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	<title>Cinemio</title>
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	<description>Recensioni di film al cinema</description>
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		<title>Latte , il corto vincitore del premio Rai cinema ad Alice nella città</title>
		<link>https://cinemio.it/registi-emergenti-2/latte-cortometraggio/69545/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2026 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[registi emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[Alice nella città]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Il 22 ottobre a Latte di Filippo Marasco, è stato assegnato il premio Rai cinema nell&#8217;ambito di Alice nella città 2026. Latte, cortometraggio di Filippo Marasco Un bambino &#8220;roscio&#8221; tutto lentiggini (Christian Liberti) e sua madre (Barbara Chichiarelli) in auto. La donna è apparentemente serena perché vuole presentare al figlio quello che ritiene un suo importante affetto. L&#8217; uomo (Pietro Ragusa) è un dentista e, decisamente irritato dalla presenza del piccolo, trasforma in un trauma la prima visita di controllo che il bambino doveva effettuare per l&#8217;estrazione di un dente da latte Latte, diretto da Filippo Marasco, è una piccola </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Il 22 ottobre a <strong><em>Latte di Filippo Marasco</em></strong>, è stato assegnato il <strong>premio Rai cinema nell&#8217;ambito di Alice nella città 2026</strong>.</p>



<span id="more-69545"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/1000297505-e1793118568951.jpg" alt="Latte" class="wp-image-69546" style="width:377px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Latte, cortometraggio di Filippo Marasco</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un bambino &#8220;roscio&#8221; tutto lentiggini (Christian Liberti) e sua madre (<a href="https://cinemio.it/tag/barbara-chichiarelli/" data-type="post_tag" data-id="10254" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Barbara Chichiarelli</strong></a>) in auto. La donna è apparentemente serena perché vuole presentare al figlio quello che ritiene un suo importante affetto. L&#8217; uomo (Pietro Ragusa) è un dentista e, decisamente irritato dalla presenza del piccolo, trasforma in un trauma la prima visita di controllo che il bambino doveva effettuare per l&#8217;estrazione di un dente da latte</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/1000297512-e1793118707731.jpg" alt="" class="wp-image-69547"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Latte</strong>, diretto da Filippo Marasco, è una piccola chicca. Una storia concentrata in poco più di 15 minuti ma che riesce a rendere con maestria e professionalità dei sentimenti contrapposti. Tutto questo grazie anche alla bravura dei tre protagonisti, in testa il piccolo Liberti spontaneo come solo i mini attori sanno fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vincitore del premio Rai cinema nell&#8217;ambito della manifestazione Alice nella città 2026, l&#8217;opera è il film di diploma di Filippo Marasco, allievo della <strong>Scuola d&#8217;arte cinematografica Gian Maria Volonté</strong>. Ed è proprio stata la felice dicotomia tra un&#8217;opera di un esordiente che affronta la prova con straordinaria maturità a fare assegnare il premio al giovane artista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il corto sarà anche distribuito fuori dall&#8217; Italia con il titolo<em> Milk</em>. Con questo titolo parteciperà infatti al Leeds International Film Festival in partenza il 29 ottobre. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Due chiacchiere con Filippo Marasco </h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/1000297522-e1793118859470.jpg" alt="Filippo Marasco" class="wp-image-69549"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ciao Filippo, puoi parlarci un po&#8217; di te?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi chiamo Filippo Marasco, ho 25 anni, e vengo da Voltri, che è l’ultimo quartiere di Genova, lungo la costa. Sono cresciuto dicendo andiamo a Genova per dire andiamo in centro, e per questo, dire che faccio il regista mi sembra ancora un po’ strano!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come hai vissuto il tuo percorso nella Scuola Volonté?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho vissuto il percorso alla Volonté con una certa fatica, la scuola è il luogo dove per la prima volta si vive l’atrito con la realtà di una macchina produttiva, ci ho messo un po’ per farci i conti, diciamo che dovevo semplificare, ma a volte si tende ad appellarsi a grandi concetti per difendere le proprie idee, è un posto che mi ha insegnato tantissimo, soprattutto nel confronto dei miei colleghi, molti dei quali sono diventati tra i miei migliori amici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Immagino che tu abbia accolto con grande soddisfazione la tua vittoria. Potresti parlarcene?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Grande soddisfazione, un po’ di incredulità e grande sollievo, mi chiedo spesso se tutto lo sforzo che serve per fare un corto poi abbia un effettivo riscontro nella realtà, l’opportunità di avere latte su Rai mi garantisce che il lavoro arriverà ad un pubblico, è la cosa più importante.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali sono i tuoi progetti futuri?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sto lavorando su tre progetti, tutti e tre ambientati a Genova, due sono lungometraggi e il terzo è un corto che ho già scritto, che spero di girare presto, sono storie molto personali, spero che il premio vinto ad Alice mi aiuti a presentarle alle persone giuste!</p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Chiara Francini conquista il Palatour di Bitritto con “Coppia aperta quasi spalancata”</title>
		<link>https://cinemio.it/musica-e-spettacolo/coppia-aperta-quasi-spalancata-spettacolo/69651/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro federico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>È stato un venerdì sera all&#8217;insegna del teatro e della comicità quello del 30 ottobre al Palatour Frecciarossa di Bitritto. Protagonista Chiara Francini, affiancata da Alessandro Federico, con Coppia aperta quasi spalancata, celebre commedia di Franca Rame e Dario Fo. Uno spettacolo che ha fatto registrare il tutto esaurito, confermando l&#8217;interesse del pubblico per una proposta teatrale capace di coniugare divertimento, ironia e riflessione su temi ancora estremamente attuali. di Antonella Molinaro Coppia aperta quasi spalancata Scritto nel 1983 da Franca Rame, con il contributo di Dario Fo nella fase conclusiva della stesura e la sua storica messa in scena, </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph">È stato un venerdì sera all&#8217;insegna del teatro e della comicità quello del 30 ottobre al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/palatour/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Palatour Frecciarossa di Bitritto</a></strong>. Protagonista <strong><a href="https://cinemio.it/tag/chiara-francini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiara Francini</a></strong>, affiancata da <strong><a href="https://cinemio.it/tag/alessandro-federico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alessandro Federico</a></strong>, con <em><strong>Coppia aperta quasi spalancata</strong></em>, celebre commedia di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Franca_Rame" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Franca Rame</a></strong> e <strong>Dario Fo</strong>. Uno spettacolo che ha fatto registrare il tutto esaurito, confermando l&#8217;interesse del pubblico per una proposta teatrale capace di coniugare divertimento, ironia e riflessione su temi ancora estremamente attuali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-69651"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/PALATOUR-FRECCIAROSSA_POST-EVENTI_26-2759.jpg" alt="Coppia aperta quasi spalancata" class="wp-image-69652"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Coppia aperta quasi spalancata</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Scritto nel 1983 da Franca Rame, con il contributo di Dario Fo nella fase conclusiva della stesura e la sua storica messa in scena, <em><strong>Coppia aperta quasi spalancata</strong></em> è <strong>uno dei testi più conosciuti e rappresentati della drammaturgia italiana contemporanea</strong>. Una commedia nata in un periodo di grandi cambiamenti sociali e culturali, che affronta con ironia dissacrante le contraddizioni della vita di coppia e i rapporti di potere tra uomo e donna. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della vicenda c&#8217;è Antonia, una moglie che subisce da tempo i tradimenti del marito, convinto sostenitore della coppia aperta. Pur di non perdere l&#8217;uomo che ama, accetta questa condizione, salvo scoprire che la tanto proclamata libertà sentimentale sembra valere soltanto per lui. Quando anche Antonia incontra un altro uomo, infatti, le certezze del marito crollano, lasciando spazio alla gelosia e alla paura di essere abbandonato. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una situazione paradossale che diventa il pretesto per smascherare ipocrisie e disuguaglianze</strong>, con una comicità che non rinuncia alla critica sociale. Celebre la battuta che sintetizza il senso dell&#8217;opera: <em>Perché la coppia aperta funzioni, deve essere aperta da una parte sola, quella del maschio!</em>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/Coppia-aperta-quasi-spalancata_2.jpeg" alt="Chiara Francini" class="wp-image-69653"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Chiara Francini come Franca Rame</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A raccogliere questa importante eredità teatrale è <strong>Chiara Francini, che veste i panni di Antonia e porta in tournée lo spettacolo dal 2021</strong>, arrivando con questa produzione al sesto anno consecutivo di rappresentazioni e a oltre 100.000 spettatori. La sua è una rilettura che conserva lo spirito provocatorio dell&#8217;originale, ma lo restituisce a una sensibilità contemporanea, attraverso una protagonista energica, ironica, fragile e determinata. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a lei <strong>Alessandro Federico, nel ruolo del marito, in un continuo confronto scenico fatto di battute serrate, schermaglie, incomprensioni e improvvisi ribaltamenti di situazione</strong>. La regia è firmata da <strong>Alessandro Tedeschi</strong>. Il successo del progetto è arrivato anche al cinema: nel 2024 Francini ha interpretato e contribuito alla scrittura del film omonimo diretto da <strong>Federica Di Giacomo</strong>, presentato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei punti di forza dello spettacolo è proprio l&#8217;intesa tra i due interpreti. Chiara Francini affronta il personaggio di Antonia con <strong>grande energia scenica, alternando ironia, sarcasmo e momenti di autentica intensità emotiva</strong>. La sua interpretazione restituisce tutta la complessità di una donna che, inizialmente disposta a sacrificare se stessa pur di salvare il matrimonio, arriva progressivamente a rivendicare la propria libertà e il diritto a essere amata e rispettata. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al suo fianco, Alessandro Federico offre <strong>un contrappunto efficace, dando vita a un marito egocentrico e apparentemente sicuro di sé, ma sempre più vulnerabile quando si trova a fare i conti con le conseguenze delle proprie regole</strong>. Una coppia teatrale ben assortita, capace di sostenere il ritmo della commedia e di trasformare il confronto tra i personaggi in un susseguirsi di situazioni esilaranti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Coppia aperta quasi spalancata &#8211; Tutto esaurito al Palatour Frecciarossa</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il tutto esaurito registrato al Palatour Frecciarossa</strong> per la serata del 30 ottobre rappresenta un ulteriore segnale della vivacità culturale del territorio e della capacità del teatro di Bitritto di attrarre artisti e produzioni di richiamo. Con una programmazione che spazia dalla prosa alla comicità, dalla musica agli spettacoli di intrattenimento, <strong>il Palatour si conferma un importante polo culturale per l&#8217;area metropolitana di Bari e per l&#8217;intera Puglia</strong>, capace di offrire al pubblico occasioni di incontro con il teatro e i suoi protagonisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Sea Sisters, il mare come orizzonte di libertà nel documentario di Brunella Filì</title>
		<link>https://cinemio.it/cronache-cinematografiche/sea-sisters-documentario/69388/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache cinematografiche]]></category>
		<category><![CDATA[film italiani]]></category>
		<category><![CDATA[antonella gaeta]]></category>
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		<category><![CDATA[bifest 2026]]></category>
		<category><![CDATA[brunella filì]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Presentato in anteprima mondiale al BIF&#38;ST 2026, nella sezione Concorso Meridiana, Sea Sisters è il documentario diretto da Brunella Filì, sceneggiato con Antonella Gaeta, che racconta due storie di donne, lontane geograficamente ma unite dal desiderio di conquistare la propria libertà attraverso il mare. di Antonella Molinaro Sea Sisters Al centro del film ci sono Antonia e Sandra, due protagoniste che vivono esperienze diverse, accomunate dalla volontà di affermarsi in un mondo in cui le donne devono ancora fare i conti con pregiudizi e ostacoli. Antonia sogna di diventare capitana di lungo corso, mentre Sandra ha già raggiunto questo traguardo, </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph">Presentato in anteprima mondiale al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>, nella sezione <strong>Concorso Meridiana</strong>, <em><strong>Sea Sisters</strong></em> è il documentario diretto da <strong>Brunella Filì</strong>, sceneggiato con <strong>Antonella Gaeta,</strong> che racconta due storie di donne, lontane geograficamente ma unite dal desiderio di conquistare la propria libertà attraverso il mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>di <a href="https://cinemio.it/tag/antonella-molinaro/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Antonella Molinaro</a></em></strong></p>



<span id="more-69388"></span>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/Sea-sisters.jpg" alt="Sea Sisters" class="wp-image-69563" style="width:388px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Sea Sisters</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro del film ci sono Antonia e Sandra, due protagoniste che vivono esperienze diverse, accomunate dalla volontà di affermarsi in un mondo in cui le donne devono ancora fare i conti con pregiudizi e ostacoli. Antonia sogna di diventare capitana di lungo corso, mentre Sandra ha già raggiunto questo traguardo, confrontandosi però con le difficoltà e i sacrifici che una scelta professionale fuori dagli schemi comporta. Attraverso le loro vicende, il documentario racconta il coraggio di inseguire le proprie aspirazioni e il prezzo che talvolta si deve pagare per essere libere di scegliere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due donne, due luoghi, un destino comune</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei principali punti di forza di <em>Sea Sisters</em> è la capacità di affrontare il tema dell&#8217;emancipazione femminile senza scivolare nella retorica. Le protagoniste non vengono trasformate in eroine senza fragilità, ma raccontate nella loro complessità, attraverso paure, contraddizioni, desideri e momenti di difficoltà. Le loro storie personali diventano così lo specchio di una questione più ampia: quanto è ancora difficile per una donna affermarsi in ambiti tradizionalmente considerati maschili?</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere il racconto particolarmente efficace è anche la scelta stilistica della regista, <strong>che affida alle immagini e ai silenzi il compito di accompagnare lo spettatore</strong>, senza ricorrere a interviste frontali o a una voce narrante. La fotografia e le suggestive riprese marine, tra il Mediterraneo e le acque artiche, costruiscono un&#8217;esperienza visiva immersiva, nella quale il mare assume un ruolo centrale. <strong>Non è soltanto lo spazio in cui si muovono le protagoniste, ma diventa una metafora della libertà</strong>, del rischio e della possibilità di superare i propri limiti.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/DSC_0339.jpg" alt="" class="wp-image-69564"/><figcaption class="wp-element-caption">Antonella Gaeta e Brunella Filì</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Anche la struttura narrativa, che mette in relazione due percorsi differenti, contribuisce alla forza del documentario. Da una parte c&#8217;è chi cerca ancora di realizzare il proprio sogno, dall&#8217;altra chi lo ha già raggiunto e deve affrontarne le conseguenze. <strong>Un parallelismo che evita risposte semplici</strong> e lascia emergere le contraddizioni di un percorso di emancipazione tutt&#8217;altro che lineare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con <em><strong>Sea Sisters</strong></em>, Brunella Filì firma un&#8217;opera intensa e visivamente suggestiva, capace di coniugare sensibilità documentaristica e riflessione sociale. Un film che invita a guardare oltre le convenzioni e a interrogarsi sul significato della libertà, ricordando che conquistare il diritto di scegliere la propria vita può essere, ancora oggi, una traversata tutt&#8217;altro che semplice.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sea Sisters &#8211; L&#8217;intervista</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In questo video <strong>l&#8217;intervista a Brunella Filì</strong> in occasione della presentazione del documentario al BIF&amp;ST.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Sea Sisters al BIF&amp;ST 2026 - Intervista a Brunella Filì" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/RgQPYUwDoho?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Termina qui l&#8217;approfondimento sul documentario <strong><em>Sea Sisters</em></strong>. Continua a leggere tutti gli articoli dedicati al <strong><a href="https://cinemio.it/tag/bifest-2026/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BIF&amp;ST 2026</a></strong>. Hai già letto l&#8217;articolo dedicato a <strong><a href="https://cinemio.it/film-italiani/io-non-ti-lascio-solo-film/67856/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Io non ti lascio solo</a></strong>? Oppure puoi iniziare a leggere gli articoli dedicati alle lezioni di cinema come quello di <strong><a href="https://cinemio.it/cronache-cinematografiche/kasia-smutniak-biografia/68071/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kasia Smutniak</a></strong>.</p>
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		<title>Ice Cream Man – Splatter oltre ogni limite immaginabile</title>
		<link>https://cinemio.it/recensioni-film/ice-cream-man-recensione/69616/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2026 16:21:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[Ari Millen]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Byron Davis]]></category>
		<category><![CDATA[Carina Battrick]]></category>
		<category><![CDATA[Eli Roth]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Kiori Mirza Waldman]]></category>
		<category><![CDATA[Ryan Allen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Ice Cream Man è un film del 2026, di genere horror\splatter, scritto e diretto da Eli Roth. La pellicola uscirà, solo in sala, a partire dal 29 ottobre distribuita da Plaion Pictures. -Articolo di Michele Scarperia Ice Cream Man Il film ruota attorno a un misterioso furgoncino di gelati e ad una trasformazione mefistofelica. Il trailer del film La dolcezza del massacro Eli Roth torna a giocare con il suo giocattolo preferito: la violenza. E lo fa scegliendo uno degli elementi più innocenti e nostalgici dell&#8217;immaginario collettivo, un furgoncino dei gelati, trasformandolo nel veicolo di una carneficina senza troppe pretese. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Ice Cream Man</em> è un film del 2026</strong>, di genere horror\splatter, <strong>scritto e diretto da <a href="https://cinemio.it/tag/eli-roth/" data-type="post_tag" data-id="4693" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eli Roth</a></strong>. La pellicola uscirà, solo in sala, a partire dal <strong>29 ottobre distribuita da Plaion Pictures</strong>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>-Articolo di Michele Scarperia</em></strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/1080x1350_Teaser_Poster_Italiano_Ice_Cream_Man-1023x640.avif" alt="Ice Cream Man" class="wp-image-69617" style="aspect-ratio:1.598477640342531;width:481px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Ice Cream Man</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il film ruota attorno a un misterioso furgoncino di gelati e ad una trasformazione mefistofelica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="ICE CREAM MAN | Official Red Band Trailer | STUDIOCANAL" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/2JeUjIqK_4c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La dolcezza del massacro</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Eli Roth torna a giocare con il suo giocattolo preferito: la violenza</strong>. E lo fa scegliendo uno degli elementi più innocenti e nostalgici dell&#8217;immaginario collettivo, un furgoncino dei gelati, trasformandolo nel veicolo di una carneficina senza troppe pretese. Uno sterminio di adulti da parte dei bambini, per via di questi dolci demoniaci. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;idea di partenza è divertente, soprattutto per il cortocircuito che si crea tra l&#8217;innocenza dell&#8217;infanzia e la brutalità delle immagini. Eli Roth costruisce un mondo dai colori pastello, quasi uscito da una pubblicità americana degli anni ottanta, per poi sporcarlo con litri di sangue e trovate splatter sempre più grottesche</strong>. Una contrapposizione funziona, almeno inizialmente, e che dimostra quanto il regista sappia divertirsi nel sovvertire le aspettative dello spettatore. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/ice-cream-man-jpg-e1793379995270.webp" alt="ice cream man" class="wp-image-69647"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">I problemi sotto l&#8217;estetica </h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che<strong> esaurita questa sorpresa iniziale rimane ben poco. La violenza diventa l&#8217;unico motore del racconto, una successione di trovate sempre più estreme che sembrano gareggiare tra loro per trovare il modo più fantasioso di disgustare il pubblico</strong>. E se è innegabile l&#8217;inventiva artigianale di alcune sequenze, la ripetizione finisce per svuotare anche ciò che dovrebbe essere disturbante. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Peccato soprattuto per il sottotesto che l&#8217;opera prova timidamente a suggerire. Dietro la figura del gelataio e la sua volontà di liberare i bambini dal mondo degli adulti si intravede un discorso sulla marginalità, sulla violenza subita e su una società che finisce per riprodurre ciò che vorrebbe combattere</strong>. Un&#8217;inutizione carina sulla carta, ma che il regista preferisce lasciare in secondo piano, soffocandola sotto una quantità spropositata di sangue. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche<strong> i personaggi sono privi di scrittura</strong>, pedine funzionali alle sequenze splatter. Un film che vuole solo mostrare, mai raccontare, incapace di trovare equilibrio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ice Cream mani &#8211; Conclusioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ice Cream Man è un divertissement horror che conosce perfettamente il pubblico a cui si rivolge, ma che confonde troppo spesso l&#8217;eccesso con l&#8217;efficacia</strong>. Un gelato dal gusto particolare, capace di stappare qualche sorriso e qualche smorfia di gusto, ma che una volta sciolto lascia davvero poco.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Dio ride: Favino sa fare tutto, anche raccontare una fede che sorride</title>
		<link>https://cinemio.it/recensioni-film/dio-ride-film/69620/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film italiani]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[festival del cinema di venezia]]></category>
		<category><![CDATA[film2026]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Veronesi]]></category>
		<category><![CDATA[pierfrancesco favino]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Orlando]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Dio ride, il nuovo film di Giovanni Veronesi, con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando e Francesco Gheghi. Il film sarà al cinema dal 29 ottobre 2026, distribuito da PiperFilm ha una durata di 114 minuti. Dio ride: la trama Nel cuore del Seicento, Fra Leopoldo da Casamacchia racconta il Vangelo con parole semplici e una gioia capace di conquistare chi lo ascolta. Il suo è un Dio vicino agli uomini, con il quale è possibile condividere anche un sorriso. La sua predicazione richiama un seguito sempre più numeroso, ma il successo del frate finisce per insospettire le autorità ecclesiastiche. Il Papa affida il </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Dio ride</em></strong>, il nuovo film di<strong> <a href="https://cinemio.it/tag/giovanni-veronesi/" data-type="post_tag" data-id="507" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovanni Veronesi</a>, con <a href="https://cinemio.it/tag/pierfrancesco-favino/" data-type="post_tag" data-id="308" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pierfrancesco Favino</a>, <a href="https://cinemio.it/tag/silvio-orlando/" data-type="post_tag" data-id="509" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Silvio Orlando</a> e <a href="https://cinemio.it/tag/francesco-gheghi/" data-type="post_tag" data-id="7175" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Francesco Gheghi</a></strong>. Il film sarà al cinema dal 29 ottobre 2026, distribuito da PiperFilm ha una durata di 114 minuti.</p>



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<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/locandina-107.jpg" alt="Dio Ride" class="wp-image-69621" style="width:273px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Dio ride: la trama</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel cuore del Seicento, Fra Leopoldo da Casamacchia racconta il Vangelo con parole semplici e una gioia capace di conquistare chi lo ascolta. Il suo è un Dio vicino agli uomini, con il quale è possibile condividere anche un sorriso. La sua predicazione richiama un seguito sempre più numeroso, ma il successo del frate finisce per insospettire le autorità ecclesiastiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Papa affida il caso al cardinale Maculani e Leopoldo si ritrova al centro di un processo nel quale vengono messe in discussione convinzioni apparentemente incrollabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="Dio ride (2026) | Trailer ufficiale" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/GyQz-5xlIsc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Dio Ride &#8211; Favino fa tutto. E sa fare tutto.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ormai si scherza sul fatto che, nel cinema italiano, faccia tutto Favino. E forse è anche vero, ma davanti a <strong><em>Dio ride</em></strong> viene da aggiungere che <strong>Favino, tutto, lo sa proprio fare</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa volta indossa il saio di fra Leopoldo da Casamacchia e <strong>restituisce un personaggio spontaneo, credibile, capace di conquistare attraverso il modo in cui parla e si avvicina agli altri</strong>. Anche l’accento diventa parte dell’interpretazione: naturale, mai esibito, perfettamente inserito nella costruzione del personaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A colpire è soprattutto la capacità dell’attore di reinventarsi anche all’interno dello stesso film. Favino accompagna i cambiamenti del racconto passando dalla leggerezza all’intensità, senza perdere quella verità che rende il suo frate così umano. Si finisce per ascoltarlo con la stessa curiosità delle persone che si raccolgono attorno a lui.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/foto_1-1.jpg" alt="Dio Ride" class="wp-image-69622"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Silvio Orlando e Francesco Gheghi: un cast che convince</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a Favino, <strong>Silvio Orlando</strong> conferma la capacità di trovare la misura giusta per i suoi personaggi.<br />Il suo cardinale Maculani è composto, rigoroso, impostato nel modo di presentarsi e di parlare, ma conserva una credibilità che permette di cogliere l’uomo dentro il ruolo che ricopre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un’interpretazione da apprezzare proprio per questo equilibrio: la formalità del personaggio rimane sempre abitata da una presenza vera. Merita una menzione anche <strong>Francesco Gheghi</strong>, nei panni del giovane frate che affianca Leopoldo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sua interpretazione convince per la naturalezza con cui si inserisce nel racconto e nel rapporto con il protagonista. Anche accanto a un interprete della forza di Favino, <strong>Gheghi riesce a dare al proprio personaggio una presenza riconoscibile</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Vangelo attraverso un sorriso</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Dio ride</strong></em> apre una riflessione interessante sul peso che, a volte, viene associato alla religione. Leopoldo propone una vicinanza a Dio che passa anche dalla possibilità di sorridere, di riconoscersi nelle parole di chi predica e di sentirsi accolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La leggerezza diventa uno strumento per raggiungere le persone, affrontando questioni profonde con un linguaggio comprensibile.<br />È un’idea che <strong>il film sviluppa attraverso il rapporto tra il frate e chi sceglie di ascoltarlo</strong>, mostrando quanto la gioia possa contribuire a rendere la fede un’esperienza condivisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sorriso permette a Leopoldo di entrare in contatto con gli altri e di offrire loro una prospettiva nella quale trovare conforto e speranza.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/foto_2-1.jpg" alt="" class="wp-image-69623"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Dio Ride &#8211; Quanto conta chi racconta la fede</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più convincenti del film è l’attenzione al ruolo di chi trasmette il messaggio religioso. La stessa parola può suscitare paura oppure offrire conforto, a seconda di come viene pronunciata e del rapporto che si costruisce con chi ascolta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leopoldo riesce ad avvicinare le persone perché parla una lingua nella quale possono ritrovarsi. <strong>Il film porta a interrogarsi su quanto questa capacità di comunicare possa incidere sul rapporto con la Chiesa</strong>. Nel tempo il linguaggio religioso è cambiato, ma resta attuale la domanda su come rendere la fede un’esperienza vissuta e condivisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio il consenso raccolto dal frate a rendere il suo messaggio scomodo. Nel contesto rappresentato dal film, il suo modo di predicare mette in discussione un’autorità abituata a esercitare il proprio controllo anche attraverso il timore. Da qui nasce un confronto che riguarda la libertà di esprimersi, la disponibilità ad ascoltare e il coraggio di mettere in dubbio le proprie certezze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una regia che merita attenzione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alle interpretazioni, merita un riconoscimento anche la cura visiva del film. <strong>Le inquadrature sono ben costruite e l’ambientazione seicentesca trova una restituzione convincente nella messa in scena</strong>. La regia di Veronesi accompagna il racconto con immagini curate, dando forza ai suoi passaggi e lasciando spazio alla presenza degli attori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un lavoro che contribuisce alla riuscita del film e rende il mondo nel quale si muove Leopoldo credibile, capace di accogliere tanto la leggerezza della sua predicazione quanto la durezza delle reazioni che provoca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un film da consigliare a tutti</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Dio ride</strong></em> è un film che consiglierei a chiunque. Il titolo e l’argomento potrebbero far pensare a un’opera rivolta soprattutto ai credenti, ma fermarsi a questa prima impressione significherebbe perdere l’occasione di confrontarsi con temi che riguardano tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La fede è il cuore della vicenda, e attraverso di essa il film parla anche di comunicazione, potere, libertà e rapporti umani</strong>. Non occorre condividere il credo di Leopoldo per comprendere il suo desiderio di avvicinarsi agli altri o per interrogarsi sulle resistenze che incontra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si esce dalla visione con diversi spunti sui quali riflettere e con l’impressione che il modo in cui scegliamo di parlare alle persone possa fare una differenza enorme. E Favino, ancora una volta, riesce a dare a questa idea un volto nel quale è facile credere.</p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Nel silenzio delle stanze – Il peso dei gesti</title>
		<link>https://cinemio.it/recensioni-film/nel-silenzio-delle-stanze-film/69327/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[emmanuelle devos]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[François Chattot]]></category>
		<category><![CDATA[Galatéa Bellugi]]></category>
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		<category><![CDATA[louise chevillotte]]></category>
		<category><![CDATA[Swann Arlaud]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Nel silenzio delle stanze è un film drammatico diretto da Jérôme Bonnell , con Swann Arlaud, Galatéa Bellugi, Louise Chevillotte ed Emmanuelle Devos. Dura 103 minuti e sarà nei cinema italiani dal 29 ottobre 2026, distribuito da Officine UBU. È tratto dal romanzo Amori di Léonor de Récondo . Nel silenzio delle stanze, dietro la rispettabilità Normandia, 1908. Céleste è una giovane domestica al servizio di André, un ricco notaio, e di sua moglie Victoire. La loro casa riflette una posizione sociale privilegiata, ma al suo interno i rapporti sono segnati da tensioni e imposizioni. Victoire vive un matrimonio che la costringe nel ruolo di </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel silenzio delle stanze</strong> è un film drammatico diretto da Jérôme Bonnell , con <a href="https://cinemio.it/tag/swann-arlaud/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Swann Arlaud</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Galat%C3%A9a_Bellugi" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Galatéa Bellugi</a>, Louise Chevillotte ed <a href="https://cinemio.it/tag/Emmanuelle-Devos/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Emmanuelle Devos</a>. Dura 103 minuti e sarà nei cinema italiani dal <strong>29 ottobre 2026</strong>, distribuito da Officine UBU. È tratto dal romanzo Amori di Léonor de Récondo .</p>



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<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/images-2-2.jpeg" alt="Nel silenzio delle stanze" class="wp-image-69328" style="width:256px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Nel silenzio delle stanze, dietro la rispettabilità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Normandia, 1908. Céleste è una giovane domestica al servizio di André, un ricco notaio, e di sua moglie Victoire. La loro casa riflette una posizione sociale privilegiata, ma al suo interno i rapporti sono segnati da tensioni e imposizioni. Victoire vive un matrimonio che la costringe nel ruolo di moglie rispettabile, mentre Céleste deve sottostare all’autorità del padrone.Quando Victoire scopre che la domestica è incinta e comprende che il padre è suo marito, decide di tutelare le apparenze imponendo ad André una condizione. Da questo accordo nasce anche un avvicinamento inatteso tra le due donne. Separate dalla classe sociale, ma entrambe limitate nelle proprie scelte, Céleste e Victoire iniziano a trovare l’una nell’altra una possibilità di comprensione e libertà.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/images-5-2.jpeg" alt="" class="wp-image-69329"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="NEL SILENZIO DELLE STANZE | Trailer ufficiale | Dal 29 ottobre al cinema" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/Iadg1yD_LDM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Ti chiedo scusa, ma è colpa tua</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli aspetti più riusciti di&nbsp;Nel silenzio delle stanze&nbsp;è il modo in cui racconta il patriarcato attraverso i comportamenti quotidiani. La sopraffazione emerge nei gesti, nelle reazioni e persino nelle parole con cui André cerca di farsi perdonare.Anche quando sembra riconoscere una propria colpa, infatti, l’uomo trova il modo di attribuirne la responsabilità alla moglie. Le sue scuse contengono sempre una giustificazione: è stato il comportamento di lei a provocarlo, è stata una sua scelta a portarlo a reagire. Il senso diventa quello di una richiesta di perdono che pretende, allo stesso tempo, di essere assolta.Il film racconta molto bene questa manipolazione. Dopo la violenza, chi l’ha subita si trova anche a doverne sostenere la colpa. È un meccanismo che rende particolarmente amara la visione, perché dietro un’apparente riconciliazione il rapporto di potere rimane intatto.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/images-4-1.jpeg" alt="" class="wp-image-69331" style="width:399px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Nel silenzio delle stanze &#8211; Un’intesa che cresce senza parole</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Altrettanto coinvolgente è l’evoluzione del rapporto tra Céleste e Victoire. Il loro avvicinamento non ha bisogno di essere continuamente spiegato: prende forma attraverso sguardi, piccoli gesti e momenti condivisi.È proprio qui che il film riesce a coinvolgere maggiormente. Lascia allo spettatore il tempo di osservare le due donne e di cogliere quello che cambia tra loro. Un gesto di attenzione o una vicinanza cercata acquistano così un valore che un dialogo troppo esplicito avrebbe forse ridotto.I silenzi diventano parte del racconto e permettono di percepire sentimenti che le protagoniste non possono ancora esprimere apertamente. Il loro legame cresce poco alla volta, rendendo significativi anche i momenti più semplici.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/images-3-2.jpeg" alt="" class="wp-image-69330" style="width:287px;height:auto"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">La maternità passa anche dal contatto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel silenzio delle stanze&nbsp;dedica inoltre spazio alla maternità e al valore della vicinanza tra madre e bambino. Il contatto fisico, la presenza e i gesti di cura assumono un’importanza particolare, soprattutto in un ambiente dove anche gli affetti devono confrontarsi con le convenzioni sociali.Sono momenti che fanno riflettere su quanto quel legame abbia bisogno di essere vissuto. Il film riesce a trasmetterlo attraverso la concretezza delle interazioni, inserendo questo tema nel rapporto tra le due protagoniste senza separarlo dal resto della storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un passato ancora riconoscibile</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le interpretazioni contribuiscono a sostenere il coinvolgimento. Ogni attore appare giusto nel proprio ruolo, dando valore ai personaggi e alle tensioni che attraversano la casa. Anche nei momenti più trattenuti, il cast riesce a far percepire ciò che si nasconde dietro le parole.A lasciare il segno è soprattutto l’attualità di alcune dinamiche. La storia è ambientata nel 1908, eppure il tentativo di giustificare la violenza o di colpevolizzare chi la subisce risulta ancora riconoscibile. Sono cambiate le convenzioni e le forme in cui questi comportamenti si manifestano, ma guardarli sullo schermo conserva un’amara familiarità.Pur con qualche lentezza,&nbsp;Nel silenzio delle stanze&nbsp;è un film che coinvolge grazie alla forza delle relazioni e alla capacità di raccontare molto attraverso gesti e silenzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>Dalì e la moda _ una visone inedita</title>
		<link>https://cinemio.it/musica-e-spettacolo/dali-e-la-moda-mostra/69515/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 22:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[dali]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostra 2027]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Dalì e la moda, nuova mostra in corso a Palazzo Reale, Milano. Dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027. Surrealismo, identità e desiderio in oltre 200 opere. Dalì e la moda, in mostra abiti gioielli ed accessori Arriva a Palazzo Reale, Milano, la grande mostra internazionale su Dalì. In scena il rapporto tra l&#8217;artista e la moda: dipinti, abiti, gioielli, fotografie e collaborazioni. Più di 200 opere provenienti da musei internazionali, tra cui Fundació Gala-Salvador Dalí , e al centro di tutto, Gala. La modella, la musa, l&#8217;icona che ha ispirato Dalì per gran parte della sua produzione artistica.Dipinti, </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalì e la moda</strong>, nuova mostra in corso a <a href="https://www.palazzorealemilano.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Palazzo Reale</a>, Milano. Dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027. Surrealismo, identità e desiderio in oltre 200 opere.</p>



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<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/images-2-1-1.jpg" alt="Dalì e la moda" class="wp-image-69517"/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Dalì e la moda, in mostra abiti gioielli ed accessori</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Arriva a <strong>Palazzo Reale, Milano</strong>, la grande mostra internazionale su Dalì. In scena il rapporto tra l&#8217;artista e la moda: dipinti, abiti, gioielli, fotografie e collaborazioni. Più di 200 opere provenienti da musei internazionali, tra cui Fundació Gala-Salvador Dalí , e al centro di tutto, Gala. La modella, la musa, l&#8217;icona che ha ispirato Dalì per gran parte della sua produzione artistica.<br />Dipinti, disegni, fotografie, abiti, gioielli e materiali d’archivio saranno esposti al pubblico, il tutto per raccontare una visione inedita sul grande artista. Tutti noi conosciamo <strong>Dalì</strong> il pittore, ma la parte più legata alla moda, troppe volte resta un mistero per il grande pubblico, che qui ha la possibilità di colmare al meglio questa lacuna.<br />Collaborazioni con grandi nomi della moda, come Schiaparelli, Chanel, Dior, Rabanne, Vogue e Harper’s Bazaar, hanno consolidato questo rapporto tra arte e moda. Dalì non è infatti un caso isolato, la storia è piena di artisti che hanno collaborato con la moda, dando vita a costruzioni e collaborazioni iconiche e difficilmente dimenticabili.<br /></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/IMG202610221031583441.jpg" alt="" class="wp-image-69583"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Una grande mostra a Palazzo Reale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;allestimento della mostra, a cura di Judith Clark, mette in scena un percorso scenografico, che prendo molta ispirazione dalla teatralità classica di Dalì. Basti ricordare quando alle interviste, Dalì si presentava con al guinzaglio il suo formichiere personale. Giusto per darvi un&#8217;accenno della teatralità di cui l&#8217;artista era capace.<br />Sei sale, un percorso che ci guida alla scoperta della meraviglia, una storia narrata che vuole raccontare la storia dell&#8217;artista, legata a quella della teatralità e della moda. Quadri, piccole opere meno note dell&#8217;artista, disegni a china, schizzi bozzetti&#8230;<br />In questa mostra si parte da una visione leggermente diversa di quella a cui siamo abituati quando parliamo di Dalì. Qui vediamo il rapporto con Gala, moglie e musa dell&#8217;artista. Un rapporto spiegato attraverso fotografie, ma anche bozzetti di abiti disegnati dallo stesso artista, una visione di quello che la moglie sarebbe stata indossando abiti da lui progettati. Collaborazioni con grandi brand della moda, Chanel, Schiapparelli, Dior.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalì e la moda &#8211; Non solo arte, un&#8217;artista eclettico</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Bellissimi abiti, sculture tridimensioni in cui aragoste bianche si creano nel cotone e si appoggiano a gonne strette, scarpe che diventano cappelli, orologi che si trasformano in occhi che piangono. <br />Una mostra innovativa in cui abiti vengono accostati a disegni e bozzetti, inchiostri e colori che volano su tele e fogli. Questa è una mostra che non è solo per &#8220;addetti al settore&#8221;, è una mostra che incanta chiunque, sia per la teatralità degli abiti che per le idee innovatrici. Una mostra che ispira, oltre che mostrare. un Dalì diverso dal classico a cui siamo abituati, più progettuale. Un talento che si mette a disposizione della moda, ma che in fondo non perde mai la sua cifra stilistica.<br />La mostra vi aspetta a Palazzo Reale, Milano, e io non posso fare altro che consigliarvi di vederla, e prendetevi tutto il tempo necessario, soprattutto se siete moda addiction!<br />Il catalogo della mostra, edito da<strong> Skira</strong>, vi permetterà di portarvi a casa un manuale da studiare e consultare, fotografie che vi permetteranno di studiare e rivedere nel dettaglio ogni cosa. Perchè per Dalì, uno sguardo solo non basta, serve un&#8217;approfondimento minuzioso.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/La-giacca-di-Salvador-Dali-1.jpg" alt="" class="wp-image-69584"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Info utili</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalì e la moda</strong><br /><strong><a href="https://dalielamoda.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Palazzo Reale, Milano</a></strong><br />Da martedì a domenica ore 10-19:30<br />Giovedì chiusura alle 22:30.<br />Ultimo ingresso un&#8217;ora prima <br />Lunedì chiuso.<br /><br />Biglietti in vendita <a href="https://mondomostre.vivaticket.it/it/tour/dali-e-la-moda/4941" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a></p>
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		<title>Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A. – Piccole pecore, grandi emozioni</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cartoni animati]]></category>
		<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[aardman]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[John Sparkes]]></category>
		<category><![CDATA[Justin Fletcher]]></category>
		<category><![CDATA[Kate Harbour]]></category>
		<category><![CDATA[Matthew Walker]]></category>
		<category><![CDATA[shaun]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Cox]]></category>
		<category><![CDATA[vitadapecora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A., diretto da Steve Cox e Matthew Walker, porta al cinema una nuova avventura firmata Aardman. Nel cast vocale originale torna Justin Fletcher. Il film, della durata di circa 81 minuti, arriva nelle sale italiane il 28 ottobre 2026, distribuito da Lucky Red. Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A., Halloween arriva in fattoria Alla fattoria di Mossy Bottom fervono i preparativi per Halloween.Shaun e il suo gregge hanno coltivato un campo di zucche e aspettano con entusiasmo il momento di festeggiare.Quando il maldestro contadino distrugge il raccolto, però, bisogna trovare una soluzione prima che la festa </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A.</em></strong>, diretto da Steve Cox e Matthew Walker, porta al cinema una nuova avventura firmata <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aardman_Animations" data-type="link" data-id="https://it.wikipedia.org/wiki/Aardman_Animations" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Aardman</a>. Nel cast vocale originale torna Justin Fletcher. Il film, della durata di circa 81 minuti, arriva nelle sale italiane il 28 ottobre 2026, distribuito da Lucky Red.</p>



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<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/Shaun_locandina.jpg" alt="Shaun, vita da pecora" class="wp-image-69567" style="width:258px;height:auto"/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A., Halloween arriva in fattoria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alla fattoria di Mossy Bottom fervono i preparativi per Halloween.<br />Shaun e il suo gregge hanno coltivato un campo di zucche e aspettano con entusiasmo il momento di festeggiare.<br />Quando il maldestro contadino distrugge il raccolto, però, bisogna trovare una soluzione prima che la festa sia irrimediabilmente compromessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Shaun decide così di improvvisarsi scienziato, ma il tentativo di rimediare al disastro prende una piega imprevedibile.<br />Il contadino scompare e una misteriosa creatura comincia ad aggirarsi nei boschi.<br />Per il gregge ha inizio un’avventura tra esperimenti fuori controllo, equivoci e incontri spaventosi.<br />Ritrovare il padrone e riportare la tranquillità in fattoria richiederà tutta l’inventiva della pecora più intraprendente del gruppo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/Shaun_scena_04.jpg" alt="" class="wp-image-69569"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="flex-video flex-video-youtube"><iframe title="Shaun, Vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A. |  Nuovo trailer" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/coBQwR5_rLU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un piccolo movimento, un grande lavoro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La qualità della realizzazione è uno degli aspetti più riusciti di <strong><em>Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A.</em></strong><br />L’animazione in stop motion dà consistenza a un universo nel quale ogni espressione e ogni movimento contribuiscono al racconto.<br />Pensare al lavoro necessario per animare questi personaggi, fotogramma dopo fotogramma, rende ancora più ammirevole la naturalezza del risultato.<br />C’è una cura che si percepisce anche nei dettagli più piccoli.<br />Un’esitazione, uno sguardo o il modo di muoversi bastano a definire un’emozione e a rendere immediatamente comprensibile una situazione.<br />La precisione artigianale sostiene il ritmo della commedia e permette ai personaggi di comunicare con una spontaneità sorprendente.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/Shaun_dietro_le_quinte.jpg" alt="Shaun" class="wp-image-69570"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Senza dialoghi, con tantissimo da raccontare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Pur senza dialoghi, il film è pieno di contenuti.<br />Alcuni attraversano lo schermo in un istante, nascosti dentro una gag o una reazione, eppure riescono a trasmettere molto.<br />È una delle qualità più interessanti di questa avventura: lasciare che le immagini parlino, dando allo spettatore il tempo di riconoscersi in ciò che vede.<br />L’attenzione continuamente assorbita dai telefoni, per esempio, racconta quanto sia facile perdere il contatto con quello che ci circonda.<br />Basta essere concentrati su uno schermo per lasciarsi sfuggire ciò che accade a pochi passi da noi.<br />Un’osservazione quotidiana trova così spazio nel divertimento, senza appesantire la storia.<br />La stessa sensibilità emerge nei passaggi dedicati all’invecchiamento, alla difficoltà di guardarsi allo specchio e di accettare il cambiamento.<br />Anche le insicurezze nelle relazioni affiorano attraverso piccoli comportamenti, capaci di suggerire il bisogno di conferme e la paura di non sentirsi abbastanza.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/Shaun_scena_02.jpg" alt="" class="wp-image-69568"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Shaun, vita da pecora &#8211; Le fragilità dentro una risata</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le trovate comiche trovano spazio anche l’ansia, il panico e la fatica di affrontare una situazione che sembra sfuggire di mano.<br />Sono fragilità emotive che il film rende riconoscibili attraverso i gesti e le reazioni dei personaggi.<br />Uno spettatore adulto può cogliere in questi momenti qualcosa di molto vicino alla propria esperienza.<br />I bambini, intanto, possono seguire le emozioni e lasciarsi coinvolgere dall’avventura.<br />Questa compresenza di letture arricchisce il racconto: ciascuno può trovare un dettaglio che gli appartiene, continuando a divertirsi insieme agli altri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una domenica pomeriggio con Shaun</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Shaun, vita da pecora: Operazione Z.U.C.C.A.</em></strong> è un film leggero, piacevole e perfetto per le famiglie.<br />Lo immagino facilmente come una scelta per la domenica pomeriggio: grandi e piccoli riuniti davanti allo schermo, pronti a condividere risate e piccoli brividi.<br />La sua forza sta nella capacità di parlare a età diverse con lo stesso linguaggio visivo.<br />I bambini trovano personaggi espressivi e situazioni buffe; gli adulti possono apprezzare la cura dell’animazione e le osservazioni mature disseminate nel racconto.<br />Il piacere della visione nasce proprio dall’incontro tra questi elementi.<br />Per qualità della realizzazione e capacità di raccontare tanto con apparente semplicità, personalmente lo considero un film che potrebbe competere agli Oscar nella categoria del miglior lungometraggio d’animazione.<br />È un giudizio che nasce dall’ammirazione per un lavoro capace di unire tecnica, comicità e sensibilità.<br />Si esce con la leggerezza di un pomeriggio passato bene e con qualche piccola emozione da portare a casa.<br />Perché, nel mondo di Shaun, anche un gesto di un secondo può lasciare il segno.</p>
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		<title>Picabia, aprire le porte della notte _ visioni inedite</title>
		<link>https://cinemio.it/musica-e-spettacolo/picabia-mostra/69529/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 22:00:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[picabia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>Picabia, aprire le porte della notte, a Palazzo Reale, Milano va in scena una nuova mostra. Dal 9 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027. Promossa da Comune di Milano, prodotta da Palazzo Reale e MADEINART. Picabia, la più grande mostra in Italia Palazzo Reale a Milano si presta ad ospitare la mostra Picabia, aprire le porte della notte. Francis Picabia, una delle figure più sfuggenti dell&#8217;arte del XX secolo. Qui troviamo la più grande mostra italiana a lui dedicata, artista originale ed eclettico, entrò in contatto con artisti come Duchamp, Stein e Picasso. Un pioniere dell&#8217;arte astratta, che attraversò diventi movimenti artistici, senza </p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Picabia, aprire le porte della notte</strong>, a <a href="https://www.palazzorealemilano.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Palazzo Reale</a>, Milano va in scena una nuova mostra. Dal 9 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027. Promossa da Comune di Milano, prodotta da Palazzo Reale e MADEINART.</p>



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<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/images-3-1.jpg" alt="picabia" class="wp-image-69536"/><figcaption class="wp-element-caption">poster picabia</figcaption></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Picabia, la più grande mostra in Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Palazzo Reale a Milano si presta ad ospitare la mostra Picabia, aprire le porte della notte. <br />Francis Picabia, una delle figure più sfuggenti dell&#8217;arte del XX secolo. Qui troviamo la più grande mostra italiana a lui dedicata, artista originale ed eclettico, entrò in contatto con artisti come Duchamp, Stein e Picasso. Un pioniere dell&#8217;arte astratta, che attraversò diventi movimenti artistici, senza mai identificarsi in uno solo di essi.<br />Oltre 170 qui esposte, tra disegni, fotografie, documenti d&#8217;archivio e dipinti. Provenienti da collezioni internazionali, mostrano Picabia come un&#8217;artista in continua trasformazione. Questa mostra, curata da Anne Berest Picabia (pronipote dell’artista), è promossa dal Comune di Milano, prodotta da Palazzo Reale e Madeinart.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/PXL_20261022_125419551-1.jpg" alt="" class="wp-image-69592"/></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il giorno non è il contrario della notte</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una mostra intima e personale quella in scena a Palazzo Reale a Milano, la più grande e completa mostra italiana sull&#8217;artista, mai realizzata e qui allestita in modo eccelso. Sale buie, luce che dialoga con il buio, creando squarci e visioni che arrivano ancora prima delle opere. Un&#8217;uso maestrale delle luci che accompagnano lo spettatore in un percorso espositivo che mette in mostra tele, disegni schizzi&#8230; Vediamo i periodi e gli stili che l&#8217;artista ha attraversato nel corso della sua carriera artistica. Ritratti di nonne, sempre presenti nel suo immaginario, donne in cui cerca il volto della madre prematuramente scomparsa. Il tutto accompagnato da un&#8217;audioguida scaricabile sul proprio cellulare (ricordatevi di portare le cuffie, per poter godere appieno di questa esperienza)<br />Alla fine del percorso espositivo, troverete il catalogo della mostra, un ricchissimo volume edito da <strong>Skira</strong>, che oltre a ripercorrere tutte le opere presenti in mostra, vi da anche delle informazioni aggiuntive sulla vita e sulla carriera artistica di questo artista, ancora poco conosciuto, una delle figure più originali ed influenti dell&#8217;arte del Novecento. Dall’Impressionismo al Fauvismo, dal Cubismo al Dadaismo, senza mai rinunciare alla propria cifra stilistica. La libertà è il suo tratto distintivo, la possibilità e la capacità di saltare da uno stile all&#8217;altro con una sensibilità contemporanea e sempre sul pezzo. La mostra si articola come una metafora della notte, dieci sezioni che invitano lo spettatore a immergersi nel mondo di Picabia, un racconto tra scritti e dipinte, passando per filmati d&#8217;epoca che mostrano feste, una sperimentazione continua data da una personalità eclettica.<br />Uno degli artisti che da sempre mi ha affascinato di più, dalle sue opere e disegni di ingranaggi, e che grazie a questa magnifica mostra ho potuto scoprire e intuire un pò di più!<br /><br /></p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/PXL_20261022_130009786-1.jpg" alt="" class="wp-image-69591"/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Info utili</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://dalielamoda.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dalì e la moda</a><br /><strong>Palazzo Reale, Milano</strong><br />Da martedì a domenica ore 10-19:30<br />Giovedì chiusura alle 22:30.<br />Ultimo ingresso un&#8217;ora prima <br />Lunedì chiuso.<br /><br />Biglietti in vendita <a href="https://www.ticketone.it/artist/fancis-picabia-aprire-le-porte-della-notte/open-picabia-aprire-le-porte-della-notte-4197733/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a></p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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		<title>La casa delle donne _ un posto sicuro nel mondo</title>
		<link>https://cinemio.it/film-stranieri/la-casa-delle-donne-film/69167/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[film stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[Eye Haidara]]></category>
		<category><![CDATA[film 2026]]></category>
		<category><![CDATA[Karin Viard]]></category>
		<category><![CDATA[Laetitia Dosch]]></category>
		<category><![CDATA[Lætitia Dosch]]></category>
		<category><![CDATA[Melisa Godet]]></category>
		<category><![CDATA[Oulaya Amamra]]></category>
		<category><![CDATA[Pierre Deladonchamps]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>
<p>La casa delle donne, nuovo film di Melisa Godet, con Karin Viard, Lætitia Dosch, Oulaya Amamra. Il film sarà nei cinema italiani dal 29 ottobre 2026 e dura circa 110 minuti. La casa delle donne, la luce nel buio Periferia parigina, 2016. La casa delle donne è un progetto in via sperimentale, che mira a d essere una struttura di ascolto, accoglienza e aiuto per donne che hanno subito violenze. Non solo violenze fisiche, ma anche psicologiche. Un team di medici e professionisti, accoglie queste donne e le aiuta nei modi più disparati, cercando di guarire ferite fisiche e psicologiche. A capo </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cinemio.it/">Ultimi film usciti</a> - Tutti i diritti sono riservati (C) - Necessario il consenso per pubblicare questo contenuto altrove.</p>

<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>La casa delle donne</em></strong>, nuovo film di <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/M%C3%A9lisa_Godet" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Melisa Godet</a>, con <a href="https://cinemio.it/tag/Karin-Viard/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Karin Viard</a>, <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/L%C3%A6titia_Dosch" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lætitia Dosch</a>, <a href="https://fr.wikipedia.org/wiki/Oulaya_Amamra" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Oulaya Amamra</a>. Il film sarà nei cinema italiani dal 29 ottobre 2026 e dura circa 110 minuti.</p>



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<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/locandina-106.jpg" alt="La casa delle donne" class="wp-image-69170"/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">La casa delle donne, la luce nel buio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Periferia parigina, 2016. La casa delle donne è un progetto in via sperimentale, che mira a d essere una struttura di ascolto, accoglienza e aiuto per donne che hanno subito violenze. Non solo violenze fisiche, ma anche psicologiche. Un team di medici e professionisti, accoglie queste donne e le aiuta nei modi più disparati, cercando di guarire ferite fisiche e psicologiche. A capo c&#8217;è la dottoressa dottoressa Diane Khoury&nbsp;(Karin Viard), esperta in ricostruzione genitale, che si batte in ogni modo possibile ed immaginabile epr permettere a questo centro, a questa casa non solo di continuare il suo operato, ma anche di espandersi. Nella sua visione, questo modello di centro multisettoriale dovrebbe diffondersi in tutta Parigi, per permettere a più donne possibili di trovare rifugio e poter iniziare una nuova vita. Ma i fondi governativi stanziati per questo progetto sono sempre più agli sgoccioli, e ogni giorno potrebbe essere l&#8217;ultimo per questo progetto di aiuto e di ascolto&#8230;</p>


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<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/1772535150908_0620x0413_31x0x153.jpg" alt="" class="wp-image-69169"/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Il trailer del film</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="La Maison Des Femmes - Bande-annonce officielle HD" width="680" height="383" src="https://www.youtube.com/embed/yAwvKg9T47Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La casa delle donne, un punto per rinascere</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La casa delle donne tratta un tema centrale della nostra società. Un tema che ha diversi sfaccettature, ognuna complicata e delicata. Si va dalla violenza domestica, ai matrimoni combinati fino ad arrivare alla mutilazione genitale femminile. E in questo film, tutti questi temi vengono messi sul piatto della bilancia. Un &#8220;film sociale&#8221;, un film che cerca di far emergere e portare al grande pubblico temi di cui si parla forse poco. Temi delicati e temi in cui è facile potersi riconoscere. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La missione è molto nobile. La riuscita forse un pò meno. Perchè come spesso accade viene messa troppa carne al fuoco, si cerca di far vedere la vita di troppe donne, per dare una panoramica a 360° dei problemi, senza quasi soffermarsi su nessuno di essi.<br />Il tema ovviamente è molto delicato, e il film presenta uno spaccato di vita vera, di casi veri, di problemi veri. Potrebbe essere tranquillamente il centro sotto casa nostra, in cui ogni giorno medici e professionisti lottano contro la burocrazia, per cercare di aiutare e dare un&#8217;opportunità a donne che hanno subito ogni genere di cosa.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async"  src="data:image/gif,GIF89a%01%00%01%00%80%00%00%00%00%00%FF%FF%FF%21%F9%04%01%00%00%00%00%2C%00%00%00%00%01%00%01%00%00%02%01D%00%3B" data-layzr="https://cinemio.it/wp-content/upload/69251_hd.jpg" alt="La casa delle donne" class="wp-image-69168"/></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">La casa delle donne, la speranza in un mondo di violenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Molto chiaro è anche la continua lotta giornaliera, per trovare fondi che permettano a questo centro di continuare il suo operato, unica fonte di una possibile via d&#8217;uscita per donne intrappolate dentro mura di violenza domestica.<br />Però, a mio avviso dura troppo, ci sono troppi casi, ci sono troppe cose, ci sono troppe storie. Capisco l&#8217;intento, ma troppa carne al fuoco. Il finale del film poi, è un finale che non arriva mai, il film prosegue e prosegue, come se si volesse sfruttare ogni minuto per mettere sul piatto nuove tematiche, nuovi problemi, sembra quasi uno sfogo. E purtroppo secondo me, pur avendo un&#8217;importanza d&#8217;intenti, alla fine si ha l&#8217;impressione che troppe cose siano successe. Come voler lanciare addosso al pubblico la frustrazione dei medici che si ritrovano in overbooking di pazienti. E anche lo spettatore viene bombardato da continue richieste, continue tematiche.<br />Un film importante, non lo metto in dubbio, ma forse un pò troppo pieno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			<dc:creator>mirko.disidoro@gmail.com (Luigi Coccia, Paola Orsini, Antonella Molinaro e Mirko D'Isidoro)</dc:creator></item>
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