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	<title>A tutto golf</title>
	
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	<description>tutto quanto succede nei green del Veneto e del Nordest</description>
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		<title>Ugo Scafa sempre tra noi con Nino, l’Egle e la morosa di Manassero…</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 15:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                                                                    di CLAUDIO PEA   
Dieci anni fa una piccola  mano gentile lasciò una pallina di golf sulla tomba di Ugo Scafa. Una pallina butterata e un messaggio legato da un fiocco: &#8220;Caro Maestro, non ti dimenticherò mai&#8221;. Dieci anni dopo quella pallina è ancora lì. Sulla tomba di Ugo. Accanto a un sasso ebraico. Nel segno della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>                                                                    di CLAUDIO PEA   <a href="http://www.flickr.com/photos/aorloff/2861572095/"><img class="alignleft" style="margin: 3px" src="http://farm3.static.flickr.com/2322/2861572095_c7ec2ddff6.jpg" alt="" width="177" height="218" /></a></em></strong></p>
<p><strong>Dieci anni fa una piccola  mano gentile lasciò una pallina di golf sulla</strong> <strong>tomba di Ugo Scafa</strong>. Una pallina butterata e un messaggio legato da un fiocco: &#8220;Caro Maestro, non ti dimenticherò mai&#8221;. Dieci anni dopo quella pallina è ancora lì. Sulla tomba di Ugo. Accanto a un sasso ebraico. <strong>Nel segno della memoria</strong>. La mano adesso è quella di un ragazzo bravo e forte che è diventato anche un ottimo golfista. Ugo ne era certo e si sbagliava di rado: nel golf come nella vita. Dieci anni dopo <strong>il Maestro Scafa</strong> è ancora qui, tra noi, nella memoria di tutti. Di chi andava a lezione da lui e apprezzava  le sue pillole di saggezza. Ma anche di chi, come me, non ha avuto la fortuna di conoscerlo bene se non quelle rare volte in cui passavo per <strong>Villa Condulmer</strong>, di ritorno magari da <strong>Cortina</strong>, e mi fermavo a pranzo con <strong>Nino</strong>. Nino era uno dei suoi allievi preferiti: Ugo sapeva che non avrebbe mai fatto di lui un buon giocatore, ma si vedeva che stavano lo stesso molto bene insieme. <strong>&#8220;Maestro, ho fatto birdie alla otto&#8221;</strong>, gli raccontava l&#8217;amico mio gonfiando il petto come un tacchino. E Ugo senza meravigliarsi manco un po&#8217;: <strong>&#8220;Ah Pupè, raccontame piuttosto le altre diciassette</strong> <strong>buche&#8221;.</strong> Una logica e una simpatia tutta romana. Ma anche una complicità tanto grande tra loro da non essere forse ancor oggi capita dagli altri. A distanza di due lustri il ricordo per il Maestro Scafa resta comunque forte e irresistibile. Se alla <strong>decima edizione</strong> <strong>della</strong> (sua) <strong>Targa d&#8217;Argento</strong> hanno partecipato settantaquattro coppie e almeno una dozzina sono rimaste in lista d&#8217;attesa. Se <strong>la Egle</strong> ha dovuto fare i salti mortali per convincere il presidente e la commissione sportiva che un po&#8217; di flight sarebbero potuti anche partire alle otto del mattino.</p>
<p>In un mattino bello come il sole. <strong>Assieme al canto delle allodole</strong>. Con la prima rugiada e le prime foglie morte. Un amarcord indelebile se proprio tutti avrebbero voluto vincere la quattro palle la migliore di Ugo. Dai soci fondatori di questa stupenda iniziativa, gli ex allievi (e ex ragazzi) <strong>Baldazzi, Fabris, Marin, Pea e Vio</strong>. A quelli che ragazzi lo sono diventati da poco e si sono dovuti far raccontare quanto grande fosse stato il Maestro Scafa. Come ha fatto probabilmente <strong>Guido Antoniutti con la figlia Anna</strong>, non più Annetta e neache Nina dopo che lo scorso settembre, a soli diciassette anni, ha vinto il <strong>titolo italiano</strong> <strong>assoluto foursome</strong> al <strong>Cosmopolitan </strong>di <strong>Pisa </strong>ed è la morosa ormai ufficiale di <strong>Matteo Manassero</strong>. <strong>Sì proprio lui, il ragazzo prodigio del gol azzurro</strong>. Mentre Nino mi andava narrando che alla due e alla tre aveva fatto par, tirando ovviamente per il birdie e a me sarebbe venuto spontaneo chiedergli: &#8220;A Pupè, dimme de le altre sedici&#8221;. Mentre il sole, <strong>sfiammandosi tra i</strong> <strong>castagni</strong>, andava a tramontare al green della buca nove, <strong>l&#8217;amatriciana </strong>era già pronta in club house e la Egle, accanto alle <strong>figlie Francesca e Barbara</strong>, cominciava a premiare i vincitori della decima Targa d&#8217;Argento Ugo Scafa. Tra i quali molti che a scuola di golf erano stati da suo marito. Come <strong>Carlo e Vittorio Bosco</strong>, prima coppia netto, o gli stessi Guido Antoniutti e Giuseppe Marin, o <strong>Paolo Trovò e Patrizia Fabris</strong>. Per non parlare del <strong>Cibe</strong>, al secolo Silvano Zanette, o di Alfonsino Vincenzi, al secolo il mio amico Nino, penultimo e felice lo stesso, se non altro d&#8217;aver strappato assieme a <strong>Paola Furlan</strong> una settimana di lezioni gratis al gettonatissimo <strong>Enrico Trentin.</strong> E tra i trionfatori di giornata anche quel ragazzo bravo e gentile, timido e commosso, che dieci anni fa sulla tomba di Ugo pose una pallina di golf e un messaggio d&#8217;amore infinito: <strong>&#8220;Caro Maestro, non</strong> <strong>ti dimenticherò mai&#8221;</strong>. E così è stato. E ancora sarà.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=�" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span><div class="feedflare">
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		<title>Felici e vincenti: sono gli over cinquanta di Villa Condulmer</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 18:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti di Golf]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di CLAUDIO PEA sul prossimo numero del MONDO DEL GOLF
La porchetta è stata un trionfo: bella, grande, cicciotta, gustosissima. Cucinata come dio comanda, ovviamente alla trevigiana, faceva la sua bella figura nel cuore della festa e al centro del banchetto allestito sulla splendida terrazza della club house di Villa Condulmer che guarda alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un articolo di <em><strong>CLAUDIO PEA</strong></em> sul prossimo numero del<strong> MONDO DEL</strong> <strong>GOLF</strong></p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 3px" src="http://media-cdn.tripadvisor.com/media/photo-s/00/14/b1/3f/rear-view-of-condulmer.jpg" alt="" width="192" height="109" /><strong>La porchetta è stata un trionfo</strong>: <strong>bella, grande, cicciotta,</strong> <strong>gustosissima</strong>. <strong>Cucinata come dio comanda</strong>, ovviamente alla trevigiana, faceva la sua bella figura nel cuore della festa e al centro del banchetto allestito sulla splendida terrazza della club house di <strong>Villa Condulmer</strong> che guarda alla magica fontana tra i due par cinque della sei e della otto. Dove <strong>il Principe di Coconat</strong> mi racconta che <strong>Mirko</strong>, l&#8217;amico gnomo, avrebbe costruito la sua tana (con vista sul laghetto). Tutte <strong>le gare</strong> <strong>della Logos</strong> sono una festa: prima e dopo le diciotto buche. &#8220;Anche se la pallina mi rotolava sempre in bunker&#8221;. &#8220;Anche se avrò sbordato tanti di quei putt da far paura&#8221;. &#8220;Anche se non riesco a capire perchè sto tirando il driver peggio di un cane&#8221;. E comunque sono sempre più di cento <strong>gli over 50</strong> della Logos che si ritrovano al tee di partenza di ogni gara del <strong>circuito Friuli Venezia Giulia</strong> <strong>o del Tour</strong> <strong>Alpen Adria</strong>. Felici di stare bene insieme e di cantare tutti insieme, al tramonto del sole, quella che era un&#8217;allegra ballata delle mule e dei muli di Trieste e che ora è diventato l&#8217;inno ufficiale della libera organizzazione dei golfisti seniores: <strong>&#8220;L&#8217;uomo vespa&#8221;.</strong> Stringendosi intorno alla chitarrra di <strong>Angelo il Romantico</strong> e al vulcanico <strong>presidente Bepi Puggina</strong>. Tirando il collo all&#8217;ultima buona bottiglia delle vigne intorno. Divorando nell&#8217;occasione sino all&#8217;osso la porchetta alla quale la solita brontolona aveva pronosticato tutt&#8217;altra fine: &#8220;Con questo caldo chi vuoi che se la mangi?&#8221;. In effetti nessuno avrebbe potuto immaginare ad inizio autunno una giornata di sole come in piena estate. Nè<strong> i dolci green</strong> tirati tanto a lucido o i <strong>morbidi fairway</strong> di un verde, ma di un verde, che più verdi di così non si sarebbero nemmeno potuti dipingirli. Con l&#8217;acquolina in bocca<span id="more-697"></span> però adesso parlo solo di golf e di quella che è stata l&#8217;ottava e penultima tappa del Tour friulano e giuliano che da tempo ha allargato con successo i suoi confini <strong>alle province di Venezia e Treviso</strong>. Proprio tra queste due province, non lontano da <strong>Mogliano Veneto</strong>, sorge il <strong>Golf Club Villa Condulmer</strong> che nella prossima stagione festeggerà i suoi primi cinquant&#8217;anni di vita. Come il buon vino di queste parti il circolo di <strong>Beppi Pea</strong> (presidente, nonchè mio fratellino) e di <strong>Enrico Trentin </strong>(maestro, anzi gran maestro) invecchiando migliora al punto che nel Triveneto solamente <strong>Valsanzibio</strong> può contare un numero di soci golfisti ancora superiore. Ebbene, giocando in casa, il club che ha <strong>come logo che il cancello napoleonico che difende il green della buca</strong> <strong>due </strong>ha fatto la parte del leone conquistando il primo posto netto in tutte e tre le categorie con i successi in prima di <strong>Rino Bubola</strong> (38 punti), di <strong>Simonetta Spinelli</strong> in seconda (35) e di <strong>Paolo Pat</strong> in terza (34) e lasciando a <strong>Romeo Antoniolli</strong>, il terribile Speedy Gonzales di Castel d&#8217;Aviano, almeno la soddisfazione di tornare alla vittoria nel lordo con 77 colpi, sei sopra il par del campo griffato solo dall&#8217;imbattibile e formidabile, specie nel gioco corto, Rino Bubola. Ovviamente Villa Condulmer ha <strong>stravinto la classifica</strong> <strong>a squadre</strong> che tiene conto dei migliori quattro risultati assoluti nel netto più il miglior punteggio lordo con 172 punti. Staccando<strong> i cugini di campagna</strong> <strong>di Ca&#8217; della Nave e i furlani di Castel d&#8217;Aviano</strong> di ben 16 e a 19 lunghezze. Al quarto posto i vicini di <strong>Zerman</strong> (143) penalizzati come i seniores  di <strong>Grado </strong>(139) dal punteggio ottenuto nel lordo. Con questo chiaro successo di tappa la squadra del mio club amatissimo ha così <strong>consolidato la leadership</strong> nella classifica generale del Tour Friuli Venezia Giulia e contemporaneamente messo in cassaforte anche la vittoria finale nel prestigioso circuito della <strong>Logos.</strong> Difatti al termine della manifestazione manca soltanto la gara di <strong>Lignano Sabbiadoro (21 ottobre) </strong>ed è abbastanza impensabile che Villa Condulmer possa mangiarsi nelle ultime diciotto buche il cospicuo vantaggio di<strong> 28 e 39 punti</strong> che ora ha <strong>su Castel d&#8217;Aviano e</strong> <strong>Ca&#8217; della Nave</strong> che si erano fatte minacciosamente sotto dopo le affermazioni di squadra a <strong>Tarvisio e a Martellago</strong>. Così come nell&#8217;individuale non dovrebbe essere in discussione il primo posto di Bubola nel lordo e di Antoniolli in prima categoria. Ma nel golf si sa tutto è possibile. Anche l&#8217;impossibile. E, se volete, <strong>toccate pure ferro</strong>. Come faccio anch&#8217;io.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=�" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span><div class="feedflare">
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		<title>Del Chervò pensavo molto meglio…</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 12:49:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Adesso vi faccio morire d&#8217;invidia: sto giocando a golf come un pazzo. Anche quattro, cinque volte a settimana. E per questo tiratemi pure le orecchie, ve lo concedo, se ultimamente ho di conseguenza un po&#8217; trascurato questo blog. Non lo farò più. Lo giuro. Anche se i giuramenti ormai ai giorni nostri valgono meno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a class="flickr-image alignleft" title="golf hotel paradiso" href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3578573800/"><img class="alignleft" style="margin: 3px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3640/3578573800_e936dafda6_m.jpg" alt="golf hotel paradiso" width="240" height="109" /></a>Adesso vi faccio morire d&#8217;invidia: sto giocando a golf come un pazzo. Anche quattro, cinque volte a settimana</strong>. E per questo tiratemi pure le orecchie, ve lo concedo, se ultimamente ho di conseguenza un po&#8217; trascurato questo blog. Non lo farò più. Lo giuro. Anche se i giuramenti ormai ai giorni nostri valgono meno di un due di spade con briscola a danari. Il cavalier Berlusconi docet. O mi sbaglio? Spergiuri a parte, ho giocato al <strong>Paradiso del Garda (Peschiera),</strong> a <strong>Frassanelle </strong>(Padova), a <strong>Venezia</strong> (sempre il numero uno) e persino &#8211; udite udite! &#8211; a <strong>Ca&#8217; della Nave</strong> (Martellago). Ovviamente a <strong>Villa Condulmer</strong> (il mio circolo) e, scollinando oltre i confini del Veneto, sono stato in Lombardia, all&#8217;<strong>Albenza</strong> (Bergamo) e al <strong>Chervò</strong> (San Vigilio-Pozzolengo, Brescia) e due volte in Friuli, a Fagagna (<strong>Udine), </strong>sempre nella mia hit parade del Triveneto. Praticamente, finito il campionato di calcio e ora pure quello di basket, queste sono le mie vacanze che, se vanno bene alla mia terribile consorte, la mitica Tigre, non vedo perchè dovrebbero schifare voi, golfisti gelosi? E così in pochi giorni ho perso tre o quattro chili di troppo, mi sono abbronzato al punto da far paura a un moro e <strong>ho persino vinto una Pro Am a Frassanelle</strong> <strong>con</strong> <strong>Lele Lattanzi</strong>. Che volete di più? Lo so bene io cosa adesso vorreste da me: come minimo un voto sui campi sui quali ho recentemente sparacchiato a vuoto il driver. Mica sono scemo. Ho già tanta gente che mi guarda storto, cominciando da <strong>Valsanzibio (Padova)</strong>, <span id="more-684"></span>dove i soci, per la maggior parte ex vecchi gerarchi di provincia, seguono le direttive del nuovo regime e per questo non tollerano la satira e men che meno la minima critica. Figuriamoci allora se cado nel (vostro) tranello. Lo ripeto, mica son fesso. Però non sarebbe da me se mi mordessi la lingua e tacessi solo per il quiete vivere. Sia mai e così qualche giudizio, anche severo, ve lo regalo ugualmente. Per esempio non vi nego che il nuovo ventisette buche dei fratelli Chervò mi ha un po&#8217; deluso. Me l&#8217;ero immaginato molto meglio e comunque non ha nulla a che vedere nel confronto con i vicini <strong>Gardagolf e Arzaga</strong> che sono di una qualità nettamente superiore. Ma è un campo giovane che si farà. Col tempo. Dicono sperando nel buon vento. In verità il disegno di <strong>Kurt Rossknecht</strong> non è male. Anzi. Specie delle seconde nove (percorso giallo) quando spesso entra in gioco l&#8217;acqua ai bordi del fairway. Però non vorrei che si facesse anche qui lo stesso discorso che sento da anni ormai ripetere sul conto di Ca&#8217; della Nave del quale tutti parlano un gran bene, ma chissà perchè non ha neanche la metà dei soci di Villa Condulmer nonostante la quota associativa costi quasi  la metà e la distanza da casa mia <strong>(il centro di Mestre)</strong> sia pure parecchio inferiore. Ci sarà qualcosa che non va. O no? Cominciando da qualche socio al quale, per scrivere un paio di righe caramellose sui giornali, si regala il green fee stagionale. E pure alla gentil signora&#8230;</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=�" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span><div class="feedflare">
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		<title>L’infida Poa dei green di Asolo</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 09:56:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scusate la (mia) grassa ignoranza, ma pensavo che la poa fosse un modo dialettale, e ovviamente veneto, per definire e disprezzare quell&#8217;erbetta dispettosa, e a volte pure infida, che cresce sottile sui green rendendo il putt un vero e proprio terno al lotto. Tanto per cominciare la poa si scrive con la pi maiuscola in quanto &#8211; leggo sul fedele [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a class="flickr-image alignleft" title="Asolo Buca 5" href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3535914656/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3577/3535914656_08bdbf4dbe.jpg" alt="Asolo Buca 5" /></a>Scusate la (mia) grassa ignoranza, ma pensavo che la poa fosse un modo dialettale, e ovviamente veneto, per definire e disprezzare quell&#8217;erbetta dispettosa, e a volte pure infida, che cresce sottile sui green rendendo il putt un vero e proprio terno al lotto. Tanto per cominciare la poa si scrive con la pi maiuscola in quanto &#8211; leggo sul fedele <strong>Devoto</strong> -<strong> la Poa &#8220;appartiene</strong> <strong>al genere di piante delle Graminace</strong><strong>e</strong> comprendente numerose specie erbacee o cespugliose, ottime foraggere, diffuse nei pascoli e nei boschi delle regioni temperate&#8221;. O kappa. E ancora: &#8220;Ne fanno parte le fienarola, la sciammica e la strappalana&#8221;. Ora non so se quella che ha infestato di questi tempi il green di <strong>Asolo Golf</strong> fosse (e sia) una poa fienarola, scimmica o strappalana. Di certo mi piacebbe che qualcuno mi aiutasse comunque a scoprirlo. Così la prossima volta magari proverò ancora più gusto, chiamandola col suo vero nome, a mandarla definitivamente a quel paese. <span id="more-671"></span>Se infatti ho un colpo discreto nel mio imbarazzante e povero golf è il putt. Ebbene  giovedì ad <strong>Asolo</strong>, nella <strong>seconda prova del Pentagonale seniores</strong>, non c&#8217;è stato verso che imbucassi in green al primo colpo se non alla nove del giallo, un <strong>par tre</strong> di 180 metri in discesa che ho chiuso con uno dei miei due unici par di giornata. La palla saltellava e cambiava direzione all&#8217;improvviso disconoscendo qualsiasi pendenza. Insomma: <strong>maledetta Poa</strong>. O, meglio, benedetta. A ben pensarci infatti, cioè a mente fredda, mi ha fornito un ottimo alibi: quello d&#8217;aver puttato male solo per colpa della perfida gramigna che ha in verità strizzato l&#8217;occhio ai golfisti di casa che hanno stravinto la tappa asolana del Pentagonale con 126 punti davanti a <strong>Villa Condulmer</strong> (116), <strong>Padova</strong> (113), <strong>Venezia</strong> (107) e <strong>Verona </strong>(105). Tutto qui. Anzi no. Post scriptum: Poa deriva dal greco poa che significa proprio &#8220;erba&#8221;. E almeno questo avrei dovuto ricordarlo anche se gli studi classici li ho finiti quarant&#8217;anni fa&#8230;</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=�" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span><div class="feedflare">
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		<title>Sapete chi ha vinto l’Open d’Italia? Io no, prima di ieri pomeriggio…</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 17:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non mi crederete mai, ma giuro che è vero. Solo oggi sono venuto a sapere come sono andate realmente le cose nell&#8217;ultimo giro dell&#8217;Italian Open di Torino. Ovvero dieci giorni dopo che il titolo è stato vinto dall&#8217;argentino Daniel Vancsik che si è metto in  tasca 216 mila euro. Neanche male. D&#8217;accordo, mi ero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a class="flickr-image alignleft" title="vancsik italian open" href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3550412647/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 3px" src="http://farm4.static.flickr.com/3412/3550412647_4a4fcc36f1_m.jpg" alt="vancsik italian open" width="240" height="115" /></a>Non mi crederete mai, ma giuro che è vero. Solo oggi sono venuto a sapere come sono andate realmente le cose nell&#8217;ultimo giro dell&#8217;Italian Open di Torino. Ovvero dieci giorni dopo che il titolo è stato vinto dall&#8217;argentino Daniel Vancsik che si è metto in  tasca 216 mila euro. Neanche male. D&#8217;accordo, mi ero registrato su My Sky l&#8217;evento dei Roveri e ho atteso invano che qualcuno prima o poi me ne parlasse dicendomi magari: &#8220;Non male il 65 di Chicco Molinari grazie al quale ha chiuso l&#8217;Open al sesto posto pari merito a Thomas Bjorn a due colpi da John Daly&#8230;&#8221;. E invece, se oggi pomeriggio non mi fossi seduto in poltrona davanti al televisore, chissà quando mai lo sarei venuto a sapere. Eppure non è che sia rimasto chiuso in casa per dieci giorni interi. Anzi, ho frequentato più d&#8217;un circolo del Veneto, ho giocato<span id="more-656"></span> due o tre gare la scorsa settimana, ho partecipato a diverse trasmissioni del pallone e non ho mai tenuto spento il telefonino se non la notte per ricaricarlo. Ora insorgerete: non ce la dai a bere. E obietterete: possibile che tu non abbia letto i giornali? Tutti li ho letti, tranne (volutamente) le ultime pagine della Gazzetta del lunedì, dove ero sicuro che avrei trovato almeno il risultato finale più qualche riga di Federica Cocchi, ma mi sarei tolto il piacere della suspance e dei commenti di Mario Camicia e Silvio Grappasonni. Ma perchè l&#8217;hai fatto?, vi domanderete. Un po&#8217; per gioco e un po&#8217; per perversione. E comunque cavalcando l&#8217;idea che quello del golf italiano sia ancora un piccolo mondo antico che non può vivere di solo Sky (peraltro meritevole) o di una modesta paginetta (a pagamento) su un quotidiano sportivo. E men che meno può reggersi sulle spalle di neanche centomila tesserati la cui più grande e unica preoccupazione è quella di vincere il piattino d&#8217;argento nel fine settimana ignorando spesso e volentieri tutto ciò che ruota attorno al loro e al nostro aberrante swing. Detto questo e non approfondendo oltre il problema, tanto non c&#8217;è peggior sordo di chi non vuol sentire, sono proprio contento d&#8217;aver finalmente saputo che Daniel Vancsik aveva trionfato al Royal Park di Torino perchè mi è dolce volare col ricordo all&#8217;estate del 2003 (23 luglio) quando insieme al tranquillo (e sconosciuto) argentino d&#8217;origini slave e alla pazientissima Alessandra Zucconi, che Daniel definì &#8220;un&#8217;eccezionale macchina da golf&#8221;, vincemmo la pro am che precedette il Challenge di Padova a Valsanzibio. Ero fresco di handicap e pensavo allora, cioè a quei tempi di entusiasmo (già) senile, che sarebbe stato un gioco da ragazzi abbassarmi sino alla prima categoria. Difatti oggi sono precipitato in terza e ho smesso da un pezzo di contare le virgole.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=�" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span><div class="feedflare">
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		<title>Ascoltando le voci dei fenomeni dopo la doccia mi è venuta voglia di scrivere un libello di golf</title>
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		<comments>http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/2009/04/30/ascoltando-le-voci-dei-golfisti-dopo-la-doccia-mi-e-venuta-voglia-di-scrivere-un-libello/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 19:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Claudio Pea]]></category>
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		<category><![CDATA[Racconti di Golf]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarà capitato anche voi di stare qualche volta ad ascoltare in pieno relax le voci dello spogliatoio dopo una bella doccia e magari dopo una gara della quale non avete proprio nulla da raccontare se non di quella dannata sfortuna che vi perseguita ormai da mesi e mesi e di cui vi siete ormai fatto una ragione. I golfisti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a class="flickr-image alignnone" title="pea 1" href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3314931138/"><img class="alignleft" style="margin: 3px" src="http://farm4.static.flickr.com/3528/3314931138_b2e1b2ff68_m.jpg" alt="pea 1" width="78" height="117" /></a>Sarà capitato anche voi di stare qualche volta ad ascoltare in pieno relax <strong>le voci dello spogliatoio dopo una bella doccia</strong> e magari dopo una gara della quale non avete proprio nulla da raccontare se non di quella dannata sfortuna che vi perseguita ormai da mesi e mesi e di cui vi siete ormai fatto una ragione. I golfisti, più o meno, sono in fondo tutti eguali. <strong>Lamentosi </strong>quanto basta. &#8220;Avrò sbagliato almeno cinque o sei putt da un metro. Che dico? Da mezzo metro&#8221;. <strong>Spacconi</strong>. &#8220;Ho sparato un drive alla quindici così lungo che per poco la pallina non finiva in green&#8221;. Ed è volata invece in acqua. <strong>Bugiardi </strong>con loro stessi. &#8220;Se non avessi approcciato male, non mi sarei beccato la virgola&#8221;. L&#8217;ennesima &#8211; mi permetto d&#8217;aggiungere &#8211; di una interminabile serie. <strong>Fastidiosi e infastiditi</strong>: &#8220;Ho giocato con un cane che non alzava palla e così il mio swing è andato a puttane&#8221;. Insieme ovviamente alla gara. Per non parlare dei <strong>fenomeni</strong>: &#8220;Ho mancato un eagle al par cinque delle blu che grida ancora vendetta&#8221;. E non dice che ha sbagliato poi anche il facile putt del birdie. <strong>Smemorati</strong>: &#8220;Non mi ricordo se ho fatto sei o sette par&#8221;. E quante ichs? Meglio lasciar perdere. Per non parlare degli<strong> imbroglioni</strong> che raccontano le malefatte degli altri per nascondere le proprie. Un bel mondo davvero: ascoltatelo, ne resterete incantanti. <span id="more-623"></span>E magari anche imparerete che quelli che di solito si rivestono in silenzio e in grande fretta sono probabilmente proprio quelli che hanno giocato meglio e non vedono l&#8217;ora di correre a sapere se per caso sono andati a premio. A meno che non abbiano la moglie che li aspetta a casa per la cena e prima non debbano fare <strong>un salto veloce dall&#8217;amante</strong>. Di queste e altre storie sono pieni gli spogliatoi di tutti i circoli d&#8217;Italia. E difatti, se mi date un po&#8217; di tempo, e se intanto mi cercate una piccola casa editrice, non è detto che non ve le racconti in <strong>un libello di golf</strong> che magari comincerò a scrivere quest&#8217;estate nella (mia) stanzetta al piano terra del nuovo castello da favola degli <strong>Heinrich</strong> al Lido. Cominciando, perchè no?, dal <strong>giovin bergamasco in carriera</strong>, quarant&#8217;anni o anche meno, che ho incontrato fuori dalla doccia dell&#8217;<strong>Albenza </strong>al termine del debutto stagionale dell<strong>&#8216;Hotel Nazionale Venezia </strong>al<strong> Corporate</strong>. E qui dovrei dirvi che l&#8217;Albenza si merita abbondantamente il decimo posto nella <strong>top ten</strong> dei migliori campi del Belpaese. O parlarvi dell&#8217;esibizione della squadra degli Heinrich (e mia) a metà strada tra l&#8217;oscenità e lo scandalo.  O dell&#8217;unica buca che mi ricordo d&#8217;aver giocato, la sei del giallo, un par cinque di 469 metri, dogleg a destra, acqua a sinistra: driver &#8211; legnetto 5 &#8211; ferro 9 &#8211; data ovvero quattro colpi per l&#8217;unico <strong>birdie di giornata</strong>. Sarà per un&#8217;altra volta: va bene? Intanto il giovanotto di Bergamo, un telo in vita e l&#8217;altro per asciugarsi i capelli, riceve una telefonata alla quale evidentemente non può non rispondere. &#8220;Scusami tanto&#8221;, fa coprendo con la mano il cellulare dai possibili rumori dello spogliatoio intorno. &#8220;Ma ho avuto una giornata tremenda: una riunione dopo l&#8217;altra e poi quel consiglio d&#8217;amministrazione subito dopo pranzo. Sono a pezzi, ma adesso dimmi: sono tutto orecchie&#8221;. <strong>Magnifico bugiardo</strong>. Aveva appena finito di giocare diciotto buche. Pare pure bene. E aveva in faccia il colore del primo sole di primavera&#8230; Un&#8217;ultima cosa ancora che mi è venuta in mente cammin scrivendo e della quale vi devo subito informare. E&#8217; assolutamente inutile che le segreterie di tutti i club di golf appendino quel cartello accanto agli scaffali degli asciugamani bianchi e candidi: &#8220;Per favore, <strong>fate uso di un solo telo&#8221;.</strong> Tanto io non mi asciugherò mai e poi mai  il viso e i capelli con lo stesso telo con il quale mi sono appena asciugato i genitali. Faccio male? Non credo. E, se la pensate come me, ribelliamoci insieme ai nostri circoli che ci credono tutti maiali. O quasi.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=o" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span><div class="feedflare">
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		<title>La risposta al commento di Ronnie Giusti sul mio post del 27 novembre</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 16:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Masnata</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consigli di Nick Bisazza]]></category>
		<category><![CDATA[braccio]]></category>
		<category><![CDATA[giusti]]></category>
		<category><![CDATA[swing]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Ho ricevuto dall&#8217;amico Ronnie un commento al mio post del 27 novembre che trovate QUI ed in particolare sul fatto che &#8220;sia impossibile mantenere piegato il braccio sinistro e anzi il farlo dà  un grande aiuto in termini di ripetitività perchè,  mantenendo angoli fissi, è più facile riproporli poi all&#8217;impatto&#8221;. Esauriti i più sinceri ringraziamenti per l&#8217;osservazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p style="text-align: justify"><a class="flickr-image alignleft" title="niccolo-bisazza-150x150" href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3244058976/"><strong><img class="alignleft" style="margin: 3px" src="http://farm4.static.flickr.com/3442/3244058976_489d258a44_t.jpg" alt="niccolo-bisazza-150x150" width="70" height="70" /></strong></a><strong>Ho ricevuto dall&#8217;amico Ronnie</strong> un commento al mio post del 27 novembre che trovate <a href="http://venicegolfexperience.net/blog/2008/11/27/il-consiglio-di-nick-braccio-sinistro-disteso-e-leggermente-piegato-allapice-del-backswing/" target="_blank">QUI</a> ed in particolare sul fatto che &#8220;sia impossibile mantenere piegato il braccio sinistro e anzi il farlo dà  un grande aiuto in termini di ripetitività perchè,  mantenendo angoli fissi, è più facile riproporli poi all&#8217;impatto&#8221;. Esauriti i più sinceri ringraziamenti per l&#8217;osservazione, vi confesso che confrontarmi nel merito della meccanica dello swing mi ha sempre entusiasmato. Vorrei tuttavia precisare che parlando di golf-swing è secondo me difficile, se non inutile, suddividere gli argomenti in quelli destinati ai professionisti e quelli destinati ai dilettanti: non a caso anche nella Golf School del mio sito <a href="http://www.bisazzagolf.com" target="_blank">www.bisazzagolf.com</a>, prestiamo la massima attenzione agli elementi che vengono da sempre riconosciuti come &#8220;fondamentali,&#8221; proprio perchè sono davvero gli unici che riescono a far riprodurre buoni colpi da golf, nel senso di colpi che vanno al bersaglio qualsiasi esso sia con ripetitività. Lo scopo del gioco d&#8217;altronde è proprio quello di tirare meno colpi possibili e non c&#8217;è dubbio che con la ripetitività e l&#8217;accuratezza dei propri colpi l&#8217;obiettivo è molto più facile da raggiungere. Il primo consiglio pertanto che mi permetto di dare a Ronnie ed a tutti i lettori è dunque quello di prestare con il proprio maestro di fiducia <strong>la massima attenzione ai fondamentali</strong>. <span id="more-625"></span>Osservando poi gli swing che fanno scuola (per esempio quelli disponibili nei diversi Tour coperti dalle trasmissioni di Sky Sport), si possono sicuramente notare degli elementi in comune.<br />
 Per quanto concerne l&#8217;argomento sollevato dal nostro amico mi permetto di far notare come il braccio sinistro debba assolutamente arrivare perfettamente dritto nella fase dell&#8217;impatto. Tuttavia preferirei continuare a sostenere che durante le altre varie fasi dello swing il braccio sinistro è meglio che stia disteso, ovvero dritto ma non in tensione e quindi, proprio per questo, in grado di mantenersi leggermente piegato. E&#8217; infatti fuori discussione che lo swing serve per generare energia, potenza: in una parola, velocità (che ho sempre considerato l&#8217;anima vera del golfista). Va da sè che muoversi con le articolazioni in tensione non aiuta a generare quella velocità che si genererebbe in stato di assoluta scioltezza e fluidità: provate ad immaginare ad esempio ad un centometrista che effettua la sua corsa con i muscoli completamente contratti. Non è forse il recente vincitore delle olimpiadi così allenato e preparato da potersi permettere una corsa con la sua muscolatura completamente fluida ed allo stesso tempo esplosiva?<br />
Proprio in considerazione di tutto ciò mi sono permesso di consigliare di poter mantenere il braccio sinistro disteso e leggermente piegato all&#8217;apice della salita: troppo spesso ho incontrato giocatori che proprio per cercare di mantenere l&#8217;arto in questione completamente teso, avevano:</p>
<ol style="text-align: justify">
<li>una rotazione limitata;</li>
<li>soffrivano di epicondiliti o epitrocleiti ed altri aspetti negativi e non certo promettenti per svolgere una meccanica efficace e ripetitiva.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify">Ed in effetti anche il Signor Tiger Woods all&#8217;apice della salita non mantiene completamente rigido il suo braccio sinistro, ma leggermente piegato e comunque disteso. Buon golf a tutti&#8230;</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=q" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span><div class="feedflare">
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		<title>Memorial Ugo Scafa: quando il golf è una gran festa e una meraviglia</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 15:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[                              di CLAUDIO PEA                     
La Francesca ha detto che ha fatto tutto Ugo, suo padre. E ha alzato gli occhi lucidi al cielo. Duncan ha parlato di lui come si parla a un padre: &#8220;Incontrarlo e conoscerlo in Italia è stata la mia fortuna&#8221;. E si vedeva che aveva il cuore in lacrime. Guido fiero e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image">                              <strong><em>di CLAUDIO PEA</em></strong>                     </span></p>
<p style="text-align: justify"><span class="flickr-image"><a title="Duncan Mushcroft" href="http://www.flickr.com/photos/venicegolfexperience/3411526323/"><img class="alignleft" style="margin-top: 5px;margin-bottom: 5px;margin-left: 10px;margin-right: 10px" src="http://farm4.static.flickr.com/3623/3411526323_b20e0b30d5.jpg?v=0" alt="" width="140" height="200" /></a></span><strong>La Francesca </strong>ha detto che ha fatto tutto <strong>Ugo</strong>, suo padre. E ha alzato gli occhi lucidi al cielo. <strong>Duncan</strong> ha parlato di lui come si parla a un padre: &#8220;Incontrarlo e conoscerlo in Italia è stata la mia fortuna&#8221;. E si vedeva che aveva il cuore in lacrime. <strong>Guido </strong>fiero e commosso: &#8220;Ho vinto il lordo di squadra&#8221; raccontava al primo che incrociava in club house. Per far capire quanto ci teneva l&#8217;allievo a ricordare il suo grande maestro, <strong>Ugo Scafa</strong>. Una bella festa di golf  con una ricca grigliata finale. Una giornata meravigliosa senza nuvole. Una pro am tutta da incorniciare. E da raccontare. Per il Memorial, giunto alla dodicesima edizione, si sono dati venerdì appuntamento in Villa i migliori professionisti del Nordest e non solo. Con le loro squadre di dilettanti molto qualificate e calorosamente in palla. Trentacinque team e centoquaranta giocatori: un record. La <strong>Francesca Scafa</strong> meglio non avrebbe potuto fare. Una giornata meravigliosa vi dicevo. Tanto che si è giocato in maniche di camicia. E senza pulloverino. Su un campo che tutti hanno definito sbalorditivo per quanta pioggia era caduta i giorni prima. <strong>Green eccezionali</strong>, quasi tirati a mano. E i fairway che sorridevano finalmente alla primavera. <strong>Sergio e Abramo</strong> che gongolavano. Un gran bel clima davvero. E <strong>Villa Condulmer</strong>, vestita di nuovo, che arrossiva per i complimenti che riceveva. O, meglio, che ha ricevuto anche durante la premiazione nella terrazza della club house sulla quale era ed è ogni volta un piacere stare. Specie quando il sole pigramente va a tramontare dietro gli alberi secolari e di tutte le sfumature del rosso li colora. &#8220;Siete il più bel circolo del Veneto&#8221;, ha pensato ad alta voce a cena l&#8217;abbronzatissimo <strong>Michele Pironti</strong></p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-593"></span>che pur viene da <strong>Valsanzibio Padova</strong> perchè la moglie di Ugo Scafa, <strong>l&#8217;impagabile Egle</strong>, bene lo sentisse e ingrassasse, Dio volendo, di qualche chilo. Mentre la più piccola delle sue figlie, <strong>la dolce Barbara</strong>, si coccolava  l&#8217;amico campione, il <strong>Duncan Muscroft</strong> di cui all&#8217;inizio vi raccontavo. Anche stavolta l&#8217;inglese di Leeds che gioca a fare l&#8217;orso, ma non sempre gli riesce bene, è stato di gran lunga il migliore: ha vinto l&#8217;individuale con quattro colpi (67) sotto il par di Villa Condulmer e pure il premio speciale per il maggiore numero di birdie (6). Il suo team, rigorosamente di <strong>Montecchia Padova</strong>, si è dovuto invece &#8211; si fa per dire &#8211; accontentare del secondo posto di squadra preceduto abbastanza nettamente da <strong>Giorgio Grillo</strong>, il timido genero del terremoto <strong>Renzo Trentin</strong> che insegna ad <strong>Asolo</strong>, e <strong>i tre Antoniutti di Villa Condulmer</strong>, padre moglie e figlia, cioè Guido, di cui vi ho già parlato, l&#8217;adorabile <strong>Maria Rosa</strong> e la promettente <strong>Anna</strong>, <strong>campionessa d&#8217;Italia</strong> <strong>under 16</strong> nel 2007. Tutti e tre allievi dell&#8217;amato <strong>Enrico Trentin</strong> che deve farmi un altro favore, quello di smetterla di vincere titoli con le sue ragazze, l&#8217;ultimo dei quali conquistato dalla bolognese <strong>Alessia Knight</strong> agli <strong>Europei </strong>per nazioni di <strong>Sotogrande in Spagna</strong>: altrimenti di questo passo supera il grande padre che stavolta se lo mangia. Scherzi a parte, di fiore in fiore tra le ortensie di tutti i colori della Villa napoleonica: primo netto alla squadra di <strong>Federico Framgiamore (Lignano</strong>) con i cugini e la zia Loretta e primo seniores a quella di <strong>Eugenio Ridolfi</strong> (<strong>Verona Sommacampagna</strong>) assieme a Luigi <strong>Giuffrè</strong>, già presidente dello storico club scaligero, e <strong>ai fratelli Castagnara</strong>, Giulio e Alberto, ai quali Ugo insegnò i primi segreti del golf. Come a Guido Antoniutti che, se lo incontrate per i viottoli di Condulmer, provate a chiedergli: &#8220;Come è andata la pro am di Scafa?&#8221;. Vi risponderà: &#8220;Ho vinto il lordo di squadra&#8221;. Giustamente fiero e comprensibilmente commosso.</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=Q" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span><div class="feedflare">
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		<title>Oggi niente golf, domani si vedrà… E intanto parliamo dei festini di Adriano nella sua villa di Rio</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 11:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>peaclaudio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Puntini sul tee]]></category>

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		<description><![CDATA[Non dovete arrabbiarvi se oggi piove e se, già infastiditi dall&#8217;ora legale, non potete giocare a golf. E&#8217; brutto dappertutto e dovevate saperlo. Sarebbe bastato infatti dare un&#8217;occhiata svelta solo ieri alle previsioni del tempo di questo blog e, quanto meno, avreste potuto rimanere a letto tranquillamente anche sino a mezzogiorno.  Io invece mi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="flickr-image"><a title="adriano" href="http://www.flickr.com/photos/nikefutebol/2494925396/"><img class="alignleft" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://farm4.static.flickr.com/3100/2494925396_847bf6e1c3.jpg?v=0" alt="" width="140" height="200" /></a></span>Non dovete arrabbiarvi se oggi piove e se, già infastiditi dall&#8217;ora legale, non potete giocare a golf. E&#8217; brutto dappertutto e dovevate saperlo. Sarebbe bastato infatti dare un&#8217;occhiata svelta solo ieri alle previsioni del tempo di questo blog e, quanto meno, avreste potuto rimanere a letto tranquillamente anche sino a mezzogiorno.  Io invece mi sono svegliato alle 8, che erano poi le 7, e mi sono visto il <strong>Gran Premio di</strong> <strong>Melbourne </strong>in diretta-tv senza prendere sonno come mi succede abitualmente d&#8217;estate quando la<strong> Formula Uno</strong> va in pista di primo pomeriggio. Sapevo che non sarei potuto andare al golf, neanche per praticare o puttare un&#8217;oretta, e quindi non avevo alcun motivo d&#8217;essere d&#8217;umore nero. Tanto più che domani potrei  giocare a <strong>Udine</strong>, martedì a <strong>Trieste</strong> e mercoledì a <strong>Grado</strong> nel prestigioso<strong> Cinque Nazioni della Logos.</strong> E invece sono riuscito a rovinarmi la mattinata lo stesso perchè la <strong>Gazzetta</strong>, così sensibile a sentire il parere di <strong>Rocco Siffredi</strong>, definito tifoso hot di motocross, <span id="more-582"></span>e a tirare le orecchie al povero <strong>Santacroce:</strong> &#8220;Ci ricasca, ritirata la patente&#8221;, solo perchè, sottoposto al test dell&#8217;etilometro, è risultato che il difensore del<strong> Napoli</strong> aveva sì e no bevuto un bicchierino in più assieme alla fidanzata, la showgirl <strong>Barbara Petrillo</strong>, ha invece completamente ignorato la notizia di <strong>Adriano</strong>, riportata con grande evidenza da<strong> Repubblica</strong>, che mi sembrava in verità degna d&#8217;essere ripresa persino in prima pagina. Ma si sa: la Gazzetta più che rosa è da qualche anno faziosamente nerazzurra. Come il suo direttore <strong>Claudio Verdelli</strong> e più della metà della sua redazione lecchina di calcio. Rocco Siffredi dichiara: &#8220;Mi piacciono tre cose: la famiglia, il cross e la &#8230;&#8221;. Ma va? Non lo si era capito. Santacroce  ha superato di 0,26 g/l il limite (0,50) consentito dalla legge e gli si dà quasi dell&#8217;ubriacone molesto. E Adriano niente? Adriano del quale <strong>Patricia Aranjo</strong>, noto travestito di Rio,  lascia capire d&#8217;essere il suo nuovo fidanzato. Nè una parola del festino che il giocatore dell&#8217;<strong>Inter</strong> ha organizzato a <strong>Barra de Tijuca</strong> lunedì notte (sino alle 5 del mattino) prima del ritiro della nazionale brasiliana per la partita odierna con l&#8217;<strong>Ecuador.</strong> Un party al quale sono state &#8220;chiamate prostitute della casa d&#8217;appuntamenti Centauras e diversi travestiti&#8221;. Dove si è fatto molto sesso orgiastico.  A casa d&#8217;Adriano: non so se l&#8217;avevate capito&#8230;</p>
 <span class="post2pdf_span" style="border: 1px solid gray; width: 160px; text-align: left; "><a href="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/generate.php?post=F" rel="nofollow"><img src="http://venicegolfexperience.net/atuttogolf/wp-content/plugins/post2pdf/icon/pdf.png" width="16px" height="16px" />convert this post to pdf.</a></span><div class="feedflare">
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		<title>Venezia, il più bel campo che ci sia</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 20:50:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ho già detto mille volte, ma una ancora non mi farà certo male. Sono tutti belli i campi di golf del Nordest, ma quello di Venezia, agli Alberoni, ha una marcia in più. Non so, ha un fascino tutto speciale. A primavera come d&#8217;autunno. Peccato che sia così scomodo da raggiungere anche per chi, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span class="flickr-image"><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" title="golf club alberoni" src="http://www.paesionline.it/foto_italia/Q008_Venezia.jpg" alt="ciccio vs sugar 1" width="240" height="180" /></span>L&#8217;ho già detto mille volte, ma una ancora non mi farà certo male. Sono tutti belli i campi di golf del Nordest, ma quello di <strong>Venezia</strong>, agli <strong>Alberoni</strong>, ha una marcia in più. Non so, ha un fascino tutto speciale. A primavera come d&#8217;autunno. Peccato che sia così scomodo da raggiungere anche per chi, come me, ha la fortuna -- si fa per dire -- d&#8217;abitare a Mestre. Cioè in fin dei conti ad un ponte e &#8216;na cae (calle), <strong>il Ponte della Libertà</strong>, ex Littorio, lungo magari anche quattro chilometri, per la precisione 3.850 metri, ma pur sempre un ponte. Però una volta arrivati all&#8217;isola del Tronchetto, ovvero alla lingua di terra che si stacca da <strong>Piazzale Roma</strong>, si è appena all&#8217;inizio dell&#8217;avventura. C&#8217;è un ferryboat ancora da prendere e l&#8217;attesa è spesso lunga, snervante, anche di un&#8217;ora,  specie al mattino, se non hai prenotato il biglietto il giorno prima e i tir che devono scaricare al<strong> Lido</strong> non sono più di quattro o cinque. Altrimenti campa cavallo che l&#8217;erba cresce. Insomma per farvela breve, tra una palla e l&#8217;altra, ti va via  una giornata intera tra andata e ritorno, diciotto buche e due spaghetti con le vongole nel sottoportico della club house. Sia chiaro, il campo degli Alberoni si merita questo e altro.  Anche di raggiungerlo a piedi o a nuoto. E magari si farebbe pure prima. Però resta il fatto che per esempio <strong>Gardagolf,</strong> che è anche un fior di par 72, è molto, ma molto più facile per me da acciuffare&#8230; Il  problema tuttavia è già risolto. O meglio me l&#8217;ha risolto quella splendida creatura che è il mio amico <strong>Topo Heinrich</strong> che ha messo su casa (con l&#8217;Antonella) al Lido e ha riservato una stanzetta tutta per me. Basta che me la dipinga di bianco e di nero. E così sarà per i prossimi (lieti) fine settimana di maggio e giugno. In pratica al venerdì cena di pesciolino da <strong>Memo</strong> o da <strong>Nane </strong>a <strong>San Piero in Volta.</strong> Un grappino in più, il battello, il sonno dei giusti e al sabato, con comodo, senza nessuna fretta, diciotto buche tutte da sparare in vena tra fagiani reali e svolazzanti gazze ladre. Già mi viene l&#8217;acquolina in bocca. O no? Intanto anche la classifica di <strong>Mondo del Golf </strong>mi dà ragione. Venezia infatti è collocata al nono posto nella <strong>Top ten del 2008 </strong>ed è sempre il primo (e unico) tra tutti i green del Nordest. La leadership è sempre di <strong>Biella</strong>. Poi Castelconturbia, <strong>Villa d&#8217;Este</strong>, Torino,  Royal Park, Roma, <strong>Le Querce</strong>, Olgiata, appunto Venezia e infine Bergamo. Fa specie che chissà per quale ragione il<strong> Royal Park di Andrea Agnelli</strong> è stato retrocesso dal secondo posto del 2007 al quinto. Proprio quest&#8217;anno che ospiterà l&#8217;Open d&#8217;Italia, ma non ho voglia d&#8217;indagare. Piuttosto mi spiace, ma La Margherita (diciasettesimo) non è meglio di <strong>Valsanzibio (Padova)</strong> che non compare in classifica neanche tra i primi venti campi del Belpaese. Nè di <strong>Verona o Asolo o Udine</strong>. Ma questo è -- giusto appunto -- il Belpaese dove si sa come normalmente si vota. Cioè male. Anzi, malissimo.</p>
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