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	<description>Recensioni di film al cinema</description>
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		<title>Il diavolo veste Prada 2 &#8211; Sequel dell&#8217;iconico film</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Scarperia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Il diavolo veste Prada 2 è un film del 2026, diretto da David Frankel, con il ritorno delle storiche protagoniste Meryl Streep e Anne Hateway. La pellicola uscirà a partire dal 29 aprile, distribuita da 20th Century Studios. -Articolo di Michele Scarperia Nel film, sequel dell&#8217;iconico Il diavolo veste Prada (2006) , tornano anche Emily Blunt e Stanley Tucci, oltre alle new entry Justin Theroux e Kennet Branagh. Il diavolo veste Prada 2 Andrea Sachs (Anne Hateway) ritorna a Runway dopo svariati anni, mentre Miranda Priestly (Meryl Streep) cerca di adattarsi al panorama dei sociale e del fast fashion. Il </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p><strong>Il diavolo veste Prada 2 </strong>è un film del 2026, <strong>diretto da David Frankel</strong>, <strong>con il ritorno delle storiche protagoniste</strong><a href="https://cinemio.it/tag/meryl-streep/" id="717" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Meryl Streep</a> e <a href="https://cinemio.it/tag/anne-hathaway/" id="177" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anne Hateway</a>. La pellicola <strong>uscirà a partire dal 29 aprile, distribuita da 20th Century Studios</strong>.</p>



<p><strong><em>-Articolo di Michele Scarperia</em></strong></p>



<span id="more-68083"></span>



<p>Nel film, <strong>sequel dell&#8217;iconico Il diavolo veste Prada (2006) , tornano </strong>anche <a href="https://cinemio.it/tag/emily-blunt/" id="497" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Emily Blunt</a> e <strong>Stanley Tucci,</strong> oltre alle <strong>new entry Justin Theroux</strong> e <a href="https://cinemio.it/tag/kenneth-branagh/" id="991" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kennet Branagh</a>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/image_58242422-e1777384937801.jpeg" alt="Il diavolo veste Prada 2" class="wp-image-68084" style="width:420px"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il diavolo veste Prada 2</h2>



<p>Andrea Sachs (Anne Hateway) ritorna a Runway dopo svariati anni, mentre Miranda Priestly (Meryl Streep) cerca di adattarsi al panorama dei sociale e del fast fashion. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film </h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="Il Diavolo Veste Prada 2 | Trailer Ufficiale" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/zmBg3eo3PKM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Torna il diavolo, ma in veste diversi</h2>



<p><strong>Torna il diavolo</strong>. E con lei, Andy ed Emily. Ma <strong>tornano davvero &#8220;alla grande&#8221; dopo questi vent&#8217;anni passati <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_diavolo_veste_Prada_(film)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dal primo capitolo</a>? La risposta è più sfumata di quanto si possa pensare</strong>, ed è proprio qui che il film sorprende.</p>



<p>Questo sequel <strong>sceglie una strada inaspettata: la moda non è più il cuore pulsante del racconto, ma diventa un pretesto, quasi uno sfondo elegante dietro cui si nasconde una riflessione più amara e attuale</strong>. Il<strong> vero tema di quest&#8217;opera è il giornalismo e la sua profonda crisi contemporanea. Ci mostra un settore ormai in ginocchio, dove la carta stampata agonizza e fare il giornalista significa sopravvivere a fatica, inseguendo &#8220;lo scoop dell&#8217;anno&#8221; per arrivare a fine mese</strong>. In un mondo dominato dai social, dove leggere è diventato un optional, il film costruisce un ritratto disilluso e spietato della contemporaneità. </p>



<p><strong>La moda resta presente, ma perde il suo fascino scintillante per mostrare un panorama altrettanto desolante: sfilate dominate da palette spente, quasi monocromatiche solo sul bianco e nero, un&#8217;estetica impoverita e un sistema produttivo sempre più opaco. Non mancano le frecciate alle grandi case di moda, ormai intrappolate in una logica di ostentazione del logo come simbolo di status</strong>, dove l&#8217;identità del brand conta più dell&#8217;estetica del capo d&#8217;abbigliamento. Non si cerca più la bellezza, ma il riconoscimento immediato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il diavolo veste Prada 2 &#8211; Il grande ritorno delle protagoniste</h2>



<p>Sul <strong>fronte dei personaggi</strong>, il ritorno funziona. La<strong> Miranda dell&#8217;immensa Meryl Streep, è sempre lei, glaciale e magnetica, ma che verso il finale lascia intravedere un&#8217;evoluzione sottile senza mai tradire la sua natura</strong>. </p>



<p><strong>Andy</strong>, interpretata da Anne Hateway, è <strong>paradossalmente l&#8217;anello più debole: resta credibile, ma il suo percorso appare meno incisivo, quasi in secondo piano rispetto alle altre</strong>. Funziona però per mostrare la fatica nel vivere di giornalismo. Inoltre <strong>ha la sfortuna di essere al centro di vari pretesti narrativi che funzionano poco, e imbrigliata in una storia d&#8217;amore appena accennata che rappresenta il più grande problema del film.</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/image_c79dedc7-e1777385046584.jpeg" alt="Il Diavolo veste Prada 2" class="wp-image-68149"/></figure>
</div>


<p>Molto <strong>più interessante la parabola della Emily di Emily Blunt, che si avvicina sempre di più a una &#8220;nuova Miranda&#8221;</strong>, in una trasformazione affascinante e coerente. E poi c&#8217;è <strong>Nigel, Stanley Tucci, ancora una volta in grande spolvero</strong>: carismatico, ironico, uno dei veri punti di forza del film.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quello che funziona meno</h2>



<p><strong>Non tutto però funziona alla perfezione, alcuni passaggi narrativi risultano forzati, costruiti più per necessità che per reale sviluppo organico. E la sottotrama romantica di Andy è forse l&#8217;elemento più debole</strong>: superflua, poco incisiva, quasi un riempitivo, se si eliminassero le scene con questa controparte maschile (scritto con la profondità di un foglio di carta) non cambierebbe assolutamente nulla.<strong> Inoltre lasciarla single avrebbe probabilmente dato maggiore forza al suo arco narrativo</strong>.</p>



<p><strong>La colonna sonora gioca sul sicuro: riciclata in gran parte dal primo capitolo, sì, ma ancora incredibilmente efficace e ironica. L&#8217;ironia, invece, resta uno dei marchi di fabbrica più riusciti</strong>: pungente, tagliente, sempre puntuale, in perfetta continuità con il precedente film.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il diavolo veste Prada 2 &#8211; Conclusioni</h2>



<p>Nel complesso, <strong>questo sequel non cerca di imitare il suo predecessore, ma prova ad evolversi. E lo fa con intelligenza, utilizzando la moda come lente per osservare due mondi in crisi, quello della moda e quello del giornalismo, creando un parallelismo tanto lucido quanto malinconico</strong>. Non è un film perfetto, ma è un seguito degno, capace di dire qualcosa di nuovo senza tradire la propria identità.</p>
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		<title>Speciale BIF&#038;ST 2026 &#8211; Ritorno al tratturo: un viaggio nell’Italia dimenticata tra memoria e futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella Molinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 18:12:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache cinematografiche]]></category>
		<category><![CDATA[film italiani]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[antonella molinaro]]></category>
		<category><![CDATA[bifest 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Germano]]></category>
		<category><![CDATA[filippo tantillo]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cordio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Con Ritorno al tratturo, il regista Francesco Cordio firma un documentario capace di raccontare con lucidità e sensibilità una parte spesso invisibile del Paese: quella delle aree interne come la regione del Molise. Al centro del progetto, la presenza di Elio Germano, che non è solo interprete ma vera guida narrativa di un viaggio che unisce dimensione personale e riflessione collettiva. Il film è stato presentato in anteprima al BIF&#38;ST 2026 nella sezione per il cinema italiano &#8211; fuori concorso e sarà nelle sale dal 29 aprile. di Antonella Molinaro Ritorno al tratturo Il documentario segue Elio Germano lungo i </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>Con <em><strong>Ritorno al tratturo</strong></em>, il regista <strong><a href="https://cinemio.it/tag/francesco-cordio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Francesco Cordio</a></strong> firma un documentario capace di raccontare con lucidità e sensibilità una parte spesso invisibile del Paese: quella delle aree interne come la regione del Molise. Al centro del progetto, la presenza di <a href="https://cinemio.it/tag/elio-germano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Elio Germano</strong></a>, che non è solo interprete ma vera guida narrativa di un viaggio che unisce dimensione personale e riflessione collettiva. Il film è stato presentato in anteprima al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong> nella sezione per il cinema italiano &#8211; fuori concorso e sarà nelle sale dal 29 aprile.</p>



<p><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-68123"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/ritorno-al-tratturo-artwork.jpg" alt="Ritorno al tratturo" class="wp-image-68124"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Ritorno al tratturo</h2>



<p>Il documentario segue <strong>Elio Germano</strong> lungo i tratturi del Molise, <strong>antichi percorsi della transumanza che per secoli hanno collegato l’Europa al Mediterraneo</strong>. Attraversando territori tra le province di Isernia e Campobasso, l’attore incontra comunità locali, ascolta storie e osserva da vicino le trasformazioni di queste aree marginali.</p>



<p>Accanto a lui, figure impegnate nello sviluppo territoriale come il ricercatore <strong><a href="https://riabitarelitalia.net/RIABITARE_LITALIA/filippo-tantillo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Filippo Tantillo</a></strong> e la community manager <strong>Silvia Di Passio</strong> contribuiscono a costruire un racconto che intreccia passato e presente, tradizione e possibilità di rinascita.</p>



<p>Il film diventa così <strong>un percorso dentro un’Italia poco raccontata</strong>, segnata da spopolamento e carenza di servizi, ma ancora viva grazie a chi sceglie di restare o di tornare.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/ritorno-al-tratturo-2.jpg" alt="Ritorno al tratturo" class="wp-image-68127"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Storie di resistenza &#8211; Il tratturo come simbolo</h2>



<p><em><strong>Ritorno al tratturo</strong></em> non segue una narrazione lineare tradizionale, ma si costruisce come un viaggio a tappe, fatto di incontri, testimonianze e paesaggi. <strong>Il tratturo diventa il filo conduttore simbolico</strong>: non solo un luogo fisico, ma un elemento culturale che rappresenta connessione, movimento e memoria.</p>



<p>Nel corso del documentario emergono storie di resistenza quotidiana: <strong>giovani che tornano alla terra</strong>, imprenditori agricoli, piccoli produttori e comunità che cercano nuove forme di sviluppo alternative ai modelli economici dominanti.</p>



<p>Allo stesso tempo, <strong>il film non nasconde le criticità</strong>: isolamento, mancanza di servizi essenziali, difficoltà burocratiche e marginalità politica diventano parte integrante del racconto</p>



<p>Il grande merito del film di Francesco Cordio è quello di evitare ogni retorica nostalgica. Il “ritorno” evocato dal titolo non è un rifugio nel passato, <strong>ma una scelta consapevole e, in molti casi, politica</strong>.</p>



<p>La regia è sobria, quasi invisibile, e lascia spazio alle persone e ai luoghi. Non ci sono forzature narrative: il racconto si sviluppa attraverso l’ascolto e l’osservazione, in linea con un cinema del reale che privilegia autenticità e profondità.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/ritorno-al-tratturo-1.jpg" alt="Elio Germano" class="wp-image-68128"/><figcaption class="wp-element-caption">Elio Germano</figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Fondamentale è il contributo di Elio Germano, che si muove nel film con discrezione</strong>, evitando protagonismi. La sua voce guida lo spettatore, traducendo temi complessi, come le politiche per le aree interne, in un linguaggio accessibile ma mai semplicistico.</p>



<p><em><strong>Ritorno al tratturo</strong></em> è un documentario che invita a guardare altrove, lontano dai centri urbani e dalle narrazioni dominanti. Un’opera che parla di marginalità ma anche di possibilità, raccontando un’Italia fragile e resistente allo stesso tempo. Un film necessario, capace di stimolare domande più che offrire risposte, e proprio per questo destinato a lasciare il segno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ritorno al tratturo &#8211; Il trailer</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="Ritorno al Tratturo - trailer ufficiale" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/jB2msFA0248?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ritorno al tratturo &#8211; Intervista a Francesco Cordio</h2>



<p><strong>Francesco, il tratturo è una via antica, quasi una cicatrice sulla pelle del paesaggio. Qual è stato il momento esatto in cui hai capito che quel percorso doveva diventare un film? È stato un incontro o un&#8217;esigenza personale di ritorno alle radici?</strong></p>



<p>Non c&#8217;è stato un momento esatto, c&#8217;è stata una conversazione lunga, con <strong>Filippo Tantillo</strong>, che dura da anni. Lui studia le aree interne con la precisione dell&#8217;analista e la passione di chi ci crede davvero. A un certo punto ci siamo resi conto che stavamo parlando sempre delle stesse cose: luoghi dati per morti che invece pulsano, economie invisibili che funzionano, persone che resistono senza aspettare che qualcuno le aiuti. Il film è nato lì. <strong>Il tratturo è arrivato dopo come metafora e come luogo fisico</strong>. E poi c&#8217;è una ragione più personale: ho una figlia, e <strong>questo film lo sento anche come un messaggio per lei</strong> e per la sua generazione. Non è solo un film su altri: è anche una domanda che mi faccio ogni giorno su che mondo stiamo lasciando a chi viene dopo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/Francesco-Cordio-1.jpeg" alt="" class="wp-image-68125" style="width:480px;height:auto"/><figcaption class="wp-element-caption">Francesco Cordio</figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Il ritmo della transumanza è dettato dagli animali e dal cammino. Come hai adattato il tuo linguaggio cinematografico a questo tempo lento, così diverso dalla frenesia del cinema contemporaneo?</strong></p>



<p>Ho cercato di non adattarmi affatto nel senso che non ho tradotto la lentezza in estetica. Sarebbe stata la trappola più semplice e più sbagliata. Questi luoghi non sono contemplativi: Valerio si alza alle quattro, ha un fornello a gas, aspetta l&#8217;acqua da dieci anni. <strong>La lentezza del tratturo non è pace, è la misura di un conflitto</strong>. Renderla visivamente &#8220;lenta&#8221; avrebbe tradito le persone che racconto. Il montaggio di Gemma Barbieri e le grafiche di Gianni Caratelli tengono viva la tensione narrativa impediscono all&#8217;elegia di insinuarsi. Il tratturo come ritmo non significa rallentare lo sguardo: significa scegliere una misura diversa per giudicare le cose.</p>



<p><strong>Hai dato voce ai pastori, custodi di un sapere che rischia di estinguersi. C&#8217;è una storia o una confidenza raccolta a telecamere spente che ti ha fatto vedere il tratturo in modo diverso?</strong></p>



<p>In realtà nessuno ha mai fatto troppa distinzione tra telecamera accesa e spenta e Valerio meno di tutti. Non si è mai posto il problema. Quello che diceva davanti all&#8217;obiettivo era esattamente quello che diceva quando spegnevamo la telecamera. Nessuna posa, nessun filtro. <strong>È la persona più pura che abbia incontrato in questo film</strong>: non stava recitando sé stesso, era semplicemente sé stesso. Del resto uno che fa il formaggio clandestino in una stanzetta senza acqua corrente, alle quattro di mattina, non ha molto tempo da dedicare all&#8217;immagine che dà di sé. E girando con lui ho capito che il tratturo non è solo un percorso fisico: è anche un modo di stare al mondo che non prevede la mediazione. O ci sei, o non ci sei.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/Filippo-Tantillo-1.jpeg" alt="Filippo Tantillo" class="wp-image-68126"/><figcaption class="wp-element-caption">Filippo Tantillo</figcaption></figure>
</div>


<p><strong>Girare in esterni, seguendo il movimento costante delle greggi, pone sfide tecniche enormi. Come hai gestito l&#8217;imprevedibilità del cammino? C&#8217;è stata un&#8217;inquadratura particolarmente difficile da &#8220;rubare&#8221; alla natura?</strong></p>



<p>Il cinema documentario vive di imprevedibilità è la sua forza, non il suo limite. Ricordo il primo giorno di riprese: sotto una tettoia, nella stalla di Valerio, con la pioggia battente che rendeva quasi impossibile registrare qualsiasi cosa. Un&#8217;impresa. <strong>Filippo Bussi, che ha curato il suono</strong>, ha fatto un lavoro straordinario per restituire quell&#8217;ambiente senza che la pioggia divorasse tutto il resto. Quello che ho imparato girando in questi luoghi è che l&#8217;inquadratura migliore non la decidi tu: <strong>te la offrono le persone e gli animali, se hai la pazienza di aspettarla</strong>. E quella pazienza, alla fine, è la stessa che serve per vivere in un&#8217;area interna.</p>



<p><strong>Il titolo parla di un &#8220;Ritorno&#8221;. Al termine delle riprese, cosa è tornato a te come uomo e come regista?</strong></p>



<p>È tornata una certezza: che lo stipendio di un maestro in un paese piccolo, o di un medico di base, o di un presidio sanitario in un&#8217;area interna vale infinitamente di più di qualsiasi colata di cemento.<strong> Non è una questione sentimentale, è una questione economica, sociale, politica</strong>. Queste comunità tengono in piedi un pezzo di paese che altrimenti frana, nel senso letterale del termine. Come regista mi è tornata la convinzione che il documentario serve ancora, che ha ancora qualcosa da dire. Come uomo mi è tornata la conferma che la scelta che ho fatto, lasciare Roma, vivere in un&#8217;area interna, non era una fuga. Era un ritorno, appunto.</p>



<p>Continua a leggere gli altri articoli dedicati al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>. Hai già letto la recensione di <strong><a href="https://cinemio.it/registi-emergenti-2/comando-io-corto-vincitore-bifest-2026/67947/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comando io</a></strong> cortometraggio vincitore del festival con l&#8217;intervista al regista?</p>
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		<title>Kasia Smutniak al BIF&#038;ST 2026 &#8211; Mi piace mettermi in gioco</title>
		<link>http://cinemio.it/cronache-cinematografiche/kasia-smutniak-biografia/68071/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella Molinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 10:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache cinematografiche]]></category>
		<category><![CDATA[antonella molinaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Kasia Smutniak]]></category>
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		<category><![CDATA[nelle tue mani]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Del Monte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Prima ospite degli incontri di cinema del BIF&#38;ST 2026 è stata l&#8217;attrice e regista Kasia Smutniak che ha parlato della sua carriera dopo la proiezione del film Nelle tue mani di Peter Del Monte. di Antonella Molinaro Kasia Smutniak: ho mentito per Peter Del Monte In questo primo video l&#8217;attrice racconta l’incontro con il regista Peter Del Monte sul set del film di Nelle tue mani. Era stata chiamata a fare un provino perché polacca e per avere il ruolo ha mentito dicendo che aveva già fatto teatro. Inoltre parla dell’esperienza sul set che ricorda con tanto affetto e conclude </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>Prima ospite degli incontri di cinema del <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong> è stata l&#8217;attrice e regista <strong><em>Kasia Smutniak</em></strong> che ha parlato della sua carriera dopo la proiezione del film <strong>Nelle tue mani</strong> di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Del_Monte" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Peter Del Monte</a></strong>.</p>



<p><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-68071"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/DSC_0070.jpg" alt="Kasia Smutniak" class="wp-image-68092"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Kasia Smutniak: ho mentito per Peter Del Monte</h2>



<p>In questo primo video l&#8217;attrice racconta l’incontro con il regista <strong>Peter Del Monte</strong> sul set del film di <strong>Nelle tue mani</strong>. Era stata chiamata a fare un provino perché polacca e per avere il ruolo <strong>ha mentito dicendo che aveva già fatto teatro</strong>. Inoltre parla dell’esperienza sul set che ricorda con tanto affetto e conclude con la risposta alla domanda:  sono passati quasi vent’anni da allora, la Kasia di oggi cosa direbbe alla Kasia del 2007?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Kasia Smutniak al BIF&amp;ST 2026 - Il provino con Peter Del Monte per il film &#039;Nelle tue mani&#039;" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/5MemyJNoF8E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La complessità di essere donna</h2>



<p>Una delle cose interessanti che colpisce di questo film rivendendolo vent’anni dopo è <strong>il modo in cui viene raccontato il femminile</strong>. Presentando il film Del Monte ha affermato di essere stanco di come il cinema italiano avesse rappresentato fino ad allora il femminile, stereotipato, sinonimo di accoglienza e maternità, ma sono cose che non si possono date per scontate. </p>



<p><strong>Il senso di maternità per le donne è un grande enigma</strong> non si può dare per scontato e <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nelle_tue_mani_(film_2007)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nelle tue mani</a></strong> è uno dei primi film che cerca di mostrare la complessità che c’è dietro la maternità ed il rapporto di coppia. Mavi, personaggio interpretato da <strong><em>Kasia Smutniak</em></strong>, non è una donna accogliente, ha problemi e li manifesta in un modo che può essere difficile da accettare:  è la realtà e questo forse è uno dei primi film che in Italia raccontava il femminile in maniera così onesta. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/DSC_0007-5.jpg" alt="" class="wp-image-68093"/><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;incontro di cinema con Kasia Smutniak</figcaption></figure>
</div>


<p>In questo video <strong><em>Kasia Smutniak</em></strong> parla di cosa le è piaciuto del suo personaggio e del lavoro con Del Monte e parla dei rapporti con i registi (che fossero uomini o donne) e della differente sensibilità nell’approcciarsi con i personaggi femminili indipendentemente dal loro sesso e di quanto sia stata fortunata in questi incontri</p>



<p>Del Monte disse: se c’è una possibilità che la razionalità governi la vita allora non c’è possibilità di vita. Senza il caos non c’è vita. Che ruolo ha il caos nella tua vita?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Kasia Smutniak al BIF&amp;ST 2026 - La complessità dei ruoli femminili nel cinema" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/7YzcGK7WNUo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">MUR &#8211; Il primo film da regista di Kasia Smutniak</h2>



<p>Questa voglia di raccontare e di cercare è emersa anche nel primo film da regista di <strong><em>Kasia Smutniak</em></strong>: <strong><a href="https://cinemio.it/film-italiani/mur-kasia-smutniak/61486/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">MUR</a></strong>, documentario del 2023, che ha vissuto in prima persona e che è stato un atto di coraggio. L&#8217;attrice si è messa in prima linea nel raccontare quello che le stava a cuore, la sua storia che è quella di tante altre persone e anche di chi non conosce quelle zone e che quelle storie non le ha vissute. Com’è nata questa voglia di andare dietro la macchina da prese e di mettersi in cerca di qualcosa con un altro punto di vista? Nel video la sua risposta:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Kasia Smutniak al BIF&amp;ST 2026 - MUR, un documentario come prima esperienza da regista" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/Z7OfFoTTdds?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Qualcosa è cambiato</h2>



<p>Il documentario MUR è stato uno spartiacque nella carriera di <strong><em>Kasia Smutniak</em></strong>. Niente più potrà essere lo stesso nel suo lavoro. Che direzione ha preso la sua carriera? Le piacerebbe tornare dietro la macchina da presa?</p>



<p>In questo video l&#8217;attrice parla di come le piaccia mettersi in discussione, uscire fuori dagli schemi classici anche della recitazione nel cinema e rimettersi in gioco. Ha bisogno del brivido dell’incertezza. Nella parte finale invece parla di quello che le piace vedere, dei film e le serie che ama e del modo in cui vede i film, a volte molto più tecnico.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Kasia Smutniak al BIF&amp;ST 2026 - Dopo l&#039;esperienza da regista con MUR tutto è cambiato" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/ZHSFUD3YJqY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le serie per Kasia Smutniak</h2>



<p>Non solo le piacciono le serie ma le ha interpretate. Che cosa è cambiato per lei? Che prospettiva le ha dato lavorare in una serie? E’ cambiato qualcosa? Le piace farlo? Lo rifarebbe?</p>



<p>In questo video l&#8217;attrice parla dell’approccio differente degli spettatori nei confronti della serie rispetto ai film che a volte non le piace molto ma è ormai diventata una regola.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Kasia Smutniak al BIF&amp;ST 2026 - Cinema e serie TV: cosa cambia nell&#039;approccio" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/nEGvS9eAflg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>Termina qui l&#8217;articolo dedicato all&#8217;incontro di cinema di <strong><em>Kasia Smutniak</em></strong>. Continua a leggere tutti gli articoli dedicati al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le gallerie dei protagonisti del BIF&amp;ST 2026</h2>



 [<a href="http://cinemio.it/cronache-cinematografiche/kasia-smutniak-biografia/68071/">See image gallery at cinemio.it</a>] 



 [<a href="http://cinemio.it/cronache-cinematografiche/kasia-smutniak-biografia/68071/">See image gallery at cinemio.it</a>] 
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Michael &#8211; La fiaba della vita di Michael Jackson</title>
		<link>http://cinemio.it/recensioni-film/michael-film/68075/</link>
					<comments>http://cinemio.it/recensioni-film/michael-film/68075/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Scarperia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 13:20:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[Antoine Fuqua]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Jaafar Jackson]]></category>
		<category><![CDATA[Juliano Valdi]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Harrier]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Jackson]]></category>
		<category><![CDATA[miles teller]]></category>
		<category><![CDATA[Nia Long]]></category>
		<category><![CDATA[universal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Michael è un film del 2026, diretto da Antoine Fuqua, con protagonista Jaafar Jackson (nipote di Michael Jacskon). La pellicola, distribuita da Universal Pictures, uscirà solo in sala a partire dal 22 aprile. -Articolo di Michele Scarperia Questa pellicola rappresenta il bipoic musicale sulla vita del Re del pop, Michael Jackson. Michael Il film racconta la prima parte di vita e carriera di Michael Jackson. A partire dai Jackson Five, passando dai rapporti conflittuali con il padre, all&#8217;uscita di Thriller, fino ad arrivare al suo apice con il Bad World Tour. Il trailer del film Michael, non guardarlo, vivilo Michael </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p><strong>Michael</strong> è un film del 2026, <strong>diretto da </strong><a href="https://cinemio.it/tag/antoine-fuqua/" id="3732" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antoine Fuqua</a>, con <strong>protagonista Jaafar Jackson</strong> (nipote di Michael Jacskon). La pellicola, <strong>distribuita da Universal Pictures</strong>, uscirà solo <strong>in sala a partire dal 22 aprile</strong>.</p>



<p><strong><em>-Articolo di Michele Scarperia</em></strong></p>



<span id="more-68075"></span>



<p>Questa pellicola rappresenta <strong>il bipoic musicale sulla vita del Re del pop, Michael Jackson</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/locandinapg1-30.jpg" alt="Michael" class="wp-image-68078"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Michael </h2>



<p>Il film racconta la prima parte di vita e carriera di Michael Jackson. A partire dai Jackson Five, passando dai rapporti conflittuali con il padre, all&#8217;uscita di Thriller, fino ad arrivare al suo apice con il Bad World Tour.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="Michael | Trailer Ufficiale - HD" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/fF-t5VdkPEI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Michael, non guardarlo, vivilo </h2>



<p><strong>Michael è, finalmente, un biopic musicale come si deve.</strong> Niente ritagli parziali di vita e carriera, niente deviazioni per parlare d&#8217;altro: al centro abbiamo Michael Jackson, con i suoi pregi, e almeno accennati, i suoi difetti. Il film <strong>restituisce tutta la maestosità del Re del Pop, il suo genio puro, trasformandosi nella seconda parte quasi in un live continuo</strong>. Le performance e le canzoni sono esaltate al massimo, trascinando lo spettatore dentro l&#8217;energia immortale dell&#8217;artista.</p>



<p>Quest&#8217;opera <strong>riesce perfettamente ad alternare lo sfarzo del successo, alla dimensione più umana dell&#8217;artista: mettendo in luce la sua eterna fanciullezza, la sua passione per il cinema e tanto altro, senza però ignorare i suoi demoni. Su tutti, il rapporto durissimo con il padre, portato sullo schermo con una forza notevole</strong>.</p>



<p>Allo stesso tempo, <strong>ci parla delle contraddizioni dell&#8217;industria musicale dell&#8217;epoca, segnata dal razzismo, e delle insicurezze profonde di Michael: dalle più banali come quella per il naso, a quell&#8217;ossessione di essere universale (né bianco, né nero) ma di essere un qualcosa che andasse oltre qualsivoglia etichetta</strong>. Oltre tutto questo la pellicola trova spazio anche per momenti che fanno vibrare alla follia i fan, come il mini backstage di Thriller (miglior videoclip della storia della musica) con John Landis, che da solo vale il prezzo del biglietto.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/Screenshot_da_me_realizzato_dal_trailer_ufficiale_del_film_Michael-1024x576.png" alt="" class="wp-image-68080" style="width:480px"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Lo straordinario esordio di Jafaar Jackson </h2>



<p>Sul fronte interpretativo, <strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Jaafar_Jackson" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jafaar Jackson</a> compie un&#8217;impresa tutt&#8217;altro che semplice: il suo Michael è credibile in ogni aspetto, dalla voce, alla recitazione, fino al ballo e al canto. Riesce nell&#8217;impresa di non risultare una pallida imitazione dello zio. Al suo fianco, Colman Domingo è un padre spietato</strong>, autenticamente inquietante, intenso, bravissimo come sempre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aspetto tecnico e difetti</h2>



<p>La<strong> regia e la fotografia non brillano particolarmente: fanno il loro lavoro senza lasciare il segno, ma in fondo è chiaro che sia un film che vive di altro. Più evidente, e pesante, qualche limite tecnico, come una computer grafica poco convincente sugli animali presenti in scena. Non cito la grande colonna sonora poiché composta per la stragrande maggioranza da brani di Michael, ma cito la maniacale cura con cui sono stati ricreati i costumi</strong> iconici del Re del Pop.</p>



<p>Ma il<strong> difetto più grande resta però la sensazione di incompiutezza: capisco che fosse difficile raccontare tutta la parabola di Michael Jackson, ma proprio quando lo spettacolo entra nel vivo, quando si vorrebbe solo continuare a cantare e ballare, il film si interrompe bruscamente </strong>lasciando addosso una voglia fisica di vedere il seguito. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni </h2>



<p>E allora <strong>non restate fermi sul divano di casa. Lasciatevi andare. Battete le mani, seguite il ritmo, ballate e cantate. Perché quello che abbiamo davanti non è solo un film: è il riflesso di un genio che ha riscritto per sempre la storia della musica e dell&#8217;industria che lo circonda</strong>. Michael <strong>non si guarda in silenzio, si vive</strong>. E mentre scorrono i titoli di coda, sulle straordinarie note di Bad, resta una certezza semplice e potentissima: <strong>questo è esattamente il tipo di spettacolo che Michael Jackson avrebbe voluto</strong>.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Flusso, il duo Guanciale-Saurino al Kismet di Bari</title>
		<link>http://cinemio.it/musica-e-spettacolo/flusso-guanciale-saurino-teatro/68061/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Barile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 20:41:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[christian di furia]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Saurino]]></category>
		<category><![CDATA[lino guanciale]]></category>
		<category><![CDATA[teatri di Bari]]></category>
		<category><![CDATA[teatro Kismet]]></category>
		<category><![CDATA[wrong child production]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>A chiusura della stagione teatrale serale Rinascenza, il teatro Kismet di Bari ha ospitato Lino Guanciale e Gianmarco Saurino nel monologo a due Flusso, scritto da Christian Di Furia, coprodotto a cura di Teatri di Bari, Wrong Child Production e Riccione teatro e già menzione speciale  “Franco Quadri” al 56° Premio Riccione 2021. La regia è di Lino Guanciale. Flusso &#8211; un monologo a due Flusso è un originale monologo a due. Monologo perché il testo ruota intorno a un individuo che però si scinde in due, l&#8217;io bambino e quello adulto che si interscambiano e si incastrano. Flusso, come </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>A chiusura della stagione teatrale serale Rinascenza, il <strong><a href="https://cinemio.it/tag/teatro-kismet/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">teatro Kismet</a></strong> di Bari ha ospitato <a href="https://cinemio.it/tag/lino-guanciale/" type="post_tag" id="5810" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Lino Guanciale</strong></a> <a href="https://cinemio.it/tag/gianmarco-saurino/" type="post_tag" id="11481"></a>e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gianmarco_Saurino" type="post_tag" id="11481" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Gianmarco Saurino</strong></a> nel monologo a due <strong><em>Flusso</em></strong>, scritto da <strong><a href="https://webzine.theatronduepuntozero.it/christian-di-furia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Christian Di Furia</a></strong>, coprodotto a cura di Teatri di Bari, Wrong Child Production e Riccione teatro e già menzione speciale  “Franco Quadri” al 56° Premio Riccione 2021. La regia è di Lino Guanciale.</p>



<span id="more-68061"></span>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/cover-FLUSSO-Kismet-1920x971-1-1024x518.png" alt="Flusso" class="wp-image-68062"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Flusso &#8211; un monologo a due</h2>



<p><strong><em>Flusso</em></strong> è un originale <strong>monologo a due</strong>.</p>



<p>Monologo perché il testo ruota intorno a un individuo che però si scinde in due, l&#8217;io bambino e quello adulto che si interscambiano e si incastrano. <strong><em>Flusso</em></strong>, come recita l&#8217;incipit nello spiegare il senso della parola, è acqua che scorre e materia che attraversa. Il termine richiama il flusso di coscienza, corrente letteraria del primo Novecento, vera protagonista del progetto.</p>



<p>Come l&#8217;acqua, scorre il sontuoso <strong>testo teatrale di Christian Di Furia, impreziosito dalle video animazioni di Iole Cilento</strong>. Le citazioni letterarie si inseguono tra il capitano Achab, Pinocchio e l&#8217;albatro ucciso dal vecchio marinaio nato dalla penna di Coleridge. La scenografia asciutta ed essenziale, a cura della Cilento, rimanda al teatro di avanguardia, a Beckett in particolare. La stanza dove vive il protagonista e il suo doppio, video proiettata, <strong>riprende un celebre quadro di Van Gogh</strong>.</p>



<p>Le citazioni letterarie si susseguono e si inseguono, mentre il/i protagonista/i disquisisce talvolta ironicamente, su temi immortali che hanno al centro il tempo nelle varie accezioni del termine: crescere, vivere, morire. Un monologo potente che è anche fisico in cui Guanciale e Saurino danno il meglio con una performance a 360 gradi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/images-15.jpeg" alt="FLusso" class="wp-image-68063"/></figure>
</div>


<p>Di Furia regala un esempio di teatro contemporaneo, sperimentale, ma connesso alla grande letteratura a cavallo tra ottocento e novecento.</p>



<p>Grande partecipazione di pubblico che ha permesso di registrare il sold out in tutte le recite.</p>



<p>Un buon riscontro per il teatro Kismet di Bari,  da sempre sinonimo di qualità. </p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Stefano Nazzi al Palatour di Bitritto (BA) con Indagini Live 2026: il racconto dei sequestri che hanno segnato l’Italia</title>
		<link>http://cinemio.it/musica-e-spettacolo/stefano-nazzi-indagini-live-2026-teatro/68053/</link>
					<comments>http://cinemio.it/musica-e-spettacolo/stefano-nazzi-indagini-live-2026-teatro/68053/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Molinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:51:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[antonella molinaro]]></category>
		<category><![CDATA[palatour]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo 2026]]></category>
		<category><![CDATA[stefano nazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Il 16 aprile il Palatour di Bitritto (BA) ha ospitato Stefano Nazzi con il suo spettacolo Indagini Live 2026, un appuntamento di teatro di narrazione che ha trasformato la cronaca in racconto scenico. di Antonella Molinaro Stefano Nazzi in Indagini Live 2026 Al centro di Indagini Live 2026 c’è una storia inedita legata a uno dei periodi più drammatici della storia italiana: quello dei sequestri di persona tra il 1969 e il 1998, un fenomeno che ha coinvolto quasi 700 vittime tra uomini, donne e bambini. Partendo dal sequestro del 1975 della diciottenne Cristina Mazzotti, Nazzi costruisce il racconto come </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>Il 16 aprile il <strong><a href="https://cinemio.it/tag/palatour/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Palatour di Bitritto</a> (BA)</strong> ha ospitato <strong><em>Stefano Nazzi</em></strong> con il suo spettacolo <em><strong>Indagini Live 2026</strong></em>, un appuntamento di teatro di narrazione che ha trasformato la cronaca in racconto scenico.</p>



<p><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-68053"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/nazzi-palatour.jpeg" alt="Stefano Nazzi" class="wp-image-68057"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Stefano Nazzi in Indagini Live 2026</h2>



<p>Al centro di <em><strong>Indagini Live 2026</strong></em> c’è una storia inedita legata a uno dei periodi più drammatici della storia italiana: quello dei sequestri di persona tra il 1969 e il 1998, un fenomeno che ha coinvolto quasi 700 vittime tra uomini, donne e bambini.</p>



<p>Partendo dal sequestro del 1975 della diciottenne <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sequestro_di_Cristina_Mazzotti">Cristina Mazzotti</a></strong>, Nazzi costruisce il racconto come una vera e propria indagine: non si limita a ripercorrere i fatti, ma ricostruisce il contesto storico, sociale e criminale di quegli anni, guidando lo spettatore attraverso i meccanismi che regolavano i rapimenti, le trattative e le dinamiche familiari delle vittime.</p>



<p>La narrazione si sviluppa seguendo il suo stile ormai riconoscibile: rigoroso, asciutto, privo di enfasi, ma capace di generare tensione. Le fonti sono centrali: testimonianze, atti giudiziari e ricostruzioni giornalistiche diventano parte integrante del racconto scenico.</p>



<p>Il risultato è un viaggio dentro la cronaca nera che non cerca spettacolarizzazione, ma punta sulla comprensione dei fatti e delle persone coinvolte.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/stefano-nazzi-indagini-live-26-press-phVL-web-011.jpg" alt="Stefano Nazzi" class="wp-image-68056"/><figcaption class="wp-element-caption">Indagini Live 2026</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Uno spettacolo tra podcast e teatro</h2>



<p>Lo spettacolo nasce dal successo del podcast <em><strong>Indagini</strong></em>, ma sul palco assume una forma autonoma: la voce di <strong><em>Stefano Nazzi</em></strong> diventa l’unico vero strumento narrativo, accompagnata da un impianto sonoro essenziale che contribuisce a creare atmosfera.</p>



<p><strong>La regia di Marco Iacomelli e le musiche di Stefano Tumiati</strong> sostengono il racconto senza sovrastarlo, mantenendo il focus sulla parola e sulla costruzione dell’indagine.</p>



<p><strong><em>Stefano Nazzi</em></strong> porta in scena una performance misurata e coerente con il suo stile giornalistico. Non c’è enfasi teatrale tradizionale: <strong>la forza dello spettacolo sta nella precisione del racconto</strong>, nella scelta delle parole e nella capacità di mantenere alta l’attenzione attraverso la sola narrazione.</p>



<p>Lo spettatore viene così guidato dentro i “meccanismi” della cronaca: non solo cosa è successo, ma perché è successo e quali conseguenze ha avuto.</p>



<p><em><strong>Indagini Live 2026</strong></em> si conferma un esempio riuscito di teatro di narrazione contemporaneo, capace di trasformare la cronaca in esperienza dal vivo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Lee Cronin &#8211; La mummia &#8211; La rivisitazione totale del classico</title>
		<link>http://cinemio.it/recensioni-film/lee-cronin-la-mummia-film/68017/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Scarperia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 11:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Reynor]]></category>
		<category><![CDATA[Laia Costa]]></category>
		<category><![CDATA[Lee Cronin]]></category>
		<category><![CDATA[May Calamawy]]></category>
		<category><![CDATA[Natalie Grace]]></category>
		<category><![CDATA[Shylo Molina]]></category>
		<category><![CDATA[warner bros]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Lee Cronin &#8211; La mummia è un film del 2026, diretto da Lee Cronin, con protagonisti Jack Reynor e Laia Costa. La pellicola uscirà solo in sala, a partire dal 16 aprile, distribuita da Warner Bros. -Articolo di Michele Scarperia Lee Cronin-La mummia Il film racconta di Katie, una bambina scomparsa nel deserto che ricompare misteriosamente cambiata. Il trailer del film Il secondo fallimento di Lee Cronin Con La Mummia, il regista Lee Cronin conferma purtroppo tutti i suoi limiti: un autore che prova a misurarsi con un immaginario horror più grande di lui senza avere né gli strumenti, né </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p><strong>Lee Cronin &#8211; La mummia</strong> è un film del 2026, <strong>diretto da Lee Cronin</strong>, con <strong>protagonisti <a href="https://cinemio.it/tag/Jack-Reynor/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jack Reynor</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Laia_Costa" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Laia Costa</a></strong>. La pellicola uscirà solo in sala, a <strong>partire dal 16 aprile, distribuita da Warner Bros</strong>.</p>



<p><strong><em>-Articolo di Michele Scarperia</em></strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/locandina-38-1.jpg" alt="Lee Cronin" class="wp-image-68018"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Lee Cronin-La mummia</h2>



<p>Il film racconta di Katie, una bambina scomparsa nel deserto che ricompare misteriosamente cambiata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="Lee Cronin - La Mummia | Trailer Ufficiale" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/f47FMs62J8Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il secondo fallimento di Lee Cronin</h2>



<p>Con <strong>La Mummia, il regista Lee Cronin conferma purtroppo tutti i suoi limiti</strong>: un <strong>autore che prova a misurarsi con un immaginario horror più grande di lui senza avere né gli strumenti, né una visione chiara</strong>.</p>



<p>L&#8217;operazione è evidente sin dall&#8217;inizio: <strong>prendere un mito già visto e rivisto, quello della Mummia, e tentare di aggiornarlo. Ma il risultato è un fallimento su tutta la linea. Il film tenta di parlare di famiglia, di trauma, di giovani e di legami spezzati, ma in realtà non parlando mai davvero di nulla.</strong> E&#8217; un contenitore vuoto che si prende terribilmente sul serio senza mai guadagnarselo.</p>



<p><strong>Cronin sembra voler abbandonare i codici della classica avventura archeologica a tinte horror, per virare verso le tendenze contemporanee, ma finisce per smarrire completamente l&#8217;identità del materiale di partenza. Della Mummia infatti resta ben poco: un&#8217;ambientazione iniziale di facciata, un mito buttato lì e una sottotrama investigativa talmente debole da risultare imbarazzante</strong>. Per il resto, il film si trasforma in <strong>qualcosa di già visto mille volte: un esorcismo su una bambina, gestito in modo dozzinale e privo di qualsiasi tensione autentica</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/rev-1-TMY-TRL-001_High_Res_JPEG-1024x641.avif" alt="" class="wp-image-68027" style="width:480px"/></figure>
</div>


<p>Non aiutano la credibilità del racconto <strong>delle interpretazioni ai limiti del ridicolo</strong>, ahimé si vede che non sono attori con esperienza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La disastrosa componente horror e conclusioni</h2>



<p>La c<strong>omponente horror si regge quasi esclusivamente su jumpascare dozzinali e sequenze splatter. Va detto: queste ultime sono realizzate con effetti pratici anche lodevoli</strong>, e rappresentano forse l&#8217;unico elemento davvero bello del film. </p>



<p>Ma non basta. <strong>Senza costruzione, senza atmosfera, senza idee, anche il sangue finisce per diventare solo decorativo</strong>.</p>



<p>Il <strong>problema centrale è che Cronin tenta di innovare senza aver la minima idea di come farlo: il film accumula spunti, li abbozza, li abbandona, senza mai svilupparne uno fino in fondo</strong>. Il risultato è un&#8217;opera confusa, derivativa e sorprendentemente vuota, che tradisce sia il mito della Mummia, sia le ambizioni autoriali del suo regista.</p>
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		<item>
		<title>Biagio Izzo al Palatour di Bitritto (BA) con L’arte della truffa</title>
		<link>http://cinemio.it/musica-e-spettacolo/biagio-izzo-larte-della-truffa-teatro/68021/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella Molinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:25:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Adele Vitale]]></category>
		<category><![CDATA[antonella molinaro]]></category>
		<category><![CDATA[Arduino Speranza]]></category>
		<category><![CDATA[Biagio Izzo]]></category>
		<category><![CDATA[Carla Ferraro]]></category>
		<category><![CDATA[Ciro Pauciullo]]></category>
		<category><![CDATA[palatour]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Giordano]]></category>
		<category><![CDATA[teatro 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Il 14 e 15 aprile il teatro Palatour di Bitritto (BA) ha ospitato l&#8217;attore Biagio Izzo con lo spettacolo L’arte della truffa, una commedia degli equivoci che ha confermato la solidità teatrale dell’attore napoletano e la sua capacità di conquistare il pubblico attraverso una narrazione ben ritmata. di Antonella Molinaro L&#8217;arte della truffa, uno spettacolo tra comicità e attualità L’arte della truffa si muove sul filo sottile tra satira e realtà quotidiana, prendendo spunto da un tema sempre attuale: quello dell’inganno, declinato nelle sue forme più diverse. Lo spettacolo segue le vicende di Gianmario e di sua moglie Stefania, la </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>Il 14 e 15 aprile il teatro <a href="https://cinemio.it/tag/palatour/">Palatour di Bitritto (BA)</a> ha ospitato l&#8217;attore <strong><em>Biagio Izzo</em></strong> con lo spettacolo <em><strong>L’arte della truffa</strong></em>, una commedia degli equivoci che ha confermato la solidità teatrale dell’attore napoletano e la sua capacità di conquistare il pubblico attraverso una narrazione ben ritmata.</p>



<p><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-68021"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/izzo-palatour.jpeg" alt="Biagio Izzo, L'arte della truffa" class="wp-image-68023"/></figure>
</div>


<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;arte della truffa, uno spettacolo tra comicità e attualità</h3>



<p><em><strong>L’arte della truffa</strong></em> si muove sul filo sottile tra satira e realtà quotidiana, prendendo spunto da un tema sempre attuale: quello dell’inganno, declinato nelle sue forme più diverse.</p>



<p>Lo spettacolo segue le vicende di Gianmario e di sua moglie Stefania, la cui quotidianità viene stravolta dall’arrivo di Francesco (interpretato da Biagio Izzo), fratello di lei. L’uomo, noto per il suo passato da truffatore, è costretto a trasferirsi a casa loro per scontare gli arresti domiciliari.</p>



<p>Gianmario, uomo d’affari integerrimo e abituato a muoversi in ambienti vicini agli alti vertici del Vaticano, teme che la presenza del cognato possa compromettere la sua immagine e i delicati rapporti professionali. Quando però un improvviso tracollo economico mette a rischio la sua carriera, sarà proprio lui a dover ricorrere alle “abilità” di Francesco, accettando quelle stesse regole che ha sempre disprezzato, pur di salvare la propria reputazione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/izzo-arte-della-truffa-1.jpg" alt="Biagio Izzo" class="wp-image-68022"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">La convincente performance di Biagio Izzo</h2>



<p>Attraverso situazioni paradossali e personaggi sopra le righe, <a href="https://cinemio.it/tag/biagio-izzo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Izzo</a> mette in scena un racconto che diverte ma allo stesso tempo invita a riflettere sulle piccole e grandi “truffe” della vita di tutti i giorni, non solo economiche, ma anche emotive e sociali.</p>



<p>L&#8217;attore conferma tutta la sua esperienza e solidità sul palco: la sua interpretazione è efficace, costruita su tempi comici precisi e su una gestione sicura del ritmo scenico.</p>



<p>Izzo punta su una recitazione non priva di eccessi ma ben integrata con le dinamiche della commedia. La sua presenza scenica tiene insieme lo spettacolo senza forzature: il risultato è una performance convincente, che dimostra maturità teatrale e una piena consapevolezza dei meccanismi della comicità.</p>



<p>Accanto a <strong><em>Biagio Izzo</em></strong>, lo spettacolo si avvale di un cast affiatato che contribuisce in modo decisivo alla riuscita della messa in scena: <strong>Carla Ferraro</strong>, <strong>Roberto Giordano</strong>, <strong>Arduino Speranza</strong>, <strong>Ciro Pauciullo</strong> e <strong>Adele Vitale</strong>. Gli attori costruiscono un gioco corale ben equilibrato, sostenendo con efficacia i tempi comici e dando ritmo ai dialoghi. </p>



<p>La sceneggiatura teatrale solida, scritta da <strong>Toni Fornari</strong>, <strong>Andrea Maia</strong>, <strong>Vincenzo Sinopoli</strong> e <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Augusto_Fornari" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Augusto Fornari</a></strong> (quest&#8217;ultimo autore anche della regia), è costruita su meccanismi classici della commedia degli equivoci. I dialoghi sono serrati e funzionali, con battute che arrivano con precisione e contribuiscono a mantenere una progressione costante fino all&#8217;esilarante finale.</p>



<p><em><strong>L’arte della truffa</strong></em> si conferma una commedia solida e ben costruita, capace di intrattenere con intelligenza e ritmo. </p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Comando io, il corto vincitore al Bif&#038;st 2026</title>
		<link>http://cinemio.it/registi-emergenti-2/comando-io-corto-vincitore-bifest-2026/67947/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Barile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[rassegne cinematografiche]]></category>
		<category><![CDATA[registi emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[antonella molinaro]]></category>
		<category><![CDATA[bifest 2026]]></category>
		<category><![CDATA[comando io]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Altomare]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cannone]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriel Maselli]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Piccinni]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Cassano]]></category>
		<category><![CDATA[Pierdomenico Minafra]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Rogandelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Vincitore del premio Sarò breve &#8211; Damiano Russo assegnato al miglior cortometraggio al BIF&#38;ST 2026, Comando io è diretto da Pierdomenico Minafra. Comando io, tra potere e debolezza Diretto da Pierdomenico Minafra e scritto da Leonardo Piccinni, Comando io si è aggiudicato il premio riservato ai cortometraggi in virtù della giuria popolare del BIF&#38;ST 2026. Ambientato nella periferia di Bari, il corto ruota intorno a una giovanissima gang che si ritrova nel suo quartier generale. Dopo aver letto una scritta offensiva di stampo omofobo, si dà la stura a una dinamica di confronto che porta alla luce tensioni, ma anche </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>Vincitore del premio <strong>Sarò breve &#8211; <a href="https://cinemio.it/tag/damiano-russo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Damiano Russo</a></strong> assegnato al miglior cortometraggio al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>, <strong><em>Comando io</em></strong> è diretto da <strong>Pierdomenico Minafra</strong>.</p>



<span id="more-67947"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/COMANDO_IO_LOCANDINA.jpg" alt="COMANDO IO" class="wp-image-68009"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Comando io, tra potere e debolezza</h2>



<p>Diretto da Pierdomenico Minafra e scritto da Leonardo Piccinni, <strong><em>Comando io</em></strong> si è aggiudicato il premio riservato ai <a href="https://www.treccani.it/vocabolario/cortometraggio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cortometraggi</a> in virtù della giuria popolare del <strong>BIF&amp;ST 2026</strong>.</p>



<p>Ambientato nella periferia di Bari, il corto ruota intorno a una giovanissima gang che si ritrova nel suo quartier generale. Dopo aver letto una scritta offensiva di stampo omofobo, si dà la stura a una dinamica di confronto che porta alla luce tensioni, ma anche una inaspettata debolezza.</p>



<p>Recitato in dialetto barese, il corto rivela una forza intrinseca ed esaustiva che crea una notevole tensione emotiva malgrado la breve durata della storia.</p>



<p>Un plauso a tutti gli ideatori del progetto da Francesca Romana Valentini per Octopost a Claudio Esposito di The Piranesi Experience con i produttori esecutivi Giovanni Cinquepalmi di Liminal Space e Davide Lorusso di Pixel Studios. Ottimi e affiatati gli attori<strong> Francesco Cannone, Piero Rogandelli, Federico Altomare, Gabriel Maselli, Gabriele Ferrara e Paolo Cassano</strong>, tutti esordienti e validi a delineare i conflitti irrisolti all&#8217;interno di un gruppo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/1000147174.jpg" alt="Pierdomenico Minafra" class="wp-image-67950"/><figcaption class="wp-element-caption">Il regista Pierdomenico Minafra riceve il premio al BIF&amp;ST</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Quattro domande al regista Pierdomenico Minafra</h2>



<p><strong>L&#8217;idea di occuparsi di un gruppo di adolescenti difficili nasce sulla scia dell&#8217;interesse attuale sull&#8217;argomento ( vedasi Mare fuori) o per un&#8217;analisi sulla insoddisfazione giovanile?</strong></p>



<p>L’idea nasce dalla voglia di parlare dell’omosessualità e l’identità di genere che in contesti di bassa<br />scolarizzazione, come quello di una baby gang, vengono spesso percepite come debolezze e<br />deviazioni dalla virilità canonica.<br />Il film <strong><em>Comando io</em></strong> punta a far riflettere sulla mascolinità tossica dei ragazzi e della visione<br />distorta dell’uomo, in una società, che fa ancora molta difficoltà a riconoscere che anche l’uomo<br />può e ha momenti di fragilità da non tenere nascosti.<br />In tali ambienti, il radicamento del pregiudizio e la mancanza di un’adeguata educazione rispetto a<br />questi temi generano ignoranza e distorsioni profonde del concetto di integrazione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/Comando_io_066.jpg" alt="Comando io" class="wp-image-68010"/><figcaption class="wp-element-caption">Il regista sul set del film</figcaption></figure>
</div>


<p><strong>I ragazzi coinvolti nel progetto hanno dimostrato di essere molto a loro agio con la recitazione in vernacolo. Sono stati selezionati anche sulla base della loro pregressa conoscenza del dialetto barese?</strong></p>



<p>Il cast è composto da ragazzi giovanissimi, selezionati non solo per il loro talento, ma anche per la<br />conoscenza del dialetto barese. Questi due elementi hanno facilitato la creazione di un forte<br />legame tra loro, sia sul set che nella vita reale, contribuendo a rendere la loro interpretazione<br />davvero autentica e credibile.<br />L’uso del dialetto ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale, permettendo agli attori di entrare<br />più a fondo nella storia e nei personaggi, e aiutandoli a raggiungere una maggiore naturalezza<br />espressiva.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/Comando_io_157.jpg" alt="Comando io" class="wp-image-68011"/><figcaption class="wp-element-caption">Il backstage</figcaption></figure>
</div>


<p><strong>La scelta di un luogo delimitato per gran parte del corto ha una scelta precisa che ha a che fare con le distanze e gerarchie di ogni membro del gruppo o intende altro?</strong></p>



<p>Insieme allo sceneggiatore Leonardo Piccinni, abbiamo scelto di lavorare in un’unica location per<br />concentrarci pienamente sulla storia e sulle relazioni tra i personaggi. L’idea era quella di mettere<br />al centro le dinamiche di comando all’interno della baby gang, in particolare il ruolo del boss nei<br />confronti degli altri ragazzi, e di mantenere un ambiente che, pur restando lo stesso, cambia<br />insieme ai personaggi, alla loro emotività e ai loro giochi di potere.<br />Anche l’utilizzo del piano sequenza come tecnica di ripresa va in questa direzione: rafforzare<br />l’intensità delle relazioni e mantenere lo spettatore immerso, senza interruzioni, nel flusso emotivo<br />della storia.</p>



<p><strong>Ci sono in pentola altri progetti simili o di altra natura per il futuro?</strong></p>



<p>Si, ci sono altri progetti in cantiere ai quali sto lavorando mentre ci concentriamo sulla<br />distribuzione di <strong><em>Comando io</em></strong>.</p>



<p>Continua a leggere tutti gli articoli dedicati al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>. Hai già letto la <strong><a href="https://cinemio.it/film-italiani/la-salita-film/67900/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recensione del film La salita con la conferenza stampa del film</a></strong> o quello di <strong><a href="https://cinemio.it/cronache-cinematografiche/ritorno-al-tratturo-francesco-cordio/68123/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ritorno al tratturo con l&#8217;intervista al regista Francesco Cordio</a></strong>?</p>
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		<title>Massimiliano Gallo parla de La salita al BIF&#038;ST 2026</title>
		<link>http://cinemio.it/cronache-cinematografiche/massimiliano-gallo-la-salita/67957/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella Molinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 13:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache cinematografiche]]></category>
		<category><![CDATA[film italiani]]></category>
		<category><![CDATA[antonella molinaro]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Milo]]></category>
		<category><![CDATA[bifest 2026]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cossu]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfelice Imparato]]></category>
		<category><![CDATA[Mariano Rigillo]]></category>
		<category><![CDATA[massimiliano gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Roberta Caronia]]></category>
		<category><![CDATA[Shalana Santana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>L&#8217;attore Massimiliano Gallo ha parlato del suo primo film da regista La salita (di cui sul sito è presente anche la recensione) presentato in anteprima al BIF&#38;ST 2026 e in uscita il prossimo 9 aprile. Nell&#8217;articolo i video della presentazione e della premiazione del regista che ha ricevuto il Premio Miglior Opera Prima. di Antonella Molinaro Massimiliano Gallo: l&#8217;esigenza di raccontare i giovani nel film La salita La salita è il primo film da regista di Massimiliano Gallo, nel quale l&#8217;attore si è anche ritagliato una parte in un momento molto emozionante del film. In questo video Gallo racconta il </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p>L&#8217;attore <strong><em>Massimiliano Gallo</em></strong> ha parlato del suo primo film da regista <strong><a href="https://cinemio.it/film-italiani/la-salita-film/67900/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La salita</a></strong> (di cui sul sito è presente anche la <a href="https://cinemio.it/film-italiani/la-salita-film/67900/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recensione</a>) presentato in anteprima al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong> e in uscita il prossimo 9 aprile. Nell&#8217;articolo i video della presentazione e della premiazione del regista che ha ricevuto il <strong>Premio Miglior Opera Prima</strong>.</p>



<p><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-67957"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="http://cinemio.it/wp-content/upload/DSC_0092.jpg" alt="Massimiliano Gallo" class="wp-image-67992"/><figcaption class="wp-element-caption">Massimiliano Gallo al BIF&amp;ST 2026</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Massimiliano Gallo: l&#8217;esigenza di raccontare i giovani nel film La salita</h2>



<p><strong>La salita</strong> è il primo film da regista di <strong><em>Massimiliano Gallo</em></strong>, nel quale l&#8217;attore si è anche ritagliato una parte in un momento molto emozionante del film.</p>



<p>In questo video Gallo racconta il motivo per cui ha scelto questa storia per esordire dietro la macchina da presa: ha sentito infatti l&#8217;esigenza di raccontare una storia dedicata agli adolescenti di oggi guardando ad un periodo storico, quello di fine &#8216;900, in cui, a differenza dell&#8217;attuale, c&#8217;erano molte più speranze nel futuro.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>E&#8217; importante conservare la memoria perché spesso questo paese non ha memoria, ricordare chi eravamo e come facevamo le cose ma io sono convinto che i giovani ci possono salvare.</em></p>
<cite>Massimiliano Gallo</cite></blockquote>



<p>La conferma della sua fiducia nel futuro sta anche in finale in un certo senso doppio che vuole comunicare che siamo ancora liberi di scegliere e abbiamo ancora la possibilità di salvarci. </p>



<p>Infine parla del rapporto con il tempo, nel film e nella realtà: l&#8217;impressione è che il tempo sfugga dalle mani, ci sia troppa velocità.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="La salita, esordio alla regia di Massimiliano Gallo, presentato al BIF&amp;ST 2026" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/G9PV9ZAgn2o?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Com&#8217;è nato il progetto</h2>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>L&#8217;idea è nata da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Riccardo_Brun"><strong>Riccardo Brun</strong></a> </em>(scrittore e sceneggiatore n.d.r.) <em>che aveva scritto il soggetto e mi ha coinvolto in questo progetto bellissimo. Io in realtà ero partito dall&#8217;idea che avrei fatto una commedia come opera prima e non un film così complicato. Però poi mi ha talmente appassionato quello che voleva raccontare Riccardo, era talmente importante, che ho preferito cambiare idea.</em></p>
<cite>Massimiliano Gallo</cite></blockquote>



<p><strong><em>Massimiliano Gallo</em></strong> è approdato alla regia dopo una lunga esperienza. Com&#8217;è sorta la necessità di passare dietro la macchina da presa e come ha vissuto questa esperienza? Nel video la risposta in cui parla anche di come abbia scelto i ragazzi protagonisti, due dei quali <strong>Francesco Cossu e Alessandro De Renzi</strong> erano presenti in sala.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="La salita, esordio alla regia di Massimiliano Gallo, presentato al BIF&amp;ST 2026 - La regia" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/FpSrl9-hhl0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Napoli, Eduardo ed Enzo Avitabile: il cuore di Massimiliano Gallo</h2>



<p>Nel video che segue Gallo risponde alla mia domanda su quanto ci sia della sua vita e della sua esperienza attoriale in questo film, sottolineando la colonna sonora di Enzo Avitabile ed il rapporto con Eduardo De Filippo che non ha conosciuto personalmente ma che è legato a suo padre, l&#8217;attore Nunzio Gallo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="Napoli, Eduardo ed Enzo Avitabile nel film La salita di Massimilano Gallo presentato al BIF&amp;ST 2026" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/i12SYCjO5KY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p><em>Non possiamo ancora dire qual è il prossimo progetto però abbiamo già un progetto che è quasi in cantiere e speriamo di concluderlo in un annetto.</em></p>



<p>Termina qui l&#8217;approfondimento sulla conferenza stampa del film <strong>La salita</strong>. Continua a leggere tutti gli articoli dedicati al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>. Hai già letto la <strong><a href="https://cinemio.it/film-italiani/la-salita-film/67900/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">recensione del film</a></strong> o l&#8217;articolo dedicato a <strong><a href="https://cinemio.it/registi-emergenti-2/comando-io-corto-vincitore-bifest-2026/67947/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comando io</a></strong>, cortometraggio vincitore del festival?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le gallerie dei protagonisti del BIF&amp;ST 2026</h2>



 [<a href="http://cinemio.it/cronache-cinematografiche/massimiliano-gallo-la-salita/67957/">See image gallery at cinemio.it</a>] 



 [<a href="http://cinemio.it/cronache-cinematografiche/massimiliano-gallo-la-salita/67957/">See image gallery at cinemio.it</a>] 
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