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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-7671071358930010351</atom:id><lastBuildDate>Thu, 16 Feb 2012 13:06:31 +0000</lastBuildDate><category>musica</category><category>Beppe Grillo</category><category>informatica</category><category>religione</category><category>politica</category><category>blogosfera</category><category>economia</category><category>arte</category><category>uaar</category><category>storia</category><category>vita</category><category>laicità</category><category>mass media</category><category>letteratura</category><category>robe di friendfeed</category><category>stupidaggine</category><category>satira</category><category>giochi</category><category>racconti</category><category>filosofia</category><category>GoogleCL</category><category>scienza</category><category>bufale</category><category>yahooanswer</category><category>Facebook</category><category>rassegna stampa</category><category>ultime notizie</category><title>Blasfemie</title><description>Liberal-metalmeccanico</description><link>http://francescocontini.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Effe)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>158</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/Blasfemie" /><feedburner:info uri="blasfemie" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7671071358930010351.post-2525658115843560356</guid><pubDate>Thu, 05 Jan 2012 17:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-05T18:55:13.317+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">filosofia</category><title>Senza capo né coda</title><description>&lt;b&gt;&lt;i&gt;Alcune premesse&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò che si può ritenere vero o falso a proposito di quale sia la migliore possibile delle società degli uomini, in termini storici o potenziali, non può essere in alcun modo provato né dedotto, sebbene si possa argomentare in un senso o nell'altro con innumerevoli rivolgimenti, oppure presentare, in una maniera o nell'altra, un certo numero di esempi, i quali possono essere interpretati e ricondotti a interpretazioni diversissime; le molte convinzioni che vi affollano la testolina andrebbero messe in discussione, se interessa. Altrimenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo post è destinato a un pubblico adulto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi appassiona proporre alcunché di positivo circa la migliore organizzazione sociale, né in termini teorici né in termini pratici. Potrebbe invece interessarmi criticare alcune delle premesse a riguardo, ma soprattutto in relazione a ciò che dovrebbe toccare l'individuo piuttosto che la collettività, la quale è un'entità piuttosto astratta e difficile da mettere in relazione con l'individuo stesso in termini sostanziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;È&lt;/span&gt; piuttosto freddo e la tastiera di questo portatile ha visto anni migliori. Tutto ciò vi interessa nella misura in cui troverete un certo numero di errori tipografici. Non me ne scuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Un certo svolgimento&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale che sia la condizione esistenziale di ciascuno di noi, si può concordare che essa sia in una certa notevole misura influenzata dalla società di uomini che ci assedia. Qualcuno potrebbe addirittura inoltrarsi innanzi ad affermare che essa ne è determinata. Dell'ultima questione ne faremo a meno, soprattutto perché è di nessun interesse pratico; la precedente ci costringe ad interessarci dell'argomento di questo post. Quanto detto potrebbe in via preliminare esser considerato banale, ma in questo caso sarà necessario non essere eccessivamete ermetici: molti affermano, e credono addirittura, che la costituzione, l'amministrazione dello Stato e la direzione della vita pubblica debbano orientarsi al bene della collettività. &lt;span class="st"&gt;Questa credenza mi appare insensata, poiché nessuno di noi sa bene cosa farsene della collettività.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;È necessario dubitare di affermazioni quali "lo Stato siamo noi", poiché in definitiva gli individui sono tutto ciò che conosciamo. Io posso con una certa sicurezza - lasciamo fuori per pietà il problema della conoscenza - riferirmi a Marco o a Clara; con una sicurezza un po' più incerta mi riferirò alla famiglia Rossi, e con nessuna cognizione alla comunità dei Torinesi. &lt;/span&gt;&lt;span class="st"&gt;È richiesto un deciso conato di astrazione soltanto per immaginare, per traslato, una certa media ponderata dei concernimenti che interessano quella tale comunità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;Supponendo di poter agguantare questi concernimenti per poterli osservare da vicino, nessuno di essi si rivolge ad alcun individuo in particolare, poiché si dice che la politica del particolare contingente è una politica di scarso valore, e il buon politico la evita. La questione, per venire a dir qualcosa, è questa dunque: i problemi della collettività non sono di interesse individuale, finché non intervengono a modificare la vita pratica di un certo numero di individui. Al di là dell'ovvietà quasi tautologica della questione, &lt;/span&gt;&lt;span class="st"&gt;queste considerazioni potrebbero condurre a pensare che l'organizzazione della società umana debba essere improntata al carattere dell'efficienza, ovvero l'economia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;Da qui, a balzelli, si può procedere fino a voler individuare quale sistema politico sia valorosamente economico, ovvero come organizzare gli individui nella loro vita individuale affinché in un compromesso essi possano essere messi nelle migliori condizioni di vita con il minimo sacrificio. Tutto ciò conduce con sé una serie di problemi ontologici di terribile portata: quali sacrifici possono essere accettabili? Cosa si intende per migliore condizione di vita? In tutta franchezza tutto ciò è mortalmente noioso, in principio perché è una discussione accademica, e in secondo luogo perché non è questo il punto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;Sono con irragionevole certezza perfino disposto ad affermare che il liberismo non è un sistema economico, e che in via - molto - teorica un'organizzazione della società di tipo non-liberista conduce a un sistema economico. Non è questo il punto. Perché, come dicevo prima, l'individuo se ne deve fregare della collettività, nella misura in cui a lui essa non interessa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;Prendiamo a esempio il caso delle prescrizioni mediche obbligatorie. Esse limitano la libertà di un certo numero di individui che vorrebbero andare in farmacia a comperarsi un certo farmaco, poiché lo Stato (?) crede che gli stessi non siano in grado di scegliere facendo il bene della comunità, o peggio poiché fanno del male a se stessi. Nel secondo caso, lo Stato (?) impone una certa morale: l'auto-inflizione di danni fisici è immorale e la sola possibilità ti viene vietata. Nel primo caso, invece, lo Stato agisce sulla base di considerazioni che riguardano il bene della collettività: dopo aver prelevato una certa quantità di ricchezza da un certo numero di individui per provvedere alla loro salute, lo Stato ritiene ingiusto che essa venga utilizzata per provvedere alla salute di coloro che l'hanno da soli danneggiata, e per questi motivi ritiene di dover evitare, attraverso una proibizione, che un certo numero di individui usufruiscano della ricchezza a loro e ad altri prelevata. Nella vera essenza, al di là di una certa serie di sfumature che dovreste ritenere inessenziali con un minimo sforzo di intelletto, è quello che succede. In entrambi i casi la proibizione si risolve in un giudizio morale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;È evidente come al buon individuo, il quale è prima individuo che cittadino, che vuole andare a comperarsi il suo nimesulide per il mal di testa che gli rovina l'esistenza, questo giudizio morale apriori da parte di qualcuno, che è anche difficile da andare a prendere a cazzotti, è odioso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;Questo piccolo rappresentativo esempio, che si può estendere a un numero consistente di altri casi (le cinture di sicurezza, le misure di sicurezza sul lavoro, la sindacalizzazione e molto altro), mi condurrà invece a parlare delle tasse in sé.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;Delle tasse si può dire in definitiva che sono uno strumento di redistribuzione del reddito. Esse sono infatti un prelievo di ricchezza che un'organizzazione di persone a partecipazione obbligatoria impone ai suoi iscritti al fine di fornire una serie di servizi che, va da sé, coloro che potrebbero in ogni caso permetterseli pagano anche per coloro che non potrebbero permetterseli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Alcune finte conclusioni&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudizio morale sotteso a tutto ciò è null'altro che questo: è giusto che tutti provvedano ai bisogni più o meno essenziali di tutti. Questa scelta non è demandata alla morale di ciascuno, ma è obbligatoria per tutti. Una parte della nostra moralità è sacrificata sull'altare della convivenza. Con ciò non voglio affermare che in assoluto le tasse siano il Male, poiché non esiste nessun compromesso inaccettabile, ma ciascuna scelta morale deve essere valutata sulla base delle circostanze esistenziali soggiacenti. In questo caso, addirittura, nessuna scelta morale può essere valutata se non quella di operare atti di ribellione fiscale, che si portano dietro una serie di conseguenze spiacevoli che non ci permettono di valutare obiettivamente questa opzione come scelta morale neutra, in relazione a quanto detto prima. Sulla base di questo sistema sociale, la cura del proprio prossimo nei suoi bisogni essenziali dovrebbe essere sottratta alla moralità degli individui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="st"&gt;Per tirar le somme, a me pare che ogni azione dello Stato equivalga a un giudizio morale assoluto, il quale di per sé è fuor di giustizia. Alle estreme conseguenze, immaginare un sistema di organizzazione sociale, che può anche configurarsi come economico, totalmente e pervasivamente statalizzato equivale sottoporre completamente la vita individuale a giudizi morali che per loro sostanza non possono che essere odiosi, e una vita vissuta nell'odio dell'imposizione morale non può essere una vita felice, per quanto provvista di ogni comodità.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7671071358930010351-2525658115843560356?l=francescocontini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Se si chiedesse a un gran numero di persone di descrivere sommariamente questa teoria o quantomeno di riconoscerla in un enunciato, certamente la risposta più condivisa che si otterrebbe sarebbe approssimativamente questa: "Prima c'era una palla di materia che poi è esplosa e ha creato l'universo". E' ovvio che la domanda più immediata che si propone, dinanzi allo scenario di una "palletta" di materia supercondensata sospesa nel "nulla" è: "chi ce l'ha messa?", e la risposta più semplice e stupida che si possa fornire è "Dio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo d'altronde abituati a pensare secondo quella che è la nostra esperienza quotidiana, che si compone di un certo grande numero di concatenazioni causa-effetto, e che ci impone di pensare in questi termini circa qualsiasi argomento. Apro il rubinetto dell'acqua, esce l'acqua. Tocco l'acqua, mi bagno. C'è una palla di materia, qualcuno ce l'ha messa. E' a questa maniera piuttosto rustica di ragionare che si riconducono le cosiddette prove filosofiche dell'esistenza di Dio, definito sovente come, appunto, prima causa, o primo motore. E' addirittura l'essenza stessa della divinità a fondarsi sul concetto di principio. Tralascerò di ragionare sulla domanda che dovrebbe sorgere altrettanto spontanea, ovvero "chi ce l'ha messo Dio?", se non si accetta che la famosa palla di materia originaria possa essere stata increata, e d'altronde pare piuttosto artificioso tentare di sottrarre questo fantastico principio Divino dalle caratteristiche causalistiche della materia in sé per risolvere in maniera bovina la questione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione più importante che però sovrasta&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;tutte le chiacchiere qui sopra è l'enunciazione errata che si dà della stessa teoria del Big Bang, che è stata piegata da un tale papa alle esigenze dei credenti in un principio creatore, ma che non prevede sicuramente nessuna palletta di materia metaspaziale. Mi spiego con una figura:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_jOlf6Ds_Jx4/TN8OWZCpFmI/AAAAAAAAALs/DWTKJhnFK4c/s1600/xy.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5539161844530878050" src="http://4.bp.blogspot.com/_jOlf6Ds_Jx4/TN8OWZCpFmI/AAAAAAAAALs/DWTKJhnFK4c/s320/xy.png" style="cursor: pointer; display: block; height: 248px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per chi non avesse familiarità con le funzioni matematiche -- shame on you -- quello è il grafico della funzione 1/x. Immaginate di essere quella palletta che può scorrere soltanto lungo la linea blu, e che giungendo sull'asse verticale a sinistra immaginate di tornare indietro nel tempo fino al momento in cui c'era la famosa palletta di materia. Insomma, un infinitesimo più a destra dell'asse verticale inizia l'universo, comincia l'espansione. E' chiaro che procedendo verso sinistra, e dunque andando indietro nel tempo, ci si avvicina sì al momento principale, ma ci si avvicina sempre meno man mano che la distanza si riduce. Di fatto, questo momento zero non è raggiungibile, perché non si può dividere un numero finito per zero. Lo zero non è nel campo di esistenza di quella funzione, e alla stessa maniera, il momento zero non è previsto nella teoria del big bang. Il tempo si addensa infinitamente a destra dello zero, in maniera tale che non esiste nessuna palletta di materia originaria. Tutto quello che esiste è l'esplosione e la successiva espansione. Non ha senso applicare il concetto di causalismo all'origine dell'universo stessa, e non c'è alcun bisogno di ricorrere a entità creatrici perché la teoria è completa senza di esse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che invece si fa quando si pensa a una divinità è derivare questo infinito da potenze di cose finite: Dio è infinitamente buono. Cosa significa nessuno lo sa. Si prende semplicemente una categoria finita, la bontà, della quale abbiamo esperienza, e la si mostrifica in un'infinita bontà. Questo procedimento è piuttosto banale e infantile, eppure riscuote un certo successo perché incontra la familiarità che abbiamo col finito, e la mistifica in maniera da farci credere ragionevole qualcosa che è in definitiva una gran stupidaggine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che invece è notevole è che pochissimi hanno familiarità con il concetto di infinito matematico, e che la maggior parte delle persone "scafate", se chiedi loro quanto fa un numero finito diviso per zero, ti risponderanno con soddisfazione: "infinito!"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7671071358930010351-3281133205477792211?l=francescocontini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Un giornale e un grattevvinci, una pasta e un grattevvinci, un succo due caffè tre grattevvinci. Quelli lì ogni mattina una speranza si comprava a due euro o quel che è. Chiamarli stupidi si faceva presto, e in effetti non ci si sbagliava di molto. Però c'era quella cosa: la routine della speranza.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questo vecchio, la mattina, con gli abiti neri ingrigiti dall'uso, i capelli dal tempo e gli occhi dalla cataratta, era un routinario della speranza. La colazione non la faceva: s'aggirava per i tavolini lì nel patio, piluccava qualche giornaletto di provincia, ma, a mio parere, nemmen arrivava a capire le figure. Tutti i giorni, come fosse un'ape con la sua danza dell'amore, svoltava tra i tavoli sempre uguale, lui e le svolte, e in meno di dieci minuti s'appressava al banco: un grattevvinci. Io credo che la gran parte della sua giornata si svolgesse nell'attesa di quella danza che l'accostava alla speranza. Io l'immagino che estratta la moneta dal portasoldi, grattata via la copertura dorata, lui compisse un rito. Non le guardava le robe che uscivan sotto, non credo che capisse il gioco come doveva andare, né che potesse leggere alcunché. A grattare l'aiutavan la vecchiaia e la morte, col tremore.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Io al bar ci andavo per farmi i fatti miei, non è che mi interessasse quell'umanità stantia, acchiappata nel giorno che viene, e capitò un giorno per caso che ci incontrai il vecchio. Era la mattina assai presto, e questo lo si spiega con l'insonnia dei vecchi e con l'impazienza pel rito. Ci riandai un paio di volte, a quell'ora, per vedere se ce lo ritrovavo, il vecchio. Poi non smisi, quando arrivava il vecchio ero già lì da qualche minuto, e la mia routine era pure questa: me lo guardavo, ingollavo quello che rimaneva della colazione e me ne andavo.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era un bel mercoledì d'inverno: le giornate che ti immagini il Cristo crocefisso sotto quel cielo: le masse d'acqua nere che si muovono nell'aria come gigantesche aeronavi non umane: il vento che sferza e fischia: l'anima delle persone che si rattrappisce pel freddo nel didentro. Il patio era chiuso dalle tende di plastica, e riscaldato da un paio di sifoni col collo dorato. Il vecchio scostò il tendino dell'ingresso e cominciò la danza. Dieci minuti ancora al grattevvinci. Io l'ho visto che quella volta il vecchio era venuto accompagnato. Quando arrivò al bancone, al solito, si grattò la sua schedina col tremore suo. Io non ve l'ho detto che lui le schedine le buttava appena finito di grattare, ma il macchinista di quel bar lì alla cassa le guardava per lui, di soppiatto ché non gli era stato chiesto. Quella volta s'udì distinto.  &lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;«Signore! Prego, signore!» Non si gira. Il macchinista chiama ancora: «Signore, guardi, venga qui per cortesia.»&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ho sempre pensato che il vecchio fosse una persona di quelle che i vucumprà gli rifilan sempre la roba, che non sanno dir di no: di quelle che i tossici ci fan le collette sopra. O forse, che ne so, pensava d'essersi dimenticato di pagare. Altrimenti non sarebbe tornato.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Confabulano un po', il pubblico non sente. S'avverte la voce preoccupata del macchinista: cresce di volume. Ci s'accorge di un «sta bene. .. Maria, porta un po' d'acqua.. Chiamate qualcuno per favore, Gianni porta una sedia.»&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"&gt;Quel vecchio aveva vinto. Cento euro, forse duecento, ed era morto. L'ambulanza bloccata dal temporale che aveva principiato a batter violento sul telone del patio. Le persone fingevan d'agitarsi; qualcuno s'agitava sul serio. La maggior parte, credo io, stava congegnando se ci fosse una maniera per utilizzare quel biglietto da 200 euro senza apparir cinici. Io me ne andai nel temporale, che la fortuna sua m'aveva portato via il mio passatempo.&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"&gt;Uno pensa di essere sfigato, che non ha mai vinto concorsi a premi, pure ingurgitando tonnellate di merda con i punti sopra, che poi arriva sempre un tizio che ti dice che in qualche parte del mondo c'è qualcuno senza braccia, e senza gambe, e senza testa, che comunica scorreggiando nell'alfabeto Morris.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"&gt;il mio pezzo per Cronache di una sorte annunciata, che si carica da &lt;a href="http://barabba-log.blogspot.com/2010/09/cronache-di-una-sorte-annunciata-un.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7671071358930010351-5150940201842414757?l=francescocontini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uzB1UHNIDMMvoNIgtaUkfHElbzk/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uzB1UHNIDMMvoNIgtaUkfHElbzk/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uzB1UHNIDMMvoNIgtaUkfHElbzk/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/uzB1UHNIDMMvoNIgtaUkfHElbzk/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Blasfemie/~4/0egYosZtepA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Blasfemie/~3/0egYosZtepA/lalfabeto-morris.html</link><author>noreply@blogger.com (Effe)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://francescocontini.blogspot.com/2010/09/lalfabeto-morris.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7671071358930010351.post-5948512731260040097</guid><pubDate>Mon, 20 Sep 2010 17:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-09-20T20:38:04.906+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">religione</category><title>Mamma li moderati!</title><description>L'altro giorno guardavo Di Pietro da Giannini  — Giannini mi fa un po' impressione — e insomma si parlava del più e del meno, con Di Pietro che vabbè. E niente, una cosa tira l'altra, si è arrivati alla questione dell'elettorato moderato, se si può fare a meno di Casini. Al che uno dice diolupo, dopo sente Di Pietro che dice una cosa tipo: "Oh, ma oh, ma ghghghghg tanto va la gatta al lardo le mezze stagioni cca' nisciun è fess' " e poi posa gli occhialetti, ritorna in posizione eretta e dice tipo: "Ma io sono un moderato, ma che scherziamo! Io so' cattolico, vado a messa tutte le domeniche."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono cattolico allora io sono moderato, mi pareva un'affermazione un po' così, d'azzardo. Allora, con lo spirito della scienza sperimentale mi sono armato di partitaiva, ho comprato un paio di bambini da un frocio qui dietro l'angolo, li ho legati per le zampe e mi sono recato presso il Santo Uffizio per chiedere in cambio un'intervista al capo di tutti i moderati, il Santo Papà. Come sapete, il Santo Papà non è solito prestare i suoi amabili ingegni alle domande, e nemmeno per quei capponi ha fatto un'eccezione. Intendiamoci, se li è presi, poi mi ha lasciato un biglietto da sotto lo stipite. Diceva: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"No, a tutto"&lt;/span&gt;. E niente, allora per essere sicuri ho cominciato a fargli le domande sui dei fogliettini — da dentro nel mentre venivan dei versi! — e lui man mano mi rispondeva da sotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"libertà di espressione?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"no"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"libertà individuali?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"no"&lt;br /&gt; ... specifico ...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Pornografia, sesso protetto, sesso prematrimoniale, masturbazione, divorzio, aborto, famolo strano, orgasmo femminile, femmine, videogames, film al cinema, google, harrypotter, la partita alla domenica, i libri, matrimonio omosessuale?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"no, no"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"la scienza? l'evoluzione, il libero pensiero, la ricerca, le cellule staminali, l'analisi preimpianto? il vaccino?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"macché, no"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"la scuola pubblica?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"no, meglio di no"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"la violenza? mai? mai mai?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"mai. Porgi l'altra blabla"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"diritto a morire?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"no"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"le femmine ha detto?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"no, le femmine no"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"le tasse?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"le tasse no"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Niente niente?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Ma mica gli altri, gli altri sì. A noi no, niente"&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"il riscatto sociale?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"no, meglio di no."&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Il venerdì?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Pesce"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7671071358930010351-5948512731260040097?l=francescocontini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Gq4edc-4qSyHyO-GrDVxdb6tSGA/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Gq4edc-4qSyHyO-GrDVxdb6tSGA/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Gq4edc-4qSyHyO-GrDVxdb6tSGA/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Gq4edc-4qSyHyO-GrDVxdb6tSGA/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Blasfemie/~4/XReIH7zgfqQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Blasfemie/~3/XReIH7zgfqQ/sulle-ricette-mediche.html</link><author>noreply@blogger.com (Effe)</author><thr:total>4</thr:total><feedburner:origLink>http://francescocontini.blogspot.com/2010/09/sulle-ricette-mediche.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7671071358930010351.post-7066868482319993336</guid><pubDate>Thu, 16 Sep 2010 07:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-09-16T15:00:15.998+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">religione</category><title>L'ignoranza è di conforto per le opinioni deboli.</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_jOlf6Ds_Jx4/TJHQhXaQ1II/AAAAAAAAALQ/JULssYZPses/s1600/jennatwo.jpeg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 299px; height: 198px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_jOlf6Ds_Jx4/TJHQhXaQ1II/AAAAAAAAALQ/JULssYZPses/s320/jennatwo.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517420290143999106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete&lt;/span&gt;. Così apre un particolarissimo motore di ricerca del Colorado: lo scopo di &lt;a href="http://seekfind.org/"&gt;SeekFind&lt;/a&gt;, nome che riprende dalla traduzione evangelica anglofona del passo di Matteo, è di fornire risultati che siano "God-honoring, biblically  based, and theologically sound Christian". Di fornire &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;soltanto&lt;/span&gt; quei risultati, vorrebbe più chiaramente dire la didascalia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, se si cerca "Sex" il primo risultato conduce a un lungo pippone nonsense sul valore della verginità prematrimoniale, se si cerca "Jenna Jameson" ci dobbiamo invece accontentare della recensione "cristiana" del film "The Promotion", una pellicola di secondo piano nella quale però recita una tale &lt;a href="http://www.imdb.com/name/nm0278979/"&gt;Jenna Fischer&lt;/a&gt;, la quale per nulla somiglia alla nostra Jenna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se invece cerchiamo Charles Darwin, uno di quei pochissimi che sono riusciti a rivoluzionare con una teoria semplice la maniera di guardare al mondo, ecco che il punto di vista cristiano non manca di ricordarci, in tutti i suoi risultati, che la selezione naturale sarebbe una teoria in crisi:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;today we know that natural  selection is a deficient mechanism, even in light of genetic mutation.  In fact, with the tremendous advances we've made in molecular biology,  biochemistry and genetics over the past fifty years, Darwin's theory has  become "a theory in crisis."&lt;/blockquote&gt;Analoghi motori di ricerca, per gli islamici — come dubitarne — e persino per gli ebrei stanno riscuotendo un crescente successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È questo il mondo che la religione vorrebbe che vedessimo, un mondo con un'unica verità consentita, privo di insidie intellettuali. Un mondo di imbecilli o babbei rinchiusi in una scatola opaca, che impedisce loro di accorgersi dell'abisso sul quale sono sospese le deboli idee che sono state loro propinate. Non si deve certo dimenticare che la Chiesa Cattolica arrivò a mettere all'indice dei libri proibiti persino la sua stessa Bibbia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La forza delle idee si misura con la libertà di espressione, e questa piccola operazione metrica ve la lascio come compito a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://friendfeed.com/francescocontini/7bfe848a/l-ignoranza-e-di-conforto-per-le-opinioni-deboli"&gt;qua&lt;/a&gt; su FriendFeed&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7671071358930010351-7066868482319993336?l=francescocontini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bMJd5qXbtVdN5sefa5q0xe-8_u8/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bMJd5qXbtVdN5sefa5q0xe-8_u8/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bMJd5qXbtVdN5sefa5q0xe-8_u8/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bMJd5qXbtVdN5sefa5q0xe-8_u8/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Blasfemie/~4/LuIjG_qlbkQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Blasfemie/~3/LuIjG_qlbkQ/lignoranza-e-di-conforto-per-le.html</link><author>noreply@blogger.com (Effe)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_jOlf6Ds_Jx4/TJHQhXaQ1II/AAAAAAAAALQ/JULssYZPses/s72-c/jennatwo.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://francescocontini.blogspot.com/2010/09/lignoranza-e-di-conforto-per-le.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7671071358930010351.post-5940350672337194811</guid><pubDate>Fri, 10 Sep 2010 11:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-09-10T13:50:20.631+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">robe di friendfeed</category><title>#nonpiaceafrancescocontini</title><description>Dio Amsterdam il Vermentino il Gazpacho l'avatar di Divara l'iPad la geolocalizzazione le battute di Cozla un eccessivo crippling la birra alla tequila la recensione su FALS di Woland il congresso provinciale IdV i pink floyd l'avatar di Ipathia L'ironia amara su fatti di crudissima attualità politica La disquisizione teologicolingustica la parola Entropia la foto di Di Pietro i chitarristi dren dren Cristicchi la pera del Monopoli il gatto L'idea che la gente possa conoscere la madre della sua ragazza Di certo il fatto che Woland e Zadigone stanno bevendo un BotteBuona Lasciare la champions a questi poveri tedeschi la penuria di scelta di un certo livello Quel post del partito democratico la chat la gente che ride Giocare con Matteo Renzi la millenaria saggezza cinese Fabrizio De Andrè lavorare e tutto il resto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7671071358930010351-5940350672337194811?l=francescocontini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XS56UjHOgvySzv7ZlgAvkmw_aEQ/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XS56UjHOgvySzv7ZlgAvkmw_aEQ/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Il Miracolo è il Dio in terra, la resurrezione, e per questo l'intervento divino nel mondo è l'essenza stessa dell'idea di Dio che la dottrina possiede. Dunque, qualunque cosa ne dicano i teorici dei cosiddetti magisteri non sovrapponibili, è compito della scienza occuparsi di questo Dio fenomeno alteratore delle leggi naturali, osservabile attraverso i miracoli. Lasciate che d'ora in poi mi riferisca, per comodità, alla religione cattolica romana blabla, che è preponderante in termini culturali alle nostre latilongitudini. Si potrebbero fare discorsi analoghi, o comunque poco dissimili, in riferimento ad altri culti e credenze, e magari prima o poi qualcosa scriverò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ordunque, sebbene un credente di quelli nostrani debba, per definizione, credere nel Vangelo e nei miracoli relativi, egli può dubitare di tutti quegli altri che non sono nel mentre stati dogmatizzati &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ex machina&lt;/span&gt;. In genere la Chiesa istituisce delle commissioni pseudoscientifiche che dovrebbero imparzialmente valutare la consistenza miracolosa di un certo evento, al fine di somministrare ai fedeli, dopo un lungo processo di indagine, una bella pastiglia di extrafede che coadiuvi la necessaria preesistente disposizione a.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È comunque assai difficile indagare sul paranormale religioso. Poiché infatti nel paranormale classico -- tavolini che ballano, rabdomanzia, oroscopi -- ci si possono aspettare delle leggi ordinate che governino i fenomeni, tali da renderli riproducibili e osservabili sperimentalmente, nel paranormale religioso la Divinità, burlona, agisce in maniera tale che l'osservatore, che si ponga con metodo razionale critico nell'osservazione del miracolo stesso, è per capriccio divino ingannato nella sua ricerca, perché ad esso si contesta mancanza di fede. Il miracolo religioso è dunque sfuggente, per definizione non indagabile, se lo si vuole considerare con gli occhi del credente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista scettico, è necessario invece adottare un approccio non discriminatorio, sia che si tratti di indagare le proprietà mediche del quarzo rosa, sia che si tratti di verificare un fenomeno miracoloso di origine divina. Dal 1858 ad oggi, ad esempio, sono stati migliaia i supposti casi di guarigione per opera della madonna di Lourdes -- il fatto che esistano numerose madonne tutte diverse a seconda del luogo di apparizione, e che si possa a loro rivolgersi come se esse fossero entità indipendenti e discordanti è un curioso effetto del politeismo che è la vera religione praticata dalla gran massa dei fedeli cattolici -- esaminati dalla Chiesa. 67 di questi eventi sono stati dichiarati miracolosi, in una progressione numerica inversamente proporzionale alla conoscenza acquisita con il tempo dalla scienza medica: 37 miracoli sono quelli dichiarati nei primi cinquanta anni dall'apparizione (1858 - 1908), mentre soltanto 5 quelli dichiarati negli ultimi 50 (1960-2010), il più recente dei quali è stato riconosciuto nel 2005 per un caso che però avvenne nel 1952. Lo stesso (curioso) fenomeno si ritrova in generale, anche per quanto riguarda l'aspetto della "potenza miracolosa": i miracoli biblici o comunque quelli avvenuti in epoche assai remote sono decisamente più spettacolari e "improbabili" di quelli che invece la divinità dispensa nelle epoche recenti. Questo speciale carattere degli eventi miracolosi, tra l'altro, produce una palese discriminazione nei confronti, ad esempio, degli amputati i quali non possono sperare nella divina ricrescita del proprio arto --  sebbene possano soltanto in questo confidare nei prodigi dell'ingegneria biomedica -- a differenza dei ciechi o dei malati di cancro che beneficiano di tanto in tanto dei favori della lunatica Madonna (di Lourdes). Per sovrappiù, una rassegna del 1989 elenca 3000 guarigioni spontanee che nulla hanno a che vedere con la religione, e la letteratura medica è piena di articoli che trattano di remissioni spontanee da malattie ritenute incurabili -- guarigioni cosiddette inspiegabili -- che se fossero avvenute nei pressi di un qualche santuario sarebbero senza dubbio state dichiarate miracolose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che però rimane da chiarire è quanto sopravviverebbe della religione cattolica se, per ipotesi remota, con il progredire della scienza e della conoscenza della natura, gli eventi miracolosi cessassero del tutto. Sarebbe sufficiente un Dio completamente trascendente? Un Dio i quali miracoli sono consegnati alla storia, e che smetta di operare eventi miracolosi? Si dovrebbe dunque credere in un Dio che ha paura di essere smascherato? Perché invece Egli non opera un miracolo incontrovertibile e da tutti osservabile, che so, ad esempio una mucca sospesa a 3 metri da terra in mezzo a Times Square?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scienza ha il dovere di occuparsi dei fenomeni naturali, e dunque i miracoli  e per conseguenza Dio stesso, cadono nel suo campo d'indagine. Questa faccenda spaventa molto quei credenti che però rifiutano di buttare a mare il sapere scientifico in favore della Verità Rivelata. Essi sono anche coloro che ritengono di non aver bisogno dei miracoli per credere, e che di solito non credono ai miracoli non necessari. Essi addirittura sperano che i miracoli cessino del tutto, cosicché la scienza, la ragione, non abbia più la necessità e la possibilità di occuparsi di Dio. Quello che non capisco è perché dunque credere ai miracoli del Vangelo, che sono sicuramente più improbabili e generalmente peggio testimoniati, e dunque richiedono davvero uno sforzo di irrazionalità assai consistente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7671071358930010351-288764031424781063?l=francescocontini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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La sua bravura consiste nell'adattare questa normativa generale ai casi particolari, valutando le conseguenze delle sue azioni, sia sulla sua propria reputazione che sulla ricompensa che esse produrranno in termini di vincita o perdita di chips, e la reputazione degli avversari secondo razionalità. A me piace pensare alla morale esattamente in questi termini, come un canone di principî da temperare nella realtà sulla base di quanto detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per lungo tempo si è ritenuto, e molti lo ritengono tuttora, che la morale, al contrario, avesse origini divine, e altrimenti non si potesse giustificare. Una considerazione piuttosto singolare, che spesso si è risolta, e si risolve, nell'ammonimento attraverso l'uso di una fantastica punizione o ricompensa ultraterrena, da incassarsi dopo la morte. Questo ammonimento ricorda quelli altrettanto straordinarî e inverosimili che ogni genitore usa per condurre la prole all'età della ragione evitando che essa combini danni irreparabili. La speranza di ogni genitore, dunque, è quella che essi rimangano credibili sufficientemente a lungo da permettere la dissuasione dalle azioni, dirò, &lt;a href="http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3943&amp;amp;ctg_id=93"&gt;malvagie&lt;/a&gt;, dei bimbi &lt;a href="http://www.etimo.it/?term=imbecille&amp;amp;find=Cerca"&gt;imbecilli&lt;/a&gt;, poiché a essi è difficile inculcare una ragione superiore che giustifichi il bene al di là dell'immediato vantaggio, il quale è sovente sopravvalutato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualunque cosa ne dicano le teologie più raffinate, è esattamente questo il meccanismo che in particolare la Chiesa cattolica e l'Islam nelle sue varie forme hanno usato per irretire e dominare gli istinti popolari votati all'irrequietezza della contingenza. Tale dominio era esercitato al fine perlopiù di garantire la convivenza: i monarchi traevano grandissima parte della loro autorità dall'investitura divina, e le scomuniche somministrate dai vari papi in numerosissime circostanze - le ultime di questo genere furono le ben tre scomuniche che ricevette Vittorio Emanuele II re d'Italia - costituivano un grave &lt;span style="font-style: italic;"&gt;vulnus&lt;/span&gt; alla regalità del sovrano e all'autorità della quale egli godeva presso il popolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Man mano però che lo spirito del tempo cambiava, e si sortiva dall'oscuro obnubilamento della fanciullezza per accostarsi alle scienze sperimentali, alla filosofia razionale, gli inferni e le eterne dannazioni, insieme con i paradisi di vergini o le visioni estatiche di ineffabile descrizione hanno perso di efficacia. Oggi, è molto difficile convincere le persone a ben comportarsi con questo tipo di argomenti, e coloro i quali sbandierano il demonio e le fiamme eterne di fronte all'immoralità vengono considerati alla meno peggio degli eccentrici, o piuttosto matti da legare. Bisogna dire a tal proposito che l'Islam è oggi più capace di utilizzare questi strumenti di convincimento, ma soltanto dove un odierno medioevo culturale è presente, e soltanto attraverso il costante indottrinamento dalla fanciullezza in avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritenere che la morale abbia origine ultraterrena possiede un altro terribile aspetto: la pretesa che il giudizio morale possa essere avulso da qualsiasi contingenza, e che si possa giudicare la moralità sulla base assoluta delle leggi divine. Addirittura, a questo proposito le grandi religioni monoteistiche e alcune altre fanno riferimento a specifici canoni dedotti da testi, cosiddetti sacri, scritti in genere secoli fa. Questo atteggiamento, che è chiaramente retrogrado perché ritiene che ci si debba comportare come era ritenuto corretto comportarsi nell'età del bronzo, o giù di lì, conduce a una illiberalità di fondo, poiché, banalmente, la libertà è una conquista intellettuale relativamente recente, ed essa era assai poco valutata dagli "antichi" ai quali i testi sacri fanno riferimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I fenomeni di immoralità diffusa che sono odiernamente presenti possono essere comunque ricondotti alla palese inefficacia del deterrente religioso nel governare i comportamenti individuali. Ormai quasi nessuno più teme i gironi danteschi, e costoro non hanno però altro riferimento morale al quale riferirsi, né trovano ulteriori deterrenti nella legge civile, la quale in numerosissimi casi fornisce un bilancio fra ricompensa ricavata dall'aver agito immoralmente e pena generata dall'aver violato le regole che è comunque positivo. Inoltre, tutti i comportamenti immorali non normati sono comunemente praticati, né si vede la ragione per la quale essi non debbano essere praticati, conducendo i soggetti dell'agire a null'altro che una immediata ricompensa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una chiara responsabilità in questa mancanza ce l'hanno tutti coloro che hanno agito moralmente perché hanno trovato la loro morale al di fuori dell'infantilismo religioso, e che però non si sono adoperati perché culturalmente tutto ciò fosse dalla comunità riconosciuto. La potenza di una morale laica deve essere ora chiara: essa è in questa vita, non possiede propaggini ultraterrene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciascuno per sé desidera la felicità, anzi, dirò che deve desiderare la felicità. Come può l'agire morale garantirla è questione non semplice da chiarire, ma che si fonda sul principio della reputazione. Chiunque di noi possegga uno spirito ricco sarà familiare con la sensazione di piacevolezza che è provocata dal riconoscimento del proprio valore nei suoi simili. Dico nei suoi simili per una ragione: l'obiezione più comune che può essere fatta alla "predicazione" di un rigore morale contingente è quella che, detta in uno slogan, i furbi fanno strada. Ebbene però quello spirito elevato del quale si parlava che cura dovrebbe avere se, per ipotesi, una scimmia lo giudicasse poco colto perché il colore della sua biblioteca non le è gradito? La ricompensa deve essere giudicata nella soddisfazione intellettuale, ed essa può essere assai più grande che un'automobile di grossa cilindrata, o una posizione lavorativa di tipo dominante. Inoltre, la cura con la quale si dovrà guardare alla propria reputazione presso i propri simili dovrà essere chiaramente assai più pronunciata di quella con la quale si guarda alla propria reputazione presso coloro che giudicano secondo parametri pseudomorali derivati dalle ricompense materiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il costante, quotidiano, rigore morale è un esercizio assai oneroso, soprattutto perché, come ho detto, è molto difficile valutarne le immediate ricadute. La reputazione è un oggetto complesso da fabbricare, e assai fragile. Esso può rompersi per un'inezia, dopo magari anni di lavoro. Ciò nonostante, soltanto questo esercizio può garantire una vita soddisfacente, poiché l'unico piacere duraturo del quale disponiamo è la stima dei nostri simili e la frequentazione di essi sulla base del reciproco riconoscimento di valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbandoniamo dunque la fanciullezza acritica, rifiutiamo la perniciosa morale d'origine divina, e dedichiamoci a coltivare quest'altra, che è fondata nel mondo, ed è, meravigliosamente, umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;una lunga discussione &lt;a href="http://friendfeed.com/francescocontini/2b08c97b/sulla-morale"&gt;qui&lt;/a&gt; su FriendFeed&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7671071358930010351-741630990758165035?l=francescocontini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YbU0ehNik4Tw0QsvKWUq3ZHQVhg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YbU0ehNik4Tw0QsvKWUq3ZHQVhg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YbU0ehNik4Tw0QsvKWUq3ZHQVhg/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YbU0ehNik4Tw0QsvKWUq3ZHQVhg/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Blasfemie/~4/yWaWMTCRmeU" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Blasfemie/~3/yWaWMTCRmeU/complottismi.html</link><author>noreply@blogger.com (Effe)</author><thr:total>5</thr:total><feedburner:origLink>http://francescocontini.blogspot.com/2010/07/complottismi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7671071358930010351.post-3833208216274386952</guid><pubDate>Sun, 25 Jul 2010 21:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-27T23:46:41.142+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">religione</category><title>Sulla storia e sulle fonti, una similitudine di un certo azzardo</title><description>Immaginate per un momento che Silvio Berlusconi sia incriminato, rinchiuso nelle patrie galere e infine, in prigionia, muoia in circostanze misteriose. Immaginate il clamore dopo la sua morte, con molti suoi fedelissimi che lo avevano già tradito e abbandonato, e molti altri invece, pochi in verità, riunitisi in una fondazione commemorativa con lo scopo di tramandare le sue gesta e il suo valore. Essi produrranno numerosi testi, anche non concordanti fra di loro, che narreranno in maniera parziale le sue gesta, riportando episodi non verificati che però renderanno quei testi agiografie edificanti. Essi avranno una fonte comune, però, in una biografia patinata che Berlusconi aveva inviato nelle case degli Italiani quando era ancora in vita. Supponete ora che si verifichi un'enorme cataclisma mondiale, come a esempio una guerra, o la vittoria di Beppe Grillo alle elezioni politiche. Intere nazioni distrutte, bombardamenti con bombe EMP che cancelleranno tutti gli hard disk dei server ove erano custoditi documenti storici, emeroteche digitali e tutto il sapere storico digitalizzato dell'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune copie cartacee delle opere dei seguaci di Berlusconi però verranno rinvenute dagli archeologi, assieme a dei frammenti della fonte. Alcune di esse verranno rese sinottiche, verranno quindi tradotte e forniranno nuova linfa a delle sette di adoratori di Berlusconi che avevano trovato origine dopo la sua scomparsa. Numerose conversioni si verificheranno di fronte alla testimonianza scritta dei miracoli che l'unto dal Signore, il Cristo, aveva operato: la ricostruzione di una città dopo un terremoto, la sparizione dei sacchi di immondizia, la vittoria della Champions League con Pippo Inzaghi in attacco, la moltiplicazione della coca e delle escort. La nuova religione si diffonderà capillarmente nell'impero, fino a essere così praticata che sembrerà assurdo persino chiedere che le immagini di Berlusconi, appese in tutte le aule scolastiche del mondo, siano rimosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che assurdità eh?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(nota per i vari Belpietro e compagnia: non è un post su Berlusconi e non ne desidero la morte, anzi spero che sopravviva a lungo alla sua rovina sebbene io non sia così ottimista)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7671071358930010351-3833208216274386952?l=francescocontini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xz7fwBKTE7EowPx8qIVu5PV6YM8/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xz7fwBKTE7EowPx8qIVu5PV6YM8/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xz7fwBKTE7EowPx8qIVu5PV6YM8/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/xz7fwBKTE7EowPx8qIVu5PV6YM8/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Blasfemie/~4/92xSvbPLnR4" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Blasfemie/~3/92xSvbPLnR4/sulla-storia-e-sulle-fonti-una.html</link><author>noreply@blogger.com (Effe)</author><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://francescocontini.blogspot.com/2010/07/sulla-storia-e-sulle-fonti-una.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7671071358930010351.post-894443954344180910</guid><pubDate>Sun, 11 Jul 2010 13:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-11T15:37:55.634+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">politica</category><title>Intervento al congresso provinciale IdV, ovvero come riprendersi la propria libertà</title><description>Buonasera,&lt;br /&gt;tengo innanzitutto a precisare che porto questo contributo congressuale in qualità di semplice tesserato. Per mia grande soddisfazione e fortuna non sono presente in nessuna delle liste di coordinamento che sono state presentate. La soddisfazione la spiego poi, per intanto mi limiterò a chiarire che cosa intendo quando dico “per fortuna”. Pare infatti che alcune persone si siano trovate candidate in una lista, quella del candidato coordinatore Buoncristiani, senza nemmeno che a loro sia stato chiesto. Io ritengo questo &lt;b&gt;un fatto gravissimo&lt;/b&gt;: l'utilizzo del nome e della reputazione di qualcuno a sua insaputa per i propri scopi personali, per abbellire una lista con una presenza giovane, magari arricchita da quelle che paiono essere "categorie protette", nella triste politica di oggi, quasi che fossero inabili ai quali riservare un parcheggio nei pressi di una farmacia, e mi riferisco alle donne, agli omosessuali e ai normalisti, è un atto politico più che deplorevole, insensato. A tale proposito vorrei sapere da uno dei candidati alla dirigenza provinciale del partito, il sig. Gabriele Fogli, che nel 2005 dichiarava che l'omosessualità è una pratica immorale, in che misura ha rivisto le sue convinzioni. E' necessario che questa platea si assicuri che quelle opinioni che si &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/07/07/arrivano-gay-assessore-si-dimette.html"&gt;trovano sulla stampa&lt;/a&gt; non sono le sue. Sebbene poi queste persone siano state rimosse, cambiando la lista del direttivo ben oltre i termini di presentazione, io mi chiedo che cosa intendesse il candidato coordinatore Buoncristiani quando ha parlato nella sua mozione – sì, ho questo brutto vizio di dare importanza a quello che si scrive nelle mozioni – quando ha parlato di un partito che operi secondo democrazia partecipata. Se nemmeno si riesce a chiedere il consenso ai propri candidati, di che qualità potrà essere mai un tipo di coordinamento del genere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Procedendo oltre, ritengo di dover dire due parole sul coordinamento passato: credo che abbia avuto numerosissime pecche, che sia stato perlopiù autoreferenziale, ma la mancanza più grave è stata certamente quella di non aver saputo fornire &lt;b&gt;nessuna linea politica agli eletti&lt;/b&gt;, di essersi adagiati comodamente sul PD. Addirittura in un articolo pubblicato su pisanotizie, e sul Tirreno mi hanno detto, il coordinatore uscente Michele Curci utilizza queste esatte parole: “la strada intrapresa dalla maggioranza e dalla giunta pisana va nella direzione migliore possibile”. Tralasciando l'afflato leibniziano dell'affermazione, che pare messa in bocca ad un Candido discepolo di voltairiana memoria, io mi chiedo quando questa linea politica sia stata discussa fra gli iscritti, o, quantomeno, se essi sono stati messi a conoscenza dell'indirizzo politico quasi religioso che il partito ha intrapreso nei confronti del partito di maggioranza e dell'amministrazione. Chissà dunque cosa intende il candidato coordinatore Cecchi quando nella mozione – ricordate il vizietto di prima? - scrive che il coordinatore uscente Curci ha già posto solide basi. Come si può pretendere che un iscritto che guardi al futuro senta, in tutta coscienza, di dover proseguire sulla strada intrapresa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'altra parte leggo una mozione, quella del candidato Buoncristiani, tutta inzuppata di spirito riformista, senza che in nessun passaggio si sia chiarito, se non in forma elementare, che cosa possa mai significare questo riformismo del quale ci si riempie la bocca. La cosa più notevole, però, di questa mozione, è che non si fa &lt;b&gt;nessun cenno ai problemi di democrazia&lt;/b&gt; che questo partito vive quotidianamente nei suoi organi territoriali e nei rapporti di essi con gli organi nazionali. Non si fa alcun cenno alle terribili pratiche politiche che i congressi territoriali fanno venire ancor più alla luce. Non si fa alcun cenno ai &lt;b&gt;rapporti paternalistici che consentono ad alcuni elementi di questo partito di occupare posizioni di potere&lt;/b&gt;, emarginando quei pochi onesti ingegni che ancora hanno il coraggio di impegnarsi. Evidentemente il candidato Buoncristiani non ritiene che questi siano problemi da affrontare. Chissà, magari se ne è dimenticato, può capitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E proprio questo è il punto: parliamo del congresso nazionale. Si affermò che l'appoggio a De Luca dovesse essere votato, con una grande operazione d'immagine di berlusconiano imprinting, sebbene questi non le attui in maniera così dilettantesca. Allora il congresso nazionale &lt;b&gt;fu esautorato e preso in giro&lt;/b&gt;, sulla base di promesse che oggi sappiamo essere false. De Luca ha infatti accettato la prescrizione. Il presidente Di Pietro non si è sentito in dovere di chiedere scusa a qualcuno, ai suoi tesserati, a coloro che lavorano tutti i giorni nell'ombra perché il partito da lui fondato possa raggiungere quei bei numeri elettorali dei quali ci si gloria. Egli scrive letterine di rimprovero, come il severo padre ai figli che paion scolari non diligenti. A essi è riservato il lavoro, la raccolta delle firme, la pubblicità elettorale. La politica? Non è affar nostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho quasi terminato, ma non posso tacere sull'essenza di questo congresso, che dovrebbe essere espressione dei tesserati. &lt;b&gt;La democrazia non può essere un fatto aritmetico, e però di questo vizio ci si fa vanto&lt;/b&gt;. Nella fase precongressuale l'unica questione messa in campo è stata questa: &lt;b&gt;chi ha fatto più tessere, e la testimonianza furono le numerose riunioni deserte&lt;/b&gt;, alle quali ho caparbiamente partecipato assieme ad altri pochi pazzi. Allora io qui affermo con responsabilità, e vorrei che tutti lo affermaste con me, che coloro che non hanno idea di cosa sono venuti a votare, coloro che sono stati cooptati per la sola occasione congressuale &lt;b&gt;non hanno alcun diritto di votare&lt;/b&gt;. La democrazia, come scrive Buoncristiani nella mozione, è soprattutto partecipazione. Mi si dice che questa pratica politica è inevitabile; ebbene io vorrei che di fronte a questo, perlomeno, si provi vergogna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voi che votate oggi, a differenza del popolo italiano che è costretto a votare il meno peggio, un'alternativa ce l'avete. Certo, non la sfrutterete, e mi permetto anche di dire il perché: perché vi mancherà il coraggio – com'era lo slogan? - il coraggio di essere liberi. Ed è per questo motivo che rimetto la mia tessera e la mia iscrizione, perché i principi e i valori di questo partito sono rimasti sulla carta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7671071358930010351-894443954344180910?l=francescocontini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RoQTpUyklO1hAWztmNDqjhVplhk/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RoQTpUyklO1hAWztmNDqjhVplhk/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RoQTpUyklO1hAWztmNDqjhVplhk/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RoQTpUyklO1hAWztmNDqjhVplhk/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Blasfemie/~4/hcH4J8Rc0XU" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/Blasfemie/~3/hcH4J8Rc0XU/intervento-al-congresso-provinciale-idv.html</link><author>noreply@blogger.com (Effe)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://francescocontini.blogspot.com/2010/07/intervento-al-congresso-provinciale-idv.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7671071358930010351.post-5858342461977810910</guid><pubDate>Thu, 08 Jul 2010 10:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-07-08T12:19:57.469+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">letteratura</category><title>Infinite Jest</title><description>perché è un libro adorabile:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span class="quote"&gt;&lt;p&gt;Dwayne R. Glynn&lt;br /&gt;176 N. Faneuil Blvd.&lt;br /&gt;Stoneham, Mass. 021808754/4&lt;br /&gt;21 giugno, ADPCDCDA&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Sezione Accertamento Incidenti sul Lavoro&lt;br /&gt;State Farm Insurance&lt;br /&gt;1 State Farm Plaza&lt;br /&gt;Normal, III. 617062262/6&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Egregi Signori,&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;La presente fa seguito alla Vostra richiesta di maggiori  informazioni. Nella sezione n. 3 del modulo di denuncia ho riportato  come causa dell’incidente “tentativo di svolgere il lavoro da solo”.  Nella Vostra lettera scrivete che dovrei spiegarmi meglio e spero che i  seguenti dettagli siano sufficienti.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Di mestiere faccio il muratore. Il giorno dell’incidente, 27 marzo  u.s., lavoravo da solo sul tetto di un nuovo edificio a sei piani.  Quando completai il lavoro, scoprii che mi erano avanzati circa 900 kg  di mattoni.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Invece di portare giù i mattoni a mano, che è un’impresa laboriosa,  decisi di metterli in un grosso barile e calarlo per mezzo di una  puleggia che era attaccata sul lato dell’edificio al sesto piano. Dopo  aver assicurato la fune al pianoterra tornai sul tetto, spostai il  barile lasciandolo sospeso in aria e vi caricai i mattoni. Poi tornai a  terra e slegai la fune, tenendola ben stretta per far scendere piano i  900 kg di mattoni. Come risulta dalla sezione n. 11 del modulo incidente  io peso 75 kg.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A causa della sorpresa nell’essere strappato al suolo così  all’improvviso, non ebbi la prontezza di spirito di lasciare andare la  corda. Dunque salii a grande velocità lungo il lato dell’edificio. In  prossimità del terzo piano incontrai il barile nella sua fase di  discesa. Questo spiega la frattura del cranio e della clavicola.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Rallentato appena da quest’incontro continuai la mia rapida ascesa  finché le dita della mia mano destra si incastrarono nella puleggia fino  alla seconda nocca. Fortunatamente, a questo punto avevo riacquistato  la mia presenza di spirito e riuscii così a reggermi forte alla fune  nonostante il grande dolore. Più o meno allo stesso tempo, però, il  barile di mattoni colpì il suolo e perse il fondo a causa della forza di  impatto.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Senza il peso dei mattoni, il barile pesava ora approssimativamente  30 kg. Vi rimando ancora alla sezione n. 11 in cui si dice che peso  75 kg. Come potete immaginare, sempre mantenendo la mia presa sulla fune  iniziai una discesa piuttosto rapida dalla puleggia lungo il lato  dell’edificio. In prossimità del terzo piano incontrai il barile in fase  di risalita. Questo spiega la frattura di ambo le caviglie e la  lacerazione di gambe e parte inferiore del corpo.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’incontro con la carriola mi rallentò abbastanza da diminuire di  molto l’impatto col terreno ricoperto di mattoni sotto di me. Tuttavia  sono spiacente di riferire che, mentre giacevo sui mattoni in preda a  grande dolore, incapace di alzarmi o muovermi, vidi il barile vuoto sei  piani sopra di me e persi di nuovo la prontezza di spirito e  sfortunatamente lasciai andare la fune, cosicché il barile cominciò a -&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DFW - Infinite Jest, pp. 165-166&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7671071358930010351-5858342461977810910?l=francescocontini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Per via del fatto che ci stanno gli esami di maturità; li chiamano così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che in questa questione, come un po' in tutte le questioni specialmente qua da noi che votiamo certa gente, non si può mica discutere, in particolare perché ci stanno una serie di talebaniclassicisti, che, come il Papa s'attacca a patella su quelle poche questioni che ancora si ha paura di affrontare razionalmente - la morte mi pare un esempio calzante - e che dunque s'affrontano colla forza della tradizione, così i talebaniclassicisti, pure. Ah, talebanoclassicista è una parola macedonia, me l'ha insegnato un mio amico classicista, un piccoletto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi si sentono delle cose che, insomma, tipo: studiare il greco e il latino aiuta la logica. Seri. No, dai. Esiste una cosa, si chiama logica. E' una scienza. C'è la logica dialettica, c'è pure quella antidialettica, che nessuno che non capisca un po' di fisica quantistica capisce. Studiamo quella no? Le inferenze, quelle cose lì. Insomma, una versione di Silio Italico non ha niente di logico. Cioè, pare che certe volte lo facevano apposta, e la chiamavano retorica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi niente, dicono che studiare le lingue morte serve ad aprire la mente. Studiare filosofia serve ad aprire la mente, studiare matematica serve ad aprire la mente. Studiare tutto serve ad aprire la mente. Anche questa cosa la chiamano cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'altra parte invece dicono che niente, non ti insegna un mestiere e non serve alla vita pratica, boh, non saprei come definire quel concetto per il quale gli uomini valgono in base a quello che riescono a produrre, tipo per esempio produrre le Panda a Pomigliano. Insomma, a parte alcune specifiche eccezioni, tipo che nemmeno me ne vengono in mente, nessuna materia imparata a scuola ti insegna un mestiere. La matematica non serve a fare le cose, in sé. Ma nemmeno cinque anni di ingegneria, mica ti insegnano a fare l'ingegnere. Le basi, ma quali basi? Per fare il lavoro che ti fanno fare chiamandoti ingegnere servono toh, un par di settimane di sbattimento con quelle quattro cazzate aziendali. Non  molto di più che un corso di formazione per operatori dei call center.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicono pure che tutto questo sforzo e niente, non sforniamo latinisti, ellenisti, grechisti come direbbe Agamennone. Insomma, questo dipende principalmente dal fatto che ci sono le persone, ed è tipicamente difficile insegnare alle persone. E' già tanto se, in mezzo a un certo numero di persone, ne cavi fuori una decente, che riesca a capire che forse è meglio che si dedichi ad altro, piuttosto che a diventare ellenista-latinista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è questo. Che il latino, il greco, sono belle materie. Quei tizi in gamba che poi fanno altro lo sanno, se ne accorgono. Una bella materia è la matematica, e altrettanto la filosofia. Gli scacchi, anche. Dànno soddisfazione intellettuale, che è il nutrimento di qualunque cervello onesto. In un posto che si chiama Stato Liberale, ciascuno ha il diritto di trovare soddisfazione, felicità pure, dove meglio crede. E in nessuna misura si può credere di poter rinunciare gratuitamente a una parte della libertà dei propri cittadini in favore dell'economia, qualunque cosa questa parola voglia dire. Ogni rinuncia di libertà è un grosso prezzo, e deve essere considerata per quello che è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra tutti gli studenti, gli scolari, che si applicano allo studio delle materie classiche, e delle lingue morte, una parte di essi, in qualche momento, avrà provato felicità. Di essa, a meno che non abbiano la fortuna di fare lo "studioso" e ricevere un compenso capace di garantire la sopravvivenza, oppure la fortuna di poter mettere da parte qualche momento libero dal tempo lavorativo e attinente per studiare, questi scolari conservano la memoria preziosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo post non giustifica in nessuna maniera coloro che s'aggirano per il mondo fieri di non capire un cazzo di matematica, ma di ricordarsi in quali guise Lesbia sapeva succhiare l'uccello di Catullo. Quelli li considero al pari di Bossi Jr.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://friendfeed.com/francescocontini/221afc3d/sull-istruzione-e-anche-sulla-cultura-se-viene"&gt;Qui&lt;/a&gt; su Friendfeed&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7671071358930010351-4555959563085397859?l=francescocontini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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