San Francisco, e dal nulla costruisce il suo personale “sogno americano”.</p>
<p>Ma, praticamente da subito, il film non è solo questo.</p>
<p>Il protagonista (che si chiama appunto Khan) è infatti portatore della <strong>sindrome di Asperger</strong>, e all’inizio lo si vede da bambino, nel suo paese d’origine, alle prese con una moltitudine di difficoltà a interagire con gli altri.<br />
Questi problemi però, mano a mano che la storia prosegue e Khan si integra nel suo nuovo mondo, si dimostreranno più apparenti che reali: mantiene tutte le sue stranezze, che si manifestano in paure inspiegabili (quella del colore giallo per esempio) ma impara a gestirle e riesce ad integrarsi perfettamente.</p>
<h2><strong>Nell’America dopo l’11 settembre</strong></h2>
<p>Questo aspetto (che ricorda parecchio Forrest Gump) si integra poi con il drammone sentimentale, l’amore come parte di un più ampio processo di crescita della persona.</p>
<p>A questa dimensione privata se ne contrappone poi - con esiti notevoli, mi pare - una sociale e politica:<strong> Khan è musulmano, la ragazza di cui si innamora è indù</strong>, ma anche in questo caso la vicenda narrata sembrerebbe destinata ad un prevedibile happy end.</p>
<p>Invece si tratta solo della prima parte del film, perché una serie di eventi tragici (sia pubblici che privati) fa abbandonare  completamente lo stile e il tono da commedia e li catapulta in tutt’altra dimensione.</p>
<p>Con la semplicità del suo carattere, che lo porta a ripetere come un mantra “<em>My Name Is Khan, and I’m not a terrorist</em>”, il protagonista diventa un involontario eroe e profeta di un’America diversa.</p>
<p>Moltissime informazioni sul film si trovano nella <a title="collegamento esterno" href="http://en.wikipedia.org/wiki/My_Name_Is_Khan" target="_blank">scheda di wikipedia su My Name Is Khan</a>, che mi pare in questo caso la fonte più completa.</p>
<br/><br/><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Cinemioit/~4/yDTwwATv4p4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Oscar 2010: Ecco la lista dei Vincitori e dei Vinti</title>
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		<comments>http://cinemio.it/2010/03/oscar-2010-vincitori-vinti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 12:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luigi Coccia</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronache cinematografiche]]></category>

		<category><![CDATA[oscar 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco tutti i vincitori degli Oscar 2010:  The Hurt Locker batte Avatar, Tarantino un pò a mani vuote, piccolo trionfo di Precious e serata di tono medio, soliti vestiti-bomboniera e la Canalis protagonista assoluta della kermesse; ecco la sintesi della 82° edizione&#8230;
OSCAR 2010
La 82° edizione degli Academy Award, condotta in modo sobrio da Steve Martin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco tutti i vincitori degli <strong>Oscar 2010</strong>: <strong> The Hurt Locker</strong> batte <strong>Avatar</strong>, <strong>Tarantino</strong> un pò a mani vuote, piccolo trionfo di <strong>Precious</strong> e serata di tono medio, soliti vestiti-bomboniera e la <strong>Canalis</strong> protagonista assoluta della kermesse; ecco la sintesi della 82° edizione&#8230;</p>
<h2><img class="size-full wp-image-1763 alignnone" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/statuetta.gif" alt="Oscar 2010" width="99" height="286" /><span style="color: #ff0000;"><strong>OSCAR 2010</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>La 82° edizione degli Academy Award</strong>, condotta in modo sobrio da Steve Martin ed Alec Baldwin (fantastica la presa in giro di Paranormal Activity con i due a letto insieme) ha visto primeggiare <strong>Katherin Bigelow</strong> a discapito del sue ex marito James Cameron; era già nell&#8217;aria che il colossal <strong>Avatar</strong> si sarebbe dovuto accontentare degli effetti speciali ed in effetti&#8230; sorpresa invece per <strong>Precious</strong> che porta a casa 2 statuette;</p>
<p style="text-align: justify;">Tarantino deve a <strong>Christoph Waltz</strong> la vittoria di Inglorious Bastard, meritato premio come attore protagonista (lo meritava anche Colin Firth però);</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sandra Bullock e Jeff Bridges</strong> migliori attori mentre il miglior film straniero è stato <strong>El secreto de sus ojos</strong> dall&#8217;Argentina.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la vera protagonsta della serata è stata <strong>Elisabetta Canalis</strong>, che abbiamo seguito in tutte le sue peripezie, eccole:</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2><span style="color: #ff0000;">ELISABETTA STYLE</span></h2>
<p style="text-align: justify;">ore 24.20 Elisabetta arriva sotto braccio a George vestita di rosso</p>
<p>ore 24.30 George viene intervistato dalla Abc ed Elisabetta, visibilmente intimorita mostra il suo bel faccino da ebete in vacanza</p>
<p>ore 01.15 Elisabetta non capisce dove si trova, e cerca qualche faccia amica, forse nella fritteria italiana ambulante davanti al red carpet?</p>
<p>ore 02.00 Inquadratura tra il pubblico: Elisabetta sgrana gli occhi e fa un pisolino</p>
<p>ore 03.15 Un applauso scuote e sveglia la Canalis dal torpore, sono gli Oscar bella!</p>
<p>0re 04.00 La canalis accenna un sorriso ma George le rimette il ciuccio</p>
<p>ore 04.48 Mauro Fiore vince l&#8217;Oscar per la Fotografia di Avatar e all&#8217;urlo di &#8220;grazie Italia&#8221; Elisabetta si alza e chiama la mamma</p>
<p>ore o5.24 la Canalis tira fuori il termos del caffè</p>
<p>ore 5.43 la Canalis si alza, si fa una doccia, si veste e intuisce che l&#8217;evento sta per finire</p>
<p>ore 06.00 il pubblico lascia la sala, la Canalis è in balia dei saluti mondani, George recupera il suo soprammobile e se ne torna a casa</p>
<h2><span style="color: #ff0000;"><strong>Ma ecco le statuette consegnate nell&#8217;edizione 2010:</strong></span></h2>
<p>Miglior film:<br />
The Hurt Locker</p>
<p>Miglior regia:<br />
Kathryn Bigelow per The Hurt Locker</p>
<p>Miglior attore protagonista:<br />
Jeff Bridges per Crazy Heart</p>
<p>Miglior attrice protagonista:<br />
Sandra Bullock per The Blind Side</p>
<p>Miglior attore non protagonista:<br />
Christoph Waltz per Bastardi senza gloria</p>
<p>Miglior attrice non protagonista:<br />
Mo&#8217;Nique per Precious</p>
<p>Miglior sceneggiatura originale:<br />
Marc Boal per The Hurt Locker</p>
<p>Miglior sceneggiatura non originale:<br />
Geoffrey Fletcher per Precious</p>
<p>Miglior film d&#8217;animazione:<br />
Up</p>
<p>Miglior film straniero:<br />
El secreto de sus ojos (Argentina)</p>
<p>Miglior documentario:<br />
The Cove</p>
<p>Miglior scenografia:<br />
Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair per Avatar</p>
<p>Miglior fotografia:<br />
Mauro Fiore per Avatar</p>
<p>Migliori costumi:<br />
Sandy Powell per The Young Victoria</p>
<p>Miglior montaggio:<br />
Bob Murawski e Chris Innis per The Hurt Locker</p>
<p>Miglior trucco:<br />
Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per Star Trek</p>
<p>Miglior colonna sonora:<br />
Michael Giacchino per Up</p>
<p>Miglior canzone originale:<br />
Ryan Bingham e T-Bone Burnett &#8220;The Weary Kind (theme from Crazy Heart)&#8221; per Crazy Heart</p>
<p>Miglior sonoro:<br />
Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett per The Hurt Locker</p>
<p>Miglior montaggio effetti sonori:<br />
The Hurt Locker</p>
<p>Migliori effetti visivi:<br />
Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham e Andrew R. Jones per Avatar</p>
<br/><br/><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Cinemioit/~4/zKttHSJ8rrI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Rassegne Cinematografiche: nelle Marche esplode la Cinemania</title>
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		<comments>http://cinemio.it/2010/03/rassegne-marche-cinemania/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 10:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Narducci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[news blog]]></category>

		<category><![CDATA[cinemania]]></category>

		<category><![CDATA[rassegne]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;amore per il cinema non è mai troppo. La cinematografia è un&#8217;arte poliedrica, eclettica, che con le sue numerose sfaccettature riesce a colpire l&#8217;animo di ognuno. Per questo, e per dare il giusto risalto e rispetto alle tante, piccole case di distribuzione, spesso indipendenti, soffocate dalla giungla dell&#8217;industria dove regna sovrana la legge del più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">L&#8217;amore per il cinema non è mai troppo. La cinematografia è un&#8217;arte poliedrica, eclettica, che con le sue numerose sfaccettature riesce a colpire l&#8217;animo di ognuno. Per questo, e per dare il giusto risalto e rispetto alle tante, piccole case di distribuzione, spesso indipendenti, soffocate dalla giungla dell&#8217;industria dove regna sovrana la legge del più forte, dal 1984 il <strong>Circuito Cinematografico Marchigiano</strong> promuove la rassegna <strong>Cinemania</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">
<h2>La locandina della rassegna &#8220;Cinemania&#8221; del circuito marchigiano</h2>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><img class="size-full wp-image-1757 alignnone" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/cinemania1.jpg" alt="cinemania1" width="300" height="608" /></p>
<h2 style="text-align: left;">Questi i comuni promotori dell&#8217;iniziativa cinefila</h2>
<p style="text-align: left;">Sono ben <strong>16</strong> i <strong>Comuni delle Marche</strong> (e altrettante le sale cinematografiche) che si fanno promotori dell&#8217;iniziativa; verranno proiettati 53 <em>film d&#8217;essai</em> in 155 giornate di programmazione. Va detto che la rassegna è già partita - anche se da pochissimo - e durerà almeno per un altro mese.</p>
<h2 style="text-align: left;">I film che verranno proposti</h2>
<p style="text-align: left;">Il cartellone accontenta davvero tutti, riproponendo (o proponendo in anteprima, in alcuni casi) titoli come &#8220;A serious man&#8221; dei fratelli Coen, &#8220;Alza la testa&#8221; di Alessandro Angelini con Sergio Castellitto, &#8220;Cosmonauta&#8221; di Susanna Nicchiarelli, &#8220;Il nastro bianco&#8221; di Michael Haneke, &#8220;Lebanon&#8221; di Samuel Maoz, &#8220;<a title="collegamento esterno" href="http://cinemio.it/2010/02/film-italiani-marco-campogiani-ci-fa-riflettere-con-la-cosa-giusta/" target="_self">La cosa giusta</a>&#8221; di <a title="collegamento esterno" href="http://cinemio.it/2010/03/la-cosa-giusta-monopoli/" target="_blank">Marco Campogiani</a>, &#8220;Soul Kitchen&#8221; di Faith Akin e tanti, tanti altri film, con un occhio di riguardo per le giovani generazioni, che meritano una buona guida verso il mondo del cinema e a cui sono dedicate alcune pellicole in particolare.</p>
<h2 style="text-align: left;">Un concorso cinematografico dedicato alle scuole</h2>
<p style="text-align: left;">A tal proposito va anche segnalato un bel concorso dedicato alle scuole (promosso da Agiscuola), legato alla visione del film di Giovanni Veronesi &#8220;<a href="http://cinemio.it/2010/03/genitori-figli-veronesi/" target="_blank">Genitori e Figli: agitare bene prima dell&#8217;uso</a>&#8220;, che m<strong>ette in palio ben 50 mila Euro</strong> (il bando si può scaricare dal <a title="collegamento esterno" href="http://www.agiscuola.it" target="_blank">sito dedicato correlato al concorso</a>).</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;elenco dei Comuni che partecipano a Cinemania (rassegna promossa da Agis Marche, Assessorato alla Cultura Regione Marche, Anec, Fice e Agiscuola), potete trovarlo sul sito della rassegna (<a href="http://www.agiscinemania.it" target="_blank">www.agiscinemania.it</a>), dove potete scaricare anche la brochure con tutte le date e i titoli dei film in programmazione nelle cinque province marchigiane. Buona visione!</p>
<br/><br/><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Cinemioit/~4/9PbCnuL9pnw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Festival: abbiamo incontrato regista e attore de “La cosa giusta” - Parte 2</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Cinemioit/~3/qCzLsQjDHrI/</link>
		<comments>http://cinemio.it/2010/03/la-cosa-giusta-monopoli-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 22:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella Molinaro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[film italiani]]></category>

		<category><![CDATA[rassegne cinematografiche]]></category>

		<category><![CDATA[Ahmed Hafiene]]></category>

		<category><![CDATA[la cosa giusta]]></category>

		<category><![CDATA[Marco Campogiani]]></category>

		<category><![CDATA[Sguardi di cinema italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuiamo la nostra intervista con Marco Campogiani, di cui abbiamo già pubblicato la prima parte, in occasione della proiezione del suo film La cosa giusta al Festival di Monopoli (BA) Sguardi di cinema italiano.
La sceneggiatura

La sceneggiatura risulta originale ed attuale: la storia è basata su un fatto di cronaca realmente accaduto nel gennaio 2005 a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuiamo la nostra intervista con <strong>Marco Campogiani</strong>, di cui abbiamo già pubblicato <a title="prima parte intervista a Marco Campogiani" href="http://cinemio.it/2010/03/la-cosa-giusta-monopoli/">la prima parte</a>, in occasione della proiezione del suo film <a title="Recensione di La cosa giusta" href="http://cinemio.it/2010/02/film-italiani-marco-campogiani-ci-fa-riflettere-con-la-cosa-giusta/">La cosa giusta</a> al Festival di Monopoli (BA) <a title="Sguardi di cinema italiano" href="http://www.sguardidicinemaitaliano.org/">Sguardi di cinema italiano</a>.</p>
<h2>La sceneggiatura</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1699" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/la-cosa-giusta-film-11.jpg" alt="scena dal film La cosa Giusta" width="401" height="267" /></p>
<p>La sceneggiatura risulta originale ed attuale: la storia è basata su un fatto di cronaca realmente accaduto nel gennaio 2005 a Mohammed Daki, un marocchino, accusato di essere complice di terroristi, rimasto quasi due anni in carcere per poi essere rilasciato pur rimanendo sotto stretta sorveglianza fino alla definitiva sentenza di innocenza.</p>
<p>Contrariamente alla drammaticità dei fatti, il film però alterna momenti intensi a momenti comici. Molto efficace per esempio la scena del pedinato che in bicicletta indica con il braccio la direzione a chi lo segue.</p>
<p><em>Marco Campogiani:</em></p>
<blockquote><p><em>“L’idea del film è nata da un’immagine</em><em>: il pedinato che mette la freccia indicando a chi lo segue che sta svoltando. Un gesto ironico, che indica un rapporto strano tra il sorvegliato e i sorveglianti”</em></p></blockquote>
<p>E questo in effetti è il momento di ‘svolta’ della storia: quando Khalid dimostra di aver capito di essere sorvegliato, il rapporto tra i tre cambia. Inizialmente pieni di pregiudizi, i due poliziotti scoprono la verà realtà del tunisino e ne capiscono di più la situazione di disagio.</p>
<p><em>Marco Campogiani:</em></p>
<blockquote><p><em>“Quello che mi interessava era anche il passaggio dallo sguardo dal di fuori sulla persona, alla conoscenza derivata dal dialogo. Tutti e tre i personaggi cercano di uscire fuori da quello che è il loro ruolo stereotipato, quello che ci si attende da loro e la cosa termina un pò in uno scacco: inizia il tentativo di relazionarsi al di fuori dei pregiudizi”.</em></p></blockquote>
<h2>I personaggi non stereotipati</h2>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1700" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/la-cosa-giusta-film-2.jpg" alt="scena dal film La cosa Giusta" width="400" height="266" /></p>
<p>Un’altra scelta efficace del film è stata quella di mostrare la coppia tunisina in una veste lontana dai soliti stereotipi degli arabi.</p>
<p><em>Marco Campogiani:</em></p>
<blockquote><p><em>“Nel delineare il personaggio di Sofia </em><em>volevo uscire dagli stereotipi della donna musulmana sottomessa: si capisce che lei è una donna che ha aspettato il proprio uomo che è stato scarcerato dopo diverso tempo senza smettere di amarlo.Ha anche fatto delle scelte: accade che persone che vivono in Italia in una situazione precaria lasciano i figli in custodia nel loro paese di origine. Si capisce che lei ha subito la situazione e ha paura che riaccada ma il suo personaggio ha una compostezza, è ostinato ma non fa scenate. Fino alla scelta finale di non seguire il marito nel rimpatrio.”</em></p></blockquote>
<p>Lo stesso <strong>Ahmed Hafiene</strong> ha affermato di aver accettato il film anche per questo motivo, tanto che alla domanda di come mai non avesse ancora fatto fiction televisive ha risposto: <em></em></p>
<blockquote><p><em>“Perchè in televisione l’immagine dell’altro è molto stereotipata, non è a livello del cinema italiano: le parti che ti offrono sono o di qualcuno che costringe la figlia a portare il velo o di qualcuno che dà botte alla moglie.”</em></p></blockquote>
<p>A detta del regista Marco, il film dovrebbe avere una nuova distribuzione ad Aprile: e noi attendiamo fiduciosi.</p>
<p>Nell&#8217;attesa guardiamo insieme una clip del backstage del film:</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Z48aSmpuXrI&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/Z48aSmpuXrI&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<br/><br/><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Cinemioit/~4/qCzLsQjDHrI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Oscar 2010: Segui in diretta il live dell’evento qui</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Cinemioit/~3/Hk-zB9Y9-AQ/</link>
		<comments>http://cinemio.it/2010/03/oscar-2010-diretta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirko DIsidoro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[news blog]]></category>

		<category><![CDATA[rassegne cinematografiche]]></category>

		<category><![CDATA[eventi dal vivo]]></category>

		<category><![CDATA[oscar 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Se non hai Sky o non riesci a dormire o hai deciso di fare le ore piccole questa notte, collegati qui oggi alle 23:40 circa per seguire in diretta il live dell&#8217;evento.
Leggi qui come seguire e partecipare alle discussioni in merito alla notte degli oscar.
Eventi dal Vivo: Segui in diretta gli Oscar del Cinema 2010 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non hai Sky o non riesci a dormire o hai deciso di fare le ore piccole questa notte, collegati qui oggi alle 23:40 circa per seguire in diretta il live dell&#8217;evento.</p>
<p>Leggi qui come seguire e partecipare alle discussioni in merito alla notte degli oscar.</p>
<h2>Eventi dal Vivo: Segui in diretta gli Oscar del Cinema 2010 da questo post</h2>
<p>Collegati alle 23:40 su cinemio.it o sulla nostra <a title="collegamento esterno" href="http://www.facebook.com/pages/Cinemioit/254263280441" target="_blank">fan page per cinefili</a>, per seguire i nostri commenti sulla notte degli Oscar 2010.</p>
<p>Per seguire invece i nostri commenti dal vivo, alla tua destra puoi scoprire le nostre opinioni direttamente dalla nostra fan box di facebook.</p>
<p><strong>Di seguito la diretta dell&#8217;evento:</strong></p>
<div>
<p><object width="480" height="295" data="http://cdn.livestream.com/grid/LSPlayer.swf?channel=theoscars&amp;color=0xe7e7e7&amp;autoPlay=false&amp;mute=false" type="application/x-shockwave-flash"><param name="id" value="preview-player1" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://cdn.livestream.com/grid/LSPlayer.swf?channel=theoscars&amp;color=0xe7e7e7&amp;autoPlay=false&amp;mute=false" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></div>
<p>Partecipa alla discussione nei commenti qui sotto, o direttamente alla tua destra puoi scoprire i nostri aggiornamenti in tempo reale dal <a title="collegamento esterno" href="http://www.facebook.com/pages/Cinemioit/254263280441" target="_blank">nostro canale di facebook</a>.</p>
<br/><br/><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Cinemioit/~4/Hk-zB9Y9-AQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Cinema italiano: l’ultimo film di Giovanni Veronesi: Genitori &amp; figli…</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Cinemioit/~3/JA7dUO4LcEo/</link>
		<comments>http://cinemio.it/2010/03/genitori-figli-veronesi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 22:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Orsini</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[film italiani]]></category>

		<category><![CDATA[Elena Sofia Ricci]]></category>

		<category><![CDATA[Giovanni Veronesi]]></category>

		<category><![CDATA[Margherita Buy]]></category>

		<category><![CDATA[Michele Placido]]></category>

		<category><![CDATA[Pieraccioni]]></category>

		<category><![CDATA[rapporto genitori figli adolescenti]]></category>

		<category><![CDATA[Sandro Veronesi]]></category>

		<category><![CDATA[Silvio Orlando]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa settimana vorrei parlare di un film italiano che non ho visto ma vedrò, forse non al cinema ma in dvd sicuramente, di Giovanni Veronesi e cioè Genitori &#38; figli: agitare bene prima dell&#8217;uso.
Personalmente non ho visto moltissimi film di questo regista, sceneggiatore toscano, ma in realtà il suo lavoro l&#8217;ho già potuto notare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa settimana vorrei parlare di un film italiano che non ho visto ma vedrò, forse non al cinema ma in dvd sicuramente, di Giovanni Veronesi e cioè Genitori &amp; figli: agitare bene prima dell&#8217;uso.</p>
<p>Personalmente non ho visto moltissimi film di questo regista, sceneggiatore toscano, ma in realtà il suo lavoro l&#8217;ho già potuto notare in alcuni film di Pieraccioni, visto che è suo grande amico ed insieme hanno scritto I laureati, Il ciclone, Fuochi d&#8217;artificio, Il pesce innamorato, etc&#8230; film che bene o male tutti hanno visto.</p>
<p>Tra l&#8217;altro credo l&#8217;ultimo film di Veronesi fratello dello scrittore Sandro, sia proprio stato Italians,  che, a quanto mi ricordo, fu un bel successo.Veronesi,  che appartiene al cosiddetto cinema toscano,  se da un lato mi affascina per la sua parlata tipicamente toscana che fa sempre il suo effetto, sarà anche per le battute che sicuramente fanno ridere, dall&#8217;altro lato guardando i suoi film dopo un pò mi annoio perchè i personaggi a volte si ripetono e si sa già come andrà a finire.</p>
<div id="attachment_1483" class="wp-caption aligncenter" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-1483" title="genitorifigli" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/genitorifigli-210x300.jpg" alt="locandina ufficiale del film" width="210" height="300" /><p class="wp-caption-text">locandina ufficiale del film</p></div>
<p>Anche in questo caso sarei attirata da questo film soprattutto per il cast, c&#8217;è la simpatissima Lucianina Litizzetto, il bravissimo Silvio Orlando, ma anche Michele Placido, Margherita Buy e Elena Sofia Ricci ma nello stesso tempo so che dopo un pò mi annoierei per la banalità della storia.</p>
<p>In fondo il film affronta un tema piuttosto importante come è quello del rapporto tra genitori e figli soprattutto adolescenti, e lo fa attraverso un tema che Nina, la ragazzina protagonista, figlia di Luisa (Litizzetto) e di Gianni (Silvio Orlando), deve scrivere a scuola sulla sua famiglia, l&#8217;altra coppia presente all&#8217;interno del film è quella di Rossana (Buy) e Alberto (Placido), un professore, una persona acculturata ma nello stesso tempo un pò rozzo.</p>
<p>Un aspetto che mi piace di Veronesi è proprio quello di saper leggere bene i comportamenti tipici dell&#8217;italiano, per farmi capire, non so se un suo film farebbe ridere un inglese ad esempio, ma un italiano sicuramente si, perchè noi ci riconosciamo in quello che viene rappresentato, molto bella la scena ed esempio nella quale Gigio, il figlio di Alberto, sogna di entrare a far parte del Grande Fratello, o perlomeno nel mondo dello spettacolo o come attore di qualche spot. Proprio qui viene fatta vedere la distanza di prospettive, di tutto che ci può essere tra un padre e un figlio adolescente&#8230;</p>
<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/dp51IXIDVTc" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dp51IXIDVTc" /></object></p>
<p>Lo so non si può criticare un film prima ancora di averlo visto, ma vorrei solo fare una domanda, ma perchè in questi film tipici della commedia italiana degli anni &#8216;90 bisogna dividere la vicenda in episodi? Non sarebbe meglio affrontarla in maniera unica e senza suddividerla?</p>
<br/><br/><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Cinemioit/~4/JA7dUO4LcEo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Federico Fellini: una rassegna per festeggiare i cinquant’anni de “La Dolce Vita”</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 22:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice Muratore</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[rassegne cinematografiche]]></category>

		<category><![CDATA[8 1/2]]></category>

		<category><![CDATA[Andrej Khrzhanovskij]]></category>

		<category><![CDATA[disegni]]></category>

		<category><![CDATA[Federico Fellini]]></category>

		<category><![CDATA[I Vitelloni]]></category>

		<category><![CDATA[Il Lungo Viaggio]]></category>

		<category><![CDATA[La Dolce Vita]]></category>

		<category><![CDATA[rassegna cinematografica]]></category>

		<category><![CDATA[Tonino Guerra]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono passati cinquant&#8217;anni dall&#8217;uscita de La Dolce Vita, e per celebrare questo importante traguardo la Fondazione Cineteca Italiana di Milano, con la collaborazione della Scuola Nazionale di Cinema - Cineteca Nazionale, ha organizzato una speciale rassegna presso lo Spazio Oberdan di viale Vittorio Veneto 2.
Regista fantasioso e un po&#8217; bugiardo (ad una giornalista dichiarò di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati cinquant&#8217;anni dall&#8217;uscita de <a title="collegamento alla recensione del film" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=7753" target="_blank">La Dolce Vita</a>, e per celebrare questo importante traguardo la <strong>Fondazione Cineteca Italiana di Milano</strong>, con la collaborazione della <strong>Scuola Nazionale di Cinema - Cineteca Nazionale</strong>, ha organizzato una speciale rassegna presso lo Spazio Oberdan di viale Vittorio Veneto 2.</p>
<p>Regista fantasioso e un po&#8217; bugiardo (ad una giornalista dichiarò di non fidarsi mai di ciò che lui stesso raccontava), disegnatore goliardico e provocatorio, grande e spiccato sognatore. Insomma, un nome, e non solo, da ricordare sempre.</p>
<p>Le proiezioni, iniziate già il mese scorso, <strong>si concluderanno domenica 7 marzo alle ore 21 </strong>con <a title="collegamento alla recensione del film" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=27827" target="_blank">I Vitelloni</a> (1953), geniale disegno di un inerte ma saporito mondo provinciale, che, oltre a confermare il talento di <a title="biografia di Federico Fellini" href="http://www.mymovies.it/biografia/?r=851" target="_blank">Federico Fellini</a><strong> </strong>agli occhi della critica, riuscì a rilanciare un <a title="biografia di Alberto Sordi" href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=659" target="_blank">Alberto Sordi</a> fino ad allora mal visto dagli addetti alla distribuzione.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1674" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/la-dolce-vita.jpg" alt="la-dolce-vita" width="350" height="442" /></p>
<h2><strong>Un cortometraggio &#8220;particolare&#8221;: i disegni di Fellini animati dal regista russo A. Khrzhanovskij</strong></h2>
<p>Accanto a capolavori come <a title="collegamento alla recensione del film" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=1073" target="_blank">Amarcord</a> (1973), <a title="collegamento alla recensione del film" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=24113" target="_blank">La Strada</a> (1954), <a title="collegamento alla recensione del film" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=21710" target="_blank">Lo Sceicco Bianco</a> (1952), e ovviamente <a title="collegamento alla recensione del film" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=7753" target="_blank">La Dolce Vita</a> (1960), è stato proiettato, su concessione della <strong>Fondazione Federico Fellini di Rimini</strong>, anche un interessante e poco noto cortometraggio, <em><strong>Il Lungo Viaggio</strong></em> (1997), diretto dal regista russo <strong>Andrej Khrzhanovskij</strong>.</p>
<p>Questi, attraverso la sceneggiatura del poeta e scrittore <a title="biografia di Tonino Guerra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tonino_Guerra" target="_blank">Tonino Guerra</a>, ha dato vita alle centinaia di schizzi e bozzetti che Fellini era solito disegnare come preparazione per un film.</p>
<p>Citando le parole dello stesso Fellini:</p>
<p><em> &#8220;all&#8217;inizio [di un film][...] ho bisogno di disegnare. [...] è un modo per cominciare a guardare il film in faccia, per vedere che tipo è, [...] è un espediente per trattenere il film, o meglio ancora per intrattenerlo&#8221;</em>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1676" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/disegno-fellini.jpg" alt="disegno-fellini" width="361" height="500" /></p>
<h2><strong>L&#8217; Erotismo Caricaturale delle immagini oniriche di Federico</strong></h2>
<p>Il risultato è un cartone animato nel quale trovano spazio quelle <strong>&#8220;anatomie femminili ipersessuate ossessive&#8221;</strong>, come egli stesso le chiamava. In questi disegni dal tratto veloce e dal colore essenziale ma accuratissimo, la trasgressione erotica sfiora l&#8217;oscenità e la pornografia.</p>
<p>Il linguaggio appare allusivo e poetico allo stesso tempo, e l&#8217;eccessività delle immagini viene abilmente alleggerita dalla musica di sottofondo, che fonde la sinuosità del jazz alle note classiche di grandi maestri come <strong>J.S.Bach</strong> o <strong>P.I.Tchaikovsky</strong>.<strong><em></em></strong></p>
<p>Le <strong>figure oniriche</strong> provengono direttamente da quell&#8217;inconscio nel quale Fellini diceva di avventurarsi meravigliosamente, e dal quale tirava fuori i soggetti dei suoi film.</p>
<p><strong>Protagonista assoluto degli schizzi è la donna procace, abnorme,</strong> che nel suo essere prorompente fa sì che l&#8217;uomo venga raffigurato esclusivamente dal suo &#8220;membro&#8221;.</p>
<h2><strong>L&#8217;appuntamento di questa sera con <em>8 1/2</em></strong></h2>
<p>La dimensione trasgressiva di questo cortometraggio, che ha peraltro ricevuto la targa del Presidente della Repubblica come miglior documentario sull&#8217;arte italiana, durante il Festival di Palazzo Venezia a Roma nel 2006, lascerà spazio alla visione, prevista per questa sera (sabato 6 marzo, ore 21:15), di un altro caposaldo della filmografia di Federico Fellini: <a title="collegamento alla recensione del film" href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=17349" target="_blank">8 1/2</a> (1963), il film nel film, o meglio, la <strong>&#8220;meditazione potentemente creativa sull&#8217;impotenza di creare&#8221;</strong>, come lo definì il critico Christian Metz nel &#8216;72.</p>
<p><strong>E dunque, perchè mai perderselo?</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1678" src="http://cinemio.it/wp-content/upload/fellini1.jpg" alt="fellini1" width="283" height="286" /></p>
<br/><br/><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Cinemioit/~4/GdiroHIFyls" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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