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	<title>Acciaio Arte Architettura</title>
	
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	<description>Punto di Vista sull'acciaio.</description>
	<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:54:59 +0000</pubDate>
	
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		<title>TRA I VIGNETI</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:54:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>REDAZIONE</dc:creator>
		
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Appena sopra Sagrado (Gorizia), dove la zona del Carso offre suggestivi angoli di natura e quiete, sorge l’Azienda Agricola Castelvecchio. Qui la bellezza del paesaggio, contraddistinto da un terreno storicamente difficile, arido in superficie e roccioso nella sostanza ma capace di fruttuosi raccolti grazie al lavoro tenace dell’uomo, si fonde alle nobili e antiche origini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-832" title="image_1" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/11/image_1.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-833" title="image_2" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/11/image_2.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-835" title="image_31" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/11/image_31.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;">Appena sopra Sagrado (Gorizia), dove la zona del Carso offre suggestivi angoli di natura e quiete, sorge l’Azienda Agricola Castelvecchio. Qui la bellezza del paesaggio, contraddistinto da un terreno storicamente difficile, arido in superficie e roccioso nella sostanza ma capace di fruttuosi raccolti grazie al lavoro tenace dell’uomo, si fonde alle nobili e antiche origini di questi luoghi. La casa padronale è il cuore della tenuta agricola che sconfina tra ampi vigneti e parti boschive.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervento ha previsto l’inserimento di una nuova ala dell’edificio, una vera e propria serra che riprende ed attualizza l’idea del giardino d’inverno, progettato nel rispetto dei requisiti in termini di sicurezza antieffrazione e di contenimento del fabbisogno energetico per riscaldamento e raffrescamento dei locali. Le componenti in acciaio utilizzate, grazie alla capacità insita nel materiale “acciaio” ovvero la facilità di saldatura ed aggregabilità di componenti in risposta alle esigenze ed alla fantasia di architetto e realizzatore, hanno consentito di studiare e personalizzare i nodi e le finiture, mantenendo l’essenzialità geometrica del nodo e l’esilità del profilo portante, proprio come l’immagine che contraddistingueva il vecchio “ferro-finestra”.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca nello studio dei dettagli è stata quella di mediare tra un’immagine storica che si voleva ricreare e le prestazioni inderogabili che il serramento moderno è chiamato a garantire. Nelle strutture di serre e giardini d’inverno il serramento costituisce la quasi totalità delle superfici perimetrali; la cura nella realizzazione e soprattutto nella posa dei serramenti, nei collegamenti alle strutture contermini ed al basamento di fondazione, risulta elemento discriminante per poter garantire la riuscita dell’intervento nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-836" title="image_4" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/11/image_4.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/11/image_5.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-837" title="image_5" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/11/image_5.jpg" alt="" width="500" height="245" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Valeria Pasqualini</p>
<p style="text-align: justify;">Acciaio Arte Architettura N.39 - Settembre 2009</p>
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		<title>LE STAZIONI PER L’ALTA VELOCITÀ HANNO SCELTO L’ACCIAIO PALLADIO</title>
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		<comments>http://www.acciaioartearchitettura.com/2009/04/01/le-stazioni-per-lalta-velocita-hanno-scelto-l%e2%80%99acciaio-palladio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 04:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>REDAZIONE</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[ALTA VELOCITÀ]]></category>

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Nei grandi nodi metropolitani di Torino, Bologna, Firenze, Roma e Napoli le stazioni destinate ad accogliere i treni AV sono state ristrutturate e riqualificate o integrate con stazioni completamente nuove progettate da progettisti di grande fama vincitori di concorsi internazionali di progettazione quali: Zaha Hadid, Arata Isozaki, Ove Arup &#38; Partners, M+T &#38; Partners, Santiago [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-748" title="image_31" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/03/image_31.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-747" title="image_21" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/03/image_21.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-746" title="image_11" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/03/image_11.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nei grandi nodi metropolitani di Torino, Bologna, Firenze, Roma e Napoli le stazioni destinate ad accogliere i treni AV sono state ristrutturate e riqualificate o integrate con stazioni completamente nuove progettate da progettisti di grande fama vincitori di concorsi internazionali di progettazione quali: Zaha Hadid, Arata Isozaki, Ove Arup &amp; Partners, M+T &amp; Partners, Santiago Calatrava.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla funzione di terminali trasportistici e di complessi di alto pregio monumentale e architettonico, le nuove stazioni sono destinate a svolgere funzioni commerciali, culturali e di riqualificazione territoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è stato minuziosamente studiato: dal più piccolo dettaglio al più grande elemento strutturale e la scelta dei materiali ha rivestito un ruolo fondamentale. E’ questo il caso delle numerosissime porte utilizzate nelle barriere antirumore ferroviarie realizzate con ante in acciaio tamponate in vetro stratificato antisfondamento e antiproiettile. Le ante sono realizzate con profili in acciaio Palladio zincati a caldo e montate su strutture di supporto in acciaio, pannelli indipendenti installabili in ogni tipo di situazione grazie alla caratteristica di modularità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni singola porta in acciaio presenta ferramenta e accessoristica nello stesso materiale: cerniere in acciaio inox, maniglione antipanico e molla di chiusura regolabile anch’essi in inox.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la particolare esposizione sono stati adottati precisi accorgimenti per evitare allentamenti in tutte le componenti delle porte generati dalle vibrazioni e dalle sollecitazioni affaticanti dovute al frequente passaggio dei convogli. Le porte infatti come tutte le componenti delle barriere antirumore ferroviarie devono essere esenti da manutenzione per i primi 10 anni di vita, salvo la lubrificazione delle parti mobili come cerniere e maniglie e soltanto i profili in acciaio garantiscono totalmente tali elevatissime prestazioni. Era stato fatto un tentativo in alluminio ma le porte si erano subito deformate e quindi immediatamente sostituite con quelle in acciaio.</p>
<p style="text-align: justify;">Le prove di omologazione hanno riguardato i seguenti aspetti:</p>
<p style="text-align: justify;">-    isolamento acustico: deve raggiungere i 30 decibel (UNI EN 1793);</p>
<p style="text-align: justify;">-    test di fatica flessionale per 2.000.000 di cicli sul pannello comprendente la porta con spinta di 2,5 KN/mq; verifica di regolare apertura dell’anta dopo il test;</p>
<p style="text-align: justify;">-    Test di fatica torsionale per 2.000.000 di cicli sul pannello comprendente la porta con torsione di 9mm/m;</p>
<p style="text-align: justify;">-    Test su tutti i materiali componenti: acciaio, viteria, guarnizioni, vetri, trattamenti ecc..</p>
<p style="text-align: justify;">Marzia Urettini</p>
<p style="text-align: justify;">Acciaio Arte Architettura N.37 - Marzo 2007</p>
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		<title>PANORAMI PORTOGHESI</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 04:00:37 +0000</pubDate>
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La casa, situata sulla costa nord del Portogallo in prossimità del mare, è un volume rettangolare che si sviluppa in lunghezza secondo l’orientamento est-ovest.
L’edificio è stato concepito e costruito come un lungo prospetto trasparente realizzato con grandi vetrate apribili e profili in acciaio che disegnano la composizione della facciata caratterizzata da rigore e pulizia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-774" title="image_12" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/03/image_12.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-775" title="image_22" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/03/image_22.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-776" title="image_32" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/03/image_32.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;">La casa, situata sulla costa nord del Portogallo in prossimità del mare, è un volume rettangolare che si sviluppa in lunghezza secondo l’orientamento est-ovest.</p>
<p style="text-align: justify;">L’edificio è stato concepito e costruito come un lungo prospetto trasparente realizzato con grandi vetrate apribili e profili in acciaio che disegnano la composizione della facciata caratterizzata da rigore e pulizia di linee: al piano terra una sequenza di moduli vetrati apribili e al piano primo un intervallarsi di superfici vetrate e di volumi in muratura aggettanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le facciate rivolte a nord sono invece in muratura e non presentano aperture vetrate.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli interni si sviluppano secondo una chiara e funzionale distribuzione degli spazi: il piano terra ospita il grande salotto, la sala da pranzo, la cucina, la sala biliardo, la piscina e l’area servizi, al piano primo la biblioteca, lo studio e la zona notte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il living è il cuore della casa, un grande open space intervallato da pilastri in acciaio, due dei quali servono da supporto al caminetto e alla televisione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una grande vetrata divisoria separa il salone dalla scenografica piscina, stabilendo una continuità visiva tra gli spazi.</p>
<p style="text-align: justify;">Al piano terra è stato progettato un soppalco che si staglia nello spazio sottostante disegnando nuovi volumi: è qui che si trova la libreria e la galleria d’arte, spazio espositivo sapientemente illuminato grazie alle enormi aperture in vetro e acciaio.</p>
<p style="text-align: justify;">Viste le notevoli luci delle vetrate per la scelta dei serramenti non sono stati presi in considerazione materiali alternativi all’acciaio, l’unico materiale in grado di sostenere vetri dal peso considerevole, di durare nel tempo e di garantire la robustezza necessaria all’abitazione su alcuni fronti priva di parti murarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono le vetrate a caratterizzare l’intero progetto: esse conferiscono agli spazi trasparenza e leggerezza comunicando di continuo con il paesaggio esterno .</p>
<p style="text-align: justify;">Marzia Urettini</p>
<p style="text-align: justify;">Acciaio Arte Architettura 37 - Marzo 2009</p>
<p style="text-align: justify;">Documentazione fotografica:</p>
<p>Raul Candales Franch - <a title="Raul Candales Franch" href="http://www.fotofranch.com" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/outbound/article/http://www.fotofranch.com');" target="_blank">www.fotofranch.com</a></p>
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		<title>LA NUOVA STAZIONE CENTRALE DI BERLINO</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 06:00:33 +0000</pubDate>
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E’ stata appena inaugurata a Berlino la nuova stazione ferroviaria: 175.000 mq di superficie, 15.000 mq di negozi e ristoranti, 50.000 mq di uffici e 32.000 mq di banchine per 30 milioni di passeggeri all’anno e 25.000 persone al giorno fanno della Berlin Lehrter Hauptbahnof la più grande stazione d’Europa.
Progettata dal prestigioso Studio tedesco GMP [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-741" title="image_3" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/03/image_3.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-740" title="image_2" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/03/image_2.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-full wp-image-739" title="image_1" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/03/image_1.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;">E’ stata appena inaugurata a Berlino la nuova stazione ferroviaria: 175.000 mq di superficie, 15.000 mq di negozi e ristoranti, 50.000 mq di uffici e 32.000 mq di banchine per 30 milioni di passeggeri all’anno e 25.000 persone al giorno fanno della Berlin Lehrter Hauptbahnof la più grande stazione d’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Progettata dal prestigioso Studio tedesco GMP – Von Gerkan, Marg und Partners, la Lehrter rappresenta più che una stazione un nuovo polo pubblico sempre vitale, un luogo d’incontro e di lavoro ben integrato con il tessuto urbano e con il circostante quartiere governativo Spreebogen.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto consiste in due grandi edifici ad arco posti in direzione est-ovest intersecati al centro dalla grande hall ( 45 x 159 m), posta sull’asse nord – sud. La trasparenza della struttura in vetro e acciaio permette un’eccezionale panorama sul vicino quartiere di Moabit e sulle residenze governative.</p>
<p style="text-align: justify;">La Stazione si sviluppa su differenti livelli di traffico: il più elevato a quota + 10 m e il più basso a – 15 m (dentro a un tunnel sotto il fiume Spree e al Tiergarten), 6 binari al livello superiore e 8 a quello inferiore.</p>
<p style="text-align: justify;">La copertura delle banchine è un esempio di elaborato e sapiente uso dell’acciaio: le travi, tutte in acciaio e calandrate ad arco grazie alla flessibilità e robustezza di questo duttile materiale, sono posizionate longitudinalmente alla distanza di 1,50 m – 1,70 m con barre longitudinali trasversali che formano sezioni a reticolato quadrato. Ciascun modulo è irrigidito trasversalmente con cavi, sempre e rigorosamente in acciaio, e coperto con vetro. La combinazione di volte, travi longitudinali e cavi trasversali ha permesso la realizzazione di una spettacolare struttura “ a conchiglia”, immagine rappresentativa di grandezza e robustezza che al contempo risulta leggera e sinuosa come un guscio, una conchiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’areazione è tutta naturale: grazie alla forma a volta, l’aria calda e viziata sale verso l’alto e viene fatta fuoriuscire dalle aperture posizionate sul colmo della copertura.</p>
<p style="text-align: justify;">Per grandi luci come queste è necessario che la vetratura sia antiriflesso: ciò per garantire il totale riparo e la corretta illuminazione alla zona banchine e piattaforme. Ed è proprio la luce uno degli elementi cardine di questo progetto: sono state create delle apposite aperture su tutti i livelli dell’area centrale per permettere alla luce naturale di penetrare in profondità e illuminare tutti gli spazi, anche la banchina della metropolitana sotterranea, in maniera del tutto naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sei ascensori panoramici completano la suggestione data dal dinamismo costante di questo nuovo luogo per la collettività: aerodinamiche strutture cilindriche, anch’esse in acciaio e vetro e staccate dal contesto architettonico, forniscono un rapido collegamento alle piattaforme nord e sud.</p>
<p>Marzia Urettini</p>
<p>Acciaio Arte Architettura N.37 - Marzo 2009</p>
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		<title>TUTTA LA VERITÀ SUL FENOMENO DELLA CONDENSA</title>
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		<comments>http://www.acciaioartearchitettura.com/2009/02/19/tutta-la-verita-sul-fenomeno-della-condensa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 13:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>REDAZIONE</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>

		<category><![CDATA[CONDENSA]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fenomeno fisico…
Il fenomeno della condensa trova origine dal fatto che l’aria presente in un qualsiasi ambiente contiene una certa quantità di vapore acqueo, che può derivare da fonti molto diverse – dagli esseri viventi, piuttosto che dalla doccia, la cucina e così via.  La capacità di accumulo di acqua nell’aria dipende dalla temperatura: in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il fenomeno fisico…</p>
<p style="text-align: justify;">Il fenomeno della condensa trova origine dal fatto che l’aria presente in un qualsiasi ambiente contiene una certa quantità di vapore acqueo, che può derivare da fonti molto diverse – dagli esseri viventi, piuttosto che dalla doccia, la cucina e così via.  La capacità di accumulo di acqua nell’aria dipende dalla temperatura: in particolare, con l’aumentare di quest’ultima cresce anche la quantità di acqua accumulabile. Nell’ipotesi di una situazione di saturazione dell’aria, ovvero del raggiungimento della massima quantità di acqua accumulabile, nel momento in cui si verifica una diminuzione della temperatura si ha la trasformazione del vapore acqueo in vere e proprie gocce, fino a raggiungere il livello massimo di acqua accumulabile. Questo fenomeno di trasformazione è detto appunto condensazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli spazi abitativi…</p>
<p style="text-align: justify;">l’aria non risulta mai satura d’acqua, ma ne contiene solo una certa quantità, identificata con il termine “umidità relativa”. Negli ambienti moderni possiamo dire che è davvero molto difficile che si inneschi il fenomeno della condensa, poiché vi è un controllo maggiore dell’umidità e vengono costantemente impiegate delle tecnologie che nelle situazioni più a rischio ne prevengono la formazione. Pensiamo ad esempio all’elevato utilizzo della cucina economica che si faceva nel passato, con la quale si preparavano i cibi per ore ed ore, rispetto all’uso più controllato delle cucine di oggi, tutte munite di sofisticati sistemi di aspirazione. Oggigiorno piuttosto si deve spesso ricorrere agli umidificatori perché l’aria degli ambienti in cui soggiorniamo è troppo secca!</p>
<p style="text-align: justify;">Il fenomeno della condensa si può prevenire con delle semplici azioni correttive volte a ridurre l’umidità relativa dell’ambiente in questione: è risaputo infatti che l’umidità nell’aria non è da eliminare definitivamente - bensì da controllare per evitare i fenomeni di condensa - poiché il mantenimento di una percentuale di umidità dell’aria compresa tra il 40% ed il 50% rende l’ambiente ottimale per il soggiorno delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare questo un primo accorgimento è quello di favorire il ricambio d’aria nelle stanze, aprendo per esempio una finestra per qualche minuto, soprattutto dopo il bagno o durante l’utilizzo prolungato della cucina. Inoltre, è possibile ridurre l’umidità grazie ai moderni condizionatori, che comunemente sono presenti nelle abitazioni per rinfrescare, riscaldare e, volendo, deumidificare l’aria. Quest’ultima può rivelarsi la soluzione migliore anche per edifici di meno recente costruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente è possibile anche intervenire direttamente sul serramento aumentandone l’isolamento termico, ma questa fra tutte è la soluzione meno consigliabile, poiché non si agisce direttamente per abbassare il livello di umidità presente nella stanza. In fase di realizzazione di un serramento è però molto importante adottare un vetro con elevate caratteristiche di isolamento termico, in quanto si riduce notevolmente la dispersione di calore all’esterno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma allora perchè nasce il taglio termico?</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema a taglio termico storicamente nasce per essere applicato ai profili in alluminio. Questo metallo infatti, essendo un ottimo conduttore termico, da sempre deve sopperire alla problematica della dispersione del calore tra l’interno e l’esterno del serramento, per poter favorire un risparmio sui costi di riscaldamento e raffreddamento degli ambienti. Considerate poi le notevoli dimensioni in larghezza e profondità dei profili in alluminio che è necessario utilizzare per la costruzione di infissi, è facilmente intuibile quanto il problema dell’isolamento termico sia particolarmente rilevante con questo tipo di prodotto.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fatto quindi, a differenza di quanto comunemente si pensa, i profili a taglio termico non sono stati inventati per evitare il formarsi della condensa sul lato interno del serramento, ma per sopperire ad un altro tipo di mancanza, specifica appunto dell’alluminio. Mancanza che di fatto ha creato un enorme business, perché ha permesso di vendere ad un prezzo molto più elevato – poiché quantificato in base al peso dei profili scatolati – un prodotto che mal si presta ad essere applicato in serramentistica e che di fatto non può assicurare le prestazioni di isolamento termico e tenuta nel tempo che normalmente si ricercano per la costruzione di infissi di qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggigiorno si tende a richiedere indistintamente il taglio termico per prevenire il formarsi di condensa su porte e finestre e favorire una minor dispersione di calore tra interno ed esterno. Luoghi comuni chiaramente errati che servono solamente a destinare risorse economiche in maniera sbagliata senza risolvere definitivamente i problemi. Questo perché il profilo a taglio termico non risolve il problema del tasso di umidità troppo elevato – vera causa della condensa – ma contribuisce piuttosto a spostarlo su qualche altro elemento: infatti, l’umidità in eccesso presente nell’ambiente in questione andrà a posizionarsi in qualche altro punto anziché sul profilo. Magari farà “fiorire” la muffa sui muri o impregnerà tappezzeria, tende, materassi.. o, peggio ancora, favorirà la comparsa di artrosi negli inquilini della casa!</p>
<p style="text-align: justify;">E’ estremamente importante quindi capire quale tipo di investimento è più conveniente fare per prevenire il problema della condensa, problema che - come già detto - negli ambienti moderni si verifica sempre più di rado, o comunque in situazioni momentanee particolari (in bagno dopo la doccia, in cucina durante un utilizzo prolungato dei fornelli), e che è facilmente evitabile favorendo una buona aerazione dei locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece, per capire se è necessario o meno l’impiego di profili a taglio termico, nel rispetto ovviamente delle normative vigenti sul risparmio energetico, basta fare il calcolo utilizzando la relativa formula della trasmittanza termica che fa riferimento alla norma, valida in Italia e in tutta Europa, UNI EN ISO 10077-1 del febbraio 2002.</p>
<p style="text-align: justify;">L’impiego di profili in ferro o acciaio inox, che di base presentano valori di trasmittanza termica notevolmente più bassi rispetto agli altri materiali, spesso evita l’inserimento di taglio termico: infatti, a parità di dimensioni dell’infisso da realizzare, questi profili, essendo molto più robusti, sono notevolmente più piccoli rispetto a quelli di alluminio, perciò incidono percentualmente molto meno. A fronte di ciò spesso è molto più conveniente utilizzare profili senza taglio termico e investire maggiormente per diminuire la trasmittanza del vetro, dato che questo di fatto costituisce la porzione di superficie più rilevante nell’intero serramento e incide maggiormente sul benessere complessivo. In questo modo è possibile ottenere dei valori di isolamento termico assai superiori rispetto a quelli ottenibili con i profili a taglio termico ma vetro meno isolante.</p>
<p style="text-align: justify;">Richiedere il taglio termico non è quindi automaticamente la scelta migliore. Ogni situazione ha una soluzione ottimale che sarebbe bene valutare volta per volta, per far sì che un bene durevole come il serramento, di durata pari a quella dell’intero edificio, rimanga nel tempo efficiente e si riveli un ottimo investimento. Il materiale acciaio, sapientemente impiegato e lavorato, è l’unico che può garantire tutto questo.</p>
<p style="text-align: justify;">Giulia Sartor</p>
<p style="text-align: justify;">Acciaio Arte Arrchitettura 34</p>
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		<title>R.O.M. THE ROYAL ONTARIO MUSEUM</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 10:01:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>

		<category><![CDATA[Daniel Libeskind]]></category>

		<category><![CDATA[Royal Ontario Museu]]></category>

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Nel 2002 l’architetto Daniel Libeskind ed il suo studio vincono il concorso per la realizzazione dell’estensione del Royal Ontario Museum a Toronto. L’edificio è pensato come una genesi di geometrie di cristalli, nate dalla sedimentazione e dalla loro successiva gemmazione: cinque elementi di forma prismatica autoportante ed interconnesse fra loro e collegate alla struttura del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-683" title="image_1" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/01/image_1.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-684" title="image_2" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/01/image_2.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-685" title="image_3" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2009/01/image_3.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2002 l’architetto Daniel Libeskind ed il suo studio vincono il concorso per la realizzazione dell’estensione del Royal Ontario Museum a Toronto. L’edificio è pensato come una genesi di geometrie di cristalli, nate dalla sedimentazione e dalla loro successiva gemmazione: cinque elementi di forma prismatica autoportante ed interconnesse fra loro e collegate alla struttura del museo esistente.</p>
<p style="text-align: justify;">Da una visione dall’alto si comprende l’impianto dell’intervento posto all’angolo di Queen’s Park e Bloor Street: il nuovo ampliamento si organizza lungo il forte asse segnato dal museo storico; la forma prismatica, grazie a rapidi slittamenti, si estende in avanti sino ad incontrare il fronte dell’edificio preesistente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le presentazioni tecniche e le descrizioni che di questo sorprendente intervento si sono succedute mettono in evidenza due possibili chiavi di lettura:  l’immagine del cristallo e la sua genesi, da un lato, il rimando poetico ad un oggetto che affiora dal deserto, dall’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">L’edificio assume le sembianze di un massiccio che si erge nel deserto, la cui massa diventa imponente, quasi a voler trasmettere un concetto di sedimentazione e di accumulazione di stratificazioni non omogenee.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è proprio in sintonia con questa visione, che il direttore del museo William Thorsell ha pensato per l’ampliamento ad un museo che contenesse le cose più disparate: dipinti, tessuti, minerali, manufatti di popoli indigeni, una sorta di moderna “Wunderkammer” (invenzione settecentesca tedesca caratterizzata dalla creazione di un particolare e magico ambiente in cui la ricchezza e varietà degli inconsueti oggetti esposti suscitavano curiosità ed interesse nei visitatori). Libeskind racconta che proprio la vista di un particolare cristallo, esposto nella collezione, lo abbia portato a disegnare su un tovagliolo di carta la futura forma dell’ampliamento del museo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cristallo nella sua struttura reticolare, soggetta a regole di minimo consumo, rappresenta i principi complessi della natura, ma anche la stabilità della sua geometria. L’accordo cercato con la natura non assume alcuna posizione nostalgica o mimetica, anzi il progetto manifesta chiaramente materiali  e principi che hanno guidato l’ideazione e la costruzione. La scelta dei materiali è chiara e risponde pienamente ai requisiti che i differenti elementi devono assolvere all’interno della costruzione: l’acciaio per le parti autoportanti delle grandi facciate, assicurando robustezza e sicurezza antieffrazione per le ampie vetrate, mentre l’alluminio solo per le parti di rivestimento e non autoportanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spazio interno è unico: quasi assenti gli angoli retti, pareti inclinate, luce che entra seguendo insoliti cammini, un cuore vuoto centrale dell’edificio -la “Spirit House”-attraversato dai camminamenti diagonali.</p>
<p style="text-align: justify;">La Spirit House Chair è parte integrante del museo. La sedia in acciaio inossidabile è stata ideata per poter essere orientata secondo cinque differenti posizioni all’interno della grande sala a tutt’altezza del museo. Il tempo necessario per la realizzazione di un singolo pezzo è di circa quaranta ore (realizzatore Nienkämper Forniture &amp; Accessories Inc.of Toronto su progetto di Daniel Libeskind), tempo che assicura un’accurata finitura dell’oggetto, tale per cui l’effetto di riverbero e di scomposizione della luce incidente risulti strabiliante.</p>
<p style="text-align: justify;">Marina Cescon</p>
<p style="text-align: justify;">Acciaio Arte Architettura n.32</p>
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		<title>Nasce a Berna il nuovo museo di Paul Klee progettato da Renzo Piano. (ARCHIVIO STORICO - AAA 18 - 2004)</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 09:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>REDAZIONE</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ARCHIVIO STORICO]]></category>

		<category><![CDATA[Berna]]></category>

		<category><![CDATA[museo]]></category>

		<category><![CDATA[Paul Klee]]></category>

		<category><![CDATA[Renzo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[“Il mestiere dell’architetto è un’ attività avventurosa: oscilla tra arte e scienza, tra invenzione e memoria, tra l’audacia della modernità e il rispetto della tradizione. L’architetto lavora con tutti i tipi di materiali: non solo cemento, legno o metallo ma anche con la storia, la geografia, le matematiche e le scienze naturali, l’antropologia e l’ecologia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Il mestiere dell’architetto è un’ attività avventurosa: oscilla tra arte e scienza, tra invenzione e memoria, tra l’audacia della modernità e il rispetto della tradizione. L’architetto lavora con tutti i tipi di materiali: non solo cemento, legno o metallo ma anche con la storia, la geografia, le matematiche e le scienze naturali, l’antropologia e l’ecologia, l’estetica e la tecnologia, il clima e la società…Deve misurarsi con tutti questi elementi quotidiani…L’architetto esercita il più bel mestiere del mondo: su questo piccolo pianeta dove tutto è già stato scoperto, la realizzazione di un progetto resta una delle più grandi avventure ancora possibili”  Renzo Piano</p>
<p style="text-align: justify;">Tre fluttuanti onde in un oceano d’acciaio mimetizzato nel verde: si presenta così l’ultimo capolavoro dell’architetto Renzo Piano, destinato ad ospitare la permanente del grande artista Paul Klee.</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera è un capolavoro di progettazione, ingegneria e carpenteria metallica: 1.200 tonnellate di acciaio, 330 spezzoni d’arco, 2.900 elementi accessori, 40 km di saldature, 5.000 bulloni e 15.000 ore di lavoro in cantiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono questi i numeri realizzati dal gruppo italiano SITINDUSTRIE, che tramite la propria controllata ZWAHLEN &amp; MAYR, specializzata nella progettazione, fabbricazione e montaggio di grandi costruzioni in acciaio, ha realizzato, in soli 10 mesi, gli imponenti lavori di carpenteria metallica dell’avveniristico centro culturale che sarà ultimato nel giugno del 2005.</p>
<p style="text-align: justify;">Progettato dall’Arch. Renzo Piano, il centro “Paul Klee” è costituito da tre costruzioni decrescenti a forma di onda che occupano una superficie complessiva di 11.500 metri quadrati. L’ “onda” nord, la più grande, misura 70 x 75 metri, occupando una superficie di 5.250 m2 con un’altezza di 21 metri ; la costruzione centrale ha dimensioni 55 x 70 metri, per una superficie di 3.850 m2 ed un’altezza di 14 metri; l’ “onda” sud, la più piccola, misura 40 x 60, per un totale di 2.400 m2 ed un’altezza di12 metri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto iniziale, studiato anche attraverso numerosi modelli, è stato eseguito con estrema precisione ed un attento controllo della qualità della messa in opera: il margine d’errore ammesso era  infatti inferiore ai 20 mm.</p>
<p style="text-align: justify;">Considerata l’imponenza delle gittate e la grande complessità geometrica su una sagoma ridotta, la struttura portante della copertura delle onde rappresenta una vera e propria sfida progettuale. In questo contesto, l’utilizzo dell’acciaio risulta fondamentale grazie alla sua grande flessibilità, leggerezza e resistenza. La struttura principale si compone di una successione di 29 archi paralleli distanti 2,50 m l’uno dall’altro e da strutture secondarie disposte tra gli archi per assicurare la stabilità generale del sistema tramite la distribuzione di spinte orizzontali sui muri in cemento alle spalle delle costruzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle sfide principali per la realizzazione di quest’opera è stata la gestione della complessità geometrica: in alzato, ciascuno dei 29 archi è infatti diverso dall’altro; in pianta, invece, gli archi sono iscritti in un arco di circonferenza il cui raggio cambia per ciascun elemento.</p>
<p style="text-align: justify;">La gestione di una così complessa geometria d’insieme è stata resa possibile solo grazie all’uso delle più sofisticate risorse informatiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La straordinaria ricerca musicale e introspettiva delle opere astratte di Paul Klee troverà quindi un ambiente che ben ne rispetta il carattere sperimentale, permettendo di evidenziarne adeguatamente la profondità e la tragicità, spesso nascoste da una distaccata levità formale tipica del geniale artista del Cavaliere Azzurro e della Bauhaus. Il Centro Paul Klee, voluto dalla fondazione Maurice e Martha Müller, sarà inoltre dotato,  di una sala per concerti, di un ristorante e caffetteria, di sale per manifestazioni, seminari e atelier, di un museo per bambini, una boutique-bookshop e di tutti i locali per l’amministrazione e servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Progetto:  l’idea di un progetto non ordinario, adatto a contenere l’opera di Paul Klee, il poeta dello “stillness” trae ispirazione sia dall’artista che dall’identità del luogo: la linea leggermente curva del terreno e la presenza di elementi forti come l’autostrada che delimita bruscamente il terreno fanno parte integrante del progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio approfondito del terreno situato alla periferia est di Berna ha portato l’architetto a realizzare una sorta di “isola verde”, di luogo misterioso sul quale erigere le tre articolazioni, le tre colline che fanno parte della natura circostante e che allo stesso tempo sono esse stesse opere d’arte funzionali e contemporanee.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tre colline sono messe in comunicazione dalla “rue du musée”, l’arteria principale, la spina dorsale del complesso: lunga 150 metri, costituisce l’asse nord-sud del Centro Paul Klee e corre parallela all’autostrada.</p>
<p style="text-align: justify;">La geometria dell’edificio e l’ossatura portante del tetto:</p>
<p style="text-align: justify;">La geometria ondulata del Centro Paul Klee si riflette nella costruzione metallica dell’ossatura portante del tetto. Ogni metro di trave in acciaio – per un totale di 4,2 km – ha una forma diversa. Data la geometria particolare dell’edificio, una parte degli archi metallici è leggermente inclinata seguendo angolature diverse. Gli archi sono stati puntellati direttamente alla superstruttura del tetto attraverso degli archetti che fungono da contrafforti e da un sistema di tiranti in acciaio che collegano le fondamenta alla copertura: ciò per garantire maggior stabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le travi in acciaio curve e variabili in altezza sono fabbricate singolarmente con l’aiuto di una tagliatrice collegata ad un computer; i diversi elementi sono in una prima fase tagliati da grandi lastre in acciaio per poi essere piegati in relazione alla forma definitiva e poi saldati. L’accentuata curvatura delle travi d’acciaio non permetteva la saldatura delle parti a macchina: le saldature sono state realizzate a mano per un totale di circa 40 chilometri di saldatura!</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver esaminato minuziosamente i materiali alternativi come alluminio, rame e titanio, la scelta dell’acciaio per la realizzazione della copertura è stata motivata da ragioni tecniche, economiche ed ecologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">La facciata:</p>
<p style="text-align: justify;">Un aspetto caratteristico della geometria dell’edificio è la grande facciata vetrata dai ridottissimi montanti e traversi in acciaio per favorire la luminosità e leggerezza: lunga 150 metri e alta 19 metri suddivisa in una parte superiore ed una inferiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Una copertura metallica di queste dimensioni subisce considerevoli spostamenti termici e la struttura della facciata può seguire le variazioni termiche senza produrre alcun danno.</p>
<p style="text-align: justify;">Luce artificiale e luce naturale:</p>
<p style="text-align: justify;">Creare un’atmosfera che mescolasse luce, luminosità e trasparenza era l’esigenza primaria di Renzo Piano; allo stesso tempo l’illuminazione interna all’area espositiva doveva essere regolata in maniera precisa così da non mettere a rischio le preziose opere d’arte: è stata rivolta particolare attenzione allo studio ed al controllo della luce per ogni opera d’arte e per la migliore esposizione di ognuna.</p>
<p style="text-align: justify;">Ambiente, clima ed energia:</p>
<p style="text-align: justify;">Le opere d’arte reagiscono negativamente non solo ad un’eccessiva luce ma anche ad escursioni termiche e all’umidità.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ambiente dovrà essere sempre regolato dall’aria condizionata assicurando la temperatura raccomandata (21-23 gradi, umidità atmosferica 50%).</p>
<p style="text-align: justify;">L’eccellente isolamento della copertura riduce al minimo le perdite di riscaldamento e di aria condizionata. Grandi elementi ombreggianti posti lungo la facciata principale evitano il diretto contatto con la luce del sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Marzia Urettini</p>
<p style="text-align: justify;">AcciaioArte Architettura n.18 - 2004</p>
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		<title>UN RESTAURO IN CHIAVE MODERNA</title>
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		<comments>http://www.acciaioartearchitettura.com/2008/12/29/un-restauro-in-chiave-moderna/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 05:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>REDAZIONE</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>

		<category><![CDATA[ACCIAIO NON INVASIVO]]></category>

		<category><![CDATA[APRIBILI A 180°]]></category>

		<category><![CDATA[GRANDI DIMENSIONI PORTE FINESTRE]]></category>

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Sorge nella campagna pedemontana veneta questo restauro immerso nel verde.
Un’operazione delicata, che non ammette  errori, e dove dunque è stato necessario da subito operare le scelte migliori.
La residenza  patronale si caratterizza per  la presenza di quattro scorrevoli in acciaio dalla finitura ruggine stabilizzata.
La scelta di questa finitura si sposa con la pietra e la sabbia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-667" title="image_12" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2008/12/image_12.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-668" title="image_23" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2008/12/image_23.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-669" title="image_32" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2008/12/image_32.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sorge nella campagna pedemontana veneta questo restauro immerso nel verde.</p>
<p>Un’operazione delicata, che non ammette  errori, e dove dunque è stato necessario da subito operare le scelte migliori.</p>
<p>La residenza  patronale si caratterizza per  la presenza di quattro scorrevoli in acciaio dalla finitura ruggine stabilizzata.</p>
<p>La scelta di questa finitura si sposa con la pietra e la sabbia dell’Eregal utilizzata nell’intervento che ha fortemente voluto riportare i colori della campagna.</p>
<p>Le grandi dimensioni delle porte-finestre (sistema alzante) sono state un punto fermo nella progettazione per garantire la maggior luce possibile al vano.</p>
<p>Per permettere ciò la scelta dell’acciaio è stata fondamentale.</p>
<p>Ha svolto infatti, anche in questo contesto, un ruolo importantissimo sia per le ottime caratteristiche prestazionali (la  realizzazione di alzanti dalle dimensioni di 3 metri per 2,50 d’altezza non sarebbe stata possibile con nessun altro materiale), sia per lo stile attuale  e raffinato che conferisce a questo restauro.</p>
<p>La porzione di edificio esposto verso il giardino con due apribili a 180◦ che si sovrappongono  perfettamente al fisso in fase di apertura, riducendo gli ingombri.</p>
<p>L’acciaio è un materiale non invasivo, che ben si inserisce nei contesti storici.</p>
<p>Garantisce un’impareggiabile durata con un’assenza di manutenzione che permette così un risultato conservativo di lungo termine ed elimina qualsiasi spiacevolissimo rischio nel dover effettuare ulteriori interventi.</p>
<p style="text-align: justify;">Alice Acoleo</p>
<p style="text-align: justify;">Acciaio Arte Architettura n.36</p>
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		<title>LA MARGINERA</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 05:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>REDAZIONE</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>

		<category><![CDATA[GIRONA]]></category>

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		<category><![CDATA[Sales de LLierca]]></category>

		<category><![CDATA[VETRATA AD ARCO]]></category>

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La “Marginera” è un’abitazione unifamiliare a Sales de LLierca (Girona, Spagna), situata –come si evince dal nome- in una zona lontana dal centro abitato, isolata e caratterizzata dalla vicinanza di una zona boschiva.
Il progetto trova il fulcro della composizione nel grande spazio rettangolare a due piani, ben visibile dall’enorme vetrata ad arco chiusa da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-651" title="image_11" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2008/12/image_11.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-653" title="image_22" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2008/12/image_22.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-654" title="image_31" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2008/12/image_31.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;">La “Marginera” è un’abitazione unifamiliare a Sales de LLierca (Girona, Spagna), situata –come si evince dal nome- in una zona lontana dal centro abitato, isolata e caratterizzata dalla vicinanza di una zona boschiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto trova il fulcro della composizione nel grande spazio rettangolare a due piani, ben visibile dall’enorme vetrata ad arco chiusa da un serramento realizzato con profili in acciaio, un “grande occhio” verso il giardino.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la considerevole estensione della facciata e la necessità di ospitare all’interno della stessa un serramento di grandi dimensioni (una porta-finestra con sistema alzante scorrevole, larga &#8230;&#8230;metri ed alta&#8230;&#8230;metri) la scelta d’obbligo per i serramenti era l’acciaio: l’unico in grado di supportare il peso di vetri così grandi e di garantire l’inalterabilità della geometria dei telai mobili, condizione indispensabile per tenuta e movimentazione delle ante.</p>
<p style="text-align: justify;">La particolare finitura dei telai è stata ottenuta tramite verniciatura stesa a mano, valorizzando le lievi disuniformità superficiali che ne derivano.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutta l’abitazione ruota attorno allo spazio a doppia altezza che separa la zona giorno da quella notte, unite tramite una passerella in vetro ed acciaio sospesa ed ancorata alla struttura di copertura, completamente indipendente e staccata dal muro perimetrale.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca compositiva più complessa è stata quella di ottenere un giusto equilibrio tra gli spazi vuoti e  quelli pieni, creando un ambiente centrale funzionale e confortevole, senza incorrere nel pericolo di relegarlo a semplice zona di passaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">La luce, che filtra copiosa attraverso le grandi aperture, viene modulata e controllata in ciascun ambiente; finestre, pareti e porzioni di tetto in cristallo permettono di godere della luce naturale dalle prime ore del giorno, sfruttando l’orientamento dell’edificio.</p>
<p style="text-align: justify;">La continuità della sala è rinforzata dalla struttura della copertura che conduce allo studio; qui una parte del pavimento è stata realizzata in vetro ed acciaio al fine di mantenere la comunicazione visiva e dare luce ai locali che ospitano la cucina.</p>
<p style="text-align: justify;">Un corridoio illuminato da luce indiretta accompagna alla scala che porta al piano superiore. La camera principale nasconde nella testiera in wengè due porte che conducono alla stanza-guardaroba ed al bagno. Ai piedi del letto una finestra a nastro incornicia il paesaggio esterno.</p>
<p>Marina Cescon</p>
<p>Acciaio Arte Architettura n.36</p>
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		<title>LA SCALA LOCATION</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 13:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>REDAZIONE</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ARTICOLI]]></category>

		<category><![CDATA[MILANO BOVISA]]></category>

		<category><![CDATA[PALLADIO]]></category>

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L’intervento si inserisce in una delle zone di Milano – la Bovisa – ricche oggi di fermento sia in termini culturali (le sedi universitarie, le gallerie, la sede distaccata della Triennale), sia per il rinnovamento e sperimentazione. Negli anni Sessanta la Bovisa era uno dei poli industriali più importanti per Milano e questa vocazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-640" title="image_1" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2008/12/image_1.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-641" title="image_2" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2008/12/image_2.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-642" title="image_3" src="http://www.acciaioartearchitettura.com/mag/wp-content/uploads/2008/12/image_3.jpg" alt="" width="500" height="245" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’intervento si inserisce in una delle zone di Milano – la Bovisa – ricche oggi di fermento sia in termini culturali (le sedi universitarie, le gallerie, la sede distaccata della Triennale), sia per il rinnovamento e sperimentazione. Negli anni Sessanta la Bovisa era uno dei poli industriali più importanti per Milano e questa vocazione di “luogo del lavoro” è rimasta inalterata, o meglio potenziata oggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Lascalalocation dello Studio Lucchese è formata da un gruppo di designers e progettisti che hanno scelto di riqualificare un vecchio impianto industriale presente nell’area, re-inventandolo come loro quartiere generale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’edificio si divide su tre livelli, così da offrire spazi flessibili, legati a differenti tipologie di eventi che possono essere qui organizzati: studio-ufficio, ma anche galleria espositiva, luogo di incontri, conferenze, videoproiezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto di ristrutturazione ha voluto mantenere inalterato il carattere originario dell’edificio industriale, reinterpretando gli spazi interni con materiali e soluzioni innovative.</p>
<p style="text-align: justify;">La riprogettazione dell’ampia scala che si articola lungo i tre livelli dell’edificio è un esempio della filosofia seguita: geometricamente la scala è rimasta la stessa, diventando al contempo una nuova “galleria espositiva verticale”, grazie all’impiego sapiente di luci colorate, delle strutture in acciaio e vetro, nuove vetrine su cui esporre oggetti ed idee giocando nel rovesciare punti di vista consolidati, per aprire nuove prospettive e riflessioni.  Un esempio: la magia dei prototipi dei vasi in vetro fluttuanti nello spazio, percependo le opere dal basso.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervento che ha interessato i serramenti segue il medesimo meticoloso approccio: la natura industriale del tradizionale ferrofinestra è stata ripresa nella scelta di serramenti con profili in acciaio, migliorandone però le caratteristiche in termini di tenuta ed isolamento, indirizzando la scelta verso profili sempre in acciaio ma dotati di cava perimetrale portaguarnizione. Visivamente la resa è paragonabile al tradizionale infisso,  sottile e contenuto nel lasciare gran spazio al vetro, prestazionalmente il miglioramento è però netto.</p>
<p style="text-align: justify;">Marina Cescon</p>
<p style="text-align: justify;">Acciaio Arte Architettura n.36</p>
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	</p>]]></content:encoded>
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