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	<description>Recensioni di film al cinema</description>
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		<title>Massimiliano&amp;Massimil–&amp;ST 2026 La salita: il teatro come riscatto, tra realtà e speranza</title>
		<link>http://cinemio.it/cronache-cinematografiche/massimiliano-gallo-la-salita/67957/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache cinematografiche]]></category>
		<category><![CDATA[film italiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>L&#8217;attore Massimiliano Gallo ha parlato del suo primo film da regista La salita (di cui sul sito è presente anche la recensione) presentato in anteprima al BIF&#38;ST 2026 e in uscita il prossimo 9 aprile. Nell&#8217;articolo i video della presentazione e della premiazione del regista che ha ricevuto il Premio Miglior Opera Prima. di Antonella Molinaro Massimiliano Gallo: l&#8217;esigenza di raccontare i giovani nel film La salita La salita è il primo film da regista di Massimiliano Gallo, nel quale l&#8217;attore si è anche ritagliato una parte in un momento molto emozionante del film. In questo video Gallo racconta il </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>L&#8217;attore <strong><em>Massimiliano Gallo</em></strong> ha parlato del suo primo film da regista <strong><a href="https://cinemio.it/film-italiani/la-salita-film/67900/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La salita</a></strong> (di cui sul sito è presente anche la <a href="https://cinemio.it/film-italiani/la-salita-film/67900/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recensione</a>) presentato in anteprima al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong> e in uscita il prossimo 9 aprile. Nell&#8217;articolo i video della presentazione e della premiazione del regista che ha ricevuto il <strong>Premio Miglior Opera Prima</strong>.</p>



<p><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-67957"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/DSC_0092.jpg" alt="Massimiliano Gallo" class="wp-image-67992"/><figcaption class="wp-element-caption">Massimiliano Gallo al BIF&amp;ST 2026</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Massimiliano Gallo: l&#8217;esigenza di raccontare i giovani nel film La salita</h2>



<p><strong>La salita</strong> è il primo film da regista di <strong><em>Massimiliano Gallo</em></strong>, nel quale l&#8217;attore si è anche ritagliato una parte in un momento molto emozionante del film.</p>



<p>In questo video Gallo racconta il motivo per cui ha scelto questa storia per esordire dietro la macchina da presa: ha sentito infatti l&#8217;esigenza di raccontare una storia dedicata agli adolescenti di oggi guardando ad un periodo storico, quello di fine &#8216;900, in cui, a differenza dell&#8217;attuale, c&#8217;erano molte più speranze nel futuro.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>E&#8217; importante conservare la memoria perché spesso questo paese non ha memoria, ricordare chi eravamo e come facevamo le cose ma io sono convinto che i giovani ci possono salvare.</em></p>
<cite>Massimiliano Gallo</cite></blockquote>



<p>La conferma della sua fiducia nel futuro sta anche in finale in un certo senso doppio che vuole comunicare che siamo ancora liberi di scegliere e abbiamo ancora la possibilità di salvarci. </p>



<p>Infine parla del rapporto con il tempo, nel film e nella realtà: l&#8217;impressione è che il tempo sfugga dalle mani, ci sia troppa velocità.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="La salita, esordio alla regia di Massimiliano Gallo, presentato al BIF&amp;ST 2026" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/G9PV9ZAgn2o?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Com&#8217;è nato il progetto</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>L&#8217;idea è nata da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Brun"><strong>Riccardo Brun</strong></a> </em>(scrittore e sceneggiatore n.d.r.) <em>che aveva scritto il soggetto e mi ha coinvolto in questo progetto bellissimo. Io in realtà ero partito dall&#8217;idea che avrei fatto una commedia come opera prima e non un film così complicato. Però poi mi ha talmente appassionato quello che voleva raccontare Riccardo, era talmente importante, che ho preferito cambiare idea.</em></p>
<cite>Massimiliano Gallo</cite></blockquote>



<p><strong><em>Massimiliano Gallo</em></strong> è approdato alla regia dopo una lunga esperienza. Com&#8217;è sorta la necessità di passare dietro la macchina da presa e come ha vissuto questa esperienza? Nel video la risposta in cui parla anche di come abbia scelto i ragazzi protagonisti, due dei quali <strong>Francesco Cossu e Alessandro De Renzi</strong> erano presenti in sala.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="La salita, esordio alla regia di Massimiliano Gallo, presentato al BIF&amp;ST 2026 - La regia" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/FpSrl9-hhl0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, Eduardo ed Enzo Avitabile: il cuore di Massimiliano Gallo</h2>



<p>Nel video che segue Gallo risponde alla mia domanda su quanto ci sia della sua vita e della sua esperienza attoriale in questo film, sottolineando la colonna sonora di Enzo Avitabile ed il rapporto con Eduardo De Filippo che non ha conosciuto personalmente ma che è legato a suo padre, l&#8217;attore Nunzio Gallo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="Napoli, Eduardo ed Enzo Avitabile nel film La salita di Massimilano Gallo presentato al BIF&amp;ST 2026" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/i12SYCjO5KY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p><em>Non possiamo ancora dire qual è il prossimo progetto però abbiamo già un progetto che è quasi in cantiere e speriamo di concluderlo in un annetto.</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Le gallerie dei protagonisti del BIF&amp;ST 2026</h2>



 [<a href="http://cinemio.it/cronache-cinematografiche/massimiliano-gallo-la-salita/67957/">See image gallery at cinemio.it</a>] 



 [<a href="http://cinemio.it/cronache-cinematografiche/massimiliano-gallo-la-salita/67957/">See image gallery at cinemio.it</a>] 



<p>Termina qui l&#8217;approfondimento sulla conferenza stampa del film <strong>La salita</strong>. Continua a leggere tutti gli articoli dedicati al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>. Hai già letto la <strong><a href="https://cinemio.it/film-italiani/la-salita-film/67900/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recensione del film</a></strong>?</p>
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		<title>Massimiliano&amp;Massimil–&amp;ST 2026 La salita: il teatro come riscatto, tra realtà e speranza</title>
		<link>http://cinemio.it/film-italiani/la-salita-film/67900/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:43:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film italiani]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Con La salita, Massimiliano Gallo debutta alla regia cinematografica firmando un film intenso e sorprendentemente maturo, che racconta una storia vera di rinascita attraverso l’arte. Presentato al BIF&#38;ST 2026, il film si distingue per la sua capacità di unire memoria storica e racconto emotivo. di Antonella Molinaro La salita Ambientato nella Napoli del 1983, il film prende spunto da un fatto realmente accaduto: a causa del bradisismo, il carcere femminile di Pozzuoli viene chiuso e alcune detenute vengono trasferite temporaneamente nel carcere minorile di Nisida. In questo contesto già complesso si inserisce la figura di Eduardo De Filippo, che decide </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>Con <em><strong>La salita</strong></em>, Massimiliano Gallo debutta alla regia cinematografica firmando un film intenso e sorprendentemente maturo, che racconta una storia vera di rinascita attraverso l’arte. Presentato al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>, il film si distingue per la sua capacità di unire memoria storica e racconto emotivo.</p>



<p><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-67900"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/la-salita.jpg" alt="La salita" class="wp-image-67901"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">La salita</h2>



<p>Ambientato nella Napoli del 1983, il film prende spunto da un fatto realmente accaduto: a causa del bradisismo, il carcere femminile di Pozzuoli viene chiuso e alcune detenute vengono trasferite temporaneamente nel carcere minorile di Nisida.</p>



<p>In questo contesto già complesso si inserisce la figura di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eduardo_De_Filippo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eduardo De Filippo</a></strong>, che decide di portare il teatro all’interno dell’istituto, avviando un laboratorio che coinvolge i giovani detenuti.</p>



<p>Il film segue in particolare l’incontro tra un ragazzo recluso e una detenuta, un rapporto che si sviluppa proprio grazie all’esperienza teatrale, trasformando uno spazio chiuso in un luogo di possibilità e cambiamento.</p>



<p>Il film presenta un cast corale di grande solidità, un ensemble che restituisce autenticità e profondità a una storia fortemente radicata nel territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="LA SALITA (2026) Trailer del Film di Massimiliano Gallo con Roberta Caronia e Maurizio Casagrande." width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/Z1-g1Jceg6M?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La salita &#8211; Un esordio di cuore di Massimiliano Gallo</h2>



<p><em><strong>La salita</strong></em> è un film che colpisce per sincerità e per la forza del suo messaggio. L’esordio alla regia di <strong><a href="https://cinemio.it/tag/massimiliano-gallo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Massimiliano Gallo</a></strong> è sorprendentemente equilibrato: la narrazione evita ogni retorica e costruisce invece un racconto umano, fatto di sguardi, silenzi e piccole trasformazioni.</p>



<p>Il grande merito del film è quello di raccontare il carcere senza stereotipi: non come semplice luogo di detenzione, ma come spazio abitato da persone, ciascuna con la propria storia e possibilità di cambiamento. In questo senso, il teatro diventa il vero protagonista simbolico, un mezzo capace di aprire varchi dove sembravano esserci solo muri.</p>



<p>Il film si regge su un cast corale solido, in cui spicca la presenza di <strong>Roberta Caronia</strong>, intensa e misurata nel dare profondità emotiva al suo personaggio. Accanto a lei, uno degli elementi più interessanti del film è rappresentato dai giovani attori esordienti, che interpretano i detenuti con sorprendente autenticità. Le loro performance, spontanee e mai costruite, contribuiscono in modo decisivo al realismo della narrazione.</p>



<p>Completano il cast interpreti esperti come <strong><a href="https://cinemio.it/tag/mariano-rigillo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mariano Rigillo</a></strong> nei panni di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eduardo_De_Filippo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eduardo De Filippo</a></strong>, figura che incarna l’idea di cultura come strumento di riscatto, e <strong><a href="https://cinemio.it/tag/gianfelice-imparato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gianfelice Imparato</a></strong>, che offrono ulteriore solidità all’insieme.</p>



<p>La regia sceglie <strong>uno stile sobrio, quasi discreto, che lascia spazio ai personaggi e alla storia</strong>. Il risultato è un film che emoziona senza forzare, accompagnando lo spettatore in una “salita” che è prima di tutto interiore.</p>



<p>Dal 9 aprile al cinema. Continua a leggere l&#8217;articolo dedicato alla<a href="https://cinemio.it/cronache-cinematografiche/massimiliano-gallo-la-salita/67957/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>conferenza stampa del film</strong></a> alla presenza di <strong>Massimiliano Gallo</strong> o gli altri articoli dedicati al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>. Hai letto la recensione di <strong><a href="https://cinemio.it/film-stranieri/a-war-on-women-film/67859/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">A War on Women</a></strong> o <strong><a href="https://cinemio.it/film-italiani/igor-leroe-romantico-del-calcio-documentario/67937/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Igor &#8211; L&#8217;eroe romantico del calcio</a></strong>?</p>



<h2 class="wp-block-heading">La galleria delle foto dei film presentati al BIF&amp;ST 2026</h2>



 [<a href="http://cinemio.it/film-italiani/la-salita-film/67900/">See image gallery at cinemio.it</a>] 



 [<a href="http://cinemio.it/film-italiani/la-salita-film/67900/">See image gallery at cinemio.it</a>] 
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		<title>Il Circo d’Acqua incanta Bari: uno spettacolo travolgente tra emozione e meraviglia</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 21:40:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica e spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[circo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>È arrivato a Bari Il Circo d’Acqua, la nuova produzione firmata Internazionale Happy Circus, storica realtà guidata dalla famiglia Medini. Uno show che è molto più di un semplice spettacolo: è un’esperienza immersiva, capace di sorprendere e coinvolgere dall’inizio alla fine. Lo show resterà a Bari fino al 19 aprile. di Antonella Molinaro Il Circo d’Acqua &#8211; Energia, ritmo e grande spettacolarità Fin dai primi minuti si ha la sensazione di entrare in un mondo sospeso. L’acqua, elemento centrale dello spettacolo, crea giochi scenici affascinanti: fontane che si alzano e si abbassano a ritmo di musica, riflessi luminosi che trasformano </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>È arrivato a Bari <em><strong>Il Circo d’Acqua</strong></em>, la nuova produzione firmata <strong>Internazionale Happy Circus</strong>, storica realtà guidata dalla <strong>famiglia Medini</strong>. Uno show che è molto più di un semplice spettacolo: è un’esperienza immersiva, capace di sorprendere e coinvolgere dall’inizio alla fine. Lo show resterà a Bari fino al 19 aprile.</p>



<p><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-67963"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/Circo-dAcqua-21.jpg" alt="Il circo d'acqua" class="wp-image-67965"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il Circo d’Acqua &#8211; Energia, ritmo e grande spettacolarità</h2>



<p>Fin dai primi minuti <strong>si ha la sensazione di entrare in un mondo sospeso</strong>. L’acqua, elemento centrale dello spettacolo, crea giochi scenici affascinanti: fontane che si alzano e si abbassano a ritmo di musica, riflessi luminosi che trasformano la pista in una superficie quasi magica. </p>



<p><strong>L’atmosfera è coinvolgente e quasi ipnotica</strong>, capace di catturare l’attenzione di adulti e bambini senza mai lasciare cali di ritmo.</p>



<p>Gli artisti portano in scena numeri di alto livello, <strong>combinando tecnica e spettacolo con grande naturalezza</strong>. Le esibizioni acrobatiche sono precise e adrenaliniche, con momenti che tengono il pubblico con il fiato sospeso, seguiti da applausi spontanei e sentiti.</p>



<p>Particolarmente entusiasmante è l’alternanza tra numeri: si passa da performance spettacolari a momenti più leggeri e divertenti, grazie alla presenza dei clown che riescono a coinvolgere direttamente il pubblico, <strong>creando un clima di partecipazione autentica</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tradizione e innovazione che funzionano</h2>



<p>La famiglia Medini, alla guida dell’Internazionale Happy Circus, <strong>dimostra ancora una volta la capacità di rinnovare il linguaggio circense</strong>. L’introduzione dell’acqua e degli effetti scenici moderni non sovrasta la tradizione, ma la valorizza, rendendo lo spettacolo accessibile e attuale.</p>



<p><strong><em>Il Circo d’Acqua</em> </strong>è uno spettacolo che conquista davvero. Non solo per la qualità tecnica degli artisti, ma per la capacità di emozionare e sorprendere continuamente.</p>



<p>A Bari si conferma un evento imperdibile: <strong>un’esperienza entusiasmante, coinvolgente e visivamente affascinante</strong>, capace di riportare al centro il senso più autentico del circo, quello della meraviglia.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/Grafica-Circo-dAcqua-Bari.jpeg" alt="" class="wp-image-67964"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Dove vedere il Circo d’Acqua</h2>



<p>Gli spettacoli saranno a Bari nel parcheggio dello stadio San Nicola, da venerdì 3 a domenica 19 aprile. Sono in programma tutti i giorni alle 18 e alle 21, mentre la domenica sono previsti due appuntamenti alle 17.30 e alle 19.30. I biglietti sono disponibili sul <a href="https://ticket-show.com/product/circo-dacqua-a-bari/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sito</a>. </p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Speciale BIF&amp;ST 2026 – Igor – l’eroe romantico del calcio: il ritratto umano di un calciatore fuori dagli schemi</title>
		<link>http://cinemio.it/film-italiani/igor-leroe-romantico-del-calcio-documentario/67937/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 07:45:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film italiani]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[alberto battocchi]]></category>
		<category><![CDATA[antonella molinaro]]></category>
		<category><![CDATA[bifest 2026]]></category>
		<category><![CDATA[igor protti]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Dal Canto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Con Igor – l’eroe romantico del calcio, il regista Luca Dal Canto firma un’opera che va oltre il racconto sportivo per trasformarsi in una riflessione più ampia sull’identità, sulla fragilità e sul significato di “successo”. Il film si inserisce nel filone delle storie calcistiche, ma sceglie una prospettiva diversa: non quella del mito, bensì quella dell’uomo. Il film è stato presentato in anteprima al BIF&#38;ST 2026 ed è in questi giorni in tour nei cinema con proiezioni speciali accompagnate dalla presenza del regista e di ospiti in sala. di Antonella Molinaro Igor – l’eroe romantico del calcio Al centro del </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>Con <em><strong>Igor – l’eroe romantico del calcio</strong></em>, il regista <strong><a href="https://cinemio.it/tag/luca-dal-canto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Luca Dal Canto</a></strong> firma un’opera che va oltre il racconto sportivo per trasformarsi in una riflessione più ampia sull’identità, sulla fragilità e sul significato di “successo”. Il film si inserisce nel filone delle storie calcistiche, ma sceglie una prospettiva diversa: non quella del mito, bensì quella dell’uomo.</p>



<p>Il film è stato presentato in anteprima al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong> ed è in questi giorni in tour nei cinema con proiezioni speciali accompagnate dalla presenza del regista e di ospiti in sala.</p>



<p><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-67937"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/igor.jpg" alt="Igor- L'eroe romantico del calcio" class="wp-image-67938"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Igor – l’eroe romantico del calcio</h2>



<p>Al centro del film c’è <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Igor_Protti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Igor Protti</a></strong>, figura che incarna un’idea di calciatore lontana dagli stereotipi contemporanei. Non è l’eroe vincente a tutti i costi, né il simbolo del successo mediatico: è piuttosto un personaggio complesso, attraversato da dubbi, slanci emotivi e contraddizioni. Il termine “eroe romantico” non è casuale, ma definisce <strong>un protagonista che vive il calcio come passione autentica</strong>, quasi viscerale, più che come carriera.</p>



<p>Dal Canto costruisce così <strong>un racconto che utilizza il calcio come linguaggio universale</strong>, ma che parla soprattutto di scelte di vita, di sacrifici e di occasioni mancate. Il campo diventa metafora dell’esistenza, uno spazio in cui si misurano ambizione e limite.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/STILL-IGOR-1.png" alt="" class="wp-image-67939"/><figcaption class="wp-element-caption">Igor Protti</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Uno sguardo intimo e realistico ed il tema dell’eroe romantico</h2>



<p>La regia privilegia un tono sobrio e diretto, evitando l’enfasi tipica di molti film sportivi. Non ci sono celebrazioni retoriche né costruzioni epiche:<strong> il racconto si sviluppa attraverso momenti quotidiani, silenzi e dettagli che restituiscono autenticità al protagonista</strong>.</p>



<p>Questo approccio permette allo spettatore di entrare in sintonia con Igor Protti non tanto per le sue imprese sportive, quanto per la sua dimensione umana. Il film suggerisce che il vero conflitto non è tra vittoria e sconfitta, ma tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere.</p>



<p>Il concetto di “eroe romantico” è il cuore dell’opera. <strong>Igor Protti rappresenta una figura quasi anacronistica in un calcio sempre più orientato al business</strong>: un uomo che mette al centro i valori, le emozioni e una certa idea “pura” dello sport.</p>



<p>In questo senso, il film diventa anche<strong> una riflessione critica sul calcio contemporaneo</strong>, contrapponendo autenticità e spettacolarizzazione. L’eroe romantico non è perfetto, non è sempre vincente, ma è profondamente umano, ed è proprio questa imperfezione a renderlo interessante.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/STILL-IGOR-16.jpg" alt="Igor- L'eroe romantico del calcio" class="wp-image-67940"/><figcaption class="wp-element-caption">Igor Protti</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Igor – l’eroe romantico del calcio &#8211; Conclusione</h2>



<p>Con questo film, Luca Dal Canto propone un racconto misurato e sincero, capace di distinguersi all’interno del genere sportivo. <em><strong>Igor – l’eroe romantico del calcio</strong></em> non cerca di impressionare con grandi effetti o narrazioni eroiche, ma conquista per la sua autenticità e per il cuore del suo protagonista.</p>



<p><strong>Un’opera che invita a guardare oltre il risultato</strong>, ricordando che, nello sport come nella vita, ciò che conta davvero è il percorso.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/ANCHECINEMA_18_EG_4.jpg" alt="" class="wp-image-67941"/><figcaption class="wp-element-caption">Il regista Luca Dal Canto al BIF&amp;ST 2026</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Intervista al regista Luca Dal Canto</h2>



<p><strong>Luca cosa ti ha spinto a raccontare la storia di Igor e perché definirlo “eroe romantico”?</strong></p>



<p><em>Quasi due anni fa io e <strong>Alberto Battocchi</strong>, l’altro autore, ci siamo domandati: ma come è possibile che a un’icona del calcio degli anni Novanta come <strong>Igor Protti</strong>, per noi un mito essendo tifosi del Livorno, non sia mai stato dedicato un documentario cinematografico. E allora ci siamo messi a buttar giù un’idea che ci ha portato subito verso la definizione di eroe romantico. Considerando l’aggettivo romantico sia nell’accezione più generale del termine, ovvero malinconia e nostalgia per il passato, in questo caso gli anni Novanta decennio della nostra adolescenza, sia come Romanticismo ottocentesco. </em></p>



<p><em>Igor, con la sua gentilezza, con la sua caparbietà e la sua passione <strong>ci ricordava infatti un eroe letterario d’altri tempi che non sempre trionfa, ma che cerca di realizzare i sogni delle collettività</strong> piuttosto che i propri. E’ anche per questo che visivamente nel documentario mi sono spesso ispirato alla pittura romantica &#8211; soprattutto di Friedrich &#8211; con le sue figure mostrate di spalle, immerse nell’immensità della natura mentre scrutano l’orizzonte.</em></p>



<p><strong>Secondo te dal documentario vien fuori più il calcio di Igor Protti o l’uomo dietro il calciatore?</strong></p>



<p><em>Beh, il suo modo di vivere il calcio è sicuramente lo strumento con cui volevamo raccontare l’uomo e secondo me alla fine <strong>dopo la visione del film rimane più quello rispetto allo sport in senso generale</strong>. Non c’è campione senza umanità. E ho cercato di farla venire fuori il più possibile. Igor è stato molto disponibile in questo senso.</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/ANCHECINEMA_18_EG_6.jpg" alt="" class="wp-image-67954"/><figcaption class="wp-element-caption">La presentazione del film al BIF&amp;ST</figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Quali aspetti della personalità di Igor ti hanno colpita di più durante la lavorazione?</strong></p>



<p><em>La gentilezza e la lealtà. E’ un personaggio dalle mille sfaccettature, ma tutte improntate verso la signorilità e il rispetto. </em></p>



<p><strong>Qual è stata la sfida più grande durante la realizzazione del film?</strong></p>



<p><em>Riassumere la sua carriera incredibile e molto prolifica. Anche perché Igor era molto attento nel dare lo stesso spazio e la stessa importanza a tutte le città e squadre in cui ha giocato. Anche questo vuol dire tanto e raramente si percepisce <strong>questo senso di appartenenza così forte in un calciatore</strong>, soprattutto ai giorni nostri. Alla fine abbiamo scelto di utilizzare una costruzione piuttosto lineare, per creare il crescendo emotivo dato dalla caratterizzazione del suo personaggio e dalle sue scelte sportive.</em></p>



<p><strong>C’è una scena a cui sei particolarmente legato e perché?</strong></p>



<p><em>Quella in cui lo riportiamo oggi nello stadio di Treviso davanti a quella rete divisoria del settore ospiti dove segnò il gol più importante della storia del Livorno, quello che lo riportò in serie B dopo 30 anni di sconfitte e umiliazioni. E’ stata veramente un’emozione, Treviso ha cambiato il senso di identità di un’intera generazione di livornesi, e tra quelli ci siamo noi. E’ il trionfo dell’eroe, la catarsi del suo personaggio, cinematograficamente parlando.</em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/ANCHECINEMA_18_EG_8.jpg" alt="Igor - L'eroe romantico del calcio" class="wp-image-67953"/><figcaption class="wp-element-caption">Igor Protti in collegamento durante la presentazione al BIF&amp;ST</figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Il film parla non solo di calcio ma anche di sogni, fallimenti e identità. Cosa significa per te oggi essere un “eroe romantico”?</strong></p>



<p><em>Significa sognare e lottare per un obiettivo cercando di anteporre l’onestà e la finalità collettiva piuttosto che i bisogni personali. <strong>Significa avere il coraggio di osare, di fallire e di imparare dagli errori e dalle delusioni</strong>. L’eroe piange e soffre nel suo incedere, ma deve avere sempre una finalità. E’ colui che non si adegua passivamente al destino ma cerca di modellarlo sui suoi sentimenti. Amo molto i racconti di formazione sia in letteratura che al cinema e mi ha sempre affascinato il romanticismo dei personaggi che li abitano, indipendentemente dal genere narrativo.</em></p>



<p><strong>Il film è stato presentato in anteprima al BIF&amp;ST di Bari, città a cui Igor Protti èmolto legato e di cui ha ricevuto la cittadinanza onoraria. Qual è stato il riscontro di pubblico di quella serata? E il ricordo più bello?</strong></p>



<p><em>E’ stata un’anteprima molto emozionante, con la sala piena, il video-collegamento di Igor nonostante il difficile momento che sta vivendo. Il BIF&amp;ST è uno dei festival più importanti nel panorama cinematografico italiano e ottenere una selezione con un progetto indipendente così piccolo ma ambizioso, prodotto da un’associazione culturale (Bredenkeik, distribuito da PianoB) è stato per noi un risultato incredibile. Tutto questo è stato poi amplificato dal fatto che si svolgesse in una delle città di Igor, dove ancora oggi, a più di 30 anni dal suo passato calcistico, i tifosi gli regalano abbracci, stima e affetto. Tutto ciò è l’essenza del romanticismo.</em></p>



<p>Continua a leggere tutti gli articoli dedicati al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>. Hai letto la recensione di <strong><a href="https://cinemio.it/film-italiani/non-e-la-fine-del-mondo-film/67897/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non è la fine del mondo</a></strong> o <strong><a href="https://cinemio.it/film-italiani/la-salita-film/67900/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La salita</a></strong>?</p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>E’ l’ultima battuta? – Recensione del film di Bradley Cooper</title>
		<link>http://cinemio.it/recensioni-film/e-l-ultima-battuta-film/67918/</link>
					<comments>http://cinemio.it/recensioni-film/e-l-ultima-battuta-film/67918/#respond</comments>
		
		
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[andra day]]></category>
		<category><![CDATA[Blake Kane]]></category>
		<category><![CDATA[Bradley Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[laura dern]]></category>
		<category><![CDATA[will arnett]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;ultima battuta? è un film del 2026, diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da Bradley Cooper, con protagonisti Will Arnet e Laura Dern. La pellicola uscirà a partire dal 2 aprile 2026, distribuita da The Walt Disney Company Italia. -Articolo di Michele Scarperia E&#8217; l&#8217;ultima battuta? La vita di Alex (Will Arnett) crolla su se stessa, quando la moglie Tess (Laura Dern) chiede il divorzio. Per superare questa crisi sperimenterà un nuovo hobby, il cabaret. E da qui si svilupperà un talento nascosto. Il trailer del film La consacrazione di Bradley Cooper come regista E&#8217; l&#8217;ultima battuta? è un film che </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p><strong>E&#8217; l&#8217;ultima battuta? </strong>è un film del 2026, <strong>diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da </strong><a href="https://cinemio.it/tag/bradley-cooper/" id="577" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Bradley Cooper</strong></a>, con <strong>protagonisti <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Will_Arnett" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Will Arnet</a> </strong>e <a href="https://cinemio.it/tag/laura-dern/" id="3267" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Laura Dern</strong></a>. La pellicola <strong>uscirà a partire dal 2 aprile 2026</strong>, distribuita da The Walt Disney Company Italia.</p>



<span id="more-67918"></span>



<p><strong><em>-Articolo di Michele Scarperia</em></strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/locandina-37-1.jpg" alt="E' l'ultima battuta?" class="wp-image-67922" style="width:423px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">E&#8217; l&#8217;ultima battuta? </h2>



<p>La vita di Alex (Will Arnett) crolla su se stessa, quando la moglie Tess (Laura Dern) chiede il divorzio. Per superare questa crisi sperimenterà un nuovo hobby, il cabaret. E da qui si svilupperà un talento nascosto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film </h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="È l’Ultima Battuta? | Trailer Ufficiale | Dal 2 Aprile al Cinema" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/cItO4fMq5Co?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La consacrazione di Bradley Cooper come regista</h2>



<p><em><strong>E&#8217; l&#8217;ultima battuta?</strong> </em>è <strong>un film che affronta con delicatezza e maturità il tema della separazione, esplorando non tanto il &#8220;perché&#8221; ci si lascia, ma il &#8220;come&#8221; lo si fa. La narrazione si sviluppa attraverso diverse fasi emotive: da una rottura inizialmente condivisa e consapevole, alle crisi individuali che inevitabilmente ne seguono</strong>, evitando con lucidità ogni semplificazione. Non esistono colpevoli o innocenti, ma due esseri umani che attraversano il dolore in modo diverso.</p>



<p>Il <strong>cuore del film </strong>è proprio questo: la complessità delle relazioni. Bradley Cooper costruisce un racconto che analizza il cosiddetto &#8220;arcobaleno sentimentale&#8221;, fatto di nostalgia, vulnerabilità, incomprensioni e silenzi. <strong>I protagonisti sono due persone che si mancano, ma non riescono a dirselo; forse non si amano più, o forse si, ma in una forma nuova, diversa, che entrambi devono scoprire</strong>. Il regista <strong>ci mostra come il superamento della crisi non passa attraverso elementi come rapporti occasionali, nuove relazioni o sfoghi autodistruttivi, ma attraverso qualcosa di più intimo e autentico: le passioni</strong>. Lì i personaggi ritrovano se stessi. Le passioni diventano ciò che ci tiene in vita, e ciò che potrebbe riavvicinarli, seppur diverse. Ci ricorda che, <strong>a volte, perdere tutto è l&#8217;unico modo per ritrovare la giusta prospettiva, per rimettere insieme i pezzi dell&#8217;equazione sentimentale e per avere il coraggio di mettersi a nudo</strong>.</p>



<p>Il <strong>titolo è emblematico</strong> per le tematiche trattate: <em><strong>E&#8217; l&#8217;ultima battuta?</strong></em> suona come un monito. I<strong>nvita a godere ogni istante condiviso con chi amiamo, perché quel punto interrogativo sospeso potrebbe diventare un punto, oppure no, evolversi attraverso una domanda</strong>. Ed è proprio in questa ambiguità che il film trova la sua forza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attori e lato tecnico</h2>



<p>Dal punto di vista attoriale, <strong>le interpretazioni sono tanto intense quanto misurate. I due protagonisti, Will Arnet e Laura Dern, brillano per naturalezza e profondità, ma anche il cast di supporto contribuisce in modo significativo</strong>, aggiungendo ulteriori sfumature al racconto e ampliando il discorso sulle relazioni e sulle diverse modalità di affrontare una separazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/download-16.jpg" alt="" class="wp-image-67930" style="width:464px;height:auto"/></figure>



<p>Tecnicamente <strong>il film vive di dialoghi: battute, pause, silenzi carichi di significato. Non c&#8217;è spettacolarizzazione, ma un&#8217;attenzione precisa ai momenti, agli sguardi, ai dettagli quotidiani</strong>. E&#8217; un cinema intimo, d&#8217;altri tempi, quasi teatrale che trova la sua forza nella parola e nella verità emotiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E&#8217; l&#8217;ultima battuta? &#8211; Conclusioni</h2>



<p>In definitiva ,<strong>Bradley Cooper firma un&#8217;opera sensibile e riflessiva, capace di raccontare l&#8217;impreparazione agli imprevisti della vita e le delusioni d&#8217;amore senza mai cadere nel banale. Sono certo che se dietro ci fosse stato un nome più navigato, si sarebbe usata la parola &#8220;capolavoro&#8221;</strong>.</p>



<p></p>
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		<title>Super Mario Galaxy – Il film – Sequel del primo successo</title>
		<link>http://cinemio.it/recensioni-film/super-mario-galaxy-film/67932/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 20:08:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cartoni animati]]></category>
		<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[Aaron Horvath]]></category>
		<category><![CDATA[Anya Taylor-Joy]]></category>
		<category><![CDATA[Benny Safdie]]></category>
		<category><![CDATA[Brie Larson]]></category>
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		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[illumination]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Black]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Jelenic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Super Mario Galaxy-Il film è un lungometraggio del 2026, diretto da Aaron Horvath e Michael Jelenic, prodotto dalla casa d&#8217;animazione Illumination. Nel cast dei doppiatori tornano Chris Pratt, Anya Taylor-Joy, Jack Black e tanti altri. La pellicola uscirà solo in sala a partire dal 1 aprile. -Articolo di Michele Scarperia Quest&#8217;opera rappresenta il sequel della pellicola del 2023 Super Mario Bros-Il film, ed è basato sugli omonimi videogiochi. Super Mario Galaxy &#8211; Il film Mario, Luigi, la principessa Peach e Toad si imbarcano in una nuova avventura insieme al dinosauro verde Yoshi, per combattere Bowser Jr. figlio di Bowser. Il </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p><strong>Super Mario Galaxy-Il film</strong> è un lungometraggio del 2026,<strong> diretto da Aaron Horvath e Michael Jelenic</strong>, <strong>prodotto dalla casa d&#8217;animazione Illumination.</strong> Nel <strong>cast dei doppiatori </strong>tornano <a href="https://cinemio.it/tag/chris-pratt/" id="4632" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chris Pratt</a>, <a href="https://cinemio.it/tag/anya-taylor-joy/" id="6589" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anya Taylor-Joy</a>, <a href="https://cinemio.it/tag/jack-black/" id="1152" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jack Black</a> e tanti altri. La pellicola <strong>uscirà solo in sala a partire dal 1 aprile</strong>.</p>



<span id="more-67932"></span>



<p><em><strong>-Articolo di Michele Scarperia</strong></em></p>



<p>Quest&#8217;opera <strong>rappresenta il sequel della pellicola del 2023 </strong><a href="https://cinemio.it/film-stranieri/super-mario-bros-il-film/59878/" id="59878" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Super Mario Bros-Il film</a>, ed è <strong>basato sugli omonimi videogiochi</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/WhatsApp-Image-2026-03-06-at-15.24.05-1-1024x1280.jpeg" alt="Super Mario Galaxy" class="wp-image-67933" style="width:420px"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Super Mario Galaxy &#8211; Il film</h2>



<p>Mario, Luigi, la principessa Peach e Toad si imbarcano in una nuova avventura insieme al dinosauro verde Yoshi, per combattere Bowser Jr. figlio di Bowser.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="SUPER MARIO GALAXY - IL FILM | Trailer Ufficiale - HD" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/MbCiKLTkQPU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Uno spettacolo visivo travolgente tra fan service e gameplay</h2>



<p><strong>Super Mario Galaxy-Il film riesce nel compito non banale di partire dalla semplicità narrativa del primo capitolo e darle una lieve, ma percepibile, evoluzione. L&#8217;intreccio resta chiaramente pensato per un pubblico molto giovane, senza particolari ambizioni di profondità</strong>, ma prova quantomeno ad articolarsi leggermente di più, introducendo dinamiche e motivazioni che rendono il viaggio meno lineare. Per quanto <strong>non mancano le ingenuità narrative</strong>.</p>



<p>Ciò che davvero <strong>sorprende, però, è la maestosità tecnica. Siamo di fronte a un lavoro tecnico visivo che, per una produzione come Ilumination, raggiunge vette raramente viste</strong>: gli scenari iconici del videogioco vengono ripresi e amplificati, trasformandosi in ambienti spettacolari, coloratissimi e pieni di dettagli. E&#8217; <strong>un continuo senso di meraviglia, una vera gioia per gli occhi</strong> che cattura fin dai primi minuti e non smette mai di stupire. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/219878_ppl-1-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-67943" style="width:480px"/></figure>
</div>


<p>Il film è <strong>ben ritmato grazie a una serie di sequenze d&#8217;azione e combattimento efficaci. Ancora più riuscite sono le trasposizioni delle meccaniche di gameplay</strong>: molte sequenze sembrano prese dal videogioco e adattate al linguaggio cinematografico con grande cura e rispetto, risultando tra i momenti più divertenti e visivamente interessanti della pellicola. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Super Mario Galaxy &#8211; Fan service e conclusioni</h2>



<p>Come nel precedente capitolo, <strong>non manca il fan service: compaiono numerosi personaggi, anche di nicchia, che fanno sicuramente la felicità degli appassionati storici</strong>. Un film che riesce a parlare ai fan senza escludere il nuovo pubblico, <strong>per quanto si possa trovare lievemente disorientato di fronte a certe apparizioni</strong>. E lancia anche l&#8217;amo per un futuro universo condiviso <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nintendo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo</a></strong>.</p>



<p>Nel <strong>complesso Super Mario Galaxy-Il film è questo: un grande spettacolo visivo, un divertimento immediato e colorato, che magari non lascia un segno profondo sul piano tematico e narrativo, ma sa intrattenere</strong> con energia e un evidente amore per il materiale originale.</p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Lamenti siderali, un corto davvero indipendente</title>
		<link>http://cinemio.it/registi-emergenti-2/lamenti-siderali-cortometraggio/67887/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 20:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[registi emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele rossi]]></category>
		<category><![CDATA[Manfredi M. Destro]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Vittoria Casarotti Todeschini]]></category>
		<category><![CDATA[Samuele Ferri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Il 24 marzo è uscito Lamenti siderali, un corto davvero indipendente diretto da Manfredi M. Destro (Roma, 2001) giovane regista italiano al suo quinto cortometraggio. Lamenti siderali: la storia Lungo quindici minuti, Lamenti siderali, un corto davvero indipendente, è il terzo episodio di una &#8220;trilogia della solitudine&#8221; diretta e ideata dal giovane regista Manfredi M. Destro. La storia ruota intorno ad Ellis, scrittore horror Pulp contemporanea versione di un Poe. L&#8217; uomo, con un rituale oscuro, vuole incarnare la protagonista delle sue opere. I confini tra realtà e fantasia si annullano. Echi gotici e contaminazioni di cinema di genere ispirano </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>Il 24 marzo è uscito <strong><em>Lamenti siderali</em></strong>, un corto davvero indipendente diretto da Manfredi M. Destro (Roma, 2001) giovane regista italiano al suo quinto cortometraggio.</p>



<span id="more-67887"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/1000138423-e1774902613223.webp" alt="Lamenti siderali" class="wp-image-67890"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Lamenti siderali: la storia </h2>



<p>Lungo quindici minuti, Lamenti siderali, un corto davvero indipendente, è il terzo episodio di una <strong>&#8220;trilogia della solitudine&#8221;</strong> diretta e ideata dal giovane regista Manfredi M. Destro. La storia ruota intorno ad Ellis, scrittore <a href="https://www.edizioniarcoiris.it/la-biblioteca-di-lovecraft/196-pulp-horror.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">horror Pulp</a> contemporanea versione di un Poe.</p>



<p> L&#8217; uomo, con un rituale oscuro, vuole incarnare la protagonista delle sue opere. I confini tra realtà e fantasia si annullano. Echi gotici e contaminazioni di cinema di genere ispirano sicuramente il plot.</p>



<p>Interpretato da Samuele Ferri, Maria Vittoria Casarotti Todeschini, il corto è stato girato tra le province di Belluno e Treviso in un&#8217; ambientazione al tempo stesso magica e surreale regalata dal bianco della neve. Il lavoro è stato interamente finanziato dal crowfunding con un budget di 500 euro. Musiche di Gabriele Rossi. </p>



<p>Qui è possibile vedere il trailer:</p>



<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=9P7J8DERcic">https://www.youtube.com/watch?v=9P7J8DERcic</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Quattro domande all&#8217;autore</h2>



<p><em>Ciao Manfredi, potresti raccontare qualcosa di te e soprattutto sulla tua passione per il cinema?</em></p>



<p>Mi chiamo Manfredi. Il cinema per me è sempre stato un po&#8217; come guardare con il binocolo sui tetti, quando sei abbastanza piccolo da godere delle tue vertigini. È e potrà sempre essere un qualcosa di proibito.</p>



<p><em>Potresti parlare del tuo progetto e della sua genesi? Cosa ti ha ispirato in particolare?</em></p>



<p>Lamenti Siderali nasce dalla sfumata immagine di un uomo solo, in una casa di montagna, che cerca di diventare la protagonista del suo ultimo romanzo. Volevo raccontare cosa succede quando la linea tra<br />autore e personaggio si dissolve del tutto. L&#8217;ispirazione viene certamente dal cinema di genere italiano, dalla letteratura gotica e dal paesaggio veneto che  d&#8217;inverno ha qualcosa di naturalmente inquietante. Il film è stato girato interamente con troupe ridotta e finanziato in crowdfunding, il che ha condizionato molto le scelte estetiche, in meglio credo.</p>



<p><em>Perché hai pensato a una trilogia?</em></p>



<p>La trilogia è nata a posteriori, non era pianificata. Dopo La LottaVana e Traumnovelle mi sono reso conto che i film raccontavano la stessa cosa da angolazioni diverse. Lamenti Siderali chiude il cerchio ed era il momento giusto per farlo.</p>



<p><em>Progetti per il futuro? È tua ferma intenzione continuare con la cinematografia indipendente?</em></p>



<p>Il cinema indipendente per me non è una scelta ideologica, è semplicemente l&#8217;unico modo in cui riesco a lavorare adesso. Mi piacerebbe avere più risorse, certo, ma la libertà creativa che ho avuto finora non la baratterei facilmente. Per il futuro ho alcune idee, ma preferisco non parlarne prima che prendano forma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;autore</h2>



<p><strong><a href="https://m.imdb.com/fr/name/nm18251108" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Manfredi M. Destro</a></strong>, nasce a Roma nel 2001 ma ha vissuto a lungo a Venezia. In questa pagina ulteriori dettagli sulla sua produzione artistica</p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Speciale BIF&amp;ST 2026 – Non è la fine del mondo: una commedia generazionale tra precarietà e crescita</title>
		<link>http://cinemio.it/film-italiani/non-e-la-fine-del-mondo-film/67897/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 22:29:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film italiani]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bosca]]></category>
		<category><![CDATA[antonella molinaro]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Bouchet]]></category>
		<category><![CDATA[bifest 2026]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Fotinì Peluso]]></category>
		<category><![CDATA[Ivana Lotito]]></category>
		<category><![CDATA[paolo ruffini]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Zanella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Con Non è la fine del mondo, Valentina Zanella porta sullo schermo una storia contemporanea che riflette con lucidità sulle difficoltà e le contraddizioni della giovane età adulta. Il film, adattamento dell’omonimo romanzo di Alessia Gazzola, vede come protagonisti Fotinì Peluso, Andrea Bosca, Paolo Ruffini, Paolo Rossi e Barbara Bouchet ed è stato presentato in anteprima al BIF&#38;ST 2026 in concorso nella sezione Per il cinema italiano. di Antonella Molinaro Non è la fine del mondo La protagonista è Emma De Tessent, interpretata da Fotinì Peluso, una ventottenne che vive a Roma e affronta una quotidianità fatta di lavori precari, </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>Con <em><strong>Non è la fine del mondo</strong></em>, <strong><a href="https://www.ipcinternationalsrl.com/profilo/valentina-zanella/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Valentina Zanella</a></strong> porta sullo schermo una storia contemporanea che riflette con lucidità sulle difficoltà e le contraddizioni della giovane età adulta. Il film, adattamento dell’omonimo romanzo di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessia_Gazzola" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alessia Gazzola</a></strong>, vede come protagonisti <strong><a href="https://cinemio.it/tag/fotini-peluso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fotinì Peluso</a></strong>, <strong><a href="https://cinemio.it/tag/andrea-bosca/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Andrea Bosca</a></strong>, <strong><a href="https://cinemio.it/?s=paolo+ruffini" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Paolo Ruffini</a></strong>, <strong><a href="https://cinemio.it/tag/paolo-rossi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Paolo Rossi</a></strong> e <strong><a href="https://cinemio.it/tag/barbara-bouchet/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Barbara Bouchet</a></strong> ed è stato presentato in anteprima al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong> in concorso nella sezione <strong>Per il cinema italiano</strong>.</p>



<p><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-67897"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/Poster_NON-E-LA-FINE-DEL-MONDO.jpg" alt="Non è la fine del mondo" class="wp-image-67910"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Non è la fine del mondo </h2>



<p>La protagonista è Emma De Tessent, interpretata da <strong>Fotinì Peluso</strong>, una ventottenne che vive a Roma e affronta una quotidianità fatta di lavori precari, ambizioni frustrate e continui tentativi di rimettersi in piedi.  La svolta arriva quando ottiene un lavoro in una casa di produzione cinematografica, ambiente che rappresenta per lei un’opportunità concreta ma anche una nuova fonte di insicurezze. Qui incontra Pietro Scalzi, interpretato da <strong>Andrea Bosca</strong>, figura inizialmente distante e difficile da decifrare, che finirà per avere un ruolo importante nel suo percorso personale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="NON È LA FINE DEL MONDO (2026) | Trailer ufficiale del film di Valentina Zanella con Fotinì Peluso" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/ReW1jJZEPoE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Non è la fine del mondo &#8211; Uno sguardo autentico sulla precarietà </h2>



<p><em><strong>Non è la fine del mondo</strong></em> si distingue per uno sguardo autentico sulla precarietà, trattata non come tragedia ma come condizione esistenziale diffusa. La regia di Zanella evita toni eccessivamente drammatici e punta su una narrazione fluida, fatta di <strong>piccoli momenti quotidiani e di un’ironia sottile</strong> che rende il racconto accessibile senza banalizzarlo.</p>



<p><strong>L’interpretazione di Fotinì Peluso è centrale</strong>: riesce a restituire con naturalezza l’instabilità emotiva della protagonista, oscillando tra fragilità e determinazione. Il suo personaggio è credibile proprio perché imperfetto, spesso contraddittorio e in continua evoluzione. </p>



<p><strong>Accanto a lei, Andrea Bosca</strong> costruisce un personaggio non stereotipato che contribuisce a dare profondità alla dinamica narrativa. Bosca lavora più per sottrazione che per eccesso, rendendo credibile un personaggio inizialmente rigido e distante, ma progressivamente più umano e leggibile. La sua recitazione riesce a suggerire complessità emotiva senza mai esplicitarla del tutto, contribuendo a mantenere un equilibrio efficace tra tensione e empatia.</p>



<p>Un contributo significativo arriva anche dai personaggi secondari:<strong> Paolo Rossi</strong> porta in scena una presenza carismatica e ironica, <strong>Paolo Ruffini</strong> introduce una nota più esplicitamente comica mentre <strong>Barbara Bouchet</strong> offre un’interpretazione elegante e misurata.</p>



<p>Il film mantiene un equilibrio costante tra <strong>leggerezza e profondità</strong>, sostenuto da una scrittura semplice ma efficace. Anche l’ambientazione romana contribuisce a rafforzare il senso di movimento e precarietà, <strong>diventando parte integrante del racconto</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/non-e-la-fine-del-mondo.jpg" alt="" class="wp-image-67925"/><figcaption class="wp-element-caption">Andrea Bosca, Fotinì Peluso e Valentina Zanella</figcaption></figure>
</div>


<p><em><strong>Non è la fine del mondo</strong></em> riflette su una generazione abituata a vivere senza certezze, in cui il successo non è lineare e le aspettative si scontrano con una realtà instabile e suggerisce che la maturità non coincide con il raggiungimento di obiettivi definitivi, ma con la capacità di adattarsi e ridefinire continuamente se stessi.</p>



<p><em><strong>Non è la fine del mondo</strong></em> è un esordio convincente che racconta con sensibilità una generazione abituata a ricominciare. Più che offrire risposte, il film invita a cambiare prospettiva: non tutto deve andare come previsto perché qualcosa abbia valore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non è la fine del mondo &#8211; Parlano i protagonisti</h2>



<p>Nel video che segue la risposta alle mie domande sulla splendida location di Roma e sul senso di enorme positività che il film regala:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Non è la fine del mondo - al BIF&amp;ST 2026 parlano la regista e i protagonisti" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/0Y6FQSJCxv0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>In questo video <strong>Valentina Zanella</strong> racconta come ha lavorato nella trasposizione dal romanzo di Alessia Gazzola al film, mentre <strong>Andrea Bosca e Fotinì Peluso</strong> danno la loro opinione sul precariato, situazione che non riguarda solo i giovani.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Non è la fine del mondo - I protagonisti al BIF&amp;ST 2026: dal romanzo al film ed il precariato" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/TkUQc2co08Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>In questo ultimo video invece i tre protagonisti parlano della gentilezza, tema fondamentale che accompagna tutto il film: </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Non è la fine del mondo - al BIF&amp;ST 2026 i protagonisti parlano del tema della gentilezza nel film" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/f0yAkIUAWdY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Continua a leggere tutti gli articoli dedicati al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>. Hai letto la recensione di <strong><a href="https://cinemio.it/film-stranieri/a-war-on-women-film/67859/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">A War on Women</a></strong> o <strong><a href="https://cinemio.it/film-italiani/igor-leroe-romantico-del-calcio-documentario/67937/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Igor &#8211; L&#8217;eroe romantico del calcio</a></strong>?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le gallerie dei protagonisti del BIF&amp;ST 2026</h2>



 [<a href="http://cinemio.it/film-italiani/non-e-la-fine-del-mondo-film/67897/">See image gallery at cinemio.it</a>] 



 [<a href="http://cinemio.it/film-italiani/non-e-la-fine-del-mondo-film/67897/">See image gallery at cinemio.it</a>] 
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
		<item>
		<title>Ti Uccideranno – Un’interessante horror comedy</title>
		<link>http://cinemio.it/recensioni-film/ti-uccideranno-film/67913/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 21:58:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Heather Graham]]></category>
		<category><![CDATA[Kirill Sokolov]]></category>
		<category><![CDATA[Myha'la Herrold]]></category>
		<category><![CDATA[Patricia Arquette]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Felton]]></category>
		<category><![CDATA[warner bros]]></category>
		<category><![CDATA[Zazie Beetz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Ti Uccideranno è un film del 2026 di genere horror comedy, diretto da Kirill Sokolov, con protagonista Zazie Beetz. La pellicola uscirà solo in sala a partire dal 26 marzo, distribuita da Warner Bros. -Articolo di Michele Scarperia Ti Uccideranno Il film racconta la storia di Asia (Zazie Beetz), un&#8217;aspirante domestica che si fa assumere in un prestigioso hotel di New York, fino a che si scoprirà che non è propriamente un normale hotel. Il trailer del film Sangue, videogiochi e satira: il caos perfetto Ti Uccideranno è uno di quei film che non chiedono il permesso: entrano, alzano il </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p><strong><em>Ti Uccideranno</em></strong> è un film del 2026 di <strong>genere horror comedy, diretto da <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Kirill_Sokolov" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kirill Sokolov</a></strong>, con <strong>protagonista</strong> <a href="https://cinemio.it/tag/zazie-beetz/" id="10534" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Zazie Beetz</strong></a>. La pellicola <strong>uscirà solo in sala a partire dal 26 marzo, distribuita da Warner Bros</strong>.</p>



<span id="more-67913"></span>



<p><strong><em>-Articolo di Michele Scarperia</em></strong></p>


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<h2 class="wp-block-heading">Ti Uccideranno </h2>



<p>Il film racconta la storia di Asia (Zazie Beetz), un&#8217;aspirante domestica che si fa assumere in un prestigioso hotel di New York, fino a che si scoprirà che non è propriamente un normale hotel. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



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<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="Ti uccideranno | Trailer Ufficiale" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/EyBBccRrXI4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Sangue, videogiochi e satira: il caos perfetto</h2>



<p>Ti Uccideranno è uno di quei film che non chiedono il permesso: entrano, alzano il volume e trasformano tutto in <strong>un gigantesco, delirante videogioco a livelli. E lo fanno con una consapevolezza tale da rendere ogni eccesso necessario</strong>. </p>



<p>La <strong>struttura è chiaramente quella di un videogioco: progressione, sfide sempre più assurde, dei veri e propri livelli e un combattimento finale che sembra uscito direttamente da Mortal Kombat</strong>, tra coreografie che riprendono i picchiaduro e colpi che sfidano ogni logica fisica. Le inquadrature stesse strizzano l&#8217;occhio al linguaggio videoludico, e no non è assolutamente un difetto. E&#8217; parte del gioco, letteralmente. </p>



<p>Il<strong> film non si prende mai sul serio, ed è proprio questo il suo punto di forza. Sceglie di essere un gigantesco videogioco appunto, fatto di eccessi: sangue, sangue, sangue e ancora sangue, ma con effetti volutamente cartoon</strong>, quasi da fumetto. Il risultato è una comedy horror splatter che diverte mentre esagera, senza mai perdere però il controllo del tono. </p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/zazie-beetz-ti-uccideranno-film-678x381-1-e1774475745617.webp" alt="" class="wp-image-67915"/></figure>
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<p>Sotto la superficie iper-violenta però, <strong>c&#8217;è anche una satira sul classismo e il razzismo americano, e sull&#8217;involuzione progressiva della società statunitense, che emerge tra una scena e l&#8217;altra senza mai appesantire il ritmo. E&#8217; un sotto testo didascalico si, ma che aggiunge spessore a un racconto che dimostra così di non essere solo caos visivo</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;ottima protagonista e il lato estetico </h2>



<p>La <strong>protagonista, Zazie Beetz, regge benissimo il film: fisicamente credibile nelle scene d&#8217;azione, precisa nelle coreografie e capace di tenere il lato ironico e quel poco che ci sta di emotivo</strong>. Funziona soprattutto il rapporto con la sorella, che dà al film un minimo di radicamento emotivo per l&#8217;appunto, in mezzo alla follia generale. </p>



<p>Da <strong>sottolineare anche l&#8217;estetica: ambienti patinati, perfetti, quasi artificiali, che creano un contrasto fortissimo con il disastro e il sangue che li invadono</strong>. Ed è proprio in questo cortocircuito visivo che il film trova una delle sue idee più riuscite. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ti uccideranno &#8211; Conclusioni</h2>



<p>In conclusione, <strong>Ti Uccideranno è talmente assurdo da funzionare perfettamente</strong>. Nonostante (o grazie a) tutti i suoi eccessi, riesce a essere coerente con se stesso fino all&#8217;ultimo frame: un&#8217;esperienza sopra le righe che sa esattamente cosa vuole essere, e lo fa bene.</p>



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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Speciale BIF&amp;ST 2026 – A War on Women: il racconto necessario di una lotta invisibile</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 22:14:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Con A War on Women, la regista Raha Shirazi porta sullo schermo un’opera intensa e urgente, capace di raccontare la condizione delle donne in un contesto, come quello dell&#8217;Iran, segnato da repressione, violenza e disuguaglianza. Il film è stato presentato in anteprima mondiale nella sezione Meridiana Concorso del BIF&#38;ST 2026. di Antonella Molinaro A War on Women Il film segue le storie di diverse donne Iraniane che hanno vissuto in contesti segnati da limitazioni dei diritti e da forme più o meno esplicite di violenza. Il documentario si sviluppa attraverso interviste, immagini di vita quotidiana e momenti di confronto, mettendo </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>Con <em><strong>A War on Women</strong></em>, la regista <strong><a href="https://www.imdb.com/it/name/nm2028646/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Raha Shirazi</a></strong> porta sullo schermo un’opera intensa e urgente, capace di raccontare la condizione delle donne in un contesto, come quello dell&#8217;Iran, segnato da repressione, violenza e disuguaglianza. Il film è stato presentato <strong>in anteprima mondiale</strong> <strong>nella sezione Meridiana Concorso</strong> del <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>.</p>



<p><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



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<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/a-war-on-women-1.jpg" alt="A war on women" class="wp-image-67907"/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">A War on Women</h2>



<p>Il film segue le storie di diverse donne Iraniane che hanno vissuto in contesti segnati da limitazioni dei diritti e da forme più o meno esplicite di violenza. I<strong>l documentario si sviluppa attraverso interviste, immagini di vita quotidiana e momenti di confronto</strong>, mettendo in luce le difficoltà, le paure ma anche la resistenza e la determinazione delle protagoniste.</p>



<p>Le loro esperienze si intrecciano in un racconto corale che attraversa temi come la libertà personale, il controllo sociale, la violenza di genere e la ricerca di autonomia. <strong>Il titolo stesso suggerisce una realtà in cui la discriminazione non è episodica, ma sistemica</strong>, una vera e propria “guerra” combattuta sul corpo e sulla vita delle donne.</p>



<p>Attraverso immagini forti e testimonianze autentiche, Shirazi costruisce un racconto che non si limita a denunciare, ma cerca di dare voce a chi troppo spesso resta invisibile. Il risultato è un’opera che colpisce <strong>per la sua forza emotiva e per la capacità di trasformare storie individuali in una riflessione universale</strong>.</p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/a-war-on-women.jpg" alt="a war on women" class="wp-image-67860"/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Un film che colpisce al cuore</h2>



<p>Il punto di forza del documentario risiede nella scelta di una regia essenziale, che evita ogni spettacolarizzazione del dolore. <strong>Raha Shirazi</strong> lascia spazio alle testimonianze, costruendo un racconto che si affida alla potenza delle parole e degli sguardi. Questa sobrietà rende il film ancora più incisivo, perché costringe lo spettatore a <strong>confrontarsi direttamente con ciò che vede e ascolta</strong>.</p>



<p>La narrazione procede senza retorica, alternando momenti di grande intensità emotiva a passaggi più riflessivi. <em><strong>A War on Women</strong></em> è un’opera che interroga e scuote, capace di generare consapevolezza senza offrire soluzioni semplici. La sua forza sta proprio in questa tensione: nel mostrare una realtà difficile, <strong>lasciando allo spettatore il compito di elaborarla </strong>e, forse, di trasformarla in azione o presa di coscienza.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/IMG-20260324-WA0011.jpg" alt="" class="wp-image-67908"/><figcaption class="wp-element-caption">Raha Shirazi al BIF&amp;ST</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">A war on Women &#8211; Intervista a Raha Shirazi</h2>



<p><strong>Raha, il titolo del tuo lavoro è una dichiarazione di guerra al contrario: una denuncia. Qual è stata la scintilla che ti ha spinto a dire &#8220;non posso non raccontare questo&#8221;?</strong></p>



<p><em>Quando ho appreso della morte di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Morte_di_Mahsa_Amini" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mahsa Jina Amini</a> e ho visto il mondo interrogarsi su come fosse possibile che la prima rivoluzione femminista nascesse in un Paese teocratico come l’Iran, ho capito che la storia del nostro movimento era in gran parte sconosciuta. È stato in quel momento che <strong>ho sentito l’urgenza di raccontarla</strong>: era necessario documentarla e restituirle visibilità.</em></p>



<p><strong>Documentare la violenza e l&#8217;oppressione sulle donne richiede un equilibrio tra il mostrare la verità e proteggere la dignità delle protagoniste. Come hai lavorato sulla &#8220;distanza&#8221; della macchina da presa rispetto al dolore che stavi filmando?</strong></p>



<p><em>Nel cinema, spesso ciò che resta fuori campo è la scelta più potente. Le inquadrature non mostrano solo, ma suggeriscono e costruiscono un’esperienza emotiva. Per me era fondamentale evitare qualsiasi forma di spettacolarizzazione del dolore. Allo stesso tempo, <strong>il rapporto di fiducia con le donne del film è nato dall’ascolto</strong>: volevo creare uno spazio in cui si sentissero al sicuro e rispettate. Questa intimità è diventata parte integrante del linguaggio del film.</em></p>



<p><strong>In contesti dove la voce delle donne viene sistematicamente soffocata, il cinema diventa un&#8217;arma. Cosa speri che accada nello spettatore quando si riaccendono le luci in sala?</strong></p>



<p><em>Spero che lo spettatore esca con una maggiore consapevolezza: della realtà delle donne iraniane, ma anche della loro forza e del loro coraggio. <strong>Vorrei che il film aprisse una riflessione sulla fragilità della libertà e su quanto facilmente possa essere sottratta</strong>. E, soprattutto, che emerga un senso di vicinanza: il dolore e la lotta per la libertà sono universali.</em></p>



<p><strong>Qual è stata la sfida più grande nel dare una forma estetica a una realtà che spesso è esteticamente inaccettabile o brutale?</strong></p>



<p><em>La sfida era non tradire la realtà. Non abbiamo mai cercato di rendere la brutalità “bella”. La bellezza, semmai, emerge dalla resistenza delle donne che la affrontano. Il lavoro è stato trovare un linguaggio visivo rigoroso e rispettoso, capace di restituire questa tensione senza edulcorarla.</em></p>



<p><strong>Come regista donna che osserva questa &#8220;guerra&#8221;, quanto della tua esperienza personale e della tua identità è confluito nello sguardo della cinepresa?</strong></p>



<p><em>Essendo una donna iraniana, <strong>la mia identità è inevitabilmente parte di questo sguardo</strong>. È un film personale, ma anche un percorso di conoscenza. Attraverso le protagoniste, ho potuto approfondire una storia che appartiene alla nostra identità collettiva e che troppo spesso resta invisibile.</em></p>



<p><strong>C&#8217;è un&#8217;immagine di speranza o di forza che hai portato via con te dopo la fine delle riprese e che non è finita nel montaggio finale?</strong></p>



<p><em>Abbiamo avuto il privilegio di intervistare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Narges_Mohammadi">Narges Mohammadi</a>, attivista per i diritti umani, la cui testimonianza non è entrata nel montaggio finale. La sua forza e la sua determinazione a continuare a lottare dall’interno dell’Iran restano per me <strong>un’immagine potentissima di resistenza e speranza</strong>.</em></p>



<p>Continua a leggere tutti gli articoli dedicati al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>. Hai letto la recensione di <strong><a href="https://cinemio.it/film-italiani/non-e-la-fine-del-mondo-film/67897/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Non è la fine del mondo</a></strong>?</p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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