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	<title>A Sinistra - Movimento Politico Antiliberista</title>
	
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	<description>Movimento Politico Antiliberista di Mesagne, Brindisi, Latiano e San Pancrazio</description>
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		<title>L’intrinseca illogicità di un decreto in contrasto col principio di uguaglianza</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:05:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Siamo quindi di fronte non a norme interpretative ma a disposizioni chiaramente  innovative e peraltro in aperto contrasto con la legge n. 400 del 1988 che fa divieto  di intervenire con la decretazione di urgenza in materia elettorale. Di seguito  articolo tecnico-politico di Michele Di Schiena, magistrato Presidente  onorario aggiunto Corte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/03/napolitano-e-berlusaconi.jpg" rel="lightbox[1231]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1232" title="Berlusconi e Napolitano" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/03/napolitano-e-berlusaconi-150x150.jpg" alt="Berlusconi e Napolitano" width="150" height="150" /></a>Siamo quindi di fronte non a norme interpretative ma a disposizioni chiaramente  innovative e peraltro in aperto contrasto con la legge n. 400 del 1988 che fa divieto  di intervenire con la decretazione di urgenza in materia elettorale. Di seguito  articolo tecnico-politico di <strong>Michele Di Schiena</strong>, magistrato Presidente  onorario aggiunto Corte Cassazione<span id="more-1231"></span></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>L’intrinseca illogicità  di un decreto in contrasto<br />
col principio di uguaglianza</strong></p>
<p>Per una corretta valutazione critica di quanto è accaduto col varo del Decreto-legge di <em>«interpretazione autentica  di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione»</em> giova riportarne i passi salienti aggiungendo qualche  nota di commento. Per il caso del Lazio (lista non presentata nel termine  prescritto) il citato decreto recita: <em>«il primo comma dell’art. 9 della legge 17/02/1968 n. 108 si interpreta nel senso che il rispetto dei termini  orari di presentazione delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi,  i delegati incaricati della presentazione delle liste, muniti della  prescritta documentazione, abbiano fatto ingresso nei locali del Tribunale. La  presenza entro il termine di legge nei locali del Tribunale dei delegati può  essere provata con ogni mezzo idoneo». </em>Per il caso della Lombardia, lo  stesso provvedimento stabilisce che il predetto art. 9 <em>«si interpreta nel  senso che le firme si considerano valide anche se l’autenticazione delle medesime»</em> risulta priva di alcuni elementi prescritti <em>«purchè tali dati siano desumibili in modo non equivoco da altri elementi presenti nella  documentazione prodotta»</em>. Precisa poi che la regolarità dell’autenticazione <em>«non è comunque inficiata dalla presenza di una irregolarità meramente  formale quale la mancanza o non leggibilità del timbro dell’autorità autenticante, dell’indicazione del luogo di autenticazione nonché dell’indicazione della qualifica dell’autorità autenticante»</em>.</p>
<p>Quanto al primo caso, il decreto impone di considerare avvenuta nel termine prescritto  una presentazione della lista che in effetti non c’è stata e lo fa  introducendo un precetto in forza del quale il rispetto dei termini si deve  considerare assolto quando certi non meglio precisati <em>«incaricati»</em> (chissà  come identificabili) abbiano fatto ingresso nei locali del Tribunale (locali  anche diversi da quello adibito al servizio elettorale?) muniti della  prescritta documentazione. Non si capisce invero chi e come possa verificare l’avvenuto ingresso degli incaricati e come sia possibile accertare che costoro siano muniti della necessaria documentazione. Mentre emerge con chiarezza, siccome tale presenza può essere provata con qualsiasi mezzo<em>,</em> che per confermare la regolarità di tale operazione bastano le  attestazioni provenienti dalla parte interessata di fatto sottratte ad ogni  controllo. Per quanto attiene al secondo caso, quello della Lombardia, basta rilevare  che in forza del decreto si devono considerare valide le firme anche se la loro autenticazione non risulta corredata di tutti gli elementi prescritti se  questi sono desumibili (chissà come) da altri dati contenuti nei documenti  presentati con la precisazione che la regolarità dell’autenticazione medesima non è inficiata dalla mancanza del timbro dell’autorità competente, delle indicazioni del luogo e della indicazione della qualifica dell’autorità autenticante. Come dire in pratica che dell’autenticazione si può fare tranquillamente a meno.</p>
<p>Siamo quindi di fronte non a norme interpretative ma a disposizioni chiaramente  innovative e peraltro in aperto contrasto con la legge n. 400 del 1988 che fa divieto  di intervenire con la decretazione di urgenza in materia elettorale. Un decreto quindi vistosamente segnato da inammissibili interessi di parte e viziato da illegittimità costituzionale per la violazione del principio di  uguaglianza sancito dall’art. 3 dello Statuto anche sotto il profilo, costantemente valorizzato dalla giurisprudenza della Consulta, dell’intrinseca illogicità e della manifesta irragionevolezza delle norme in esso  contenute che comportano una indubbia disparità di trattamento di comportamenti e  diritti che meriterebbero identica disciplina.</p>
<p>Il Presidente Napolitano merita rispetto. Egli, come risulta dalla lettera con la  quale ha spiegato i motivi della sua firma, ha significativamente definito <em>«teso»</em> l’incontro con la delegazione del Governo: un aggettivo che, tenuto  conto dello stile sobrio e prudente del linguaggio del Capo dello Stato, la  dice lunga sull’atteggiamento assunto da tale delegazione. Per evitare il peggio il Presidente Napolitano ha sottoscritto il decreto considerando  tale soluzione, come ha detto il Presidente Fini, un male minore. La firma di  Napolitano, atto sofferto e lungimirante, lascia, per come sono andate le cose e per il  chiaro disposto dell’art. 77 della Costituzione, sulle spalle del Governo tutta la responsabilità di quanto è accaduto e di quanto può ancora accadere a seguito delle procedure giudiziarie in corso o di prevista apertura. E  nel contempo quella firma mette i cittadini di fronte alle responsabilità  che sono chiamati ad esercitare in tutte le forme nelle quali si può esprimere,  in un momento così delicato e difficile, la loro partecipazione democratica.</p>
<p>Brindisi, 08 marzo 2010
</p>
<p align="center"><strong>Michele DI SCHIENA</strong></p>
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		<title>Emergenza Democratica</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:54:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;aderire alla  manifestazione nazionale del 13 marzo contro l&#8217;ulteriore ferita alla legalità costituzionale realizzata attraverso l&#8217;abuso della decretazione d&#8217;urgenza per incidere su una competizione elettorale in corso, i Comitati Dossetti  per la Costituzione osservano che da molto tempo nel nostro Paese è in atto una vera e propria emergenza democratica. Di seguito  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;aderire alla  manifestazione nazionale del 13 marzo contro l&#8217;ulteriore ferita alla legalità costituzionale realizzata attraverso l&#8217;abuso della decretazione d&#8217;urgenza per incidere su una competizione elettorale in corso, i <strong>Comitati Dossetti  per la Costituzione</strong> osservano che da molto tempo nel nostro Paese è in atto una vera e propria emergenza democratica. Di seguito  comunicato integrale<span id="more-1229"></span></p>
<p align="center"><strong>Emergenza Democratica</strong></p>
<p>Nell&#8217;aderire alla  manifestazione nazionale del 13 marzo contro l&#8217;ulteriore ferita alla legalità costituzionale realizzata attraverso l&#8217;abuso della decretazione d&#8217;urgenza per incidere su una competizione elettorale in corso, i  Comitati Dossetti per la Costituzione osservano che da molto tempo nel nostro  Paese è in atto una vera e propria emergenza democratica.</p>
<p>I  principi fondamentali della Costituzione ogni giorno sono calpestati e vilipesi  da una  politica che persegue come suo obiettivo di fondo lo smantellamento dei  beni pubblici repubblicani ed il rovesciamento delle garanzie poste a  presidio della democrazia.</p>
<p>Ma  proprio il fatto che l’attuale crisi sia esplosa in periodo elettorale attorno alla necessità di risolvere un problema di rappresentanza apertosi in due  regioni per il maldestro comportamento di funzionari del partito di governo e  per loro esclusiva responsabilità, richiama drammaticamente il fatto che una ben  più grave lesione del principio di rappresentanza  è in atto da anni nel  nostro Paese, da quando è stato introdotto il sistema maggioritario e nelle  leggi elettorali si è ricorso ad ogni artificio per trasformare gli eletti in delegati nominati dalle segreterie, per escludere dal Parlamento e dalle istituzioni forze sgradite ai partiti maggiori, per costringere le forze politiche ad innaturali alleanze, per stabilire soglie e sbarramenti distruttivi di aggregazioni e di idee, e per fuorviare la volontà  popolare trasformando in schiaccianti maggioranze il primo arrivato anche per  pochi voti nella corsa per la conquista del potere, ciò a cui ormai sono ridotte le elezioni. È di fronte al difetto di democraticità “sostanziale” di un sistema politico organizzato per mortificare il Parlamento, ridurre  il pluralismo, escludere milioni di elettori dalla rappresentanza e  distogliere i cittadini dal concorrere a determinare la  politica nazionale, che  diventa inaccettabile l’arbitrio con cui il governo ha preteso risolvere un suo problema di rappresentanza riguardante solo la sua parte politica e  insorto per colpa sua.</p>
<p>Nelle elezioni  politiche del 2008 quattro milioni di cittadini furono esclusi dall’accesso alle istituzioni rappresentative, e nessuno protestò né  fece decreti legge. Pertanto è assolutamente necessario ripristinare il  diritto di tutti ad essere rappresentati in condizioni di eguaglianza e attraverso  libere scelte nelle istituzioni politiche, sia abrogando le nomine per  cooptazione, sia introducendo principi di vera proporzionalità, sia rimuovendo  tagliole elettorali e sguaiati premi di maggioranza.</p>
<p>Non  si può ignorare infatti che proprio dall’attuale snaturamento della rappresentanza parlamentare deriva il precipitare dell’attuale regime politico verso la corruzione sempre più ostentata della funzione della legge come ordinata  al bene pubblico e non a privilegi privati, verso l’ostracismo alle istituzioni di garanzia, verso il rifiuto del controllo di legalità  e l’attacco alla giurisdizione, verso la compressione e la censura dell’informazione a cominciare dalla RAI, impedita di svolgere il suo servizio proprio nel periodo elettorale.</p>
<p>I  Comitati Dossetti invitano perciò tutti i cittadini che non vogliono perdere le conquiste costituzionali, elettori degli uni o degli altri schieramenti,  a non fermarsi alla critica e alla protesta, ma a rivendicare una vera  attuazione dei principi costituzionali a partire dalle condizioni fondamentali di una democrazia rappresentativa.</p>
<p>8  marzo 2010</p>
<p align="center"><strong>Comitati Dossetti per la Costituzione</strong></p>
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		<title>Nuovi insediamenti industriali senza adeguato controllo</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:51:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La società Deposito Costiero  e SFIR  sono state oggetto  a livello   istituzionale di istruttorie poco approfondite e, per certi versi, omissive. Di  seguito comunicato del Forum Ambiente Salute e Sviluppo. 
 
 
 
DEPOSITO  COSTIERO E SFIR :  CORREZIONI E CONTROLLI
La società Deposito Costiero  e SFIR  sono  state oggetto  a livello  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/03/raggi-LNG_smile.jpg" rel="lightbox[1225]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1226" title="Raggi LNG" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/03/raggi-LNG_smile-150x150.jpg" alt="Raggi LNG" width="150" height="150" /></a>La società Deposito Costiero  e SFIR  sono state oggetto  a livello   istituzionale di istruttorie poco approfondite e, per certi versi, omissive. Di  seguito comunicato del <strong>Forum Ambiente Salute e Sviluppo</strong>. <span id="more-1225"></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>DEPOSITO  COSTIERO E SFIR :  CORREZIONI E CONTROLLI</strong></p>
<p>La società Deposito Costiero  e SFIR  sono  state oggetto  a livello  istituzionale di istruttorie poco approfondite e,  per certi versi, omissive. Già dal piano di risanamento dell’area ad elevato rischio di crisi ambientale sui depositi costieri di GPL emergeva una  posizione contraddittoria: da un lato, si disponeva  la chiusura dell’Agip  Covengas e, dall’altro, si prescriveva  il trasferimento a  Capo Bianco  dello scalo. Sappiamo  bene che a Capo Bianco si tenta di localizzare il rigassificatore e si  è mantenuto lo scarico di GPL in condizioni pericolosissime e cioè  nelle vicinanze del traffico di passeggeri e di  merci. Gravissima  si appalesa poi l’ipotesi di portare a 52.000 metri cubi lo stoccaggio di GPL nell’impianto che oggi è  “Deposito Costiero”. Così come è anche grave che  si ritenga possibile  far svolgere  tutte le attività di  scarico e movimentazione sotto il cono  di atterraggio dell’Aeroporto e  a ridosso di altre  attività ad alto rischio di incidente rilevante .</p>
<p>Le  Amministrazioni competenti, rivedendo  scelte sbagliate, dovrebbero impedire  subito lo scarico di GPL nell’area di Costa Morena (in attuazione di quanto disposto nel piano di risanamento)  e dovrebbero riformare, in sede di autotutela, le autorizzazioni  rilasciate a “Deposito Costiero” in assenza di effettive procedure  di valutazione di impatto ambientale e di rischio di incidente rilevante .</p>
<p>La SFIR è stata accolta come una possibile  occasione occupazionale  ma  senza esaminare adeguatamente i cicli  previsti per  la produzione di zucchero e di energia elettrica. Oggi si stanno costruendo  gli impianti con grande celerità ma non si sa con quale rispetto dei  programmi a suo tempo previsti. Ciò che è certo è che manca un effettivo giudizio di compatibilità ambientale (che contempli la valutazione tecnica sulla  materia prima, sulla sua manipolazione, sulla produzione di zucchero e sulla  successiva produzione di energia elettrica da vapore  o  da indefinite biomasse)  mentre manca del tutto l’autorizzazione ambientale.</p>
<p>Brindisi, 8 marzo 2010</p>
<p><strong> FORUM  AMBIENTE, SALUTE E SVILUPPO</strong></p>
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		<title>Carbone e Rigassificatore, lettera aperta ai candidati</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:45:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le associazioni ambientaliste chiedono ai  candidati al ruolo di Presidente della Regione Puglia e ai responsabili regionali e  provinciali delle forze politiche di far conoscere all’elettorato interessato e, ove per cortese attenzione lo si ritenga, direttamente anche ai sodalizi  scriventi le loro scelte ed i loro impegni sui temi sintetizzati nell’unito  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le associazioni ambientaliste chiedono ai  candidati al ruolo di Presidente della Regione Puglia e ai responsabili regionali e  provinciali delle forze politiche di far conoscere all’elettorato interessato e, ove per cortese attenzione lo si ritenga, direttamente anche ai sodalizi  scriventi le loro scelte ed i loro impegni sui temi sintetizzati nell’unito  documento. Un esigenza di trasparenza democratica che certo non può sfuggire alla sensibilità politica e sociale dei destinatari della presente lettera.  Di seguito la lettera degli ambientalisti<span id="more-1222"></span></p>
<p align="center"><strong>Lettera aperta</strong></p>
<p align="right"><strong>Ai Candidati Presidente della Regione Puglia</strong></p>
<p align="right"><strong>Nichi Vendola </strong></p>
<p align="right"><strong>Rocco Palese </strong></p>
<p align="right"><strong>Adriana Poli Bortone </strong></p>
<p align="right"><strong>Michele Rizzi </strong></p>
<p align="right"><strong> </strong></p>
<p align="right"><strong>Ai  segretari regionali<br />
e provinciali di Brindisi dei partiti politici</strong>
</p>
<p align="right"><strong><span style="text-decoration: underline;">Loro  sedi</span></strong></p>
<p>Le nostre associazioni, quale significativa  espressione di un più vasto ed articolato movimento di cittadinanza attiva presente nella comunità  di Brindisi e provincia, operano in quanto tali (le scelte politiche degli aderenti sono ovviamente altra cosa) solo sul versante sociale e quindi  al di fuori di ogni schieramento partitico. Esse sono interpreti di diffuse sensibilità ed istanze in merito a problemi di cruciale importanza per  il futuro della nostra comunità. Problemi che interpellano fortemente la  politica e che vanno tenute nel debito conto anche nel corso di questa campagna elettorale.</p>
<p>Chiediamo perciò ai candidati al ruolo di  Presidente della Regione Puglia e ai responsabili regionali e provinciali delle forze politiche  di far conoscere all’elettorato interessato e, ove per cortese attenzione lo si ritenga, direttamente anche ai sodalizi scriventi le loro scelte ed i  loro impegni sui temi sintetizzati nell’unito documento. Un esigenza di trasparenza democratica che certo non può sfuggire alla sensibilità  politica e sociale dei destinatari della presente lettera.</p>
<p>Distinti saluti</p>
<p>Brindisi, 06 marzo 2010</p>
<p><strong>Italia Nostra, Legambiente, WWF, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino<em> “Mo’ Basta!”, </em>Comitato Brindisi Porta d’Oriente, Salute Pubblica. </strong></p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Recapito per comunicazioni:</span></em></strong><em> </em></p>
<p><em>c\o Giorgio SCIARRA<br />
Via De Flagilla, 3 – BRINDISI</em></p>
<p><em>Tel.:  347.5347286</em></p>
<p align="center"><strong>Nuovo sviluppo, rigassificatore e carbone:<br />
nessuno si illuda che dopo le elezioni<br />
potrà essere accettato l’inaccettabile.</strong>
</p>
<p align="center">
<p>Per fare avanzare  il progetto di una diversa economia locale capace di favorire l’incremento dell’occupazione con la tutela dell’ambiente e della salute è indispensabile lottare su due fronti: quello della costruzione di un  nuovo modello di economia locale e quello della tutela della salute e dell’ambiente. Sul primo per mettere in atto iniziative rivolte alla promozione, con interventi coordinate della Regione e degli Enti locali,  di attività economiche diverse da quelle della grande industria come l’agricoltura, il commercio, il turismo, le attività marittime, l’artigianato, il manifatturiero, il potenziamento del comparto aeronautico e tutte le imprese capaci di valorizzare potenzialità e  vocazioni locali. Un impegno che richiede il rilancio dell’esigenza di una grande consultazione dei cittadini e delle loro rappresentanze promossa  concordemente dalle istituzioni locali (Provincia e comuni), per raccogliere istanze  ed orientamenti da offrire, dopo le necessarie mediazioni  tecnico-professionali, alla valutazione e alle deliberazioni degli organi Consiliari  provinciale e comunali: <strong>un bagno di democrazia partecipativa di cui abbiamo  assoluto bisogno</strong>.</p>
<p>Sul secondo fronte  per rimuovere gli ostacoli che sbarrano la strada al nuovo modello di economia: impianto  di rigassificazione a Capobianco ed inquinamenti a partire da quello  pesantissimo provocato dal polo energetico. E su questa linea la regione e le amministrazioni locali sono chiamate ad operare, in sintonia fra di loro  per</p>
<ul>
<li>contrastare con ogni      determinazione la realizzazione del rigassificatore in sintonia con  la      battaglia sociale condotta dalle associazioni e dai movimenti di      cittadinanza attiva e approntare sin d’ora i necessari ricorsi      giudiziari amministrativi contro l’assurdo parere favorevole alla      compatibilità ambientale dell’impianto espresso (ma non ancora      formalizzato) dalla competente Commissione ministeriale;</li>
<li>riprendere dopo le elezioni      regionali la trattativa con l’ENEL, aprendola agli altri enti      elettrici, per addivenire ad una riduzione del carbone bruciato  superiore      a quell’improponibile 10% miseramente condito da maggiorazioni      aleatorie e lontane nel tempo. La riduzione del combustibile deve  essere <strong>immediata      e seria </strong>nonché accompagnata da un forte potenziamento dei  controlli      pubblici ed in particolare di quelli dell’ARPA che recentemente ha      lanciato per bocca del direttore Assennato un grido d’allarme per  le      difficoltà e i ritardi in cui si dibatte. Ed al riguardo va  rilevato che      il Presidente della Provincia, al quale continuiamo a chiedere la      convocazione del Consiglio provinciale su questi due scottanti  problemi      ambientali, ha ora riconosciuto, dopo aver insistito per la firma      immediata della convenzione, che “<em>occorre ancora del tempo per      determinare le condizioni complessive per la ripresa del confronto a  causa      delle diverse valutazioni per la riduzione del CO2, la  corrispondente      riduzione di carbone e le ricadute economiche</em>”. Le nostre      associazioni sono su posizioni ragionevoli e lontane da ogni  radicalismo      ideologico ma nel contempo <strong>sono pronte a combattere ogni  estremismo      produttivo ed ogni forma di irresponsabilità politica.</strong></li>
<li><strong>seguire con la dovuta      attenzione le complesse e rilevanti vicende della Costiero  Adriatica e      dello zuccherificio SFIR</strong> con      annessa l’ennesima centrale elettrica.</li>
</ul>
<p>I problemi della  nostra comunità devono essere posti al centro di questa campagna elettorale. <strong>Nessuno si  illuda che ciò che non si sta facendo oggi</strong> (formalizzazione del parere via sul rigassificatore e sottoscrizione di una inaccettabile convenzione con l’ENEL) <strong>si possa fare disinvoltamente dopo le elezioni senza fare i conti con una ferma protesta sociale</strong> che non mancherà certo di  sollecitare ogni controllo di legalità da parte dei competenti organi giudiziari.</p>
<p>Brindisi, 06 marzo 2010</p>
<p><strong>Italia Nostra, Legambiente, WWF, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino<em> “Mo’ Basta!”, </em>Comitato Brindisi Porta d’Oriente, Salute Pubblica. </strong></p>
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		<title>Un nuovo attacco all’art. 18</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 15:56:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[A distanza di circa dieci anni e nel momento in cui si fanno più dolorosamente sentire gli effetti della crisi economica riparte l’attacco ai diritti dei lavoratori e all’art. 18 in materia di licenziamenti individuali con l’intento di rendere ancora più precario il lavoro e di colpire nel suo valore fondativo la Carta costituzionale. E’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/03/lavoratori_nel_1927.jpg" rel="lightbox[1219]"><img class="alignright size-full wp-image-1220" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Lavoratori nel 1927" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/03/lavoratori_nel_1927.jpg" alt="Lavoratori nel 1927" width="210" height="164" /></a>A distanza di circa dieci anni e nel momento in cui si fanno più dolorosamente sentire gli effetti della crisi economica riparte l’attacco ai diritti dei lavoratori e all’art. 18 in materia di licenziamenti individuali con l’intento di rendere ancora più precario il lavoro e di colpire nel suo valore fondativo la Carta costituzionale. E’ stato infatti definitivamente approvato dal Senato il Disegno di Legge n. 1167-B il quale prevede una vera e propria controriforma del diritto del lavoro. Di seguito articolo di <strong>Michele Di Schiena</strong>.<br />
<span id="more-1219"></span></p>
<p align="center"><strong>Un nuovo attacco all’art. 18</strong></p>
<p>A distanza di circa dieci anni e nel momento in cui si fanno più dolorosamente sentire gli effetti della crisi economica riparte l’attacco ai diritti dei lavoratori e all’art. 18 in materia di licenziamenti individuali con l’intento di rendere ancora più precario il lavoro e di colpire nel suo valore fondativo la Carta costituzionale. E’ stato infatti definitivamente approvato dal Senato il Disegno di Legge n. 1167-B il quale prevede una vera e propria controriforma del diritto del lavoro, non meno grave ed incisiva di quella realizzata con la legge n. 30/2003 e col successivo Decreto legislativo n. 276/2003. La nuova Legge prevede invero che in caso di licenziamento le controversie possono essere devolute alla decisione di un collegio arbitrale il quale potrebbe decidere anche secondo “equità” e quindi a prescindere dalle disposizioni di legge. Viene così tendenzialmente sottratta la tutela dei diritti dei lavoratori alla giurisdizione ordinaria nel cui ambito la specializzazione del Giudice del lavoro è sempre stata ritenuta un irrinunciabile valore. Ma c’è di più perché la clausola compromissoria (quella che affida all’arbitro eventuali controversie in materia di licenziamento) potrebbe essere inserita nel contratto di assunzione del lavoratore e cioè nel momento in cui questi è particolarmente debole anche per la mancanza delle tutele previste in favore dei lavoratori già occupati. Vi sono poi altre norme peggiorative rispetto all’attuale disciplina tra le quali quella intesa a limitare, in caso di conversione giudiziaria del rapporto di lavoro determinato in rapporto indeterminato, il risarcimento del danno in un’indennità onnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto (prima commisurata a tutte le retribuzioni perdute), oltre ovviamente alla riammissione del dipendente nel posto di lavoro.</p>
<p>Siamo di fronte ad un’operazione rivolta ad aggirare l’art. 18 con buona pace del relatore del Disegno di legge alla Camera il quale ha detto che occorre smetterla di considerare i lavoratori come dei <em>“minus habeans”</em> facendo finta di ignorare la situazione di inferiorità nella quale essi si trovano in termini di potere e non certo di dignità, proprio quella dignità a tutela della quale si erge l’art. 18 che si vuole in ogni modo bypassare. Il citato Disegno di legge è invero espressione di un progetto rivolto a colpire ulteriormente lo stato sociale disegnato dalla Costituzione come propulsore di giustizia e di equità in attuazione di principi e di idee-forza che costituiscono le direttrici fondamentali per l’esercizio delle funzioni pubbliche, prima fra tutte quella della produzione legislativa. Ora, tra questi principi-cardine spicca proprio quello proclamato dall’art. 1 e ripreso dal successivo art. 4 dello Statuto che fonda la Repubblica sul lavoro come valore assoluto, come diritto-dovere dei cittadini e come fonte del progresso spirituale e materiale della società. La scelta di indicare nel lavoro la pietra angolare della costruzione democratica dello Stato sarebbe poi vana se non fosse stata dalla Costituzione saldata al principio di uguaglianza formulato dall’art. 3 dello stesso Statuto che sancisce la pari dignità sociale di tutti i cittadini facendo carico alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che possano impedire la partecipazione di tutti i lavoratori alla vita economica, politica e sociale del Paese.</p>
<p>Dall’entrata in vigore della Costituzione passarono più di vent’anni prima che l’Ordinamento, con la Legge 20 maggio 1970 n. 300 (Statuto dei lavoratori), venisse dotato di una norma, quella appunto dell’art. 18, che introduceva la possibilità per il lavoratore di ottenere la rimozione del licenziamento illegittimo (quello senza giusta causa o giustificato motivo) con la sua reintegrazione nel posto di lavoro e col risarcimento dell’intero danno subito. A ben guardare, dietro la disciplina introdotta dall’art. 18 dallo Statuto dei Lavoratori c’è il nucleo essenziale di quella “filosofia” costituzionale che considera il lavoro come l’attività umana nella quale deve realizzarsi, in armonica sintesi, la personalità del prestatore d’opera e la crescita civile della comunità. Una “logica” che impone di non trattare la prestazione lavorativa come una qualsiasi merce di scambio.</p>
<p>L’auspicio è che i sindacati insorgano contro questo malinconico tentativo di vanificare il presidio democratico costituito in favore dei lavoratori dal citato articolo 18. Un’operazione sulla quale sono stati invero accesi solo all’ultimo momento i riflettori della protesta da parte dei sindacati e delle forze politiche di opposizione. C’è comunque da sperare che per contenere i danni di un provvedimento ormai varato si faccia strada nell’ambito sindacale e negli ambienti politici più avveduti la consapevolezza di quanto sia ingiusto, e come appaia in questa congiuntura economica addirittura provocatorio, il tentativo di spostare indietro l’orologio della storia sul delicato versante dell’ordinamento in materia di lavoro.</p>
<p>Brindisi, 4 marzo 2010</p>
<p align="center"><strong>Michele DI SCHIENA</strong></p>
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		<title>Dal Movimento A Sinistra un “no” secco a Boccia</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 18:51:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quella di Boccia sarebbe una candidatura destinata alla sconfitta perché priva del necessario consenso di base e perché caratterizzata da una linea conservatrice ed industrialista lontana dagli interessi delle popolazioni pugliesi. Guardando in particolare poi agli interessi della provincia di Brindisi, la cui comunità è impegnata in una dura lotta contro il rigassificatore ed il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/12/nichi_candidato.jpg" rel="lightbox[1216]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1196" title="Difendi la Puglia Migliore - Nichi Vendola Presidente 2010" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/12/nichi_candidato-150x150.jpg" alt="Difendi la Puglia Migliore - Nichi Vendola Presidente 2010" width="126" height="126" /></a>Quella di Boccia sarebbe una candidatura destinata alla sconfitta <strong>perché priva del necessario consenso di base e perché caratterizzata da una linea conservatrice ed industrialista lontana dagli interessi delle popolazioni pugliesi</strong>. Guardando in particolare poi agli interessi della provincia di Brindisi, la cui comunità è impegnata in una dura lotta contro il rigassificatore ed il “carbone”, va detto che una candidatura di Boccia risulterebbe incomprensibile ed inaccettabile. Di seguito comunicato integrale<span id="more-1216"></span></p>
<p align="center"><strong>Dal Movimento A Sinistra un “no” secco a Boccia</strong></p>
<p>Collegandoci a precedenti prese di posizione confermiamo la nostra scelta in favore della ricandidatura di Vendola a Presidente delle Regione Puglia. E lo facciamo rilevando che ogni qualsiasi altra ipotesi segnata dalla cosiddetta “discontinuità” significherebbe per tutte le forze che hanno sostenuto la Giunta Vendola la sconfessione di quella esperienza che, nella difficile situazione ereditata, ha saputo fare scelte avanzate e lungimiranti sul versante dell’equità sociale, della promozione di un’economia capace di valorizzare le vocazioni e le risorse territoriali, della difesa di beni comuni, del riconoscimento di importanti diritti civili, della tutela dell’ambiente e della salute.</p>
<p><strong>Siamo stati perciò contrari</strong> ieri all’ipotesi di candidare il Sindaco Emiliano <strong>ma lo siamo soprattutto oggi quando, dopo le tortuose vicende dei giorni scorsi, sembra in qualche modo farsi strada l’ipotesi di candidare l’on.le Francesco Boccia</strong>, sconfitto da Vendola alle primarie del 2005, che si è sempre caratterizzato per un’astiosa polemica personale nei confronti dell’attuale Governatore. Quella di Boccia sarebbe una candidatura destinata alla sconfitta <strong>perché priva del necessario consenso di base e perché caratterizzata da una linea conservatrice ed industrialista lontana dagli interessi delle popolazioni pugliesi</strong>. Guardando in particolare poi agli interessi della provincia di Brindisi, la cui comunità è impegnata in una dura lotta contro il rigassificatore ed il “carbone”, va detto che una candidatura di Boccia risulterebbe incomprensibile ed inaccettabile. E impraticabile un tale sbocco dovrebbe essere considerato anche, per evidente ragioni di coerenza e di pudore, da certi gruppi che nelle loro sigle fanno riferimento ad esperienze ambientaliste o progressiste e che, secondo Boccia, gli avrebbero assicurato il loro sostegno.</p>
<p>Brindisi, 07 gennaio 2010</p>
<p align="center"><strong>Giancarlo Canuto<br />
Movimento A Sinistra – Brindisi</strong></p>
<div id="wrtranslator-translate" style="left: 196px; top: -62px;"><a href="http://www.wordreference.com/enit/Movimento#Otbl" target="_blank">Tradurre</a></div></p>
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		<title>Avviati incontri con il centro-sinistra</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 08:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mesagne]]></category>
		<category><![CDATA[campagna elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[candidato]]></category>
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		<category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category>
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		<description><![CDATA[Primo incontro col PD Mesagne per costruire alleanza politico-elettorale in vista delle elezioni amministrative di fine marzo. Di seguito comunicato delle forze di sinistra.
Mesagne: Avviati incontri con il centro-sinistra
I partiti e movimenti politici di Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista, Partito Socialista Italiano, Movimento A Sinistra e gruppi della società civile organizzata, che hanno dato vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/04/pompeo_molfetta_tel.jpg" rel="lightbox[1214]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-863" title="Il consigliere di Pompeo Molfetta - A Sinistra" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/04/pompeo_molfetta_tel-150x150.jpg" alt="Il consigliere di Pompeo Molfetta - A Sinistra" width="150" height="150" /></a>Primo incontro col PD Mesagne per costruire alleanza politico-elettorale in vista delle elezioni amministrative di fine marzo. Di seguito comunicato delle forze di sinistra.<span id="more-1214"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Mesagne: Avviati incontri con il centro-sinistra</strong></p>
<p>I partiti e movimenti politici di <strong>Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista, Partito Socialista Italiano, Movimento A Sinistra</strong> e gruppi della <strong>società civile organizzata,</strong> che hanno dato vita ad una <strong>alleanza di forze democratico-progressiste e di sinistra</strong> hanno partecipato, nella serata di ieri, ad un incontro promosso dal locale Partito Democratico in ordine alle prossime elezioni amministrative.</p>
<p>Nel corso della riunione le forze politiche che aderiscono a questa alleanza hanno ribadito l’esigenza prioritaria di compiere ogni sforzo verso l’unità dell’intero centro-sinistra, aperto senza pregiudiziali ad ogni soggettività politica interessata ad un approfondito confronto politico-programmatico, il quale ha lo scopo di condividere e proporre nell’imminente campagna elettorale una idea di città che possa risvegliare speranze ed entusiasmi dopo i recenti anni di rassegnazione e grigiore.</p>
<p>Nell’eventuale insediamento di tale tavolo politico-programmatico le medesime forze politiche che aderiscono all’alleanza di forze democratico-progressiste<strong> </strong>offriranno alla discussione ed alla valutazione comune, oltre al proprio contributo alla stesura del programma,  anche l’ipotesi di una candidatura autorevole e competente nella persona del <strong>dr. Pompeo Molfetta</strong>, che proprio nella consigliatura appena conclusa ha svolto, anche d’intesa con il Partito Democratico, una opposizione motivata ed intransigente alla Giunta Incalza con un lavoro metodico e documentato. La figura di <strong>Pompeo Molfetta</strong> ha già in più occasioni trovato un riscontro popolare significativo a conferma che egli rappresenta un candidato autenticamente alternativo all’ennesima riproposizione  di Enzo Incalza, e nello stesso tempo capace,  per serietà e rigore morale, di raccogliere il consenso  di quel “centro-moderato” certamente decisivo in questo scontro elettorale.</p>
<p>Tali forze infine hanno ribadito che non escludono nessuna modalità per arrivare ad esprimere una indicazione unitaria e democratica da parte di tutto il centro-sinistra, che continueranno a promuovere occasioni di partecipazione sulle tematiche legate alla città e si mobiliteranno per le quasi certe primarie regionali a favore di Nichi Vendola.</p>
<p>Mesagne, 03 gennaio 2010</p>
<p align="center"><strong>Sinistra e Libertà, Rifondazione Comunista, Partito Socialista Italiano,<br />
Movimento A Sinistra</strong> e gruppi della <strong>società civile organizzata</strong></p>
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		<title>Brindisi Sotto Assedio: difendiamola in coro</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 23:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Brindisi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Mercoledì 23 dicembre, ore 17, manifestazione del gruppo “No al carbone”. 
Ore 17 Corteo con partenza dalla stazione ferroviaria
A seguire, esibizione Live a Piazza Santa Teresa, con Franco Zuccaro,
Malvasia, Pizzicati di Beppe e Donatella,  MKS,
Mama Roots e Sud Sound System.

Conosciamo tutti, almeno a grandi linee, la storia economica della nostra città, caratterizzata soprattutto da un’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/12/LOCAND-23-12-LEGGERA-X-EMAIL.jpg" rel="lightbox[1202]"><img class="alignright size-medium wp-image-1203" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Brindisi Sotto Assedio - 23-12-09" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/12/LOCAND-23-12-LEGGERA-X-EMAIL-212x300.jpg" alt="Brindisi Sotto Assedio - 23-12-09" width="138" height="196" /></a></p>
<p style="font-size: 18px; text-align: center;"><strong><em></em></strong><em>Mercoledì 23 dicembre, ore 17, manifestazione del gruppo “No al carbone”. </em></p>
<p style="font-size: 18px; text-align: center;"><em>Ore 17 Corteo con partenza dalla stazione ferroviaria</em></p>
<p style="font-size: 18px; text-align: center;"><em>A seguire, esibizione Live a Piazza Santa Teresa, con Franco Zuccaro,<br />
Malvasia, Pizzicati di Beppe e Donatella,  MKS,<br />
Mama Roots e Sud Sound System.</em></p>
<p><span id="more-1202"></span></p>
<p>Conosciamo tutti, almeno a grandi linee, la storia economica della nostra città, caratterizzata soprattutto da un’ agricoltura “secolare” e una pluridecennale industria “pesante”.</p>
<p>Purtroppo, ci duole constatare che quest’ultima strada, fortemente voluta dai vari amministratori locali avvicendatisi negli anni, ha trasformato in negativo la fisionomia della città e del porto.</p>
<p>Tralasciando l’esiguo contributo che tale politica ha apportato in termini occupazionali, la scelta di trasformare la nostra città in un polo industriale non ci ha consentito uno sviluppo sostenibile.<br />
E oggi tutti ne stiamo pagando le conseguenze.</p>
<p>Nonostante ciò, negli ultimi tempi abbiamo assistito al proliferare di aziende multinazionali che vogliono contribuire al massacro della nostra città attraverso la medesima produzione: quella energetica.,come ad esempio nel caso del rigassificatore.</p>
<p><strong>Noi non ci stiamo.</strong></p>
<p>Non vogliamo continuare a pagare scelte intraprese altrove, né tantomeno continuare a perdere amici e parenti tra emigrazione e malattie. Noi non vogliamo crescere nella morsa tra il ricatto occupazionale e quello culturale, che non consentono una AUTODETERMINAZIONE POPOLARE.<br />
Riteniamo, inoltre, che questo sviluppo sia incoerente con la legittima aspettativa di tutta la “Terra di Brindisi” di pretendere un REALE NUOVO MODELLO DI SVILUPPO che valorizzi le nostre risorse naturali, quali turismo,commercio,cultura,gastronomia,agricoltura,pesca e tanto altro.</p>
<p>In questa fase in cui si sta discutendo di NUOVE CONVENZIONI ENERGETICHE con le centrali a carbone che insistono sul territorio, chiediamo una FORTE RIDUZIONE DELLA QUANTITà DI CARBONE MOVIMENTATA A BRINDISI e alle amministrazioni locali di TUTELARE E RAPPRESENTARE il diritto della cittadinanza brindisina e non solo, alla salute e a vivere in un ambiente pulito.</p>
<p>Per queste e tante altre ragioni abbiamo deciso di scendere in piazza a manifestare il nostro dissenso verso il futuro che si prospetta, perché non vogliamo più essere solo spettatori dei <em>business</em> altrui, ma registi del nostro futuro, compatibilmente con le nostre risorse e con le capacità e la volontà del territorio.</p>
<p>Il comitato No al carbone continua ad essere presente con un gazebo/presidio permanente di informazione e sensibilizzazione in Piazza  vittoria, aperto ogni giorno dalle 18 alle 21 dove abbiamo avviato una raccolta firme per<br />
inoltrare richiesta alla procura della Repubblica di Brindisi per l’apertura un indagine volta a verificare il legame fra l’attività delle centrali a carbone e i danni ambientali e sanitari avuti dal nostro territorio.</p>
<p><strong> Il prossimo 23 dicembre (ore 17,00)</strong>, avrà così luogo un <strong>corteo </strong>che partirà <strong>dal piazzale della Stazione</strong> e culminerà a <strong>Piazza Santa Teresa, dove è previsto un concerto</strong> di gruppi locali che hanno fornito la loro GRATUITA adesione per continuare l’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica in merito a un problema molto sentito dai più giovani e non. Sul palco di Piazza Santa Teresa si avvicenderanno: <strong>Franco Zuccaro</strong> (regista teatrale e cantante); <strong>I Malvasia</strong> e <strong>I Pizzicati di Beppe e Donatella</strong> (folk-pizzica); gli <strong>MKS</strong> (rock-blues anni ‘70); i <strong>Mama Roots</strong> e i <strong>Sud Sound System</strong> (reggae). Nel corso della manifestazione saranno allestiti spazi informativi per ricevere ulteriori informazioni sul tema e poter esprimere il proprio parere.</p>
<p>Il Comitato No al Carbone sicuro della vostra sensibilità in riferimento alle suddette questioni e convinti che TUTTI INSIEME POSSIAMO CONTRIBUIRE AL MIGLIORAMENTO DEL NOSTRO TERRITORIO,.vi INVITA AD UNA MASSICCIA PARTECIPAZIONE ALLLA GIORNATA DEL 23 DICEMBRE 2009 “BRINDISI SOTTO ASSEDIO,DIFENDIAMOLA IN CORO”.</p>
<p>Per comunicare le adesioni ufficiali alla giornata, potete inviare una mail di conferma al seguente indirizzo:</p>
<p><a href="mailto:pepdirlubrindisino@libero.it" target="_blank">pepdirlubrindisino@libero.it</a></p>
<p><a href="mailto:dpomes@libero.it" target="_blank">dpomes@libero.it</a></p>
<p><strong>I ragazzi del NO AL CARBONE.</strong></p>
<p>Per informazioni: Daniele Pomes 327.57.85.185; Giuseppe Di Rienzo 328.86.16.413</p>
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		<title>La reazione della nostra comunità ad una sciagurata ingiustizia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 23:24:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ avvenuto un fatto gravissimo, l’evidenza è stata negata, il buonsenso è stato mortificato, la giustizia è stata calpestata, i diritti dei cittadini sono stati cancellati: la Commissione Ministeriale per la VIA ha dato parere favorevole alla costruzione del rigassificatore nel porto di Brindisi ed a ridosso del centro abitato, aprendo così le porte ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/rigassificatore_striscione_lungo.jpg" rel="lightbox[1200]"><img class="alignright size-medium wp-image-684" title="Striscione contro il Rigassificatore" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2008/12/rigassificatore_striscione_lungo-300x225.jpg" alt="Striscione contro il Rigassificatore" width="240" height="180" /></a>E’ avvenuto un fatto gravissimo, l’evidenza è stata negata, il buonsenso è stato mortificato, la giustizia è stata calpestata, i diritti dei cittadini sono stati cancellati: la Commissione Ministeriale per la VIA ha dato parere favorevole alla costruzione del rigassificatore nel porto di Brindisi ed a ridosso del centro abitato, aprendo così le porte ad una situazione estremamente pericolosa per la vita e per l’incolumità delle nostre popolazioni e tentando d’infliggere un colpo mortale alle politiche delle amministrazioni locali rivolte a promuovere nuovo sviluppo e nuova occupazione. Di seguito comunicato delle <strong>Associazioni ambientaliste</strong>.<span id="more-1200"></span></p>
<p align="center"><strong>La reazione della nostra comunità ad una sciagurata ingiustizia</strong></p>
<p>E’ avvenuto un fatto gravissimo: l’evidenza è stata negata, il buonsenso è stato mortificato, la giustizia è stata calpestata, i diritti dei cittadini sono stati cancellati. Dopo mesi di tattici temporeggiamenti, la Commissione Ministeriale per la Valutazione d’Impatto Ambientale, la cui composizione era stata ritenuta scorretta ed illegittima da una accurata sentenza del TAR del Lazio poi inspiegabilmente capovolta dal Consiglio di Stato, ha dato parere favorevole alla costruzione del rigassificatore nel porto di Brindisi ed a ridosso del centro abitato, aprendo così le porte ad una situazione estremamente pericolosa per la vita e per l’incolumità delle nostre popolazioni e tentando d’infliggere un colpo mortale alle politiche delle amministrazioni locali rivolte a promuovere nuovo sviluppo e nuova occupazione. La decisione della Commissione VIA sconcerta soprattutto perché, tra l’atro, non ha neanche tenuto conto del <strong>mancato adempimento da parte della Brindisi Lng</strong> alla richiesta di integrazioni, facendo specifico riferimento alla ineludibile richiesta fatta in termini perentori, dalla stessa Commissione VIA, <strong>sull’aggiornamento del Nulla Osta di Fattibilità</strong>.</p>
<p>La LNG ora attende un decreto ministeriale che chiuda definitivamente in suo favore la vicenda. Le competenti autorità di governo possono impedire che questa drammatica evenienza si verifichi ma i comportamenti finora tenuti fanno ritenere che il decreto sarà firmato e che la folle operazione sarà portata a termine. Ci conforta tuttavia il fatto che la vicenda del rigassificatore, contrassegnata da documentati abusi e da ammesse corruzioni, è tuttora all’esame della giustizia ordinaria la quale <strong>continua a mantenere sotto sequestro</strong> le cose ed i luoghi sui quali si sarebbe estrinsecata l’attività criminosa. Un’attività che, in attesa dell’esito del processo, non sarà certo autorizzata a portare gli eventuali reati a conseguenze ulteriori anche perché l’esito definitivo del processo, se concluso con sentenza di condanna, non potrà non avere conseguenze dirette e non aggirabili sulla procedura amministrativa. Abbiamo comunque piena ed incondizionata fiducia nell’autonomia e nell’indipendenza dell’autorità giudiziaria.</p>
<p>La LNG deve allora fare i conti sia con la permanenza del sequestro e sia con la vibrata protesta delle istituzioni locali e &#8211; ci auguriamo &#8211; di tutte le <strong>forze politiche dalle quali ci attendiamo chiare e nette prese di posizione</strong>. Con questi intenti e con questa determinazione <strong>incoraggiamo e sosteniamo intanto la manifestazione di protesta indetta per il 23 dicembre prossimo e organizzata generosamente e senza mezzi </strong><strong>dal movimento “NO al carbone” formato da tanti giovani che intendono difendere il proprio futuro</strong><strong> ed invitiamo i cittadini a parteciparvi numerosi. Dopo le festività natalizie avvieremo subito il lavoro per dar vita ad una forte mobilitazione della nostra comunità in tutte le sue espressioni (società civile, forze politiche e sindacali, associazioni religiose e culturali) che insieme alle amministrazioni locali ed alla Regione Puglia faccia sentire la protesta della nostra gente per quanto sta avvenendo e chieda al Governo di mettere fine a questa nefanda aggressione in danno della nostra terra</strong>.</p>
<p>Brindisi, 20 dicembre 2009</p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Italia Nostra, Legambiente, WWF, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, Forum ambiente salute e sviluppo, LIPU, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino<em> “Mo’ Basta!”, </em>Comitato Brindisi Porta d’Oriente.</strong></p>
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		<title>Confermare Vendola per fermare una brutta politica</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 23:19:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ una brutta politica quella che sta cercando di far naufragare la candidatura di Nichi Vendola a Presidente della Regione Puglia: una politica chiusa nelle conventicole dei partiti, lontana dalla gente, senza memoria e senza progetto. Una sorta di pitagorismo politico che assolutizza i numeri ma per di più li calcola male andando così incontro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/12/nichi_candidato.jpg" rel="lightbox[1195]"><img class="alignright size-medium wp-image-1196" style="border: 0pt none; margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Difendi la Puglia Migliore - Nichi Vendola Presidente 2010" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/12/nichi_candidato-300x268.jpg" alt="Difendi la Puglia Migliore - Nichi Vendola Presidente 2010" width="140" height="123" /></a>E’ una brutta politica quella che sta cercando di far naufragare la candidatura di Nichi Vendola a Presidente della Regione Puglia: una politica chiusa nelle conventicole dei partiti, lontana dalla gente, senza memoria e senza progetto. Una sorta di pitagorismo politico che assolutizza i numeri ma per di più li calcola male andando così incontro talvolta a vittorie di Pirro e talaltra a disastrose sconfitte. Di seguito articolo di <strong>Michele Di Schiena<span id="more-1195"></span></strong></p>
<p align="center"><strong>Confermare Vendola per fermare una brutta politica </strong></p>
<p>E’ una brutta politica quella che sta cercando di far naufragare la candidatura di Nichi Vendola a Presidente della Regione Puglia: una politica chiusa nelle conventicole dei partiti, lontana dalla gente, senza memoria e senza progetto. Una politica che non parte dalle cose da fare ma da patteggiamenti romani fra pochi intimi, che sembra guardare più indietro che avanti e che crede di poter vincere sommando a tavolino improbabili pacchetti di voti ed allestendo alleanze non cementate da forti idee e da grandi obiettivi. Una sorta di pitagorismo politico che assolutizza i numeri ma per di più li calcola male andando così incontro talvolta a vittorie di Pirro e talaltra a disastrose sconfitte.</p>
<p>E sì, perché un centro-sinistra esteso all’UDC di Casini ed al Movimento Io Sud della Poli Bortone con una guida diversa da quella di Vendola non vincerebbe la partita anche se il presidente uscente facesse il famoso passo indietro restando col suo Movimento nella coalizione. Un simile schieramento implicherebbe, sotto l’etichetta della “discontinuità”, una ingiusta e rovinosa ammissione di fallimento del mandato elettorale che sta per concludersi e risulterebbe inoltre demotivato e frustrato nelle varie componenti favorevoli a Vendola (cattolici democratici, sinistra, giovani, progressisti senza partito) con le immaginabili conseguenze negative in termini di consenso. Uno schieramento con ogni probabilità destinato alla sconfitta anche nel caso di candidatura a presidente di Michele Emiliano sia a causa dell’immagine ultramoderata che negli ultimi tempi il Sindaco di Bari ha ritenuto di darsi e sia per i perduranti malumori connessi ai rilievi di disinvolto protagonismo che gli sono stati mossi nel Partito Democratico in occasione delle recenti primarie interne per l’elezione del segretario regionale.</p>
<p>Come può fare il PD, che fino a ieri si è espresso pubblicamente con tutte le sue componenti in favore della ricandidatura di Vendola, a rinnegare questa sua scelta solo perché qualcuno lo pretende senza uno straccio di convincenti motivazioni? In Puglia c’è senza dubbio bisogno di una grande alleanza che unisca progressisti e moderati ma deve trattarsi di una alleanza di popolo per il rilancio, a beneficio della nostra gente, dei principi e dei valori della Carta costituzionale. Vendola è stato e può continuare ad essere il promotore e l’animatore di un grande progetto di innovazione politica. Egli incarna un mondo che si trova agli antipodi di quello di Berlusconi e di Fitto: il mondo della legalità democratica, della lotta alle vecchie e alle nuove povertà, della scelta preferenziale in favore dei deboli e dei meno tutelati, della difesa della salute e dell’ambiente, della mitezza e della tolleranza. Un mondo anche di forti sentimenti, quei sentimenti di fiducia nella giustizia, di speranza nel futuro, di solidarietà sociale e di condivisione della sofferenza che possono dare alla politica una dimensione spirituale, un supplemento d’anima di cui essa ha estremo bisogno.</p>
<p>Brindisi, 07 dicembre 2009</p>
<p align="center"><strong>Michele DI SCHIENA </strong></p>
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		<title>Rigassificatore Brindisi: un parere preconfezionato?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 23:11:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Concessa la VIA per la costruzione del rigassificatore a Brindisi. Di seguito l’immediata protesta delle associazioni ambientaliste.
Rigassificatore Brindisi: un parere preconfezionato?
Il TAR Lazio con sentenza depositata il 30/10/2009 aveva annullato i decreti con i quali il Ministero dell’Ambiente, nell’agosto del 2008, aveva provveduto al riordino della Commissione VIA, nominando i nuovi componenti. Un provvedimento della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Concessa la VIA per la costruzione del rigassificatore a Brindisi. Di seguito l’immediata protesta delle associazioni ambientaliste.<span id="more-1192"></span></p>
<p align="center"><strong>Rigassificatore Brindisi: un parere preconfezionato?</strong></p>
<p>Il TAR Lazio con sentenza depositata il 30/10/2009 aveva annullato i decreti con i quali il Ministero dell’Ambiente, nell’agosto del 2008, aveva provveduto al riordino della Commissione VIA, nominando i nuovi componenti. Un provvedimento della sesta sezione del Consiglio di Stato ha poi sospeso l’esecuzione della citata sentenza del TAR Lazio in attesa della decisione di merito prevista per l’11 dicembre.</p>
<p>Ignoriamo se sia intervenuta o meno la predetta decisione di merito ma abbiamo appreso che l’assemblea plenaria della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale è stata convocata il 17 e 18 dicembre per deliberare in merito a diversi problemi fra i quali figura quello del rigassificatore di Brindisi. Quale che sia il contenuto della decisione del Consiglio di Stato, resta il fatto che con una motivazione puntuale e convincente il TAR Lazio ha censurato di illegittimità la composizione della Commissione VIA indicando specificatamente i motivi che sotto il profilo amministrativo devono essere valutati dalla competente autorità chiamata ad emettere il provvedimento definitivo. Allo stato non possiamo che ribadire con ogni determinazione come sarebbe assurdo, per il suo evidente contrasto con dati agevolmente rilevabili, un parere della Commissione VIA favorevole alla costruzione dell’impianto. E a riguardo ci limitiamo ad indicare, fra le tante ragioni, il fatto che un tale parere verrebbe espresso nonostante la Commissione Via abbia a suo tempo preteso l’aggiornamento del Nulla Osta di Fattibilità da parte del Comitato Tecnico Regionale e la Lng non sia attivata per ottemperare a tale prescrizione come risulta dalle sue deduzioni scritte di recente presentate.</p>
<p>Dobbiamo poi denunciare l’estrema gravità del fatto che con larga anticipazione di tempo diversi organi d’informazione, citando specificatamente fonti autorevoli, hanno dato per certo un pronunciamento da parte della Commissione Via favorevole all’assunto della Brindisi Lng e quindi alla realizzazione dell’impianto. Ne deriva che se il parere dovesse essere quello incredibilmente preannunciato ci troveremmo di fronte a decisioni assunte prima dell’esame di alcuni atti e prima dello svolgimento di fasi rilevanti della procedura, compresa quella dell’assemblea plenaria della stessa Commissione ministeriale.</p>
<p>Questi nostri rilievi segnaliamo sin d’ora, a futura memoria, al Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, al Ministro per lo Sviluppo Economico Scajola, al Presidente della Regione Puglia Vendola, al Presidente della Provincia Ferrarese e al Sindaco di Brindisi Mennitti per le valutazioni e gli interventi di rispettiva competenza, riservandoci le adeguate iniziative di protesta sociale e le necessarie azioni di contrasto in campo giudiziario sotto ogni profilo.</p>
<p>Brindisi, 17 dicembre 2009</p>
<p><strong>Italia Nostra, Legambiente, WWF, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino<em> “Mo’ Basta!”, </em>Comitato Brindisi Porta d’Oriente, Salute Pubblica.</strong></p>
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		<title>Attentato a Berlusconi: la condanna e l’auspicio</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 09:38:30 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/12/BERLU_04_672-458_resize.jpg" rel="lightbox[1186]"><img class="alignright size-medium wp-image-1187" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Aggressione a Berlusconi" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/12/BERLU_04_672-458_resize-300x242.jpg" alt="Aggressione a Berlusconi" width="223" height="179" /></a>A nessuno venga in mente – come qualche segnale può far temere – di utilizzare l’accaduto per rivolgere accuse irragionevoli ed ingiuste all’opposizione con l’intento di indebolirla e dividerla. E nessuno pensi di adottare provvedimenti rivolti a comprimere la libertà di manifestazione del pensiero innescando pericolose reazioni a catena e facendo così un regalo agli agitatori ed ai violenti di professione. Così come è da sperare che nessuno pensi di infliggere colpi mortali alla Costituzione.  Di seguito articolo di <strong>Michele Di Schiena</strong>.<span id="more-1186"></span></p>
<p align="center"><strong>Attentato a Berlusconi: la condanna e l’auspicio </strong></p>
<p>La condanna ferma, incondizionata, assoluta dell’aggressione a Milano in danno del premier è un sentimento sul quale nessun democratico, nessun uomo dabbene, nessuna persona civile può nutrire il minimo dubbio. Lo sdegno verso atti del genere si carica poi di motivazioni particolarmente profonde e di grande forza etica in quanti, e per fortuna non sono pochi nel nostro Paese, si riconoscono nella cultura della non-violenza che Gandhi così definiva: <em>«la non-violenza è la forza più grande di cui disponga l’umanità … l’uomo vive liberamente in quanto è pronto a morire, se necessario, per mano di suo fratello, mai ad ucciderlo. Qualsiasi assassinio o altra lesione, commessa o inflitta a un altro, non importa per quale ragione è un crimine contro l’umanità»</em>. Quella non-violenza che è stata testimoniata talvolta anche con la vita da tanti profeti disarmati (da Gandhi a Martin Luter King, da Giorgio La Pira a Nelson Mandela) e che ha avuto la più sublime proclamazione duemila addietro da parte di Chi chiamò <em>beati</em> i costruttori di pace, invitò gli uomini a praticare l’etica del perdono ed intimò al suo più vicino seguace di riporre nel fodero la spada estratta per sottrarlo ad una ingiusta cattura.</p>
<p>Riproporre la cultura della non-violenza e della solidarietà è oggi necessario se si vogliono contrastare le sempre più diffuse inclinazioni verso l’opposta cultura che privilegia su ogni altra ragione quelle del successo, della ricchezza, del profitto, del tornaconto personale e di tutti gli impulsi negativi che hanno la loro origine in quella “volontà di potenza” di nitchiana memoria le cui deleterie influenze su certa politica di ieri e di oggi appaiono davvero innegabili. Ebbene la solidarietà e la non-violenza sono due grandi valori di cui è pervasa la nostra Costituzione che riconosce i diritti umani fondamentali a partire da quello della vita e che ripudia la guerra ed ogni attentato all’integrità fisica ed alla libertà della persona. Una Costituzione che con particolare attenzione tutela i diritti di libertà prescrivendo che «<em>tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il loro pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione»</em> ed aggiungendo che <em>«la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure»</em>.</p>
<p>A nessuno venga allora in mente – come qualche segnale può far temere – di utilizzare l’accaduto per rivolgere accuse irragionevoli ed ingiuste all’opposizione con l’intento di indebolirla e dividerla. E nessuno pensi di adottare provvedimenti rivolti a comprimere la libertà di manifestazione del pensiero innescando pericolose reazioni a catena e facendo così un regalo agli agitatori ed ai violenti di professione. Così come è da sperare che nessuno pensi di infliggere colpi mortali alla Costituzione con riforme che, intervenendo formalmente sulla seconda parte di essa (quella ordinamentale), finirebbero per incidere pesantemente sulla prima parte dello Statuto mettendo a rischio alcuni diritti fondamentali ed alterando il disegno di una democrazia partecipativa costruita sulla mediazione dei partiti ed impegnata ad operare, come scriveva il grande costituzionalista Mortati, <em>«una trasformazione di fondo dei rapporti di produzione e di distribuzione del reddito, per giungere ad un diverso equilibrio sociale»</em>.</p>
<p>Progetto di società e metodi per realizzarlo, scelte e regole, dinamiche e garanzie, fini e mezzi, i secondi sempre in funzione dei primi e questi a quelli organicamente legati da un inscindibile rapporto: è questa l’anima ed insieme la struttura della Costituzione del ’48 che può essere indubbiamente aggiornata per adeguarla a certe mutate esigenze ma che non è possibile stravolgere senza determinare un mutamento di regime aprendo la strada ad imprevedibili e pericolosi sviluppi. Alla vibrata condanna del gesto inconsulto, che resta gravissimo anche se commesso da una persona isolata e con problemi psichici, si accompagna quindi l’auspicio che vengano accantonati comportamenti e scelte che hanno determinato difficoltà di rapporti tra i poteri dello stato e gravi tensioni tra le forze politiche e che venga accolto l’appello del Presidente Napolitano perché <em>«ogni contrasto politico ed istituzionale sia ricondotto entro i limiti di un responsabile autocontrollo e di un civile confronto »</em></p>
<p>Brindisi, 14 dicembre 2009</p>
<p align="center"><strong>Michele Di Schiena </strong></p>
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