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	<title>A Sinistra - Movimento Politico Antiliberista</title>
	
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	<description>Movimento Politico Antiliberista di Mesagne, Brindisi, Latiano e San Pancrazio</description>
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		<title>Brindisi: iniziative energetiche e drammi ambientali</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 18:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brindisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Convinti che per salvare le nostre comunità dalle aggressioni ambientali è necessario sostituire le fonti di energia fossile con fonti rinnovabili.  La pesante situazione ambientale di Brindisi determinata da scelte politiche ed imprenditoriali sbagliate rischia oggi di essere aggravata da un ricorso selvaggio alle fonti alternative di energia. Di seguito comunicato integrale delle associazioni ambientaliste.
Brindisi: iniziative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Convinti che per salvare le nostre comunità dalle aggressioni ambientali è necessario sostituire le fonti di energia fossile con fonti rinnovabili.  La pesante situazione ambientale di Brindisi determinata da scelte politiche ed imprenditoriali sbagliate rischia oggi di essere aggravata da un ricorso selvaggio alle fonti alternative di energia. Di seguito comunicato integrale delle <strong>associazioni ambientaliste</strong>.<span id="more-1312"></span></p>
<p align="center"><strong>Brindisi: iniziative energetiche e drammi ambientali</strong></p>
<p>Siamo convinti che per salvare le nostre comunità dalle aggressioni ambientali è necessario sostituire le fonti di energia fossile con fonti rinnovabili nel quadro delle scelte della Amministrazioni locali rivolte a costruire un modello di economia rispettoso dei diritti umani fondamentali e delle vocazioni del territorio. La pesante situazione ambientale di Brindisi determinata da scelte politiche ed imprenditoriali sbagliate rischia oggi di essere aggravata da un ricorso selvaggio alle fonti alternative di energia.</p>
<p>Nella nostra provincia da parte della società Green Power (Enel) e della società 3M Energia (gruppo Zamparini) sono stati presentati alle competenti sedi i progetti di due mega impianti fotovoltaici: quello dell’Enel di 72 Mw per un’estensione di 140 ettari adiacenti al nastro trasportatore della centrale di Cerano e, l’altro, di 500 Mw nella stessa zona per l’estensione di 1500 ettari. Ma c’è di più perché a San Pancrazio Salentino è stato avviato, avversato dalla locale Amministrazione comunale, l’iter per la realizzazione di un altro megaimpianto fotovoltaico mentre sull’intero territorio provinciale si moltiplicano iniziative per la costruzione di impianti fotovoltaici ed eolici sulla base di convenzioni con privati che in vario modo vincolano a tale fine l’utilizzo di terreni agricoli. Un affollarsi quindi di iniziative che in diversi casi, secondo gli allarmi lanciati dal Presidente della provincia Ferrarese, potrebbero nascondere accordi illeciti intesi a far passare come autonomi impianti realizzazioni in realtà fra loro collegate e risalenti a centri unitari di interessi aziendali, e ciò allo scopo di eludere la normativa che prescrive la procedura di VIA per le strutture superiori ad 1 Mw.</p>
<p>Abbiamo apprezzato l’impulso dato dalla Regione Puglia alle energie rinnovabili ma oggi, all’impatto con la realtà, ci troviamo a dover fare i conti con una situazione che va responsabilmente fronteggiata sia per la inammissibilità della disordinata esplosione delle energie rinnovabili e sia perché, come ha pubblicamente ammesso l’ex assessore  regionale all’ambiente Losappio “<em>lo sviluppo delle rinnovabili non è stato accompagnato dalla riduzione della produzione da fossile indicata nel Pear</em>”.</p>
<p>Facciamo quindi appello alla Regione Puglia perché voglia adeguare la normativa in materia tenendo conto delle seguenti considerazioni e richieste sulle quali richiamiamo anche la responsabile attenzione delle Amministrazioni locali:</p>
<ul>
<li>Brindisi ha dato e dà un enorme contributo, anche con costi umani drammatici, alle esigenze energetiche del Paese sicché non sono accettabili in questo settore altre iniziative produttive senza che siano precedute da impegni formali su rilevanti riduzioni dell’energia prodotta da fossile;</li>
<li>occorre con urgenza sospendere le procedure in corso per il rilascio di autorizzazioni riguardanti gli impianti di qualsiasi potenza delle energie rinnovabili sino a quando non saranno introdotti i necessari adeguamenti normativi;</li>
<li>gli aggiornamenti della normativa vigente dovranno prevedere non solo i livelli massimi di energia producibile nell’intera regione ma anche i livelli non superabili per le aree che, come quella di Brindisi, producono quantità ingenti di energia col carbone;</li>
<li>le prossime convenzioni con l’Enel e gli altri enti elettrici dovranno prevedere una riduzione quantitativa del carbone bruciato nelle centrali non inferiore al 25%. E a tale riguardo non è assolutamente condivisibile l’ipotesi, più volte ventilata, che nelle centrali possa essere utilizzato il CDR in parziale sostituzione del carbone, perché l’innocuità di una tale operazione non risulta sorretta da garanzie scientifiche fondate su valide e affidabili sperimentazioni. Va poi considerato che tale ipotizzata sostituzione sarebbe comunque quantitativamente.</li>
<li>poiché sul territorio esistono già richieste per 350 MW, le eventuali autorizzazioni potranno essere rilasciate, soddisfatti gli altri presupposti di legge e di tutela dell’agricoltura e del paesaggio, solo a condizione che sia preventivamente concordata e formalizzata una riduzione del carbone impiegato nelle centrali <strong>ulteriore</strong> rispetto a quella richiesta per le convenzioni. E ciò perché il confronto finora svoltosi su tale riduzione non ha ovviamente tenuto conto degli <strong>ulteriori</strong>impatti territoriali conseguenti ai progettati impianti di energia rinnovabile. Una riduzione quest’ultima che andrebbe necessariamente rapportata non ai Mw di energia prodotti con i nuovi impianti ma alla estrema gravità dei danni subiti dal territorio.</li>
</ul>
<p>La politica si deve rendere conto a tutti i livelli, a partire da quello nazionale, dell’eccezionale gravità della situazione ambientale di Brindisi, città ancora esposta alla minaccia del progettato rigassificatore: una realtà che non può tollerare ulteriori aggravamenti e che deve essere invece destinataria di urgenti interventi migliorativi.</p>
<p>Brindisi, 29 settembre 2010</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Italia Nostra, Legambiente, WWF Brindisi, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Acli Ambiente, Forum ambiente salute e sviluppo, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino<em> “Mo’ Basta!”, </em>Comitato Brindisi Porta d’Oriente</strong></p>
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		<title>Niente megaimpianti fotovoltaici senza abbattere il carbone: Ferrarese rassicuri i cittadini</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 16:51:06 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Brindisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Apprezziamo i ripetuti interventi del Presidente della provincia Ferrarese laddove lamenta l’uso selvaggio degli impianti fotovoltaici sul nostro territorio ed impegna la sua Amministrazione a porvi rimedio. Sorprende però l’assenza, nelle dichiarazioni del presidente Ferrarese, di uguale preoccupazione per la progettazione dei megaimpianti fotovoltaici di enorme estensione previsti a Brindisi dall’Enel e dalla 3M Energia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apprezziamo i ripetuti interventi del Presidente della provincia Ferrarese laddove lamenta l’uso selvaggio degli impianti fotovoltaici sul nostro territorio ed impegna la sua Amministrazione a porvi rimedio. Sorprende però l’assenza, nelle dichiarazioni del presidente Ferrarese, di uguale preoccupazione per la progettazione dei megaimpianti fotovoltaici di enorme estensione previsti a Brindisi dall’Enel e dalla 3M Energia e a San Pancrazio Salentino. Di seguito intervento di <strong>Michele Di Schiena, Giorgio Sciarra</strong><span id="more-1308"></span></p>
<p align="center"><strong>Niente megaimpianti fotovoltaici senza abbattere il carbone: Ferrarese rassicuri i cittadini</strong></p>
<p>Apprezziamo i ripetuti interventi del Presidente della provincia Ferrarese <strong>laddove</strong> <strong>lamenta l’uso selvaggio degli impianti fotovoltaici sul nostro territorio</strong> ed impegna la sua Amministrazione a porvi rimedio. Egli fa bene a denunciare la disordinata invasione di mini impianti fotovoltaici richiamando l’attenzione di chi dovere su possibili aggiramenti sule disposizioni di legge che prevedono la Valutazione di Impatto Ambientale.</p>
<p><strong>Sorprende però l’assenza, nelle dichiarazioni del presidente Ferrarese, di uguale preoccupazione per la progettazione dei megaimpianti fotovoltaici di enorme estensione previsti a Brindisi dall’Enel e dalla 3M Energia e a San Pancrazio Salentino</strong>. Pur non ritenendo intenzionale tale lacuna, rivolgiamo invito al Presidente della provincia di volerla colmare facendo conoscere il suo pensiero anche su tali iniziative allo scopo di rassicurare l’opinione pubblica e quanti intravedono dietro le citate megacentrali il profilo di poteri e di logiche non certo in linea con gli interessi della nostra comunità.<strong> </strong></p>
<p>Il fatto è che in Puglia, come di recente ha scritto l’ex assessore regionale all’ecologia Losappio, “<em>lo sviluppo delle fonti rinnovabili non è stato accompagnato dalla riduzione della produzione da fossili indicata dal Pear</em>”. Un guaio non da poco che vanifica il principale obiettivo della svolta pugliese in favore delle energie rinnovabili, sicché per fronteggiare questo pericolo occorre adeguare la normativa in materia allo scopo di condizionare, soprattutto nelle aree ad alta produzione di energia da fossile, le autorizzazioni alla realizzazione e all’esercizio di grossi impianti fotovoltaici a una preventiva e predeterminata riduzione dell’energia prodotta col carbone. Una riduzione che deve essere proporzionata non, come si è detto da più parti, all’entità della nuova produzione di energia rinnovabile ma alla primaria esigenza di limitare al massimo l’uso del carbone a tutela della salute dei cittadini.</p>
<p>Va quindi precisato con la dovuta chiarezza che a Brindisi la riduzione del carbone utilizzato deve essere operata guardando a tale combustibile in termini quantitativi a prescindere dal doveroso miglioramento della qualità del combustibile medesimo e dal necessario ricorso di più avanzate tecnologie. Esigenze queste che dovrebbero essere tenute presenti dalla  proposta di legge regionale presentata da alcuni consiglieri del PD: una iniziativa rivolta soprattutto – così si è letto nelle dichiarazioni del consigliere Epifani – a semplificare le già agevoli procedure autorizzative e ad abbattere radicalmente – non si sa come -  la quantità di agenti inquinanti nell’ambiente.</p>
<p>Dobbiamo infine lamentare che certe generiche sortite e talune artificiose espressioni, appaiono rivolte a lasciare le cose così come stanno col tentativo anche di dividere il fronte di opposizione al carbone. La Brindisi del cambiamento, che vuol giocare il suo futuro sul mare nonché sull’agricoltura e sul turismo, non può diventare la capitale d’Italia e (forse d’Europa) dell’energia né la vittima da sacrificare sull’altare del carbone.</p>
<p>Brindisi, 14 settembre 2010</p>
<p align="center"><strong>Michele Di Schiena, Giorgio Sciarra</strong></p>
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		<title>Regione Salento: un progetto senza futuro da convertire in un serio impegno civile</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 16:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Brindisi]]></category>
		<category><![CDATA[lecce]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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		<description><![CDATA[Il dibattito sull&#8217;iniziativa referendaria per la creazione dell&#8217;ipotizzata regione Salento prosegue e può quindi essere utile mettere a confronto tale iniziativa con la normativa in materia. Di seguito alcune annotazioni di carattere giuridico e politico sulla iniziativa referendaria del magistrato Michele Di Schiena
Regione Salento: un progetto senza futuro da convertire in un serio impegno civile
Il dibattito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt;"><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/09/regione_salento.jpg" rel="lightbox[1304]"><img class="alignright size-medium wp-image-1305" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Regione Salento" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/09/regione_salento-300x223.jpg" alt="Regione Salento" width="240" height="178" /></a>Il dibattito sull&#8217;iniziativa referendaria per la creazione dell&#8217;ipotizzata regione Salento prosegue e può quindi essere utile mettere a confronto tale iniziativa con la normativa in materia. Di seguito alcune annotazioni di carattere giuridico e politico sulla iniziativa referendaria del magistrato <strong>Michele Di Schiena<span id="more-1304"></span></strong></span></p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: center;" align="center"><strong><span style="font-size: 13,5pt;">Regione Salento: un progetto senza futuro da convertire in un serio impegno civile</span></strong></p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt;">Il dibattito sull&#8217;iniziativa referendaria per la creazione dell&#8217;ipotizzata regione Salento prosegue e può quindi essere utile mettere a confronto tale iniziativa con la normativa in materia e cioè con l&#8217;art. 132 della Costituzione e col titolo III della Legge 25/05/70 n. 352 che disciplina i referendum per la modificazione territoriale delle regioni. Va intanto rilevato che l&#8217;art. 42  della Legge 352/70 precisa che  <em>«la richiesta di referendum per il distacco, da una regione, di una o più province ovvero di uno o più comuni, se diretta alla creazione di una regione a sé stante deve essere corredata delle dichiarazioni, identiche nell&#8217;oggetto, rispettivamente dei consigli provinciali e dei consigli comunali delle province e dei comuni di cui si propone il distacco, nonché di tanti consigli provinciali o di tanti consigli comunali che rappresentino almeno un terzo della restante popolazione della Regione dalla quale è proposto il distacco delle province o dei comuni predetti». </em>Ora, il tenore letterale della citata norma induce a ritenere, per l&#8217;uso che in essa viene fatto delle congiunzioni disgiuntive <em>«ovvero» </em>e successivamente<em> «o» </em>le quali collegano i due concetti uno dei quali esclude l&#8217;altro, che i promotori di un tale referendum possono chiedere il distacco per la creazione di nuove regioni, di una o più province o di una o più comuni ma che non possano domandare entrambe le cose e neppure far deliberare i consigli comunali sul distacco delle province o i consigli provinciali sul distacco dei comuni. C’è inoltre l’avverbio<em>«rispettivamente» </em>che toglie ogni dubbio al riguardo sicchè appare superfluo aggiungere che l’interpretazione logica della norma conferma quella letterale. E&#8217; vero che l&#8217;art. 132 della Costituzione parla a questo proposito solo di richieste da parte dei<em>«consigli comunali» </em>ma è altrettanto vero che la menzionata legge del &#8216;70 ha ragionevolmente dato di tale espressione una interpretazione estensiva fino a comprendere i consigli provinciali e ha poi nettamente distinto e disciplinato la richiesta referendaria dei consigli comunali da quella dei consigli provinciali.</span></p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt;">Orbene su una strada diversa si è invece mosso il comitato promotore della consultazione che ha invitato i consigli comunali interessati a dare il loro assenso al seguente quesito: <em>«volete che il territorio delle province di Brindisi, Lecce e Taranto e quindi anche il territorio del comune di cui siete rappresentanti sia separato dalla regione Puglia per formare una regione a sé stante denominata regione Salento?»</em> Il comitato propone quindi un referendum per il distacco delle province di Lecce, Brindisi e Taranto dal resto della Puglia ma chiede le relative delibere non, come avrebbe dovuto, ai consigli provinciali interessati ma a tutti i consigli comunali delle tre province in chiaro contrasto con l&#8217;art. 43 della legge 352/70, senza dubbio vigente e quindi per tutti vincolante. Una legge che peraltro, quando disciplina distintamente la richiesta  delle province e quella dei comuni, stabilisce che le deliberazioni devono provenire, nel primo caso, da tutti i consigli provinciali e, nel secondo, da tutti i consigli comunali interessati. E&#8217; allora molto probabile che la richiesta referendaria in questione, per come formulata, venga dichiarata inammissibile dal competente Ufficio della Corte di Cassazione anche a prescindere dal verificarsi o meno della non facile condizione che i consigli comunali richiedenti rappresentino almeno un terzo della restante popolazione della regione.</span></p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt;">Va rilevato inoltre che gli artt. 44 e 45 della suddetta legge prescrivono che il referendum sia indetto in tutto il territorio della Regione dalla quale <em>«le province o i comuni»</em> (torna anche qui la congiunzione disgiuntiva) intendono distaccarsi per formare una nuova regione e che la proposta sottoposta a referendum si considera approvata se <em>«il numero dei voti attribuiti al quesito referendario non sia inferiore alla maggioranza degli elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni nei quali è stato indetto il referendum». </em>Ora, se non si vuole ignorare la realtà, non è possibile immaginare che la maggioranza degli elettori dell&#8217;intera Puglia  si esprima per il “sì” al quesito referendario. E non basta, perché l&#8217;eventuale esito positivo del referendum (improbabile ai confini dell&#8217;impossibile) avrebbe un valore solo consultivo sicché toccherebbe poi al Parlamento, con la complessa procedura prevista dall&#8217;art. 138 dello Statuto, decidere con legge costituzionale la creazione della nuova regione alla luce di approfondite valutazioni che tengano conto non solo delle ragioni delle popolazioni coinvolte nell&#8217;iniziativa ma anche dell&#8217;interesse generale del Paese. C&#8217;è allora da chiedersi come mai si stiano impiegando energie e mezzi a sostegno di una iniziativa praticamente destinata, come giustamente ha rilevato l&#8217;on.le Ria, all&#8217;insuccesso.</span></p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt;">Quanto al merito, la pretesa di costituire una regione salentina appare poi priva di apprezzabili giustificazioni a fronte di una Costituzione che afferma l&#8217;indivisibilità della Repubblica contro i pericoli non solo di secessioni ma anche di innaturali frammentazioni. E va rilevato al riguardo che l&#8217;Assemblea costituente, nel determinare le regioni della Repubblica, adottò il criterio storico-geografico e si indusse perciò a confermare la situazione preesistente ritenendo altri criteri o estranei alla logica costituzionale (come quello etnico) o labili e privi di rilevanza. Le antiche origini dei pugliesi sembrano infatti, alla luce degli studi più accreditati, sostanzialmente comuni dal momento che iapigi e messapi furono in sostanza un unico popolo tanto che i due nomi venivano indifferentemente usati per indicare la regione che si estende dal Gargano all&#8217;estremo Salento che i Romani chiamarono Apulia riconoscendo alle popolazioni su di essa stanziate una omogeneità di cultura e di tradizioni rimasta nel tempo inalterata. Né vi sono ragioni geografiche che possono giustificare una regione salentina dal momento che la Puglia è tutta una terra  di frontiera, il lembo estremo dell&#8217;Europa centro-occidentale che si apre ai Balcani, alla Grecia, al vicino Oriente ed al mondo arabo. Quanto infine alle pretese ragioni economiche, non si comprende in qual modo l&#8217;ipotizzato distacco potrebbe avvantaggiare un Salento che, chiuso al nord da una vasta e consolidata regione pugliese, rischierebbe di rimanere ancora più lontano dai processi di ammodernamento e di sviluppo.</span></p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt;">Sorprende invero che non ci si renda conto del danno che l&#8217;iniziativa referendaria rischia di arrecare  all&#8217;immagine di una terra come il Salento che ha sempre avuto una spiccata vocazione all&#8217;apertura, all&#8217;incontro e all&#8217;integrazione. Forse c&#8217;è bisogno, è vero, di lavorare per il superamento di una certa subalternità del Salento rispetto alla Puglia “barese”  ma ciò che occorre è un cammino che va intrapreso sul terreno fermo e fecondo dell&#8217;impegno civile e non su quello accidentato e illusorio di “riformette” localistiche che frantumano e indeboliscono invece di rafforzare e di unire. Lo spirito che anima i promotori del referendum merita considerazione e rispetto ma è sbagliato lo strumento operativo scelto. L&#8217;auspicio è che si faccia strada questa consapevolezza e che i promotori medesimi, rinunciando all&#8217;iniziativa referendaria, convertano i loro sodalizi in un centro permanente di sensibilizzazione, di studio e di proposta. Mettano cioè la loro passione e le loro indubbie capacità al servizio della scelta di offrire alla politica nostrana un valido contributo di conoscenze, di idee e di indicazioni operative per dar corpo ad un organico progetto di sviluppo economico e di progresso civile del nostro Salento. </span></p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify;"><span style="font-size: 11pt;">Brindisi, 07 settembre 2010</span></p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: center;" align="center"><strong><span style="font-size: 11pt;">Michele DI SCHIENA</span></strong></p>
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		<title>I “Re Mida” delle fonti rinnovabili e il ruolo della Regione</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Sep 2010 16:45:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo fermamente convinti che per salvare il nostro territorio occorre sostituire le fonti di energia inquinanti con fonti rinnovabili nel quadro di riforme che comportino la riconversione ecologica del modello economico.  Dobbiamo tuttavia constatare che il ricorso alle fonti alternative di energia sta da noi avvenendo in modo dissennato. E quindi anche capaci di trasformare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Parco Fotovoltaico" src="http://massimo.delmese.net/wp-content/uploads/campo-fotovoltaico.jpg" alt="" width="225" height="126" />Siamo fermamente convinti che per salvare il nostro territorio occorre sostituire le fonti di energia inquinanti con fonti rinnovabili nel quadro di riforme che comportino la riconversione ecologica del modello economico.  Dobbiamo tuttavia constatare che il ricorso alle fonti alternative di energia sta da noi avvenendo in modo dissennato. E quindi anche capaci di trasformare il fotovoltaico e l’eolico da scelte rivolte a migliorare la qualità della vita a strumenti di mercanteggiamento e di caotica aggressione all’ambiente. Di seguito l’intervento di <strong>Michele Di Schiena, Giorgio Sciarra</strong><span id="more-1302"></span></p>
<p align="center"><strong>I “Re Mida” delle fonti rinnovabili e il ruolo della Regione</strong></p>
<p>Siamo fermamente convinti che per salvare il nostro territorio e, in generale, l’intero pianeta dai disastri ambientali occorre sostituire le fonti di energia inquinanti con fonti rinnovabili nel quadro di riforme che comportino la riconversione ecologica del modello economico.  Dobbiamo tuttavia constatare che il ricorso alle fonti alternative di energia sta da noi avvenendo in modo dissennato a causa di alcuni “Re Mida” alla rovescia capaci di svilire tutto ciò che toccano e quindi anche di trasformare il fotovoltaico e l’eolico da scelte rivolte a migliorare la qualità della vita a strumenti di mercanteggiamento e di caotica aggressione all’ambiente.</p>
<p>Da parte della società Green Power (Enel) e della società 3M Energia (gruppo Zamparini) sono stati presentati nelle competenti sedi i progetti di due megacentrali fotovoltaiche: quella dell’Enel di 72 Mw per un’estensione di 140 ettari adiacenti al nastro trasportatore della centrale di Cerano e, l’altra, di 500 Mw nella stessa zona per l’estensione di 1500 ettari. Ma c’è di più perché a San Pancrazio Salentino risulta inoltre avviato l’iter per la realizzazione di un altro megaimpianto fotovoltaico mentre sull’intero territorio si moltiplicano iniziative per la costruzione di impianti fotovoltaici ed eolici precedute da convenzioni con privati che in vario modo vincolano a tali fini l’utilizzo di fondi e terreni agricoli. Ancora una volta quindi si guarda al nostro territorio come a una terra di conquista.</p>
<p>Stia tranquillo l’ex assessore all’ecologia Losappio che nessuno nel movimento ambientalista vuole capovolgere, come egli ha paventato in un recente intervento su questo giornale, l’ordine di rischio tra le fonti energetiche facendo un favore a Fitto e alla destra. Ma gli abusi vanno denunciati e bloccati rilevando che dietro di essi si intravede la sagoma proprio di quei poteri e di quelle logiche che Losappio vuole combattere.</p>
<p>Abbiamo apprezzato la politica energetica della Regione e l’impulso dato alle fonti rinnovabili ma oggi, all’impatto con la realtà, dobbiamo constatare che siamo di fronte ad un uso selvaggio degli strumenti operativi previsti e che perciò la normativa vigente va opportunamente adeguata. Come lo stesso Losappio, ha affermato in un altro suo intervento, stiamo vivendo una “nuova fase” nella quale “lo sviluppo delle rinnovabili non è stato accompagnato dalla riduzione della produzione da fossile indicata nel Pear”.</p>
<p>Una situazione quindi assai grave che la Regione Puglia deve affrontare con ogni determinazione e con la massima urgenza.<strong> </strong>Per parte nostra, con lo sguardo specificatamente rivolto alla situazione di Brindisi ribadiamo che nessun progetto dovrebbe essere autorizzato senza che preventivamente venga pattuita e precisata una consistente riduzione del carbone bruciato nelle centrali di Cerano e di Brindisi Nord (comunque non inferiore al 25%).</p>
<p>Brindisi, 7 settembre 2010</p>
<p align="center"><strong>Michele Di Schiena, Giorgio Sciarra</strong></p>
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		<title>Mesagne: oltre 100 giorni di governo, un primo bilancio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 14:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mesagne]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Giuseppe Florio a Giancarlo Canuto (vice-Sindaco Comune di Mesagne)  apparsa su la Gazzetta del Mezzogiorno del 22 agosto 2010

Un bilancio severo dei primi cento giorni sul piano amministrativo: un voto alla giunta
La partenza dei lavori di Giunta la giudico molto positivamente perché la consolidata esperienza della gran parte dei suoi componenti permette di non essere succubi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/08/GianC62.jpg" rel="lightbox[1298]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1299" title="Il Vice Sindaco di Mesagne, Giancarlo Canuto" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/08/GianC62-150x150.jpg" alt="Il Vice Sindaco di Mesagne, Giancarlo Canuto" width="150" height="150" /></a>Intervista di <strong>Giuseppe Florio</strong> a <strong>Giancarlo Canuto</strong> (vice-Sindaco Comune di Mesagne)  apparsa su la <em>Gazzetta del Mezzogiorno</em> del 22 agosto 2010<br />
<span id="more-1298"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: 11pt;">Un bilancio severo dei primi cento giorni sul piano amministrativo: un voto alla giunta</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 11pt;">La partenza dei lavori di Giunta la giudico molto positivamente perché la consolidata esperienza della gran parte dei suoi componenti permette di non essere succubi dell&#8217;“ansia da prestazione” che spinge tanti amministratori a voler lasciare subito un “segno” alla città della propria efficacia, come già chiedono i comunicati delle opposizioni. E’ in corso invece un oscuro lavoro di “messa in ordine” che non solo darà per certo i suoi frutti ma è doveroso per ogni amministratore serio. In queste prime settimane la gran parte delle questioni che stiamo affrontando sono molto datate, forse perché trascurate in quanto troppo ingarbugliate o espressione di un lassismo senza rigore. L&#8217;ordinaria erogazione di servizi da parte del Comune e l&#8217;esigere il rispetto dei doveri da parte dei cittadini, senza l&#8217;intermediazione fatale della politica, sarà il più grande risultato della Giunta Scoditti. Quindi metto “sette” senza esitazioni.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><strong><span style="font-size: 11pt;">In che cosa deve migliorare la giunta Scoditti?</span></strong></p>
<p><span style="font-size: 11pt;">Nel relazionarci meglio con quella parte di gente che non viene nel palazzo di città a chiedere o a segnalare. Come al solito c&#8217;è il rischio che la mole di lavoro ti assorba e non si realizzino più proficui canali di comunicazione con la città. Ma non per parlare di ciò che siamo capaci di fare, perché secondo me se “fai” prima o poi si vede, ma per “fare insieme”, ascoltare, spiegare, decidere. Può accadere invece, ed è il lato negativo dell&#8217;essere molto esperti, di considerarsi “autoreferenziali”. Ed è una trappola in cui non dobbiamo cadere.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><strong><span style="font-size: 11pt;">Principali obiettivi?</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><span style="font-size: 11pt;">Ne sento alcuni decisivi. Uno interno alla macchina amministrativa: la dolorosa condizione dei 29 lavoratori che hanno il contratto in scadenza del 2011 e noi vorremmo stabilizzare pur in presenza di politiche del Governo contrarie e con le note ristrettezze di bilancio. Gli altri due esterni: chiudere il cerchio dopo 15 anni di recupero di tanti beni affrontando e risolvendo il problema delle gestioni; realizzare interventi urbanistici e sociali nelle periferie che diano il segno di una ritrovata priorità a quelle aree di Mesagne in ombra per le tante cure al centro storico.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><strong><span style="font-size: 11pt;">Le difficoltà colte nella città?</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><span style="font-size: 11pt;">C&#8217;è grande attenzione verso questa amministrazione e spero che sapremo corrispondere a queste attese ma sono molto colpito dalla crescente violenza e non solo quella criminale, da stili di vita di prevaricazione e dispregio delle leggi (dai posteggi selvaggi allo scarico ignobile dei rifiuti fuori dagli spazi previsti, per fare esempi). C&#8217;è insomma un&#8217;altra Mesagne che cresce senza regole e con poco rispetto altrui. Pochi giorni fa una “signora per bene” nel rivendicare il suo diritto personale attenuato da un servizio collettivo disse che non le interessava degli altri. C&#8217;è questo attacco al senso di comunità dove ognuno pensa per sé che unitamente al crescente imbarbarimento dei comportamenti di molti deve preoccupare non solo la politica.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><strong><span style="font-size: 11pt;">Manca la coesione politica? Che sta succedendo tra PD e Sinistra Unita?</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><span style="font-size: 11pt;">Si enfatizza a destra più che un problema una speranza: che il centro-sinistra naufraghi rapidamente come è accaduto alle giunte Incalza. Non credo accadrà così perché Sindaco, amministratori e dirigenti dell&#8217;attuale maggioranza sono ben consapevoli della responsabilità che ricade su di essi. Ma non c&#8217;è dubbio che questo è un “nuovo” centro-sinistra perché la coalizione va formandosi non seguendo lo schema del passato intorno ad un partito-madre che talvolta diveniva matrigna. Oggi ci sono quattro forze politiche che non solo ovviamente hanno eguale dignità ma sopratutto con eguale “responsabilità”. Certo a qualcuno appare un “difetto” e scalpita ma per molti è un pregio che farà solo bene al governo e quindi alla città.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><strong><span style="font-size: 11pt;">La polemica sul calcio è un pretesto?</span></strong></p>
<p style="margin-bottom: 0,0001pt;"><span style="font-size: 11pt;">Nello specifico non è accaduto niente che poteva essere evitato. Letto più in trasparenza forse può essere iscritto tra gli effetti collaterali di chi ancora con fatica si abitua ad un protagonismo plurale e collettivo dei partiti e dei loro amministratori, esercitata sempre in sintonia e comunicazione totale col Sindaco Scoditti.<br />
</span></p>
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		<title>I fatti daranno ragione al buon senso</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 14:52:10 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Brindisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Attendevamo chiarezza dal Presidente dell’Amministrazione provinciale Ferrarese sulla questione del rigassificatore e, in una sua recente intervista, questa chiarezza c’è stata con il fermo “no” all’impianto in continuità con la linea da sempre seguita dalla Provincia e in dichiarata coerenza con gli impegni elettorali assunti. Di seguito comunicato associazione ambientaliste.
Rigassificatore: i fatti daranno ragione al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Attendevamo chiarezza dal Presidente dell’Amministrazione provinciale Ferrarese sulla questione del rigassificatore e, in una sua recente intervista, questa chiarezza c’è stata con il fermo “no” all’impianto in continuità con la linea da sempre seguita dalla Provincia e in dichiarata coerenza con gli impegni elettorali assunti. Di seguito comunicato associazione ambientaliste.<span id="more-1295"></span></p>
<p align="center"><strong>Rigassificatore: i fatti daranno ragione al buon senso</strong></p>
<p>Attendevamo chiarezza dal Presidente dell’Amministrazione provinciale Ferrarese sulla questione del rigassificatore e, in una sua recente intervista, questa chiarezza c’è stata con il fermo “no” all’impianto in continuità con la linea da sempre seguita dalla Provincia e in dichiarata coerenza con gli impegni elettorali assunti.</p>
<p>La manifestazione del 19 giugno è servita a tutti perché ha dimostrato, con la forte partecipazione della gente e con la serietà della sua impostazione sintetizzata anche nel motto “contro nessuno e a favore di tutti”, che la stragrande maggioranza dei cittadini continua ad essere con la massima determinazione contraria alla realizzazione di un impianto pericoloso per l’incolumità dei cittadini e in contrasto con le scelte socio politiche delle Amministrazioni locali e della Regione Puglia. I fatti daranno ragione al buon senso.</p>
<p>Seguiremo con la massima attenzione i lavori del Consiglio provinciale monotematico nella certezza che la chiarezza rinvenibile nelle recenti dichiarazioni del Presidente Ferrarese troverà formale espressione nell’approvazione di un documento ufficiale fondato ovviamente sui seguenti punti: opposizione alla realizzazione dell’impianto sul versante istituzionale facendo presente al Governo le ragioni di tali scelte; contrasto a tale realizzazione sul piano di tutte le possibili iniziative giudiziarie a partire dalla sollecita presentazione del ricorso al competente Tar contro il decreto ministeriale che formalizza il parere della Commissione VIA.</p>
<p>Abbiamo già detto e ribadiamo che il ricorso al Tar implica da parte dei legali incaricati un complesso ed approfondito lavoro preparatorio sicché è assurdo che qualcuno ipotizzi rinvii che renderebbero improbo tale lavoro.</p>
<p>Brindisi, 21 agosto 2010</p>
<p><strong>Italia Nostra, Legambiente, WWF Brindisi, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino<em>“Mo’ Basta!”, </em>Comitato Brindisi Porta d’Oriente, Salute Pubblica.</strong></p>
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		<title>I “terroni” della responsabilità e del riscatto</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 14:44:01 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una lettura critica del libro di Pino Aprile “Terroni” ad opera di Michele Di Schiena.
 
I “terroni” della responsabilità e del riscatto
«Fimmene, fimmene, ca sciati allu tabaccu/ci nde sciati doi, nde turnati quattrhu»: questi versi che venivano canticchiati nelle nostre campagne alludevano alle soggezioni e alle violenze sessuali (“quattrhu” nel senso che tornavano incinte) subite dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/08/terroni.jpg" rel="lightbox[1291]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1292" title="Terroni" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/08/terroni-150x150.jpg" alt="Terroni" width="150" height="150" /></a>Una lettura critica del libro di Pino Aprile “Terroni” ad opera di <strong>Michele Di Schiena</strong>.<span id="more-1291"></span></p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: center;" align="center"><strong><span style="font-size: 13,5pt;"> </span></strong></p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: center;" align="center"><strong><span style="font-size: 13,5pt;">I “terroni” della responsabilità e del riscatto</span></strong></p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35,45pt;"><em>«Fimmene, fimmene, ca sciati allu tabaccu/ci nde sciati doi, nde turnati quattrhu»</em>: questi versi che venivano canticchiati nelle nostre campagne alludevano alle soggezioni e alle violenze sessuali (<em>“quattrhu”</em> nel senso che tornavano incinte) subite dalle lavoratrici del tabacco. Un&#8217;amara ed antica nenia che, con accenti talvolta di ammiccante maschilismo, emblematicamente evocava lo stato di sfruttamento e di arbitrio che per secoli ha malinconicamente segnato nel Meridione il lavoro femminile nei campi e, più in generale, il lavoro del bracciantato agricolo. Innumerevoli schiere di lavoratori alla mercé prima di signorotti e feudatari e poi, col mutare dei tempi, di latifondisti, di caporali e di mafiosi. La mafia nasce infatti proprio come sfruttamento del lavoro contadino e solo successivamente estende il suo dominio su commercianti e altra povera gente diventando infine una nefasta ed articolata organizzazione imprenditoriale. Per non parlare poi dei clientelismi, degli abusi di potere, delle corruzioni che sono state per secoli una dolorosa piaga del Sud.</p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35,45pt;">Va detto allora a Pino Aprile, autore del libro <em>“Terroni”</em> oggetto di un illuminante editoriale del direttore di questo giornale, che appare monca e può risultare deviante una ricostruzione dei “mali” del Sud non sorretta da un&#8217;attenta analisi dei fattori socio-economici che li hanno determinati. Così come va ricordato che nelle nostre contrade c&#8217;erano già, in posizione spesso di preminenza e di dominio, prevaricatori e malfattori quando giunsero i garibaldini e i “piemontesi”. Ci fu invero nel Sud una sofferta rivoluzione col doloroso strascico, come avviene in tutte le rivoluzioni, di episodi di guerra civile tra i sostenitori della vecchia e della nuova legalità. Resta il fatto che la realizzazione dello Stato unitario, nonostante le delusioni provocate dai tanti “gattopardismi”, è stata un evento decisamente positivo per il Meridione e per l&#8217;intero Paese sicché leggerlo, all&#8217;opposto, come un disastro significa non tener conto della realtà, dimenticare il passato e rinunciare a costruire un futuro migliore.</p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35,45pt;">Ma cosa è il Meridione a dispetto degli errori commessi e dei torti subiti? Una civiltà fatta di tante civiltà: autoctone, mediorientali, afro-mediterrane, greca, latina. Una cultura “multiculturale” senza chiusure e senza contrapposizioni, frutto di una molteplicità di tradizioni, esperienze, sensibilità ed idee; il “precipitato storico” di una feconda miscela di lingue, costumi, arti, memorie, speranze e progetti diversi. Una cultura perciò del dialogo, del confronto, dell&#8217;incontro, della tolleranza, dell&#8217;accoglienza e della solidarietà. Un Sud d&#8217;Italia che proprio per questo, come diceva il vescovo pugliese don Tonino Bello, <em>«rifiuta di assolvere al ruolo di icona della subalternità per tutti i Sud della Terra ma vuole presentarsi alla ribalta mondiale come icona di riscatto dalle antiche schiavitù».</em> Ha ragione allora il direttore Scamardella quando afferma che il libro di Aprile, nonostante i suoi eccessi e la sua retorica antinordista, può ridare voce a un Sud fin troppo rassegnato e silente. Una voce che non deve però scimmiottare quella della Lega nei suoi settarismi e nelle sue rozzezze e che, con la forza riveniente dai tesori della civiltà meridionale, deve far capire a tutti che gli interessi del Sud coincidono con quelli dell&#8217;intero Paese.</p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35,45pt;">Siamo stati noi italiani capaci di trasformare un gruppo di pastori facili alle risse fratricide, delle quali resta traccia nel mito di Romolo e Remo, in un popolo che ha insegnato al mondo il diritto e ha dato vita alla più grande organizzazione statale dell’antichità. Quando si avvicinava la fine dell’impero romano abbiamo saputo assicurare un futuro di “eternità” alla sua capitale facendo in modo che sul Colle Vaticano avvenisse il fecondo connubio tra la vocazione profetica e la dimensione istituzionale della nuova religione. Nel Medio Evo abbiamo saputo reagire alle soggezioni feudali con la fioritura della civiltà dei Comuni. Abbiamo quindi dato all&#8217;umanità un inestimabile contributo di arte e di cultura e siamo riusciti con il Risorgimento a superare le nostre tante divisioni. A distanza di alcuni decenni ci siamo riscattati dalla dittatura fascista ed abbiamo conquistato la democrazia. Dopo il “miracolo economico” ed una stagione di importanti conquiste civili e sociali, ci dibattiamo ora in una crisi che negli ultimi tempi è diventata davvero drammatica. Ma la storia ci dice che l’<em>«itala gente dalle molte vite»</em> può farcela ancora una volta.</p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35,45pt;">Per il Sud il nemico da battere non è il Nord che non esiste peraltro come etnia distinta dal resto del Paese e che viene anch’esso da una dura storia di dominazioni e di sfruttamenti. E non lo è neppure la Lega di Bossi, un partito pervaso da miopi rivendicazioni territoriali ed attraversato da ciniche inclinazioni xenofobe; un confuso movimento pericoloso ma senza futuro, pieno di ex meridionali che per deprecabili complessi giocano a fare gli ipernordisti. Il vero nemico del Meridione è quella politica che negli ultimi decenni si è allontanata sempre di più dagli ideali del primo Risorgimento che costruì l’indipendenza e l’unità del Paese e dai valori del secondo Risorgimento che con la Liberazione ci ha consegnato una delle più avanzate costituzioni del mondo. Questi ideali e questi valori vanno oggi ritrovati e rilanciati non solo perché l&#8217;Italia si riconosca <em>«una d&#8217;arme di lingua, d&#8217;altare/di memorie, di sangue e di cor» </em>ma si presenti anche a se stessa e al mondo come una “grande potenza” di giustizia, di solidarietà e di pace.</p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35,45pt;">Brindisi, 18 agosto 2010</p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: center;" align="center"><strong><span style="font-size: 11pt;">Michele DI SCHIENA</span></strong></p>
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		<title>Porto di Brindisi: un incidente sul quale è doveroso riflettere</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 14:28:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Brindisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi il traghetto Veronica in uscita dal porto di Brindisi, a causa di un black out all’impianto elettrico che lo ha reso ingovernabile, ha urtato violentemente contro la banchina di punta Riso. Di seguito comunicato ambientalisti.
Porto di Brindisi: un incidente sul quale è doveroso riflettere
Troppo spesso le associazioni ambientaliste vengono accusate di pregiudizi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi il traghetto Veronica in uscita dal porto di Brindisi, a causa di un black out all’impianto elettrico che lo ha reso ingovernabile, ha urtato violentemente contro la banchina di punta Riso. Di seguito comunicato ambientalisti.<span id="more-1287"></span></p>
<p align="center"><strong>Porto di Brindisi: un incidente sul quale è doveroso riflettere</strong></p>
<p>Troppo spesso le associazioni ambientaliste vengono accusate di pregiudizi e catastrofismo, ma spesso i fatti reali dimostrano che non è così.</p>
<p>La notte scorsa il traghetto Veronica in uscita dal porto di Brindisi, a causa di un  black out all’impianto elettrico che lo ha reso ingovernabile, ha urtato violentemente contro la banchina di punta Riso.</p>
<p>Nonostante il traghetto fosse reduce dai recentissimi e accurati controlli, imposti per il rilascio delle autorizzazioni per la navigazione, e nonostante la presenza a bordo di un pilota, non si è potuto evitare che l’incidente accadesse. Il fatto è che bisogna fare i conti con l’imponderabilità delle vicende.</p>
<p>Non possiamo non chiederci cosa sarebbe accaduto se il traghetto invece di andare a sbattere contro la banchina di punta Riso, alla sua sinistra in uscita, questo si fosse invece diretto rovinosamente a destra, verso la zona industriale, per intenderci verso Capobianco. E cosa sarebbe successo se fosse entrato in collisione con una di quelle mastodontiche metaniere che dovrebbero scaricare il gas naturale per il rigassificatore che la Brindisi Lng vuole costruire? Forse sarebbe avvenuta una tragedia, tutto ciò alla faccia della sbandierata assoluta sicurezza.</p>
<p>A chi sarebbero state imputate le colpe? Al catastrofismo degli ambientalisti o all’incredibile parere positivo della Commissione ministeriale VIA ovvero alla sicumera e incoscienza di chi difende interessi indifendibili e in contrasto con quelli del territorio e della sua sicurezza? Ma i processi postumi ci interesano poco, a noi interessa la salvaguardia del territorio e l’incolumità della sua popolazione. Ci auguriamo che i residui fautori dell’impianto si rendano conto del grave pericolo che correrà questa città con la costruzione del rigassificatore progettato nel porto e a ridosso del centro abitato.</p>
<p>Brindisi 11 agosto 2010</p>
<p><strong>Italia Nostra, Legambiente, WWF Brindisi, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino<em>“Mo’ Basta!”, </em>Comitato Brindisi Porta d’Oriente, Salute Pubblica.</strong></p>
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		<title>Gli spettacoli offerti dall’Enel: panem et circenses. Disertiamoli</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 12:28:15 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Brindisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prossimo 7 agosto si ripete il rituale dell’Enel che con spettacoli ludici all’interno della centrale di Cerano mira a offrire di sé una immagine accattivante, per nascondere la realtà. L’Enel si affida solo agli spettacoli e alle campagne pubblicitarie per tentare di addormentare le coscienze e distogliere i cittadini dai problemi provocati dalla mega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/07/Simone-Cristicchi.jpg" rel="lightbox[1282]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1283" title="Simone Cristicchi" src="http://www.fullsong.it/uploads/News/grandifo.jpg" alt="Irene Grandi" width="150" height="150" /></a>Il prossimo 7 agosto si ripete il rituale dell’Enel che con spettacoli ludici all’interno della centrale di Cerano mira a offrire di sé una immagine accattivante, per nascondere la realtà. L’Enel si affida solo agli spettacoli e alle campagne pubblicitarie per tentare di addormentare le coscienze e distogliere i cittadini dai problemi provocati dalla mega centrale di Cerano. Di seguito comunicato ambientalisti.<span id="more-1282"></span></p>
<p align="center"><strong>Gli spettacoli offerti dall’Enel: panem et circenses. Disertiamoli </strong></p>
<p>Il prossimo 7 agosto si ripete il rituale dell’Enel che con spettacoli ludici all’interno della centrale di Cerano mira a offrire di sé una immagine accattivante, per nascondere la realtà. “<em>Panem et circenses” </em>era la filosofia del decadente Impero Romano per tenere buono il popolo a fronte di ingiustizie e soprusi. Ispirandosi a questa logica l’Enel, al posto del pane fa intravedere vantaggi che in realtà non esistono e si affida solo agli spettacoli e alle campagne pubblicitarie per tentare di addormentare le coscienze e distogliere i cittadini dai problemi provocati dalla mega centrale di cerano.</p>
<p><strong>Chi ha inquinato centinaia di ettari lungo il nastro trasportatore e intorno alla centrale? Chi ha reso quasi tropicale l’habitat marino dinanzi a Cerano? Chi da anni detiene il primato delle emissioni di gas climalterante (CO2)?</strong></p>
<p><strong>Certi dati diffusi dall’Arpa sull’inquinamento ambientale a Brindisi sono parziali e incompleti</strong> poiché riguardano solo su una parte degli inquinanti emessi, quelli che determinano effetti immediati sulla salute se si superano certe soglie (ma anche sulla sicurezza di queste soglie ci sono molti dubbi) mentre non riguardano  quegli inquinanti emessi dalla combustione del carbone responsabili di effetti a lungo termine come i tumori, le malformazioni, le allergie nei bambini e le malattie da accumulo di metalli pesanti. Per rilevare questi effetti sarebbero necessari studi sulle popolazioni nei pressi degli insediamenti che a Brindisi, a differenza di altri siti di combustione del carbone,  non vengono eseguiti. Non possiamo sottocere al riguardo che <strong>il massimo dirigente dell’Arpa ha ripetutamente lamentato carenze di organico e di inadeguatezze di strumentazione</strong>. Ed è per questo che <strong>sollecitiamo i competenti organi istituzionali della Regione e degli Enti locali ad intervenire per eliminare le lamentate carenze e per dare rigorose disposizioni operative.</strong></p>
<p>Rileviamo intanto la necessità di porre la massima attenzione sui problemi che pongono le centrali elettriche soprattutto in un momento in cui si punta a chiudere le convenzioni senza che i cittadini siano informati sul loro contenuto. Ribadiamo che le convenzioni possono essere firmate solo se vengono previste precise garanzie a tutela dei diritti essenziali (in primis <strong>riduzione del carbone come stabilito dal PEAR ed adeguati controlli ambientali</strong>).</p>
<p>Quanto al <strong>concerto organizzato per il 7 agosto</strong> prossimo che si terrà all’interno della centrale di Cerano, <strong>invitiamo i cittadini consapevoli a disertare questa strumentale iniziativa e ad esprimere in forme dignitose ed adeguate il proprio fermo dissenso</strong>. Ed in questo spirito apprezziamo la scelta di uno degli artisti a non partecipare allo spettacolo organizzato dall’Enel, frutto di una sua spiccata sensibilità sociale.</p>
<p>Brindisi, 28 luglio 2010</p>
<p><strong>Italia Nostra, Legambiente, WWF Brindisi, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino<em> “Mo’ Basta!”, </em>Comitato Brindisi Porta d’Oriente, Salute Pubblica. </strong></p>
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		<title>La Procura di Brindisi ed il rigassificatore</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 11:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[Brindisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Acquisiti al Ministero dell&#8217;Ambiente i fascicoli della nuova procedura, probabilmente dopo l&#8217;esposto degli ambientalisti Rigassificatore, indagine anche sulla recente istruttoria della Commissione VIA.
Da brindisireport.it di Marcello Orlandini.
La Procura di Brindisi ed il rigassificatore
da Brindisireport.it
BRINDISI – La procura di Brindisi, con una acquisizione di fascicoli già avvenuta presso il ministero dell’Ambiente, intende vederci chiaro anche nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Acquisiti al Ministero dell&#8217;Ambiente i fascicoli della nuova procedura, probabilmente dopo l&#8217;esposto degli ambientalisti Rigassificatore, indagine anche sulla recente istruttoria della Commissione VIA.<br />
Da <a href="http://www.brindisireport.it/ambiente/2010/07/28/rigassificatore-indagine-anche-sulla-recente-istruttoria-della-commissione-via/#more-9743" target="_blank">brindisireport.it</a> di Marcello Orlandini.<span id="more-1279"></span><br />
<strong>La Procura di Brindisi ed il rigassificatore</strong></p>
<p>da Brindisireport.it<br />
BRINDISI – La procura di Brindisi, con una acquisizione di fascicoli già avvenuta presso il ministero dell’Ambiente, intende vederci chiaro anche nel secondo iter autorizzativo del progetto del rigassificatore di Brindisi, quello sfociato nelle scorse settimane nel decreto firmato dai ministri Stefania Prestigiacomo e Sandro Bondi, che formalizza il parere favorevole della Commissione per la Valutazione di impatto ambientale. Il primo iter, quello conclusosi con il decreto autorizzativo del gennaio 2003 senza sottomissione a Via, è al centro del processo per corruzione, falso e occupazione abusiva di area demaniale marittima nato dall’Operazione High Confidential del 12 febbraio 2007, con 5 arresti inclusi il sindaco pro tempore Giovanni Antonino, l’operatore marittimo Luca Scagliarini e tre manager di British Gas Italia, e il sequestro ancora attivo del cantiere di Capo Bianco.</p>
<p>Il secondo procedimento è nato invece quando il governo Prodi, su pressione della Commissione Ue (attivata da un ricorso della Provincia di Brindisi, amministrazione Errico), con decreto Bersani-Pecoraro Scanio del 20 settembre 2007, ha imposto l’iter per la Valutazione di impatto ambientale e sospeso la precedente autorizzazione. Procedura affidata poi ad una nuova commissione quando con l’avvento del governo di centro destra la ministra Prestigiacomo applicò uno spoil system avversatissimo ma vincente davanti alla giustizia amministrativa.</p>
<p>Ma recentemente le organizzazioni ambientaliste hanno presentato alla procura di Brindisi un supplemento all’esposto di alcuni mesi fa, in cui sottolineavano una serie di presunte violazioni ed omissioni, tra cui l’aver accettato da parte della Commissione Via un nullaosta di fattibilità circa i rischi di incidenti industriali (Nof), assolutamente non aggiornato, malgrado una esplicita prescrizione alla Brindisi Lng effettuata dal ministero stesso ma nell’ultimo periodo del governo Prodi.</p>
<p>Ciò ha probabilmente innescato la delega affidata dai pm Giuseppe De Nozza e Silvia Nastasia alla Digos, per acquisire gli atti della Commissione Via. Eventuali emergenze di rilievo penale – ammesso che ve ne siano – diventerebbero però non oggetto di una indagine bis, bensì di una probabile richiesta di ammissione di nuovi atti al processo già in atto davanti al tribunale di Brindisi, dove tra gli imputati vi sono molti ex (ex sindaco ed ex manager) ma anche qualcuno che ha fatto carriera, come il responsabile del procedimento conclusosi nel gennaio del 2003, Gilberto Dialuce, promosso direttore generale del Ministero dell’Ambiente. La polizia ha già effettuato a Roma i necessari sopralluoghi.</p>
<p>Questo a dimostrazione che la partita giudiziaria attorno al progetto del rigassificatore, affidato da British Gas alla Brindisi Lng, è tutt’altro che chiusa malgrado le sopravvenute (ma non formalmente dichiarate) prescrizioni per le circostanze di corruzione. Mentre è notoriamente apertissima anche sul fronte tecnico amministrativo malgrado l’ottimismo ostentato dalla società inglese e dai suoi sostenitori locali, a partire da Confindustria, Cisl e Uil.</p>
<p>A parte la permanenza del sequestro penale dell’area del cantiere, che può resistere e tramutarsi in confisca anche in caso di prescrizione del reato di occupazione abusiva di area demaniale marittima (ci vorrebbe una assoluzione per rimuoverlo), ci sono le prescrizioni imposte dalla stessa Commissione Via. Tra cui spicca la modifica sostanziale alla parte che riguarda i due serbatoi di stoccaggio del metano, da 160mila metri cubi ciascuno, che non potranno più avere sviluppo interamente esterno al livello della colmata di Capo Bianco, ma dovranno essere interrati per 30 metri nel fondale marino, in apposite vasche isolate dal contesto di falde e fanghi contaminati che caratterizzano il sottosuolo del sito.</p>
<p>Considerando che i serbatoi sono alti poco meno di 60 metri, ed hanno un diametro di 80 metri, tra caratterizzazioni e bonifiche obbligatorie, autorizzazioni conseguenti, scavi, realizzazione delle gigantesche vasche di contenimento, passerà tempo sufficiente a fare saltare nuovamente di molti mesi i tempi del piano industriale. Ammesso che il cantiere venga dissequestrato a breve. Ammesso che non abbiano esito positivo le impugnazioni del decreto di Via annunciate da Regione Puglia e Comune di Brindisi. Troppe incognite per considerare finita la partita, anche se il ministero delle Sviluppo alla fine, malgrado l’opposizione dei governi territoriali, dovesse firmare un nuovo decreto autorizzativo.</p>
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		<title>La candidatura a Premier di Vendola ed il centro-sinistra</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 12:41:48 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[La decisione di Vendola di candidarsi a premier è stata accolta con grande entusiasmo dai suoi sostenitori ma ha provocato, oltre alle scontate reazioni del fronte avverso, critiche e riserve nel centro-sinistra anche per i tempi e i modi prescelti. Non vi è dubbio che il popolo del centro-sinistra ha bisogno di forti sentimenti, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/04/nichi-vendola.jpg" rel="lightbox[1277]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1248" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Nichi Vendola" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/04/nichi-vendola-150x150.jpg" alt="Nichi Vendola" width="150" height="150" /></a>La decisione di Vendola di candidarsi a premier è stata accolta con grande entusiasmo dai suoi sostenitori ma ha provocato, oltre alle scontate reazioni del fronte avverso, critiche e riserve nel centro-sinistra anche per i tempi e i modi prescelti. Non vi è dubbio che il popolo del centro-sinistra ha bisogno di forti sentimenti, di nuove idee e di grandi speranze. Di seguito articolo di <strong>Michele Di Schiena</strong><span id="more-1277"></span></p>
<p align="center"><strong>La candidatura a Premier di Vendola ed il centro-sinistra</strong></p>
<p>La decisione di Vendola di candidarsi a premier è stata accolta con grande entusiasmo dai suoi sostenitori ma ha provocato, oltre alle scontate reazioni del fronte avverso, critiche e riserve nel centro-sinistra anche per i tempi e i modi prescelti. Non vi è dubbio che il popolo del centro-sinistra ha bisogno di forti sentimenti, di nuove idee e di grandi speranze. C’è invero nell’area progressista, e non solo in essa, una vera e propria fame di sentimenti e cioè di quei moti dell’animo che da tempo sono stati messi in disparte nell’arido e rissoso scenario della politica nostrana: sentimenti di fiducia nel valore della giustizia, di ottimismo sulle possibilità di riscatto morale contro tutte le corruzioni e tutte le ruberie, di impegno operoso per il superamento delle tante forme di marginalità e di discriminazione, di lotta contro ogni violenza ed ogni sopraffazione. Sentimenti che possono dare alla politica una dimensione, per così dire, spirituale, pervasa cioè da quelle elevate emozioni dell’intelligenza che sono state suggestivamente definite <em>«la punta dell’anima».</em></p>
<p>Senza queste passioni non si possono produrre idee capaci di inaugurare una stagione davvero nuova della politica con il superamento della cultura neo-liberista dominante e di quel berlusconismo che di questa cultura è in Italia la sgangherata ed affaristica versione. Idee nuove perché i tempi sono cambiati ed i vecchi schemi ideologici vanno perciò sostituiti da aggiornate categorie politiche che abbiano pur sempre la loro matrice nei grandi valori di quella Costituzione che affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona umana e la partecipazione dei lavoratori alla vita pubblica del Paese. Un compito da assolvere creando le condizioni per rendere effettivo il diritto al lavoro, tutelando la salute come <em>«diritto fondamentale»</em>, realizzando un sistema tributario improntato a criteri di progressività e ripudiando la guerra con una politica estera rivolta a fare del nostro Paese una “grande potenza di pace”. Forti sentimenti ed idee nuove che possono aprire la strada alla speranza di ritrovare lo spirito del popolo della Liberazione, e cioè <em>«il sogno» &#8211; </em>come diceva il grande giurista Calamandrei in un discorso all’Assemblea costituente - <em>«di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini alleati per debellare il dolore».</em></p>
<p>Di queste sensibilità si è reso interprete in ampie aree sociali Nichi Vendola che ha vinto per due volte le primarie del centro-sinistra e le elezioni alla Presidenza della Regione Puglia. Egli oggi si propone, per essere precisi, non come candidato premier del centro-sinistra, ma come concorrente nelle elezioni primarie che dovrebbero esprimere il candidato di tale area alla guida del governo. A fronte di questa scesa in alcuni ambienti del Partito Democratico e, più in generale del centro-sinistra, si reagisce con toni indispettiti o addirittura, come ha fatto l’on.le Francesco Boccia, affermando categoricamente che <em>«la guida di un nuovo centro-sinistra non potrà che essere affidata a Pierluigi Bersani»</em>con l’esclusione quindi, par di capire, di qualsiasi ricorso alle elezioni primarie. Si potrebbero così profilare nuove tensioni e lunghe diatribe in un centro-sinistra che, mai come in questo momento, ha il vitale bisogno di ritrovare la necessaria coesione con l’esercizio da parte di tutti del massimo senso di responsabilità.</p>
<p>Vanno allora tenute presenti alcune semplici ma imprescindibili considerazioni: l’emergenza politica che il nostro Paese sta vivendo per le rovinose scelte di questo governo che potrebbero dar luogo ad una crisi con il varo di un Esecutivo di transizione guidato da una personalità “super partes” o di indiscusso prestigio istituzionale; l’esigenza che sulle questioni che possono intaccare i diritti di libertà e le garanzie democratiche venga ricercata la massima convergenza tra tutte le forze di opposizione e le aree più avvertite della stessa maggioranza; la necessità che le forze politiche di centro-sinistra svolgano una ferma ed incalzante opposizione a questo governo evitando reciproche demonizzazioni o censure e nel contempo si mettano al lavoro in vista delle elezioni politiche (anticipate o alla naturale scadenza) per la costruzione, sulla base di alcuni precisi punti programmatici, di una coalizione di netta alternativa al berlusconismo; il rilievo che la costruzione di tale schieramento è una condizione indispensabile per la scelta del candidato premier attraverso lo strumento delle primarie di coalizione. Ed ancora: il dovere di tutte le componenti del centro-sinistra di adoperarsi per dar vita ad uno schieramento unitario mettendo al bando ogni irresponsabile tentazione sia di ipotizzare candidature di frattura come risposta ad orientamenti non condivisi e sia di impedire, contro ogni buon senso, lo svolgimento di elezioni primarie affidando così agli elettori del centro-sinistra la scelta del loro candidato; il dovere degli aspiranti premier e delle dirigenze dei partiti progressisti di aprirsi alla diffusa domanda di partecipazione democratica.</p>
<p>Quanto al ruolo del Presidente Vendola ha pienamente ragione chi afferma che il suo successo sul piano nazionale dipenderà, innanzitutto, dai risultati ottenuti nell’azione di governo in Puglia: un dovere, quello di spendersi in favore della nostra Regione, che il governatore vorrà certo assolvere con il massimo impegno per corrispondere alle attese dei cittadini pugliesi.</p>
<p>Brindisi, 21 luglio 2010</p>
<p align="center"><strong>Michele Di Schiena</strong></p>
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		<title>Rigassificatore: la Provincia di Brindisi deve decidere</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 08:42:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Apprendiamo da un comunicato stampa dell’Amministrazione provinciale che 18 consiglieri di diversa collocazione politica hanno chiesto al Presidente Ferrarese che, prima dello svolgimento del Consiglio monotematico sul rigassificatore, venisse convocato un incontro tecnico tra “amministratori del territorio, partiti politici, associazioni di categoria, personaggi di spicco esperti del settore e la stessa Brindisi Lng”. Una richiesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/07/rigass_arcore.jpg" rel="lightbox[1273]"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1274" style="margin: 4px;" title="Si al rigassificatore ad Arcore" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2010/07/rigass_arcore-150x150.jpg" alt="Si al rigassificatore ad Arcore" width="150" height="150" /></a>Apprendiamo da un comunicato stampa dell’Amministrazione provinciale che 18 consiglieri di diversa collocazione politica hanno chiesto al Presidente Ferrarese che, prima dello svolgimento del Consiglio monotematico sul rigassificatore, venisse convocato un incontro tecnico tra “amministratori del territorio, partiti politici, associazioni di categoria, personaggi di spicco esperti del settore e la stessa Brindisi Lng”. Una richiesta – si legge nella nota – avanzata allo scopo di poter esprimere il proprio giudizio in modo consapevole e privo di pregiudizi. Siamo di fronte ad un’iniziativa davvero sorprendente. Di seguito comunicato <strong>ambientalisti</strong>.<span id="more-1273"></span></p>
<p align="center"><strong>Rigassificatore: la Provincia di Brindisi deve decidere</strong></p>
<p>Apprendiamo da un comunicato stampa dell’Amministrazione provinciale che 18 consiglieri di diversa collocazione politica hanno chiesto al Presidente Ferrarese che, prima dello svolgimento del Consiglio monotematico sul rigassificatore, venisse convocato un incontro tecnico tra “amministratori del territorio, partiti politici, associazioni di categoria, personaggi di spicco esperti del settore e la stessa Brindisi Lng”. Una richiesta – si legge nella nota – avanzata allo scopo di poter esprimere il proprio giudizio in modo consapevole e privo di pregiudizi.</p>
<p>Siamo di fronte ad un’iniziativa davvero sorprendente. Della questione del rigassificatore si discute da anni e da anni sono stati in tutte le sedi affrontati ed esaminati i problemi che pone tale impianto. L’esito della procedura VIA, oggetto per altro di un esposto alla locale Procura della Repubblica, nulla cambia della nota situazione, come invece sostiene Confindustria Brindisi. Ma c’è di più, perché detto parere, al di là del responso formalmente positivo, mette chiaramente in rilievo l’assoluta incompatibilità ambientale dell’impianto come si evince dalle numerose e contraddittorie prescrizioni.</p>
<p>Si impongono allora alcune domande. Che senso ha il pletorico incontro richiesto che finirebbe in pratica con l’essere egemonizzato dai tecnici della Brindisi Lng? E’ mai pensabile che una breve e improvvisata riunione possa fornire chiarimenti che, in modo appropriato, gli interessati avrebbero potuto, e dovuto, ottenere per tempo? Chi ha ispirato un incontro che, al di là delle intenzioni, sembra rivolto più a dilazionare e confondere?</p>
<p>Ed ancora, sprovveduti sarebbero stati sinora i vertici ed i consiglieri del Comune di Brindisi, della Regione e della stessa Amministrazione provinciale che, nella passata consiliatura, ha tenuto sull’argomento un limpido e fermo atteggiamento? E sarebbero anche sprovveduti pure i dirigenti delle tante forze politiche di Centro sinistra e Centro destra che si sono sempre opposti all’impianto?</p>
<p>Il Comune di Brindisi e la Regione Puglia stanno già approntando i ricorsi giudiziari contro il parere VIA tenuto conto dell’urgenza determinata dal decorrere del termine di 60 giorni previsto dalla legge per tali azioni. <strong>L’Amministrazione provinciale guidata da Massimo Ferrarese deve, senza tergiversazioni e rinvii, assumere una posizione chiara sulla questione facendo conoscere se è mutata la contrarietà dell’ente alla realizzazione del rigassificatore e se l’ente medesimo decide o meno di presentare ricorso contro il decreto ministeriale.</strong> Una contrarietà all’impianto, come afferma in una recente nota il segretario provinciale del PD Tarantino, oggetto di un preciso punto del programma presentato e sottoscritto dal centrosinistra prima delle elezioni.</p>
<p>Per parte nostra rileviamo che se la linea della Provincia dovesse cambiare su una questione unanimemente considerata fondamentale per il futuro ambientale e socioeconomico del nostro territorio dovrebbe necessariamente aprirsi una vera e propria <strong>crisi politica</strong> con tutte le doverose conseguenze. Mentre se, a fronte di una tale deprecabile evenienza, tutto restasse come prima, <strong>vorrebbe dire che la politica non abita più nel Palazzo dell’Amministrazione provinciale</strong> e di questo dovrebbero prendere buona nota i cittadini elettori a futura memoria.</p>
<p>Brindisi, 23 luglio 2010</p>
<p><strong>Italia Nostra, Legambiente, WWF, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino<em> “Mo’ Basta!”, </em>Comitato Brindisi Porta d’Oriente, Salute Pubblica</strong></p>
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