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	<title>Alessandra Galetta</title>
	
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	<description>Diario di un'emigrante quasi di lusso</description>
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		<title>Lo scarafaggio tra gli elefanti</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 09:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roba d'Olanda]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la prima volta stamattina ho visto una macchinetta come  quelle che girano a Roma, guidate da adolescenti con i soldi. A bordo di questa, però, non c’era un adolescente, ma un tipo che ci scoppiava dentro.
Stereo a volume altissimo. In effetti l’ho notata proprio per questo.
Nera.
Il lunotto posteriore era rotto ed era sostituito con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per la prima volta stamattina ho visto una macchinetta come  quelle che girano a Roma, guidate da adolescenti con i soldi. A bordo di questa, però, non c’era un adolescente, ma un tipo che ci scoppiava dentro.<br />
Stereo a volume altissimo. In effetti l’ho notata proprio per questo.<br />
Nera.<br />
Il lunotto posteriore era rotto ed era sostituito con un telo di plastica.<br />
Stava in mezzo a due Suv grigi.<br />
In effetti, quasi tutte le auto in fila erano Suv. Li hanno ricominciati a comprare, forse è un segnale che la crisi economica sta passando. Le sette case in vendita o in affitto di CameliaHof hanno ancora i loro cartelli piantati nei giardini però. Gli americani, che sono stati i primi a essere stati licenziati, alcuni in tronco, non sono ancora tornati.</p>
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		<title>Quota rosa, vedo rosso</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contro il potere che]]></category>

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		<description><![CDATA[Quale strategia deve adottare un imprenditore che decide di produrre un bene o un servizio per cui la domanda da parte dei consumatori è già assorbita dagli altri operatori presenti sul mercato?
La differenziazione  del bene o del servizio, per esempio. Così  un pacco di biscotti al cioccolato viene messo in vendita con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quale strategia deve adottare un imprenditore che decide di produrre un bene o un servizio per cui la domanda da parte dei consumatori è già assorbita dagli altri operatori presenti sul mercato?<br />
La differenziazione  del bene o del servizio, per esempio. Così  un pacco di biscotti al cioccolato viene messo in vendita con un adesivo di una torta da incollare su un quaderno di ricette. Oppure una casa editrice farà un libro composto da racconti scritti da autori mancini o che hanno più di settant’anni. Questi biscotti al cioccolato saranno preparati con gli stessi ingredienti di altri in vendita, ma l’adesivo attrarrà tutti quelli che hanno un quaderno di ricette e che ci tengono ad averlo speciale. Lo stesso ragionamento vale per la casa editrice: gli esordienti che scrivono con la sinistra o che hanno più di settanta anni compreranno quell’antologia. Qualcuno di queste  due categorie che non scrive lo riceverà per Natale e la casa editrice guadagnerà un po’ di soldi. Il mondo è pieno di biscotti al cioccolato e di antologie, ma grazie a un’idea i due imprenditori trovano un posto.<br />
Lo stesso vale per i servizi. Per esempio, ieri al tg2 hanno intervistato delle donne tassiste di Firenze che hanno costituito un’associazione. Le città sono piene di taxi ed ecco l’idea per entrare nel mercato e accaparrarsene una quota. In tempi di crisi bisogna farsi venire più idee è ovvio.<br />
Però è stato tristissimo quello che ha detto a un certo punto una delle intervistate. Ha detto: ci sono delle donne (<em>anziane? Spero di sì, alcune persone anziane hanno delle fissazioni</em>) che si sentono più tranquille a prendere un taxi guidato da una donna piuttosto che da un uomo (<em>per dire, pure le saudite che sono quelle meno libere al mondo hanno il permesso di prendere un taxi guidato un uomo). </em><br />
E poi ha aggiunto: “ con alcune clienti diventiamo amiche.” Amiche? E perché?<br />
Insomma, ‘ste tassiste un po’ mi hanno fatto tristezza, un po’ mi hanno irritato quando hanno dichiarato  che praticavano le stesse tariffe dei colleghi, che i loro taxi sono dello stesso colore degli altri (be&#8217;, questo non l&#8217;hanno detto, però hanno inquadrato una macchina ed era bianca) ma che grazie alla solidarietà e alla complicità femminile gli affari andavano bene.<br />
Poi mi sono messa a pensare ai concorsi per solo donne. E alle cretine che vi partecipano. A quelle che quando parlano dicono ancora:“perché noi donne, perché voi uomini”.<br />
Allora mi sono andata a rileggere una cosa scritta l’otto marzo del 2004 da una persona che è stata assassinata nel 2006. Questa persona è  Anna Politkovskaja e nel suo<a href="http://www.adelphi.it/novita/244/3057/3058/3079/libri.asp?isbn=8845921638"> diario russo</a> ha scritto: “Festa della donna. Come vuole la tradizione, Putin ha invitato al Cremlino le donne che lavorano. Una trattorista, una scienziata, un’attrice e un’insegnante. Discorsi ispirati, una coppa di champagne, le telecamere.”<br />
Certe donne la pensano come Putin purtroppo.</p>
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		<title>Catene di Frigyes Karinthy</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 17:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;
“C’è  sicuramente un aspetto interessante”, dissi quando la  discussione  cominciò ad animarsi.
(Si stava parlando del progresso,  di quale fosse la sua direzione, se si trattasse semplicemente di un gioco di tempi che tornano indietro, di ripetizioni di ciò che è già accaduto).
Non so spiegarmi meglio: non amo ripetermi. Forse posso provare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8230;<br />
“C’è  sicuramente un aspetto interessante”, dissi quando la  discussione  cominciò ad animarsi.<br />
(Si stava parlando del progresso,  di quale fosse la sua direzione, se si trattasse semplicemente di un gioco di tempi che tornano indietro, di ripetizioni di ciò che è già accaduto).</p>
<p style="text-align: justify;">Non so spiegarmi meglio: non amo ripetermi. Forse posso provare così: la terra non è mai stata tanto piccola come adesso.  Ovviamente, la mia affermazione è relativa. La rapidità    con cui si diffondono le notizie   e l’utilizzo di mezzi di trasporto sempre più veloci ha reso il mondo più piccolo rispetto al passato.<br />
&#8220;E&#8217; successo questo, quello, tutto, ma non era ancora successo mai che  ciò che penso, faccio, voglio o desidero, che mi piaccia o no, possa venirlo a sapere, in pochi secondi, chiunque.E se voglio verificare qualcosa che è accaduto a mille chilometri da me, in pochi giorni  posso trovarmi lì, di persona o con la mia parola, ed effettuare  la mia verifica.<br />
Il fatto che oggi si possa percorrere la Terra con gli stivali delle sette leghe, ha deluso qualcuno perché  ciò che si pensava fosse il Paese delle Meraviglie è diventato un luogo incredibilmente piccolo rispetto a quanto si era creduto fino a quel momento.<br />
Da qualche parte Chesterton scrive che non capisce perchè i metafisici vogliano a ogni costo rappresentare l’Universo come un qualcosa d’immenso, a lui piace di più l’idea di un’intimità, dell’infinitamente piccolo.<br />
Trovo molto rappresentativa questa idea nel secolo dei mezzi di comunicazione e dei trasporti, al di là di quanto sia vera, proprio perche’ Chesterton, anti evoluzionista e  reazionario negazionista  della scienza e della tecnica,  doveva necessariamente ammettere che il Paese delle meraviglie, che cita spesso nei suoi scritti,  era venuto fuori, come per magia,  grazie all’evoluzione della scienza.<br />
Certo, tutto torna e si rinnova, ma non vi accorgete che la velocita’ di questa ripetizione e di questo rinnovamento tende ad accelerare in  misura mai vista nello spazio e nel tempo? In pochi attimi il mio pensiero fa il giro del globo,   in pochi anni bruciamo le tappe della storia come una lezione ascoltata mille volte.<br />
Da ciò si dovrebbe dedurre qualcosa. Se riuscissi a capire quale!<br />
In realtà ero quasi arrivato a una conclusione, ma poi me la sono dimenticata.<br />
Sono assalito dai dubbi, forse proprio perchè ho sfiorato la verità.<br />
Quando si è nei pressi del Polo l’ago magnetico oscilla e pare che la fede abbia lo stesso comportamento quando si trova nelle vicinanze di Dio.<br />
Comunque, dalla discussione venne fuori un’idea interessante.<br />
Uno di quelli che vi partecipava propose un gioco per dimostrare che gli abitanti del  globo terrestre sono molto piu’ vicini l’uno all’altro, sotto molti punti di vista, di quanto lo siano  stati nel passato.<br />
Dato un individuo qualunque tra il miliardo e mezzo di abitanti della terra, che vive in un posto qualsiasi, lui sosteneva di riuscire a mettersi in contatto con quell’ individuo al massimo attraverso  cinque altri individui che si conoscessero tra loro personalmente.<br />
Faccio un esempio: tu conosci XY e gli dici di riferire a ZV, suo conoscente, che deve dare un messaggio a…ecc.ecc.<br />
“Be’, sono curioso” replicò qualcuno. “ecco, diciamo… diciamo Lagerlöf Zelma.”<br />
“Lagerlöf Zelma.” ripetè il nostro amico.  “niente di piu’ facile.”<br />
Gli ci vollero solo due secondi per rispondere.“Dunque, Lagerlöf Zelma, come vincitrice di premio Nobel, conoscerà sicuramente re Gustavo di Svezia, infatti fu proprio lui a consegnargli il premio, come da consuetudine. . A sua volta, re Gustavo di Svezia è un appassionato giocatore di tennis, partecipa a gare internazionali e nel passato ha giocato con Kehrling, che mi conosce molto bene.”<br />
(Io stesso conosco  Kehrling).<br />
“Ecco la catena, abbiamo avuto bisogno solo di due anelli rispetto al massimo dei cinque stabiliti dalla mia teoria.<br />
E’ normale che siano stati così pochi perché è più facile tracciare dei legami  con gli uomini famosi rispetto a quelli che non lo sono. Infatti i primi conoscono più persone. Per favore, stavolta trovatemi qualcosa più difficile  di questa!&#8221;<br />
Ed ecco una prova più complicata: entrare in contatto con un metalmeccanico della Ford.<br />
Fui io a prendermi l’incarico e riuscii a dimostrare di essere separato dall’operaio in questione soltanto da quattro anelli.  L’operaio conosce il direttore della fabbrica, il direttore conosce Ford stesso, Ford e’ in buoni rapporti  con il direttore generale Hearst<em>,</em> l’anno scorso il direttore generale Hearst ha avuto modo di conoscere approfonditamente il signor Pasztor Arpad, che non solo e’ un mio conoscente, ma, per quanto ne so, un mio grande amico. Perciò basterebbe che gli dicessi di telegrafare al direttore generale Hearst, che dicesse a Ford di dire al direttore della fabbrica che quel certo operaio metalmeccanico mi deve montare urgentemente una macchina.<br />
Il gioco proseguì  e il nostro amico aveva ragione: non ci fu mai bisogno  più di cinque anelli di catena per fare in modo che un qualsiasi individuo del gruppo potesse essere messo in contatto, esclusivamente attraverso  conoscenze personali, con un uomo qualunque della Terra.<br />
E ora vi pongo una domanda: c’è mai stato un periodo storico precedente al nostro in cui questa teoria sarebbe stata possibile?  Giulio Cesare fu un uomo potente, ma se,  per esempio, gli fosse venuto in mente di contattare, entro poche ore o pochi giorni, uno sciamano azteco o maya dell’America di allora, non sarebbe stato in grado di realizzare ciò nè attraverso cinque, nè attraverso trecento anelli di catena perché  a quei tempi si sapeva dell’America e dei suoi possibili o non possibili abitanti assai meno di quanto oggi  sappiamo noi di Marte e della sua popolazione.<br />
Qualcosa c’è, qualcosa continua, al di là dei cambiamenti Qualcosa si restringe e diventa più piccola, qualcosa si gonfia e diventa sempre più grande.<br />
E’ possibile che questo restringimento e rimpicciolimento  e questo Gonfiamento e Ingrandimento cominciassero proprio da quella piccola scintilla che milioni di anni fa comparve nella fredda gelatina uomo-animale e che gonfiandosi e ingrandendosi e infiammando tutto quello che incontrava, causasse un’implosione, riducesse in cenere l’intero mondo fisico? E’ possibile che la forza vinca la materia,  che l’anima sia  più forte e reale del corpo,  che la vita abbia un senso e che sopravviva alla vita stessa, che il bene prevalga sul  male,  che Dio sia  più potente del diavolo?<br />
Perchè, ecco, mi vergogno, ma voglio confessarvi una cosa che faccio e che invece non dovrei fare perché la gente mi considera un pazzo per questo.  Spesso mi cimento in questa teoria degli anelli non solo collegando tra loro le persone, ma pure le  cose. Purtroppo, è diventata un’attività che non è più sotto il mio controllo, come la tosse. E’ un esercizio inutile, che non mi porta da nessuna parte.  Sono diventato come il giocatore d’azzardo che ha perso tutti i suoi averi nelle bische clandestine e  continua a giocare  scommettendo poco, o nulla, senza più nessuna  speranza di vincere.<br />
Lo strano gioco del Pensiero procede sbuffando inesorabilmente dentro di me. Due anelli di catena, tre anelli di catena, al massimo cinque anelli di catena. Come posso mettere in contatto, in relazione le piccole cose della vita che mi si parano davanti,  come posso incastrare un fenomeno  all’altro,  come posso unire il relativo e transiente con il non relativo e permanente – come posso collegare  la singola parte al tutto? Sarebbe bello vivere, divertirsi, essere felici, prendere gli avvenimenti per quello che sono, che portino gioia o procurino dolore, e invece mi è impossibile!  Mi eccita il gioco di trovare qualcos’altro in quegli occhi che mi sorridono o in quel pugno che mi minaccia. Mi lascia piuttosto indifferente il fatto che io debba avvicinarmi a quegli occhi o difendermi da quell pugno. Qualcuno mi ama, qualcuno si arrabbia con me e io mi chiedo: perchè mi ama, perchè è arrabbiato con me? Due non vanno d’accordo e io devo comprenderli entrambi. Ma come? Vendono uva sulla strada, mio figlio piange nell’altra stanza. La moglie di un nostro conoscente lo tradisce, nell’incontro di Dempsey 150 uomini gridavano. Il nuovo libro di Romain Rolland non lo voleva nessuno, il mio amico X ha cambiato la sua opinione su Y. Giro, giro, girotondo. Come si puo’ trovare una linea che unisca tutti gli elementi, gli avvenimenti, le azioni in questa confusione? E ciò, inoltre, deve essere fatto in un modo veloce e diretto, non con trenta volumi di filosofia! E soprattutto con consequenzialità, in modo che la catena che inizia da quel determinato oggetto riconduca a quello nel suo ultimo anello, ossia porti all’origine di tutte le cose.<br />
Come se…   Come se questo signore… questo signore, che è venuto al mio tavolo… mentre scrivo questo, è venuto e mi ha disturbato con una domanda insignificante e mi ha fatto scappar via quello che stavo per dire.  Perchè è venuto a disturbarmi?  Primo anello: non considera importante il mio scribacchiare  Perchè? Secondo anello: di solito il mondo non tiene troppo in considerazione la scrittura, come invece accadeva un quarto di secolo fa. La causa del mutamento del  mondo che ha influenzato la mia psiche, dal momento che ha partorito questa teoria. Non posso sperare  di raggiungere le grandi menti del secolo passato, coloro che hanno osservato  con metodo l’universo. Terzo anello: per questo domina sull’Europa l’isteria della Paura e dell’Oppressione, l’Ordine e’ stato distrutto.  Quarto anello!   Venga quindi il nuovo ordine, venga il nuovo redentore del mondo, si manifesti di nuovo il Dio del mondo nel rovo che brucia, sia pace, sia guerra, sia rivoluzione, “oh, quinto anello”, che non succeda piu’ che qualcuno provi a disturbarmi quando gioco, quando fantastico, quando penso!<br />
&#8230;</p>
<p><strong>Il testo in originale si trova <a href="http://members.iif.hu/visontay/ponticulus/rovatok/humor/nexus.html">qui,</a> la traduzione dall&#8217;ungherese è di Makdaralo e si può leggere <a href="http://uzenetek.splinder.com/post/22347549/L%C3%81NCSZEMEK+-+Anelli+di+catena">qui,</a> io l&#8217;ho solo aggiustata un po&#8217;. </strong><br />
(Non so se in due abbiamo fatto una traduttrice, però ci siamo divertite).</p>
<p><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sei_gradi_di_separazione">Qu</a>i la teoria dei sei gradi di separazione.<br />
Suggerimenti per migliorare il testo sono i benvenuti. </em></p>
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		<title>Non cioccolatini ma opere di bene e magari un grazie</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 10:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vicini]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia casa, l&#8217;ufficio postale di CameliaHof
Che una delle case di fronte alla mia è stata affittata l&#8217;avevo intuito perché da quando sono tornata da Roma, c’è una bicicletta parcheggiata davanti alla porta, ma ne ho avuto la certezza quando ieri sera è venuta a suonare al campanello una donna che non avevo mai visto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>La mia casa, l&#8217;ufficio postale di CameliaHof</em><br />
Che una delle case di fronte alla mia è stata affittata l&#8217;avevo intuito perché da quando sono tornata da Roma, c’è una bicicletta parcheggiata davanti alla porta, ma ne ho avuto la certezza quando ieri sera è venuta a suonare al campanello una donna che non avevo mai visto prima.<br />
Era una donna di bassa statura, con dei capelli biondi da tintura che si capisce subito che non sono suoi originali,  di taglio antico, due occhi da gatto,  una faccia e un corpo rotondi, ma non enormi, erano rotondi in miniatura.<br />
Mi ha indicato il pacco che c’era sul tavolino, dicendo qualcosa in una lingua di un paese dell’est.<br />
&#8220;E’ tuo?&#8221; Ho domandato.<br />
&#8220;Yes, yes.&#8221; Ha risposto e mi ha mostrato l’avviso che le aveva lasciato il postino.<br />
Le ho consegnato il pacco.<br />
Si è fatta una risatina un po’ imbarazzata, con la mano che copriva la bocca e se ne andata.<br />
Mi ricordava qualcuno, poi, prima di addormentarmi, guardando i rami dell’ippocastano su cui sono comparse le gemme, ho avuto l’illuminazione: è lo Stregatto di Alice! Magari quando tra un po’  spunteranno le foglie, me la ritrovo tra  i rami a impicciarsi della mia stanza.</p>
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		<title>Il sorpasso che mi toglierà dall’imbarazzo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 10:12:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensierini]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri al vivaio ho comprato primule, ciclamini, begonie, due piccole orchidee e un ulivo alto poco meno di un metro. Se continuo a vivere qui, le piante finiranno per superare numericamente i libri.
In effetti manca ancora un po’  al sorpasso e il loro aumento è rallentato dal fatto che sono meno poliedriche dei libri: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri al vivaio ho comprato primule, ciclamini, begonie, due piccole orchidee e un ulivo alto poco meno di un metro. Se continuo a vivere qui, le piante finiranno per superare numericamente i libri.<br />
In effetti manca ancora un po’  al sorpasso e il loro aumento è rallentato dal fatto che sono meno poliedriche dei libri: per dire gli Einaudi a copertina rigida hanno per anni svolto la funzione di sostegno del letto. Un mese fa è stato rimontato il piolo e sono tornata a dormire parallela al pavimento e all’inizio mi mancava qualcosa e mi giravo e rigiravo senza riuscire a prendere sonno,  poi mi sono abituata.<br />
Comunque tornando alle piante e a i libri, credo che quando le prime prevarranno sui secondi sarà una buona cosa. Per dire, quando qualcuno mi chiede guardando i libri: “ma li hai letti tutti?” Mi sento un po’ a disagio ed esito nella risposta. Vorrei dare quella giusta. Invece, ogni volta, mi pare di cogliere una delusione nel viso del mio ospite sia che risponda sì, no, la maggior parte. Con le piante invece mi chiederanno: &#8220;le innaffi tutte?&#8221; Oppure: &#8220;le innaffi tutti i giorni?&#8221; Insomma mi pare una domanda più semplice a cui  rispondere.</p>
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		<title>In volo</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 09:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[in un altro luogo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 febbraio, mentre l’intero paese di W. caricava  sci e scarponi (e non lasciava a casa la nonna perché l&#8217;expat non ha una nonna da lasciare a casa) e iniziava la discesa verso l’Austria, la Francia e la Svizzera, io partivo per Roma. Che io fossi a Roma se ne sono accorti in pochi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 20 febbraio, mentre l’intero paese di W. caricava  sci e scarponi (e non lasciava a casa la nonna perché l&#8217;expat non ha una nonna da lasciare a casa) e iniziava la discesa verso l’Austria, la Francia e la Svizzera, io partivo per Roma. Che io fossi a Roma se ne sono accorti in pochi: quelli che mi hanno visto, credo, e un po’ io, ma ora che ci penso nemmeno tanto perché ho fatto più o meno quello che faccio durante l’estate o a Natale e allo scadere del settimo giorno ero abbastanza  confusa.<br />
Non ho scritto nulla della mia partenza perché sempre  più spesso immagino di sentire la domanda: “ma a noi  che ce ne frega?”,  e quindi preferisco occuparmi d’altro e del resto, come diceva <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Beckett">lui</a>, in fondo, tutto è autobiografia.<br />
Sabato tornavo e mancavo alla manifestazione<a href="http://www.youtube.com/watch?v=9wEKnX6_mZ0"> ad Amsterdam </a>(dove a giudicare dal video stavolta c’era quattro gatti perché erano quasi tutti a sciare) e a <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/02/27/i-soliti-quattro-gatti/">quella di Roma</a> dove invece quattro gatti non erano.<br />
E mi è sembrato un po’ simbolico ‘sto fatto di non essere né lì né qui.</p>
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		<title>Qualcosa si muove sotto il velo</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 08:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Io lo sapevo che grazie alla rete qualcosa stava cambiando. 
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io l<a href="http://www.alessandragaletta.com/index.php?s=rania">o sapevo</a> che grazie<a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/23/news/blog_sauditi-2398742/"> alla rete</a> qualcosa<a href="http://saudiwoman.wordpress.com/"> stava cambiando. </a></p>
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		<title>Gli emigrati rompono sempre</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 09:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roba d'Olanda]]></category>

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		<description><![CDATA[La tipa che sta in fila dietro di me al Super  ha i capelli corti e biondi, è snella, ma non alta e porta un cappotto di una misura più grande della sua taglia. Ha una sciarpa verde, girata parecchie volte intorno al collo. E’ del Colorado.
Lo so che è di questo Stato qui e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La tipa che sta in fila dietro di me al Super  ha i capelli corti e biondi, è snella, ma non alta e porta un cappotto di una misura più grande della sua taglia. Ha una sciarpa verde, girata parecchie volte intorno al collo. E’ del Colorado.<br />
Lo so che è di questo Stato qui e non del Texas, del Wisconsin o di quello di New York perché a un certo punto dice una frase: &#8220;che stupida, ho dimenticato le patatine.&#8221; E io non posso non riconoscere la sua provenienza dopo anni di imitazioni del figlio maggiore di un abitante del Colorado.<br />
Non so l&#8217;olandese, però sono in grado di distinguere gli accenti di parecchi Stati americani. Penso questo al Super mentre sto pagando, quando la commessa mi domanda: “Vuoi le figurine dei calciatori?”<br />
“No grazie” rispondo.<br />
Allora la tipa del Colorado dice: &#8220;posso averle io?&#8221;<br />
“Sì, certo&#8221;.<br />
E la commessa: &#8220;non si potrebbe, è illegale.&#8221;<br />
Illegale?<br />
Vabbè, poi la tipa del Colorado le ha avute, le sue figurine, e la legge non è stata rispettata, stamattina, nel paese di W., dove forse sta arrivando primavera.</p>
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		<title>Chains, catene, incatenati, in prigione, impossibile.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 09:36:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contro il potere che]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[La teoria dei sei gradi di separazione è un&#8217;ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Tale teoria è stata proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy in un racconto breve intitolato Catene. (da Wikipedia)
Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>La teoria dei <strong>sei gradi di separazione</strong> è un&#8217;ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Tale teoria è stata proposta per la prima volta nel 1929 dallo scrittore ungherese Frigyes Karinthy in un racconto breve intitolato </em><em>Catene</em>. (da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sei_gradi_di_separazione">Wikipedia</a>)<br />
Se vogliamo collegare tra di loro persone che stanno al potere <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/02/16/news/nelle_telefonate_moglie_cognati_e_figli_e_i_nomi_di_lotito_rutelli_e_leone-2314774/">i gradi di separazione </a>diminuiscono vertiginosamente.<br />
Triste. Tristissimo.<br />
Mi è venuta voglia di leggere il racconto di Karinthy, in rete ho trovato solo<a href="http://members.iif.hu/visontay/ponticulus/rovatok/humor/nexus.html"> la versione  originale in ungherese. </a>C&#8217;è qualcuno che lo ha in inglese o in italiano? Oppure: c&#8217;è <a href="http://uzenetek.splinder.com/">qualcuno</a> che avrebbe voglia di tradurlo?<em><br />
Aggiornamento del 10 marzo: il racconto (ancora non completo) editato si trova <a href="http://www.alessandragaletta.com/2010/03/07/catene-di-frigyes-karinthy/">qui.</a></p>
<p></em></p>
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		<title>In fondo c’ho tutto, pure le montagne</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 11:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[in un altro luogo]]></category>

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		<description><![CDATA[In fondo quando vado al parco in giornate come questa qui, nevica da stamattina alle otto, è un po’ come fare una tappa a un  rifugio dopo una sciata. Vabbè  non ci sono le montagne, non c’è il rifugio e nemmeno un bar, bisogna arrivare all&#8217;Aja per trovarne uno aperto di domenica, ma l’aria è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In fondo quando vado al parco in giornate come questa qui, nevica da stamattina alle otto, è un po’ come fare una tappa a un  rifugio dopo una sciata. Vabbè  non ci sono le montagne, non c’è il rifugio e nemmeno un bar, bisogna arrivare all&#8217;Aja per trovarne uno aperto di domenica, ma l’aria è la stessa e gli odori pure. E poi anche le persone sono più allegramente attive, proprio come accade in montagna.</p>
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