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	<title>Cinemio</title>
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	<description>Recensioni di film al cinema</description>
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		<title>E’ questa la vita che sognavo da bambino? Luca Argentero inaugura la stagione teatrale al Palatour di Bitritto (BA)</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 13:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica e spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Il Palatour di Bitritto (BA) ha scelto Luca Argentero per aprire la stagione teatrale 2026/2027. Con È questa la vita che sognavo da bambino?, l&#8217;attore ha portato in scena un racconto capace di intrecciare sport, memoria e riflessione personale, affidandosi alle vicende di tre protagonisti che hanno segnato epoche diverse del nostro Paese. di Antonella Molinaro E&#8217; questa la vita che sognavo da bambino? Scritto da Gianni Corsi, Luca Argentero ed Edoardo Leo, che firma anche la regia, con le musiche di Davide Cavuti, lo spettacolo racconta le vite di Luigi “Luisin” Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba. Tre uomini </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://cinemio.it/tag/palatour/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Palatour di Bitritto (BA)</a> ha scelto <strong><em>Luca Argentero</em></strong> per aprire la stagione teatrale 2026/2027. Con<strong> <em>È questa la vita che sognavo da bambino?</em></strong>, <a href="https://cinemio.it/tag/luca-argentero/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l&#8217;attore</a> ha portato in scena un racconto capace di intrecciare sport, memoria e riflessione personale, affidandosi alle vicende di tre protagonisti che hanno segnato epoche diverse del nostro Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



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<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/palatour-argentero.jpg" alt="Luca Argentero" class="wp-image-69385"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">E&#8217; questa la vita che sognavo da bambino?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Scritto da <strong>Gianni Corsi, Luca Argentero</strong> ed <strong><a href="https://cinemio.it/tag/edoardo-leo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Edoardo Leo</a></strong>, che firma anche la regia, con le musiche di <strong>Davide Cavuti</strong>, lo spettacolo racconta le vite di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Malabrocca" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Luigi “Luisin” Malabrocca</a></strong>, <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Bonatti" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Walter Bonatti</a></strong> e <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Tomba" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alberto Tomba</a></strong>. Tre uomini molto diversi tra loro, accomunati dalla capacità di diventare, ciascuno a modo proprio, degli eroi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Malabrocca</strong>, il ciclista passato alla storia per la Maglia Nera, è il protagonista di una vicenda in cui arrivare ultimi può trasformarsi, paradossalmente, in una forma di successo. <strong>Walter Bonatti</strong>, alpinista leggendario, incarna invece il coraggio di sfidare la montagna, affrontare la solitudine e superare i propri limiti, anche quando le difficoltà più grandi arrivano dagli uomini. Infine <strong>Alberto Tomba</strong>, campione dello sci capace di conquistare le piste e il pubblico italiano tra gli anni Ottanta e Novanta, rappresenta l&#8217;energia di un&#8217;epoca e la leggerezza di chi sa trasformare il talento in un fenomeno popolare.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/Luca-Argentero_Alta_Credito-foto-Angelo-Redaelli.jpg" alt="Luca Argentero" class="wp-image-69386"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Luca Argentero &#8211; Tre vite straordinarie oltre lo sport</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso queste tre biografie, <strong>Luca Argentero non si limita a ripercorrere imprese sportive e successi</strong>, ma ricostruisce anche il contesto sociale e culturale in cui sono maturati. Le storie individuali diventano così uno specchio dell&#8217;Italia, delle sue trasformazioni e delle aspirazioni di intere generazioni. Al centro del racconto rimangono le ambizioni, le cadute, la determinazione e la ricerca di un posto nel mondo: temi che superano i confini dello sport e parlano a tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa capacità di andare oltre la cronaca sportiva a rappresentare uno dei punti di forza dello spettacolo. La narrazione alterna momenti più leggeri e ironici ad altri più intensi e introspettivi, restituendo alle tre figure una dimensione autenticamente umana. Il risultato è un racconto che invita a guardare i campioni da una prospettiva diversa, soffermandosi non soltanto sui traguardi raggiunti, ma anche sui dubbi, sulle difficoltà e sulle scelte che hanno segnato i loro percorsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere efficace la messinscena è anche la presenza scenica dell&#8217;attore, chiamato a sostenere da solo il racconto e a passare da una storia all&#8217;altra mantenendo vivo il filo emotivo della narrazione. La struttura dello spettacolo permette di alternare il sorriso alla riflessione, avvicinando il pubblico a personaggi conosciuti attraverso le loro imprese, ma forse meno attraverso le loro fragilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>È questa la vita che sognavo da bambino?</strong></em> unisce il fascino delle grandi storie alla possibilità di interrogarsi sul significato del successo e sulla strada che ciascuno sceglie di percorrere. Perché, in fondo, dietro ogni campione e dietro ogni impresa rimane una domanda universale: quanto della vita che abbiamo vissuto corrisponde a quella che sognavamo da bambini?</p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>E’ questa la vita che sognavo da bambino? Luca Argentero inaugura la stagione teatrale al Palatour di Bitritto (BA)Picasso </title>
		<link>https://cinemio.it/musica-e-spettacolo/picasso-mostra-bari/69374/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 16:20:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[antonella molinaro]]></category>
		<category><![CDATA[Pablo Picasso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>A partire da oggi 10 ottobre e fino al 7 marzo 2027 al Salone San Nicola della Camera di Commercio di Bari una mostra dal titolo Picasso &#8211; Lo Sguardo Rivoluzionario, ripercorre oltre settant’anni di ricerca artistica, tra incisioni, ceramiche, fotografie e impegno civile. Un viaggio nel Picasso meno conosciuto, tra sperimentazione e nuove domande sul ruolo della cultura. di Antonella Molinaro Picasso &#8211; Lo sguardo oltre il mito Pablo Picasso non è soltanto il pittore che ha rivoluzionato il linguaggio dell’arte del Novecento, è un artista che ha attraversato tecniche, materiali e forme espressive diverse, senza mai smettere di </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph">A partire da oggi 10 ottobre e fino al 7 marzo 2027 al <strong>Salone San Nicola della Camera di Commercio di Bari</strong> una mostra dal titolo <strong>Picasso &#8211; Lo Sguardo Rivoluzionario</strong>, ripercorre oltre settant’anni di ricerca artistica, tra incisioni, ceramiche, fotografie e impegno civile. Un viaggio nel Picasso meno conosciuto, tra sperimentazione e nuove domande sul ruolo della cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-69374"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/social-picasso-event.jpg" alt="Picasso - Lo sguardo rivoluzionario" class="wp-image-69375"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Picasso &#8211; Lo sguardo oltre il mito</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pablo Picasso</strong> non è soltanto il pittore che ha rivoluzionato il linguaggio dell’arte del Novecento, è un artista che ha attraversato tecniche, materiali e forme espressive diverse, senza mai smettere di sperimentare. È da questa prospettiva che prende forma <em><strong>Picasso &#8211; Lo sguardo rivoluzionario</strong></em>, la mostra ospitata nel Salone San Nicola della Camera di Commercio di Bari dal 10 ottobre 2026 al 7 marzo 2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre cento opere curate da <strong>Joan Abelló con Vittoria Mainoldi e Marco Ancora</strong> ripercorrono più di settant’anni di attività, offrendo al pubblico l’occasione di avvicinarsi non soltanto all&#8217;artista universalmente riconosciuto, ma anche a quello meno conosciuto. Accanto alle incisioni e alle litografie trovano spazio le ceramiche, le fotografie e i documenti che restituiscono la complessità di una ricerca artistica in continua trasformazione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/IMG_3835.jpeg" alt="" class="wp-image-69376"/><figcaption class="wp-element-caption">La Camera di Commercio di Bari</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Il percorso espositivo, suddiviso in 5 sezioni, mette in evidenza un Picasso che non si accontenta di un linguaggio acquisito, ma sperimenta, cambia direzione e attraversa discipline differenti. La sua rivoluzione, del resto, non si esaurisce nella rottura con la rappresentazione tradizionale, riguarda anche il modo di intendere il processo creativo, il rapporto con i materiali e la possibilità di trovare nuove forme di espressione anche al di fuori della pittura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli elementi più significativi della <a href="https://mostrapicassobari.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mostra</a> c’è il racconto della nascita di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guernica_(Picasso)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Guernica</a></strong>, attraverso i bozzetti dell&#8217;artista e le fotografie di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dora_Maar" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dora Maar</a></strong>, che documentano le diverse fasi di realizzazione di uno dei dipinti più celebri del Novecento. Un’opera che supera la dimensione estetica per diventare testimonianza della violenza della guerra e simbolo universale di denuncia. È qui che emerge con particolare forza la dimensione civile di Picasso: l’arte non come esercizio isolato, ma come strumento capace di confrontarsi con le contraddizioni del proprio tempo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/estudios-sobre-papel-para-el-Guernica.jpg" alt="Picasso - Guernica" class="wp-image-69378"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Un artista poliedrico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a questa sezione, le incisioni e le ceramiche raccontano un artista curioso, disposto a misurarsi con tecniche e materiali differenti. È un aspetto importante per comprendere la sua eredità: Picasso non ha trasformato soltanto il modo di dipingere, ma ha contribuito ad ampliare i confini stessi della pratica artistica, riconoscendo nuove possibilità espressive anche a forme considerate secondarie rispetto alla pittura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La varietà dei materiali costituisce uno dei punti di forza dell&#8217;esposizione, perché permette di osservare il percorso dell&#8217;artista da angolazioni diverse. Raccontare Picasso significa confrontarsi con un patrimonio artistico vastissimo e con un autore che rischia, proprio per la sua popolarità, di essere ridotto a un marchio riconoscibile. La sfida della mostra consiste allora nel superare il richiamo del nome e costruire un percorso capace di offrire strumenti per comprendere davvero la sua opera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta della Camera di Commercio di Bari aggiunge un ulteriore elemento alla proposta. La presenza di una mostra di questo tipo in uno spazio istituzionale legato al mondo economico suggerisce una riflessione sul rapporto tra cultura, impresa e sviluppo del territorio. L&#8217;obiettivo è rendere il Palazzo un luogo aperto alla città, capace di ospitare iniziative culturali e creare nuove occasioni di incontro.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/IMG_3847.jpeg" alt="" class="wp-image-69377"/><figcaption class="wp-element-caption">La presentazione alla stampa della mostra</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">La rivoluzione di Picasso, a distanza di decenni, continua a interrogare il presente, non soltanto per ciò che ha cambiato nell&#8217;arte, ma per la libertà con cui ha saputo reinventarsi. Ed è forse proprio questa la lezione più attuale del suo lavoro: non fermarsi a ciò che già conosciamo, ma continuare a cercare nuovi modi di guardare il mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Picasso &#8211; Lo Sguardo Rivoluzionario. Le parole del curatore Joan Abelló</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Picasso - Lo Sguardo Rivoluzionario: cento opere in mostra a Bari per raccontare l&amp;apos;artista" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/Vo2V_eFwQN0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per tutte le informazioni è possibile visitare <strong><a href="https://mostrapicassobari.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il sito della mostra</a></strong>.</p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Il segreto dell’attrice: Tecla Insolia al BIF&amp;ST 2026</title>
		<link>https://cinemio.it/cronache-cinematografiche/tecla-insolia-esordi/69279/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache cinematografiche]]></category>
		<category><![CDATA[antonella molinaro]]></category>
		<category><![CDATA[bifest 2026]]></category>
		<category><![CDATA[il segreto dell'attrice]]></category>
		<category><![CDATA[l'arte della gioia]]></category>
		<category><![CDATA[piera detassis]]></category>
		<category><![CDATA[Tecla Insolia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Ultimo appuntamento per il format di successo ideato da Piera Detassis, il segreto dell&#8217;attrice al BIF&#38;ST 2026. L&#8217;ultima protagonista è la giovanissima attrice Tecla Insolia. di Antonella Molinaro Tecla Insolia &#8211; Una carriera lampo Nata a Varese nel 2004 e cresciuta a Piombino, Tecla Insolia si avvicina alla musica fin da bambina e nel 2019 vince Sanremo Young, arrivando l&#8217;anno successivo al secondo posto tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo. Parallelamente inizia a recitare e, dopo alcune esperienze televisive, nel 2021 interpreta Nada adolescente ne La bambina che non voleva cantare di Costanza Quatriglio. Seguono 5 minuti prima, </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Ultimo appuntamento per il format di successo ideato da <strong><a href="https://cinemio.it/tag/piera-detassis/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Piera Detassis</a></strong>, <strong><a href="https://cinemio.it/tag/il-segreto-dellattrice/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il segreto dell&#8217;attrice</a></strong> al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>. L&#8217;ultima protagonista è la giovanissima attrice <strong><em>Tecla Insolia</em></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-69279"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/DSC_0341.jpg" alt="Tecla Insolia" class="wp-image-69287"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Tecla Insolia &#8211; Una carriera lampo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nata a Varese nel 2004 e cresciuta a Piombino, <strong><em>Tecla Insolia</em></strong> si avvicina alla musica fin da bambina e nel 2019 <strong>vince Sanremo Young</strong>, arrivando l&#8217;anno successivo al secondo posto tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo. Parallelamente inizia a recitare e, dopo alcune esperienze televisive, nel 2021 interpreta Nada adolescente ne <strong>La bambina che non voleva cantare</strong> di <strong><a href="https://cinemio.it/tag/costanza-quatriglio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Costanza Quatriglio</a></strong>. Seguono <strong>5 minuti prima</strong>, <strong>Familia</strong> e soprattutto <strong>L&#8217;arte della gioia</strong> di <strong><a href="https://cinemio.it/tag/valeria-golino/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Valeria Golino</a></strong>, ruolo che nel 2025 le vale il David di Donatello come miglior attrice protagonista. Tra le interpreti più promettenti della sua generazione, nel 2026 è stata scelta tra gli European Shooting Stars della Berlinale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/DSC_0346.jpg" alt="" class="wp-image-69288"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;arte della gioia &#8211; Un progetto sfidante</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quando arriva <strong><a href="https://cinemio.it/serie-tv/larte-della-gioia-serie-sky/64433/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’arte della gioia</a></strong>, <strong><em>Tecla Insolia</em></strong> ha appena diciotto anni e si trova davanti a una sfida enorme: interpretare Modesta, la protagonista del romanzo di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Goliarda_Sapienza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Goliarda Sapienza</a></strong>, una donna che attraversa quasi tutto il Novecento, dalla Sicilia dei primi del secolo in poi, e che porta con sé una complessità, una libertà e una spregiudicatezza difficili da affrontare per un’attrice così giovane. Sul set Insolia si trova accanto a interpreti come Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi e Guido Caprino e diretta da Valeria Golino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure l’incontro con Modesta avviene quasi per caso. Tecla racconta di aver comprato il libro a Milano, poche settimane prima di ricevere la richiesta per il provino. Poi arriva la chiamata per il selftape e, quasi contemporaneamente, la consapevolezza di aver trovato un personaggio che vorrebbe interpretare a tutti i costi. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://youtu.be/_XRbLEG4geY
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tecla Insolia affronta diversi provini per <strong>L’arte della gioia</strong> e al terzo viene scartata: non sarebbe stata in linea con i «canoni di bellezza» che si stavano cercando per il personaggio. Una bocciatura che avrebbe potuto chiudere la porta, ma Valeria Golino continua a volerla. La regista vede in lei qualcosa che va oltre l’aspetto fisico e decide di insistere, fino a darle la possibilità di conquistare quel ruolo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://youtu.be/SVP2EAlEfMA
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli esordi di Tecla Insolia: dalla musica al cinema</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima della recitazione c’è stata però la musica. <strong><em>Tecla Insolia</em></strong> comincia a studiare musica e canto frequentando un’accademia a Piombino, la città in cui cresce. È lì che inizia a costruire il proprio percorso artistico, fino ad arrivare nel 2019 a <strong>Sanremo Young</strong>, che vince. L’anno successivo torna sul palco dell’Ariston tra le Nuove Proposte di Sanremo con <strong>8 marzo</strong>, una canzone intensa e tutt’altro che scontata, con cui racconta la condizione femminile e la necessità di affermare la propria identità e arriva seconda.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://youtu.be/eRlWaA8pgNU
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È dopo l’esperienza di <strong>Sanremo Young</strong> che Tecla capisce che la musica non è la strada che vuole seguire. Scopre nella recitazione uno strumento attraverso il quale riesce a esprimere maggiormente se stessa e, allo stesso tempo, a dare qualcosa in più allo spettatore. Una consapevolezza che la porta a scegliere il cinema e a costruire, passo dopo passo, una carriera che in pochi anni l’ha portata fino a <strong>L’arte della gioia</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://youtu.be/mERoXxtWf54
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Termina qui la prima parte dell&#8217;articolo dedicato all&#8217;incontro con <strong><em>Tecla Insolia</em></strong> all&#8217;interno del ciclo di incontri de <strong><a href="https://cinemio.it/tag/il-segreto-dellattrice/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il segreto dell&#8217;attrice</a></strong>. Appuntamento alla prossima settimana per la seconda parte. Intanto hai già letto l&#8217;articolo dedicato all&#8217;incontro dell&#8217;attrice <strong><a href="https://cinemio.it/cronache-cinematografiche/anna-ferzetti-biografia/68717/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anna Ferzetti</a></strong> o quello dedicato a <strong><a href="https://cinemio.it/cronache-cinematografiche/la-stazione-rubini-restauro/69145/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La stazione di Sergio Rubini</a></strong> con protagonisti <strong>Margherita Buy e Domenico Procacci</strong>?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le gallerie dei protagonisti del BIF&amp;ST 2026</h2>



 [<a href="https://cinemio.it/cronache-cinematografiche/tecla-insolia-esordi/69279/">See image gallery at cinemio.it</a>] 



 [<a href="https://cinemio.it/cronache-cinematografiche/tecla-insolia-esordi/69279/">See image gallery at cinemio.it</a>] 
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
		<item>
		<title>Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883</title>
		<link>https://cinemio.it/serie-tv/nord-sud-ovest-est-serie/69272/</link>
					<comments>https://cinemio.it/serie-tv/nord-sud-ovest-est-serie/69272/#respond</comments>
		
		
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Calgaro]]></category>
		<category><![CDATA[elia nuzzolo]]></category>
		<category><![CDATA[matteo oscar giuggioli]]></category>
		<category><![CDATA[serie 2026]]></category>
		<category><![CDATA[sidney sibilia]]></category>
		<category><![CDATA[sky]]></category>
		<category><![CDATA[sky cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, regia di Sidney Sibilia, con Elia Nuzzolo, Matteo Oscar Giuggioli e Davide Calgaro. La serie sarà in onda su Sky e Now a partire dal 9 ottobre 2026. Nord Sud Ovest Est &#8211; Max e Mauro, il sogno esce dalla cantina La musica che Max e Mauro hanno immaginato e costruito insieme è ormai uscita da Pavia. Siamo nel 1993 e gli 883 si trovano a fare i conti con un successo che ha cambiato le loro giornate e allargato improvvisamente le loro possibilità. Il secondo album diventa una nuova </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883</strong>, regia di <a href="https://cinemio.it/tag/sidney-sibilia/" data-type="post_tag" data-id="1739" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sidney Sibilia</a>, con Elia Nuzzolo, Matteo Oscar Giuggioli e <a href="https://cinemio.it/tag/davide-calgaro/" data-type="post_tag" data-id="9102" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Davide Calgaro</a>. La serie sarà in onda su <a href="https://cinemio.it/tag/sky/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sky e Now</a> a partire dal 9 ottobre 2026.</p>



<span id="more-69272"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/787652220_1586962746290737_136603139525994055_n.png-1024x1249.jpeg" alt="Nord sud ovest est" class="wp-image-69273" style="aspect-ratio:0.8198621362776795;width:388px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Nord Sud Ovest Est &#8211; Max e Mauro, il sogno esce dalla cantina</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La musica che Max e Mauro hanno immaginato e costruito insieme è ormai uscita da Pavia. Siamo nel 1993 e gli 883 si trovano a fare i conti con un successo che ha cambiato le loro giornate e allargato improvvisamente le loro possibilità. Il secondo album diventa una nuova sfida. Quello che prima sembrava un sogno lontano comincia a diventare una vita concreta. Ma ritrovarsi dove si desiderava arrivare significa anche capire cosa fare una volta raggiunta quella meta. Per Max e Mauro, le ambizioni personali e l’amicizia devono trovare spazio in una realtà che corre molto più velocemente di quanto avessero immaginato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer della serie</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="Nord Sud Ovest Est - la leggendaria storia degli 883 | Trailer Ufficiale | Sky Italia" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/ZD-noY4fTnA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Dopo il successo, viene il difficile</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La storia degli 883</strong> la conosciamo già, almeno nelle sue tappe principali. <br />Eppure, dopo il grande successo della prima stagione, la curiosità di tornare a seguirla era accompagnata da aspettative decisamente alte. Quando una serie riesce a conquistare così tanto il pubblico, continuare il racconto diventa una prova impegnativa: ci si aspetta di ritrovare ciò che si è amato, ma anche una ragione per lasciarsi sorprendere ancora. <strong>Nord Sud Ovest Est</strong>&nbsp;sembra avere le idee chiare fin dai primi minuti. Il primo episodio è ambizioso e parte con un’apertura particolarmente riuscita, capace di catturare subito l’attenzione. Introduce un mistero che preferisco non svelare e mette in relazione la storia degli 883 con quella di un altro celebre duo di quegli anni. Un accostamento che incuriosisce e dà al racconto una prospettiva inattesa.Pur sapendo chi sono Max e Mauro, viene voglia di scoprire come questa storia sarà raccontata. E, almeno in questi primi due episodi, il timore di restare delusi lascia presto spazio al piacere di ritrovarli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nord Sud Ovest Est &#8211; Ridere, poi pensarci un po’</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è la capacità di affrontare temi importanti con un umorismo che funziona. Sydney Sibilia, insieme agli altri registi e agli sceneggiatori, riesce a portare sullo schermo emozioni e domande che possono toccare da vicino lo spettatore, senza appesantire continuamente il racconto.Si ride, ma spesso una battuta lascia anche qualcosa su cui riflettere. Le situazioni comiche convivono con le incertezze dei protagonisti e rendono più naturale il passaggio ai momenti emotivi. È un equilibrio delicato, perché sarebbe facile insistere sulla nostalgia o cercare a tutti i costi la commozione. Qui, invece, almeno per quanto visto finora, tutto sembra trovare il proprio spazio.È anche questo a rendere la serie così vicina: dietro una storia musicale conosciuta da tutti, rimangono riconoscibili i dubbi di due ragazzi che stanno cercando di capire cosa vogliono dalla propria vita.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/MAURO_MAX_2.png.avif" alt="" class="wp-image-69274"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Due ragazzi di Pavia</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883</strong>&nbsp;è la seconda stagione della serie Sky Original dedicata a Max Pezzali e Mauro Repetto. Alla regia troviamo <a href="https://cinemio.it/tag/sidney-sibilia/" data-type="post_tag" data-id="1739">Sidney Sibilia</a>, autore della trilogia&nbsp;<a href="https://cinemio.it/tag/smetto-quando-voglio/" data-type="post_tag" data-id="4333">Smetto quando voglio</a>, insieme ad <a href="https://cinemio.it/tag/alessio-lauria/" data-type="post_tag" data-id="9129">Alessio Lauria</a>, <a href="https://cinemio.it/tag/simone-godano/" data-type="post_tag" data-id="5758">Simone Godano</a> e <a href="https://cinemio.it/tag/alice-filippi/" data-type="post_tag" data-id="7804">Alice Filippi</a>.<br />La sceneggiatura è firmata da Sibilia, Francesco Agostini e Marco Pettenello. Elia Nuzzolo e Matteo Oscar Giuggioli tornano nei panni dei due protagonisti, affiancati da Ludovica Barbarito, <a href="https://cinemio.it/tag/davide-calgaro/" data-type="post_tag" data-id="9102">Davide Calgaro</a>, <a href="https://cinemio.it/tag/edoardo-ferrario/" data-type="post_tag" data-id="9518">Edoardo Ferrario</a> e Roberto Zibetti. <br />La stagione, composta da otto episodi (della durata di 50 minuti circa ognuno), arriva dal&nbsp;<strong>9 ottobre 2026 su Sky e in streaming su NOW</strong>.<br />Guardando questi primi due episodi, sembra davvero di assistere alla quotidianità di due giovani di Pavia che si sono ritrovati dentro un successo più grande del previsto. La notorietà entra nelle loro vite, ma resta quella familiarità che permette di sentirli vicini.  La forza del racconto sta anche qui. Max e Mauro hanno fatto qualcosa di straordinario, eppure le loro reazioni, le esitazioni e il modo di stare insieme conservano una dimensione credibile. La serie ci permette di riconoscere i ragazzi dietro gli 883 e di interessarci a loro anche quando la musica lascia spazio alle relazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nord Sud Ovest Est &#8211; Dove porterà questa strada?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I primi due episodi di <strong>Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/883_(gruppo_musicale)" target="_blank" rel="noreferrer noopener">883</a></strong> non deludono. Ritrovano l’umorismo e il coinvolgimento della prima stagione e aprono il nuovo capitolo con una buona dose di ambizione. È presto per giudicare l’intera stagione, ma queste premesse fanno venire voglia di continuare. La curiosità maggiore riguarda il modo in cui verrà affrontata la separazione artistica di Max e Mauro: una tappa conosciuta della loro storia, che sullo schermo dovrà trovare il proprio significato emotivo. Per ora, il viaggio riparte bene. E sapere dove porterà non toglie la voglia di seguirlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>The Social – Il sequel del capolavoro del 2010</title>
		<link>https://cinemio.it/recensioni-film/the-social-film/69299/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Jeremy Allen White]]></category>
		<category><![CDATA[Jeremy Strong]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>The Social è un film del 2026, diretto da Aaron Sorkin, con protagonisti Jeremy Allen-White, Mikey Madison e Jeremy Strong. La pellicola uscirà solo in sala a partire dal 8 ottobre, distribuito da Sony Pictures. Questa pellicola rappresenta il sequel di The Social Network di David Fincher del 2010. -Articolo di Michele Scarperia The Social Il film parla della fuga di notizie riguardanti i documenti interni di Facebook avvenuta nel 2021 che denotavano un effetto malsano del social, grazie ad un&#8217;inchiesta del Wall Street Journal. Il trailer del film Un film fatto di sterili e inutili tecnicismi C’erano pochi sequel </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><strong>The Social </strong>è un film del 2026, <strong>diretto da <a href="https://cinemio.it/tag/aaron-sorkin/" data-type="post_tag" data-id="6155" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Aaron Sorkin</a></strong>, <strong>con protagonisti <a href="https://cinemio.it/tag/jeremy-allen-white/" data-type="post_tag" data-id="10221" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jeremy Allen-White</a>, Mikey Madison e <a href="https://cinemio.it/tag/jeremy-strong/" data-type="post_tag" data-id="10586" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jeremy Strong</a></strong>. La pellicola <strong>uscirà solo in sala a partire dal 8 ottobre, distribuito da Sony Pictures</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa pellicola rappresenta il <strong>sequel di The Social Network di David Fincher del 2010</strong>. </p>



<span id="more-69299"></span>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>-Articolo di Michele Scarperia</em></strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/01M3PZJB4DAER5DPGM9XC05GF0_resized_at_20260929182212.jpg" alt="The Social" class="wp-image-69300" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">The Social</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il film parla della <a href="https://style.corriere.it/attualita/societa/la-storia-vera-dentro-the-social-il-nuovo-film-di-aaron-sorkin-sui-facebook-files/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fuga di notizie</a> riguardanti i documenti interni di Facebook avvenuta nel 2021 che denotavano un effetto malsano del social, grazie ad un&#8217;inchiesta del Wall Street Journal.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="The Social: Il prezzo della verità | Dall&amp;apos;8 ottobre al cinema | Trailer Ufficiale" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/3haauYQZo9k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un film fatto di sterili e inutili tecnicismi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">C’erano<strong> pochi sequel che avessero davvero un senso. <em>The Social</em> era uno di questi. Non perché fosse necessario tornare nel mondo raccontato da Fincher, ma perché, a distanza di anni, il fenomeno dei social network avrebbe offerto materiale persino più feroce di quello che aveva a disposizione il primo film</strong>. La possibilità di costruire una critica aspra, cattiva e profondamente contemporanea a un sistema che nel frattempo ha finito per condizionare la nostra vita, il nostro modo di comunicare e persino il nostro modo di percepire la realtà era enorme. E invece il film sceglie la strada più semplice, e forse anche quella meno interessante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si <strong>concentra su una specifica inchiesta, cercando di trasformarla in un thriller che, però, thriller non riesce quasi mai a essere. La tensione latita, il ritmo rimane sterile e quella che dovrebbe essere una progressiva discesa nell’oscurità del mondo digitale finisce per assumere i contorni di un racconto fin troppo lineare, incapace di sfruttare davvero la materia che ha tra le mani</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La c<strong>ritica ai social c’è, così come quella alla società contemporanea e soprattutto a un’America sempre più schiacciata dalle proprie contraddizioni. Ma è una critica che rimane quasi sempre in superficie</strong>. Il film sembra avere paura di sporcarsi davvero le mani, preferendo circondarsi di tecnicismi, gergo informatico e spiegazioni estremamente specifiche che vorrebbero restituire complessità, ma che finiscono soltanto per appesantire una struttura narrativa in realtà molto semplice. È <strong>un film che vuole sembrare più intelligente di quanto sia, quando avrebbe avuto bisogno semplicemente di essere più cattivo</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/9VeDER_the-social-teaser-italiano-1024x512.png" alt="" class="wp-image-69304" style="width:490px;height:auto" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Proprio qui si trova <strong>il suo limite più grande: <em>The Social</em> ha qualcosa da dire, ma continua a cercare un modo sofisticato per dirlo, perdendo per strada la forza del messaggio. Invece di interrogarsi sulle conseguenze culturali e umane di ciò che i social hanno prodotto</strong>, si intestardisce su un impianto thriller che non regge e su una serie di stucchevoli tecnicismi che raramente aggiungono qualcosa al racconto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un cast di giovani leve che ci prova e un lato tecnico che non va</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Si <strong>salva un cast di grande livello. Jeremy Allen White e Mikey Madison riescono a dare tridimensionalità a personaggi che sulla carta rischierebbero di rimanere ingabbiati nella freddezza dell&#8217;impianto narrativo. Jeremy Strong, invece, si trova inevitabilmente a fare i conti con un paragone ingombrante: il suo Zuckerberg non possiede la complessità, l’ambiguità e soprattutto il magnetismo disturbante del Mark Zuckerberg interpretato da Jesse Eisenberg</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi c’è <strong>la regia, forse l’elemento che più di tutti ricorda quanto sia difficile tornare dalle parti di un film come <em>The Social Network</em> senza David Fincher. Qui non c’è quella precisione chirurgica, quella tensione costruita attraverso il montaggio, i movimenti di macchina e persino il modo in cui i personaggi si parlano</strong>. La regia è troppo statica, spesso quasi anonima, e anche i dialoghi, che nel primo film erano parte integrante della sua potenza, qui risultano fallaci e artificiosi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/coverlg-41-1024x576.jpg" alt="The social" class="wp-image-69303" style="width:524px;height:auto" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">The Social &#8211; Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema, in definitiva, <strong>non è che <em>The Social</em> sia senza idee. È esattamente il contrario: è un film con un’idea potenzialmente enorme che non trova mai il coraggio di svilupparla davvero</strong>. Avrebbe potuto essere una feroce fotografia del presente, un attacco senza sconti a un mondo che ci ha resi costantemente connessi e contemporaneamente sempre più soli. Avrebbe potuto essere il raro sequel capace di giustificare la propria esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sceglie invece di essere <strong>un thriller pretestuoso, stucchevole e a tratti persino noioso, nascondendo dietro una patina di tecnicismi una storia molto più semplice di quanto voglia far credere</strong>. E alla fine rimane soprattutto la sensazione più amara: quella di aver assistito allo spreco di uno dei pochi sequel che, davvero, aveva ancora qualcosa da dire.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>L’estranea di Paolo Strippoli – Un thriller in corsa verso gli Oscar</title>
		<link>https://cinemio.it/film-italiani/lestranea-film/69257/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film italiani]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[Adriano Giannini]]></category>
		<category><![CDATA[antonella molinaro]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Jasmine Trinca]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Strippoli]]></category>
		<category><![CDATA[Romana Maggiora Vergano]]></category>
		<category><![CDATA[Valeria Bruni Tedeschi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>E&#8217; al cinema dal prossimo 8 ottobre L&#8217;Estranea del pugliese Paolo Strippoli. Il film, che vede come protagonisti Valeria Bruni Tedeschi, Adriano Giannini e Jasmine Trinca è stato selezionato a rappresentare l’Italia nella corsa all’Oscar per il Miglior Film Internazionale. di Antonella Molinaro L&#8217;estranea L’Estranea, diretto da Paolo Strippoli, racconta di Anna, una madre che si presenta all’improvviso a casa della figlia Alice per rivelarle un segreto custodito per vent’anni. Quando Alice era bambina, Anna aveva stretto un patto con una misteriosa donna per salvarle la vita dopo un grave incidente. Un accordo apparentemente risolutivo che, negli anni, ha trascinato </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; al cinema dal prossimo 8 ottobre <strong><em>L&#8217;Estranea</em></strong> del pugliese <strong><a href="https://cinemio.it/tag/paolo-strippoli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Paolo Strippoli</a></strong>. Il film, che vede come protagonisti <strong><a href="https://cinemio.it/tag/valeria-bruni-tedeschi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Valeria Bruni Tedeschi</a></strong>, <strong><a href="https://cinemio.it/tag/paolo-strippoli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Adriano Giannini</a></strong> e <strong><a href="https://cinemio.it/tag/jasmine-trinca/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jasmine Trinca</a></strong> è stato selezionato a rappresentare l’Italia nella corsa all’Oscar per il Miglior Film Internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong> </p>



<span id="more-69257"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/LESTRANEA.jpg" alt="L'estranea" class="wp-image-69259"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;estranea</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’Estranea</strong>, diretto da Paolo Strippoli, racconta di Anna, una madre che si presenta all’improvviso a casa della figlia Alice per rivelarle un segreto custodito per vent’anni. Quando Alice era bambina, Anna aveva stretto un patto con una misteriosa donna per salvarle la vita dopo un grave incidente. Un accordo apparentemente risolutivo che, negli anni, ha trascinato la famiglia in una spirale di conseguenze oscure e dolorose. Ora quel passato torna a presentare il conto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="L&amp;apos;ESTRANEA di Paolo Strippoli (2026) - TRAILER UFFICIALE HD" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/OiPKYpJlRGM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L’Estranea &#8211; quando l’amore materno diventa una condanna</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con <strong><em>L’Estranea</em></strong>, Paolo Strippoli conferma di essere uno degli autori più promettenti del nuovo cinema di genere italiano. Dopo l’ottimo risultato de <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_valle_dei_sorrisi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La valle dei sorrisi</a></strong>, il regista compie un ulteriore passo avanti dimostrando una crescente maturità nel governare una materia narrativa complessa dove l’orrore non è mai fine a se stesso ma diventa lo strumento per esplorare le zone più oscure dei sentimenti umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A colpire è innanzitutto l’atmosfera, costruita attraverso una messa in scena accurata, capace di generare inquietudine senza affidarsi esclusivamente agli espedienti tipici del genere. Muovendosi tra Bari e Roma Strippoli lavora sulle immagini, sugli spazi, sui silenzi e sulla tensione, accompagnando lo spettatore in un universo in cui il confine tra realtà e soprannaturale si fa sempre più sottile. L’orrore si insinua nella quotidianità, prende forma tra le mura domestiche e trasforma quello che dovrebbe essere il luogo della protezione per eccellenza, la famiglia, in uno spazio di paura e prigionia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il cuore del film è soprattutto il rapporto tra maternità e controllo. <strong><em>L’Estranea</em></strong> interroga uno dei sentimenti più profondi e contraddittori: l’amore di una madre per i propri figli, capace di spingersi fino al sacrificio estremo, ma anche di trasformarsi in un’ossessione. È la paura di perdere chi si ama a innescare una spirale in cui il desiderio di proteggere finisce per diventare volontà di possesso, nel tentativo disperato di sottrarre i figli al dolore, al destino e persino alla loro stessa libertà. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A sostenere questa costruzione ci sono tre interpreti davvero straordinarie: <strong>Jasmine Trinca</strong> affronta un personaggio attraversato da inquietudini e contraddizioni, restituendo la complessità di una madre che si confronta con la paura e con il peso delle proprie scelte. <strong>Valeria Bruni Tedeschi</strong> porta sullo schermo una presenza magnetica e perturbante, capace di muoversi tra ambiguità, ironia e minaccia. Accanto a loro, <strong>Romana Maggiore Vergaro</strong> offre un contributo importante agli equilibri emotivi del film, partecipando alla costruzione di un universo in cui le relazioni familiari sono attraversate da tensioni profonde e irrisolte.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla Puglia a Venezia agli Oscar</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il film è stato presentato al festival di Venezia dimostrando la volontà di superare le tradizionali gerarchie tra cinema d’autore e cinema di genere, rivendicando per l’horror la possibilità di affrontare temi universali e di ambire a un pubblico sempre più ampio. E il fatto che il film entri ora nella corsa agli Oscar aggiunge un ulteriore elemento di interesse, proiettando il lavoro di Strippoli in una prospettiva internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Strippoli dimostra di saper utilizzare gli strumenti dell&#8217;horror con consapevolezza, trasformando la paura in una lente attraverso cui osservare le relazioni umane. Il risultato è un film che cerca il perturbante non soltanto nei suoi elementi soprannaturali, ma soprattutto nelle pieghe dell&#8217;amore familiare, là dove il desiderio di proteggere può diventare la forma più insidiosa della prigionia.</p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Lino Guanciale – Intervista per il ritorno di Flusso nei teatri</title>
		<link>https://cinemio.it/attori-italiani/lino-guanciale-intervista/69262/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 13:14:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attori italiani]]></category>
		<category><![CDATA[lino guanciale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Lo spettacolo di Lino Guanciale e Gianmarco Saurino, scritto da Christian di Furia, Flusso torna nei teatri di tutta Italia a partire dal 3 novembre. Ecco una breve intervista a uno dei due protagonisti. -Articolo di Michele Scarperia Intervista a Lino Guanciale Buongiorno Lino, vorrei iniziare parlando proprio di Flusso. In quest&#8217;opera teatrale c&#8217;è un uomo che si trova a navigare tra ricordi, pensieri, immagini e frammenti della propria identità. Quant&#8217;è difficile interpretare non tanto un personaggio, quanto il movimento stesso della sua coscienza? E cosa ti ha permesso di trovare un ordine dentro questo apparente disordine? Buongiorno a te, </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Lo spettacolo di<a href="https://cinemio.it/tag/lino-guanciale/" data-type="post_tag" data-id="5810" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Lino Guanciale</a> e <strong>Gianmarco Saurino</strong>, scritto da<strong> Christian di Furia</strong>, <em>Flusso </em><strong>torna nei teatri di tutta Italia a partire dal 3 novembre</strong>. Ecco una <strong>breve intervista a uno dei due protagonisti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>-Articolo di Michele Scarperia</em></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Intervista a Lino Guanciale</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Buongiorno Lino, vorrei iniziare parlando proprio di <em>Flusso</em>. In quest&#8217;opera teatrale c&#8217;è un uomo che si trova a navigare tra ricordi, pensieri, immagini e frammenti della propria identità. Quant&#8217;è difficile interpretare non tanto un personaggio, quanto il movimento stesso della sua coscienza? E cosa ti ha permesso di trovare un ordine dentro questo apparente disordine?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Buongiorno a te, si effettivamente è una delle difficoltà più interessanti nel portare in scena questo personaggio. Solitamente l&#8217;attore è abituato a costruire dei personaggi, a cercare una traiettoria, una logica interna. Invece in Flusso, questa traiettoria è sempre messa in discussione. Non ha un percorso lineare, ma perché la nostra memoria non è lineare, come anche la coscienza. E quindi il lavoro è stato proprio quello di non cercare di mettere in ordine a tutti i costi, ma di accettare e provare a renderla comunicabile. In questo senso il teatro diventa un luogo in cui fotografare il tempo mentre accade.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo spettacolo tra i tanti temi, sembra suggerire che crescere non significhi per forza lasciare indietro il bambino che siamo stati, ma serve dialogare con quella parte di noi. Tu, oggi, cosa pensi che l&#8217;adulto debba ancora imparare dal bambino che è stato?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Io credo che l&#8217;adulto debba imparare dal bambino la capacità di non considerare definitiva l&#8217;immagine di sé. Il bambino, al contrario di noi che tendiamo a costruirci delle definizioni, è libero e non sa ancora chi sarà e per questo ha una disponibilità enorme verso il possibile.Crescere, per me, significa imparare a portare quel bambino dentro una consapevolezza diversa.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/teatro.it-Flusso-guanciale-saurino-08-1023x682.webp" alt="" class="wp-image-69264" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Passando ad altro, parlando di uno dei tuoi ruoli più iconici, ne <em>L&#8217;Allieva</em> interpreti Clauido Conforti, un brillante medico legale che ha una storia con Alice. Alice giovane specializzanda, un pò impacciata ma molto curiosa e determinata. Tu invece molto più sicuro di te, ironico, sfuggente e misterioso, e tra voi due c&#8217;è questo continuo rincorrersi e allontanarsi. Ti chiedo quanto c&#8217;è di Lino Guanciale nel carattere di Claudio Conforti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Beh io credo che in ogni personaggio ci sia qualcosa dell&#8217;attore. Nel caso di Claudio forse c&#8217;è soprattutto il mio rapporto con l&#8217;ironia, che uso spesso per entrare in relazione con altri o prenderne le distanze. Però Claudio ha una sicurezza e un controllo molto più suoi che miei. E&#8217; un personaggio che sa molto bene cosa vuole, mentre io nella vita vivo molto più il dubbio. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>E poi c&#8217;è una cosa che mi interessava molto di lui: quella sua apparente freddezza. Claudio è un uomo che usa spesso la distanza come forma di protezione. Quella è una cosa che ho cercato di raccontare nel rapporto con Alice, il loro continuo tira e molla è rappresentativo della paura di Claudio e della sua voglia di comprendere le persone. In questo forse c&#8217;è qualcosa di me: non tanto nei miei comportamenti, quanto nel tentativo di capire cosa c&#8217;è dietro le persone prima di giudicarle.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E in ultimo, collegandomi al rapporto tra Claudio e Alice: nella vita di tutti i giorni sei più uno che rincorre o che preferisce essere rincorso?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Molto divertente questa. Ci dovrei pensare di più, ma così di getto ti dico che credo di essere stato entrambe le cose. Penso che l&#8217;idea di rincorrere o essere rincorsi abbia molto a che fare con il momento della vita in cui siamo. Sicuramente non mi è mai piaciuta l&#8217;idea della conquista come una sorta di gara a chi si nasconde: quando una persona ti interessa o per te ha significato </em>davvero qualcosa, <em>credo sia importante la avere il coraggio di fare un passo, in qualsivoglia caso il confronto e l&#8217;uscire allo scoperto è sempre la scelta più sana. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Oltre che ormai il concetto di essere rincorso ha completamente cambiato senso</em>, <em>ahimé è una cosa che noto che si sta perdendo in accezione sana.</em> <em>Sui social vedo usare sempre di più il </em>termine <em>&#8220;ghosting&#8221;, e credo che a prescindere da ciò che accada sia sempre la scelta più sbagliata di tutti, se ne ho capito bene</em> <em>il significato (ride).</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ti ringrazio Lino per l&#8217;estrema disponibilità, mi auguro ti abbia fatto piacere, spero di riuscire ad assistere dal vivo al tuo spettacolo quanto prima.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Grazie a te, è stato molto interessante, e per quanto riguarda lo spettacolo ti lascio il mio contatto o quello dell&#8217;ufficio stampa e sei mio ospite con chi vuoi in una data a tua scelta.</em></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/lino-guanciale-886x494-1.jpeg" alt="" class="wp-image-69266" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Beast – Il film sulle arti marziali con Russel Crowe</title>
		<link>https://cinemio.it/recensioni-film/beast-film-2/69241/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 15:29:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel MacPherson]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Kelly Gale]]></category>
		<category><![CDATA[Mojean Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Nathan Phillips]]></category>
		<category><![CDATA[Russel Crowe]]></category>
		<category><![CDATA[russell crowe]]></category>
		<category><![CDATA[Tyler Atkins]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Beast è un film del 2026, diretto da Tyler Atkins, con protagonisti Russel Crowe e Luke Hemsworth. La pellicola uscirà a partire dal 1 ottobre, distribuita da Plaion. -Articolo di Michele Scarperia Beast L&#8217;ex leggenda della MMA Patton James è costretto a tornare sul ring per salvare il fratello, nel suo percorso sarà affiancato dal suo vecchio allenatore Sammy. Il trailer del film Quando il cinema torna a combattere come una volta Beast è un film proveniente da un&#8217;altra epoca, in senso positivo della cosa. Solo che, questa volta, al posto della classica boxe c&#8217;è l&#8217;MMA e al posto di </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><strong>Beast</strong> è un film del 2026, <strong>diretto da Tyler Atkins, con protagonisti<a href="https://cinemio.it/tag/russel-crowe/" data-type="post_tag" data-id="630" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Russel Crowe</a> e Luke Hemsworth</strong>. La pellicola uscirà a partire dal <strong>1 ottobre, distribuita da Plaion</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>-Articolo di Michele Scarperia</strong></em></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/locandina-42-1.jpg" alt="Beast" class="wp-image-69242"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Beast</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ex leggenda della MMA Patton James è costretto a tornare sul ring per salvare il fratello, nel suo percorso sarà affiancato dal suo vecchio allenatore Sammy. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-provider-youtube wp-block-embed-youtube"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://www.youtube.com/watch?v=TSrqGzGd3HA
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Quando il cinema torna a combattere come una volta </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Beast è un<strong> film proveniente da un&#8217;altra epoca, in senso positivo della cosa</strong>. Solo che, questa volta, al posto della classica boxe c&#8217;è l&#8217;MMA e al posto di Rocky c&#8217;è un ex campione costretto a tornare nell&#8217;ottagono per salvare la propria famiglia. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tyler Atkins costruisce un film che non ha alcuna intenzione di nascondere la propria natura: ci mostra l&#8217;eroe caduto, il vecchio mentore allenatore, il corpo da rimettere in forma, il cattivo senza sfumature e l&#8217;ultimo grande combattimento</strong>. Tutto è esattamente dove dovrebbe essere, a tratti forse leggermente troppo prevedibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure<strong> Beast funziona proprio quando smette di cercare di essere diverso. Le sequenze di combattimento sono fisiche, sporche, credibili e Daniel McPherson regge sulle proprie spalle gran parte del film, grazie a una preparazione atletica che restituisce peso e fatica a ogni colpo.  Russel Crowe è una presenza che pesa più di quanto effettivamente duri</strong>. Nel ruolo dell&#8217;allenatore burbero si porta sulle spalle decine di film già visti, ma riuscendo a dare una sua caratterizzazione. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/coverlg-40.jpg" alt="beast" class="wp-image-69244" style="width:497px;height:auto"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Forse però <strong>il più grande limite di Beast e anche il suo più grande pregio: Beast non è un britto film, anzi. Ma è un film a tratti già visto. Ha il cuore, i muscoli e una grande onestà narrativa, ma gli manca quella scintilla capace di trasformare una formula conosciuta in qualcosa di nuovo</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla <strong>fine resta un&#8217;opera sincera, sanguigno e ingenuo, che non pretende di reinventare il cinema sportivo. Vuole soltanto raccontare un uomo dentro una gabbia e vedere se ha ancora la forza di uscirne</strong>. E, per una sera d&#8217;ottobre al cienma con gli amici, può anche bastare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Verity _ la verità è che non hai pathos abbastanza</title>
		<link>https://cinemio.it/recensioni-film/verity-film/69184/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 10:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[Anne Hathaway]]></category>
		<category><![CDATA[Dakota Johnson]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Ismael Cruz Cordova]]></category>
		<category><![CDATA[Josh Hartnett]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Abbott Jr]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Showalter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Verity, ultimo film per la regia di Michael Showalter con Dakota Johnson e Anne Hathaway. Il film dura circa 2 ore e sarà al cinema dal 1 ottobre 2026. Verity, la verità sta nel mezzo? Lowen Ashleigh (Dakota Johnson) è una scrittrice di non così evidente successo. Quando le cose sembrano andare per il peggio, le arriva la proposta della vita: diventare la ghost writers di Verity (Anne Hathaway), una delle scrittrice più lette del pianeta.Aggiungiamo che a fare la proposta è il marito (belloccio) di Verity, e mezzo milione di dollari di compenso e otteniamo una risposta positiva immediata. </p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><strong>Verity</strong>, ultimo film per la regia di <a href="https://cinemio.it/tag/Michael-Showalter/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Michael Showalter</a> con <a href="https://cinemio.it/tag/Dakota-Johnson/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dakota Johnson</a> e <a href="https://cinemio.it/tag/Anne-Hathaway/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Anne Hathaway</a>. Il film dura circa 2 ore e sarà al cinema dal 1 ottobre 2026.</p>



<span id="more-69184"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/Schermata-2026-09-30-alle-10.27.-2.png" alt="Verity" class="wp-image-69197"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Verity, la verità sta nel mezzo?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lowen Ashleigh (Dakota Johnson) è una scrittrice di non così evidente successo. Quando le cose sembrano andare per il peggio, le arriva la proposta della vita: diventare la ghost writers di Verity (Anne Hathaway), una delle scrittrice più lette del pianeta.<br />Aggiungiamo che a fare la proposta è il marito (belloccio) di Verity, e mezzo milione di dollari di compenso e otteniamo una risposta positiva immediata. Certo, accettare significa andare a vivere in una casa sul lago in mezzo al nulla, e scoprire anche il motivo per cui serve una ghost writer. <br />Verity ha subito un&#8217;incidente d&#8217;auto ed è rimasta completamente paralizzata, dipendente in tutto e per tutto dall&#8217;infermiera o dal marito. Ma i libri devono continuare ad uscire, l&#8217;editore non ammette ritardi e quindi serve qualcuno in grado di rispettare consegne e garantire parole.<br />Ma cosa si nasconde in questa casa isolata da tutti e tutto? Qual è la verità, cosa si nasconde nelle scatole di appunti disordinati e caotici che Verity ha lasciato? Un nuovo best seller&#8230; O qualcosa di inquietante e profondo?</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/Schermata-2026-09-30-alle-10.27.-1.png" alt="" class="wp-image-69195" style="aspect-ratio:1.4946619217081851;width:420px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Verity | Dal 1° ottobre al cinema | Trailer Ufficiale" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/KMqSu_jarrA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Verity, partito bene ma poi&#8230;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il film parte nei migliori dei modi, c&#8217;è il giusto grado di mistero, il giusto pizzico di inquietudine&#8230; Una storia misteriosa, una scrittrice che più la si conosce più pare una psicopatica che scrive di psicopatici, il marito innamorato e fedele&#8230; <br />Ma poi&#8230; Iniziano a esserci come dei campanellini, come delle cose un pò troppo forzate, un pò troppo prevedibili e un pò tanto fastidiosette. Come Dakota, che il ruolo di Anastasia in 50 sfumature di grigio, non riuscirà mai a levarselo di dosso. E in questo film è totalmente (e insopportabilmente) fuori personaggio.<br />Ha passato più di metà film con le mani sulla bocca. <br />Stupore? Mani sulla bocca. <br />Terrore? Mani sulla bocca. <br />Sorpresa? Mani sulla bocca. <br />Alla fine diventa proprio una macchietta caricaturale del personaggio, più che un gesto per esprimere emozioni. Passiamo poi a dei dialoghi, di un livello di banalità che nemmeno i biscotti della fortuna. Non c&#8217;è pathos, ci sei solo tu che pensi&#8230; Ma chi ha scritto questa cosa?<br />Per arrivare alla quasi inespressività totale di <strong>Josh Hartnett</strong>. Perchè diciamocelo. In questo film quella più espressiva risulta Anne Hathaway che nel film è catatonica e paralizzata. Il risultato visivo fa sembrare tutti i personaggi di questo film un pò plasticosetti e inespressivi. Come i fumetti anni 80 delle Barbie (e questo è divisivo nel pubblico, perchè chi conosce ha capito, chi non conosce è troppo giovane. Andate a farvi una cultura su google).</p>


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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/Schermata-2026-09-30-alle-10.28.png" alt="" class="wp-image-69194" style="aspect-ratio:1.7073170731707317;width:420px;height:auto"/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Molto rumore per poca Verity</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Poi ci sono dei momenti di imbarazzo nel film, ma imbarazzo totale. Non è uno spoiler, ho controllato e la scena c&#8217;è nel trailer. Di che scena parlo? Ma della scena alla Twilight, dove lei, in preda alla passione, morde il legno della testata del letto, lasciando l&#8217;arcata dentale (notate bene i canini, signori e signore) impressa nel legno. Roba che una persona normale, non dico non farebbe, ma non potrebbe lasciare. Ma poi tecnicamente com&#8217;è possibile che abbia lasciato il segno? A parte la durezza del legno, ma proprio come ha fatto a mordere? Ma poi questa scena di un cringe pazzesco (e qui non faccio spoiler, ma peggiora) ma a che scopo? Ma perchè?<br />Poi non parlo (altra scena che vedete nel trailer quindi no spoiler) del lasciare che un bambino metta in bocca un coltello intero. Ma regia, tutto bene? Ai miei tempi si chiamava il telefono azzurro per molto meno.<br />Verity è un film con un enorme potenziale, completamente gettato alle ortiche, tra recitazione, doppiaggio e dialoghi. Credo sia uno di quei tipici casi di &#8220;molto rumore per nulla&#8221; e &#8220;il libro era meglio&#8221;. Per non parlare poi del finale dopo il finale. Che sembra proprio inserito a forza oltre il finale e poi non finisce.<br /><br /><br />Infine una piccola nota:<br />Un applauso tutti insieme all&#8217;infermiera che nel film si occupa di Verity, la sua presenza, proprio del suo personaggio è la cosa che pone più interrogativi di tutti. Del tipo, dai a fine film abbiamo capito che sei lì solo per lo stipendio e non ti può interessare di meno di tutto quello che ti succede vicino. Assurdo come certi personaggi che potrebbero/dovrebbero avere un ruolo magari anche importante, alla fine riescono ad avere lo spessore dell&#8217;insalata in un hamburger.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il libro è meglio</h2>


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<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-23.jpg" alt="" class="wp-image-69255"/></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Verity Crawford. Non una scrittrice qualsiasi. LA scrittrice per eccellenza.<br />Lowen Ashleigh, una scrittrice sull&#8217;orlo della bancarotta, che si vede offrire una proposta che non può rifiutare. Diventare la ghost writer di Verity, scrivere i suoi libri, trasferirsi nella sua casa. Perché? Perché Verity è paralizzata, incapace di muoversi e parlare, dopo un incidente d&#8217;auto. E il marito ha deciso di trovare in Lowen la voce di Verity e di affidarle questo compito, ospitandola a casa, dandole totale accesso agli appunti della moglie&#8230; Ma più Lowen conosce la mente di Verity, del marito e del figlio, più rimane perplessa e spaventata&#8230; <br /><strong>Verity</strong>, scritto da Colleen Hoover, pubblicato in Italia da Sperling&amp;Kupfer. Uno dei classici casi in cui il libro è decisamente meglio del film! Un libro in cui da ogni pagina trasuda inquietudine, mistero, e un libro che quando lo inizi tendenzialmente non vorresti staccarti più, per capire cosa succede. E soprattutto capire chi stà dicendo la verità, chi è il &#8220;colpevole&#8221; e chi invece è stato incastrato in questa storia. Perchè non sempre il colpevole è quello che sembra e troppe volte chi sembra innocente non lo è così tanto guardando da vicino.<br /><strong><a href="https://www.sperling.it/libri/verity-colleen-hoover-9788820075453">Verity</a></strong>, vi aspetta in libreria! O al cinema, se preferite&#8230; Dopotutto, la verità non ha che una maniere di essere, ma qui forse le maniere sono più di una&#8230;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Digger _ Il caso surreale del mondo reale</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 11:48:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[Alejandro G. Iñárritu]]></category>
		<category><![CDATA[alejandro gonzalez inarritu]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
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		<category><![CDATA[Riz Ahmed]]></category>
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		<category><![CDATA[Tom Cruise]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Digger, ultimo film per la regia di Alejandro Gonzalez Inarritu con Tom Cruise. Il film dura circa 130 minuti e sarà al cinema dal 1 ottobre 2026. Digger, il signor Rockwell Al centro della storia c’è Digger Rockwell (Tom Cruise), un magnate del petrolio abituato a credere che il proprio potere possa risolvere qualsiasi problema. Quando le sue attività innescano una catastrofe ambientale che minaccia il pianeta, si ritrova a dover dimostrare di essere il salvatore dell’umanità. Anche se è stato proprio lui a metterla in pericolo. Il trailer del film Salvarsi la faccia sempre Alejandro Gonzalez Inarritu due volte premio Oscar </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><strong>Digger</strong>, ultimo film per la regia di <a href="https://cinemio.it/tag/alejandro-gonzalez-inarritu/" data-type="post_tag" data-id="1087" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alejandro Gonzalez Inarritu</a> con <a href="https://cinemio.it/tag/tom-cruise/" data-type="post_tag" data-id="165" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tom Cruise</a>. Il film dura circa 130 minuti e sarà al cinema dal 1 ottobre 2026.</p>



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<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/locandinapg2-5.jpg" alt="digger" class="wp-image-69201"/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Digger, il signor Rockwell</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della storia c’è Digger Rockwell (Tom Cruise), un magnate del petrolio abituato a credere che il proprio potere possa risolvere qualsiasi problema. Quando le sue attività innescano una catastrofe ambientale che minaccia il pianeta, si ritrova a dover dimostrare di essere il salvatore dell’umanità. Anche se è stato proprio lui a metterla in pericolo.<br /></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="DIGGER | Trailer Ufficiale" width="680" height="510" src="https://www.youtube.com/embed/A3984R3krZw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Salvarsi la faccia sempre</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alejandro Gonzalez Inarritu due volte premio Oscar (<a href="https://cinemio.it/tag/birdman/" data-type="post_tag" data-id="4452" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Birdman</a> e <a href="https://cinemio.it/tag/revenant-redivivo/" data-type="post_tag" data-id="4954" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Revenant-Redivivo</a>), torna al cinema con <strong>Digger</strong>. Osserva quanto siamo disposti a deformare la realtà pur di continuare a considerarci gli eroi della nostra storia. Lo fa attraverso un film forte, che a tratti può infastidire, ma che, per quanto folle e irriverente, ho trovato estremamente reale. È proprio nell’esagerazione che la sua satira trova forza. Iñárritu esaspera comportamenti, contraddizioni e rapporti di potere fino a renderli grotteschi, eppure riconoscibili. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Si ride, ma sotto quella risata rimane il disagio di qualcosa che ci riguarda più di quanto vorremmo ammettere.<br />Tra i temi affrontati, il film mostra anche come l’uomo, nel tentativo di soddisfare i propri interessi, finisca per danneggiare l’ambiente e mettere in pericolo persino se stesso. E qui emerge tutta la nostra ipocrisia: siamo pronti a criticare i danni e chi li provoca, ma facciamo più fatica a guardare quanto il nostro modo di vivere dipenda da consumi, elettricità, benzina e comodità alle quali spesso non sappiamo rinunciare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo non significa che tutte le responsabilità siano uguali, ma ci rende meno estranei al problema di quanto vorremmo credere. Il film tocca anche questa contraddizione in un momento in cui <strong>Digger</strong> viene accusato di ciò che ha fatto al mondo: la sua risposta ci mette davanti a quanto sia facile condannare un sistema e, allo stesso tempo, continuare a farne parte.<br /></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/Digger.jpg" alt="" class="wp-image-69216"/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Digger, un uomo con troppo potere</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Altrettanto riconoscibile è il ritratto del potere politico. Dietro le cariche e le grandi dichiarazioni restano esseri umani, con fragilità, limiti e paure. Il film esaspera l’immagine di una classe dirigente anziana, nella quale le debolezze personali si mescolano alla convinzione di poter controllare tutto. Ed è questo incontro a inquietare: cosa accade quando un uomo, con tutti i suoi limiti, dispone di un potere capace di condizionare il destino del mondo?<br />Nelle dinamiche raccontate dal film, persino la catastrofe sembra essere misurata soprattutto attraverso il suo costo economico. La sofferenza umana passa in secondo piano rispetto agli interessi da difendere, alle perdite da contenere e agli equilibri da preservare. È una delle osservazioni più amare di <strong>Digger</strong>: anche davanti all’urgenza, andare avanti diventa difficile quando il cambiamento minaccia chi trae vantaggio dalla situazione presente.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/Digger_film_2026.jpg" alt="digger" class="wp-image-69217"/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Uno spettacolo nello spettacolo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A livello visivo, quello che mi ha colpito di più sono sicuramente le scene. La fotografia di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Lubezki" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Emmanuel Lubezki</strong></a> è splendida: le immagini sono curate, potenti e alcune rimangono nella memoria anche dopo essere usciti dalla sala. È uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente, perché riesce a dare forma a tutta la follia del film.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tratti la storia è un po’ confusionaria, ma ci sono anche dei bei colpi di scena. Senza fare troppi spoiler, alcuni vengono svelati quasi subito e ti fanno pensare di aver già capito il gioco. Poi, però, tutto torna a mescolarsi, fino a diventare una sorta di spettacolo nello spettacolo. Questa cosa mi ha colpito: è come se anche il modo di raccontare rispecchiasse il caos che attraversa il film, per poi riportarti, alla fine, alla realtà. Il come preferisco lasciarlo scoprire a voi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Digger, un futuro così impossibile?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ho trovato <strong>Digger</strong> un film ben fatto, ambizioso e capace di lasciare qualcosa dopo la visione. Non so se sia un film da Oscar. So però che dà fastidio, e che parte della sua riuscita sta proprio lì: nel metterci davanti, attraverso la satira e l’esagerazione, un mondo che riconosciamo.<br />E ripensando al multiverso di tutti i futuri possibili, quello raccontato da Iñárritu sarebbe davvero così impossibile?</p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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